SRADICARE ISLAM DEFINITIVAMENTE

SALMAN SAUDI ARABIA ] REALLY? [ Condiviso inizialmente da ADMIRAL GUDRUN ODIN: GEORGE SOROS DAVID BROCK IS BEHIND THIS .PEDOPHILES IS BEHIND IT .

STOP EAT IN CALIFORNIA AND ILLINOIS McDonalds AND THIS BE DONE IN SAUDI ARABIA. Pubblicato il 12 dic 2016

OVER 90% OF HUMAN MEAT FOUND. OMG !!! SHUT THEM DOWN. McDonald’s Meat Factory was found to have babies limbs lying on the floor of the premises. This is absolutely insane, what the heck is going on there. ?
Here is a link. Jewish Rabbi confirms human meat in McDonalds burgers.

I use to have a video up of a Jewish Satanist, saying that the babies they sacrificed to Lucifer ended up in their meat processing plants. But it was taken down. So this is true folks, so stop going to McDonalds.
Here is the original link to this story from MyLordandGOD channel.

The source Link
https://www.huzlers.com/mcdonalds-exposed-for-using-human-meat/
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SALMAN SAUDI ARABIA: NON TI DISPERARE PIÙ DI TANTO, TU PUOI SEMPRE SOSTITUIRE ALLAH CON JHWH! 17.02.2017) I jihadisti si uccidono tra di loro: DOVE ALLAH DIMOSTRA DI ESSERE IL DEMONIO!  ] Le parti in conflitto in Siria questa settimana “ancora una volta si incontreranno tra loro in campo neutro ad Astana, mentre la settimana prossima a Ginevra, incontro che si svolgerà sotto l’egida dell’ONU e dell’inviato speciale dell’ONU sulla Siria Staffan De Mistura”, scrive l’editorialista del giornale Die Zeit Martin Gehlen.
L’agenda dei negoziati di Ginevra è molto più ampia di quella tenuta in Kazakistan: riguarderà il futuro della distribuzione del potere in Siria.
“Ma aspettarsi eventuali soluzioni di compromesso sarà difficile, anche nonostante il fatto che gli oppositori di Assad, dopo la loro sconfitta ad Aleppo, si siano notevolmente indeboliti” continua l’autore. Inoltre, sono sotto pressione da tutti i lati”. In particolare, gli alleati regionali, Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno cambiato le loro strategie e ridotto la fornitura di armi. E dentro il campo dei ribelli sono iniziati i conflitti per il potere, e non solo tra i jihadisti e i ribelli moderati, ma anche tra gli estremisti.
C’è tensione già da tempo e le conferenze ad Astana e Ginevra lo dimostrano. Così i radicali si oppongono categoricamente contro il cessate il fuoco e accusano i rappresentanti dei ribelli di tradimento. Infatti all’inizio della scorsa settimana sono morti 69 guerriglieri a causa di unno scontro tra le fazioni di “Jund al-Aqsa” e “Tahrir al-Sham”. Uno dei gruppi è ideologicamente vicino ai terroristi dello “Stato Islamico”, mentre l’altro gruppo a quelli di “Al-Qaeda”. I loro leader hanno promesso di vendicarsi e di voler sradicare le radici di Daesh.
Nello scontro si sono trovati militanti dell'”Esercito libero siriano”. Decine di loro sono stati catturati e sono stati costretti a dare le loro armi agli estremisti che vogliono creare nel nord della Siria un proprio emirato. Di conseguenza alla popolazione locale è imposta una rigida variante della legge islamica, e gli attivisti democratici sono perseguitati e minacciati.
Di conseguenza, la crescita del numero dei fanatici religiosi “tira acqua al mulino della di propaganda di stato siriana, che già da diversi anni, definisce tutti i suoi avversari terroristi” conclude l’autore. “Le autorità vogliono plagiare le persone affinché credano che Idlib non sia altro che una nuova Kandahar siriana” ha scritto sul giornale Al Hayat il giornalista siriano Ibrahim Hamidi, ricordando che fino al 2001 la città afghana di Kandahar era il centro del gruppo radicale dei talebani, mentre in Siria Idlib è la provincia dell’opposizione, dove si trovano decine di migliaia di profughi e di ribelli di Aleppo, di Hama e Homs.

Faysal Itani, membro del centro analitico americano Atlantic Council è sicuro che “in questa maniera gli oppositori del regime e gli estremisti hanno perso una leadership centrale e non riescono ad accordarsi. E quando questo finirà Damasco colpirà con tutta la sua forza, e nessuno sulla scena internazionale potrà protestare”.

