Scientology

logo-sanmichele-300×300
No al satanismo
PER INFORMARSI E DIFENDERSI DAGLI INGANNI DELLE SETTE E DALLE IDEOLOGIE DI ODIO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
Categoria: Scientology
Aumento di derive settarie in corsi per benessere fisico o sviluppo mentale; sette pseudoreligiose (Rapporto Miviludes)
Así lucha Francia contra las sectas
Traduzione dell’articolo di Jose Luis Vázquez Borau, Professore di Filosofia e Teologia, membro di RIES, Rete Iberoamericana di Studio delle Sette
In Francia, la Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie (MIVILUDES) si occupa di studiare e monitorare l’evoluzione del panorama religioso che si è prodotta dal 1970 ad oggi e si avvale della consulenza di sociologi della religione e dei “nuovi movimenti religiosi”, per stabilire una serie di caratteri in base a forme di spiritualità, credenze, filosofie o forme di religiosità. Il suo scopo è quello di monitorare e valutare i rischi per i più vulnerabili, in particolare i bambini, i malati e gli anziani.
Nel settembre 2016, MIVILUDES ha pubblicato il suo ultimo rapporto, in cui si legge che negli ultimi anni le derive settarie sono percepite di meno in quanto vengono abilmente nascoste: vi è una raffica di offerte non solo religiose o filosofiche, ma in molte altre aree di interesse, come la salute, il benessere, il lavoro, economia, ambiente, ecc.
Le derive settarie si osservano anche nei gruppi il cui scopo può essere umanitario, gruppi per la formazione, lo sviluppo personale, l’istruzione e la salute. Piccoli gruppi di individui isolati che sfruttano la debolezza di alcune persone, disoccupati, malati o giovani. E tutto questo è favorito da una struttura che viene proposta attraverso le nuove tecnologie Internet e le reti sociali.
La preoccupazione del proselitismo: Testimoni di Geova e Scientology
Nel 2015 MIVILUDES, come ente governativo, ha ricevuto 54 richieste e rapporti focalizzati sul proselitismo nello spazio pubblico dei Testimoni di Geova e della Chiesa di Scientology. Questa istituzione ha ricordato che proselitismo e distribuzione di opuscoli non sono vietati, anche se, nel caso degli opuscoli, si deve sempre specificare bene l’ente o associazione che li produce. L‘attenzione del pubblico dovrebbe monitorare i messaggi ambigui in cui non viene specificata l’appartenenza ad un particolare movimento. Questo è il caso della Chiesa di Scientology, che sviluppa campagne pubblicitarie, brochure sui farmaci o psichiatria senza esplicitare in modo chiaro la loro appartenenza a questo movimento.
Le denunce provengono da luoghi in cui il proselitismo può avere più presa sui giovani: stazioni ferroviarie, stadi, nei pressi delle scuole o palestre o luoghi specializzati come ospedali. Le limitazioni a questo proselitismo possono essere applicate solo quando vi è un evidente rischio di disturbo dell’ordine pubblico.
Culti in spazi pubblici
L’uso di spazi pubblici (alberghi o istituzioni pubbliche) per il noleggio o l’affitto a movimenti o associazioni di vario genere ha destato preoccupazione in 36 casi di consultazioni nel 2015. Il MIVILUDES non può che incoraggiare attenzione alla sorveglianza, perchè l’obiettivo perseguito da certi movimenti è quello di ottenere una sala di riunioni pubbliche che ha una certa reputazione, per ispirare fiducia e riconoscimento nei nuovi seguaci, al di là dell’ interesse ad ottenere il locale con una spesa non eccessiva.
I funzionari pubblici devono pretendere che venga garantita la giustificazione della richiesta del locale, il titolo della conferenza e la qualità. Il rifiuto di dare in affitto il locale può basarsi sulla natura della manifestazione organizzata e sui rischi per l’ordine pubblico, se la richiesta proviene da un gruppo di deriva settaria.
Movimenti che offrono la ‘meditazione’
Oltre alle attività di svago o di offerte culturali, si osserva la moltiplicazione delle proposte relative alla meditazione, esaltata di tutte le virtù per tutte le età, ma soprattutto per i bambini. MIVILUDES interpella un sorvegliato speciale sulle proposte per la pratica della meditazione per i più giovani.
Gravi disturbi sono stati denunciati da persone che hanno praticato corsi intensivi di meditazione per adulti, tenuti da movimenti settari. La difficoltà in questo settore è che non ci sono riferimenti per convalidare o respingere le pratiche dei rischi per lo sviluppo del bambino.
Deviazioni settarie in gruppi protestanti evangelici
Sono stati ricevuti e monitorati rapporti e richieste sulle deviazioni osservate nei movimenti pseudoreligiosi, gruppi o predicatori. MIVILUDES ha come missione quella di denunciare le deviazioni di un movimento religioso, ma solo osservando in pratica i comportamenti di certi predicatori.
MIVILUDES tiene conto del forte aumento delle richieste, 130 nel 2015, che hanno rivelato alcuni comportamenti di disturbo da parte di pastori “evangelici” o dei loro seguaci che, secondo le loro famiglie, usano tutto il loro tempo per il gruppo e hanno bloccato i loro risparmi nel movimento. La Federazione protestante unita e il Consiglio Nazionale degli Evangelici (CNE), che rappresenta il 70% delle chiese protestanti, non controllano gli altri gruppi, che non sono registrati, per sfuggire al rischio che venga smascherato il leader, che spesso non ha la conoscenza e la legittimità morale per guidare i fedeli.
Questi sedicenti pastori non trascurano l’uso di tecniche promozionali con spettacoli spettacolari presentati in numerosi video e siti web, in cui le richieste di donazioni a volte sono più visibili del messaggio religioso, con i sistemi di pagamento on-line di servizi.
Questi sedicenti pastori non lesinano sulle promesse più inaspettate, tra cui le guarigioni miracolose, che sono condotte soprattutto attraverso atti di devozione secondo i propri doni finanziari a beneficio del pastore-guru. Tra i rapporti, ci sono situazioni a volte gravi, con i leader carismatici che impongono regole che vanno oltre le donazioni, come ad esempio l’abbandono delle cure mediche; fare affidamento soprattutto sulla parola ispirata del “pastore”; anche favori sessuali e abusi sessuali.
Derive settarie in movimenti pseudocristiani o sedicenti cattolici¿Cuándo podemos decir que hay derivas sectarias en los grupos católicos y evangélicos?
Anche se non sono sette in quanto tali, vi sono atteggiamenti settari che si possono verificare in alcuni gruppi cristiani o di derivazione apparentemente cattolica, gruppi che le autorità ecclesiastiche hanno il dovere di monitorare e modificare o eliminare.
Nel suo ultimo rapporto del settembre 2016, presentato al primo ministro di Francia, la Missione interministeriale di vigilanza contro le derive settarie (MIVILUDES), afferma che vi può essere un fattore di rischio anche tra i gruppi cristiani in cui si deve imparare a discernere gli elementi di derive settarie, analizzando i comportamenti di parenti o amici coinvolti in questi gruppi, che possono essere indicativi di tale rischio. Il rapporto di Miviludes si riferisce a entrambi i gruppi di estrazione cattolica come ai gruppi protestanti evangelici.
Movimenti sedicenti cattolici: funzionamento del gruppo
Gli elementi sottoposti ad analisi sono, in primo luogo, quelli relativi al movimento stesso ed ai suoi meccanismi interni. Di seguito vediamo i dettagli:
a) Verificare che questo movimento sia riconosciuto dalla gerarchia cattolica locale.
b) Verificare se il leader si presenta come un “ispirato profeta”, che sviluppa una forte presa sugli altri membri. Questa persona ha spesso una sorta di potere “taumaturgico”, o presunto “potere di guarigione di origine divina”, che permette la realizzazione di eventi soprannaturali come miracoli presentati come guarigioni spontanee, ecc
c) La presenza nel movimento di una dottrina messianica e apocalittica che permette di manipolare le persone.
d) una dottrina esclusiva ed escludente, con una visione dualistica e manichea della società.
e) Minaccia di “maledizione divina” in caso di violazione delle norme interne del gruppo.
f) Utilizzare l’umiliazione e la colpa sia su adulti e bambini membri del gruppo, per esempio con la punizione in pubblico.
g) L’attività missionaria intensa guidata direttamente ed esclusivamente dal leader.
h) Una servitù assoluta e un’instancabile dedizione dei membri del gruppo al capo, cui è dovuta cieca obbedienza.
i) Abuso di potere, l’autoritarismo esacerbato dalla “fede cieca” per il fondatore del gruppo, che è considerato onnipotente e onnisciente.
j) Bambini sottoposti a indottrinamento, a continui incontri, ritiri di meditazione o pellegrinaggi, facendoli sentire in colpa se si mostrano stanchi, minacciandoli col terrorismo di tormenti infernali…
k) Costringere al reclutamento nel gruppo religioso, spesso illegalmente, senza rispettare le diverse vocazioni e senza prima informare i genitori.
l) Tentativi di infiltrazione strategica nelle aree di crescita della persona, quali l’istruzione, la formazione professionale, l’aiuto umanitario, l’ambiente, la salute e il benessere psico-spirituale.
Movimenti pseudocattolici: atteggiamenti dei membri
Vi sono alcuni elementi da evidenziare e prendere in considerazione per valutare se queste persone sono sottoposte a derive settarie
a) Un improvviso cambiamento nel comportamento, tristezza, perdita di peso, l’aggressività.
b) deterioramento della salute.
c) pressioni psicologiche quotidiane in riferimento alla propria sfera personale, causando depressione e disturbi psicologici gravi.
d) Le violazioni (molestie sessuali, abuso sessuale, maltrattamento fisico), spesso causate dallo stesso leader, valutate come elementi importanti nella dottrina del movimento interno.
e) La perdita di volontà, autonomia di decisione nell’esercizio della propria mente.
f) L’indottrinamento nella sfera della famiglia dell’individuo. Possibili rapporti del movimento con i familiari con l’intento di proselitismo, nel tentativo di integrare la famiglia e i bambini nel movimento.
g) Sollecitazioni finanziarie molto comuni per portare risorse al movimento, con la possibilità anche di approfittarsi della buona fede e di truffe sulla proprietà privata
h) Sfruttamento del lavoro dell’individuo, un falso volontariato. Atti di lavoro illegale o lavoro nero senza copertura di protezione sociale, quindi illegale.
Questo può comportare, spiega MIVILUDES, il “dovere di salvare queste persone che vivono in pessime condizioni igienico-sanitarie” con problemi specifici della malnutrizione, il digiuno e l’ascetismo estremo, senza un’adeguata assistenza medica e, di conseguenza, rischio di pessima dieta, complicazioni con grave rischio di delirio e vertigini, che può portare a ricovero in ospedale psichiatrico per pochi giorni o alcuni mesi dopo la fuoriuscita dal gruppo, con particolare attenzione a questa persona, a medio e lungo termine.
Movimenti evangelici: funzionamento del gruppo
In relazione alle comunità evangeliche o protestanti, si possono discernere i seguenti elementi settari distruttivi, se si osserva il loro funzionamento interno:
a) pastore con personalità autoritaria, che può ottenere che i membri del gruppo svolgano atti gravemente dannosi contro se stessi
b) Un pastore che ha tutti i diritti e può decidere per tutti.
c) Il proselitismo all’interno della famiglia, sul posto di lavoro, ecc, che rappresenta un investimento di tempo da parte della persona devota alla causa ed al gruppo.
d) i requisiti finanziari, contributi obbligatori per l’Adepto.
e) I bambini cresciuti con discorsi antisociali o nuovi punti esterni al riferimento della società attuale (lavoro nero).
f) Pratica di falsi matrimoni per ottenere i documenti, casi illegali di regolarizzazione di immigrazione
g) Discorso esclusivo ed escludente: ogni critica interna viene rifiutata, bandendo la riflessione e il pensiero indipendente.
h) Ricatti e minacce per coloro che desiderano lasciare il movimento religioso o “chiesa”. È vietato entrare in relazione con quelli che lasciano il gruppo, anche con le persone vicine alla propria famiglia.
i) Gruppo elitario: discorsi molto virulenti contro quelli al di fuori della comunità
j) L’utilizzo della preghiera con lo scopo di spettacolari cure “miracolose”.
k) Rifiuto di andare dal medico e vietare la medicina tradizionale, anche se la situazione è grave o critica.
l) Discorso Apocalittico anche paranoico rispetto alla richiesta di lealtà, sottomissione e obbedienza al leader assoluto del gruppo.
m) L’abuso fisico di minori o seguaci da parte dei più anziani.
n) Esorcismi eseguiti con degradanti atti contro l’integrità fisica e psicologica del contesto individuale.
o) Stato di manipolazione mentale e indottrinamento.
Movimenti evangelici: i comportamenti dei membri
E nel caso di comunità evangeliche a rischio di aberrazioni settarie, questi sono i dati da considerare nell’osservazione dei seguaci:
a) possibilità di lasciare l’ambiente familiare e / o professionale.
b) progressivo cambiamento che non può essere spiegato con problemi personali o familiari.
c) L’emergere di un nuovo gruppo di amici spesso escludendo parenti conosciuti e familiari.
d) cambiamento improvviso nel comportamento e nel linguaggio della persona dopo la sua integrazione nel movimento.
e) Cambiare le abitudini , abbigliamento, orientamento di vita.
f) I disturbi mentali di alcuni membri della “chiesa”: i casi di scompenso psicologico, “crisi mistica” che invece si rivela uno stato di trance.
Fonti
Así lucha Francia contra las sectas
¿Cuándo podemos decir que hay derivas sectarias en los grupos católicos y evangélicos?
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 20 gennaio 2017Posted in Scientology
Russia: arrestati 10 membri della “chiesa di Scientology” per attività illegali
Russia: arrestati 10 membri della “chiesa di Scientology” per attività illegali
Dieci persone sono state tratte in arresto martedì 21 giugno 2016 dopo che la polizia ha perquisito l’ ufficio dell’organizzazione di Scientology a San Pietroburgo, ha riferito una fonte delle forze dell’ordine non identificata all’agenzia di stampa russa RIA Novosti.
Perquisizioni su larga scala erano state condotte martedì presso le chiese di Scientology a Mosca e San Pietroburgo, come raccontato da un’altra fonte di polizia all’agenzia di stampa russa non governativa Interfax.
Gli agenti hanno bloccato l’ingresso alla Chiesa di Mosca di Scientology, situata su Taganskaya Ulitsa nel centro urbano e a nessuno è stato permesso di entrare o uscire, secondo testimoni oculari.
Si ritiene che le perquisizioni siano collegate a un importante giro di vite contro Scientology in Russia e a un’azione penale avviata contro la Chiesa in relazione ad “attività commerciali illegali” come riferito da Interfax.
La Chiesa non è stata disponibile per un commento quando contattata da The Moscow Times.
Nel novembre dello scorso anno, il Tribunale di Mosca si era espresso in favore del Ministero di Giustizia russo che aveva voluto eliminare una associazione denominata “Chiesa di Scientology di Mosca”, in quanto il suo status religioso era in contrasto con il fatto che il termine “Scientology” risultava registrato come un marchio commerciale di proprietà della statunitense Religious Technology center.
A loro volta, rappresentanti della Chiesa di Scientology, sono ricorsi alla Corte Suprema della Russia, sostenendo che la loro chiusura avrebbe violato i diritti dei credenti.
Diversi microfoni e telecamere installate illegalmente sono state trovate e prelevate dalla chiesa di Scientology a Mosca durante una perquisizione dello scorso agosto.
Nel 2007 il Tribunale di San Pietroburgo aveva soppresso il “Centro per Scientology”che secondo le accuse, raccoglieva informazioni private sulla vita dei cittadini.
La giustizia russa considera “estremiste” numerose pubblicazioni della Chiesa di Scientology e l’organizzazione come una <<setta>>, analogamente a diversi paesi europei.

