XH MARIA Chaire Maria

#CINA, STOP GLOBALIZZAZIONE e RIDUZIONE in SCHIAVITÙ di TUTTO il GENERE UMANO! ] [ #welfare: è lo stato sociale e assistenziale: che deve essere garantito e condiviso a livello mondiale! NON SI PUÒ FARE GLOBALIZZAZIONE: senza: 1. CERTIFICAZIONE sulla qualità dei prodotti ( noi abbiamo comprato troppi prodotti cinesi che erano scadenti! ) 2. SENZA UNA BASE comune e CONDIVISA di DIRITTI UMANI universali: libertà di religione, uguaglianza nella cittadinanza, e uguaglianza su tutto il Pianeta delle tutele di welfare: validate dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. welfare: come qualsiasi iniziativa diretta a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, e dei lavoratori. POICHÉ: senza queste premesse e tutele: la golobalizzazione deve essere immediatamente DISTRUTTA! a #Gerusalemme STOP GENDER Sodom Darwin monkeys scam Hollywood OBAMA Zapatero messe sataniche: banking seigniorage Bestialismo usurocrazia e parassitismo Sistema Bancario Privato, e suo bestialismo umano delle SpA azionisti Soros Rothschild Rochefeller (il cristiano marrano) Padrone FARISEO della Banche centrali: SpA BCE FED FMI. Infatti: sappiamo tutti che la forza di ISRAELE come della Chiesa Cattolica: consiste sempre nel dire la verità! Mentre abbiamo le prove che la Sinagoga può mentire: infatti noi abbiamo il bestialismo goyim umano del FMI BM FED BCE SPA 666 NWO, ed abbiamo il Talmud satanico! adesso i padroni della Rete: cercano di nobilitare il termine GOYIM ( Do non-Jews consider the terms Goy or Goyim to be offensive?) ma, nel Talmud satanico in realtà significa schiavo al pari del Corano Satanico: che conosce i suoi similari Kufir Dhimmis e Murtids, poi, gli induisti hanno gli schiavi dalit! ECCO PERCHÉ CON QUESTI CRIMINALI NOI NON POSSIAMO GLOBALIZZARE NULLA! http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2017/03/05/cina-liglobalizzazione-interesse-tutti_aefc5b20-77f1-4f97-a76d-db9baaa79d24.html
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stop al satanismo delle Lobby ideologia del GENDER! stop al finanziamento della ideologia del GENDER! La messa nera è la versione satanica della messa cattolica. La cerimonia si svolge con pochi adepti, uniti da un forte legame di omertà. STOP A SACRILEGI E PROFANAZIONI! marzo 2017 Vescovi spagnoli denunciano atti blasfemi contro la fede cristiana nel festival di carnevale di Las Palmas, Canarie. ‘MATRIMONI GAY E ABORTO SONO SACRAMENTI SATANISTI’ – noalsatanismo.myblog.it/?p=165 http://www.radiospada.org/2016/02/messe-nere-ostie-e-bambini-profanati/12 feb 2016 – La pratica delle messe nere è politically and legally correct. … si rompe il primo, se si è fatalmente single e/o felicemente gay, e via discorrendo. ‘MATRIMONI GAY E ABORTO SONO SACRAMENTI SATANISTI’

No al satanismo
PER INFORMARSI E DIFENDERSI DAGLI INGANNI DELLE SETTE E DALLE IDEOLOGIE DI ODIO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
Mese: settembre 2016
Il “culto dei sette arcangeli”: pericolose deviazioni gnostiche in salsa magica new age. Ecco perchè la Chiesa riconosce solo i tre Santi Arcangeli.
Il “culto dei sette arcangeli”: pericolose deviazioni gnostiche in salsa magica new age. Ecco perchè la Chiesa riconosce solo i tre Santi Arcangeli.
Nella sua rubrica settimanale di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde ad una domanda sulla questione del ” culto dei sette arcangeli”. Oggi, soprattutto dietro la spinta propagandistica dei falsi angeli della New Age, si registra una crescente devozione per i sette arcangeli, per le loro rispettive immagini e nomi, cioè oltre agli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele anche gli altri quattro, nominati nei vangeli apocrifi (cioè extrabiblici e scritti tardivamente dopo il Nuovo Testamento). I sette arcangeli ricorrono spesso nei testi gnostici magici dei primi secoli cristiani.
Ma la Chiesa cattolica ha sempre riconosciuto solo TRE ARCANGELI: Michele, Gabriele, Raffaele.
Il titolo di Arcangelo inizialmente fu riservato solo per Michele (v. Sacra Bibbia, Antico Testamento: “Quando l’arcangelo Michele, in contrasto con il diavolo, discuteva per avere il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore!” Gd 1,9.
“Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo” 1 Ts 4.16).
In seguito la tradizione lo applicò anche a Gabriele e a Raffaele che nella Bibbia sono presentati semplicemente come angeli. Gabriele viene chiamato arcangelo, oltre che dagli apocrifi, anche da Sant’Efrem, da Teodoreto e da Sedulio, che sono esponenti teologi di un certo spicco della tradizione cristiana. Raffaele invece viene chiamato arcangelo ancor più tardivamente. Compare con Sant’Isidoro (sesto – settimo secolo).
Il Concilio di Laodicea, celebrato verso il 360-365, proibisce di ammettere altri nomi di angeli o di arcangeli oltre quelli tre biblici (Michele, Gabriele e Raffaele) (can. 35).
Il concilio romano del 745 dice che “non si conoscono i nomi di più di tre Arcangeli.
Nel “Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti” della Santa Sede, al n° 217, paragrafo 2, è chiaramente stabilito che: “E’ da riprovare anche l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura.” Questa norma viene però palesemente violata, in quanto in molti negozi vengono vendute immagini e libretti di preghiere dedicate ai Santi Uriele, Barachiele, Sealtiele e Geudiele, e ai sacerdoti viene chiesto di benedirli.
“217. La pietà popolare verso i santi Angeli, legittima e salutare, può tuttavia dare luogo a deviazioni, ad esempio:
– se, come talvolta accade, subentra nell’animo dei fedeli una concezione erronea per cui ritengono il mondo e la vita come sottoposti a tensioni demiurgiche, alla lotta incessante tra spiriti buoni e spiriti cattivi, tra gli Angeli e i demoni, nella quale l’uomo viene travolto da potenze a lui superiori, nei confronti delle quali egli non può fare nulla; questa concezione, in quanto deresponsabilizza il fedele, non corrisponde alla genuina visione evangelica della lotta contro il Maligno, che esige dal discepolo di Cristo impegno morale, opzione per il Vangelo, umiltà e preghiera;
– se le vicende quotidiane della vita vengono lette in modo schematico e semplicistico, quasi infantile, attribuendo al Maligno anche le minime contraddizioni, e per contro, all’Angelo Custode successi e realizzazioni, le quali poco o nulla hanno a che vedere con il progresso dell’uomo nel suo cammino verso il raggiungimento della maturità di Cristo. E’ da riprovare anche l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura.”
–L’OSSESSIONE NEW AGE ANTICRISTIANA DI DARE NOMI AGLI ANGELI E DI EVOCARLI: (pregare gli Angeli non significa” evocarli”, significa vivere in comunione coi Santi e chiedere semplicemente la loro intercessione presso Cristo Dio). Spesso, gli uomini si sono divertiti a conoscere i nomi degli angeli con delle intenzioni molto meno che pure: ricerca della conoscenza per la conoscenza, nella linea della gnosi. E’ la tentazione di esercitare una presa sugli spiriti celesti al fine di asservirli: conoscendo il nome di un angelo e pronunciandolo, l’iniziato obbligherebbe questi a rivelarsi ed a rispondere a tutti i suoi desideri. Almeno lo si crede. Nulla è più contrario alla tradizione biblica, poi alla teologia cristiana, poiché gli angeli servono Dio in una perfetta gratuità d’amore. Ridurre la legittima devozione agli angeli alla recita incantatoria di formule controverse, affibbiarli con patronimi grotteschi e pretendere di riportarli al ruolo di lacchè, è un insulto a queste creature celesti, per natura infinitamente superiori all’uomo, ed un’offesa al loro Creatore che, fino a nuovo ordine, rimane il loro unico Signore e sovrano: è da Lui solo che essi ricevono la loro missione. Gli autentici familiari degli angeli come lo sono i Santi ed i mistici si fanno un dovere di evitare un simile eccesso.
Così è perfettamente inutile conoscere i loro nomi, come lo affermarono i più elevati Angeli che si rivolsero alla grande mistica italiana MARGHERITA DA CORTONA (1247-1297): “Noi siamo dell’ordine dei Serafini (…). Non cercare di conoscere i nostri nomi, poiché i nomi degli angeli sono raramente espressi sulla terra”.
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I tre Santi Arcangeli, San Michele, S.Gabriele con Maria Santissima, S.Raffaele con Tobia (Polittico del Perugino).
Nella tradizione cattolica romana generalmente non figurano i nomi dei sette arcangeli e nemmeno viene sottolineato particolarmente il numero sette. E’ vero che il Libro di Tobia (12,15) nomina sette angeli “che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore” e che il Libro dell’Apocalisse (8,2) cita il numero sette (“Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe”), ma questi testi non hanno influenzato molto il cattolicesimo di rito latino. D’altro canto c’è stata sempre una forte e continua devozione per i tre arcangeli menzionati per nome nella Sacra Scrittura – Michele, Gabriele e Raffaele – e per gli Angeli Custodi.
Alcuni rami dell’Ortodossia, tuttavia, venerano i sette arcangeli, anche se molti aggiungono solo Uriele agli arcangeli menzionati per nome. Anche la tradizione anglicana ha preghiere per Uriele in quanto quarto arcangelo.
Le fonti per gli altri nomi sono testi ebraici apocrifi, che quindi non appartengono al canone della Bibbia. I nomi si trovano nel Primo Libro di Enoch. Un altro elenco si trova nel cosiddetto secondo (o quarto) Libro di Esdra. Le liste non sempre coincidono, ma il nome Uriele appare piuttosto frequentemente. Fra gli altri nomi appaiono Raguele, Sariele, Geremiele, Geudiele, Barachiele, Gabuthelon, Beburos, Zebulon, Aker e Arfugitonos. Alcuni di questi potrebbero essere variazioni di nomi già esistenti, altri invece appaiono solo in alcuni libri. Questi ed altri libri furono scritti da autori ebraici nel periodo compreso tra il Vecchio e il Nuovo Testamento o persino dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. quando buona parte del Nuovo Testamento era già stata scritta.
Riguardo alla prassi di dare nomi agli angeli, la Chiesa latina è sempre stata piuttosto cauta. In un sinodo o concilio tenutosi a Roma nell’anno 745, san Zaccaria Papa cercò di porre un freno alla tendenza al culto degli angeli e proibì l’uso di nomi che non appaiono nella Sacra Scrittura.
Nel volume XII degli Annali Ecclesiastici del cardinale Cesare Baronio (pubblicati nel 1607), c’è un testo che descrive questo sinodo (o concilio). L’interessante e piuttosto forte testo di questo sinodo parla degli insegnamenti, supposti eretici, di un sacerdote che viveva in Germania di nome Adalberto. Una preghiera di sua composizione includeva la frase:
“Vi prego e vi imploro, e raccomando me stesso a voi, angelo Uriele, angelo Raguele, angelo Tubuele, angelo Michele, angelo Adimis, angelo Tubuas, angelo Sabaoth, angelo Simuele.”
Il testo del Baronio dice: “E quando finì la lettura di questa orazione sacrilega, il Santo Papa Zaccaria disse: Come, santi fratelli, rispondere a ciò? E i santi vescovi e i venerabili sacerdoti risposero: Che altro va fatto, se non bruciare nelle fiamme tutto ciò che è stato letto in nostra presenza; e i loro autori legare alle catene dell’anatema? Poiché gli otto nomi di angeli, i quali Adalberto ha invocato nella sua orazione, non sono eccetto Michele, nomi di angeli, ma piuttosto di demoni, che egli ha invocato perché venissero a soccorrerlo. Ma noi (come il tuo santo Apostolato ha insegnato), e come ci tramanda la divina autorità, riconosciamo non altri nomi di quelli dei tre angeli, cioè Michele, Gabriele e Raffaele. Questi i Padri [dicono]. Dai quali voi vi accorgete che il libro chiamato comunemente 4 Esdra, in cui vi è menzione frequente dell’angelo Uriele, è da respingere e da proibire nella sua interezza dalla Chiesa Romana.”
In questo testo la dottrina basilare è netta riguardo la restrizione ai tre nomi biblici. Il linguaggio forte circa la possibile natura demoniaca degli altri nomi va visto nel contesto della concreta condanna della dottrina di Adalberto e non come un’affermazione assoluta. Non è chiaro quando venne scritto questo documento, e potrebbe essere stato scritto molti anni dopo la fine del sinodo. Quarant’anni dopo, nel 789, Carlo Magno condannò nei suoi capitolari la prassi di dare nomi agli angeli (cfr. Concilio di Aquisgrana).
Ci sono stati ben pochi altri pronunciamenti ufficiali circa questo punto. Nel 1992 un decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha proibito l’invocazione o l’uso di nomi degli angeli, ma questo decreto era legato in particolare alle supposte rivelazioni private a una persona concreta e non è direttamente collegato al nostro caso. Può, tuttavia, aver contribuito al fatto che il Direttorio su pietà popolare e Liturgia sconsiglia di dare nomi agli angeli.
D’altro canto, a dispetto del netto riserbo da parte della Chiesa, occasionalmente sono stati realizzati dei dipinti con le raffigurazioni dei sette angeli, come dimostra un affresco nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, dove Maria è circondata da sette angeli. Nel 1720 venne concesso anche un permesso per la dedicazione di una chiesa in Germania, nella quale ognuno dei sette Angeli ha un altare.
Dal punto di vista dottrinale, tali approvazioni non significano molto. Stando ai principi generalmente accettati di interpretazione teologica, l’approvazione da parte della Chiesa di una liturgia o di una festività basata su tradizioni o leggende extrabibliche non può essere usata come prova della loro veridicità storica. La Chiesa sta solo prendendo coscienza di una particolare tradizione religiosa che potrebbe recare benefici spirituali ai fedeli.
In questo senso, l’uso di attingere nomi dalle fonti apocrife non è di per sé proibito. La Chiesa, per esempio, ha preso i nomi dei tre Re Magi, i nomi dei genitori di Maria, così come la festività della presentazione di Maria al Tempio, da testi apocrifi cristiani. Questa pratica non significa che la Chiesa dà credito storico a questi libri ma afferma solamente che questi riflettono una tradizione di lunga data.
Perciò, ad esempio, le miriadi di immagini e chiese dedicate alla presentazione di Maria al Tempio non attestano la verità storica della pia leggenda riguardo gli anni effettivamente da lei trascorsi in quell’edificio o che ci sia mai stato un gruppo di vergini nel tempio di Gerusalemme. La festività afferma la verità essenziale della totale devozione di Maria a Dio sin dall’inizio della sua vita, che si rispecchia nei vangeli apocrifi scritti vari secoli dopo la vita terrena di Cristo.
Allo stesso modo, il fatto che in alcune rare occasioni dipinti e chiese siano stati dedicati ai sette arcangeli non fa altro che riconoscere alcune devozioni e tradizioni locali. La prassi della Chiesa di rito latino ha mostrato una grande e quasi esclusiva devozione verso i tre arcangeli, mentre ha praticamente ignorato gli altri quattro spiriti menzionati in Tobia e nell’Apocalisse. E neppure è possibile dire qualcosa di certo circa le presunte caratteristiche, simboli o particolari compiti di questi altri arcangeli.
Di conseguenza io direi che, dal momento che la Chiesa stessa ha ufficialmente scoraggiato la promozione di una spiritualità basata sul dare nomi agli angeli che non siano i tradizionali tre più gli angeli custodi, un cattolico di rito latino dovrebbe trattenersi dal farlo, pur non essendo, strettamente parlando, proibito. E’ chiaro che la Chiesa Latina non crede che si possa trarre un grande profitto spirituale nel seguire questo cammino e ritiene che esso non sia esente da alcuni rischi.
Esporre un’icona per la pubblica devozione o dedicare un edificio o una cappella a un angelo che non sia Michele, Gabriele o Raffaele o gli angeli custodi nel loro insieme, richiederebbe dei permessi speciali, e un vescovo non permetterebbe questo tipo di dedicazione o benedizione a un personaggio che non sia generalmente riconosciuto come un angelo o un santo nell’attuale calendario universale.
Questo vale soprattutto per la Chiesa cattolica. Le pratiche nella Chiesa ortodossa e anglicana sono legittime nel contesto delle loro proprie tradizioni spirituali.
Fonti: https://it.zenit.org/articles/dare-nomi-agli-angeli-2/
http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4355
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Posted on 30 settembre 2016Posted in I VERI ANGELI DI DIO
SACERDOTI ESORCISTI: “HALLOWEEN, ANTICAMERA DEL SATANISMO.” Il libro di don Aldo Buonaiuto: “Halloween, lo scherzetto del diavolo”.
SACERDOTI ESORCISTI: “HALLOWEEN, ANTICAMERA DEL SATANISMO.” Il libro di don Aldo Buonaiuto: “Halloween, lo scherzetto del diavolo”.
Intervista a Don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista, antropologo, demonologo, coordinatore del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e del numero verde di aiuto alle vittime dell’occultismo e del satanismo (800228866), ha scritto un libro dedicato al tema:
“Halloween. Lo scherzetto del diavolo” (Sempre Comunicazione.10 Euro).
Uno schiaffo alla coscienza di chi banalizza un fenomeno, “Halloween, il “carnevale dell’horror” che invece nasconde moltissimi rischi. «Per i satanisti la partecipazione anche indiretta a questo appuntamento è come partecipare a un grande rito di iniziazione dell’occulto. Da qui si può aprire una porta al Maligno. Per questo è necessario parlarne e non banalizzare un allarme che va tenuto in considerazione».
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HALLOWEEN NON E’ UN’INNOCUA FESTICCIOLA
All’Università Europea di Roma, la presentazione del libro di don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista, giovedi 29 ottobre 2015. Il business commerciale dietro Halloween: “Un martellamento continuo cui sono sottoposti i nostri figli con insegnanti letteralmente ‘infatuati’ che presentano miriadi di iniziative per ‘giocare’ con tutto ciò che è macabro. Ma io mi chiedo, perché tutto questo impegno a esaltare il demonio fin dalle scuole primarie proponendo ai bambini immagini di morte e non immagini positive come quelle dei Santi? Quella che è dai più considerata una festa alla moda, allegra e divertente, una specie di carnevale a tinte noir, è invece un fenomeno oscuro e inquietante e un’occasione di reclutamento di adepti dell’occulto. Per i satanisti, è la ricorrenza più importante dell’anno, il compleanno del principe del male. Il diavolo utilizza i suoi modi striscianti, agisce indirettamente accalappiando le proprie vittime che in questo periodo sono proprio le vittime delle sette sataniche, cioè di quelle realtà che esaltano il mondo dell’ occultismo e si approfittano di quell’operazione commerciale che è Halloween”.
FESTA DI MORTE
“Il mio libro è nato per informare, educare e prevenire i pericoli, un sussidio per genitori ed educatori, per catechisti e per sacerdoti, oltre che per i ragazzi, affinché ci sia consapevolezza sui significati dei simboli occultistici e satanici di questo carnevale dell’horror, che non deve essere banalizzato. Coloro che pensano che il fenomeno sia riconducibile soltanto agli aspetti divertenti e modaioli, delle maschere e dei momenti di svago, dovrebbero sapere invece che dietro questa pseudo-carnevalata c’è nascosto il mondo oscuro dell’occulto e del satanismo. Si tratta di una celebrazione magico-esoterica ed è l’occasione per adescare vittime nelle sette”.
LA SEDUZIONE DEL MACABRO
“La tradizione del ‘dolcetto o scherzetto’ nasconde qualcosa di ben più serio e inquietante di quanto possa sembrare all’apparenza. Nell’antico culto pagano dei druidi, trick or treat significava ‘maledizione o sacrificio’: l’obbligo di offrire doni ai sacerdoti del dio della morte per evitare vendette dall’aldilà. Attraverso questa cosiddetta moda festaiola si diffonde il piacere per l’orrore come normale, la seduzione del macabro, l’attrazione per la morte invece che per la vita.
Viene dissacrato il senso della morte.
Come ho scritto nel libro, allora, lo scherzetto del diavolo è un dolcetto mortale per l’anima.
In occasione di Halloween, i giovani sono iniziati ad adorare mostri che grondano sangue, figure di morti che vagano sulla terra senza pace, e compiono sacrilegi in forma di gioco, mentre i servitori del principe del male si rendono responsabili di reati terribili, come uccisioni, anche di neonati, violenze fisiche e morali, profanazioni.