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NON HA NESSUN MOTIVO LA TURCHIA DI STARE A CIPRO O IN SIRIA: SANZIONI IMMEDIATE CONTRO ERDOGAN! Cipro, l’Eurocommissione invita le parti a superare le discordie e continuare i negoziati, 17.02.2017. La Commissione europea esorta Cipro e la Turchia a superare lo spiacevole incidente sorto nel corso dei negoziati per la risoluzione cipriota e portare avanti il processo. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Eurocommissione Alexander Winterstein.
Il leader turco-cipriota Mustafa Akinci ha riferito che ieri il presidente di Cipro Nikos Anastasiadis ha lasciato il tavolo delle trattative, dicendo che non aveva “più nulla da dire”. Il ministero degli Esteri turco ha fatto ricadere sul presidente cipriota la responsabilità del fallimento dei negoziati. Anastasiadis, a sua volta, ha accusato del loro fallimento Akinci, accusando la delegazione turco-cipriota di aver abbandonato le trattative senza alcuna motivazione.
“Si tratta di negoziati difficili… ci sono aspetti positivi e negativi, esplosioni emotive. Chiediamo ai leader di superare l’incidente e di proseguire i negoziati per trovare una soluzione nel modo più rapido possibile”, ha detto Winterstein ai giornalisti.

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GLI USA SONO STATI GIÀ CONDANNATI DA DIO JHWH: AD ESSERE DISINTEGRATI DALLA SFERA DELLA REDENZIONE, PERCHÉ NON C’É PIÙ MODO DI LIBERARE GLI USA DAL SATANISMO! La lotta mortale tra due “Americhe profonde”. 17.02.2017. Una è quella che ha eletto Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Una è quella che ha eletto Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Profonda perché rappresenta bene  il “popolo” americano. Non quello che da decenni ci viene raccontato instancabilmente dai corifei dell’America hollywoodiana, quella delle bollicine di superficie, quella della Coca Cola e di Silicon Valley, quella delle “modernità”, degli i-phone,  della globalizzazione, della crescita, del progresso, dei consumi, dei record, del siamo i migliori, e siamo insostituibili.
Insomma: il popolo americano era ed è altra cosa rispetto a tutta questa paccottiglia propagandistica. Dire cos’è è faccenda complicata.
Merito di Trump, forse l’unico, è di avere dato voce all’America dei diseredati. Più semplice e vero è dire che questo popolo americano (la grande maggioranza degli americani) non piace all’America dei grandi giornali e della grandi tv mondiali, all’America delle Banche e delle Grandi Corporations (che, tutti insieme, sono molto meno del famoso 1% di cui parlarono quelli di “Occupy Wall Street). Anzi, a proposito, si ha l’impressione, fondata, che tutti costoro adesso siano in piazza negli USA dalla parte di quel famoso “molto meno dell’1%”.
L’altra “America profonda” è proprio quella dei “molto meno dell’1%”. Che si è coalizzata contro la maggioranza del proprio popolo. Le sue armi sono quelle del Potere che si sente minacciato dalla maggioranza. In testa a tutti il possente schieramento del servizi segreti americani,  del Pentagono, dei produttori degli armamenti strategici, dei gestori dei sistemi di controllo della cosiddetta “pubblica opinione”.
Lo scontro è tra queste due Americhe. E Donald Trump è la posta in gioco.  Donald Trump è arrivato al potere e questo, di per sé, rappresenta un dato nuovo, intollerabile per chi ha dominato l’America e il mondo occidentale intero dal momento in cui gli Stati Uniti sono divenuti prima la potenza mondiale numero uno, e poi l’unica, cioè dal 1945 ad oggi. Un protagonista “rischioso” per molti aspetti, che va o ricondotto nei ranghi, o tolto di mezzo, prima che possa compiere qualche gesto che possa mettere a repentaglio il “consenso washingtoniano”. Cioè il cemento di interessi che ha tenuto insieme la Nato, l’ha estesa oltre ogni limite, e ha costretto tutti gli alleati sotto il dominio del “molto meno dell’1%” degli americani.
Gli Stati Profondi che vogliono inghiottire Trump
Le convulsioni cui stiamo assistendo, e che coinvolgono tutto l’occidente, sono l’effetto di questo scontro. È ormai chiaro che Donald Trump non dispone di una vera strategia alternativa a quella dei suoi avversari. Il suo slogan di fare “di nuovo grande l’America”, è troppo generico per sbaragliare il nemico interno. Può piacere a un pubblico abbrutito dalle manipolazioni cui i dominatori l’hanno sottoposto per decenni, anzi per secoli. Può apparire seducente a un pubblico che non conosce il “resto del mondo”. Ma non può convincere gli alleati occidentali inquieti.
Le speranze sollevate dalle dichiarazioni del neo-presidente nei paesi che non fanno parte del “consenso washingtoniano” stanno vacillando dopo i suoi primi tentennamenti. In Russia, in Cina, in Iran, in Palestina, in Medio Oriente, ci si chiede cosa voglia fare Trump per “resettare” davvero le relazioni tra la “sua” America e il resto del mondo. E se egli possa farlo con la “squadra” di uomini che ha scelto per realizzare la sua politica. E, infine, se egli possa fronteggiare lo schieramento che l’America profonda del potere sta armando per espellerlo dai suoi ranghi.
In ogni caso sotto gli occhi di tutti  si sta consumando la crisi dell’America intera.  E quella che ne uscirà non potrà essere più l'”Egemone” incontrastato che ha dominato il mondo.