FONTE: THE MOSCOW TIMES
http://www.themoscowtimes.com/news/article/10-arrested-in-st-petersburg-as-police-search-scientology-churches/573113.html
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 25 giugno 2016Posted in Scientology
Incubo Scientology: sindaco scientologo licenzia l’assessore per le critiche a Scientology…
Incubo Scientology: sindaco scientologo licenzia l’assessore per le critiche a Scientology…
Resana, il sindaco Loris Mazzorato toglie le deleghe all’assessore dissidente per le critiche al convegno con Scientology : «Discriminazione religiosa»,dice lui…o invece il suo è ABUSO DI POTERE ?
imageRESANA. Mazzorato toglie le deleghe all’assessore dissidente Luisella Pellizzer, tra le motivazioni anche la “discriminazione religiosa”: tutto sta in un passaggio del lungo “j accuse” pronunciato il 31 maggio 2016 dell’ormai ex assessore alla cultura, personale e attività produttive che tra le incomprensioni tra lei e il sindaco aveva segnalato anche l’organizzazione di “un evento di Scientology” a sua insaputa. Evento che aveva fatto tremare la maggioranza di Mazzorato. «Questa è una mia motivazione strettamente personale – spiega il sindaco che non ha mai nascosto di essere seguace aver fatto propri degli insegnamenti di Ron Hubbard il fondatore della setta di Scientology– quello non era un incontro di Scientology, bensì sui diritti umani, tra cui c’è anche la libertà religiosa. Definendolo così voleva invece sottolineare una questione che aveva suscitato l’attenzione dei media nazionali. Per me non c’è stato nessun problema ad ammettere la mia vicinanza a Scientology, ma è chiaro che sottolineandolo in quel contesto si voleva rimarcare la cosa. Lo scopo era chiaro…»
Pronta la replica di Pellizzer: «In quel contesto volevo rimarcare solo che era stato organizzato un evento senza consultarmi. Una delle tante cose che non erano state condivise all’interno della giunta. E credo che tutti lo abbiano capito». Venendo invece alle motivazioni politiche Mazzorato ha considerato gravi le recenti prese di distanza dall’indirizzo della giunta: «Credo che non possa continuare una collaborazione con chi prima vota l’aumento delle indennità agli assessori e poi invece vota per una loro riduzione o che mette dubbi sulle erogazioni alle associazioni sportive: comunque nell’ultima riunione di giunta le abbiamo esplicitate nei particolari». La comunicazione ufficiosa è avvenuta ieri mattina al termine dell’ultima riunione di giunta a cui ha partecipato Pellizzer, che aveva mantenuto gli incarichi nonostante fosse chiaro che ormai la frattura fosse definitiva.
Già all’indomani del suo abbandono dell’aula consiliare che aveva visto la maggioranza andare sotto, i colleghi assessori avevano chiesto al sindaco il ritiro delle deleghe. Forse nella speranza di ricucire lo strappo Mazzorato aveva preso tempo, ma di fronte all’esplicita presa di distanza avvenuta nel consiglio del 31 maggio, dove Pellizzer aveva votato a favore del bilancio consuntivo ma poi ponendosi a fianco delle richieste dell’opposizione, non aveva altre strade. Al momento non è previsto un rimpasto: Mazzorato terrà per se’ le deleghe che erano di Pellizzer: «Non si era detto che la giunta costava troppo dopo l’aumento delle indennità? Bene, in questo modo risparmiamo».

FONTE: LA TRIBUNA DI TREVISO
http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2016/06/07/news/discriminazione-religiosa-via-le-deleghe-1.13619863
La denuncia dello stilista Lugli
«Ero un capo di Scientology e vi dico la verità sulla setta. E’ doveroso far conoscere anche al vasto pubblico italiano la malvagità criminale dell’attuale Leader di Scientology David Miscavige e dei suoi degni collaboratori/complici.»

schermata-08-2456164-alle-01-54-40Le accuse non provengono da una persona qualsiasi, ma da una figura di primo piano di Scientology, che dal 1974 ha percorso «tutti gli stati di consapevolezza», fino ad arrivare a quello massimo denominato «OT8». Lui è Claudio Lugli, uno stilista molto apprezzato, un creativo della moda che ha vestito celebrità del calibro di Miles Davis, Pino Daniele e divi del cinema seguaci di Scientology, come John Travolta e Chick Corea, oltre al controverso e carismatico David Miscavige, leader della Chiesa fondata da Hubbard. °°°°°°°° Oggi, però, abbiamo deciso di chiudere con l’organizzazione guidata da Miscavige. Non è stata una decisone facile, perché non è mai semplice scoprire una verità che lascia svanire «in un solo colpo 36 anni di dedizione a dei valori che sono stati calpestati e utilizzati per motivi di potere personale e per avidità di danaro °°°°°°°° I ragazzi sono costretti a lavorare anche 20 ore al giorno: viene dato loro un alloggio modesto e 20 dollari alla settimana. Ma quando si parla di lui, di Miscavige, le cose cambiano… una nostra amica ha lavorato per anni alla “Linea dei Servizi Personali”. È riservata solo a Miscavige e a sua moglie. Mentre i seguaci della setta fanno letteralmente la fame, lui di norma spende più di 1.000 dollari a settimana solo per il cibo. °°°°°°°° La signora Renata aggiunge: «secondo le intenzioni di Hubbard, i soldi dei fedeli dovevano servire per diffondere il Credo di Scientology, non per i vizi e il lusso di chi sta al vertice della Chiesa. Hubbard non ha mai vissuto con lo stile di vita e il lusso ostentato di Miscavige, e questo dimostra quanto siano stati traditi gli ideali originari». °°°°°°°°° E che dire poi, di quell’altro fedele, Richie Acunto, premiato con il titolo di “Diamond Meritorius” per aver donato, in un solo colpo, qualcosa come 10 milioni di euro a favore delle “Org”? Richie è un amico di famiglia, ed è lui che ha sposato civilmente mio figlio Tiziano e sua moglie Jamie, e parte di quei soldi sono stati usati da Miscavige per assoldare 50 investigatori privati che hanno messo per mesi sotto assedio l’abitazione di mio figlio, perché colpevole di aver abbandonato la setta. Richie Acunto è poi fallito con la sua “Survival Insurance”, una grossa compagnia di assicurazioni, ma questo, ovviamente, è un particolare che non interessa a Miscavige. °°°°°°°° Alcuni ex dirigenti offrono una visione senza precedenti sui livelli più alti di questa organizzazione. Rivelazioni che provengono da figure di rango molto elevato, che hanno rotto il muro dell’omertà e rilasciato interviste pubbliche. Come Tom De Vocht, che per anni ha diretto il «quartiere generale spirituale della Chiesa a Clearwater»; o Amy Scobee, chiamata a creare il network riservato alle celebrità di Scientology: una figura chiave, che aveva rapporti quotidiani con divi dello spettacolo del calibro di John Travolta, Tom Cruise e Katie Holmes. E, ancora, dirigenti come Marty Rathbun, il secondo in comando, che ha lavorato per una vita a fianco del leader carismatico David Miscavige, occupandosi delle questioni legali; e Mike Rinder, per più di 20 a capo dell’Ufficio Affari Speciali (Osa): scappati da Scientology, hanno deciso di rilasciare interviste durissime come quelle al quotidiano St. Petersburg Time, in cui rivelano i metodi utilizzati da David Miscavige, divenuto alla morte di Ron Hubbard, nel 1986, leader indiscusso di Scientology. °°°°°°°° Secondo le accuse degli ex dirigenti «la violenza fisica è una realtà che permea Scientology». Mike Rinder arriva addirittura ad affermare di «essere stato picchiato una cinquantina di volte da Miscavige». Rathbun, Rinder e De Vocht ammettono di avere a loro volta picchiato altri dirigenti di Scientology, per «dimostrare al capo di che pasta eravamo fatti». La gente verrebbe maltratta e picchiata, secondo De Vocht, senza un motivo apparente. LA DENUNCIA Esiste una lista di persone maltrattate. Gli ex scientologists Rathbun e Rinder la rendono pubblica. LE VITTIME Marc Yager, aggredito venti volte: «Era come un sacco della boxe»; Guillaume Lesevre, maltrattato dieci volte, e Ray Mithoff, che Miscavige colpiva regolarmente alla testa, prendeva per il collo e sbatteva a terra.COLPITI E UMILIATI Dicono gli ex: «Non era tanto il dolore fisico, quanto l’umiliazione. Non puoi difenderti» °°°°°°°°° Ma la perversione di Miscavige non conosce limiti: come un novello Caligola, celebre per aver nominato senatore il suo cavallo, così lui ha deciso di “dare i gradi” al suo cane, un barboncino, nominandolo Capitano. E così se ti abbaia contro, questo è sintomo che tu sei “fuori etica”, per cui vieni punito». °°°°°°°°° E che dire poi del buco? Un luogo in cui le persone vengono trattenute contro la propria volontà, anche per delle settimane intere, in un’atmosfera di intimidazione e di prigionia, costretti a mangiare a dormire per terra, con la costante presenza di guardie armate; un posto cintato con tanto di sensori di movimento, cancelli chiusi e un sistema di videosorveglianza, sotto la costante minaccia di azioni violente, sottoposti a maltrattamenti mentali e fisici e a degradazioni della peggior specie. °°°°°°°°
Fonte https://indipendologo.wordpress.com/2012/08/24/claudio-e-renata-lugli-libero/
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 11 giugno 2016Posted in Scientology
TESTIMONIANZA DEL FIGLIO DI RON HUBBARD,FONDATORE DI SCIENTOLOGY
HUBBARD“MIO PADRE SI CONSIDERAVA L’INCARNAZIONE DI SATANA”
(IN FOTO:RON HUBBARD ,narcisista dominatore del mondo…)
Forse non tutti sanno che la gigantesca macchina da soldi che oggi é chiamata SCIENTOLOGY é stata creata da un satanista, un satanista vero,Lafayette Ronald ( Ron ) Hubbard.
Suo figlio maggiore Ronald Hubbard Junior, noto anche come Ronald DeWolf , nato dalla prima moglie di Hubbard, Margaret Louise Grubb, ha scritto un libro molto polemico contro suo padre e contro Scientology e ha rivelato molti segreti sulla setta in diverse interviste .
Hubbard Junior ha affermato di aver aiutato il padre nei primi tempi della nascita di Scientology, era diventato un dirigente agli alti vertici ,ma poi fu così deluso e devastato fisicamente e psicologicamente da decidere di allontanarsi totalmente sia dal padre sia da Scientology, vivendo nascosto e cambiando il suo nome in Ronald DeWolf, per sfuggire alle ritorsioni del padre e alle minacce dell’organizzazione di Scientology.
A metà degli anni 1980, Ronald DeWolf ha rilasciato una serie di dichiarazioni e interviste in dettaglio sulla storia di suo padre. Ronald DeWolf ha spiegato che suo padre era stato “profondamente coinvolto nell’occulto e nella magia nera.” DeWolf ha affermato che “La magia nera è il nucleo interno di Scientology”, sostenendo che “mio padre non adorava Satana. Era convinto di essere l’incarnazione di Satana .Era Uno con Satana. Aveva un canale diretto di comunicazione e di potere con lui.
Aleister Crowley si considerava l’Anticristo. E quando Crowley morì nel 1947, mio padre allora decise che avrebbe dovuto indossare il manto della Bestia 666 e diventare l’essere più potente dell’universo.”
Hubbard era un uomo totalmente dedito all’occultismo e ai rituali di evocazione satanica,appresi da Aleister Crowley,considerato il padre del satanismo moderno. Era anche grande affarista, senza scrupoli. Crowley lo portò a presiedere alla Loggia Agape del Thelemico Ordo Templi Orientis ( OTO ) in California.
Crowley scrisse Magick in Theory and Practice,
che successivamente Hubbard citerà nelle proprie conferenze:
“La Nostra pura fonte è la MAGIA.
Il vero mago utilizza direttamente gli spiriti per eseguire la sua volontà.Questo è il suo obiettivo nel praticare la magia”
da una conferenza tenuta il 29 gennaio 1958 La Storia del Clearing da L Ron Hubbard.
Hubbard disse moltissime volte che Gesù Cristo é “UN’INVENZIONE”,ma Hubbard imitò al contrario la struttura di ‘chiesa’ per la sua Scientology ,proprio in odio alla Chiesa cattolica e al Cristianesimo.
Nella lunga intervista rilasciata nel 1983 a Penthouse Magazine, DeWolf ha affermato che “il 99% di tutto ciò che mio padre abbia mai scritto o detto di se stesso ai media,per innalzare la sua figura di onesto lavoratore e studioso, è falso.”
Egli ha inoltre affermato che Errol Flynn era il migliore amico di suo padre durante la fine del 1950, al punto da sembrare un padre adottivo di DeWolf, e i due amici erano impegnati in varie attività illegali insieme, tra cui il traffico di droga e prostituzione di ragazze minorenni. Parlando a Channel 9 in Washington, DC, nel 1983 ,Ronald Dewolf ha ulteriormente descritto la organizzazione di Scientology ,la Sea Org ,come una struttura di lavaggio del cervello analoga alla Gioventù hitleriana e ha descritto le operazioni di importazione di droga in cui il padre era stato coinvolto , citando i suoi rapporti con la criminalità organizzata con connessioni in Messico e Colombia. A suo parere Scientology era poco più di un culto satanico creato con lo scopo di annullare la personalità della gente e strumentalizzarla per fare soldi.
Nel 2014, Jamie DeWolf (nipote di Ron Hubbard,il fondatore di Scientology ) ha annunciato la scoperta delle memorie inedite del figlio di Ron Hubbard che erano state scritte nel 1981.
Questo lavoro illustra la storia delle pratiche occulte del padre Ron Hubbard,pratiche che avevano spinto il figlio Ronald Hubbard Junior al tentato suicidio più di una volta….
In queste memorie segrete,scritte di proprio pugno dal figlio di Ron Hubbard,si parla del coinvolgimento del fondatore di Scientology con i rituali dell’Ordo Templi Orientis,la loggia massonica occulta di cui Aleister Crowley era uno degli alti vertici ,rituali di magia sessuale .
” Fate quello che volete è tutta la legge. Fare solo ciò che soddisfa la volontà.La grande Porta della Grande Bestia. Lui. Voi. Me. La nostra Volontà è la Sua volontà,questa è Scientology,il controllo sulle menti,l’accademia del potere occulto di Hubbard, di Scientology è il potere della Bestia…”
Fonte : http://tonyortega.org/…/jamie-dewolf-ive-found-the-last-me…/
Nel 1984, la sua matrigna Mary Sue Hubbard ha intentato una causa da 5 milioni per frode contro Ronald Hubbard Junior (DeWolf) per ottenere il controllo delle proprietà di L. Ron Hubbard.
DeWolf è stato nominato come co-autore (con Bent Corydon ) dell’edizione nel 1987 di un libro molto critico su Hubbard e la Chiesa di Scientology intitolato “L. Ron Hubbard, Messia o Pazzo?” . Ha poi citato in giudizio l’editore Lyle Stuart , sostenendo che i suoi contributi sono stati travisati e ha ritirato i suoi commenti negativi …
Nel testo autobiografico contro Scientology ,intitolato ” A Piece of Blue Sky “,scritto dall’ ex scientologista Jon Atack,l’autore scrive:
“Ron Hubbard Junior ha accettato un accordo finanziario con gli scientologisti, dopo la morte di suo padre nel 1986, accettando di non fare ulteriori commenti.Era sotto pressione”
Nella revisione aggiornata del libro “L. Ron Hubbard: Messia o Pazzo? “, l’editore Bent Corydon ha commentato:
“Ron Hubbard Junior,il figlio maggiore di Ron Hubbard fu sottoposto nel 1986 ad una vera tortura legale da parte degli avvocati di Scientology ,fu costretto a ritrattare certe sue dichiarazioni ,per ottenere aiuti economici : aveva accumulato fatture ospedaliere considerevoli a causa di un recente intervento chirurgico d’urgenza. Questo lo ha lasciato debole e pieno di debiti. Preoccupato per il benessere della sua famiglia ha finalmente accettato e firmato un “accordo di silenzio” con i vertici di Scientology. Non credo proprio che Ron Hubbard Junior avesse mai voluto ritrattare le sue dichiarazioni e i suoi pensieri. L’uomo era sotto costrizione. ”
DeWolf è morto nel 1991 di diabete,ma c’è chi sospetta il suicidio indotto….. Mr. DeWolf (Hubbard Junior) lavorava come guardia di sicurezza all’ Hotel Casino a Carson City , Nevada , al momento della sua morte.