I cristiani non possono essere complici, neppure indiretti, di questa operazione commerciale dai tratti neo-pagani e anticristiani”.
HALLOWEEN, OPERAZIONE COMMERCIALE
“C’è certamente l’aspetto del business commerciale. Un’operazione perfettamente riuscita, grazie all’impiego della pubblicità e dei mezzi di comunicazione, a servizio degli interessi delle multinazionali, che spingono molto sulla divulgazione di questa moda, per vendere i loro prodotti. Grazie a Internet e alla globalizzazione, è diventato uno degli appuntamenti di massa più seguiti, soprattutto dal pubblico giovanile. In Europa, gli incassi della ‘notte delle streghe’ superano ormai i 400milioni di euro.
Ma non è questo l’aspetto prevalente. Per i satanisti, Halloween è il compleanno del principe del male. In questa ricorrenza si praticano riti tenebrosi e si commettono reati.
LA FESTA DI OGNISSANTI
“L’alternativa ad Halloween è la gioia della liturgia cristiana, delle cerimonie di preparazione alla festa di Ognissanti, pregando insieme in famiglia, recitando il Rosario, partecipando alla Santa Messa, riscoprendo le vite esemplari dei Santi e l’Amore trionfale di Dio, vivendo attivamente la celebrazione eucaristica e andando a fare visita ai cari defunti al cimitero. Quale evento più bello che leggere insieme e meditare la vita dei Santi, contemplando il volto splendente di Gesù, invece delle facce mostruose di scheletri, di zombies, di anime dannate, che non esorcizzano la morte ma la esaltano, sponsorizzando ciò che vi è di più brutto nel mondo: il dolore, la sofferenza, l’inquietudine, la violenza, la morte”.
«Al nostro numero verde (800228866), che abbiamo ormai istituito da alcuni anni come centro anti-sette proprio per rispondere a questa nuova emergenza, riceviamo in questo periodo centinaia di telefonate, di questi tempi fino a 40 al giorno. Molte volte sono genitori preoccupati per i comportamenti dei propri figli. I più esposti e vulnerabili sono i giovani, sedotti magari dal satanismo. Si comincia con fenomeni di trasgressione e si arriva poi a pericolose pratiche di autolesionismo per mettersi alla prova o dimostrare sottomissione verso i capi di questi gruppi e sette».
«Sempre in coincidenza con l’arrivo del 31 ottobre, aumentano i riti magici, i sacrilegi, la profanazione dei cimiteri con pratiche di adorazione nei confronti di Satana, i furti di ostie consacrate. Ci sono poi i casi di disturbi dell’anima e lì bisogna appunto verificare quando sono possessioni demoniache».
«Abbiamo lanciato da alcuni anni l’iniziativa ‘Holyween’ con cui invitiamo proprio nella notte dei Santi, mentre tanti flirtano con l’horror e con gli zombie, ad affiggere su porte e finestre un’immagine o una luce evocativa dei Santi. E poi Sante Messe, veglie di preghiera e Adorazioni organizzate un po’ su tutto il territorio nazionale da diocesi e parrocchie per esaltare i Santi artefici della vittoria del Bene sul Male. Almeno loro hanno il merito di essere persone d’esempio morale esistite davvero e non creature partorite da qualche lontana usanza pagana promotrice delle Tenebre».
Fonte: In Terris, Radiovaticana
Il blog di Don Aldo: come acquistare il suo libro
http://www.donaldobuonaiuto.it/?page_id=240
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Posted on 30 settembre 2016Posted in No Halloween
29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE
29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE
29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE,GABRIELE E RAFFAELE
PREGHIERE AI TRE ARCANGELI
San Michele Arcangelo difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.
O glorioso Arcangelo san Gabriele io condivido la gioia che provasti nel recarti, quale celeste messaggero, a Maria, ammiro il rispetto col quale ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo incarnato nel suo seno. Ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Amen.
O glorioso Arcangelo san Raffaele che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo e incolume, unito a una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi: superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen.
Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.
Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.
Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.
Amen.
Per la protezione dalle forze oscure (preghiera medioevale)
Signore, manda tutti i santi Angeli e Arcangeli. Manda il santo Arcangelo Michele, il santo Gabriele, il santo Raffaele, affinché siano presenti e difendano e proteggano questo tuo servo, Tu che lo plasmasti, cui desti un’anima e per il quale Ti degnasti di profondere il Tuo sangue. Lo proteggano, lo illuminino quando è sveglio, quando dorme, lo rendano così tranquillo e sicuro da ogni manifestazione diabolica, che nessun essere che abbia maligno potere possa in lui entrare giammai. Né osi offendere o ferire la sua anima, il suo corpo, il suo spirito o atterrirli o solleticarli con la tentazione.
Agli Arcangeli
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.
San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!
San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amentre-santi-arcangeli-preghiera
Il nuovo Calendario liturgico nato dalla riforma del Concilio Vaticano II riunisce al 29 settembre in una sola festa i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).
Il 29 settembre il martirologio geronimiano (sec. VI) ricorda la dedicazione della basilica di san Michele (sec. V) sulla via Salaria a Roma.
Michele è l’antico patrono della Sinagoga Ebraica e oggi patrono della Chiesa universale. Michele in ebraico significa “ Chi è come Dio ?” ed è un grido di guerra contro chiunque presuma di farsi uguale a Dio. E’ l’arcangelo Guerriero, il principe delle milizie celesti, l’avversario di satana, in lotta contro di lui che voleva farsi uguale a Dio: Lucifero. Divenne così l’angelo militante per eccellenza perché è l’angelo del combattimento contro il Dragone citato nell’Apocalisse e contro gli spiriti maligni nell’aria ed i loro seguaci in terra. San Michele è apparso nel V secolo sul monte Gargano in Puglia, dove sorge il famoso santuario a lui dedicato. Sempre in quel luogo l’Arcangelo promise ai Longobardi che combattevano i saraceni la vittoria, che puntualmente di verificò nel 663. A Roma, l’arcangelo domina la città dall’alto della Mole Adriana che da lui prese poi il nome di Castel Sant’Angelo. La Sua statua fu eretta quando qui apparve a Papa San Gregorio Magno alla fine di una grave pestilenza. San Michele è protettore della polizia italiana nonché dei paracadutisti e dei radiologi: E’ l’arcangelo che conduce le anime al giudizio di Dio davanti al quale sarà pesato il bene e il male e per lo stesso motivo è anche protettore di tutti i mestieri che impiegano le bilance. E’ invocato per una buona morte e per il sollievo delle anime del Purgatorio.
L’arcangelo Gabriele fu scelto da Dio per annunciare alla Madonna il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio; prima ancora Gabriele era stato inviato a Daniele per comunicargli l’epoca in cui sarebbe nato Cristo, e a Zaccaria, per annunciargli la nascita del Battista. San Gabriele è legato ai messaggi messianici e la Sua presenza nella Bibbia indica la pienezza dei tempi. Nel nono secolo il Suo nome compare nell’elenco dei Santi collegato alla festa dell’Annunciazione il 24 marzo. E’ patrono dei postini, dei filatelici, dei centralinisti, degli ambasciatori e dei giornalisti cattolici. Il Suo nome significa “ Fortezza di Dio “.
San Raffaele è uno degli arcangeli nominati nella Bibbia, dove si dice che è uno dei sette spiriti che stanno dinanzi a Dio. Raffaele significa “ Dio Guarisce “. Fu inviato dal Signore ad accompagnare il giovane Tobia nel suo viaggio, e per soccorrere Sara nelle sue avversità. Fin dai tempi antichi la Chiesa lo invoca come patrono dei viandanti e dei pellegrini; in particolar modo ha la funzione di intercessore nelle scelte vocazionali sia matrimoniali che religiose. E’ considerato il patrono dei fidanzati e degli sposi cristiani. La festa di San Raffaele si trova già nei testi liturgici del medioevo e fu estesa a tutta la Chiesa da Benedetto XV nel 1921 alla data del 24 ottobre.
Michele, Gabriele e Raffaele, l’angelo guerriero, l’angelo annunciante e l’angelo medico, sono i tre spiriti celesti accompagnatori ed amici dell’uomo, custodi e protettori nelle sue necessità.
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Posted on 29 settembre 2016Posted in I VERI ANGELI DI DIO, San Michele Arcangelo
SUPPLICA ARDENTE AI TRE SANTI ARCANGELI E AGLI ANGELI DI DIO
SUPPLICA ARDENTE AI TRE SANTI ARCANGELI E AGLI ANGELI DI DIO
Molti cristiani recitano la supplica ardente ai Santi Arcangeli ed agli Angeli di Dio, perché essa è riportata da molti libri di preghiere, ma non sanno chi l’ha composta. L’autrice di questa supplica è l’austriaca Gabrielle Bitterlich, fondatrice dell’ associazione cattolica Opus Angelorum. La seguente supplica viene recitata anche dagli aderenti dell’associazione Milizia di San Michele Arcangelo. Ecco il testo della supplica:
“O DIO UNO E TRINO, ONNIPOTENTE ED ETERNO!
Prima di supplicare i santi Angeli e di chiedere il loro aiuto, noi, Tuoi servi, ci prostriamo angeli4ai Tuoi piedi e Ti adoriamo, Padre e Figlio e Spirito Santo! Sii Tu lodato e glorificato in eterno e tutti gli Angeli e uomini che hai creato Ti adorino, Ti amino e Ti servano, o DIO Santo, Forte ed Immortale! Anche Tu, Maria, Regina di tutti gli Angeli, accogli benigna la nostra implorazione ai Tuoi servi ed inoltrala al Trono dell’Altissimo. Tu che puoi tutto con la potenza della Tua supplica e sei Mediatrice di tutte le grazie, fa che troviamo grazia, salvezza ed aiuto! Amen.
Voi santi Angeli, potenti e gloriosi! Ci siete stati dati da DIO, per nostra protezione e nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel Nome di DIO, Uno e Trino: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel Nome del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto! venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel Nome Onnipotente di Gesù: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per tutti i martirii di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per la santa Parola di DIO: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per il Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!angelo
Vi supplichiamo nel Nome dell’Amore di DIO per noi miseri: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel nome della fedeltà di DIO verso noi miseri: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel nome della Misericordia di DIO verso noi miseri: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Madre di DIO e Madre nostra: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina del cielo e della terra: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo nel Nome di Maria, vostra Regina e Signora: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per la vostra propria beatitudine: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per la vostra propria fedeltà: venite presto in nostro aiuto!
Vi supplichiamo per il vostro impegno nella lotta per il Regno di DIO: venite presto in nostro aiuto!
angeli (2)Vi supplichiamo: copriteci con il vostro scudo!
Vi supplichiamo: difendeteci con la vostra spada!
Vi supplichiamo: illuminateci con la vostra luce!
Vi supplichiamo: salvateci sotto il manto protettore di Maria!
Vi supplichiamo: nascondeteci nel Cuore di Maria!
Vi supplichiamo: poneteci nelle mani di Maria!
Vi supplichiamo: mostrateci la via alla porta della vita: il Cuore aperto di Nostro Signore!
Vi supplichiamo: conduceteci con sicurezza alla Casa del Padre!
Voi tutti, nove Cori degli Spiriti beati: venite presto in nostro aiuto!
Voi, che siete stati dati da DIO come nostri particolari accompagnatori: venite presto in nostro aiuto!
AFFRETTATEVI, AIUTATECI, VI SUPPLICHIAMO!
Il Preziosissimo Sangue del Nostro Signore e Re fu sparso per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo! Il Cuore del Nostro Signore e Re batte d’amore per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo! Il Cuore Immacolato di Maria Santissima, vostra Regina, batte d’amore per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo!
SAN MICHELE ARCANGELO! arcangelo michele
Tu, Principe delle Milizie celesti, Vincitore del dragone infernale, hai ricevuto da DIO la forza e il potere di annientare con l’umiltà la superbia delle potenze delle tenebre! Ti supplichiamo, aiutaci ad avere una vera umiltà di cuore, un’incrollabile fedeltà per compiere sempre il volere di DIO e la fortezza nella sofferenza e nel bisogno! Aiutaci a superare il giudizio del Tribunale di DIO!
SAN GABRIELE ARCANGELO!gabriel2
Tu, Angelo dell’Incarnazione, fedele Messaggero di DIO, apri le nostre orecchie ad ascoltare i dolci richiami e gli inviti del Cuore amante di Nostro Signore! Sii sempre davanti ai nostri, ti supplichiamo, affinché comprendiamo bene la parola di DIO, la seguiamo, le ubbidiamo e portiamo a termine ciò che DIO vuole da noi! Aiutaci ad essere vigilanti e pronti, affinché il Signore al Suo arrivo ci trovi desti!
SAN RAFFAELE ARCANGELO!angelo-raffaele
Tu Freccia d’amore e Medicina dell’Amore di DIO, ti supplichiamo, ferisci il nostro cuore con l’ardente amore di DIO e fa che questa ferita non si chiuda mai, affinché anche nella vita d’ogni giorno possiamo rimanere sempre sulla via dell’amore, e superare tutto con l’amore!
AIUTATECI VOI, SANTI E GLORIOSI FRATELLI, SERVI CON NOI DAVANTI A DIO!
Difendeteci da noi stessi, dalla nostra propria viltà e tiepidezza, dal nostro egoismo, dalla nostra brama di possedere, dall’invidia, dalla sfiducia, dall’avidità e dal desiderio di essere ammirati! Liberateci dalle catene del peccato e dall’attaccamento alle cose terrene!
Toglieteci dagli occhi la benda che noi stessi ci siamo messi per non vedere la miseria che ci circonda e per poter così contemplare e compatire noi stessi! Mettete nel nostro cuore il proposito di cercare DIO con desiderio struggente, con pentimento e con amore!
Guardate il Preziosissimo Sangue del Nostro Signore sparso per noi miseri! Guardate le lacrime che la vostra Regina pianse a causa di noi miseri! Guardate in noi l’immagine di DIO che Egli stesso ha impresso nella nostra anima e che ora è rovinata dai nostri peccati! Aiutateci a riconoscere ed adorare DIO, ad amarLo e servirLo!
Aiutateci nella lotta contro le potenze delle tenebre che ci circondano e ci tormentano furtivamente! Aiutateci affinché nessuno di noi vada perduto e così un giorno saremo uniti giubilando nell’eterna beatitudine! Amen.
SAN MICHELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!
SAN RAFFAELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!
SAN GABRIELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!”
“Angelo di DIO, che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che Ti fui affidato dalla Pietà celeste. Amen.”
Don Marcello Stanzione
Fonti: “Il libro delle novene” ed. Ancilla ; http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2154/129/lang,it/
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Posted on 29 settembre 2016Posted in I VERI ANGELI DI DIO
Messico, terzo sacerdote ucciso in una settimana. La lotta dei sacerdoti cattolici contro il narcosatanismo
Messico, terzo sacerdote ucciso in una settimana. La lotta dei sacerdoti cattolici contro il narcosatanismo
Roma, 26 set 2016.- Il corpo crivellato di corpi di un sacerdote, che era scomparso in Messico occidentale, è stato rinvenuto. L’hanno riferito le autorità messicane. Si tratta del terzo caso nel Paese solo nell’ultima settimana. Sempre lunedì scorso infatti i corpi di altri due sacerdoti rapiti erano stati trovati sul ciglio di una strada di Veracruz, sulla costa orientale del Paese. Ieri Domenica 25 settembre all’Angelus la preghiera del Papa per il “caro popolo messicano”, “perché – ha detto Francesco – cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”.
Padre José Alfredo Lopez Guillen, che era scomparso lunedì dalla sua canonica a Janamuato, nello stato di Michoacan, è stato trovato sabato notte in un terreno. Aveva ferite da arma da fuoco ed era morto da 120 ore, ha precisato il procuratore dello stato.
“E’ con profonda tristezza che diamo notizia del fatto che il corpo di Alfredo Lopez Guillen è stato trovato, preghiamo per la sua anima”, ha twittato l’arcidiocesi di Morelia, la capitale di Michoacan.
Secondo il Centro multimediale cattolico, che segnala le violenze contro i religiosi, 14 sacerdoti sono stati assassinati in Messico da dicembre 2012, quando il presidente Enrique Penha Nieto è arrivato al potere, lo stesso presidente che oggi in Messico ignora le richieste del popolo e discrimina tutti coloro (specialmente i cattolici) che si oppongono all’agenda globale che impone matrimoni gay e gender.
Gli altri due sacerdoti trovati morti, Alejo Nabor Jimenez Juarez e Jose Alfredo Suarez de la Cruz, sono stati rinvenuti lunedì, lo stesso giorno in cui è scomparso Guillen, nello stato orientale di Veracruz. LA LOTTA DEI SACERDOTI CONTRO LE GANG DEI NARCOSATANISTI ed il culto a “santa muerte” in Messico
https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/09/21/messico-due-sacerdoti-rapiti-ed-uccisi-la-lotta-dei-sacerdoti-cattolici-contro-le-gang-dei-narcosatanisti-ed-il-culto-a-santa-muerte/
Sulla situazione, Paolo Ondarza ha intervistato la collega messicana Mercedes De La Torre, collega spagnola della Radio Vaticana:
R. –Ha fatto molto piacere ricevere questo messaggio dal Papa, direttamente dall’Angelus, perché sono tanti i messicani che lo seguono in diretta dall’altra parte del mondo. E’ interessante ricordare che il Papa aveva inviato un telegramma recentemente, in cui esprimeva le vive condoglianze e diceva di voler condannare questi attentati alla vita e alla dignità delle persone e chiedeva al Clero e agli agenti pastorali della diocesi di continuare con energia la loro missione ecclesiale, nonostante le difficoltà e seguendo l’esempio di Gesù, il Buon Pastore.
D. – Come vive la Chiesa questi momenti così drammatici? Come i vivono i sacerdoti?
R. – Fa sempre piacere sentire che il Papa è vicino, perché noi messicani amiamo tanto il Pontefice: sia Giovanni Paolo II, che è venuto cinque volte, sia Benedetto XVI e sia adesso Francesco, che è anche latinoamericano. Come lo vive il Messico? Lo vive con tristezza, con paura. Tutti i messicani sono “guadalupani” e quasi tutti si dicono cattolici. Il clero, la Conferenza episcopale sta rispondendo con molta unità a questo messaggio di preghiera, di condanna alla criminalità e allo stesso tempo di fiducia e di speranza. Il cardinale Alberto Suárez Inda, che è proprio l’arcivescovo di Michoacan e che è stato il pastore di padre Lopez Guillen, poco tempo fa in un videomessaggio chiedeva ai rapitori di rispettare l’integrità di questa vita, perché così potesse tornare presto all’esercizio del suo ministero; lui chiedeva a Dio la pace, il rispetto della vita e la conversione di chi fa queste cose.
D. – Questi sacerdoti sono, dunque, degli esempi molto forti per i fedeli e la Chiesa messicana. Si può cercare di capire perché sono stati colpiti alcuni sacerdoti e cosa c’è dietro questi sequestri?
R. – E’ molto difficile fare una panoramica di questa situazione. So che c’è una situazione molto complicata in tanti Paesi dell’America Latina e nel caso del Messico, purtroppo, ci sono diversi cartelli sia del narcotraffico che di altri tipi di criminalità organizzata. Allo stesso tempo, però, il popolo vive anche con fiducia, con speranza.
Il popolo messicano è un popolo che non si arrende mai: prova anche a pregare, perché arrivi la pace dall’alto. Grazie a Dio, la Madonna di Guadalupe, che protegge il popolo messicano, dice che i messicani non sono mai da soli e che Lei, la Madonna, li proteggerà.
http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/26/messico_ucciso_il_terzo_sacerdote_sequestrato/1260766
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Posted on 26 settembre 2016Posted in Cristiani perseguitati
Marcia per la Famiglia in Messico: pieno sostegno del Papa. Una nuova Cristiada contro le imposizioni del governo che vuole distruggere la famiglia
Marcia per la Famiglia in Messico: pieno sostegno del Papa. Una nuova Cristiada contro le imposizioni del governo che vuole distruggere la famiglia
É stato da subito chiaro ai messicani che l’ideologia di genere è favorita dalle istituzioni che fanno sistema con le Nazioni Unite e con l’agenda globale per la diffusione del gender.
CITTA ‘DEL VATICANO, 25 SET 2016 (ACI ) .- Papa Francesco ha espresso il suo pieno sostegno alla Marcia per la Famiglia tenutasi in Messico Sabato 24 settembre 2016, così come la difesa della vita nella nazione, e ha chiesto la fine della violenza in tutto il Messico, dove i sacerdoti sono a continuo rischio per la loro vita.angeluscatfranciscofamilia_lor_111115
Così, prima della recita dell’Angelus, ha dichiarato: “Mi unisco volentieri ai Vescovi del Messico per sostenere l’impegno della Chiesa e della società civile per la famiglia e la vita, che in questo momento richiede una particolare attenzione pastorale e culturale in tutto il mondo. Assicuro la mia preghiera per l’amato popolo messicano, affinchè cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”, ha detto il Papa.