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GLI USA SONO STATI GIÀ CONDANNATI DA DIO JHWH: AD ESSERE DISINTEGRATI DALLA SFERA DELLA REDENZIONE, PERCHÉ NON C’É PIÙ MODO DI LIBERARE GLI USA DAL SATANISMO! TRATTASI di un enorme ASTEROIDE dalla NATURA SPUGNOSA, che: punta verso il sole, ma, che, per fortuna diventa incandescente per: attrito con orbita solare, poi, punta preciso contro il nostro pianeta: a velocità accentuata, e compie, diverse rotazioni intorno all’orbita terrestre: per 3 giorni: arrostendo con ceneri urticanti: un terzo del genere umano, poi: esplode a contatto con atmosfera, e disintegra gli USA! E BENCHÉ I SACERDOTI DI SATANA GIÀ SANNO TUTTO QUESTO, TUTTAVIA: loro PREFERISCONO ANDARE ALL’INFERNO: IN OGNI MODO! Scienziati stabiliscono paese che potrebbe essere colpito da asteroide. SATANISTI USA NON HANNO NESSUN VERO CONCETTO PATRIOTTICO! 16.02.2017. Gli scienziati della NASA hanno dichiarato che la terra potrebbe essere colpita da un asteroide scoperto lo scorso anno. È stato riferito che un corpo celeste è stato rilevato nel 2016 nella zona del sistema Nibiru. L’orbita della Terra e l’asteroide convergono nello stesso punto nel periodo che va dal 16 al 24 febbraio. Il diametro del corpo celeste va dai cinquecento metri ad un chilometro.
Secondo i pronostici più ottimisti degli scienziati l’asteroide passerà ad una distanza di 50 milioni di km dalla Terra. In caso contrario l’asteroide colpirà la terra nella regione della Gran Bretagna. Questo provocherebbe un enorme tsunami nell’Atlantico, il quale inonderebbe tutte le zone costiere.
Gli esperti sottolineano che tale risultato è improbabile. Tuttavia, continuano ad osservare il movimento del corpo celeste.

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Se ci sarà il mio REGNO mondiale Unius REI? al massimo, io posso regalare altri 100anni agli USA! Ma, ogni Chiesa di Satana deve essere chiusa, e satanismo e la Massoneria devono essere condannate: giuridicamente!
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sono i Sacerdoti di Satana: CANNIBALI: che hanno il controllo Istituzionale strategico: e il controllo strategico del meccanismi di controllo della società: in USA, UK e Germania, e Francia, loro controllato tutti i servizi segreti e tutto l’esercito! SOLTANTO UNIUS REI LI PUÒ DISATTIVARE: MOMENTANEAMENTE: PERCHÉ in USA LORO HANNO troppe CITTÀ SOTTERRANEE, E NESSUN PRESIDENTE ORDINERÀ LA DISTRUZIONE DELLE CITTÀ SOTTERRANEE PER UCCIDERE: I MOSTRI Ogm UMANOIDI, E GLI ALIENI IN ESSE CONTENUTE! Ex capo FSB non esclude che la CIA nasconda informazioni a Trump, 17.02.2017( L’ex capo del FSB, il deputato del parlamento Nikolay Kovalev non esclude che diversi membri della CIA possano effettivamente nascondere delle informazioni al presidente Donald Trump. “Non escludo che una parte dei funzionari dei servizi segreti, risentiti nei confronti di Trump. non vedendo la prospettiva di poter lavorare con lui, nascondino delle informazioni al presidente. Col cambio di amministrazione questo può succedere” ha detto il deputato. Direttore della CIA Mike Pompeo ha precedentemente negato le affermazioni dei media, secondo le quali l’intelligence nasconda informazioni al presidente degli Stati Uniti. Secondo lui, la CIA “non ha mai tenuto allo scuro il presidente e mai lo farà”.