Per i suoi seguaci il fondatore di Scientology ,Ron Hubbard è la reincarnazione del Buddha: il Messia profetizzato e atteso da innumerevoli milioni di persone nel lontano Oriente e in tutto il mondo. Il Meitreya della New Age….
(tratto dal libro “Ron Hubbard :Messia o Pazzo ?) : “Hubbard era un occultista psicopatico,creò un mondo dissociato, abitato dall’Imperatrice,l’entità spirituale con cui lui era medianicamente in contatto,e che,tramite evocazioni spiritiche,scrittura automatica, gli dettò i testi e i livelli rituali di Dianetics/Scientology …..-l’Imperatrice è anche una carta dei Tarocchi: Si tenga presente che egli disse di ‘averla vista davvero e che lei gli parlò’-..”
In definitiva, come disse Fritz Haack, possiamo dire che Scientology è la magia del XX secolo.
http://www.allarmescientology.it/txt/occulto.htm
http://www.allarmescientology.it/libri/messia/24.htm )
(Chris)
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 15 aprile 2016Posted in Scientology
Suicidio di una scientologa vicino a Parigi
Il PM di Nanterre ha richiesto u1427274908487-cachedn non luogo a procedere nell’ambito dell’inchiesta sul suicidio di una scientologa avvenuto nel 2006 , che i suoi figli attribuiscono a “pressioni” dell’organizzazione.
Gloria Lopez, questa spagnola di 47 anni, si era gettata sotto un treno nella stazione di Colombes, in Alta Senna, il 21 dicembre 2006. Nella sua tasca era stata trovata la professione di fede del fondatore della Chiesa di Scientology, L. Ron Hubbard.
La vittima aveva lasciato scritti in cui collegava a Scientology, di cui era stata membro, la sua prostrazione morale e le difficoltà finanziarie. L’organizzazione è classificata in Francia tra le sètte da diversi rapporti parlamentari.
Segretaria presso uno studio legale, madre divorziata, Gloria Lopez aveva speso in soli 10 anni, 260.000 euro in corsi e libri di Scientology.scientology setta
L’inchiesta, archiviata, era stata riaperta dopo una seconda denuncia depositata nel 2012. Ma, in assenza di incriminazioni, il PM ha chiesto un non luogo a procedere che il giudice dovrebbe, verosimilmente, disporre nelle prossime settimane.Certi che dietro al suo suicidio vi fossero le “pressioni” dell’organizzazione che l’avevano indotta a rompere con la sua famiglia e a spendere sempre di più denaro, il suo ex-marito e i suoi figli avevano presentato congiuntamente una denuncia contro X nel 2007 per truffa commessa da un’associazione a delinquere, abuso di debolezza e mancata assistenza a persona in pericolo.
I figli delle vittima hanno evidenziato lacune nell’inchiesta, tra cui l’incapacità della giustizia di rintracciare tre donne affiliate a Scientology che gli stessi accusano di aver lasciato andare a fondo la madre.
Fonte http://tempsreel.nouvelobs.com/en-direct/a-chaud/21421-scientologie-suicide-scientologue-paris-parquet.html
logo-sanmichele-300×300
No al satanismo
PER INFORMARSI E DIFENDERSI DAGLI INGANNI DELLE SETTE E DALLE IDEOLOGIE DI ODIO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
Categoria: Preghiere e meditazioni dei Santi
San Gabriele dell’Addolorata, il santo della gioia cristiana
San Gabriele dell’Addolorata, il santo della gioia cristiana
Il santo dei giovani, il santo dei miracoli, il santo del sorriso: con questi tre appellativi è conosciuto San Gabriele dell’Addolorata.
Il santo della gioia cristiana. La scelta della vita religiosa per lui fu radicale fin dall’inizio. Aveva trovato finalmente la sua felicità. Scriveva ai familiari: “La mia vita è una continua gioia. Non cambierei un quarto d’ora di questa vita“. (Scritti, p. 185, 192, 206, 322)
La sua fu una vita semplice, senza grandi gesta, contrassegnata dall’eroicità del quotidiano, che viveva da innamorato del Crocifisso e della Madonna. San Gabriele è il santo dei miracoli, invocato in ogni parte del mondo come potente intercessore presso Dio. Sulla sua tomba continuano ad accadere numerosi prodigi e sono tanti coloro che raccontano grazie e guarigioni da lui ottenute. Si contano a migliaia gli ex voto portati dai devoti al santuario in segno di riconoscenza.
San Gabriele è il santo del sorriso. Il papa Giovanni Paolo II durante la sua visita al santuario nel 1985 confermò che “la gioia cristiana è la nota caratteristica di san Gabriele“. Seppe vivere sempre con gioia ed entusiasmo la sua esistenza. Né le varie sofferenze della sua vita, né la morte in giovane età riuscirono a spegnere il suo sorriso.
PREGHIERA A S. GABRIELE DELL’ ADDOLORATA (Festa 27 febbraio)Risultati immagini per SAINT GABRIEL OF OUR LADY OF SORROW
Amabile giovane Gabriele, santo del sorriso, con il tuo ardente amore a Gesù Crocifisso e la tenera devozione a Maria Addolorata ti rendesti in terra esemplare di ogni virtù. A te ricorriamo pieni di fiducia invocando il tuo soccorso e la tua protezione. Guarda i mali che ci affliggono, i pericoli e le insidie, che da ogni parte ci assediano. Tu che passasti fra le seduzioni del mondo senza mai compromettere la tua onestà, aiutaci a vivere con generosità di cuore, gli impegni del nostro battesimo. Rendici testimoni della fede in mezzo alla società in cui viviamo. Proteggi la nostra famiglia, guida tutti sulla via della verità e della pace. Le grazie concesse ai tuoi devoti sono tante che noi non possiamo né vogliamo dubitare dell’efficacia della tua intercessione. Ti preghiamo di ottenerci le grazie particolari che con piena fiducia ti domandiamo, per la gloria di Dio e la salvezza della nostra anima. Fa’ che affrontiamo con gioia e coraggio le vicende della vita presente per essere un giorno felici con te nella patria celeste. Amen
– San Gabriele, Santo del sorriso, porta nel mio cuore, il sorriso di Dio! (3 v.) – 3 Gloria al Padre… – San Gabriele dell’Addolorata, prega per noi.
https://sangabriele.wordpress.com/preghiere/preghiere-varie/
PENSIERI DI SAN GABRIELE
Se sei nei pericoli Essa accorre a liberartiRisultati immagini per SAn gabriele dell’addolorata prega per noi
«Se tu sei nei pericoli, Essa tosto accorre a liberarti.
Se sei afflitto ti consola.
Se infermo ti solleva.
Se bisognoso ti soccorre.
Né guarda già quello che uno sia stato, solo che essa veda un cuore che desidera di amarlo che tosto accorre e gli apre il seno della sua misericordia, lo abbraccia e lo difende, lo tiene consolato e perfino lo serve, l’accompagna in questo poco tempo che viaggia per l’eternità, e poi (o fratello mio, per questo è quello che più consola!) in quel punto in cui per coloro che hanno amato le creature, con amarezza indicibile tutto finisce… quelli che amano veramente Maria si consolano, e invitano a morte». (Così scriveva al fratello Michele due mesi prima di morire)
A chi riteneva la sua devozione quasi eccessiva, e invadente, distinta da Dio, egli rispondeva: “Il Signore ha fatto grande la Madonna perché vuole che sia onorata. L’ha onorata tanto Lui, perché non onorarla noi? Con ciò diamo grande onore a Dio. Siamo dunque larghi con la Madonna, e la Madonna sarà larga con noi”.
La miracolosa guarigione di S. Gemma Galgani per intercessione di San GabrieleSan Gabriele e Santa Gemma Galgani
San Gabriele dell’Addolorata, ebbe un ruolo molto importante nella vita di Santa Gemma. Per lui la santa di Lucca aveva una devozione straordinaria ( al tempo di Gemma San Gabriele era Venerabile, non ancora Santo), al punto da considerarlo suo patrono e protettore. Gabriele apparse a Gemma molte volte, dandole consigli e parole d’incoraggiamento dal Cielo.
Per intercessione di San Gabriele, Gemma guarì da una grave malattia che l’affliggeva, ed in una delle sue apparizioni, egli pose la stemma passionista sul fianco della Santa di Lucca dicendole profeticamente: “Tu sarai passionista.”
Gemma cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formarono in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma peggiorava.
Gemma cominciò una devozione al Venerabile Gabriele Possenti dell’Addolorata (ora San Gabriele). Sul suo letto di malata lesse la storia della sua vita. Più tardi scrisse del Venerabile Gabriele:
“Da quel giorno che il mio nuovo protettore Venerabile Gabriele mi aveva salvata l’anima, cominciai ad averne divozione particolare: la sera non trovavo il sonno, se non avevo l’immagine Sua sotto al guanciale, e cominciai fino d’allora a vedermelo vicino (qui non so spiegarmi: sentivo la sua presenza). In ogni atto, in ogni azione cattiva che avessi fatta, mi tornava alla mente Confratel Gabriele, e mi astenevo” (Autobiografia, p.245).
Gemma, che ora aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che il Venerabile Gabriele le stava davanti. Le parlò così:
“Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di Gesù” (Autobiografia, p.248).
Il primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita. Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo!
https://sangabriele.wordpress.com/san-gabriele-e-santa-gemma/
VITA E STORIA DI SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA
stgabril-13190145-e1422925416745San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838, da Sante Possenti, governatore della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell’illustre concittadino, Francesco. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia.
A tredici anni Francesco affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E’ intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino. Vuole primeggiare in tutto, “la bella vita non gli dispiace”.
Organizza partite di caccia, partecipa a passeggiate e scampagnate, va volentieri a teatro col padre e le sorelle, va a ballare (in città è anche conosciuto come “il ballerino”), anima le serate nei salotti di Spoleto, legge i romanzi e lo attirano gli autori del tempo, il Manzoni, il Grossi, il Tommaseo. Ma è anche di animo buono, generoso, sensibile alle sofferenze dei poveri, ama la preghiera. Sprizza vita da tutti i pori. Niente di strano se qualche ragazza fa sogni su di lui. Lui si presenta sempre più ricercato nei vestiti e sempre più raffinato nelle sale da ballo e nei salotti.
E’ un bel ragazzo e ne è consapevole. Alto (circa m.1,70), snello, moro, viso rotondo fragile, occhi neri vividi, labbra ondulate con finezza sempre in sorriso, capelli castano scuri dal ciuffo ribelle. Egli “aveva sortito da natura un carattere molto vivace, soave, gioviale, insinuante, insieme risoluto e generoso, ed aveva un cuore sensibile e pieno d’affetto… di parola pronta, propria, arguta, facile e piena di grazia, che colpiva e metteva in attenzione”.
I ripetuti lutti familiari e alcune brutte malattie in cui è incappato gli hanno fatto apparire le gioie umane brevi ed inconsistenti; come l’ultimo dramma, la morte dell’amatissima sorella Maria Luisa, il 17 giugno 1855. Segue un anno tribolato senza riuscire a fare una scelta. Le cose non sono più quelle di prima, l’idea del convento torna con più insistenza. Il 22 agosto 1856, durante la processione, quando l’immagine della Madonna del duomo passa davanti a lui, gli risuonano nel cuore chiare parole: “Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!”.
Questa volta non riesce a resistere. Il 6 settembre parte da Spoleto e va a Morrovalle (Macerata) per iniziare il noviziato. Lui, il ballerino elegante, il brillante animatore dei salotti di Spoleto, ha scelto di entrare nell’istituto austero dei passionisti, fondato nel 1720 da San Paolo della Croce con lo scopo di annunciare, attraverso la vita contemplativa e l’apostolato, l’amore di Dio rivelato nella Passione di Cristo.
A 18 anni dunque Francesco volta pagina, affronta una nuova vita e cambia anche nome: d’ora in poi si chiamerà Gabriele dell’Addolorata, perché sia chiaro che il passato non esiste più. La scelta della vita religiosa è radicale fin dall’inizio: si butta anima e corpo, da innamorato, per sempre. Ha trovato finalmente la pace del cuore e la felicità.
Non gli fanno certo paura le lunghe ore di preghiera, le penitenze e i digiuni, perché ha trovato quello che cercava: Dio che gli riempie il cuore di gioia. Lo scrive subito al papà: “La mia vita è una continua gioia…La contentezza che io provo è quasi indicibile… Non cambierei un quarto d’ora di questa vita”. Il 22 settembre 1857 emette la professione religiosa.
Il 10 luglio 1859 arriva nel conventino dei passionisti a Isola del Gran Sasso (Teramo) per prepararsi al sacerdozio con lo studio della teologia. A fine 1861 si ammala di tubercolosi; ogni cura risulta vana. Non riesce a diventare sacerdote anche perché difficoltà politiche impediscono nuove ordinazioni. Gabriele si rende conto che non c’è niente da fare. Il viaggio è già finito. Ma non si sconvolge. E’ proprio quello che aveva chiesto qualche anno prima. Quel che conta è solo la volontà di Dio. “Così vuole Dio, così voglio anch’io”, scrive. La mattina del 27 febbraio 1862 “al sorgere del sole” Gabriele saluta tutti, promette di ricordare in paradiso, chiede perdono e preghiere. Poi muore confortato dalla visione della Madonna che invoca per l’ultima volta: “Maria, mamma mia, fa’ presto”.Risultati immagini per saint gabriel of lady of sorrow
La sua è ritenuta da tutti la morte di un santo. Tutti ricordano i suoi brevi giorni, all’apparenza comuni. Il quotidiano è stato il suo pane, la semplicità il suo eroismo. Le piccole fragili cose di ogni giorno che diventavano grandi per lo spirito con cui le compiva. Lo ripeteva spesso: “Dio non guarda il quanto ma il come; la nostra perfezione non consiste nel fare le cose straordinarie ma nel fare bene le ordinarie”. Tutti ricordano la sua vita trascorsa all’ombra del Crocifisso e di Maria Addolorata, che è stata la ragione della sua vita. Il suo direttore, padre Norberto Cassinelli, rivela a tutti il segreto della sua santità: “Gabriele ha lavorato con il cuore”. Nel 1866 la comunità passionista di Isola è costretta ad abbandonare il conventino ai piedi del Gran Sasso, in forza del decreto di soppressione dei religiosi. La tomba di Gabriele sembra abbandonata per sempre, ma non è così. Qui si chiude solo la prima fase della storia del giovane passionista.
La seconda fase inizia nel 1892, a trent’anni dalla morte di Gabriele, quando sulla sua tomba accadono i primi strepitosi prodigi. Il 17 e 18 ottobre 1892 si procede alla riesumazione sotto stretta sorveglianza della gente che non vuole sentire parlare di trasferimento delle ossa. Sono presenti dalle quattro alle settemila persone. In quella stessa giornata si parla di “almeno sette prodigi di rilievo”. Così Gabriele resta definitivamente in Abruzzo e da allora ha inizio una catena ininterrotta di prodigi, grazie e miracoli operati per sua intercessione. Gabriele viene dichiarato beato da san Pio X il 31 maggio 1908 e in suo onore viene innalzata la prima basilica. Il 13 maggio 1920 Benedetto XV lo proclama santo e nel 1926 diventa compatrono della gioventù cattolica italiana. Nel 1959 Papa Giovanni XXIII lo proclama patrono principale d’Abruzzo. Risultati immagini per san gabriel de la dolorosa
Fonte
http://www.sangabriele.org/san-gabriele-delladdolorata/la-storia-del-santo/
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 27 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
Preghiere al Volto Santo di Gesù
Preghiere al Volto Santo di Gesù
La festa del S. Volto di Gesù si celebra il martedì che precede il giorno delle Ceneri, inizio della Quaresima. Il Santo Volto è il Redentore Gesù che si imprime e si rivela nella Santa Sindone.
Host Sacro visto attraverso il Volto Santo Velo di Manoppello Foto Paul Badde
VOLTO SANTO DI MANOPPELLO
Proprio quel Gesù che è stato, è e sarà moltiplicato in ogni S. Eucarestia dei tempi, e che Unico mi guarda adesso dal Cielo e mi ama, desiderando di vedere, nel nostro volto, la Sua Immagine. Fu Papa S. Giovanni Paolo II ad usare per la prima volta l’espressione “il Volto eucaristico di Cristo”.