Ricordiamo che Papa Francesco ha da sempre sostenuto anche il Family Day in Italia: “Vi ringrazio per quello che state facendo. Andate avanti così, voi avete retta coscienza cristiana”
http://it.radiovaticana.va/news/2016/04/29/il_papa_al_promotore_del_family_day_andate_avanti_cos%C3%AC/1226422
Le marce in difesa della famiglia, alle quali hanno partecipato quasi un milione e duecentomila persone, per lo più di religione cattolica, sono state una risposta pubblica della società pressoché senza precedenti in Messico.
Da mezzogiorno di Sabato 24 settembre 2016, più di 400 mila persone provenienti da tutto il paese hanno partecipato alla imponente Marcia per la Famiglia svoltasi a Città del Messico. Senza contare poi il milione di persone che solo due settimane fa era sceso in piazza per difendere la famiglia in tutti gli Stati della Federazione messicana.
Il bianco è stato il colore che ha monopolizzato l’ingente manifestazione. Un lungo fiume tinto con la sfumatura della purezza ha attraversato festosamente le strade della capitale messicana. Il corteo, partito dall’Auditorio Nacional, ha raggiunto la piazza in cui è situato l’Ángel de la Independencia. Sotto la statua che raffigura il cherubino, è stato letto un manifesto in dieci punti da sottoporre alla presidenza della Repubblica. https://it.zenit.org/articles/messico-nuova-marcia-contro-il-gender-e-pro-famiglia/
Tra i principali obiettivi del Fronte Nazionale per la Famiglia, organizzatore della marcia, vi è la tutela della famiglia fondata sul matrimonio, costituita da un uomo e una donna, il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni, e il rifiuto della imposizione dell’ ideologia di genere da parte del governo.
Parlando alla stampa, Consuelo Mendoza, dell’Unione Nazionale dei Genitori, che fa parte del Fronte per la Famiglia, ha detto che i messicani vogliono un Messico migliore, dove le autorità ben rappresentino i reali interessi del popolo. Ha aggiunto che nutre il massimo rispetto per le persone LGBT, per la loro dignità, e per la loro libertà di scelta. Ma da loro si aspetta il rispetto per la famiglia naturale.
Da parte sua, Juan Dabdoub Giacoman, Presidente del Consiglio messicano per la Famiglia, ha ricordato che nel febbraio di quest’anno è stata presentata una petizione a favore della famiglia con più di 200mila firme che è stata completamente ignorata dal Presidente. Di contro, l’istituzione che dovrebbe garantire la non discriminazione in Messico, il CONAPRED, “sembra un’appendice della comunità gay“, e caldeggia esso stesso le discriminazioni, quelle contro la famiglia. “Questa lobby fa pressioni sul presidente”.
Fernando Guzman Perez Pelaez, vice presidente di Confamilia, ha detto che il Presidente Peña Nieto porta avanti le sue convinzioni personali, senza curarsi delle istanze del popolo messicano. In testa al corteo contro il matrimonio gay hanno sfilato le insegne con l’immagine della Vergine di Guadalupe. Alcuni cartelli proclamavano: “La mia famiglia è come quella di Nazareth”.
“I cittadini stanno vivendo un risveglio nazionale. Il Messico si è sempre contraddistinto per la difesa del valore della famiglia. Lo abbiamo dimostrato il 10 settembre e torniamo a dimostrarlo ora. Siamo qui a sottolineare che la società e lo Stato hanno il dovere di garantire la protezione e la promozione dell’istituzione familiare”, ha aggiunto. Guzman ha spiegato che “non si fa nessuna discriminazione quando si dice che il matrimonio è tra un uomo e una donna. La Corte di Strasburgo, il più importante parlamento dei diritti umani nel mondo, lo ha messo in evidenza nelle sue sentenze”.
Guzman ha descritto quella di sabato scorso come “una giornata allegra, intensa, propositiva”, durante la quale il popolo messicano ha potuto ribadire la richiesta al presidente Peña Nieto di aprire un dialogo con il Frente National por la Familia.
“Una cosa – ha aggiunto Guzman – è il rispetto pieno delle persone omosessuali, altra cosa è insegnare ai bambini che non sono maschi o femmine, ma che sono ciò che vogliono essere”. Il rappresentante delle associazioni familiari ha affermato che “questo non è giusto, va contro il terzo articolo della Costituzione e contro il diritto dei genitori ad educare i propri figli”.
UNA NUOVA CRISTIADA CONTRO IL GENDER: la rivolta del popolo messicano contro le imposizioni del governo.MEXICO-DEMO-ANTI-GAY
Nel 2011 il legislatore costituzionale messicano riformò l’Art. 1 della Costituzione introducendo l’”orientamento sessuale” tra i diritti umani. Nel 2015 la Corte costituzionale dichiarò illegittima la formula dell’art. 146 del Codice civile che definiva il matrimonio “un’unione libera tra un uomo e una donna … con la possibilità di creare figli”. Nel 2016 il Presidente messicano Enrique Peña Nieto ha presentato un’iniziativa legislativa per l’introduzione del “matrimonio egualitario”. Durante questi ultimi cinque anni è sorto in Messico un vastissimo movimento di resistenza cattolica contro il tentativo di sovvertire l’ordine naturale del matrimonio e della famiglia, un movimento tanto vasto e tanto avversato con gli strumenti del diritto penale e dell’oppressione legale dalle autorità governative che alcuni commentatori locali non hanno esitato a parlare di una nuova “cristiada”.
Da quando i mass media e i membri del governo hanno iniziato a sostenere che dietro all’associazione dei fondatori di Confamilia c’è la Chiesa, si è iniziato a minacciare sacerdoti, vescovi e cardinali di azioni legali in applicazione dell’art. 130 della Costituzione che proibisce a qualsiasi ministro del culto di interferire negli affari dello Stato. A partire da quel momento è stata scatenata una campagna di aggressioni contro la Chiesa cattolica.
Fino a oggi sono riusciti portare di fronte ai giudici membri della Chiesa come per esempio i Cardinali Norberto Rivera Carrera, Juan Sandoval Íñiguez, Francisco Javier Chavolla, Francisco Moreno Barron. Secondo la comunità LGBT a queste azioni se ne aggiungeranno altre dopo le marce del 10 e del 24 settembre in modo tale da colpire ogni ecclesiastico che appoggia il Frente Nacional por la Familia con l’accusa di violazione dei diritti fondamentali e di incitazione all’odio e all’omofobia.
Ancor prima della prima marcia era apparsa nella rete la lettera (vedi qui) che Monsignor Daniel Alberto Medina Pech, già denunciato di omofobia dalla comunità LGBT, aveva indirizzato al Presidente della Repubblica. I fedeli messicani e molti sacerdoti ne trassero gran forza spirituale.
Le marce, alle quali hanno partecipato quasi un milione e duecentomila persone, per lo più di religione cattolica, sono state una risposta pubblica della società pressoché senza precedenti in Messico.
Gli omosessuali non hanno mai subito in Messico particolari discriminazioni, perché gran parte della società è contraria ad atti di sopraffazione nei loro confronti.
Tra gli obiettivi difesi dal Frente Nacional por la Familia non ve n’è uno che attenti alla dignità di singole persone o gruppi. Tutti hanno un contenuto positivo, non lesivo di posizioni altrui, affermativo di diritti che si considerano essere stati violati. Ciò che si chiede al governo è la loro piena restaurazione: la conservazione del matrimonio tale e quale esso è stato per secoli.
Alla completa assenza di odio e di volontà di discriminare nelle rivendicazioni del Frente Nacional por la Familia la comunità LGBT risponde impegnandosi a evitare a ogni costo che le manifestazioni pubbliche a favore della famiglia possano avere luogo.
Non sfugge il fatto che non soltanto la società messicana ma, in generale, le società di tutto il mondo soffrono una profonda crisi morale e di identità, e che ciò ha causato uno sfaldamento molto grave dei corpi sociali fino al nucleo stesso della famiglia. Di qui la necessità di recuperare i fondamenti della famiglia tradizionale che negli ultimi decenni sono stati erosi e smarriti.
Il risultato di questo grido di disapprovazione della società messicana, cattolica nella sua maggioranza, di fronte alle mire del Presidente Nieto è incerto. Non v’è dubbio tuttavia che la Chiesa e la società messicana si sono ridestate e che non cadranno più nel sonno. In qualunque caso, sia o meno approvata l’iniziativa sulla recezione legislativa dell’ideologia di genere in Messico, esse saranno sentinelle dell’integrità del matrimonio e dell’infanzia.
Fonti
http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2016/09/una-nuova-cristiada-contro-il-gender-la.html
https://www.aciprensa.com/noticias/videos-y-fotos-mas-de-400-mil-en-marcha-por-la-familia-en-mexico-17977/
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Posted on 26 settembre 2016Posted in Spiritualità1 commento
Sette sataniche a Foggia: furto S. Ostie consacrate nella chiesa S.Maria della Croce, ennesimo atto sacrilego. L’omicidio satanico di Nadia Roccia.
Sette sataniche a Foggia: furto S. Ostie consacrate nella chiesa S.Maria della Croce, ennesimo atto sacrilego. L’omicidio satanico di Nadia Roccia.
Sta facendo discutere il furto delle S. Ostie consacrate nella chiesa Santa Maria della Croce, in viale della Stazione, angolo con via Montegrappa, a Foggia. La mattina del 23 settembre 2016, il parroco don Bruno Pascone, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Ignoti sono entrati facilmente per via delle porte aperte, andando dritti verso il tabernacolo. Era appena stata celebrata la Santa Messa. Grazie alla chiave già inserita nella serratura del tabernacolo, i malfattori hanno prelevato la pisside, contenente le 70 S. Ostie consacrate e una teca in metallo. Tutti oggetti di scarso valore che tenderebbero ad escludere l’ipotesi del furto scaturito da disagio economico dell’autore. Per questo, secondo gli investigatori, prende corpo la pista che porta alle messe nere. Sarebbe questa, infatti, l’ipotesi più accreditata. Difficilmente si può parlare di classici ladri in quanto non hanno portato via nulla né in chiesa né in sacrestia.
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chiesa Santa Maria della Croce, Foggia
Gli autori dello strano furto potrebbero essere satanisti che intendono usare le ostie per le messe nere. Le sette sataniche, infatti, cercano continuamente di procurarsi le Ostie consacrate, a volte fingendo di ricevere la comunione per poi metterle da parte, altre volte, come in questo caso, rubandole o commissionando il furto. http://www.immediato.net/2016/09/23/lombra-dei-riti-satanici-dietro-al-furto-delle-ostie-consacrate-il-caso-messe-nere-allincoronata/
Il caso, intanto, ha scosso la comunità. Nelle parrocchie foggiane, si sta organizzando una vera e propria maratona di preghiera, come proposto dall’arcivescovo della diocesi foggiana, Mons Vincenzo Pelvi:
“Carissimi confratelli, questa sera il mio animo è profondamente amareggiato per una notizia che mi è da poco giunta:
Il tabernacolo della parrocchia di Santa Maria della Croce è stato forzato ed è stata profanata la SS. Eucarestia.
L’atto commesso è gravissimo e non può lasciarci indifferenti.
Invito, pertanto, tutti i fedeli della diocesi ad unirsi in preghiera con me, per riparare al macabro gesto.
In tutte le parrocchie, per tre giorni, sino a domenica, ci sia chi si prostri in adorazione del SS. Sacramento.
Tutte le Ss. Messe abbiano un ricordo speciale in merito.
Preghiamo anche per il cuore degli autori di questo gesto; invochiamo la conversione e il rimedio spirituale.
Vi chiedo infine, carissimi, di rimanere maggiormente uniti in preghiera domenica 25 settembre, quando, alle ore 12.00, presiederò la S. Messa nella parrocchia di Santa Maria della Croce.
Con il cuore gonfio di tristezza, ma ancor più traboccante di fede nella potenza della preghiera, vi ringrazio e paternamente vi benedico.
+ Vincenzo Pelvi”
http://www.statoquotidiano.it/23/09/2016/foggia-profanato-tabernacolo-della-chiesa-s-m-della-croce/492285/
Il sospetto che dietro al furto possano esserci gli adoratori di Satana è avvalorato da alcuni casi di cronaca avvenuti nel Foggiano negli ultimi anni. Il più emblematico nel 2013, quando una messa nera venne “disturbata” nella notte dalle guardie zoofile e dagli agenti di polizia nel bosco dell’ Incoronata, situato a mezzo chilometro circa dall’ingresso del santuario. Sul posto intervenne anche una pattuglia della volante e la scientifica per una serie di rilievi. L’intervento delle forze dell’ordine mise in fuga alcune persone verosimilmente coinvolte in un rito satanico. In quel luogo vennero ritrovati un lumino acceso, un panno verde con una croce bianca, un vassoio con tracce di sangue e i resti in decomposizione di un animale.
COME DIMENTICARE L’OMICIDIO SATANICO DELLE DUE “AMICHE” KILLER DI FOGGIA, (Castelluccio dei Sauri), che il 14 marzo 1998 uccisero a sangue freddo ed in nome di Satana, l’amica Nadia Roccia?08_ottobre_1998 Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, appena diciottenni: senza mostrare alcun segno di pentimento, dopo aver strangolato l’amica Nadia se ne andarono a divertirsi. In aula di tribunale, dimostrarono altrettanta freddezza per l’atto compiuto e molto impaccio nel tentare di negare il loro coinvolgimento con il satanismo e il loro legame con altre persone che le spinsero a pianificare quell’omicidio insensato…Si sospetta che le due avrebbero agito sotto l’influsso di una setta che si è manifestata con atti ipnotici tali da giustificare la rimozione degli avvenimenti, per dimenticare tutto quello che venivano spinte a fare.
Lo dimostra un messaggio anonimo contenente minacce di morte spedito ad Anna Maria Botticelli, mentre era in carcere:
«Ti inceneriremo insieme al tuo amato» e, ancora, «hai fatto male a parlare di noi al tuo adorato. Se continui così di te e di lui rimarranno solo le ossa». Frasi agghiaccianti contenute nella lettera anonima che gli inquirenti hanno sequestrato in carcere alla Botticelli. Una minaccia a cui gli investigatori credono , tanto che hanno emesso un provvedimento nei confronti di persona non identificata accusata di concorso in omicidio volontario premeditato. L’amato, l’adorato, secondo l’anonimo, sarebbe l’avvocato difensore della Botticelli, Gianluca Ursitti, giovane legale foggiano, che il complice delle assassine ritiene a conoscenza della verita’ dei fatti e in presunti stretti rapporti con Anna Maria. Minacce di morte, dunque, alla ragazza, al suo difensore, che glissa sull’argomento preferendo continuare a impegnarsi per dimostrare, insieme con il consulente, il criminologo Francesco Bruno “l’incapacita’ di intendere e di volere della sua assistita”.
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a sinistra, la vittima Nadia Roccia; al centro, la Botticelli, a destra la Sica, le due killer
Ma le due confessarono alla fine di aver programmato quell’omicidio. Dopo aver ucciso Nadia, il 14 marzo ’98, le due amiche tentarono di far credere che si fosse suicidata: le strinsero una corda attorno al collo e posero accanto al cadavere una lettera scritta a macchina nella quale Nadia affermava di aver deciso di suicidarsi perché il suo amore omosessuale per Anna Maria non era corrisposto. Chi programma così meticolosamente una menzogna per coprire un delitto, non sembra “incapace di intendere e di volere”. Forse Nadia Roccia fu uccisa perchè sapeva troppo ed aveva scoperto un giro di sesso e sette sataniche.
Nelle lucide confessioni delle due amiche assassine, saltava spesso fuori il cimitero come luogo di ispirazione del reato. Furti di ossa nei cimiteri per rituali satanici, profanazioni di Ostie consacrate rubate nelle chiese del Foggiano:
Dal cimitero del paese di Castelluccio dei Sauri, proprio poco tempo prima dell’omicidio di Nadia, fu trafugata una statuina del Bambin Gesù, i cui capelli erano stati composti con una ciocca di capelli della Botticelli… Nelle abitazioni delle due “ragazzekiller” furono inoltre sequestrate fotografie, che ritraevano le indagate nei pressi di una tomba, nel cimitero del paese del foggiano, agende e diari di scuola. In uno di questi, era annotata la segnalazione di un palo alla cui base stavano disegni satanici e la scritta inneggiante a satana. In casa della Botticelli, fu rinvenuto anche un quadro che raffigurava il volto di profilo di un uomo, che attraverso un gioco di specchi, mostrava il volto di Satana.
Allo stesso tempo non fu mai fatto mistero, nemmeno da parte degli investigatori, sulla possibile esistenza di una setta satanica organizzata e gerarchicamente strutturata, con base a Foggia e ramificazioni nei comuni del Subappennino. Le indagini si spostarono anche al centronord Italia, supportate anche da alcune, inquietanti dichiarazioni delle due ragazze, registrate dai magistrati della Procura di Foggia, che facevano riferimento a Satana e ad altre diavolerie. Ma come al solito, quando si tratta di “sètte sataniche”, le piste di indagine si affossano, si minimizza sempre tutto, fino alla prossima comparsa di qualche altro omicidio inspiegabile con chiari segni di satanismo… Nella mente degli inquirenti restò sempre il dubbio che qualcosa di strano, legato a riti esoterici, fosse successo prima, o durante, l’ omicidio di Nadia Roccia.
Oggi non se ne parla più, si tende sempre ad attribuire il tutto solo a “problemi psicologici”, ma si sta sottovalutando la gravità della diffusione del satanismo, vera piaga sociale: c’è molto di più dietro questi orrori, c’è tutta una subcultura propagandistica del “credo satanista” che passa attraverso la musica, gli slogan di odio anticristiano di certi pseudocantanti come Marilyn Manson, la dittatura del pensiero unico che manipola le menti, i siti internet dove si nascondono gruppi satanisti tra i più perversi, un veleno mediatico potente che infetta sempre più le menti dei giovani. E rovina le loro vite, spesso irrimediabilmente.
Fonti
FOGGIA, LE RAGAZZE KILLER SATANICHE
http://www.gris-imola.it/esoterismo/ragazze_killer_sataniche.php
(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/10/20/castelluccio-sesso-lucifero-misteri-dell-omicidio-roccia.html
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/08/30/orma-di-satana-sul-gargano.html).
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Posted on 25 settembre 2016Posted in Criminologia e sètte
I pensieri e le benedizioni di Padre Pio, il Santo innamorato di Gesù Eucaristia
I pensieri e le benedizioni di Padre Pio, il Santo innamorato di Gesù Eucaristia
Padre Pio scrisse durante la sua vita una serie di preghiere e pensieri.
Infatti per ogni giorno dell’anno Padre Pio scrisse molti pensieri e benedizioni per accompagnare il pellegrino giornalmente e non fargli pesare la vita nei momenti difficili, ma farlo sentire in compagnia e dargli la forza di affrontare le situazioni difficili, ma soprattutto indicargli la giusta via per assaporare quanto di buono la vita ci riserva in ogni istante della giornata e noi non sempre siamo in grado di comprendere.
“Cammina allegramente e con un cuore sincero ed aperto più che puoi, e quando non si possa mantenere sempre questa santa allegrezza, almeno non ti perdere mai di coraggio e di confidenza in Dio. Fatti animo e non temere le fosche ire di Lucifero. Rammentati per sempre di questo: che è buon segno allorché il nemico strepita e ruggisce all’intorno della tua volontà, poiché questo dimostra che egli non è al di dentro.
Coraggio! Proferisco questa parola con un grande sentimento ed, in Gesù, coraggio, dico: non bisogna temere, mentre che possiamo dire con risoluzione, sebbene senza sentimento: VIVA GESU’ “.
“Confidenza torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un’anima che confida nel suo Signore ed in Lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore l’àncora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta quest’àncora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante!
Sii sempre allegramente in pace con la tua coscienza, riflettendo che ti trovi al servizio di un Padre infinitamente buono, che per sola tenerezza scende fino alla Sua creatura, per elevarla e trasformarla in Lui Suo creatore.
E fuggi la tristezza, perché questa entra nei cuori che sono attaccati alle cose del mondo.
Sii dunque sempre fedele a Dio nell’osservanza delle promesse fattegli e non ti curare dei motteggi degli insipienti.
Non ti dar pensiero di tali serpenti. Gesù penserà a metterli a posto. Preghiamo che Gesù li converta. A noi basta stare a posto con Dio.non-ti-dar-pensiero-di-tali-serpenti-padre-pioNon ti dar pensiero di nulla. Una sola cosa deve essere la tua occupazione: amare Gesù, amare la virtù ed aspirare al cielo. Mammina, per quanto dipende da Lei, ti assisterà sempre e ti porgerà le braccia. La preghiera è la migliore arma che abbiamo; una chiave che apre il cuore di Dio.