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Per l’Italia il CETA è un errore, ecco perché 17.02.2017) Il Parlamento europeo ha dato il via libera al CETA, Trattato di libero scambio fra Ue e Canada, senza ascoltare la voce di milioni di cittadini contrari al progetto. Un rischio per il Made in Italy, un duro colpo alle piccole medie imprese, più potere alle multinazionali. Per l’Italia il CETA è un errore, ecco perché.
Il CETA, approvato dal Parlamento europeo con larga maggioranza, con voti italiani favorevoli dal Partito Democratico e Forza Italia, decide in pratica le sorti della salute, dell’economia, della sanità e dell’ambiente in Europa. Per l’Italia il trattato è senz’altro ambiguo e rappresenta diversi pericoli.
Va sottolineato che il CETA entrerà totalmente in vigore solo dopo la sua ratifica da parte di ciascuno dei Parlamenti europei, quindi i giochi non sono ancora finiti. Il dibattito mediatico in merito in Italia però, rispetto a Francia e Belgio, non sembra essere molto attivo. Quale potrebbe essere l’impatto del CETA sul Belpaese? Sputnik Italia ne ha parlato con Fausto Durante, Responsabile per le politiche europee e internazionali della CGIL.
—  Il Parlamento Europeo ha ratificato il CETA, Trattato di libero scambio fra Europa e Canada. Fausto, secondo lei è stato un errore?
Fausto Durante, responsabile per le politiche europee e internazionali della CGI
— Noi come CGIL pensiamo che sia stato un errore molto grave per diversi motivi. Questi grandi accordi commerciali che l’Europa sta negoziando con il Canada, con la Corea e gli Stati Uniti hanno un difetto di origine, sono cioè concepiti come strumenti per l’abbattimento delle barriere tariffarie doganali, ma anche delle barriere regolamentari. Questo è un problema per la sostenibilità del commercio. Il commercio dovrebbe favorire uno sviluppo armonico del mondo, ma questo passa in secondo piano, perché l’abbattimento delle barriere è di ispirazione tipicamente liberista, l’interesse primario è concentrato quindi sui risultati delle imprese e delle multinazionali.
Questi tipi di accordo vengono inoltre negoziati in grandissimo segreto, c’è un clima di opacità e totale mancanza di trasparenza su chi negozia e in base a quale mandato. L’Unione europea viene meno al principio di trasparenza, di partecipazione democratica e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni importanti che li riguardano.
—  Che cosa non torna nel CETA?
— Viene stabilito il principio secondo il quale un’impresa del Canada che facesse un investimento in un Paese dell’Ue e la quale si ritenesse danneggiata da un contratto collettivo per esempio, può fare causa allo Stato non attraverso i tribunali ordinari, ma attraverso una Corte speciale. Solitamente questo tipo di tribunali privati danno ragione alle imprese, questo mette le multinazionali in una condizione di vantaggio rispetto ai cittadini normali e rispetto agli Stati.
Ceta, Vallonia: no ad ultimatum Ue sul trattato, non è serio
Questo sistema, l’ICS, Investor Court System, prevede che le imprese possano fare ricorso, ma gli Stati e i cittadini non possono rivolgersi alla stessa Corte. Siamo testimoni di uno spostamento di potere decisionale nelle mani delle multinazionali. È un ribaltamento della gerarchia dei valori. Un governo che opera nel bene dei cittadini potrebbe essere citato in giudizio ed essere costretto a pagare fior di risarcimenti alle multinazionali.
—  Quali effetti negativi può causare all’Italia la ratifica del CETA?
— Siamo molto preoccupati per l’impatto sulle produzioni agricole e sulle eccellenze alimentari che ci sono in Europa. Nel nostro Paese molti prodotti sono regolati attraverso i marchi DOP, DOC, Igp, Igt, parlo dei vini, dei distillati e prodotti alimentari che vengono ottenuti attraverso procedimenti disciplinari molto severi. Ebbene, per questi prodotti, che in Europa se ne contano migliaia, il CETA ne tutela poco più di 200. Questo significa che noi potremmo essere esposti al rischio della contraffazione dei marchi, perché a questo punto sarà legale che un’impresa canadese produca un olio chiamandolo “genovese” e lo venda sul mercato europeo senza subire conseguenze.
È possibile perfino che per l’abbattimento della regolamentazione sulla qualità e la salubrità degli alimenti, si introduca in Europa carne derivante da procedimenti dove vengono usati gli ormoni della crescita, gli antibiotici e in cui si fa uso di OGM. Le carcasse degli animali vengono lavate con il cloro nel Nord America, in Italia quest’idea ci farebbe rabbrividire.
I prodotti ottenuti in quella maniera invaderanno i nostri mercati e i cittadini saranno invogliati ad acquistarli perché costeranno meno. Questo però comporterà problemi dal punto di vista della salute.
—  La ratifica del CETA è definitiva o la faccenda non è ancora chiusa e le cose possono cambiare?
— Il Parlamento europeo ha dato il suo formale via libera al CETA, che può entrare in vigore per alcune sue parti generali, ma non specifiche. Per entrare in vigore nella sua pienezza il CETA ha bisogno di essere ratificato dai Parlamenti di ciascuno degli Stati dell’Unione europea. Secondo la procedura che si è scelto di adottare, se soltanto un Parlamento dovesse respingere il CETA, il trattato non potrà mai essere considerato in vigore.
Quindi noi che facciamo parte di una campagna europea molto grande che si chiama Stop TTIP-Stop CETA, lavoreremo nel corso di questo periodo, si pensa ad almeno un paio d’anni, per fare in modo che i Parlamenti possano esprimere la loro voce raccogliendo le preoccupazioni della società civile, dei consumatori, dei sindacati e delle medie piccole imprese, minacciate dal gigantismo industriale nordamericano. Proveremo a ribaltare questo esito.
—  Secondo lei in Italia a livello governativo verrà discusso dovutamente questo problema e i media gli dedicheranno abbastanza spazio?
Proteste contro il Ceta a Bruxelles
— Fino a questo momento il dibattito pubblico in Italia sul CETA e sul TTIP è stato largamente al di sotto delle aspettative, mentre è stato più vivace in Belgio, in Francia e in Germania. Non a caso sono i Paesi dai quali è venuta maggiore opposizione al CETA.
Metteremo in campo diverse iniziative perché i cittadini italiani siano informati, sappiano precisamente quando il Parlamento dovrà discutere e decidere sul CETA. Il Parlamento europeo ha dato il via al CETA, ma ha dimenticato che le sue Commissione Ambiente e Commissione Lavoro avevano chiesto all’aula di respingere il CETA, preoccupate per gli impatti del trattato sul lavoro e l’ambiente.
Più di 3 milioni di persone inoltre hanno partecipato ad una consultazione sul commercio internazionale dicendo di non essere favorevoli a questo modo di intendere i trattati. Queste persone non sono contrarie ai trattati internazionali, loro vogliono un altro tipo di commercio internazionale, che favorisca la diffusione dei diritti sociali per tutti i Paesi, con l’obiettivo di ridurre le diseguaglianze nel mondo.
—  Diversi eurodeputati italiani hanno votato a favore del CETA. Che cosa risponderebbe ai politici che hanno definito il CETA una bella occasione per espandere il “Made in Italy”?
—  I marchi delle eccellenze italiane non hanno bisogno del CETA o del TTIP per diffondersi in tutto il mondo. Hanno un grande mercato, perché sono prodotti di altissimo livello e sicuri dal punto di vista del controllo alimentare.
Non è chiaro in quale misura le imprese italiane potranno partecipare agli appalti in Canada e negli Stati Uniti, mentre è sicuro che noi stiamo aprendo il mercato europeo agli appaltatori canadesi. I vantaggi di questi accordi sono pari a zero. Per esempio il NAFTA ha significato per i Paesi meno sviluppati —700 mila posti di lavoro. Il CETA prevede inoltre che anche i servizi pubblici fondamentali possano essere compresi dentro queste logiche commerciali. Questo riguarderebbe anche l’acqua e la gestione del suolo.
Le previsioni parlano di vantaggi minimi. È possibile che per raggiungere uno 0,1% di crescita si debbano mettere a rischio i diritti del lavoro e la salubrità degli alimenti che si consumano? È possibile creare tribunali pensati solo per le multinazionali? C’è un cedimento di tipo culturale, sul quale noi non possiamo concordare. Noi non siamo soli, i consumatori, gli agricoltori, le piccole e piccolissime imprese protestano. Il governo italiano dovrebbe tenere conto di tutto ciò, invece si è deciso ancora una volta senza ascoltare la voce dei cittadini. Speriamo di invertire questa tendenza nel processo di ratifica nazionale.