“Nascondimi, o Gesù che ami immensamente, al riparo del Tuo Volto [Sal 30,21], da tutti coloro che mi tendono insidie e la mia anima non resti confusa quando tratterà alla porta con i suoi nemici [Sal126,5]; colmala invece di gioia con il Tuo dolcissimo Volto [Sal 15,11]”. (Preghiera di S. Gertrude la grande).
“Lui è sempre alla ricerca di te; come puoi non rivolgere gli occhi della tua anima a contemplarLo ? “- S. Teresa d’Avila
PREGHIERA QUOTIDIANA DI OFFERTA AL VOLTO SANTO DI GESÙ
Volto santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell’amore e del martirio divino, sofferto per l’umana Redenzione, Ti adoro e ti amo. Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere.
Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni, le sofferenze di questo giorno, per espiare e riparare i peccati delle povere creature.
Fa di me un tuo vero apostolo, che il tuo sguardo soave mi sia sempre presente;
e si illumini di misericordia nell’ora della mia morte. Amen
PREGHIERA AL VOLTO SANTO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO (si può pregare anche come Novena per nove giorni consecutivi)
O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti “l’obbrobrio degli uomini e l’uomo dei dolori”, io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso…
Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini.
Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori.
O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore.
Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso.
Nella mia presente necessità accetta l’ardente desiderio del mio cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia.
«Signore, nell’ora della nostra morte guardaci con lo sguardo pietoso con il quale guardasti il ladro pentito».
TRIDUO AL VOLTO SANTO DI GESÙ (pregare per tre giorni consecutivi in preparazione della festa del Volto Santo di Gesù)
1) Volto Santo di Gesù, unico mio bene, a Te ricorro con fiducia ed imploro questa grazia…. Per le tue sante lacrime consolami, o Gesù, ed esaudiscimi per l’intercessione di Maria Santissima e di S. Giuseppe.
Pater – Ave – Gloria.
2) Volto Santo di Gesù, mio amore e mio tutto, a Te ricorro con viva fede, non sarò delusa. La soavità dei Tuoi occhi divini mi attira e di Te m’innamora, guardami, o Gesù e concedimi questa grazia….
Pater – Ave – Gloria.
3) Volto Santo di Gesù, mia gioia e mio tesoro, a Te ricorro piena di fiducia nelle Tue infinite misericordie. Sono indegna è vero di essere esaudita, eppure spero, o Gesù dalla Tua bontà questa grazia che umilmente Ti chiedo…
Pater – Ave – Gloria.
Signore, mostraci il Tuo Volto e saremo salvi !
CONSACRAZIONE AL S. VOLTO DI GESU’
Dolcissimo Signore Gesù, Tu conosci il nostro presente e conosci, Signore, il nostro futuro. Noi, o Signore, niente sappiamo del nostro futuro, ma noi, Gesù, prostrati dinanzi a Te consacriamo e raccomandiamo a Te, o Signore, il nostro futuro. Sia impresso nel nostro cuore, o Signore, il Tuo Volto Benedetto impresso nel nostro cuore e impresso nel nostro pensiero. Impresso, Signore, con tanta potenza come è restato impresso nella S. Sindone; e, conforme, o Gesù, nella S. Sindone nessuna potenza Lo potè cancellare, così, Gesù, nessuna avversità della vita, nessun nemico, o Signore, nessun avvenimento sia capace, o Signore, cancellare dal nostro cuore il SS. Tuo Volto, togliere dal nostro pensiero il Santissimo Volto Tuo, o Gesù, portarLo sempre nel cuore e nel pensiero, e, finalmente, o Signore, per tutta quanta l’eternità lodarLo, benedirLo nella pace degli eletti, e dire a Te tutta la profonda riconoscenza nostra, insieme alle Pie Donne, insieme ai SS. Martiri, insieme ai SS. Confessori, insieme alle SS. Vergini, o Signore Gesù, che Ti vollero sempre bene, Ti vollero sempre amare e tutto vollero affrontare per Te, tutto soffrire per Te. E finalmente, ecco: nel trionfo finale, Signore, godono! O Gesù, concedi anche a noi di lodarTi con queste creature da Te benedette, da Te santificate. Eternamente! Gloria al Padre…
II Servo di Dio Don Ildebrando Gregori OSBCS
CANTICO AL VOLTO SANTO, di S. Teresa di Lisieux
O GESÙ! la Tua ineffabile immagine é la Stella che guida i miei passi. Il Tuo dolce Volto, lo sai bene, e per me è cielo quà giù. Il mio amore scopre il fascino dei tuoi occhi abbelliti dal pianto. Attraverso le mie lacrime sorrido quando contemplo i tuoi dolori. Oh! si, per consolarti voglio vivere ignorata e solitaria. La bellezza, che Tu sai velare, mi fa scoprire tutto il suo mistero e vorrei volare verso di Te! La mia sola patria é il tuo Volto, il mio Regno d’amore, il mio ridente prato, il dolce Sole di ogni giorno, il giglio della valle il cui olezzo misterioso consola la mia anima esiliata, facendole gustare la pace dei cieli. È il mio riposo, la mia dolcezza, la mia cetra melodiosa. II Tuo Volto, o mio dolce Salvatore, il mazzetto di mirra che voglio custodire sul mio cuore. II Tuo Volto é la mia sola ricchezza, il mio solo Tesoro, non domando altro. Nascondendomi continuamente in Esso, ti rassomiglierò. O Gesù! Lascia in me la divina impronta dei tuoi lineamenti pieni di dolcezza e presto diventerò santa attirando a Te i cuori! Perché possa recarti una gran messe dorata, degnati d’incendiarmi del tuo fuoco, dandomi presto l’Etemo bacio della Tua bocca adorata.
S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.
LA DEVOZIONE AL VOLTO SANTOveudeveronica2Antichissima tradizione, fissata nella sesta stazione della Via Crucis, della pia donna di nome Veronica che, vedendo Gesù salire faticosamente verso il Calvario oppresso dalla pesante Croce, e, osservando il Suo Volto livido, sfigurato dai colpi, tutto coperto di polvere, di sputi, di sudore, di ferite e di sangue, si commuove, ne sente viva pietà e subito vuole recare un po’ di conforto al Suo Divin Maestro. Con intrepido coraggio sfidando il furore dei soldati, si avvicina a Gesù, gli si prostra innanzi e poi, con gesto delicato, asciuga il Volto della Vittima Divina. Gesù gradisce quel gesto. La ringrazia con dolce sguardo e la premia imprimendo le meste Sue sembianze in quel candido lino.
Gesù stesso ci invita a fermare il nostro sguardo compassionevole sul Suo Santo Volto,
così villanamente e crudelmente oltraggiato nella Sua Passione.
Egli, che non volle aver sollievo in nessuna parte del Suo Corpo, dispose che una donna Gli tergesse il Volto; la generosità di quest’anima riparatrice ci insegna quanto Gesù desideri che sia Adorato e Onorato il Suo Divin Volto.Risultati immagini per “SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI” (salmo 79) Questa devozione si è diffusa in modo particolare grazie ad un’anima privilegiata Madre Maria Pierini De Micheli, suora delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires, morta in odore di santità. Nel mese di Giugno 1938 mentre pregava davanti al Santissimo Sacramento, nella cappella del suo Istituto a Milano in via Elba 18, in un globo di luce si presentò la Santissima Vergine Maria, con un piccolo scapolare in mano ( lo scapolare fu poi sostituito dalla medaglia per ragioni di comodità, con l’approvazione ecclesiastica): esso era formato di due flanelline bianche, unite da un cordoncino: in una flanellina era impressa l’immagine del Santo Volto di Gesù, con questa dicitura intorno: “Illumina, Domine, vultum tuum super nos” (Signore, guardaci con misericordia) nell’altra era impressa un’Ostia, circondata da raggi, con questa scritta intorno: “Mane nobiscum, Domine” (resta con noi, o Signore).
La Santissima Vergine si accostò alla Suora e le disse:Risultati immagini per “SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI” (salmo 79)“Questo scapolare, o la medaglia che lo sostituisce, è un pegno d’amore e di misericordia, che Gesù vuole dare al mondo, in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e la Chiesa. …Si tendono reti diaboliche per strappare la fede dai cuori. …E’ necessario un rimedio divino. E questo rimedio è il Santo Volto di Gesù. Tutti coloro che indosseranno uno scapolare come questo, o una medaglia simile, e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS.Sacramento, in riparazione degli oltraggi, che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù, durante la sua passione e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico:
1 – Saranno fortificati nella fede.
2 – Saranno pronti a difenderla.
3 – Avranno le grazie per superare le difficoltà spirituali interne ed esterne.
4 – Saranno aiutati nei pericoli dell’anima e del corpo.
5 – Avranno una morte serena sotto lo sguardo del mio Divin Figlio.
Il culto della medaglia del S.Volto ebbe l’approvazione ecclesiastica il 9 agosto 1940 con la benedizione del Beato Card.Ildefonso Schuster, monaco benedettino, devotissimo del S.Volto di Gesù, allora Arcivescovo di Milano. Superate molteplici difficoltà, la medaglia fu coniata ed iniziò il suo cammino. Grande apostolo della medaglia del S.Volto di Gesù fu il servo di Dio, Abate Ildebrando Gregori, monaco benedettino silvestrino, dal 1940 padre spirituale della serva di Dio Madre Pierina De Micheli. Egli fece conoscere la medaglia, con la parola e con le opere in Italia, in America, in Asia e in Australia. Essa è ora diffusa in ogni parte della terra e nel 1968, con la benedizione del Santo Padre, Paolo VI, fu deposta sulla luna dagli astronauti americani.
E’ mirabile constatare che la medaglia benedetta viene accolta con riverenza e devozione da cattolici, ortodossi, protestanti e persino dai non cristiani. Tutti coloro che hanno avuto la grazia di ricevere e portare con fede la sacra icona, persone in pericolo, ammalati, carcerati, perseguitati, prigionieri di guerra, anime tormentate dallo spirito del male, individui e famiglia angustiate da ogni genere di difficoltà, hanno sperimentato sopra di sé una particolare protezione divina, hanno ritrovato la serenità, la fiducia in se stessi e la fede in Cristo Redentore. Dinanzi a tali prodigi quotidianamente operati e testimoniati, sentiamo tutta la verità della Parola di Dio, e spontaneo sgorga dal cuore il grido del salmista:
“SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI” (salmo 79)
http://www.missionariavoltosantomadrepierina.it/devozione_volto_santo_madre_pierina_de_micheli.html
http://www.preghiereperlafamiglia.it/il-volto-santo-di-gesu.htm
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 24 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi1 commento
IL PRIMATO DEL PAPA, spiegato da Sant’ Agostino
IL PRIMATO DEL PAPA, spiegato da Sant’ Agostino
S. Agostino, Vescovo e dottore della Chiesa (354 –430 dopo Cristo)
“DISCORSO 76 SUL VANGELO DI MT 14, 24-33: SUL SIGNORE CHE CAMMINAVA SULLE ACQUE DEL MARE E SUL TIMORE DI PIETRO”
1. Il brano del Vangelo letto or ora ci racconta come Cristo Signore camminò sulle acque del mare e come l’apostolo Pietro camminando sull’acqua ebbe paura e tentennò e, poiché non aveva fede, stava affondando ma poi, riconoscendo la propria debolezza, venne di nuovo a galla; questo brano ci suggerisce che il mare è la vita presente e che l’apostolo Pietro invece è la figura dell’unica Chiesa. Lo stesso Pietro infatti, ch’è il primo nella serie degli Apostoli e assai ardente nell’amore per il Cristo, è spesso lui il solo che risponde per tutti gli altri.
Infine quando il Signore Gesù Cristo domandò ai discepoli chi la gente pensasse che egli fosse e i discepoli avevano riferito le diverse opinioni della gente, avendo il Signore chiesto di nuovo e avendo detto: Ma voi chi dite che sono io? fu proprio Pietro che rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Diede la risposta uno solo per molti, l’unità che tiene uniti molti.
Allora il Signore gli disse: Beato te, Simone, figlio di Giona, poiché questa verità non te l’ha rivelata né la carne né il sangue, ma il Padre mio celeste. Poi soggiunse: E io ti dico. Come se avesse voluto dire: «Poiché tu mi hai detto: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, anch’io ti dico; Tu sei Pietro». Prima infatti si chiamava Simone. Questo nome di Pietro gli fu posto dal Signore e questo nome aveva un significato simbolico, quello cioè di rappresentare la Chiesa. La pietra infatti era Cristo, Pietro era il popolo cristiano. Poiché «pietra» è il nome primitivo; Pietro quindi deriva da «pietra», non pietra da «Pietro», come il nome di Cristo non deriva da «Cristiano», ma è il nome di «Cristiano» che deriva da Cristo. Tu, dice dunque, sei Pietro e su questa pietra che tu hai riconosciuta pubblicamente, su questa pietra che tu hai riconosciuta come vera, dicendo: ‘Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente’, io edificherò la mia Chiesa, cioè sopra Me stesso, Figlio del Dio vivente, io edificherò la mia Chiesa- Edificherò te su di Me, non Me sopra di te.
2. In verità alcuni, i quali volevano che la Chiesa fosse edificata sugli uomini, andavano dicendo: Io sono di Paolo; io invece sono di Apollo; io al contrario sono di Cefa, cioè di Pietro. Altri però, che non volevano che la Chiesa fosse edificata su Pietro, ma sulla pietra, affermavano: Io invece sono di Cristo. L’apostolo Paolo quindi, quando venne a sapere ch’era preferito lui e Cristo veniva disprezzato: Può forse – disse – essere diviso Cristo? E’ stato forse crocifisso per voi Paolo? Siete forse stati battezzati nel nome di Paolo? Come nessuno era battezzato nel nome di Paolo, cosi neppure nel nome di Pietro, ma tutti nel nome di Cristo; in tal modo Pietro veniva edificato sulla pietra, non già la pietra su Pietro.
3. Il medesimo Pietro dunque, cosi chiamato dalla « pietra », proclamato beato, lui ch’era figura della Chiesa, che aveva il primato sugli Apostoli, immediatamente dopo aver sentito ch’era beato, ch’era Pietro, che doveva essere edificato sulla pietra, avendo sentito che il Signore avrebbe sofferto la passione, poiché aveva preannunciato ai suoi discepoli che sarebbe sopravvenuta presto, ne provò dispiacere. Ebbe paura di perdere il Cristo che andava incontro alla morte, ch’egli aveva dichiarato sorgente della vita. Rimase sconvolto e disse: « Dio non voglia, Signore. No, questo non avverrà mai. Abbi misericordia di te stesso, o Dio; non voglio che tu muoia ». Pietro diceva a Cristo: « Non voglio che tu muoia », ma meglio diceva Cristo: «Io voglio morire per te»“.
–PERTANTO, DOBBIAMO CONSIDERARE FALSI ED ERETICI QUEI “PRESUNTI MESSAGGI E APPARIZIONI”, proclamati da sedicenti veggenti: certi messaggi, di cui si dice che vengono dal Cielo e che raccomandano cose belle come la devozione al Rosario e alla pratica della Confessione e nello stesso tempo mettono sfiducia nel Papa perché lo presentano “come il falso profeta”, come “colui che prepara la strada all’anti-Cristo”, dobbiamo dire che si tratta di un’astuzia diabolica, poichè NEGANO IL PRIMATO DEL PAPA e parlano di “due chiese, due papi, del falso papa, Giuda sul trono di Pietro” (vedi i ‘messaggi’ del FALSO ‘FENOMENO ANGUERA’, LA FALSA VEGGENTE ‘MARIA DIVINA MISERICORDIA’, la setta “NUOVA GERUSALEMME DI GALLINARO”, LA FALSA VEGGENTE ‘Luz de maria’, e similari, come le false ‘profezie’ attribuite a Malachia e altri Santi).
Il diavolo in genere non si presenta come tale perché metterebbe spavento. “Si maschera – invece -da angelo di luce” (2 Cor 11,14) “perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44).
Come potranno certe rivelazioni private essere autenticate dalla Chiesa o dal papa quando di lui dicono che è un falso profeta e prepara la strada all’anti-Cristo?