Sappi che i santi si sono sempre scherniti del mondo e dei mondani e si sono messi sotto i piedi il mondo e le sue massime. Il mondo non ci stima, perché figli di Dio. Consoliamoci, ché almeno una volta egli conosce la verità e non dice bugia.
Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni. Il demonio bisogna disprezzarlo e non temerlo, poiché s. Agostino dice: «Il demonio è un formidabile gigante con chi lo teme, ed un fanciullo imbelle con chi lo disprezza».
Chi segue Gesù non cammina nelle tenebre e la vita ha in se stesso. Sta’ su di animo: non ti mai abbacchiare. L’aiuto e la liberazione non l’ho mai atteso dalle creature ma dal cielo. Perciò confidenza e pazienza. Coraggio ed attendiamoci tutto da Gesù e dalla Mamma celeste che vegliano sopra di noi. Sta’ su di animo. Gesù penserà a tutto. Non diamo retta a gente che non sa quello che dice. Noi confidiamo in Gesù e nella Mamma celeste e tutto andrà a finire bene. Stringiamoci sempre più nella carità e questa sarà la nostra garanzia.”
“IL MONDO POTREBBE STARE ANCHE SENZA SOLE, MA NON PUO’ STARE SENZA LA SANTA MESSA.padre2bpio2b2b4
Nell’assistere alla S. Messa, rinnova la tua fede. Tieni la mente elevata al mistero che si va svolgendo sotto i tuoi occhi. Portati con la tua mente al calvario e pensa e medita sulla Vittima, che si offre alla divina giustizia, sborsando il prezzo della tua redenzione. Ti auguro sempre più amore al divin sacrifizio, dal quale ci è venuta e ci viene l’eterna salute.
Chiediamo a Gesù la grazia di amarLo e di vederLo amato sempre più. ChiediamoGli, come la sposa dei sacri Cantici: Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino! Quante volte questo bacio di Pace… ci viene donato da Gesù nel Santissimo Sacramento! Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, in questo sacramento d’amore, noi abbiamo la vera vita, una vita benedetta e la vera felicità.
O Gesù, che il mio cuore riposi sul tuo Cuore trafitto nelle prove e nei dolori della vita.
Maria ti faccia sempre da madre, ti stringa sempre più al suo cuore: ti faccia pregustare tutte le tenerezze della Sua maternità, ed un giorno non molto lontano ti mostri tutta la sua gloria assieme a Gesù.
L’Angelo di Dio ti guidi in tutto il corso della tua vita e ti preservi dal peccato.
Lo Spirito Santo ti riempia dei suoi doni e ti renda forte nella battaglia della vita.
Il volto di Gesù sia stampato sul tuo cuore e appaghi tutti i tuoi voleri. L’amore di Gesù sia la stella che ti guidi a Lui. Gesù viva sempre in te e nella tua famiglia.
Gesù crocifisso ti dia coraggio a soffrire con merito.
L’Angelo di Dio ti assista nella salmodia e la presenti al trono di Dio.
Sii sempre ed in tutto umile e serba sempre gelosamente la purezza del tuo cuore e del tuo corpo, perché esse sono le due ali che ci elevano sino a Dio e quasi ci divinizzano.
Appoggiamoci alla nostra Mamma celeste, che può e vuole aiutarci. La nostra strada sarà facilitata perchè abbiamo chi ci protegge.
Amiamo senza riserva, come Dio stesso ci ama. Vestiamoci di pazienza, di coraggio e di perseveranza.
Il bene che ci adoperiamo di arrecare alle anime altrui risulterà utile anche all’anima nostra.
Poniamo i nostri cuori in Dio solo, per non più riprenderli. Egli è la nostra pace, la nostra consolazione, la nostra gloria. Anche noi, se saremo imitatori di Gesù, sostenendo tutte le battaglie della vita, parteciperemo ai Suoi trionfi”.
PREGHIERA per ottenere l’intercessione di San Pio
O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, San Pio da Pietralcina che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico perciò di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia (esporre), che ardentemente desidero.
3 Gloria al Padre
2483956939dall’Epistolario di San Pio da Pietrelcina, il Santo innamorato della Santa Eucaristia
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Posted on 23 settembre 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi, Santissima Eucaristia
La speciale devozione di S. Padre Pio per San Michele Arcangelo e per gli Angeli di Dio
La speciale devozione di S. Padre Pio per San Michele Arcangelo e per gli Angeli di Dio
Dalle vite dei Santi possiamo comprendere il vero rapporto tra noi creature umane con i veri Angeli di Dio: i Santi, come Padre Pio, non “evocavano” mai gli Angeli, non facevano riti magici, cartomanzia, divinazione con musichette e spiritismo New Age, tutto questo per loro era abominio, come deve esserlo per ogni cristiano . I Santi facevano una vita di preghiera, una vita il più conforme possibile a Gesù e al Vangelo, frequentavano i Sacramenti ogni giorno, quindi gli Angeli di Dio li accompagnavano sempre ed erano assidui nel proteggerli ed aiutarli e nel pregare con loro. I veri Angeli di Dio, infatti, si mostrano solo alle anime più pure, umili e più innamorate di Gesù e Maria .
La vita di Padre Pio era molto orientata al diffondere la devozione verso gli angeli. Già durante la santa Messa c’è una forte presenza angelica, come per esempio nel Gloria o quando chiediamo il perdono a Dio, e così San Pio li vedeva durante la celebrazione o in altre occasioni. Il suo «il buon Angiolino» gli fu sempre d’aiuto. Fu l’amico obbediente, preciso, puntuale che, da grande maestro di santità, esercitò su di lui uno stimolo continuo per progredire nell’esercizio di tutte le virtù. La sua azione assidua e discreta fu di guida, di consiglio e di sostegno. Se, per un dispetto del demonio, alcune lettere del suo confessore gli giungevano macchiate d’inchiostro, egli sapeva come renderle leggibili perché «l’Angiolino gli aveva suggerito che all’arrivo della lettera l’avesse aspersa con l’acqua benedetta prima d’aprirla» (cfr. «Epistolario» I, pag. 321). Quando riceveva una lettera scritta in francese era l’Angelo custode a fargli da interprete: «Se la missione del nostro Angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande, dovendomi anche fare da maestro nella spiegazione di altre lingue» (o.e. pag. 304). Si avvaleva dell’aiuto dell’Angelo custode per diffondere il suo apostolato mariano: «Vorrei avere una voce sì forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poiché ciò non è in mio potere ho pregato e pregherò il mio Angiolino a compiere per me questo ufficio» (o.c. pag. 277).angelo1
L’Angelo custode era l’intimo amico che al mattino, dopo averlo svegliato, con lui lodava il Signore: «La notte ancora, al chiudersi degli occhi, vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori» (o.c. pag. 308). Negli assalti infernali era l’Angelo custode, l’invisibile amico, che leniva le sue pene: «II mio Angiolino cerca di smorzare i dolori che mi affliggono quegli impuri apostati, col cullarmi lo spirito in segno di speranza» (o.c. pag. 321). Quando l’Angelo non era sollecito ad intervenire, Padre Pio, confidenzialmente, sapeva muovergli anche un aspro e fraterno rimprovero: «Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a che santo votarmi. Mi rivolgo al mio Angelo. Dopo essersi fatto aspettare per un pezzo, eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua voce Angelica cantava inni alla divina maestà. Successe che lo sgridai aspramente d’essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso. Per castigarlo non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo finché, sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto spiacente. “Ti sono sempre vicino – egli dice -io mi aggiro sempre a te d’intorno, questo mio affetto per te non si spegnerà neppure con la vita”» (o.c. pag. 311).
Padre Pio riconobbe ed apprezzò la funzione di «messaggero» dell’invisibile amico. «Se hai bisogno – ripeteva ai suoi figli spirituali – mandami il tuo Angelo custode». Ed aveva un gran da fare, durante le ore del giorno e della notte, per ascoltare i «messaggi» dei suoi figli che tante creature Angeliche, obbedienti, gli portavano.
PADRE PIO E SAN MICHELE ARCANGELO
Una volta il suo frate infermiere, padre Mariano Palladino, gli disse che una mistica aveva visto in visione Padre Pio che combatteva contro il demonio fin da tenera età. Il Santo frate udendo queste parole confermò e aggiunse: “Se non fosse stato per San Michele il demonio mi avrebbe messo sotto i piedi”.pic20new20home
Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque nel piccolo centro del beneventano il 25 maggio 1887. Sin dalla prima infanzia si sentì chiamato ad una vita di consacrazione religiosa. Fu ordinato sacerdote nell’Ordine dei Cappuccini il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento. Dal 1916 sino alla sua morte, ha svolto il ministero sacerdotale presso il convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Ha operato con assiduità e semplicità per il bene delle anime che a lui accorrevano numerosissime, vivendo ininterrottamente nella preghiera e nella sofferenza. Ricevette le stimmate la mattina del 20 settembre 1918. Per tutta la sua vita sacerdotale fu un apostolo indefesso del confessionale. Morì il 23 settembre 1968 e fu beatificato il 2 maggio del 1999 e poi canonizzato il 16 giugno 2002 da Sua Santità Giovanni Paolo II. La devozione di Padre Pio nei riguardi dell’arcangelo San Michele si inserisce nella sua generale devozione verso i celesti spiriti ed essa è documentata sia dal suo Epistolario che da numerose testimonianze e ricordi dei suoi fedeli e figli spirituali.
Anzitutto Padre Pio era un cappuccino cioè un seguace di San Francesco d’Assisi ed il Poverello d’Assisi aveva un grande amore per San Michele, nei Fioretti troviamo scritto che l’Arcangelo si deve venerare al sommo grado.Ogni anno dal 14 agosto al 20 settembre San Francesco faceva la quaresima in onore di San Michele, cioè digiunava e faceva penitenza in onore dell’Arcangelo e fu proprio durante una di queste quaresime micaelitiche che sulla Verna ricevette le stimmate da un serafino che secondo diversi commentatori francescani era proprio San Michele. Anche Padre Pio ricevette le stimmate come San Francesco ed è interessante notare che sul crocifisso davanti al quale Padre Pio ricevette le stimmate, il 20 settembre 1918, è raffigurato San Michele nella volta. Nell’ambiente francescano vi era allora una grande devozione a San Michele e addirittura certi francescani facevano ben due quaresime all’anno in onore di San Michele. Inoltre la provincia religiosa monastica cappuccina di Foggia aveva scelto come suo protettore San Michele (provincia religiosa di Sant’Angelo a cui oggi si è aggiunto e di San Pio). Altro motivo ambientale della devozione del Padre a San Michele era anche il fatto che il vicino santuario del Gargano distava solo 25 km da San Giovanni Rotondo, e lo stesso San Francesco d’Assisi, nel 1219, si era recato in pellegrinaggio al Gargano. Nella Basilica di Monte Sant’Angelo vi è una lampada d’argento donata circa trecentocinquanta anni fa dall’università di San Giovanni Rotondo. Questo lume ad olio ricorda la peste che aveva colpito il paese nella primavera del 1657, ma soprattutto ricorda la miracolosa scomparsa di quel “tremendo vento di morte” grazie all’intercessione del Principe angelico. I sentimenti di gratitudine del popolo di San Giovanni Rotondo all’Arcangelo si leggono ancora oggi sulla lapide sottostante la nicchia della statua di San Michele sul frontone dell’ingresso principale della chiesa madre di San Giovanni Rotondo e sui lati dell’altare a lui dedicato. Ancora un blocco di pietra, ricavato dalla roccia della grotta del Gargano fa parte della chiesa del convento e Padre Pio volle che si erigesse un mosaico con San Michele, opera dello svizzero Aurelio Gozzato, sulla torretta della Casa Sollievo della Sofferenza.
I figli spirituali di Padre Pio, conoscendo il grande amore del Padre verso San Michele, vollero che l’immagine dell’Arcangelo, mentre trafigge il dragone infernale, campeggiasse sopra il monumento di Padre Pio al primo ripiano dell’ingresso centrale della Casa Sollievo della Sofferenza.
Padre Pio è ufficialmente andato una volta sola al santuario di San Michele. Lo storico Gherardo Leone ha ricostruito nei dettagli questa visita, rivelando una passione senza limiti da parte di Padre Pio verso San Michele. Scrive Gherardo Leone:”Padre Pio fece il viaggio il 1° luglio 1917 su un carretto scoperto, come si usava a quel tempo, assieme a quattordici fratini del Collegio di San Giovanni Rotondo. Quel giorno faceva molto freddo. Prima della celebrazione della Messa, Padre Pio si raccolse in preghiera per tre quarti d’ora, poi iniziò il rito religioso davanti all’altare dell’Arcangelo. Nell’offrire il sacrificio nel luogo consacrato a San Michele Arcangelo si commosse profondamente. Dopo la celebrazione, si trattenne per altri tre quarti d’ora. Era pallidissimo e tremava per il freddo: erano tre ore che stava in quella grotta umidissima e gelida. Ad un certo punto due fedeli, presenti nel santuario, vedendolo in quello stato, lo sollecitarono ad andare in una casa vicina, per consumare una colazione calda. Nella grotta di San Michele – scrive Gherardo Leone – in quel momento di grande intensità spirituale, nella penombra della grotta arcangelica, Padre Pio prese piena coscienza della sua missione religiosa ed ebbe anche il presentimento di quanto il Signore gli stava riservando”.
Lo scrittore Giovanni Siena afferma che: “Il ruolo di San Michele nella vita e nell’opera di Padre Pio, diventò evidente un anno dopo quel significativo pellegrinaggio di Monte Sant’Angelo. Il 1918 fu per Padre Pio un anno pieno di eventi straordinari. Padre Pio infatti fu protagonista di tre sconvolgenti fenomeni mistici che gli costarono anche grandi patimenti fisici: 1° la “tranverbazione” ovvero la straziante lacerazione delle parti più intime della sua anima per opera di un misterioso dardo di fuoco; 2° la “stimmatizzazione” cioè l’apparizione sul suo corpo delle stesse ferite portate da Cristo sulla croce; 3° e infine la “transfissione” vale a dire lo squarcio del cuore e del costato operato da una lancia.13-g_la20preghiera20di20leone20xiii
Tutte queste tre prove furono precedute dall’apparizione di quello che Padre Pio definiva un “misterioso personaggio”. Chi era? Il frate non ha mai rivelato questo segreto. Ma alcuni studiosi di fenomeni mistici e di storia della spiritualità sono convinti che fosse proprio San Michele che è l’Angelo inviato da Dio a coloro che devono realizzare una missione difficile. Non a caso la sua stimmatizzazione avvenne il 20 settembre del 1918, proprio il giorno in cui egli si preparava ad iniziare la novena di preghiera in onore a San Michele, la cui festa si celebra il 29 settembre. Riguardo la sua devozione a San Michele, una volta Padre Pio disse: “Sta sempre qui”, rivolta ad Anita Canotti, una sua figlia spirituale di Rimini. Lo scrittore Giovanni Siena afferma: “Ricordo benissimo tutte le penitenze che ci dava nel confessionale in onore dell’arcangelo. Ricordo anche il suo insistente invito a recarci in pellegrinaggio al santuario di Monte Sant’Angelo: “Andate a salutare San Michele”, diceva spesso”.
Eppure nonostante il grande interesse per quel luogo di culto micaelitico, dai documenti che sono arrivati a noi, risulta che Padre Pio si recò solo una volta in pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo, quel 2 luglio del 1917. viene da chiedersi: come mai da allora non vi fece più ritorno? Alcuni studiosi della vita di Padre Pio affermano invece che egli si sia recato al santuario in tante alte occasioni. Il salesiano Don Giuseppe Tomaselli, famoso sacerdote esorcista ed apostolo di Messina, che ebbe numerosi contatti con Padre Pio, raccontò un fatto interessante a questo proposito: “Un gruppo di persone di Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, avendo sentito parlare di Padre Pio decise di recarsi in treno a San Giovanni Rotondo per conoscerlo. In treno incontrarono un prelato che chiese loro dove erano diretti: “Andiamo a San Giovanni Rotondo, rispose uno, pare che lì ci sia un frate che fa miracoli”. “Ma chi è questo frate?”, chiese il prelato. “Andate piuttosto al santuario di Monte Sant’Angelo. Lì c’è veramente uno che fa miracoli, San Michele Arcangelo”. Una volta scesi dal treno questi devoti rimasero disorientati se andare a San Giovanni o a Monte Sant’Angelo. Alla fine in essi prevalse il proposito di recarsi da Padre Pio. Il frate li ricevette e, durante il colloquio, iniziò a comportarsi in maniera strana: apriva e chiudeva un cassetto, senza un motivo valido. Quel cassetto, infatti era vuoto, si vedeva benissimo. Al termine della visita, prima di salutare gli ospiti, Padre Pio estrasse da quel cassetto diverse immagini raffiguranti l’Arcangelo di Monte Sant’Angelo e li consegnò ad ognuno dei fedeli. La sorpresa fu grande quando Padre Pio, dopo aver distribuito i santini, se ne uscì con questa frase: “Così potrete dire di essere stati al santuario di San Michele”. Tutti si convinsero – conclude don Tomaselli – che nello stesso momento in cui parlava con loro si fosse recato in bilocazione nel santuario. Non a caso Padre Pio ripeteva spesso ai suoi devoti: “Io alla grotta santa di Monte Sant’Angelo ci vado sempre”. Spesso i suoi figli spirituali gli dicevano: “Padre, dateci la santa benedizione, perché andiamo a San Michele”. Ed egli, contento, rispondeva: “Lassù, pregate pure per me”. Ad un fedele che era indeciso se andare o meno a San Michele, prima di ripartire per la sua città, così il Padre rispose: “Sì, sì, bisogna andarci! A San Michele bisogna andarci coi propri piedi, altrimenti si andrà con la bara sulle spalle … “. Cioè a dire, che un giorno si avrà a tenere il giudizio dell’Arcangelo, il quale peserà i nostri peccati con la sua bilancia. Una sua figlia spirituale, trovandosi in una particolarissima e penosissima situazione e dovendo risolvere un delicatissimo problema, si recò in confessione da Padre Pio, il quale, dopo averla ascoltata, le disse: “E tu non l’hai l’avvucato a lu paese tuo?… “. La penitente rispose: “Quale avvocato, Padre?”. E lui ancora: “T’ho detto, tu non l’hai l’avvucato a lu paese tuo?…”. Quell’anima, sulle prime, non capì la risposta, avuta da Padre Pio, risposta a cui in seguito lei stessa diede la giusta spiegazione, e attese ancora dietro il confessionale per ricevere un’altra parola chiarificatrice da Padre Pio. Ma il frate, paternamente la licenziò. Quella donna, con una grande speranza nel cuore e fiduciosa nelle parole del suo confessore, si allontanò da San Giovanni Rotondo, convinta di ritrovare la luce, e che avrebbe risolto quanto le stava a cuore. Giunta al suo paese di origine, si trovò a pregare San Michele, il quale era il patrono del suo stesso paese in cui proprio in quei giorni veniva festeggiato. La preghiera all’Arcangelo che capitò sotto gli occhi della donna così diceva: “O glorioso mio protettore e avvocato San Michele…”. A queste invocazioni, la donna comprese chiaramente che doveva rivolgersi al principe delle milizie celesti, ricordando le parole del frate del Gargano, e che San Michele era il suo avvocato. A lui si raccomandò caldamente e grazie all’Arcangelo ogni cosa riuscì secondo i suoi desideri. Orbene, conoscendo Padre Pio la potenza e la grandezza di San Michele, desiderava che egli venisse conosciuto e amato dai suoi figli spirituali, a questo proposito nel nuovo santuario della Madonna delle Grazie fece addirittura costruire un altare tutto particolare in onore del Santo Arcangelo.
Il defunto monsignor Giuseppe Del Ton , che fu molto vicino al padre cappuccino offre questa sua testimonianza: “Padre Pio era solito recitare una preghiera all’Arcangelo scritta da papa Leone XIII, sotto il cui pontificato egli nacque: ecco il testo della preghiera “O San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Contro la malizia e le insidie del diavolo sii nostro sostegno. Noi scongiuriamo supplichevoli che Iddio lo tenga sotto il suo dominio. E tu, o principe delle milizie celesti, per la potenza che Iddio ti ha dato, rovescia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che a rovina delle anime vanno scorazzando per il mondo”.
Purtroppo – diceva monsignor Del Ton – questa bellissima preghiera da tempo era caduta in disuso perché la Chiesa aveva trascurato il culto di San Michele, non raccomandandolo più ai fedeli. Questo fu un motivo di grande dispiacere per Padre Pio che ripeteva spesso: “Oggi più che mai, in questa epoca apocalittica, è necessario combattere sotto lo stendardo di San Michele”.20130915_a
PREGHIERA per ottenere l’ intercessione di San Pio
O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, San Pio da Pietralcina che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico perciò di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia (esporre), che ardentemente desidero.