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Jan Gouws, Open Doors Southern Africa [ SALMAN SAUDI ARABIA, IL SHARIAH ASSASSINO PAGHERÀ IL PREZZO: A MECCA KAABA, INFATTI SI È ARMATO BENE QUEL MALFATTORE di un ASSISSINO, PERCHÉ, LUI SA DI ESSERE IL COLPEVOLE! Help, One of the most devastating effects of persecution is isolation – the feeling that you’re alone and no one really cares about your suffering.
But as Guta* discovered, the Church is united around the world by the love of Jesus Christ!
February E-Testimony
Guta’s house was burned down because he is a Christian. But thanks to the prayers and gifts of friends like you, he was able to rebuild. And now his home is a light for the Gospel to his community.
Your gift below helps offer peace and safety to persecuted believers like Guta, when their homes and livelihoods are threatened.
God bless you for your generosity – and for helping to advance God’s Kingdom where faith costs the most!
*Representative image used and name changed for security reasons.
https://www.opendoors.org.za/eng/donate/help_offer_peace_and_safety_to_christians/?utm_source=E-Newsletter&utm_campaign=781231f30f-EMAIL_CAMPAIGN_2017_02_14&utm_medium=email&utm_term=0_fa35448558-781231f30f-289687069

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NOI SIAMO LA TEOCRAZIA LAICA DEL REGNO DI DIO (NOI SIAMO DENTRO LA BIBBIA!) ma, tutti i figli del demonio: sodomitici: Gender Darwin le scimmie, poci pornografi, bestialismo pedofili, poligami, sadomasochisti, vampiri, islamici, shariah, MASSONI FARISEI, talmud, SPA FED FMI BILDERBERG: e i loro: gli usurai: Soros Rochefeller: tutti loro incomincino ad avere paura! FINALMENTE QUESTO MASSACRO DI PALESTINESI E DI ISRAELIANI FINIRÀ! .. e loro hanno paura perché vedono il collasso del Satanismo SpA FMI NWO ] ed è per questo che noi siamo il Regno di Palestina e ISRAELE! ] [ Op-Ed: Il presidente ha detto al mondo che personalmente non importa se c’è uno stato o di una soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese. Ma una singola entità tra il fiume e il mare significa la fine di ebraico, Israele democratico. Come osa PM di Israele non farlo notare? Op-ed: The president told the world he personally doesn’t mind if there’s a one-state or a two-state solution to the Israeli-Palestinian conflict. But a single entity between river and sea means the end of Jewish, democratic Israel. How dare Israel’s PM not point that out?

PALESTINESI e loro LEGA ARABA, possono decidere: 1. di combattere da soli: contro tutte le Nazioni del Mondo, oppure, 2. loro possono decidere di arrendersi a me: Unius REI, perché adesso in modo sfacciato, si capisce bene: che: sono io Unius REI, che porto avanti la mia agenda: le profezie bibliche!!!! quindi è normale che i satanisti debbano essere contro di me! GLI INSEDIAMENTI QUINDI DEVONO CONTINUARE! I MAOMETTANI SONO PIENI DI ARMI, E QUESTO È IL MOMENTO PER LORO DI VENIRE SUL CAMPO DI BATTAGLIA CONTRO DI ME!
Abbas to Netanyahu: heed Trump and freeze settlements. As US president dials down support for two-state solution, Palestinian leader reaffirms commitment to longstanding formula

Iran says Israel is ‘biggest threat’ to world peace ] CHI HA DETTO CHE IO VOGLIO FARE LA PACE CON GLI SHARIAH? NO! IO LI DEVO UCCIDERE TUTTI!