Predicono uno scisma nella Chiesa…Ma non si accorgono che con le loro ‘rivelazioni’ e i loro ‘contenuti’ lo scisma lo stanno già attuando loro.
Anche questa è astuzia diabolica.
Pietro il Papa è la pietra alla quale dobbiamo far riferimento per volontà di Gesù Cristo. San Paolo ricorda che in quanto cristiani siamo “edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,20). E questo per volontà del Signore. spirito-santo-papa-francesco
“E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18).
San Tommaso commenta: “Ti combatteranno, ma non ti vinceranno.
Chi sono le porte degli inferi? Gli eretici: perché come si entra in casa attraverso la porta, così per mezzo di essi si va all’inferno. Ugualmente queste porte sono i tiranni: i demoni, i peccati.
E sebbene le altre chiese possano essere sopraffatte dagli eretici, la chiesa di Roma non fu mai depravata dagli eretici perché era fondata su questa pietra. Perciò a Costantinopoli vi furono eretici, e la fatica degli apostoli fu resa vana, mentre la sola Chiesa di Pietro rimase inviolata” (Commento al Vangelo di Matteo 16,18).
Inoltre il Signore ha detto: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,31-32).
Commenta San Tommaso: “E questo non solo si riferisce alla Chiesa di Pietro, ma alla fede di Pietro, e perciò a tutta la Chiesa occidentale. Perciò credo che gli Occidentali devono avere maggiore riverenza per Pietro che per gli altri apostoli” (Commento al Vangelo di Matteo 16,18).
Pertanto per la nostra fede poggiata in Cristo dobbiamo ritenere che la fede di Pietro (e cioè del Papa) non verrà mai meno.
Ce lo ha assicurato Cristo stesso.
Padre Angelo Bellon
http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 23 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
Beati Giacinta e Francesco Marto, i piccoli veggenti di Fatima
Beati Giacinta e Francesco Marto, i piccoli veggenti di Fatima
Giacinta Marto è la pastorella delle apparizioni di Fatima elevata all’onore degli altari da Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000 insieme al fratello Francesco. Nata l’11 marzo 1910 la piccola aveva solo 7 anni quando la “bianca Signora” apparve ai due fratelli e alla cugina Lucia. Di temperamento vivace (come tante bambine della sua età amava molto ballare) si lasciò completamente trasformare dall’incontro con la Madonna. Vittima della terribile epidemia di “spagnola” che colpì in quegli anni l’Europa, Giacinta morì il 20 febbraio 1920 a nove anni e undici mesi. Francesco, di un anno più grande, era già morto l’anno prima. Giacinta Marto è la più giovane dei beati proclamati in questi anni da S.Giovanni Paolo II: proprio nel decreto sulle virtù eroiche dei due giovani pastorelli di Fatima, la Chiesa afferma che anche i bambini possono percorrere in pienezza la via della santità.
PREGHIERA AI BEATI FRANCESCO E GIACINTA MARTORisultati immagini per fátima
Nostra Signora di Fatima,
Tu che hai scelto Francesco e Giacinta,
due poveri e semplici pastorelli,
per annunciare al mondo
i desideri del tuo Cuore lmmacolato,
aiutaci ad accogliere il tuo messaggio di conversione,
perché liberati dal peccato
possiamo vivere una vita nuova.
Beati Francesco e Giacinta,
voi che foste capaci
di una preghiera intensa,
fate che il momento
della preghiera quotidiana
diventi per noi il cuore
di ogni nostra giornata.
Voi che, seppur bambini,
foste capaci di offrire grandi sacrifici
in dono alla Vergine Maria
per la salvezza dei peccatori,
aiutateci a non sprecare
le piccole croci quotidiane,
ma a renderle offerta preziosa e gradita a Dio
per la salvezza del mondo.
Nostra Signora di Fatima,
per intercessione dei Beati Pastorelli
Francesco e Giacinta,
veglia su tutti i bambini del mondo,
soprattutto quelli più poveri e abbandonati.
Fa’ che anche loro possano trovare,
nel tuo Cuore lmmacolato e materno,
rifugio e protezione.
Beati Francesco e Giacinta,
Pastorelli di Fatima,
pregate per noi!
“Esprimo la mia riconoscenza a Giacinta per i sacrifici per il Santo Padre, che aveva visto soffrire”
(S. Giovanni Paolo II).
Chi era la piccola Giacinta Marto? E come è possibile che una bambina di soli dieci anni – ne aveva sette al tempo delle apparizioni – possa aver scalato in così poco tempo la vetta della santità tanto da indurre la Chiesa a elevarla alla gloria degli altari?
Aljustrel (Fatima), la casa natale di Giacinta e Francesco Marto.
Aljustrel (Fatima), la casa natale di Giacinta e Francesco Marto (foto Del Canale).
«Io prometto…»
Giacinta conduceva le pecore al pascolo con suo fratello Francesco in uno sperduto villaggio del Portogallo, alla Cova da Iria. Non aveva ancora fatto la prima Comunione quando le apparve la “Bella Signora”, il 13 maggio 1917.
Entrambi i fratelli non erano particolarmente devoti. Lo conferma il modo piuttosto birichino che essi avevano di recitare il rosario: dicevano Padre nostro e poi subito infilavano le parole Ave Maria, una dietro l’altra, fino al Pater successivo. Così il rosario finiva in un baleno e loro potevano tornare, senza rimorsi, ai loro giochi.
Per primo apparve l’Angelo, insegnando loro una preghiera: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo! Ti domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano…». Per poi aggiungere: «Pregate così. I Cuori santissimi di Gesù e Maria sono attenti alle vostre suppliche».
In seguito ai bambini – con Giacinta e Francesco c’era anche la cugina di qualche anno più grande, Lucia dos Santos – apparve la Vergine il 13 maggio 1917, chiedendo preghiere e sacrifici per i peccatori, la consacrazione al suo Cuore immacolato, ed annunciando infine una «grande promessa».
In che cosa consiste questa grande promessa di Fatima?
«Io prometto – disse la Vergine – di assistere nell’ora della morte, con le grazie necessarie alla salvezza, coloro che nel primo sabato di cinque mesi consecutivi si confesseranno, riceveranno la Comunione, diranno una corona del rosario e mi faranno compagnia per un quarto d’ora meditando i misteri del rosario, con l’intenzione di offrirmi riparazione».
La tomba di Giacinta nel Santuario-Basilica di Fatima.
La tomba di Giacinta nel Santuario-Basilica di Fatima (foto Giuliani).
Unione mistica con Gesù
In pochi anni di vita Giacinta raggiunse un’unione così elevata con Nostro Signore Gesù Cristo, che può essere arrivata a quel livello chiamato da alcuni teologi “scambio di cuori”. Ella disse: “Io non so com’è: sento Nostro Signore dentro di me, capisco tutto ciò che mi dice, benché non Lo veda e non ascolti la Sua voce!”
Ma non ci dimentichiamo! Se Giacinta arrivò in così poco tempo a questo livello di unione con Dio fu perché seppe capire e praticare teneramente la devozione a Nostra Signora. Seguiamo allora anche noi, il consiglio che diede a Lucia nel suo ultimo congedo: “Dì a tutta la gente che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Ah! Se io potessi mettere nel cuore di tutta la gente il fuoco che ho dentro il mio petto, che mi brucia e mi fa amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!”
Un dono totale
La consacrazione a Maria non deve essere un effimero entusiasmo, un fervore solo esteriore, ma un dono totale. Il dono di sé, nelle facoltà del corpo e dello spirito, a colei che è la cristifera, la soglia che ci introduce a Cristo, cuore del mistero trinitario. «Io prometto», dice la Vergine, e la sua non è una promessa alla maniera degli uomini, così facili a tirarsi indietro, così inclini al cambiamento. È una promessa che vale come salvacondotto per la vita eterna.
«Pregate molto»
Fin dal tempo delle prime apparizioni, Giacinta prese l’abitudine di dare la sua merenda ai poveri. Per saziare gli stimoli della fame si nutriva alla meglio con radici, ghiande, frutti selvatici. «Così si convertiranno più peccatori», diceva.
Sicura, per la promessa della Madre celeste, di dover lasciare presto la terra, Giacinta preferiva spesso saltare la scuola per fermarsi in chiesa a pregare.
Le sue giornate e quelle di Francesco erano puntellate di giaculatorie, atti d’amore a Gesù e Maria.
«Nella vicenda di questi due bambini – ha sottolineato Stefano De Fiores all’indomani della beatificazione dei fratelli Marto – c’è un piccolo trattato di antropologia cristiana. Chi è l’uomo? La tradizione illuminista lo vide una coscienza in grado di determinarsi. È una grande acquisizione. Ma ha rischiato di chiudere l’uomo su se stesso. Francesco e Giacinta, invece, vedono l’altro non come un estraneo, ma come qualcuno con cui solidarizzare fino al punto di assumersene il peso. È l’idea di un’antropologia relazionale, che in qualche modo è anche un riflesso della vita trinitaria».
Dopo le apparizioni, la piccola Marto cominciò a trascorrere lunghe ore in preghiera, specialmente nella recita del rosario, tanto raccomandato dalla Madonna. Le parole della Vergine si stamparono indelebilmente nel suo cuore, furono il faro di tutte le sue azioni. «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori. Badate che molte, molte anime vanno all’inferno perché non vi è chi preghi e si sacrifichi per loro. Siete disposti a offrirvi al Signore, pronti a fare sacrifici e ad accettare volentieri tutte le sofferenze che egli vorrà mandarvi, in riparazione di tanti peccati con i quali viene offesa la sua divina maestà, per ottenere la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese fatte contro l’immacolato Cuore di Maria?».
Giacinta, Francesco e Lucia, i tre piccoli veggenti di Fatima
«O mio Gesù…»
Giacinta praticava l’immolazione nascosta per salvare i peccatori, portando una corda stretta attorno al corpo e sopportando in spirito di penitenza ogni contrarietà. Alla fine della sua vita, gravemente ammalata, fu internata in un ospedale di Lisbona, dove morì da sola. «O mio Gesù – furono le sue parole – ora puoi convertire molti peccatori, perché questo sacrificio è molto grande…».
Modello di santità
«Alla scuola della Vergine, l’anima progredisce di più in una settimana che in un anno fuori della sua scuola!», sosteneva il grande devoto di Maria, Grignion di Montfort. Queste parole nella vita di Giacinta si sono realizzate alla lettera. La pedagogia squisitamente materna di Maria in pochi anni ha fatto sì che Giacinta giungesse alle vette della santità. Del resto, «Giacinta era bambina soltanto negli anni», aveva detto di lei la cugina Lucia.
Un procedimento lungo e complesso, con difficoltà quasi insormontabili, ha portato Giacinta – e il fratello Francesco – sugli altari. Il processo canonico circa l’eroicità delle loro virtù ha contribuito ad accertare, contro la convinzione dominante in precedenza, che anche i bambini possono essere santi.
La loro causa di beatificazione, infatti, era rimasta bloccata per vari decenni perché, secondo la dottrina tradizionale, si richiedeva che l’esercizio eroico delle virtù cristiane (quelle teologali di fede, speranza e carità e quelle cardinali di prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) dovesse avvenire «per un periodo duraturo», il che escludeva dal prendere in considerazione dei fanciulli.
Nel 1981 il Dicastero per le cause dei santi dedicò un’assemblea allo studio di tale possibilità e la risposta da parte di teologi, giuristi, pedagoghi e psicologi fu affermativa. L’abolizione di quella restrizione, suffragata dai più moderni studi di psicologia infantile, ha così aperto la strada della santità canonica per i due fanciulli di Fatima e per altri che verranno dopo di loro.
La santità di Giacinta è stata nell’aver aderito pienamente al messaggio di Fatima. Quel messaggio era il Vangelo di Gesù predicato dalla Madonna. La piccola Marto, dunque, viene proposta come modello di santità non perché ha vissuto col fratellino Francesco l’esperienza di veggente della più importante apparizione mariana del ’900, ma, come ha efficacemente ribadito il postulatore della causa, il gesuita Paolo Molinari, «per come dei bambini hanno saputo sviluppare il loro spirito di fede nel Signore e mettere in pratica quello che la Madonna aveva loro detto: pregare il rosario e sacrificarsi per i peccatori».
(Rivista Arautos do Evangelho, Maggio/2004, n. 29, p. 12 a 15)
Invito all’approfondimento: S. De Fiores, Il segreto di Fatima. Una luce sul futuro del mondo, San Paolo 2008, pp. 136, € 10,00; M. Carraro, I pastorelli di Fatima, Emp 2008, pp. 168, € 10,00.
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 20 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
Papa: “Cirillo e Metodio, i Santi che hanno fatto più forte l’Europa”
Papa: “Cirillo e Metodio, i Santi che hanno fatto più forte l’Europa”
Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale Salonicco, Grecia) all’inizio del sec. IX, evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia. Crearono l’alfabeto slavo e tradussero in questa lingua la Scrittura e anche i testi della liturgia latina, per aprire ai nuovi popoli i tesori della parola di Dio e dei Sacramenti. Per questa missione apostolica sostennero prove e sofferenze di ogni genere. Papa Adriano II accreditò la loro opera, confermando la lingua slava per il servizio liturgico. Cirillo morì a Roma il 14 febbraio 869. Giovanni Paolo II con la lettera apostolica “Egregiae virtutis” del 31 dicembre 1980 li ha proclamati, insieme a San Benedetto abate, patroni d’Europa. (Mess. Rom.)
Coraggio, preghiera e umiltà: questi sono i tratti che contraddistinguono i grandi “araldi” che hanno aiutato a crescere la Chiesa nel mondo, che hanno contribuito alla sua missionarietà. Papa Francesco ne ha parlato oggi nella Messa mattutina a Casa Santa Marta ispirandosi alla Liturgia e al modello dei Santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa che la Chiesa festeggia il 14 febbraio.
Cirillo e Metodio hanno fatto più forte l’Europa
C’è bisogno di “seminatori di Parola”, di “missionari, di veri araldi” per formare il popolo di Dio, come lo sono stati Cirillo e Metodio, “bravi araldi”, fratelli intrepidi e testimoni di Dio, che hanno “fatto più forte l’Europa”, di cui sono Patroni. Ne parla la Prima Lettura di oggi, con le figure di Paolo e Barnaba, e il Vangelo di Luca, con i “settentadue discepoli inviati dal Signore due a due”.
La Parola di Dio non è una proposta, serve coraggio per farla penetrare
Il primo tratto dell’”inviato” che Francesco mette in luce è la “franchezza”, che include “forza e coraggio”:
“La Parola di Dio non si può portare come una proposta – “ma, se ti piace …” – o come un’idea filosofica o morale, buona – “ma, tu puoi vivere così …” … No. E’ un’altra cosa. Ha bisogno di essere proposta con questa franchezza, con quella forza, perché la Parola penetri, come dice lo stesso Paolo, fino alle ossa. La Parola di Dio deve essere annunciata con questa franchezza, con questa forza … con coraggio. La persona che non ha coraggio – coraggio spirituale, coraggio nel cuore, che non è innamorata di Gesù, e da lì viene il coraggio! – no, dirà, sì, qualcosa di interessante, qualcosa di morale, qualcosa che farà bene, un bene filantropico, ma non c’è la Parola di Dio. E questa è incapace, questa parola, di formare il popolo di Dio. Solo la Parola di Dio proclamata con questa franchezza, con questo coraggio, è capace di formare il popolo di Dio”.
Senza preghiera la Parola di Dio diventa una conferenza
Dal Vangelo di Luca, capitolo 10, sono tratti gli altri due caratteri propri di un “araldo” della Parola di Dio. Un Vangelo “un po’ strano” afferma il Papa, perché ricco di elementi circa l’annuncio. “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe” ripete Francesco, ed è così dunque, dopo il coraggio ai missionari serve la “preghiera”:
“La Parola di Dio va proclamata con preghiera, pure. Sempre. Senza preghiera, tu potrai fare una bella conferenza, una bella istruzione: buona, buona! Ma non è la Parola di Dio. Soltanto da un cuore in preghiera può uscire la Parola di Dio. La preghiera, perché il Signore accompagni questo seminare la Parola, perché il Signore annaffi il seme perché germogli, la Parola. La Parola di Dio va proclamata con preghiera: la preghiera di quello che annuncia la Parola di Dio”.