3 Gloria al Padre
Fonti:
Milizia di San Michele Arcangelo, Don Marcello Stanzione
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Posted on 22 settembre 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi, San Michele Arcangelo
Pellegrinaggio nazionale delle famiglie “Famiglia ed Eucaristia, sacramenti d’amore per il mondo”. Card. Bagnasco: “Difendete la famiglia, non arrendetevi al ‘pensiero unico’”
Pellegrinaggio nazionale delle famiglie “Famiglia ed Eucaristia, sacramenti d’amore per il mondo”. Card. Bagnasco: “Difendete la famiglia, non arrendetevi al ‘pensiero unico’”
“La famiglia è viva, evviva la famiglia!”. È questo lo slogan del “pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia”, di sabato 17 settembre 2016 a Genova nell’ambito del XXVI Congresso Eucaristico Nazionale. Il tema di quest’anno: “Famiglia ed Eucaristia, sacramenti d’amore per il mondo”. Un corteo di varie migliaia di persone ha percorso le vie del centro, recitando il Rosario, dalla stazione Brignole, fino al Porto Antico. “Siamo giunti alla IX edizione del Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, che sorge all’indomani del “Family Day”: era il 2007. Sono migliaia di famiglie che ci hanno raggiunto da tutta Italia, quest’anno a Genova in occasione del Congresso Eucaristico, in collaborazione con il Forum delle associazioni familiari e l’Ufficio nazionale di pastorale della famiglia, per ridire la bellezza del matrimonio cristiano. Quest’anno del Sacramento del matrimonio alla luce dell’Eucaristia: Eucaristia e matrimonio sono entrambi ostensione e incarnazione dell’amore di Dio. E dunque siamo particolarmente felici di aver voluto sottolineare la gioia di essere famiglie cristiane all’interno di questo importante evento, che è il Congresso Eucaristico Nazionale.” (Salvatore Martinez)
«Voi siete un po’ di sale e un po’ di lievito di gioia e di fede nelle comunità cristiane delle nostre diocesi. La famiglia, che continua e sarà sempre il primo nucleo, indispensabile della società, voi la rappresentate, voi la cantate. Testimoniatela con la convinzione e la gioia che vi contraddistinguono. Noi vescovi vi chiediamo di continuare a essere questo sorriso, questo canto di gioia nelle nostre comunità». Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha accolto con queste parole gli 8 mila pellegrini del Rinnovamento nello Spirito giunti a Genova da tutta Italia per il 9̊ Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia, promosso dal RnS e dall’Arcidiocesi di Genova in collaborazione con l’Ufficio nazionale per la Pastorale familiare Cei e il Forum delle Associazioni familiari.Layout 1
Il pellegrinaggio si era aperto con una serie di testimonianze di vita familiare, tra cui quella eccezionale di Patrizia, di Pescara del Tronto, che nel recente terremoto ha perso i genitori, il marito, un figlio e un cognato. La donna, accompagnata da un cognato e una sorella, ha raccontato le speranze del pre-terremoto, e poi «la tremenda sensazione di aver perso tutto, quando il mondo crolla e ti risvegli tra le macerie».
Patrizia ha raccontato che il vescovo di Ascoli, monsignor Giovanni D’Ercole, il suo segretario e i frati «mi hanno accolto, senza abbandonarmi un attimo. In quelle ore la tua famiglia si allarga. Ho cercato negli occhi di chi mi ha sostenuto gli affetti e l’amore che avevo perso, e li ho trovati. Non mi sono chiesta perché. La rabbia non mi ha penetrato, perché l’amore non può essere annientato, neanche da un terremoto. So che mi sarà consentito generare da questa tragedia amore. Amore per chi mi ha accolto, ma anche per chi era assente, incapace di darmi affetto. L’amore vince, c’è e ci sarà sempre. La salvezza è solo in quella zattera che dobbiamo chiamare fraternità, che ci insegna come ricominciare a vivere».
Varie altre famiglie si sono alternate sul palco – introdotte dal vescovo D’Ercole -, tratteggiando una quotidianità caratterizzata da una generosità multiforme, aperta alla vita e all’accoglienza senza distinzioni, anche di chi viene da lontano e non ha niente. Perché il senso del vivere è nel dare più che nel ricevere. Leggendo il saluto di monsignor Farrell, neo presidente del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, D’Ercole ha sottolineato le parole di “Amoris Laetitia”, in cui papa Francesco ringrazia e incoraggia le famiglie per la testimonianza che rende «credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre».
Sulle sfide del tempo presente ha parlato – con particolare efficacia – anche l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, concludendo in serata la festa dei giovani, in una piazza Matteotti gremita di adolescenti. «Nel clima di menzogna in cui viviamo, bisogna aguzzare l’intelligenza, senza credere alle fandonie degli imbonitori. Voi potete farlo, perché la vostra età è ancora limpida, senza le incrostazioni degli adulti. Se non vi fate ingannare dall’aria che mette l’apparenza davanti a tutto, starete nella verità, e quindi nella libertà. È faticoso andare contro quello che fanno o pensano tutti. Ma voi non dovete tradire il desiderio che sentite. Rimanete in piedi nella verità e nella libertà. Non arrendetevi all’opinione generale. Così potrete costruire un mondo nuovo».
«Siate esigenti con gli adulti, pretendete la verità e dite “no” alla scaltrezza del mondo. Se cercherete la verità delle cose, sarete felici. Ma dovrete andare controcorrente rispetto al “pensiero unico”. Bisogna diventare dissidenti e dire il re è nudo». Parlando ai microfoni Rai al termine della Messa conclusiva, il cardinale Bagnasco ha proposto la partecipazione ai consultori come opera di misericordia preziosa, proprio per consigliare i dubbiosi riguardo a scelte drammatiche relative alla famiglia e alla vita.
Fonti
http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/18/congresso_eucaristico_pellegrinaggio_nazionale_famiglie/1258857
La famiglia è viva, evviva la famiglia! | Tempi.it
No al satanismo
PER INFORMARSI E DIFENDERSI DAGLI INGANNI DELLE SETTE E DALLE IDEOLOGIE DI ODIO E DISCRIMINAZIONE CONTRO I CRISTIANI NEL MONDO
Mese: agosto 2016
Santa Madre Teresa: “L’aborto è una guerra diretta, un diretto omicidio. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perchè io lo amo”.
Santa Madre Teresa: “L’aborto è una guerra diretta, un diretto omicidio. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perchè io lo amo”.
madre-teresa-e-labortoMadre Teresa al conferimento del Premio Nobel per la pace, 1979: «L’aborto è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. […] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c’è più niente che impedisca a me di uccidere te e a te di uccidere me. Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo». Così si esprimeva Madre Teresa di Calcutta indicando nell’aborto il più grave pericolo per la pace del mondo, perché è un attentato all’umanità intera.
Madre Teresa di Calcutta sarà proclamata santa Domenica 4 settembre 2016, alle 10, in piazza San Pietro, dove Papa Francesco presiederà la solenne Liturgia Eucaristica e la Canonizzazione di Madre Teresa. Alle ore 12.00 seguirà la preghiera dell’Angelus. Fu proprio Francesco, lo scorso 15 marzo, a firmare il decreto di canonizzazione durante un concistoro ordinario. Il miracolo attribuito alla religiosa attiene ad una guarigione di un tumore al cervello di un giovane brasiliano, oggi 42enne, approvata dal Pontefice come straordinaria e immediata.
«Siamo convinti che sarà un grande evento», ha dichiarato Maria Luisa di Ubaldo, membro del direttivo nazionale del Movimento per la Vita «Da tutta Italia – ha aggiunto – stiamo ricevendo numerose adesioni. Per noi volontari del Movimento è un evento importante, ricorderemo una grande donna che con il Suo esempio ci ha insegnato a metterci al servizio del “più povero tra i poveri, IL BAMBINO NON NATO”, dandogli voce». http://www.prolife.it/2016/08/24/il-movimento-per-la-vita-celebra-madre-teresa-di-calcutta/
O Maria,icona-madonna-della-tenerezza
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall’indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell’amore.
A lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
Lettera Enciclica Evangelium Vitae
San Giovanni Paolo II
Qui di seguito riproponiamo il discorso tenuto da Madre Teresa a Oslo, l’11 dicembre 1979, al conferimento del Nobel per la Pace. È un discorso che rimane di una attualità sorprendente, nell’indicare l’aborto come la principale minaccia alla pace, e anzi è anche profetico rispetto al destino della nostra società. Ma è un discorso importante anche per un altro motivo, di metodo. Davanti a un consesso laicista, interessato soltanto alla sua opera per i poveri, Madre Teresa con grande semplicità e con grande autorevolezza ha parlato di Cristo. Rileggendo queste parole si comprende cosa significhi testimoniare la fede in qualsiasi circostanza.
Poiché ci troviamo qui riuniti insieme penso che sarebbe bello per ringraziare Dio per il Premio Nobel per la Pace che pregassimo con una preghiera di San Francesco d’Assisi che mi sorprende sempre molto. Noi diciamo questa preghiera ogni giorno dopo la Santa Comunione, perché è molto adatta a ciascuno di noi, e penso sempre che quattro, cinquecento anni fa quando San Francesco d’Assisi compose questa preghiera dovevano avere le stesse difficoltà che abbiamo oggi, visto che compose una preghiera così adatta anche a noi. Penso che alcuni di voi ce l’abbiano già, dunque pregheremo insieme.
Ringraziamo Dio per l’opportunità che abbiamo tutti insieme oggi, per questo dono di pace che ci ricorda che siamo stati creati per vivere quella pace, e Gesù si fece uomo per portare questa buona notizia ai poveri. Egli essendo Dio è diventato uomo in tutto eccetto che nel peccato, e ha proclamato molto chiaramente di essere venuto per portare questa buona notizia. La notizia era pace a tutti gli uomini di buona volontà e questo è qualcosa che tutti vogliamo, la pace del cuore, e Dio ha amato il mondo tanto da dare suo Figlio – è stato un dono – è come dire che a Dio ha fatto male dare, perché ha amato tanto il mondo da dare suo Figlio, e lo dette alla Vergine Maria, e Lei allora che cosa fece? Appena arrivò nella sua vita, fu subito ansiosa di darne la buona notizia, e appena entrò nella casa di sua cugina, il bambino – il bambino non ancora nato – il bambino nel grembo di Elisabetta, sussultò di gioia. Era un piccolo bambino non ancora nato, fu il primo messaggero di pace. Riconobbe il Principe della Pace, riconobbe che Cristo era venuto a portare una buona notizia per me e per te. E se non fosse abbastanza – se non fosse abbastanza diventare uomo – Egli morì sulla Croce per mostrare quell’amore più grande, e morì per voi e per me e per quel lebbroso e per quell’uomo che muore di fame e per quella persona nuda nelle strade non solo di Calcutta ma dell’Africa, e New York, e Londra, e Oslo – e insistette che ci amassimo gli uni gli altri come Lui ci ha amato.clipart florealLo abbiamo letto molto chiaramente nel Vangelo: “Amatevi come io vi ho amato, come io vi amo, come il Padre ha amato me così io amo voi”, e tanto più forte il Padre lo ha amato, tanto da donarcelo, e quanto ci amiamo noi, noi pure dobbiamo donarci gli uni agli altri finché non fa male. Non è abbastanza per noi dire: “Amo Dio, ma non amo il mio prossimo”. San Giovanni dice che sei un bugiardo se dici di amare Dio e non il prossimo. Come puoi amare Dio che non vedi se non ami il prossimo che vedi, che tocchi, con cui vivi? Così è molto importante per noi capire che l’amore, per essere vero, deve fare male. Ha fatto male a Gesù amarci, gli ha fatto male. E per essere sicuro che ricordassimo il Suo grande amore si fece Pane della vita per soddisfare la nostra fame del Suo amore. La nostra fame di Dio, perché siamo stati creati per questo amore. Siamo stati creati a Sua immagine. Siamo stati creati per amare ed essere amati, ed Egli si è fatto uomo per permettere a noi di amare come Lui ci ha amato. Egli è l’affamato, il nudo, il senza casa, l’ammalato, il carcerato, l’uomo solo, l’uomo rifiutato e dice: “L’avete fatto a Me”. Affamato del nostro amore, e questa è la fame dei nostri poveri. Questa è la fame che voi e io dobbiamo trovare, potrebbe stare nella nostra stessa casa.
Non dimentico mai l’opportunità che ebbi di visitare una casa dove tenevano tutti questi anziani genitori di figli e figlie che li avevano semplicemente messi in un istituto e forse dimenticati. Sono andata là, ho visto che in quella casa avevano tutto, cose bellissime, ma tutti guardavano verso la porta. E non ne ho visto uno con il sorriso in faccia. Mi sono rivolta alla Sorella e le ho domandato: come mai? Com’è che persone che hanno tutto qui, perché guardano tutti verso la porta, perché non sorridono? Sono così abituata a vedere il sorriso nella nostra gente, anche i morenti sorridono, e lei disse: questo accade quasi tutti i giorni, aspettano, sperano che un figlio o una figlia venga a trovarli. Sono feriti perché sono dimenticati – e vedete, è qui che viene l’amore.clipart florealCome la povertà arriva proprio a casa nostra, dove trascuriamo di amarci. Forse nella nostra famiglia abbiamo qualcuno che si sente solo, che si sente malato, che è preoccupato, e questi sono giorni difficili per tutti. Ci siamo, ci siamo per accoglierli, c’è la madre ad accogliere il figlio? Sono stata sorpresa di vedere in occidente tanti ragazzi e ragazze darsi alle droghe, e ho cercato di capire perché, perché succede questo, e la risposta è: perché non hanno nessuno nella loro famiglia che li accolga. Padre e madre sono così occupati da non averne il tempo. I genitori giovani sono in qualche ufficio e il figlio va in strada e rimane coinvolto in qualcosa. Stiamo parlando di pace.
Queste sono cose che distruggono la pace, ma io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: “Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò. Ti ho inciso sul palmo della mano”. Siamo incisi nel palmo della sua mano, così vicini a Lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che “Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò”. E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti.Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla. Per questo faccio appello in India, faccio appello ovunque. Restituiteci i bambini, quest’anno è l’anno dei bambini. Che abbiamo fatto per i bambini? All’inizio dell’anno ho detto, ovunque abbia parlato ho detto: Quest’anno facciamo che ogni singolo bambino, nato o non nato, sia desiderato”. E oggi è la fine dell’anno, abbiamo reso ogni bambino desiderato?
Vi darò qualcosa di impressionante. Stiamo combattendo l’aborto con le adozioni, abbiamo salvato migliaia di vite, abbiamo inviato messaggi a tutte le cliniche, gli ospedali, le stazioni di polizia: Per favore non distruggete i bambini, li prenderemo noi”. Così ad ogni ora del giorno e della notte c’è sempre qualcuno, abbiamo parecchie ragazze madri. Dite loro di venire: “Noi ci prenderemo cura di voi, prenderemo il vostro bambino, e troveremo una casa per il bambino”. E abbiamo un’enorme domanda da parte di famiglie senza bambini, per noi questa è una grazia di Dio.clipart florealStiamo anche facendo un’altra cosa molto bella. Stiamo insegnando ai nostri mendicanti, ai nostri lebbrosi, agli abitanti degli slum, alla nostra gente sulla strada, i metodi naturali di pianificazione familiare. E solo in Calcutta in sei anni, nella sola Calcutta, abbiamo avuto 61.273 bambini in meno da famiglie che li avrebbero avuti, ma perché praticano questo metodo naturale di astinenza, di auto-controllo, con amore reciproco. Insegniamo loro il metodo della temperatura che è molto bello, molto semplice, e la nostra povera gente capisce. E sapete che cosa mi hanno detto? “La nostra famiglia è sana, la nostra famiglia è unita, e possiamo avere un bambino ogni volta che vogliamo”. Così chiaro, quelle persone nelle strade, quei mendicanti, e io penso che se la nostra gente può farlo tanto più potete voi e tutti gli altri che potete conoscere i metodi e i mezzi senza distruggere la vita che Dio ha creato in noi.
I poveri sono grandi persone. Possono insegnarci molte cose belle. L’altro giorno uno di loro è venuto a ringraziare e ha detto: “Voi che avete fatto voto di castità siete le persone migliori per insegnarci la pianificazione familiare”. Perché non è altro che auto-controllo per amore reciproco. E penso che abbiano detto una frase molto bella. E queste sono persone che magari non hanno niente da mangiare, magari non hanno dove vivere, ma sono grandi persone. I poveri sono persone meravigliose.clipart florealUna sera siamo uscite e abbiamo raccolto quattro persone per la strada. Una di loro era in condizioni terribili e ho detto alle Sorelle: “Prendetevi cura degli altri tre, io mi occupo di questa che sembrava stare peggio”. Ho fatto per lei tutto quello che il mio amore poteva fare. L’ho messa a letto, e c’era un tale meraviglioso sorriso sulla sua faccia. Ha preso la mia mano e ha detto solo una parola: “Grazie”, ed è morta. Non ho potuto non esaminare la mia coscienza di fronte a lei, e mi sono chiesta cosa avrei detto al suo posto. E la mia risposta è stata molto semplice. Avrei provato ad attirare un po’ di attenzione su di me, avrei detto che ho fame, che sto morendo, che ho freddo, dolore, o altro, ma lei mi ha dato molto di più. Mi ha dato il suo amore riconoscente. Ed è morta con il sorriso sul volto.
Come quell’uomo che abbiamo raccolto dal canale, mezzo mangiato dai vermi, e l’abbiamo portato a casa. “Ho vissuto come un animale per strada, ma sto per morire come un Angelo, amato e curato”. Ed è stato così meraviglioso vedere la grandezza di quell’uomo che poteva parlare così, poteva morire senza accusare nessuno, senza maledire nessuno, senza fare paragoni. Come un Angelo. Questa è la grandezza della nostra gente. Ed è per questo che noi crediamo che Gesù disse: “Ero affamato, ero nudo, ero senza casa, ero rifiutato, non amato, non curato, e l’avete fatto a me”.clipart florealCredo che noi non siamo veri operatori sociali. Forse svolgiamo un lavoro sociale agli occhi della gente, ma in realtà siamo contemplative nel cuore del mondo. Perché tocchiamo il Corpo di Cristo ventiquattro ore al giorno. Abbiamo ventiquattro ore di questa presenza, e così voi e io. Anche voi provate a portare questa presenza di Dio nella vostra famiglia, perché la famiglia che prega insieme sta insieme. E io penso che noi nella nostra famiglia non abbiamo bisogno di bombe e armi, di distruggere per portare pace. Semplicemente stiamo insieme, amiamoci reciprocamente, portiamo quella pace, quella gioia, quella forza della presenza di ciascuno in casa. E potremo superare tutto il male che c’è nel mondo.C’è tanta sofferenza, tanto odio, tanta miseria, e noi con la nostra preghiera, con il nostro sacrificio iniziamo da casa. L’amore comincia a casa, e non è quanto facciamo, ma quanto amore mettiamo in quello che facciamo. Sta a Dio Onnipotente. Quanto facciamo non ha importanza, perché Lui è infinito, ma quanto amore mettiamo in quello che facciamo. Quanto facciamo a Lui nella persona che stiamo servendo. Qualche tempo fa a Calcutta avemmo grande difficoltà ad ottenere dello zucchero, e non so come i bambini lo seppero, e un bambino di quattro anni, un bambino Hindu, andò a casa e disse ai suoi genitori: “Non mangerò zucchero per tre giorni, darò il mio zucchero a Madre Teresa per i suoi bambini”. Dopo tre giorni suo padre e sua madre lo portarono alla nostra casa. Non li avevo mai incontrati prima, e questo piccolo riusciva a malapena pronunciare il mio nome, me sapeva esattamente che cosa era venuto a fare. Sapeva che voleva condividere il suo amore. E questo è perché ho ricevuto tanto amore da voi tutti.