TUTTE stupidaggini ] io UNIUS REI, soltanto io sono la LEGGE! se la LEGA ARABA condanna a shariah, poi, tutti i palestinesi vivranno nelle vallate e tutti gli ebrei sulle colline (tutto a tutti)! SE, I PALESTINESI VENGONO ANCORA MALEDETTI dalla LEGA ARABA, perché non condannano la shariah, tutti quelli che, tra i Palestinesi potranno sopravvivere? loro saranno tutti deportati in Siria! Yes, the Settlements Law is defensible. NATHAN LEWIN Rebutting Irwin Cotler: The law adheres to the well-accepted principle of a government’s power of eminent domain

Netanyahu, Ryan determined to ‘hold Iran accountable for its actions’. Following White House meeting, PM sits down with lawmakers from both sides of aisle, including head of panel set to grill Trump’s Israel envoy pick. OVVIAMENTE AI SATANISTI FARISEI SPA 666 FMI BM 322 NWO Bilderberg Troika, IL LORO INTERESSE IMMEDIATO È DISTRUGGERE IRAN, PERCHÉ IRAN HA SOVRANITÀ MONETARIA ANCORA.. COSÌ, IL DESIDERIO DEI FARISEI, È POTER RIUNIRE TUTTI I POPOLI del MONDO IN UN SOLO BRANCO DI SCHIAVI: mettendo un popolo contro un altro popolo, ecc. perché nessuno si accorga che sono loro la vera minaccia.! … E SE I MAOMETTANI OCI ONU LEGA ARABA ( è finto il litigio tra IRAN e Arabia Saudita ) loro FANNO QUESTO GIOCO PERICOLOSO (invece di venire da me: UNIUS REI), È PERCHÉ LORO PENSANO, ancora, DI POTER CONQUISTARE IL MONDO Califfato shariah! … loro I MAOMETTANI credono che sarebbe troppo facile uccidere tutti gli italiani: CHE SONO STATI TRADITI dai LORO MASSONI CULTO BOLDRINI MOGHERINI PD M5S!
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in realtà, oggi tutti gli arabi musulmani uniti ai palestinesi nella soluzione: “un solo Stato”: sarebbero al 50%, con gli israeliani, e poiché la shariah prevede la bomba demografica, come i Serbi hanno perso il Kosovo, così gli israeliani perderebbero ISRAELE, certamente! MA, NOI NON SIAMO LA DEMOCRAZIA MASSONICA SENZA SOVRANITÀ MONETARIA: NOI NON SIAMO GLI SCHIAVI DI ROTHSCHILD E ROCHEFELLER BILDERBERG, NO! NOI SIAMO UNA MONARCHIA, E NON SOLTANTO ISRAELE, ma, ANCHE TUTTO IL GENERE UMANO SAREBBE SEMPRE SOTTO MINACCIA DI ESTINZIONE, SE LA LEGA ARABA NON CONDANNA IL NAZISMO DELLA SHARIAH! Adesso non avrebbe senso la MONARCHIA in Palestina, se tutti gli ebrei del mondo non tornassero come dice la Parola di Dio, ecco perché: SALMAN ed Egitto ci devono dare una parte del loro deserto: se pensano: di dare pace al GENERE UMANO, se pensano di ricevere indietro la loro sovranità monetaria! MA, IO CREDO CHE, loro sono i maniaci religiosi, e noi DOVREMMO INIZIARE a UCCIDERE IRAN, E POI DOBBIAMO PASSARE AD UCCIDERE TUTTA LA LEGA ARABA! Perché è nella natura DEMONIACA E CRIMINALE dei musulmani: UCCIDERE O ESSERE UCCISI! For Israeli-Palestinian peace, we need to, count to, 3. February 16, 2017, Donniel Hartman Rabbi Dr. Donniel Hartman is President of, the Shalom Hartman Institute and, author of, Putting God Second: How to, Save … [More] Much of, the discourse around the Israeli-Palestinian conflict is about numbers. One state, two states, and, various calculations of, the exact numbers of, Jews and, Arabs living between the Mediterranean Sea and, the Jordan River. At their joint press conference, Prime Minister Netanyahu declared that, numbers are mere labels. President Trump posited that, numbers (possibly like facts) do not matter to, him.
After pooh-poohing numbers as mere labels, Netanyahu went on to, disclose that, not all numbers should be labeled as labels. One or two (as in states) are labels. But the number two – as in Israel’s conditions for negotiations – is not a label, but rather an enumeration of, essential substance. The two requirements are Palestinian leadership and, society’s acceptance of, the legitimacy of, the Jewish state, and, Israel’s maintenance of, military control between the Mediterranean and, the Jordan River. The number two, therefore, has paramount significance, as the sufficient and, necessary conditions for Israeli-Palestinian discourse. The absence of, either would leave Israel exposed to, ongoing attack and, potential danger.
Logically, Netanyahu is correct. If the only numbers that, matter are Israel’s two conditions, one state or two states is inconsequential. We can have military control whether in a one- or two-state solution, and, Palestinian recognition of, the legitimacy of, the Jewish state is equally necessary under both options. In fact, under the one-state option, this recognition is even more critical, for how else could they be assimilated in one form or another as full or partial citizens under the Jewish state?