Il vero predicatore è umile, altrimenti finisce male
Nel Vangelo è scritto anche “un terzo tratto interessante”. Il Signore invia i discepoli “come agnelli in mezzo ai lupi”:
“Il vero predicatore è quello che si sa debole, che sa che non può difendersi da se stesso. ‘Tu vai come un agnello in mezzo ai lupi’ – ‘Ma, Signore, perché mi mangino?’ – ‘Tu, vai! Questo è il cammino’. E credo che sia Crisostomo che fa una riflessione molto profonda, quando dice: ‘Ma se tu non vai come agnello, ma vai come lupo tra i lupi, il Signore non ti protegge: difenditi da solo’. Quando il predicatore si crede troppo intelligente o quando quello che ha la responsabilità di portare avanti la Parola di Dio vuol farsi furbo, ‘Ah, io me la cavo con questa gente!’, così, finirà male. O negozierà la Parola di Dio: ai potenti, ai superbi “
E per sottolineare l’umiltà dei grandi araldi, Francesco cita un episodio a lui raccontato di uno che “si vantava di predicare bene la Parola di Dio e si sentiva lupo”. E dopo una bella predica, racconta il Papa, “è andato in confessionale ed è caduto lì un pesce grosso, un grande peccatore, e piangeva, …voleva chiedere perdono”. E “questo confessore”, prosegue Francesco, ”incominciò a gonfiarsi di vanità” e la “curiosità” gli fece chiedere quale Parola pronunciata lo avesse toccato “a tal punto da spingerlo a pentirsi”. “E’ stato quando lei ha detto”, conclude il Papa, ”passiamo a un altro argomento”. “ Non so se sia vero” chiarisce Francesco, ma di certo è vero che “si finisce male” se si porta la Parola di Dio, “sentendosi sicuri di sé e non come un agnello” che sarà il Signore a difendere.
Coraggiosi, in preghiera e umili come i Santi Cirillo e Metodio
Dunque questa è la missionarietà della Chiesa e i grandi araldi, ribadisce in conclusione Francesco, “che hanno seminato e hanno aiutato a crescere le Chiese nel mondo, sono stati uomini coraggiosi, di preghiera e umili”. Ci aiutino i Santi Cirillo e Metodio, è la preghiera del Papa, “a proclamare la Parola di Dio” secondo questi criteri come hanno fatto loro.
PREGHIERA AI SANTI CIRILLO E METODIOst_cyril_methodiusO Santi Cirillo e Metodio, che con ammirevole dedizione avete portato ai popoli assetati di verità e di luce la fede: fate che la Chiesa tutta proclami sempre il Cristo crocifisso e risorto, Redentore dell’ uomo!
O Santi Cirillo e Metodio, che nel vostro difficile e duro apostolato missionario siete rimasti sempre profondamente legati alla Chiesa di Costantinopoli e alla Sede Romana di Pietro: fate che le due Chiese sorelle, la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, superati nella carità e nella verità gli elementi di divisione, possano raggiungere la piena unione auspicata!
O Santi Cirillo e Metodio che, con sincero spirito di fraternità avete avvicinato i popoli diversi per portare a tutti il messaggio di amore universale predicato da Cristo: fate che i popoli del Continente Europeo, consapevoli del loro comune patrimonio cristiano, vivano nel reciproco rispetto dei giusti diritti e della solidarietà e siano operatori di pace tra tutte le nazioni del mondo!
(Dalla preghiera di Papa S. Giovanni Paolo II, 14 febbraio 1981)
INNO (dalla Liturgia delle Ore)
Risuoni nella Chiesa
da oriente ad occidente
l’ecumenica lode
di Cirillo e Metodio.
Maestri di Sapienza
e padri nella fede
splendono come fiaccole
sul cammino dei popoli.
Con la potenza inerme
della croce di Cristo
raccolsero le genti
nella luce del Regno.
Nella preghiera unanime
delle lingue diverse
si rinnovò il prodigio
della Chiesa nascente.
O Dio trino e unico,
a te l’incenso e il canto,
l’onore e la vittoria,
a te l’eterna gloria. Amen.
ORAZIONE
O Dio, ricco di misericordia,
che nella missione apostolica dei santi fratelli Cirillo e Metodio
hai donato ai popoli slavi la luce del Vangelo,
per la loro comune intercessione fa’ che tutti gli uomini accolgano la tua parola
e formino il tuo popolo santo concorde nel testimoniare la vera fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Fonti
https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1981/documents/hf_jp-ii_hom_19810214_basilica-sanclemente.html
http://www.santiebeati.it/dettaglio/22825
http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/14/papa_essere_missionari_coraggiosi,_in_preghiera_e_umili_/1292376
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 14 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi1 commento
La vera storia di San Valentino, la sua lotta per difendere la sacralità del matrimonio dalla poligamia dei pagani
La vera storia di San Valentino, la sua lotta per difendere la sacralità del matrimonio dalla poligamia dei pagani
-14 febbraio Fiori, caramelle, cuori rossi e romanticismo. Questo è ciò che è diventata la festa commerciale del giorno di San Valentino.
Ma la vera origine di questa festa cristiana, che riguarda la vera espressione dell’Amore, fino alla donazione totale di sè, è molto più profonda.
Padre Frank O’Gara di Whitefriars Street Church a Dublino, in Irlanda, spiega la vera storia di un uomo coraggioso che lottò fino al martirio per difendere la fede cristiana e la sacralità del Matrimonio, di un Santo, oltre la vetrina della festa commerciale: “San Valentino è conosciuto come il santo patrono degli innamorati, ma prima di tutto lui è il Santo che ha difeso l’unione sacra del Matrimonio” –
La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte: il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni dal LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano. S.Valentino fu sepolto in un’area cimiteriale nei pressi dell’attuale Basilica di Terni. Ancora oggi nella Festa della Promessa, il giorno del Santo, i fidanzati giunti a Terni da mezzo mondo si scambiano un voto d’amore, poi gli sposi che hanno raggiunto il venticinquesimo o il cinquantesimo anno di matrimonio possono rinnovare l’impegno del loro legame.
L’EDITTO DELL’IMPERATORE CLAUDIO CHE IMPEDIVA I MATRIMONI.400-556
“San Valentino soldato romano convertito al cristianesimo, fu martirizzato in Roma per non aver voluto abiurare la sua fede. Diventò un vescovo della Chiesa cattolica, nel momento in cui ci fu un imperatore romano, Claudio, che perseguitava la Chiesa in quel particolare momento,” spiega Padre O’Gara, “L’imperatore Claudio aveva emanato un editto, che proibiva il matrimonio dei giovani. Questa legge era basata sulla convinzione che i soldati non sposati combattevano molto meglio dei soldati sposati, perché i soldati sposati pensavano troppo a proteggere le loro mogli e i loro figli, quindi non erano pronti a sottomettersi all’Imperatore e a morire in guerra.”
“Penso che dobbiamo tenere a mente che la società in cui viveva San Valentino era un regime totalitario pagano e dissoluto, l’Impero romano “, afferma Padre O’Gara. “La poligamia era propagandata, per rendere l’uomo schiavo dello Stato, in modo che non si creassero legami affettivi profondi verso un’unica donna e verso la propria famiglia. Eppure, proprio in quel periodo, la fede cristiana si stava diffondendo, nonostante le persecuzioni violentissime, molti romani si stavano convertendo a Cristo, perchè il Suo Vangelo donava la vera libertà. La Chiesa, al contrario del mondo pagano, continuava a difendere e incoraggiare il Sacramento del Matrimonio come vincolo sacro tra un uomo e una donna per la vita intera.
Valentino dava molto fastidio all’Impero romano, perchè andava contro l’Editto di Claudio e segretamente incoraggiava le coppie a sposarsi in Chiesa e a credere nel sacro vincolo di fedeltà e amore eterno tra un uomo ed una donna, uniti nell’Amore di Cristo: celebrò il matrimonio fra il legionario romano Sabino ed una giovane cristiana Serapia“.
Valentino alla fine venne catturato, imprigionato e torturato, accusato di aver eseguito cerimonie di matrimonio contro il comando dell’imperatore Claudio.
Ci sono molte narrazioni di miracoli che circondano la figura di San Valentino in carcere: “Uno degli uomini addetti a giudicare in linea con il diritto romano, al momento era un uomo chiamato Asterio, la cui figlia era cieca. Valentino pregò tanto per la guarigione della ragazza, con tale effetto sorprendente, che la ragazza riacquistò la vista ed entrambi, padre e figlia, si convertirono a Cristo. “
Nell’anno 269 dC, Valentino venne condannato ad una esecuzione capitale, svoltasi in tre parti: pestaggio, lapidazione, e infine, la decapitazione, tutto a causa del suo prodigarsi per il matrimonio cristiano. La storia racconta che le ultime parole che ha scritto erano di incoraggiamento alla fede in Cristo, in una lettera alla figlia di Asterio, la ragazza che aveva riacquistato la vista miracolosamente, questa lettera ha ispirato le missive romantiche di oggi , che vengono ancora firmate così, “dal tuo Valentino”.Immagine correlata“La vera storia di San Valentino ha un grande significato per me come sacerdote,” spiega Padre O’Gara, “è che c’è un momento in cui si deve porre la nostra vita in linea con quello in cui si crede. E con la potenza dello Spirito Santo possiamo farlo anche in punto di morte”.
Il martirio di San Valentino non è passato inosservato al grande pubblico. In realtà, Whitefriars Street Church è una delle tre chiese in Irlanda che ospitano alcune reliquie di San Valentino. Oggi, molte persone fanno il pellegrinaggio alla chiesa per onorare il coraggio e la memoria di questo santo cristiano.
“Il Matrimonio cristiano è benedetto dalla potenza dello Spirito Santo, che effonde il vero Amore nell’uomo e nella donna, nella famiglia che dalla loro unione nascerà , in cui il sacrificio e la donazione verso l’altro vengono rafforzati dalla presenza dell’Amore di Cristo, non solo dall’amore romantico.
Il Matrimonio cristiano è una grande benedizione per tutta l’umanità e va difeso, in particolare nel mondo moderno; ancora oggi nonostante il dilagare del relativismo molte persone incontrano Dio attraverso suo Figlio, Gesù Cristo, e la loro vita riacquista il vero valore e la dignità perduta.”
“Se Valentino fosse qui oggi, avrebbe detto alle coppie sposate che arriva un momento in cui l’amore diventa anche sacrificio.
Non sarà facile mantenere il vostro impegno e le vostre promesse di matrimonio. Non stupitevi se l’ ‘amore romantico’ che avete per qualcuno cambia, non è più trascinante come all’inizio: l’amore è costanza, è impegno, fino alla donazione di sè e così, con l’aiuto di Cristo, diventa vero Amore, molto più maturo e completo.
L’amore – l’amore umano è meraviglioso e benedetto da Dio. Ma diventa vero Amore quando si è disposti anche a portare la croce insieme. Questo è ciò che San Valentino significa per me.”
PREGHIERA A SAN VALENTINO VESCOVO E MARTIRE, PROTETTORE DEGLI INNAMORATI
Reliquie del Santo nella Basilica di Terni
Glorioso San Valentino, dagli splendori della gloria dove state beato in Dio, rivolgete pietoso lo sguardo sui vostri devoti, che fidenti nella potenza di intercessione che godete in Cielo per le sante opere vostre, invocano il vostro amoroso patrocinio.
Benedite le nostre famiglie, i terreni e le industrie nostre, tenendo lontani da noi i castighi, che purtroppo abbiamo meritato coi nostri peccati.
Ma soprattuto sostenete e avvalorate in noi quella Fede, senza la quale è impossibile salvarsi e della quale voi foste apostolo e martire invitto.
Proteggete, o gran Santo, la Chiesa di Gesù nelle lotte funeste, che tanto la travagliano in questi tempi infelicissimi, e fate che sempre più cresca lo stuolo dei santi e valorosi lieviti, che, informati dal vostro spirito, camminino sulle vostre orme luminose, a gloria di Dio, a onore della Chiesa, a salute delle anime nostre.
Nel mio cuore, Signore, si è acceso l’amore per una creatura che tu conosci e ami.
Fa che non sciupi questa ricchezza che mi hai messo nel cuore.
Insegnami che l’amore è un dono e non può mescolarsi con nessun egoismo,
che l’amore è puro e non può stare con nessuna bassezza,
che l’amore è fecondo
e deve, fin da oggi, produrre un nuovo modo di vivere in me e in chi mi ha scelto.
Ti prego, Signore, per chi mi aspetta e mi pensa,
per chi ha messo in me tutta la sua fiducia,
per chi mi cammina accanto, rendici degni l’uno dell’altra.
E per intercessione di San Valentino fa che fin da ora
le nostre anime posseggano i nostri corpi e regnino nell’amore.
Così sia. Pater, Ave, Gloria.
Fonte http://www.cbn.com/spirituallife/ChurchandMinistry/churchhistory/st_valentine_the_real_story.aspx
http://www.santiebeati.it/dettaglio/40850

Condividi:
Pubblicalo
Posted on 14 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
La Chiesa beatifica il martire giapponese Takamaya Ukon, samurai di Cristo
La Chiesa beatifica il martire giapponese Takamaya Ukon, samurai di Cristo
7 febbraio 2017 Oggi è stato beatificato il martire giapponese Justus Takayama Ukon (1552 – 5 Febbraio 1615), signore feudale e samurai, vissuto nel XVI secolo. Sposato e padre di 5 figli, scelse la via dell’esilio piuttosto che abiurare la fede cristiana. La Messa di Beatificazione ad Osaka, in Giappone, è stata presieduta dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Oggi una SUA STATUA domina la Plaza Dilao a Manila nelle Filippine, dove Ukon è morto in esilio: il nuovo beato (IN FOTO) è vestito con il costume tipico dei samurai, ma la katana (la spada tradizionale dei guerrieri giapponesi) è rivolta verso il basso. Su di essa campeggia un’immagine di Gesù crocifisso.
I cattolici giapponesi sono una piccola realtà che viene dalla persecuzione più crudele, ma il Cielo premia chi è fedele.
Il popolo dei kakure kirishitan (i cattolici clandestini giapponesi) ha sempre considerato Ukon un “martire bianco” e oggi la Chiesa Cattolica dà ragione al popolo.
Un guerriero con la katana, la spada dei guerrieri Giapponesi, rivolta verso il basso, sormontata da una croce. La statua di Ukon, il samurai di Cristo, rappresenta la parabola della sua vita: da daimyo, grande signore feudale, potente in battaglia, un povero ed esiliato fino alla morte. Nato nel 1552, viene battezzato a 12 anni quando suo padre abbraccia la fede cristiana attraverso la predicazione del gesuita san Francesco Saverio. Signori feudali, i Takayama arrivano a dominare la regione di Takatsuki e Ukon si impegna per la diffusione del cristianesimo con la fondazione di Seminari e la formazione di missionari e catechisti: nei suoi territori da una popolazione di 30mila persone, circa 25 mila abbracciarono la fede cattolica.
0433dc29a0b8cde758cfe6048c2ade8b
Statue di San Francesco Saverio, al centro, con i suoi discepoli giapponesi Anjiro (sinistra) e Bernardo, a Xavier Park, (Kagoshima, Giappone)
Il cardinale Angelo Amato :
“Ukon aveva colto IL MESSAGGIO centrale di Gesù, che è la legge della carità. Per l’ epoca, lui era un signore feudale molto misericordioso con i suoi sudditi, aiutava i poveri, dava il sostentamento ai samurai bisognosi. Fondò la Confraternita della Misericordia. Visitava gli ammalati, era generoso nell’elemosina, portava assieme al padre Dario la bara dei defunti, per coloro non avevano famiglia, e provvedeva a seppellirli. Tutto ciò provocava stupore e desiderio di imitazione “.