Dal momento che sono arrivata qui sono stata semplicemente circondata da amore, da vero amore comprensivo. Si percepiva come se ciascuno in India, ciascuno in Africa fosse qualcuno molto speciale per voi. E mi sono sentita proprio a casa dicevo alla Sorella oggi. Mi sento in Convento con le Sorelle come se fossi a Calcutta con le mie Sorelle. Così completamente a casa qui, proprio qui. E così sono qui a parlarvi. Voglio che voi troviate il povero qui, innanzitutto proprio a casa vostra. E cominciate ad amare qui. Siate questa buona notizia per la vostra gente. E informatevi sul vostro vicino di casa. Sapete chi sono?clipart florealHo avuto un’esperienza veramente straordinaria con una famiglia Hindu che aveva otto bambini. Un signore venne alla nostra casa e disse: “Madre Teresa, c’è una famiglia con otto bambini, non mangiano da tanto tempo. Faccia qualcosa”. Così ho preso del riso e sono andata immediatamente. E ho visto i bambini, i loro occhi luccicanti per la fame. Non so se abbiate mai visto la fame. Ma io l’ho vista molto spesso. E lei prese il riso, lo divise, e uscì. Quando fu tornata le chiesi: “Dove sei andata, che hai fatto?” Lei mi dette una risposta molto semplice: “Anche loro hanno fame”. Quel che mi colpì di più fu che lei sapeva chi sono loro, una famiglia musulmana. Lei lo sapeva. Non portai più del riso quella sera perché volevo che godessero la gioia della condivisione. Ma c’erano quei bambini, che irradiavano gioia, condividendo la gioia con la loro madre perché lei aveva amore da dare. E vedete è qui che comincia l’amore: a casa…Sono molto grata per quello che ho ricevuto. È stata un’esperienza enorme e torno in India, tornerò la prossima settimana, il 15 spero, e potrò portare il vostro amore. E so bene che non avete dato del vostro superfluo, ma avete dato fino a farvi male. Oggi i piccoli bambini hanno, ero così sorpresa, c’è così tanta gioia per i bambini che hanno fame. Che i bambini come loro avranno bisogno di amore e cura e tenerezza, come ne hanno tanto dai loro genitori. Così ringraziamo Dio che abbiamo avuto questa opportunità di conoscerci, e questa conoscenza reciproca ci ha portati così vicini. E potremo aiutare non solo i bambini indiani e africani ma potremo aiutare i bambini del mondo intero, perché come sapete le nostre Sorelle stanno in tutto il mondo.
E con questo premio che ho ricevuto come premio di pace, proverò a fare una casa per molti che non hanno una casa. Perché credo che l’amore cominci a casa, e se possiamo creare una casa per i poveri, penso che sempre più amore si diffonderà. E potremo mediante questo amore comprensivo portare pace, essere la buona notizia per i poveri. I poveri della nostra famiglia per primi, nel nostro paese e nel mondo. Per poter fare questo, le nostre Sorelle, le nostre vite devono essere intessute di preghiera. Devono essere intessute di Cristo per poter capire, essere capaci di condividere. Perché oggi c’è così tanto dolore. Sento che la Passione di Cristo viene rivissuta ovunque di nuovo. Siamo noi là a condividere questa Passione, a condividere questo dolore della gente. In tutto il mondo, non solo nei paesi poveri, ma ho trovato la povertà dell’occidente tanto più difficile da eliminare.clipart florealQuando prendo una persona dalla strada, affamata, le do un piatto di riso, un pezzo di pane, l’ho soddisfatta. Ho rimosso quella fame. Ma una persona che è zittita, che si sente indesiderata, non amata, spaventata, la persona che è stata gettata fuori dalla società, quella povertà è così dolorosa e diffusa, e la trovo molto difficile. Le nostre Sorelle stanno lavorando per questo tipo di persone nell’occidente.
Allora dovete pregare per noi affinché siamo capaci di essere questa buona notizia, ma non possiamo farlo senza di voi, lo dovete fare qui nel vostro paese. Dovete arrivare a conoscere i poveri, magari la gente qui ha beni materiali, tutto, ma penso che se noi tutti cerchiamo nelle nostre case, quanto troviamo difficile a volte sia sorriderci reciprocamente, e che il sorriso è l’inizio dell’amore. E così incontriamoci sempre con un sorriso, perché il sorriso è l’inizio dell’amore, e quando cominciamo ad amarci è naturale voler fare qualcosa. Così pregate per le nostre Sorelle e per me e per i nostri Fratelli, e per i nostri Collaboratori che sono sparsi nel mondo. Essi possono rimanere fedeli al dono di Dio, amarlo e servirlo nei poveri insieme con voi. Quello che abbiamo fatto non avremmo potuto farlo se voi non lo aveste condiviso con le vostre preghiere, i vostri doni, questo continuo dare.Ma non voglio che mi diate del vostro superfluo, voglio che mi diate finché vi fa male. L’altro giorno ho ricevuto 15 dollari da un uomo che è stato sdraiato per venti anni, e l’unica parte che poteva muovere è la mano destra. E l’unica cosa di cui gode è fumare. E mi ha detto: non fumo per una settimana, e ti mando questi soldi. Deve essere stato un sacrificio terribile per lui, ma guardate quanto è bello, come ha condiviso, e con quei soldi ho comprato del pane e l’ho dato a quelli che sono affamati con gioia da tutte e due le parti, lui stava dando e i poveri stavano ricevendo. Questo è un dono di Dio per noi poter condividere il nostro amore con gli altri. E fate come se fosse per Gesù. Amiamoci gli uni gli altri come Egli ci ha amato. Amiamo Lui con amore indiviso. E la gioia di amare Lui e amarci gli uni gli altri, diamo ora, che Natale è così vicino. Conserviamo la gioia di amare Gesù nei nostri cuori. E condividiamo questa gioia con tutti quelli con cui veniamo in contatto. E questa gioia radiosa è vera, perché non abbiamo motivo di non essere felici, perché abbiamo Cristo con noi. Cristo nei nostri cuori, Cristo nel povero che incontriamo, Cristo nel sorriso che diamo e nel sorriso che riceviamo.clipart florealFacciamone un impegno: che nessun bambino sia indesiderato, e anche che ci accogliamo con un sorriso, specialmente quando è difficile sorridere. Non dimentico mai qualche tempo fa circa quattordici professori vennero dagli Stati Uniti da diverse università. E vennero a Calcutta nella nostra casa. Stavano parlando e dicevano di essere stati alla casa per i morenti. Abbiamo una casa per i morenti a Calcutta, dove abbiamo raccolto più di 36.000 persone solo dalle strade di Calcutta, e di questo grande numero più di 18.000 hanno avuto una bella morte. Sono semplicemente andati a casa da Dio; e sono venuti nella nostra casa e abbiamo parlato di amore, di compassione, e poi uno di loro mi ha chiesto: “Madre, per favore ci dica qualcosa che possiamo ricordare”. E ho detto loro: “Sorridetevi gli uni gli altri, dedicatevi del tempo nelle vostre famiglie. Sorridetevi”. E un altro mi ha chiesto: “Sei sposata?”, e ho detto: “Sì”, e trovo a volte molto difficile sorridere a Gesù perché può essere molto esigente a volte. Questo è qualcosa di vero, ed è là che viene l’amore, quando è esigente, e tuttavia possiamo darlo a Lui con gioia.Come ho detto oggi, ho detto che se non vado in Cielo per qualcos’altro andrò in Cielo per tutta la pubblicità, perché mi ha purificata e sacrificata e resa veramente pronta ad andare in Cielo. Penso che questo sia qualcosa, che dobbiamo vivere la nostra vita in modo bello. Abbiamo Gesù con noi e Lui ci ama. Se potessimo solo ricordarci che Gesù mi ama, e ho l’opportunità di amare gli altri come Lui ama me, non nelle grandi cose, ma nelle piccole cose con grande amore, allora la Norvegia diventerebbe un nido d’amore. E quanto bello sarà che da qui sia stato dato un centro per la pace. Che da qui esca la gioia per la vita dei bambini non nati. Se diventate una luce bruciante nel mondo della pace, allora veramente il Nobel per la pace è un dono per il popolo norvegese. Dio vi benedica!8c7fdc575b1b7bcd1e673b12e85a2fcf
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Posted on 31 agosto 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
La Corona Angelica e la devozione a San Michele Arcangelo di S. Francesco
La Corona Angelica e la devozione a San Michele Arcangelo di S. Francesco
f824e9ceff1257d3978a67352a4693afLa devozione all’Arcangelo Michele, soprattutto nel suo santuario di Monte S.Angelo al Gargano, dove è apparso, nel Medioevo è particolarmente forte e divulgata. Anche San Francesco d’Assisi nel 1216 passò in visita al santuario di San Michele Arcangelo, ma, non sentendosi degno di entrare nella grotta, si fermò in preghiera e raccoglimento all’ingresso, baciando ripetutamente la terra e incidendo su una pietra il segno di croce in forma di “T” (Tau), segno che ancor oggi è visibile e venerato come una reliquia del passaggio del Santo di Assisi nella Celeste e angelica Basilica (in realtà è una copia, essendo il graffito originale andato distrutto dalle “orde” napoleoniche). Presso la porta della grotta, a sinistra, fu poi eretto un altare in onore del Santo e a ricordo del suo pellegrinaggio.
imageSappiamo che per prepararsi alla festa di San Michele Arcangelo, (29 SETTEMBRE), San Francesco d’Assisi osservava una sua speciale e personale quaresima. Fu proprio durante uno di quei ritiri in onore del Santo Arcangelo che ricevette le stimmate sul monte della Verna ( il 17 settembre 1224).
Tale QUARESIMA MICHAELITICA suole cominciarsi circa dalla fine di agosto al 28 settembre, vigilia della festa di San Michele e dei Santi Arcangeli Gabriele e Raffaele (29 Settembre). E’ un periodo di particolari preghiere e “fioretti” in onore di San Michele Arcangelo, Principe della Milizia Celeste. Qui riportiamo la Corona Angelica o Rosario di San Michele Arcangelo con le litanie e la Consacrazione.
LA CORONA ANGELICA
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Questo pio esercizio fu rivelato dall’Arcangelo Michele stesso alla serva di Dio Antonia de Astonac in Portogallo. Il Principe degli Angeli apparendo alla Serva di Dio disse che voleva essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove Cori degli Angeli. Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un Coro angelico e la recita di un Padre nostro e tre Ave Maria. La Corona Angelica doveva concludersi con la recita di quattro Padre nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di S.Gabriele, S.Raffaele e degli Angeli custodi. L’Arcangelo promise ancora di ottenere da Dio che colui che l’avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un Angelo di ciascuno dei novi Cori. A chi l’avesse recitata ogni giorno prometteva la continua particolare assistenza sua e di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte. La speranza di ricevere le grazie promesse e’ stata alimentata e sostenuta dal fatto che il Sommo Pontefice Pio IX fece arricchire di numerose indulgenze questo pio e salutare esercizio.
INIZIO DELLA PREGHIERA
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Recitare il Credo.
“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, per essere salvati nell’estremo giudizio”
1 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del celeste Coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carita’.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 1 Coro Angelico.
2 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 2 Coro Angelico.
3 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umilta’.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 3 Coro Angelico.
4 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le corrotte passioni.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 4 Coro Angelico.
5 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del celeste Coro delle Potesta’, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 5 Coro Angelico.
6 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro delle ammirabili Virtu’celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 6 Coro Angelico.
7 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 7 Coro Angelico.
8 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 8 Coro Angelico.
9 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei cieli.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 9 Coro Angelico.
ALLA FINE DELLA CORONA: Un Padre nostro a San Michele. Un Padre nostro a San Gabriele. Un Padre nostro a San Raffaele. Un Padre nostro all’Angelo Custode.
PREGHIAMO
Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bonta’ e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso San Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici. Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maesta’. Amenconsacrazione a SAN MICHELE
LITANIE DI S.MICHELE ARCANGELO
Signore, pieta’     Signore, pieta’
Cristo, pieta’     Cristo, pieta’
Signore, pieta’     Signore, pieta’
Cristo, ascoltaci     Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici     Cristo, esaudiscici
Padre celeste, che sei Dio     abbi pieta’ di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio     abbi pieta’ di noi
Spirito Santo, che sei Dio     abbi pieta’ di noi
Santa Trinita’, unico Dio     abbi pieta’ di noi
Santa Maria     prega per noi
S. Michele Arcangelo     prega per noi
S. Michele Principe dei Serafini     prega per noi
S. Michele Ambasciatore del Signore, Dio d’Israele     prega per noi
S. Michele Assessore della SS. Trinita’     prega per noi
S. Michele Preposito del Paradiso     prega per noi
S. Michele chiarissima stella dell’ordine angelico     prega per noi
S. Michele Mediatore delle divine grazie     prega per noi
S. Michele sole splendissimo di carita’     prega per noi
S. Michele primo modello di umilta’     prega per noi
S. Michele esempio di mansuetudine     prega per noi
S. Michele prima fiamma di ardentissimo zelo     prega per noi
S. Michele degno di ammirazione     prega per noi
S. Michele degno di venerazione     prega per noi
S. Michele degno di lode     prega per noi
S. Michele ministro della divina clemenza     prega per noi
S. Michele duce fortissimo     prega per noi
S. Michele consolatore degli sfiduciati     prega per noi
S. Michele Angelo di pace     prega per noi
S. Michele consolatore dei malati     prega per noi
S. Michele guida degli erranti     prega per noi
S. Michele sostegno di coloro che sperano     prega per noi
S. Michele custode di chi ha fede     prega per noi
S. Michele protettore della Chiesa     prega per noi
S. Michele dispensatore generoso     prega per noi
S. Michele rifugio dei poveri     prega per noi
S. Michele sollievo degli oppressi     prega per noi
S. Michele vincitore dei demoni     prega per noi
S. Michele nostra fortezza     prega per noi
S. Michele nostro rifugio     prega per noi
S. Michele nostro difensore     prega per noi
S. Michele duce degli angeli     prega per noi
S. Michele conforto dei Patriarchi     prega per noi
S. Michele guida dei Profeti     prega per noi
S. Michele guida degli Apostoli     prega per noi
S. Michele sollievo dei Martiri     prega per noi
S. Michele letizia dei Confessori     prega per noi
S. Michele custode delle Vergini     prega per noi
S. Michele onore di tutti i Santi     prega per noi
PREGHIAMO
O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele ci protegga sempre e in ogni luogo: ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen

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Posted on 30 agosto 2016Posted in I VERI ANGELI DI DIO, San Michele Arcangelo
Gli Angeli di Dio, nostre guide sulla via della santità
Gli Angeli di Dio, nostre guide sulla via della santità
dal libro di Padre Gilles Jeanguenin, sacerdote esorcista: “GLI ANGELI, che ci guidano nell’aldilà”, Ed. San Paolo
Quando si accenna al ministero degli Angeli presso gli uomini, si fa spesso riferimento a quelli che ci hanno preso sotto le loro ali protettrici: gli Angeli custodi. Gli Angeli ci invitano a contemplare quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano (1Cor 2,9).
Alcuni autori (specialmente quelli moderni New Age ) hanno confuso la missione degli Angeli con una specie di copertura assicurativa multirischi: è tuttora presente il rischio di ridurre l’attività angelica a protezione specialmente sul piano materiale (o peggio: per speculare sul futuro, “connettersi con gli angeli”, eresia spiritica New Age e qui sicuramente gli Angeli veri ci voltano le spalle, perchè solo Dio conosce e stabilisce i tempi futuri; gli Angeli ci insegnano a non angustiarci ed a fidarci dei progetti di Dio: questa smania di “investigare sul futuro” la ispirano i servi del Maligno, gli angeli decaduti che si servono di maghi medium ed operatori dell’occulto per incatenarci alle angosce ed alle ossessioni).
corpus-christi-weninger-04Agli Angeli non ripugnano i nostri interessi umani, però la loro funzione non può ridursi alla custodia della nostra vita materiale: gli Angeli sono prima di tutto i nostri formatori e guide sulla via della santità.
Non bisogna dimenticare che i nostri amici celesti sono innanzitutto i nostri pedagoghi e guide spirituali: essi innalzano a Dio la nostra preghiera, Gli presentano le nostre buone opere, ci ispirano cose buone e consone alla volontà divina, ci aiutano a distaccarci dai beni temporali per disporci a ricevere le ricchezze infinite del Cielo.jesus-christ-as-incarnate-wisdom-athanasius-1-stained-glass-christ-and-angels
La grazia della salvezza proviene unicamente da Cristo, che ha salvato l’intera umanità con il proprio sacrificio sulla Croce. Gli Angeli sono subordinati all’autorità del Figlio di Dio: Gli obbediscono e Lo servono con immenso amore. Non si deve mai dimenticare che Gesù è il Signore ed il Capo degli Angeli! La vocazione primaria degli spiriti beati è quella di contemplare lo splendore di Dio e di cantare continuamente le Sue Lodi. Senza mai interrompere la loro adorazione e preghiera, gli Angeli intervengono come messaggeri di Dio presso gli uomini. E’ ovvio che, nel portare a termine il loro compito, mostrano una fedeltà ed un amore che non hanno pari sulla terra.
“GLI ANGELI CI AMANO PERCHE’ CRISTO CI HA AMATI” dice San Bernardo di Chiaravalle (1090/1153) nel Sermone I per la festa di San Michele Arcangelo. guardian-angelGli spiriti celesti, infatti, nel vedere l’amore che Dio ha per noi, non possono che amarci come fratelli. Amiamoli e mostriamoci riconoscenti verso di loro, perchè essi si prendono costantemente cura della nostra vita corporale e spirituale. Il consiglio di San Bernardo cade a proposito: “Considerateli vostri intimi amici, gli Angeli, fratelli miei; fateli oggetto di un’assidua considerazione e stabilite un dialogo devoto con loro che vi assistono e confortano giorno e notte…Saranno gli Angeli ad accompagnare l’anima fedele: Cristo, infatti, ha affidato ai propri angeli l’incarico di custodirti ovunque andrai, in maniera che i tuoi piedi non inciampino…Essi scendono dal Cielo per consolarci, visitarci e aiutarci” (Commento al Salmo 90, Collana Patristica e del Pensiero Cristiano, Ed. Paoline, pag. 191).
Origene (185/ 254) dichiara che gli spiriti beati aiutano le anime a convertirsi, cioè a cercare Dio per conoscerLo ed amarLo sopra ogni cosa. I nostri celesti compagni partecipano delle situazioni umane e reagiscono con sentimenti: essi gioiscono e fanno festa perchè un peccatore si è ravveduto e ritorna al Signore: “Così vi dico, gli angeli di Dio fanno gran festa per un solo peccatore che si converte” (Vangelo di Luca, 15,10).
Sant’Eugenio de Mazenod (1782/1861) enumera i servizi caritatevoli che i nostri generosi amici ci offrono: “Quest’angelo custode è con noi per illuminarci, difenderci, sostenerci e condurci sulla via della salvezza. Inoltre, ci preserva dai pericoli che minacciano la nostra vita temporale, combatte per noi i demoni e ci fa vedere i loro tranelli, ci aiuta a praticare la virtù, offre a Dio la nostra preghiera, prega per noi e con noi, ci assiste nel momento temibile della morte e, dopo, conduce con allegria la nostra anima in Cielo, se essa è stata trovata fedele alle sue ispirazioni”.the-principalities-army-o
E’ stato il beato Francesco D’Estaing, vescovo di Rodez, in Francia, (1460/1529), a scrivere che gli spiriti beati assistono i sofferenti con carità e grande premura: “Gli Angeli ci consolano quando siamo nella pena, nella prova o messi a confronto con la malattia e con la morte prossima. Inoltre essi ci visitano, ci confortano, ci difendono contro lo spirito del male e, dopo averci dato la vittoria, ci accompagnano in Cielo o in Purgatorio.”
Sebbene questi esseri spirituali siano soltanto canali attraverso i quali l’amore di Dio riversa i Suoi benefici sull’umanità, “non mostriamoci ingrati verso costoro che con tanto zelo obbediscono al Signore ed accorrono in soccorso sapendoci in qualche necessità”. (San Bernardo).
Le vie di questo mondo sono certamente costellate da tanti pericoli, ma il male peggiore tra tutti è quello di perdere la nostra anima. Il rifiutare l’amore di Dio e il disprezzare la Sua Grazia fanno dell’uomo l’avversario della propria salvezza. E’ per colpa dell’odio verso Dio che gli angeli ribelli e orgogliosi hanno perso il loro posto nel Cielo e sono decaduti e precipitati nell’inferno, che è disperazione eterna, da loro stessi voluta ed in cui vogliono trascinare anche l’umanità intera.stmike
Ubbidienti alla volontà di Dio, gli Angeli buoni volano velocemente in soccorso alla fragilità umana: Dio infatti ha mandato i Suoi Angeli ed essi “ti sosterranno con le loro mani perchè il tuo piede non abbia ad inciampare in una pietra” (Vangelo di Luca, 4, 11); e non appena saremo giunti al termine della vita, afferma San Bernardo, “essi ci solleveranno ancora sulle loro mani”.
Ecco una bella testimonianza di San Pio da Pietrelcina (1887/1968), a proposito dell’amichevole presenza dell’Angelo custode:padrepioeangelodiguidoreni
“Prendete la bella abitudine di pensar sempre a lui. Che vicino a noi sta uno spirito celeste, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, ci guida, ci protegge come un amico, un fratello, deve pur riuscire a noi sempre di consolazione, specie nelle ore per noi più tristi. Sappiate che questo buon angelo prega per voi: offre a Dio tutte le vostre buone opere che compite, i vostri desideri santi e puri. Nelle ore in cui vi sembra di essere sola e abbandonata, non vi lamentate di non avere un’anima amica, a cui potete aprirvi ed a lei confidare i vostri dolori: per carità, non dimenticate questo invisibile compagno, sempre presente ad ascoltarvi, sempre pronto a consolarvi” (Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaellina Cerase).