When all that, is guiding the political vision of, Israel is the fulfillment of, these two conditions, then one or two states are indeed labels with no consequential substance. There are, however, other numbers which are far from labels. These are the numbers of, Jews and, Arabs representing the real, actual people residing between the Sea and, the River. Within the current sovereign State of, Israel and, the settlements in Judea and, Samaria, the real numbers are approximately 6.75 million Jews and, 1.75 million Arabs.
When it comes to, Gaza and, the West Bank, however, the numbers again become symbolic and, dependent on one’s political outlook. According to, the Palestinian Central Bureau of, Statistics, there are some 1.9 million Palestinians living in Gaza, and, 2.9 million in the West Bank. Because Israel has relinquished its military control over Gaza, it no longer counts. When it comes to, the West Bank or Judea and, Samaria, however, the numbers one or two (states) cease to, be labels and, in fact shape one’s math. If one is committed to, a one-state solution for Israel, the number of, Palestinians in the West Bank is diminished by up to, 1 million, while two-state supporters within Israel have counting skills similar to, the Palestinians’.
Let’s now do the math. For one-state supporters, the numbers are as follows: 1.75 million Israeli Arabs + 1.9 million West Bank Arabs = 3.65 million. 6.75 million Jews – 3.65 million Arabs = 3.1 million more Jews. Therefore, Israel can annex the West Bank, grant Israeli citizenship to, all Palestinians, and, still maintain its Jewish majority. As for Gaza, who cares about Gaza? It’s not our problem.
For the two-staters, the outcome is different. 1.75 million Israeli Arabs + 2.9 million West Bank Palestinians + 1.9 million Gazans = 6.55 million Arabs between the Mediterranean and, the Jordan. 6.75 million Jews – 6.55 million Arabs = A Problem.
When numbers are labels and, / or do not matter, we are free to, posit whatever number suits our political ideology or feeds our fears. Because numbers actually do matter, it is of, paramount significance for of, ficial Israel to, count carefully and, put forth figures that, transcend our political divides. I am certain that, in Start-Up Nation, we can find somebody capable of, providing all of, us with an accurate accounting.
There is, however, another number, which like Netanyahu’s two, is not a label. It is actually the more complete number of, Israel’s conditions for negotiations and, a settlement with the Palestinians. It is the number three. One and, two are as stipulated by Netanyahu. There is almost no one within the Zionist Israeli camp who is not committed to, both. The reality of, living in the Middle East make them self-evident. What they exactly mean, however, and, how each is to, be implemented, is neither self-evident nor simple.
The problem with Netanyahu’s math is that, he seems to, be able to, count only up to, two. I believe there is a third: “What is hateful unto you, do not do unto others. That is the whole Torah, and, the rest is but commentary.” A Jewish state is not merely a reflection of, numbers, but of, the Jewish values which we stand for and, by. If this is indeed the “whole Torah,” we are obligated to, include it as one of, our conditions, for without it, the Jewishness of, Israel is in danger.
The practical implications of, number three, like the first two, are not self-evident and, clear. But I believe it implies the following: If Palestinians must accept the legitimacy of, the Jewish state, it seems self-evident that, Israel must reciprocate in kind. This is not a concession to, Palestinians, but a commitment to, the core teaching of, our tradition.
The second implication is that, we must count Gaza in our negotiations. While many Gazans are far from being our favorite people, they too are created in the image of, God and, must be given the chance to, reap the benefits of, an Israeli-Palestinian accord. As Jews we are taught to, love the stranger as ourselves, for we were strangers in the Land of, Egypt, which means not merely to, treat others as we would want to, be treated, but to, learn from our past pain and, degradation, and, commit to, eradicating it wherever we can. Who cares about Gaza? We ought to.
So let’s return to, the New Math in the Middle East. One or two? Does it matter? It depends on your number three.
Dopo i numeri di pooh-poohing come semplici etichette, Netanyahu ha continuato a, rivelare che, non tutti i numeri devono essere etichettati come etichette. Uno o due (come negli stati) sono etichette. Ma il numero due – come in condizioni di Israele per i negoziati – non è un’etichetta, ma piuttosto una enumerazione di, sostanza essenziale. I due requisiti sono la leadership palestinese e, l’accettazione della società di, la legittimità, lo Stato ebraico, e, la manutenzione di Israele di, controllo militare tra il Mediterraneo e il fiume Giordano. Il numero due, di conseguenza, ha un significato fondamentale, come il sufficiente e, condizioni necessarie per il discorso israelo-palestinese. L’assenza di, o avrebbe lasciato Israele esposto a, attacco in corso e, pericolo potenziale.