Le persecuzioni iniziarono nel 1587 quando lo shogun Hideyoschi ordina l’espulsione dei missionari. Ukon e suo padre rinunciano agli onori, scegliendo la povertà. Vennero poi le crocifissioni, infine nel 1614, quando lo Shogun Tokugawa bandì definitivamente il cristianesimo, Ukon per non abiurare va in esilio nelle Filippine assieme a 300 Cristiani. Morirà circa 40 giorni dopo il suo arrivo.Risultati immagini per Dom Justo Takayama
Ancora il cardinale Amato:
“Educato all’onore e alla lealtà, fu un autentico guerriero di Cristo, non con le armi di cui era esperto, ma con la Parola e l’Esempio. La fedeltà al Signore Gesù era così fortemente radicata nel suo cuore, da confortarlo nella persecuzione, nell’esilio, nell’abbandono. La perdita della sua posizione di privilegio e la riduzione ad una vita povera e di nascondimento non lo rattristarono, ma lo resero sereno e perfino gioioso perché si manteneva fedele alle promesse del Battesimo “.
” ‘Via della Spada, Via della Croce … Tante domande mi risuonavano in testa giorno e notte …’. Sono parole del film-documentario ‘Ukon il samurai – La via della spada, la via della Croce’ descrive proprio questo cammino di spoliazione. Ma come avviene il processo di conversione per Ukon?
La regista del film, Lia Beltrami :
Antica immagine di Ukon in preghiera, nel periodo di esilio
“La vita di Ukon percorre, possiamo dire, tre fasi di conversione: il Battesimo, quando era ancora piccolo, assieme al padre, il momento in cui si trova in mezzo ad un combattimento, in cui capisce che non è quella la sua via e quando si trova a dover scegliere tra due grandi signori feudali. La scelta di uno avrebbe provocato una persecuzione contro la Chiesa nascente, mentre la scelta dell’altro l’avrebbe portato a perdere i suoi familiari che erano stati sequestrati. Lui sceglie di non entrare nella logica del mondo, ma di rinunciare a tutto, di rinunciare allo stato di signore, di rinunciare al castello per seguire la via della Croce “.
Ukon non abbandona la cultura giapponese, che anzi valorizzerà sempre. Ancora Lia Beltrami: “Ukon vive pienamente e fino in fondo il suo essere giapponese e non pone mai in conflitto la nuova religione, il cristianesimo. Takayama Ukon è conosciuto in tutto il Giappone, anche non cristiano, come “Gran Maestro della Cerimonia del Thè”: là dentro, nella stanza spogliata di tutto, dove ci si trova di fronte al proprio interlocutore, quella è la via per annunciare il Vangelo, quella è la via della missione negli ultimi anni della sua vita”.
Affascinato dal messaggio di Gesù che dona la sua vita per amore, Ukon capì che quello era il vero sacrificio e il vero onore.
Il film SILENCE
Il popolo dimenticato dei kirishitan torna anche per merito del cinema. Martin Scorsese nel film Silence, interpretato da Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano e Ciarán Hinds. Dal punto di vista pastorale, la Commissione nazionale valutazione film della Cei (www.cnvf.it) lo ha riconosciuto come complesso, problematico e adatto per dibattiti, per recuperare la storia dei missionari in Oriente, ma anche riflettere sulle persecuzioni dei cristiani oggi.
La storia è quella dell’omonimo romanzo firmato nel 1966 dal controverso scrittore cattolico giapponese Shusaku Endo (1923-1996), tradotto in italiano a Milano come Silenzio da Rusconi nel 1982 e riedito con il medesimo titolo da Corbaccio nel 2013.
Nella Nagasaki del 1633, il padre gesuita portoghese Cristóvão Ferreira (1580?-1650), già coraggioso missionario nel pieno della persecuzione, cede alla violenza e rinuncia alla fede. Quando la notizia giunge a Roma, due giovani confratelli, Sebastian Rodrigues e Francisco Garpe, increduli, si mettono sulle sue tracce. In Giappone si scontrano però con la dura realtà della cristianofobia e del tradimento. Finirà tutto in silenzio, il silenzio sperimentato da Gesù sulla Croce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?».
Il dramma dei kirishitan, costretti per secoli a nascondersi come topi in una patria ostile chiusasi ermeticamente a guscio, e la sfida dell’apostasia sono stati i motivi di una continua conversione a Cristo durata tutta l’esistenza terrena del romanziere Endo. Su influsso di Endo, un altro scrittore giapponese, Otohiko Kaga, nato nel 1929, vivente, già docente universitario di Psicologia, si è convertito al cattolicesimo a 58 anni. Memorabile è il suo romanzo storico sulla Seconda guerra mondiale, Ikari no nai fune, del 1982, tradotto in inglese negli Stati Uniti come Riding the East Wind, ma importantissimo è il suo Takayama Ukon, del 1999, tradotto in tedesco e in russo, il romanzo della vita appunto del nuovo Beato.
Fonti:
http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/07/domani_la_beatificazione_di_ukon/1290711
http://agensir.it/italia/2017/01/12/silence-di-martin-scorsese-nelle-pieghe-del-silenzio/
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 7 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
Preghiere per la Festa della Presentazione del Signore Gesù al Tempio
Preghiere per la Festa della Presentazione del Signore Gesù al Tempio
LA CANDELORA Festa delle luci (cfr Lc 2,30-32), ebbe origine in Oriente con il nome di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro con il Signore Gesù’. Nel sec. VI si estese all’Occidente con la solenne benedizione e processione delle candele, simbolo di GESU’, LUCE PER ILLUMINARE LE GENTI E GLORIA DEL SUO POPOLO ISRAELE . La presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua. (Mess. Rom.)
Secondo la legge giudaica, tutti i primogeniti appartenevano al Signore e i loro genitori dovevano riscattarli con un agnello o due colombe, che venivano offerti in sacrificio al posto dei loro figli. Maria si sottomette a questa legge; ma sapeva benissimo che, presentando Gesù al Tempio, anziché sottrarre il suo primogenito al sacrificio, faceva proprio l’offerta di quel sacrifico che Egli avrebbe un giorno consumato sul Calvario per la nostra Redenzione. La festa di oggi, detta anche spesso della “Candelora”, è una festa sia del Signore che della Madonna, che si offre alla Volontà di Dio per prepararsi a seguire la missione di Gesù e partecipare anche alle Sue sofferenze per la nostra salvezza. Le parole di Simeone che annunziano in Gesù “la luce che illumina tutte le genti” sono per la Chiesa un’occasione per celebrare una vera festa di luce. La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni dopo il parto di un maschio: da Natale ad oggi sono trascorsi infatti 40 giorni; ma Maria è già la Donna tutta Pura, la tutta Santa, quindi il suo umile gesto è in realtà simbolico della offerta di Se stessa alla missione redentrice di Gesù.
L’OFFERTA DI CRISTO E DI SE STESSI AL PADRE
Gesù è il grande dono di Dio all’umanità
ed è l’unica offerta degna che noi possiamo fare a Lui.
Tu, Maria, nella Presentazione offri Gesù ed inizi un cammino
che ti conduce alla croce; una spada trapasserà la tua anima.
La Chiesa ed ogni cristiano continua ad offrire Gesù Eucaristia
e ad offrirsi con Lui al Padre.
Ave Maria :
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
O Signore, noi nella Messa ti offriamo come Maria
Cristo, tuo figlio.
Concedi a noi di saper offrire la nostra vita insieme alla sua.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera a Maria nella presentazione di Gesù al Tempio
O Maria, tu oggi sei salita umilmente al Tempio,
portando il tuo divin Figlio e lo hai offerto al Padre
per la salvezza di tutti gli uomini.
Oggi lo Spirito Santo ha rivelato al mondo che Cristo
è la gloria di Israele e la luce delle genti.
Ti preghiamo, o Vergine santa, presenta anche noi,
che pure siamo tuoi figli,al Signore e fa’ che, rinnovati nello spirito,
possiamo camminare nella luce di Cristo
finché lo incontreremo glorioso nella vita eterna.
Preghiera di presentazione al Tempio
O Dio, fonte e principio di ogni luce,
che oggi hai rivelato al santo vecchio Simeone il Cristo,
vera luce di tutte le genti,
benedici questi ceri e ascolta le preghiere del tuo popolo,
che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode;
guidalo sulla via del bene,
perché giunga alla luce che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
La presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme è strettamente collegata col mistero dell’Epifania.
L’Epifania mette infatti in evidenza la presenza e l’azione dello Spirito Santo, che guida gli uomini ad incontrare e a riconoscere il Salvatore e a darne poi testimonianza. Lo Spirito Santo discenderà sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Nel momento della presentazione la sua presenza anticipa e prepara quel giorno. Anticipa e prepara, 30 anni prima, l’epifania sulla riva del Giordano e tutta la missione messianica di Gesù di Nazaret. Al tempo stesso, la presentazione di Gesù al tempio esprime in maniera drammatica le modalità di tale missione salvifica. Rivolgendosi a Maria, la Madre di Gesù, Simeone dice:“Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori”(Lc 2, 34-35). Illuminato dallo Spirito Santo, Simeone vede nel Bambino, presentato a Dio da Maria e Giuseppe, Colui che è venuto per prendersi cura dei figli di Abramo. “Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo” (Eb 2, 17).
(Dall’omelia di San Giovanni Paolo II, Basilica Vaticana – Martedì, 2 febbraio 1993)
PREGHIERA ALLA SACRA FAMIGLIA per tutte le famiglie cristiane
di Pio XII Risultati immagini per presentation of jesus temple
O sacra Famiglia, Trinità della terra, o Gesù, Maria e Giuseppe, sublimi modelli e tutori delle famiglie cristiane, a voi ricorriamo, non solo per confortarci con la soave contemplazione dei vostri amabili esempi, ma anche per implorare la vostra protezione e promettervi costante fedeltà nel sentiero che c’indicate.
La vostra pace, la vostra inalterabile serenità ristorano i nostri travagliati spiriti tra le angustie di una vita sempre più complicata e difficile, mostrandoci eloquentemente che soltanto in un focolare adorno e arricchito con le virtù domestiche che voi c’insegnaste, i nostri cuori potranno trovare il riposo e la felicità, cui tanto anelano.
Però, come potrà la tenera pianta della famiglia difendersi contro l’ardore delle passioni sfrenate, i moti insidiosi della ribellione, che quasi in ogni luogo serpeggiano, l’uragano della vita odierna, che si direbbe voglia tutto sconvolgere?
Come, se non facendo noi che le sue radici penetrino profondamente nella terra generosa della pietà cristiana; implorando per essa l’irrigamento abbondante della divina grazia, specialmente con la partecipazione comune ai santi Sacramenti; animandola con un vero spirito di fede, che c’induca a superare la concezione materialistica della vita; unendo tutti i suoi rami con lo stretto vincolo di un amore, che, se non fosse anche soprannaturale, passerebbe come tutte le cose di quaggiù; consolidandola nel suo proprio essere mediante il fermo proposito di adempire ognuno di noi i nostri doveri in tutto ciò che ci impone il giusto ordine familiare; sostenendola nelle asprezze di questo terreno esilio, in cui talvolta manca anche una onesta dimora e fa difetto un sufficiente sostentamento.
Nel disordine delle idee che spesso turba le menti, noi proclamiamo altamente la santità, l’unità e la missione divina della famiglia cristiana, cellula della società e della Chiesa, e ciascuno al suo posto — genitori e figli —, con modestia ma con fermezza, c’impegniamo di fare quanto è in nostro potere, affinché così santi ideali siano nel mondo una realtà.
Aiutaci tu, o Giuseppe, specchio della più ammirabile paternità nella cura assidua che sapesti prestare al Salvatore e alla Vergine, seguendo fedelmente le ispirazioni divine; vieni in nostro soccorso, o Maria, la più amante, la più fida e la più pura di tutte le spose e di tutte le madri; assistici tu, o Gesù, che per esserci in ogni cosa di fulgida norma volesti farti il più sottomesso dei figli. Siate tutti e tre sempre a noi vicini, nelle ore liete e nelle tristi, nei nostri lavori e nel nostro riposo, nelle nostre ansie e nelle nostre speranze, vicini a quelli che nascono e a quelli che muoiono.
E otteneteci che tutti i focolari, santi a imitazione del vostro, siano per tutti i loro membri scuole di virtù, asili di santità, cammino sicuro verso quella eterna beatitudine che per vostra intercessione fiduciosamente speriamo. Così sia.
Pio XII

Fonti
http://www.santiebeati.it/dettaglio/20750
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 2 febbraio 2017Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
San Giovanni Bosco e gli Angeli custodi: preghiere per ottenere grazie
San Giovanni Bosco e gli Angeli custodi: preghiere per ottenere grazie
Preghiera a S. Giovanni Bosco per ottenere Grazie
O glorioso Santo,
voi vedete da quanti mali noi siamo afflitti ed oppressi;
è incerto l’oggi, più incerto il domani,
e il dolore è divenuto il compagno indivisibile
della nostra esistenza.
Deh, o San Giovanni Bosco, muovetevi a pietà della nostra
misera condizione!
Anche voi soffriste il disagio, la miseria, l’abbandono,
la calunnia, la persecuzione;
e fu l’esperienza del dolore che vi rese il conforto,
l’aiuto di quanti ricorsero a voi.
Ora che siete in Cielo, presso la Sorgente Eterna della carità,
voi sentite certamente più viva compassione per le nostre sventure,
ed io a voi fiducioso ricorro per ottenere la grazia di…. (esprimere…).
O glorioso Santo,
a voi nulla nega il Signore,
perchè tanto lavoraste in terra per la sua gloria e per il suo onore;
intercedete per me,
impetratemi la grazia implorata se essa torna utile all’anima mia,
ed ottenetemi la conformità al divino volere e la perseveranza nel bene,
onde anch’io possa venire un giorno a lodare e ringraziare insieme con voi il Signore in Paradiso.
Così sia.
Quando satana insinua la mente dei giovani… – San Giovanni BoscoALLEGRIA DON BOSCO
Il primo inganno che il demonio suole usare per ingannare le anime dei giovani è lo Scoraggiamento.
«Come è possibile – insinua il maligno – che tu possa per cinquanta, sessant’anni o più vivere nella virtù e lontano dai piaceri?».
Quando il demonio ti suggerisce questo, tu rispondigli così: «Chi mi assicura che io giungerò fino a quell’età? La mia vita è nelle mani di Dio e può anche darsi che oggi sia l’ultimo giorno della mia vita. Quanti ragazzi della mia età ieri erano allegri e pieni di salute ed oggi sono già nella tomba! E non potrebbe accadere altrettanto anche a me? E se anche dovessi faticare alcuni anni per il Signore, non ne sarò ricompensato in modo sovrabbondante da una eternità di gloria e di gioia in Paradiso?».
Il secondo inganno del demonio è di farti credere che la vita santa ti farà cadere nella tristezza.
«Tu sei giovane – insinua il demonio – e se ti metti a pensare all’eternità e all’Inferno diventerai melanconico e potresti anche impazzire».
A queste insinuazioni tu risponderai così: «È vero che il pensiero di un’eternità infelice e di un supplizio che non finirà è un pensiero tetro e spaventoso, ma se può farmi impazzire al solo pensarvi, che cosa sarà mai l’andarvi? È meglio pensarci adesso e non caderci in avvenire, che allontanarne ora il pensiero e poi cadervi per l’eternità!».
D’altra parte, o caro giovane, se il pensiero dell’Inferno ci riempie di terrore, il pensiero del Paradiso ci riempie di gioia.
I santi infatti, pur pensando all’eternità delle pene non erano tristi, ma allegri, perché avevano fiducia di evitarle vivendo sempre in pace con Dio.
Fatti dunque coraggio! il demonio ha paura della gente allegra!
Prova a servire il Signore e vedrai quanto è dolce e soave amarLo con tutto il cuore.
S. Giovanni Bosco e gli Angeli3eabb2dd56
Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d’Asti. Figlio di poveri contadini a vent’anni decise di entrare, come esterno, in seminario. Dovendo pagare la pensione mensile, Giovanni dovette lavorare molto pur di racimolare qualche soldo per coprire le spese di vitto e di alloggio. Nelle domeniche e nei giorni festivi egli si dedicava ai giovani. Per loro fondò la “Società dell’allegria”, preludio della fondazione dell’Oratorio, stabilendo le basi di uno dei cardini del suo sistema educativo. Ordinato sacerdote il 5 giugno 1841 il giorno dopo celebra la sua prima messa all’altare dell’Angelo custode nella chiesa di san Francesco d’Assisi a Torino. Don Bosco intuì la propria vocazione all’apostolato della gioventù visitando un gruppo di giovani detenuti in carcere. Da quel giorno impegnò ogni sua energia per evitare che tanti giovani si perdessero su strade sbagliate. Fondò l’istituto religioso dei Salesiani e quello femminile delle figlie di Maria Ausiliatrice, ai quali infuse il suo spirito di amore e di dedizione per l’educazione cristiana della gioventù.