Tale presenza accanto a noi ci riempie di gioia e di gratitudine verso Dio. La Provvidenza ci avrebbe affidato a questi pedagoghi divini se non fosse per incitarci a seguire le loro buone ispirazioni e a imitare la loro carità? Essi pregano per noi e ci aiutano a progredire nel cammino verso il Signore malgrado gli alti e bassi della vita. credo2b6
L’ uomo non è sulla terra che “per popolare il Cielo”, scriveva San Francesco di Sales.
Rendiamo grazie al Padre celeste che ci ha dato simile compagno di viaggio perchè non ci smarriamo per le vie del mondo: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per vegliare su di te nel cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Sii attento davanti a lui, ascolta la sua voce, non ribellarti a lui, perchè non sopporterà la vostra trasgressione, poichè il Mio Nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e farai quello che ti dirò, sarò nemico dei tuoi nemici e avversario dei tuoi avversari: poichè il mio angelo andrà davanti a te” (Esodo, 23,20 ).
Facciamo nostra la bella preghiera di Santa Gertrude al suo angelo custode:
“O Sant’Angelo di Dio, a cui sono stata data in custodia per una meravigliosa provvidenza! Ti ringrazio per i tanti soccorsi di cui hai circondato la mia vita temporale e quella ancora più preziosa della mia anima. Ti rendo grazie perchè mi assisti così fedelmente, mi proteggi così costantemente, mi difendi così potentemente contro gli attacchi dell’angelo delle tenebre. Sia benedetta quell’ora in cui hai iniziato ad adoperarti per la mia salvezza! Il Cuore di Gesù, riempito d’ Amore per i Suoi figli, ti ricompensi per quello che hai fatto per me. O Angelo mio tutelare, provo grande rimpianto per le mie resistenze alle tue ispirazioni, per la mia poca attenzione verso la tua santa presenza e per le numerose colpe con le quali ho rattristato te, mio migliore e più fedele amico. Perdonami: non smettere di illuminarmi, di guidarmi, di riprendermi. Non abbandonarmi, neppure un solo istante, fino a quello che sarà l’ultimo della mia vita. Che la mia anima, portata sulle tue ali, trovi allora misericordia presso il suo Giudice e pace eterna tra gli eletti”.angels-hymn2
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Posted on 30 agosto 2016Posted in I VERI ANGELI DI DIO
Sfatare secoli di bugie anticattoliche che non fanno onore agli storici: il nuovo libro di Rodney Stark
Sfatare secoli di bugie anticattoliche che non fanno onore agli storici: il nuovo libro di Rodney Stark
Lo storico e sociologo della religione più riconosciuto a livello internazionale, Rodney Stark ha deciso di scrivere Bearing False Witness: Debunking Centuries of Anti-Catholic History (“Falsa testimonianza. Sfatare secoli di storia anticattolica”), un atto d’accusa contro gli «illustri bigotti» (gli storici che non fanno onore alla storia, perchè sono in realtà anticattolici militanti), che spacciano per storia certe menzogne sulla Chiesa.
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RODNEY STARK
Lo ha scritto non per un impulso partigiano a difendere una bandiera che non è mai stata sua, dato che Stark non è cattolico, si è sempre dichiarato agnostico, dopo essere cresciuto in una famiglia luterana in cui veniva costantemente indottrinato “sulla perversione dei cattolici”. Piuttosto «ho scritto questo libro per difendere la storia».
Sociologo della religione e professore alla Baylor University, ateneo del Texas dove dirige l’Istituto di studi sulla religione, Stark è autore di decine di titoli di successo in molti paesi del mondo (apprezzati in Italia La vittoria della ragione e La vittoria dell’Occidente, dedicati alla «negletta storia» di come sia stato proprio il disprezzato cristianesimo a produrre la libertà, il progresso e la ricchezza della nostra civiltà). In Bearing False Witness ha raccolto i dieci «miti anticattolici» in cui si è imbattuto più spesso nel corso dei suoi innumerevoli studi. Dieci menzogne e false accuse che secondo Stark hanno avuto e hanno nel pensiero comune «conseguenze troppo pervasive per essere lasciate a confutazioni sparse».
Facendo nomi e cognomi e decine di citazioni, Stark massacra nel libro quelli che lui chiama «illustri bigotti», i colleghi studiosi che invece di comportarsi come tali «hanno abbracciato avidamente» le bufale anticattoliche, essendo «così convinti della depravazione e della stupidità della Chiesa cattolica romana da non aver bisogno di cercare conferme ulteriori», sebbene qualcuno di loro dovesse essersi accorto che tante di quelle storie erano «saltate fuori dal nulla». Vedi per esempio la leggenda che vuole che Cristoforo Colombo abbia scoperto l’America nel tentativo di dimostrare con la navigazione che “la Terra è tonda e non piatta, come invece ancora credevano i cardinali spagnoli avversari della sua impresa”. Una panzana pura e semplice inventata di sana pianta nel 1828 da uno scrittore, Washington Irving, noto più che altro per avere creato il cavaliere senza testa di Sleepy Hollow, eppure rimasta «nei libri di testo e nella cultura popolare per decenni anche dopo che gli studiosi erano risaliti alle sue origini fraudolente» (in Austria e Germania nel 2009 si insegnava ancora nelle scuole).
L’ostilità degli “illustri bigotti” alla Chiesa, spiega Stark, viene da lontano. «La Riforma e le successive guerre di religione generarono aspri odii e false accuse» che «hanno resistito» nei secoli. «Troppo ancora ne rimane nella cultura popolare delle nazioni protestanti», aggiunge. E se nell’antica Roma, secondo la tesi di E. Mary Smallwood ripresa nel libro, era «l’esclusività» degli ebrei e dei cristiani a generare impopolarità e persecuzione, negli ultimi secoli «l’antagonismo del politeismo rispetto al monoteismo che motivava l’antisemitismo e l’anticristianesimo è stato sostituito dall’antagonismo laicista verso tutte le religioni che comprendano insegnamenti tradizionali e pretese di verità».
Secondo Stark «furono Voltaire e i suoi colleghi a inventare i secoli bui, e lo fecero allo scopo di poter proclamare che stavano liberando la civiltà dall’arretratezza religiosa». Mentre nella realtà un Medioevo oscurantista non è mai esistito.
Al contrario, «la chiave più importante per l’ascesa della civiltà occidentale – si legge nel libro – è stata la dedizione di tante menti brillanti alla ricerca della conoscenza. Non di un’illuminazione. Non dell’illuminismo. Della conoscenza! E la gran parte degli scienziati erano proprio cattolici ». Per Stark è assolutamente sensato il fatto che molte di queste “menti brillanti” fossero cristiani medievali, perché, ci spiega, «il cristianesimo è una religione teologica (basata sul ragionamento intorno a Dio) che non solo è coerente con gli sforzi scientifici di spiegare il mondo, ma che ha dato vita alla scienza: la scienza non è accaduta altrove, poiché le religioni che guardavano l’universo come un mistero impenetrabile rendevano assurdo ogni sforzo scientifico». Ma nel tempo le opinioni di Voltaire e degli illuministi «furono accreditate da alcuni intellettuali che si opponevano a tutte le religioni e da molti altri che credevano erroneamente che quei filosofi stessero solo rivelando i peccati del cattolicesimo», continua lo studioso.
rodney-stark-Bearing-False-Witness-copertinaComodi pregiudizi
C’è un motivo se «oggi ormai perfino le enciclopedie popolari riconoscono che i secoli bui del Medioevo erano un mito». Significa che almeno su questa leggenda lo studio della storia ha prevalso sull’ideologia. Succede continuamente, solo che nessuno se ne accorge. Per smontare le dieci bufale storiche anticattoliche Stark stesso si appoggia sulle «opinioni prevalenti fra gli esperti qualificati», peccato che, da una parte, questi ultimi «scrivono sempre l’uno per l’altro e non si impegnano a condividere il loro sapere con il pubblico di lettori generale»; mentre, dall’altra, gli “illustri bigotti” continuano a godere di una credibilità sorprendente, almeno a livello mediatico. Anche quando le loro tesi disoneste sono state già smentite e loro stessi hanno ammesso la propria ostilità alla Chiesa.
È il caso – ricostruito nel libro – di John Cornwell, celebre autore de Il Papa di Hitler, pietra miliare della propaganda anti-Pio XII, screditato abbondantemente e ripetutamente eppure ogni volta rilanciato dalla stampa o riciclato in altri testi, errori compresi. Il fatto è che, commenta amaramente Stark, «alla stampa piacciono sempre gli scandali e le notizie negative». E poi «i media sono davvero prevenuti nei confronti della religione».
Se è vero che gli “illustri bigotti” alimentano «molto anticattolicesimo “informato”», godendo di un’immeritata copertura mediatica, come può prevalere la verità nella battaglia delle idee? Stark non ha dubbi: «Perché fidarsi dei “miei” esperti piuttosto che di quelli che hanno opinioni anticattoliche? Perché le mie opinioni si basano sul consenso di storici autorevoli e qualificati, che io cito attentamente, mentre le sciocchezze anticattoliche non hanno sostenitori qualificati». E come sono considerati, nell’ambiente accademico e dal pubblico, gli studi di Stark? «I miei libri hanno raccolto buone recensioni da parte degli studiosi. Non che mi importi davvero. Quanto al pubblico, dia un’occhiata su Amazon alle recenti recensioni di Bearing False Witness scritte dai lettori: sono sorprendentemente positive».
Nel primo capitolo, l’autore si esercita nello smontare l’idea che «per secoli la persecuzione degli ebrei è stata giustificata [dalla Chiesa] nel nome di Dio». Un pregiudizio talmente radicato nell’immaginario collettivo che metterlo in dubbio risulterebbe quasi improponibile perfino a certi cattolici disinformati… Invece il professore della Baylor University, sulla base dei documenti storici e non certo di posizioni “papiste” precostituite, dice a Tempi di aver scoperto già molto tempo fa che, in realtà, « l’odio verso gli ebrei non è affatto una “invenzione” cattolica. Al contrario, quello che ho appreso in seguito è la larga misura con cui la Chiesa aveva protetto gli ebrei dalla violenza».
INTERVISTA A RODNEY STARK tratto da Catholic World Report
CWR: Perché i vari storici, come ad esempio Gibbons, hanno presentato gli antichi pagani come benevoli e tolleranti verso il cristianesimo, quando le prove storiche concrete dimostrano il contrario ? Qual è stato l’effettivo rapporto tra il cristianesimo e il paganesimo nei primi secoli di esistenza della Chiesa?
Dr. Stark: Gibbons ed altri contemporanei hanno scritto con l’intento di attaccare il Cristianesimo manipolando la storia. La verità storica è che sorprendentemente, una volta che i pagani non furono più in grado di perseguitare i cristiani, vennero praticamente ignorati dalla Chiesa e dagli imperatori e sono lentamente scomparsi.
CWR: Le Crociate e l’ Inquisizione continuano ad essere presentate come eventi che hanno coinvolto “la barbarie cristiana e l’uccisione di milioni di persone”. Perché quei miti sono ancora così diffusi e popolari, soprattutto dopo che gli studiosi hanno trascorso decenni a correggere e chiarire queste menzogne?
Dr. Stark: Storici competenti hanno rivelato che le Crociate furono legittime guerre difensive e che l’Inquisizione non fu così sanguinosa e violenta. Ho il sospetto che questi miti siano invenzioni troppo preziose per il movimento anti-cattolico che non vuole arrendersi alla rivelazione dei veri fatti storici.
CWR: Nell’affrontare il tema”Protestantesimo e Modernità”, lei ha affermato categoricamente che la tesi di Max Weber secondo cui il protestantesimo avrebbe fatto nascere il capitalismo e la modernità è “una sciocchezza”. Quali sono i principali problemi con la tesi di Weber?
Dr. Stark: Il problema è semplicemente che il capitalismo era completamente sviluppato e fiorente in Europa molti secoli prima della Riforma protestante.
Polemica contro Obama
Anche quando si arriva a lambire l’attualità, Stark non si fa molti problemi a rovesciare le visioni mainstream. Nel volume scrive che le prime offensive della civiltà cristiana (non della Chiesa) contro le altre religioni e le eresie avvennero nel secolo XI, quando cioè la supremazia cristiana si vide minacciata dall’espansione dell’islam. Ma è sbagliato teorizzare che oggi in Occidente stia accadendo qualcosa di analogo. Lo “scontro di civiltà” non è un frutto marcio della nostra islamofobia. Dice Stark a Tempi: «Non credo che l’Occidente cristiano stia diventando intollerante. Credo che l’Occidente non-cristiano stia diventando intollerante: in alcuni paesi europei ci sono leggi contro il cosiddetto hate speech che vietano la lettura in pubblico di alcuni passaggi della Bibbia».
Nel libro c’è poi un accenno polemico a Barack Obama, che l’anno scorso ha contribuito a diffondere la lettura anticattolica delle crociate (autentico cavallo di battaglia per Stark) dichiarando che non tutta la violenza religiosa nella storia è venuta dall’islam, e che anche i cristiani «hanno compiuto azioni terribili nel nome di Cristo». Il commento di Stark è asciutto: «Se il terrorismo proseguirà, e lo farà – ci dice – le visioni come quella di Obama saranno screditate: io sono convinto che assisteremo a una rinascita del sostegno nei confronti dell’impegno giudeo-cristiano».
E Stark, non cattolico, non battista e non più luterano, in cosa crede? «Ho perso la fede luterana quando ero un ventenne e sono rimasto senza fede (ateo mai) fino alla sessantina, quando anni passati a scrivere sulla religione mi hanno portato a concludere che il cristianesimo offre la spiegazione della vita più plausibile».
Fonti

http://www.catholicworldreport.com/Blog/4766/why_is_this_noncatholic_scholar_debunking_centuries_of_anticatholic_history.aspx
Intervista a Rodney Stark: le bugie anticattoliche | Tempi.it
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Posted on 29 agosto 2016Posted in Bufale anticristiane
Indonesia. Kamikaze tenta di uccidere sacerdote cattolico: “È stato ispirato dall’attentato a padre Jacques”
Indonesia. Kamikaze tenta di uccidere sacerdote cattolico: “È stato ispirato dall’attentato a padre Jacques”
Strage evitata per un soffio in Indonesia. Un aspirante kamikaze dell’Isis non è riuscito a farsi esplodere in una chiesa piena di fedeli durante la messa domenicale, riuscendo solo a ferire il parroco. Il 17enne che ieri 28 agosto 2016 ha tentato di uccidere un sacerdote mentre celebrava la Messa nella chiesa di St. Joseph a Medan (nord Sumatra) è stato ispirato dall’attentato compiuto ai danni di p. Jacques Hamel a Saint-Etienne-du-Rouvray. Lo ha dichiarato Mardiaz Kusin Dwihananto, capo della polizia di Medan, che ha aggiunto: “Dopo aver visto l’attacco terroristico in Francia su internet, il sospettato ha provato a fare la stessa cosa qui”.reuters1683786_articolo
Domenica 28 agosto 2016. Ivan Armadi Hasugian era seduto tra i fedeli durante la messa celebrata dal sacerdote cappuccino Padre Albert Pandiangan di 60 anni. Dopo aver tentato di fare esplodere un ordigno artigianale nascosto nello zaino, il ragazzo armato di coltello e di ascia si è lanciato contro il sacerdote sull’altare. P. Albert, che aveva appena finito di proclamare il Vangelo, è riuscito a schivare il colpo, rimanendo ferito in modo lieve al braccio sinistro. A quel punto i fedeli hanno bloccato l’attentatore, consegnandolo alla polizia.
Ivan Armadi Hasugian ha ricevuto alcune ferite al volto e alla schiena a causa del cattivo funzionamento dell’ordigno. La bomba che aveva nello zaino non è esplosa, ma ha solo preso fuoco.
Gli agenti hanno requisito tutti gli oggetti appartenenti all’attentatore, fra cui lo zaino, il coltello e un biglietto con il logo di ISIS con la scritta araba “La ilaha illalla”, che significa “non c’è altro Dio all’infuori di Allah”.bom-gereja-medan-senjata
La polizia di Medan ha aggiunto che il movente del gesto potrebbe essere la promessa di una ricompensa da 10 milioni di rupie fatta al ragazzo da due uomini non identificati.
Ivan Armadi Hasugian avrebbe incontrato queste persone alcuni giorni prima dell’attacco. Diversi testimoni presenti in chiesa riferiscono di aver visto due persone fuggire dal luogo sacro quando l’esplosione della bomba è fallita.
L’Indonesia è il più grande Paese musulmano al mondo per numero di credenti e la maggioranza della sua popolazione pratica un Islam moderato, ma negli ultimi anni ha visto l’emergere di gruppi fondamentalisti ed è stata obiettivo di una raffica di attacchi terroristici, il più grave dei quali è stata la strage di Bali nel 2002, in cui morirono 202 persone.
Fonti
http://www.asianews.it/notizie-it/Un-17enne-tenta-di-uccidere-un-sacerdote:-%E2%80%9C%C3%88-stato-ispirato-dall%E2%80%99attentato-a-p.-Jacques%E2%80%9D-38420.html
http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/28/indonesia_attacco_ad_una_chiesa,_ferito_un_sacerdote/1254195
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Posted on 29 agosto 2016Posted in Cristiani perseguitati
Il vero significato della frase “Ama e fa’ ciò che vuoi”: solo Cristo è Amore e Verità, non il relativismo.
Il vero significato della frase “Ama e fa’ ciò che vuoi”: solo Cristo è Amore e Verità, non il relativismo.
28 agosto Memoria liturgica di SANT’AGOSTINO, vescovo d’Ippona e Dottore della Chiesa.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/24250
«Ama e fa’ ciò che vuoi»: è una delle frasi più famose e più citate di S.Agostino. Pochi però sanno in quale contesto essa si trovi e che cosa significasse nelle intenzioni dell’autore e la interpretano secondo il loro capriccio. Il contesto è l’interpretazione della Prima lettera di Giovanni, alla quale il vescovo d’Ippona dedicò un ciclo di dieci omelie, le prime otto predicate dal 14 aprile (domenica di Pasqua) al 21 aprile (ottava di Pasqua) del 407. Ecco allora l’invito:
«AMA E FA’ CIO’ CHE VUOI (Dilige et quod vis fac)»: NON UN’ ESALTAZIONE DEL SENTIMENTALISMO E DEL CAPRICCIO PERSONALE, BENSI’ UN’ESORTAZIONE ALLA RESPONSABILITA’ PER IL BENE DEL PROSSIMO.
“Ama e fa’ ciò che vuoi ” è il contrario del “Fa’ ciò che vuoi”, dogma dei satanisti e occultisti: volutamente, Aleister Crowley, considerato il padre del satanismo moderno, coniò questo dogma, eliminando dalla famosa frase di S.Agostino la parola più importante, “Ama”. GESU’ E’ IL VERO AMORE, Deus caritas est (1 Giovanni 4).
Qual’è la sintesi della dottrina di Crowley ? “Fa’ quello che vuoi!”:
è l’esatto opposto di quello che Gesù ci insegna con le Parole (sia fatta la Tua volontà, mio cibo è fare la volontà del Padre) e con la Vita (nel Getsemani: Non la mia ma la Tua volontà). E con la voglia di fare quello che vogliamo noi ci dobbiamo fare i conti tutti i giorni. La vera forza di Satana oggi è il relativismo, che ci porta a relativizzare tutto, non c’è più un confine fra bene e male, sono io che lo stabilisco. Il male ha alla base il peccato di orgoglio, di voler essere il dio della propria vita. S.Agostino ci esorta a non abbassare mai la guardia. E Benedetto XVI papa emerito disse in una famosa omelia : “Anche le possibilità del male sono aumentate e si pongono come tempeste minacciose sopra la storia. (…) Noi da soli siamo troppo deboli per sollevare il nostro cuore fino all’altezza di Dio. Non ne siamo in grado. Proprio la superbia di poterlo fare da soli ci tira verso il basso e ci allontana da Dio”. (Benedetto XVI, Omelia per la Domenica delle palme, 17 aprile 2011)san-agostino1
Quando faccio la mia volontà (e per quante volte abbia visto come sia fallimentare, sono sempre tentato di farla), finisco inesorabilmente nel rovente abbraccio del diavolo. Il “Fa’ quello che vuoi”, portato alle sue estreme conseguenze, conduce alla morte. Ecco il passo in cui il sinistro Aleister Crowley, nel suo Liber Legis lo spiega:
Non c’è altro dio che l’uomo.