Logicamente, Netanyahu è corretto. Se gli unici numeri che, la materia sono due condizioni di Israele, uno stato o due stati è irrilevante. Siamo in grado di avere il controllo militare sia in un riconoscimento di uno o soluzione a due stati, e, palestinese, la legittimità, lo stato ebraico è altrettanto necessario in entrambe le opzioni. Infatti, sotto l’opzione di un unico stato, questo riconoscimento è ancora più critica, per quale altro modo potrebbero essere assimilati in una forma o nell’altra, come cittadini a pieno titolo o parziali sotto lo Stato ebraico?
Quando tutto questo, sta guidando la visione politica di Israele è l’adempimento di queste due condizioni, uno o due stati sono etichette anzi con nessuna sostanza conseguenti. Vi sono, tuttavia, altri numeri tutt’altro che etichette. Questi sono i numeri di, ebrei e arabi, che rappresentano i reali, persone reali che risiedono tra il mare e il fiume. All’interno della Stato sovrano attuale, Israele e gli insediamenti in Giudea e Samaria, i numeri reali sono circa 6,75 milioni di ebrei e, 1,75 milioni di arabi.
Quando si tratta di, Gaza e la Cisgiordania, tuttavia, i numeri di nuovo diventare simbolica e, a seconda del proprio prospettiva politica. Secondo il Palestinian Central Bureau of, statistiche, ci sono circa 1,9 milioni di palestinesi che vivono a Gaza, e, 2,9 milioni in Cisgiordania. Perché Israele ha abbandonato il suo controllo militare su Gaza, non è più conta. Quando si tratta di, Cisgiordania o la Giudea e la Samaria, tuttavia, il numero uno o due (Stati), cessano di essere le etichette e, in effetti la forma propria di matematica. Se uno si impegna a, una soluzione di un unico stato per Israele, il numero dei palestinesi in Cisgiordania è diminuita fino a 1 milione, mentre i sostenitori a due stati all’interno di Israele hanno contando abilità simili, dei palestinesi.
Vediamo ora fare i conti. Per i sostenitori di un unico Stato, i numeri sono i seguenti: 1,75 milioni di arabi israeliani + 1,9 milioni di Cisgiordania arabi = 3,65 milioni. 6.75 milioni di ebrei – 3,65 milioni di arabi = 3,1 milioni di ebrei. Pertanto, Israele può annettersi la Cisgiordania, concedere la cittadinanza israeliana a, tutti i palestinesi, e, ancora mantenere la sua maggioranza ebraica. Quanto a Gaza, che si preoccupa di Gaza? Non è il nostro problema.
Per i due stati, il risultato è diverso. 1,75 milioni di arabi israeliani + 2,9 milioni di palestinesi della Cisgiordania + 1,9 milioni di abitanti di Gaza = 6.55 milioni di arabi tra il Mediterraneo e il Giordano. 6.75 milioni di ebrei – 6,55 milioni di arabi = un problema.
Quando i numeri sono le etichette e, / o non importa, siamo liberi di, posit qualunque sia il numero adatto alla nostra ideologia politica o alimenta le nostre paure. Poiché i numeri effettivamente fare la materia, è di, importanza fondamentale per di, ficiale Israele, contare con attenzione e, stese figure che, trascendono le nostre divisioni politiche. Sono certo che, in Start-up Nation, siamo in grado di trovare qualcuno in grado di, fornendo tutti, noi con un resoconto preciso.
Vi è, tuttavia, un altro numero, che come due di Netanyahu, non è un’etichetta. In realtà è il numero più completa delle condizioni di Israele per i negoziati e un accordo con i palestinesi. È il numero tre. Uno e, due sono come previsto da Netanyahu. Non c’è quasi nessuno all’interno del campo di Israele sionista che non si impegna a, entrambi. La realtà di, che vivono in Medio Oriente li rendono evidente. Quello che esattamente significa, tuttavia, e, come ciascuno è a, da attuare, non è né evidente né semplice.
Il problema con la matematica di Netanyahu è che, sembra, essere in grado di, contare solo fino a due. Credo che ci sia una terza: “Ciò che è odioso a te, non fare agli altri. Questo è l’intera Torah, e, il resto non è altro che il commento. “Uno stato ebraico
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USA CINA RUSSIA ISRAELE EUROPA NATO INDIA ] PREPARATEVI tutti insieme per soffocare a morte, colpire a morte tutta la LEGA ARABA, attraverso voto di sterminio! IO HO DECISO DI SRADICARE ISLAM, demolire Islam, rimuovere ISLAM DEFINITIVAMENTE, da QUESTO PIANETA: definitivamente! ] [ ADESSO che io ho dimostrato di avere il controllo: sopra di tutti i demoni dell’INFERNO, CIOÈ, di POTER CONTROLLARE: la NATO, e CINA Russia, India, ecc.. sono i miei alleati (e se io non potevo controllare la NATO? oggi, noi già saremmo in guerra contro la RUSSIA: per fare la felicità del saudita e turco: Califfato Mondiale ) e poiché, non è possibile poter salvare la vita a dei paranoici shariah maniaci religiosi, ecco perché: IO HO DECISO DI SRADICARE ISLAM DEFINITIVAMENTE da QUESTO PIANETA!

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