Incontrò numerosi contrasti e incomprensioni, ma non si scoraggiò. Molti furono coloro che lo avversarono, dalla polizia ai benpensanti; decisivo fu il sostengo dell’Arcivescovo di Torino che approvò il suo Oratorio definendolo, “la parrocchia della gioventù senza parrocchia”.
L’Oratorio nacque dalla compassione di Giovanni Bosco per un intera generazione di giovani che cresceva degradata abbrutita, illusa, svuotata e cinica, che cresceva senza conoscere Cristo. A chi gli chiedeva le coordinate del suo metodo educativo, rispondeva con tre parole: Ragione, Religione e Amorevolezza. Grande educatore , istituì scuole, laboratori artigianali, collegi e in tutto impegnò la Congregazione religiosa da lui fondata che perpetuerà nel tempo la sua opera. E’ l’iniziatore delle prima scuole professionali, dalle quali, dovevano uscire non tanto uomini colti, ma operai onesti e capaci. Il prete ha giocato anche un ruolo politico sorprendente nell’Italia del suo tempo.
Lo stesso pontefice, Pio IX, gli aveva affidato addirittura il ruolo di suo rappresentante segreto nei confronti del nuovo Stato invasore e laicista che in quegli anni aveva incarcerato sacerdoti, vescovi e cardinali, aggredito la Chiesa in ogni modo, soppresso gli ordini religiosi e incamerato i loro beni. Tutto avvenne per opera delle società segrete, storicamente conosciute sotto il nome di Carbonari, Franchi, Muratori, Giacobini e Illuminati, nomi diversi di gruppi appartenenti allo stesso movimento che mirava a sovvertire l’ordine sociale puntando a schiantare la Chiesa. Egli non si limitò a denunciare la prepotenza del potere laicista, ma si adoperò per strappare palmo a palmo allo Stato spazi di libertà per la Chiesa e per le sue opere.
Per volere di Papa Pio IX inaugurò a Roma, nel 1887, la Basilica del Sacro Cuore, nelle vicinanze della Stazione ferroviaria di Termini. Quando don Bosco vide che anche quel suo sogno si era avverato pianse di gioia. Colui che amava definirsi il “prete nella casa del povero come nel palazzo del re”, si spense. S. Giovanni Bosco morì il 31 gennaio 1888 ed è attualmente sepolto nel Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino. Venne beatificato da Pio XI il 2 giugno 1929 che successivamente, il 1 aprile del 1934, lo dichiarò santo.10_2_guardian3
Nel corso della sua complessa e ricchissima esperienza mistica, Don Bosco dimostrò spesso molta attenzione per gli angeli custodi, cercando di inculcarne la devozione tra i tanti giovani che gli vivevano accanto ogni giorno. “Ravvivate la fede nell’angelo custode – diceva spesso – che è con voi ovunque siate. Santa Francesca Romana se lo vedeva sempre davanti con le mani incrociate sul petto e gli occhi rivolti al Cielo; ma per ogni sua anche più piccola mancanza, l’angelo si copriva come per vergogna il volto e talora le voltava le spalle”.
Il 31 agosto 1844, la moglie dell’ambasciatore del Portogallo fu avvertita da Don Bosco di fare molta attenzione ad un imminente pericolo: “Lei signora, oggi ha da viaggiare – disse alla donna – si raccomandi molto al suo angelo custode perché l’assista e non abbia a spaventarsi del fatto che le accadrà”. La signora fu un po’ impaurita, ma non diede molta importanza all’avvenimento. Partì in carrozza con la figlia e la domestica, ma durante il viaggio i cavalli si imbizzarrirono senza che il cocchiere fosse in grado di fermarli: la carrozza rischiava così di ribaltarsi con danni forse irreparabili per le persone. Benché spaventata la donna ricordò quanto le aveva detto Don Bosco e invocò il proprio angelo custode perché l’aiutasse: immediatamente i cavalli si ammansirono e il viaggio riprese senza interruzioni concludendosi serenamente.2-camerette-23b
Uno tra gli episodi più singolari che costituiscono il notevole corpo di fatti miracolosi che hanno accompagnato Don Bosco riguarda la vicenda del cane nero che appariva quando il santo era in pericolo e allontanava i malintenzionati con il suo aspetto certamente poco rassicurante. Infatti, Don Bosco fu oggetto di attentati orditi da chi voleva fermare la sua grande opera. Ogni qualvolta qualcuno lo aggrediva o cercava di ucciderlo, il cane appariva dal nulla e allontanava gli aggressori. Don Bosco chiamò quel cane Grigio e sostenne che sotto le spoglie dell’animale si celava il suo angelo custode. Per oltre trent’anni gli fu accanto, salvandolo dai pericoli o mettendolo in guardia quando si approssimava qualche rischio. L’angelo custode ebbe senza dubbio un modo insolito per manifestarsi, ma le celesti creature sanno comunicare con gli uomini attraverso strade spesso “strane”, anche misteriose, ma sempre in grado di cogliere nel segno.
Consapevole dell’importanza degli angeli custodi, Don Bosco si soffermò in più occasioni su questi esseri di puro spirito, cercando di diffonderne la devozione. Durante un’omelia parlò dell’angelo custode ai suoi giovani, esortandoli a invocare l’aiuto del loro compagno celeste ogni volta che si fossero trovati in difficoltà. Uno di questi giovani, pochi giorni dopo, mentre lavorava in un cantiere, fu coinvolto in grave incidente: l’impalcatura sulla quale si trovava crollò rovinosamente al suolo. Tutti i muratori che erano sopra morirono; solo il giovane fedele rimase illeso dopo aver esclamato: “Angelo mio, aiutami!”. Il suo angelo custode gli aveva salvato la vita.
Tra i tanti opuscoli che don Bosco compose e stampò c’è anche “Il devoto dell’Angelo Custode” dove il santo piemontese scrive: “Bontà grande ed incomprensibile ci dimostra il nostro celeste Padre nel darci un Angelo per custode.
Questa bontà divina è quella che ci vuol figliuoli, e degni figliuoli di sì gran Padre.
A tal fine c’ impresse nel crearci la sua immagine e le sue fattezze, e ci designò eredi di tutti i beni paterni lassù in cielo.
Un argomento che mostra l’eccellenza dell’uomo è certamente il fatto che egli ha un Angelo per custode. Creato che ebbe Iddio il cielo, la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, lasciò che esse seguissero per loro conto il corso delle leggi naturali secondo l’ordine della quotidiana provvidenza che le conserva. Dell’uomo non fu così. Oltre ad averlo arricchito di nobili facoltà sia spirituali che corporali, costituito a provvedere a tutte le altre creature, volle che un celeste spirito se ne prendesse cura. Così, fin dal primo istante che l’uomo compare al mondo, egli l’assiste notte e giorno. Lo accompagna nel viaggio lungo le strade; lo difende dai pericoli sia dell’anima che del corpo, l’avvisa di ciò che è bene perché lo segua. Grande dignità dell’uomo, grande bontà di Dio, incalzante dovere per noi di corrispondervi!”.
Estratto dall’opera “Il Divoto dell’Angelo Custode” di Don Giovanni Bosco (1815 – 1888).
L’intero libretto è disponibile in formato PDF al seguente link: Il Divoto dell’Angelo Custode
(Tratto da articolo di Don Marcello Stanzione)
Condividi:
Pubblicalo
Posted on 30 gennaio 2017Posted in I VERI ANGELI DI DIO, Preghiere e meditazioni dei Santi1 commento
Conversione di San Paolo Apostolo: preghiere e riflessioni dei Santi
Conversione di San Paolo Apostolo: preghiere e riflessioni dei Santi
25 gennaio, Conversione di San Paolo Apostolo http://www.santiebeati.it/dettaglio/2070
O Dio, che hai illuminato tutte le genti con la parola dell’apostolo Paolo, concedi anche a noi, che oggi ricordiamo la sua conversione, di essere testimoni della tua verità e di camminare sempre nella via del Vangelo, Per Cristo Nostro Signore.
“Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua magnanimità, a esempio di quanti avrebbero creduto in Lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen”. (San Paolo, 1 Lettera a Timoteo, cap 1, 15).
Questa festa, istituita in Galilea nel secolo VIII in occasione della traslazione di alcune reliquie dell’apostolo, entrò nel calendario romano solo sul finire del secolo X. La «conversione» di san Paolo, fermato da Cristo sulla via di Damasco, sta alla base di molti e importanti elementi della sua dottrina, in particolare del tema della potenza della grazia divina, capace di trasformare il feroce Saulo persecutore della Chiesa nell’«Apostolo» per eccellenza. Questa conversione è certamente uno dei più importanti avvenimenti della storia della Chiesa, che è debitrice a Paolo dello slancio dell’ evangelizzazione tra i pagani, e della prima riflessione teologica sul messaggio cristiano.
654px-paulus_san_giovanni_in_laterano_2006-09-07
Statua di SAN PAOLO, in S. Giovanni in Laterano, Roma
Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 279
Il persecutore trasformato in predicatore
Dall’alto dei cieli la voce di Cristo ha travolto Saulo: egli ha ricevuto l’ordine di non continuare le persecuzioni, è caduto faccia a terra. Bisognava che fosse prima atterrato e poi rialzato; prima colpito, poi guarito. Poiché Cristo non sarebbe mai vissuto con lui, se Saulo non fosse morto alla sua precedente vita di peccato. Caduto a terra, cosa sente? “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo” (At 26,14). E lui risponde: “Chi sei, o Signore?” Allora la voce dall’alto continua: “Io sono Gesù, che tu perseguiti”. Le membra sono ancora sulla terra, il capo grida dall’alto dei cieli; non dice: “Perché perseguiti i miei servi?”, ma “Perché mi perseguiti?”
E Paolo, che aveva messo tutto il suo zelo nel perseguitare, si dispone a obbedire: “Cosa vuoi che io faccia?” Già il persecutore è trasformato in predicatore, il lupo si trasforma in pecora, il nemico in difensore. Paolo comprende ciò che deve fare: se è diventato cieco, se la luce del mondo gli è stata tolta per un periodo, è per far brillare nel suo cuore la luce interiore. La luce è tolta al persecutore per essere ridata al predicatore; nel momento stesso in cui non vedeva più nulla di questo mondo, ha visto Gesù. E’ un simbolo per i credenti: chi crede in Cristo deve fissare su di Lui lo sguardo dell’anima, senza tener conto delle cose esteriori…
SANTA TERESA DI LISIEUX trova la sua vocazione, leggendo le LETTERE DI SAN PAOLO APOSTOLO
Therese de Lisieux
“Siccome le mie immense aspirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Aprii le lettere di San Paolo per cercare qualche risposta. Mi caddero sotto gli occhi i capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi.
Nel primo lessi che non tutti possono essere apostoli, profeti, dottori ecc… che la Chiesa è composta da diverse membra e che l’occhio non potrebbe essere al tempo stesso la mano. La risposta era chiara ma non appagava i miei desideri, non mi dava pace. Come la Maddalena chinandosi continuamente sul sepolcro vuoto finì per trovare quello che cercava, così, abbassandomi fino alle profondità del mio nulla, mi elevai tanto in alto che riuscii a raggiungere il mio scopo…
Therese de LisieuxSenza scoraggiarmi continuai la lettura e questa frase mi rincuorò: «Cercate con ardore i doni più perfetti; ma io vi mostrerò una via ancora più eccellente».
E l’Apostolo spiega come tutti i doni più perfetti non sono niente senza l’Amore… che la Carità è la via eccellente che conduce sicuramente a Dio. Finalmente avevo trovato il riposo!… considerando il corpo mistico della
Chiesa, non mi ero riconosciuta in nessuno dei membri descritti da San Paolo: o meglio, volevo riconoscermi in tutti!
La Carità mi diede la chiave della mia vocazione.
Capii che se la Chiesa aveva un corpo, composto da diverse membra, il più necessario, il più nobile di tutti non le mancava: capii che la Chiesa aveva un cuore e che questo cuore era acceso d’Amore.
Capii che solo l’Amore faceva agire le membra della Chiesa: che se l’Amore si dovesse spegnere, gli Apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue… capii che l’Amore racchiudeva tutte le Vocazioni, che l’Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi!… Insomma che è Eterno!… allora, nell’eccesso della mia gioia delirante ho esclamato: O Gesù mio Amore… la mia vocazione l’ho trovata finalmente! La mia vocazione è l’Amore!… si, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, o mio Dio, sei Tu che me l’hai dato: nel Cuore della Chiesa, mia Madre, sarò l’Amore!”
Preghiera per la conversione
GESÙ, SULLA VIA DI DAMASCO SEI APPARSO A SAN PAOLO
IN UNA LUCE SFOLGORANTE E HAI FATTO SENTIRE LA TUA VOCE
PORTANDO ALLA CONVERSIONE CHI PRIMA TI PERSEGUITAVA.
COME SAN PAOLO, MI AFFIDO OGGI ALLA POTENZA DEL TUO PERDONO,
LASCIANDOMI PRENDERE PER MANO DA TE,
AFFINCHÈ IO POSSA USCIRE DALLE SABBIE MOBILI
DELL’ORGOGLIO E DEL PECCATO,
DELLA MENZOGNA E DELLA TRISTEZZA,
DELL’EGOISMO E DI OGNI FALSA SICUREZZA,
PER CONOSCERE E VIVERE LA RICCHEZZA DEL TUO AMORE.
MARIA MADRE DELLA CHIESA,
MI OTTENGA IL DONO DELLA VERA CONVERSIONE
PERCHÈ QUANTO PRIMA SI REALIZZI L’ANELITO DI CRISTO
“UT UNUM SINT” (AFFINCHÈ SIANO UNA COSA SOLA)
SAN PAOLO, INTERCEDI PER NOI.
Paolo sopportò ogni cosa per amore di Cristo
Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo20400e
Che cosa sia l’uomo e quanta la nobiltà della nostra natura, di quanta forza sia capace questo essere pensante, lo mostra in un modo del tutto particolare Paolo. Ogni giorno saliva più in alto, ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Alludendo a questo diceva: Dimentico il passato e sono proteso verso il futuro (cfr. Fil 3, 13). Vedendo che la morte era ormai imminente, invita tutti alla comunione di quella sua gioia dicendo: «Gioite e rallegratevi con me» (Fil 2, 18). Esulta ugualmente anche di fronte ai pericoli incombenti, alle offese e a qualsiasi ingiuria e, scrivendo ai Corinzi, dice: Sono contento delle mie infermità, degli affronti e delle persecuzioni (cfr. 2 Cor 12, 10). Aggiunge che queste sono le armi della giustizia e mostra come proprio di qui gli venga il maggior frutto, e sia vittorioso dei nemici. Battuto ovunque con verghe, colpito da ingiurie e insulti, si comporta come se celebrasse trionfi gloriosi o elevasse in alto trofei. Si vanta e ringrazia Dio, dicendo: Siano rese grazie a Dio che trionfa sempre in noi (cfr. 2 Cor 2, 14). Per questo, animato dal suo zelo di apostolo, gradiva di più l’altrui freddezza e le ingiurie che l’onore, di cui invece noi siamo così avidi. Preferiva la morte alla vita, la povertà alla ricchezza e desiderava assai di più la fatica che non il riposo. Una cosa detestava e rigettava: l’offesa a Dio, al quale per parte sua voleva piacere in ogni cosa.
Godere dell’amore di Cristo era il culmine delle sue aspirazioni e, godendo di questo suo tesoro, si sentiva più felice di tutti. Senza di esso al contrario nulla per lui significava l’amicizia dei potenti e dei principi. Preferiva essere l’ultimo di tutti, anzi un condannato, però con l’amore di Cristo, piuttosto che trovarsi fra i più grandi e i più potenti del mondo, ma privo di quel tesoro. Il più grande ed unico tormento per lui sarebbe stato perdere questo amore.

Advertisements