1 – l’uomo ha diritto di vivere secondo la sua stessa legge – di vivere come vuole: di lavorare come vuole: di giocare come vuole: di riposare come vuole: di morire quando e come vuole
2 – l’uomo ha diritto di mangiare quello che vuole: di bere quello che vuole: di stare dove vuole: di muoversi come vuole sulla faccia della terra
3 – l’uomo ha diritto di pensare quello che vuole: di dire quello che vuole: di scrivere quello che vuole: di disegnare, dipingere, scolpire, e così via, modellare, costruire come vuole: di vestirsi come vuole
4 – l’uomo ha diritto di amare come vuole – “Prenditi tutto l’amore che vuoi, quando, dove e con chi vuoi”
5 – l’uomo ha diritto di uccidere coloro che volessero negargli questi diritti
Quest’ultima frase ci rivela il vero volto del satanismo e di chi abbocca al suo amo più efficace: “fai quello che vuoi”….. è LA PORTA DELLA MORTE. L’AMORE TOTALE DI CRISTO E’ LA PORTA DELLA VITA.
AMA E FA’ CIO’ CHE VUOI
La frase in questione si trova nell’omelia 7, predicata sabato 20 aprile del 407 d.C.
Agostino sta commentando i versetti 4-12 del capitolo 4 dell’epistola giovannea, un passaggio cruciale del testo sacro, lì dove Giovanni afferma solennemente che «DIO E’ AMORE » e che «in questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio […] come vittima di espiazione per i nostri peccati».
Nel consegnare suo Figlio al sacrificio della croce, Dio ha dunque rivelato ciò che Egli è, ossia Amore. Anche Giuda, potrebbe obiettare qualcuno, ha consegnato Gesù alla morte, ma il suo fu tradimento; forse che anche Dio ha tradito Suo Figlio? No, risponde Agostino, perché il medesimo atto cambia di valore a seconda dell’intenzione con cui viene compiuto: nel caso di Dio, si trattava di amore, nel caso di Giuda di tradimento.
Così, anche noi dobbiamo anzitutto porre alla base del nostro agire l’amore per il prossimo; in questo modo, ad esempio, sgridare potrà essere un atto d’amore (come succede tra padre e figlio), mentre al contrario essere gentili senza amore potrebbe essere solo un comportamento interessato (come tra mercante e cliente).
Riportiamo qui sotto parte del testo integrale della stupenda omelia agostiniana, RILEGGIAMOLA, FACCIAMO NOSTRE QUESTE SANTE PAROLE.
VOI, O MIEI FIGLIOLI, GIA’ SIETE DA DIO E L’AVETE VINTO (1 Gv 4, 4): chi avete vinto se non l’ANTICRISTO?
Poco prima Giovanni aveva affermato: Chiunque dissolve Gesù Cristo e afferma che Egli non è venuto nella carne, non proviene da Dio (1 Gv 4, 3). Vi abbiamo spiegato, se ricordate, come tutti coloro che violano la carità negano che Gesù Cristo sia venuto nella carne. Non c’era bisogno che Gesù arrivasse in terra se non a causa della carità.
Egli ci raccomanda quella carità di cui parla Lui stesso nel Vangelo: Nessuno può aver maggior amore di chi dà la vita per i suoi amici (Gv 15, 13). Il Figliuolo dell’uomo avrebbe mai potuto dare per noi la Sua vita, senza rivestirsi della carne, nella quale potesse morire? Chi dunque viola la carità, qualunque cosa dica con la lingua, nega con la sua vita che Cristo è venuto nella carne; ed egli è un anticristo, dovunque si trovi, in qualsiasi luogo sia entrato.
Che cosa dice Giovanni a quelli che sono cittadini della patria alla quale sospiriamo? Voi lo avete vinto. Come l’hanno vinto? Perché Colui che sta in voi è più grande di colui che è nel mondo (1 Gv 4, 4).
Perché costoro non attribuissero alle proprie forze la vittoria e non venissero vinti dall’arroganza che è frutto di superbia (il diavolo vince chi riesce a rendere superbo) ma conservassero, secondo il Suo volere, l’umiltà, che cosa dice loro? Lo avete vinto. Chiunque sente dire: avete vinto, alza la testa, si pavoneggia, e vuole essere lodato. Ma non esaltarti, considerando invece Chi in te ha vinto. Perché hai vinto?
Perché Colui che sta in voi è più grande di colui che è nel mondo. Sii umile !
È un bene per te che Lui ti diriga e Lui stesso guidi il cammino. Se non avessi Lui seduto in sella, potresti alzare la testa, potresti dar calci: ma guai a te, che resteresti senza un reggitore; perché questa libertà ti conduce alle belve per essere da loro divorato.
Dice l’apostolo Paolo:
L’amore di Dio è diffuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5, 5); e da qui comprendiamo che è lo Spirito Santo l’AMORE. È esso, infatti, quello Spirito Santo, che i cattivi non possono ricevere; è esso la fonte di cui la Scrittura dice: Abbi una sorgente d’acqua in tua esclusiva proprietà e nessun estraneo la usi con te (Prv 5, 16-17).
Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto:
AMA E FA’ CIO’ CHE VUOI; sia che tu taccia, taci per amore;
sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il Bene.
In questo sta l’Amore. In ciò si è manifestato l’Amore di Dio in noi: che Dio mandò il Figlio Suo Unigenito in questo mondo, affinché noi viviamo per mezzo Suo. In questo è l’Amore, non nel fatto che noi abbiamo amato, ma nel fatto che Lui stesso ci ha amati. Noi non abbiamo amato Lui per primi: infatti Egli per questo ci ha amati, perché Lo amassimo. E Dio mandò il Figlio Suo quale propiziatore per i nostri peccati: propiziatore, sacrificatore. Egli immolò la vittima per i nostri peccati. Dove trovò la vittima? Dove trovò quella vittima pura che voleva offrire? Non la trovò e offrì Se Stesso. Carissimi, se Dio così ci amò, dobbiamo anche noi amarci vicendevolmente (1 Gv 4, 9-11).
Verso la fine dell’omelia Agostino torna a ricordare ai suoi ascoltatori che l’Amore non è buonismo ed acquiescenza verso i propri capricci , ma espressione di una magnanimità che solo da Dio deriva e che solo a Lui possiamo chiedere. Un amore che ci rende veri, e veramente liberi: 92e0mhf“Se volete conservare la carità, fratelli, innanzitutto non pensate che essa sia avvilente e noiosa; non pensate che essa si conservi in forza di una certa mansuetudine, anzi di remissività e di negligenza. Non così essa si conserva. Non credere allora di amare il tuo servo, per il fatto che non lo percuoti; oppure che ami tuo figlio, per il fatto che non lo castighi; o che ami il tuo vicino allorquando non lo rimproveri; questa non è carità, ma trascuratezza.
Sia fervida la carità nel correggere, nell’emendare… Non voler amare l’errore nell’uomo, ma l’uomo; Dio infatti fece l’uomo, l’uomo invece fece l’errore. Ama ciò che fece Dio, non amare ciò che fece l’uomo stesso…Anche se qualche volta ti mostri crudele, ciò avvenga per il desiderio di correggere. Ecco perché la carità è simboleggiata dalla colomba che venne sopra il Signore. Quella figura cioè di colomba, con cui venne lo Spirito Santo per infondere la carità in noi. Perché questo? Una colomba non ha fiele: tuttavia in difesa del nido combatte col becco e con le penne, colpisce senza amarezza. Anche un padre fa questo; quando castiga il figlio, lo castiga per correggerlo…ma è senza fiele. Tali siate anche voi verso tutti… Chi è quel padre che non dà castighi? E tuttavia sembra che egli infierisca. L’amore infierisce, la carità infierisce: ma infierisce, in certo qual modo, senza veleno, al modo delle colombe e non dei corvi”.
http://www.augustinus.it/italiano/commento_lsg/omelia_07.htm
SANT’AGOSTINOinvocazione-alla-veritc3a0-s-agostino
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Posted on 28 agosto 2016Posted in Preghiere e meditazioni dei Santi
“Abbiamo perso tutto ma non il coraggio della fede”: i miracoli d’amore ed il coraggio di “angeli del soccorso” nell’ora del dolore.
“Abbiamo perso tutto ma non il coraggio della fede”: i miracoli d’amore ed il coraggio di “angeli del soccorso” nell’ora del dolore.
dercole-1Fin dalle prime ore dell’alba del 24 agosto 2016, il vescovo di Ascoli Piceno, mons. Giovanni d’Ercole si è recato nelle zone colpite della sua diocesi. Appena sentita la scossa, ha preso la macchina in piena notte e si è recato subito nel luogo della sua diocesi più colpito dal terremoto: Pescara del Tronto. Arrivato lì, buio e grida. Poi con le luci dell’alba, la scena di un paese completamente raso al suolo come un “bombardamento che ha distrutto tutto”.
“La solidarietà è molta e per la verità anch’io mi sono messo ad aiutarli, perché ho visto uno di questi ragazzi sotto le macerie. Direi che c’è tanta tristezza, tanta disperazione e tanta solidarietà, tutte insieme. Questa è la vita…E’ importante che i pastori siano presenti fra la loro gente. C’è la collaborazione di tutti e insieme a me si sono messi a scavare anche alcuni sacerdoti. Ha scavato con me il direttore della Caritas e poi sono arrivati adesso anche alcuni frati, che abbiamo accolto e che stanno lavorando.”
Oggi 27 agosto i funerali di Stato. Le foto dei bambini accanto alle loro bare sono l’immagine più commovente dei funerali di 35 delle quasi 300 vittime del terribile terremoto che ha ferito il cuore dell’Italia. Un dolore che, sottolinea anche il vescovo D’Ercole, non sembra aver risposta. Dolore, dunque, commozione, ma anche compostezza, una testimonianza di dignità che colpisce. Significativo il luogo dei funerali: la palestra di Ascoli, uno spazio che richiama immediatamente l’allegria di ragazzi che giocano e che, invece, oggi è il luogo del dolore, dell’ultimo commosso saluto ad una madre, un padre, un figlio.
D’Ercole: e adesso che si fa? La domanda che rivolgiamo anche a Dio
Dolore e sgomento. Anche un vescovo, ammette mons. D’Ercole durante l’omelia, si pone angosciato delle domande di fronte ad una tragedia simile, domande che non può non rivolgere al Signore:
“Questa notte, preparandomi a parlare a voi e a tutte le persone convenute, ho rivolto questa domanda a Dio: ‘E adesso che si fa?’. Gli ho presentato l’angoscia di tante persone, e gli ho detto: ‘Signore, ma queste persone che hanno perso tutto, che sono state strappate alla loro famiglia, che sono state sventrate dal terremoto, ora che fai? Che fai?”.
Abbiamo perso tutto, ma non il coraggio della fede
Anche Giobbe, prosegue il vescovo, richiamando la Prima Lettura, era un uomo giusto che sembra abbandonato da Dio, ma anche nel momento più duro non smette di rivolgersi a Lui:
“Se appena voi guardate oltre le lacrime, voi scorgerete qualcosa di più profondo. Anche voi con me oggi, potete testimoniare che il terremoto, con la sua violenza, può togliere tutto – tutto! – eccetto una cosa: il coraggio della fede”.
Nel corso dell’omelia per le vittime del sisma ad Ascoli il vescovo D’Ercole ha citato Guareschi e un episodio in cui don Camillo fa una predica dopo un’alluvione: i cittadini si rivolgevano a Dio e chiesero il perché di quella tragedia. D’Ercole ha ricordato quindi le parole di don Camillo: “Le acque escono tumultuose dal letto del fiume e tutto travolgono: ma un giorno esse torneranno placate nel loro alveo e ritornerà a splendere il sole. E se, alla fine, voi avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perso la fede in Dio. Ma chi avrà dubitato della bontà e della giustizia di Dio sarà povero e miserabile anche se avrà salvato ogni sua cosa”.
Il vescovo, sottolinea, è un padre e per questo deve stare in mezzo alla gente, soprattutto quando soffre. Un’esperienza, ricorda, che ha già vissuto nel dopo terremoto dell’Aquila quando era vescovo ausiliare. Oggi anche mons. Petrocchi, pastore del capoluogo abruzzese, devastato dal terremoto del 2009 è presente come anche il sindaco della città, Cialente. La fede, sottolinea ancora mons. D’Ercole, è la scialuppa di salvataggio in un mare in tempesta.
Le nostre campane torneranno a suonare, Dio non ci abbandona
Racconta dunque del Crocifisso presente nella palestra, recuperato proprio da mons. D’Ercole in una chiesa distrutta ad Arquata. Proprio poco distante da quella chiesa, racconta commosso il vescovo, i vigili del fuoco ritrovano due bambine abbracciate tra loro, due sorelle: una ce l’ha fatta, l’altra è morta stringendo a sé la sorella, come a farle da scudo dalla morte che l’ha strappata via:
“Amici, le torri campanarie dei nostri paesi, che hanno dettato i ritmi dei giorni e delle stagioni, sono crollate, non suonano più. Ma un giorno, esse continueranno a suonare, riprenderanno a suonare; e sarà il giorno della Pasqua. ‘Al tuo Dio, don Giovanni, importa nulla se noi moriamo?’, mi ha detto un giorno. Dio – sì, è vero – pare tacere. Le nostre sembrano delle chiamate che non hanno risposta. Dio però – lo so, lo sento – è un padre; e un padre non può mai rinnegare la sua paternità”.
La fede ci aiuterà a superare il terremoto
Mons. D’Ercole si rivolge in particolare ai giovani, li esorta a non avere paura, ad avere speranza nella ricostruzione:
“I sismologi tentano in tutti i modi di prevedere il terremoto, ma solo la fede ci insegna come superarlo. La fede, la nostra difficile fede, ci indica come riprendere il cammino. E io ve lo indico con due immagini: con i piedi per terra e il volto rivolto verso il Cielo”.
Ora non abbandonateci, noi non perderemo il coraggio
Il vescovo di Ascoli ha quindi ringraziato il Papa, i vescovi,(La CEI ha stanziato un milione di euro per i terremotati) le istituzioni, i volontari, tutti coloro che hanno stretto in un abbraccio le comunità sconvolte dal terremoto. Ha invitato le istituzioni a non abbandonare i terremotati. Un impegno che lui stesso prende come pastore del suo gregge:
“Diversi di voi mi hanno detto: ‘Non ci abbandonare’. Per quanto mi riguarda, finché vivrò, non vi abbandono. Non abbiate paura. Non abbiate paura di gridare la vostra sofferenza. Ne ho vista tanta, ma mi raccomando: non perdete il coraggio, perché solo insieme potremo ricostruire le nostre case e le nostre chiese!”
Sono ore di dolore, sono anche ore d’amore e di coraggio, che brillano di abbracci umanitari, di solidarietà fraterna, di aiuto autentico, nelle quali, ai demoni cattivi dell’inefficienza, della corruzione e dell’ingordigia, che sono i veri attori del recente disastro nel Lazio, nelle Marche e nell’Umbria, solo apparentemente naturale, si contrappongono gli angeli del soccorso e del bene, le migliaia di persone impegnate con straordinario e allo stesso tempo ordinario eroismo nelle operazioni di ricerca e di recupero dei fratelli e delle sorelle in umanità rimasti sepolti, vivi o senza più respiro, sotto le macerie del terremoto, che nella notte di mercoledi 24 agosto è arrivato improvviso a sconvolgere Amatrice, Accumuli e Pescara del Tronto, l’Italia tutta.
Sono i vigili del fuoco, i militari del’Esercito e dell’Aeronautica, gli operatori della Protezione civile, i volontari della Croce Rossa e del Soccorso Alpino, e non solo. Oltre 5400 persone, tra cui molti cittadini comuni, parenti di sangue o della famiglia umana, anche “stranieri, che non avevano mai vissuto gli effetti di un terremoto”, accorsi a donarsi senza risparmio, con eroismo di cuore e di fatica, ai limiti del martirio d’amore. Tra loro anche sei vigili del fuoco dello Stato più piccolo al mondo, la Citta del Vaticano, mandati da Papa Francesco per fare sentire l’abbraccio della Chiesa agli amatriciani, i più colpiti.
Sul web gira un video in queste ore, con il titolo appunto “Gli angeli del soccorso”: un doveroso riconoscimento a chi cammina “in cima a cumuli di macerie” per portare la luce della speranza, la forza della comunione fraterna, la gioia del non essere soli e abbandonati al buio dei rottami di edifici crollati e di vite ferite. “Si calano giù dall’elicottero”, “si arrampicano su edifici spezzati”, “spostano rovine in cerca di persone ancora in vita”, “scavano a mani nude”, dice il testo. Le loro mani sono le mani di Dio che s’intrecciano a quelle di chi è colpito dalle calamità naturali o da eventi traumatici esistenziali ed è tentato dalla disperazione o perfino di scagliarsi contro un Cielo che appare troppo lontano e indifferente. Grazie a loro, a questi angeli umani, umanissimi, si comprende il significato autentico dell’espressione biblica: “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò”. Il loro volto è il volto di Dio, il loro sorriso è il sorriso di Dio, la loro forza è la forza di Dio, il loro respiro affannato è il soffio d’amore del Padre, la loro ombra sulle macerie è il tocco gentile del Cielo sulla Terra scossa dal dolore.
Sono, questi eroi del quotidiano, l’orgoglio e il vanto di una umanità troppo spesso umiliata da ominicchi e quaquaraqua che agiscono soltanto per soddisfare interessi personalissimi, scialacquando il patrimonio spirituale che centinaia di migliaia di secoli di vita terrena avrebbero dovuto rendere ricco e solido. Ai dilapidatori di umanità in stili di vita egoistici, individualistici e materialistici, si contrappongono pacificamente, con l’energia eccezionale della testimonianza, gli angeli del soccorso, coloro che operano nel silenzio per dare la risposta di Dio, concreta, ai lamenti dolorosi degli esseri umani.
Così, in un miracolo d’amore, l’urlo ancestrale che si ripete dall’alba della storia umana lì dove accade il male: “Dov’è Dio?”, si trasforma nella domanda, più giusta e mite: “Io, dove sono?”. Angeli o demoni siamo anche noi, esseri umani, sulla Terra. Sta a noi scegliere da che parte stare.
Fonti : In Terris
http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/24/sisma_mons_dercole_disperazione_ma_anche_solidariet%C3%A0/1253353
http://it.radiovaticana.va/news/2016/08/27/funerali_sisma_d%E2%80%99ercole_con_l%E2%80%99aiuto_di_dio_ci_rialzeremo/1254033
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/08/27/sisma-vescovo-cita-guareschi-omelia-don-camillo-su-alluvione_bfbcb287-1714-478e-8ec3-261b63cead10.html
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Terremoto, funerali di Stato ad Ascoli Piceno
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Posted on 27 agosto 2016Posted in Spiritualità
Isis e i bambini addestrati dal Male: settarismo e manipolazione mentale
Isis e i bambini addestrati dal Male: settarismo e manipolazione mentale
Il video del bambino kamikaze a Kirkuk, fermato dalla polizia.Sotto la maglietta, una cintura esplosiva.
22 agosto 2016. Gli agenti curdi lo hanno scoperto e immobilizzato. Ha solo 12 anni. Indossa la maglia col numero 10 di Messi, il campione del Barcellona. Un paio di taglie più grandi della sua. Sotto la maglietta, la polizia di Kirkuk, capitale del Kurdistan iracheno, scopre una cintura esplosiva. Gli agenti riescono a fermare il giovanissimo kamikaze prima che si faccia saltare in aria all’interno di una moschea sciita. Come mostrano le immagini diffuse dai media curdi, i due agenti tengono le braccia del ragazzo e aspettano per più di 20 minuti, fino a quando gli artificieri riescono a disinnescare il giubbotto. Secondo la polizia di Kirkuk, il giovane kamikaze ha confessato più tardi di essere stato addestrato e inviato in missione dal padre. Poco prima della sua cattura, un altro ragazzo si è fatto esplodere nel quartiere di Wasit. Era il fratello del dodicenne arrestato, che ha rivelato alla polizia di essere un rifugiato da Mosul. Sabato sera, un bambino più o meno della stessa età è stato l’autore della strage (più di 50 morti e 70 feriti) avvenuta in una festa di matrimonio curdo a Gaziantep, nella Turchia meridionale. Lo sposo è un esponente dell’ Hdp, il partito filo-curdo. Lo scrive la Bbc online. Lui e sua moglie erano arrivati a Gazantiep dal villaggio curdo di Siirt, più a est, per sfuggire agli scontri armati tra ribelli e militari. Il ritardo di molti ospiti al ricevimento ha impedito che il bilancio della strage fosse ancora più pesante, riferiscono i media locali. Gli sposi sono rimasti feriti, ma non sono in pericolo di vita.
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Kirkuk è una città multietnica, ricca di petrolio, sulla quale i peshmerga curdi hanno consolidato il controllo nella speranza di poterla integrare formalmente con il territorio amministrato dal governo autonomo del Kurdistan. Le milizie curde portano avanti contro i miliziani del ‘califfo’ una guerra senza quartiere e, ancora di recente, hanno avuto un ruolo determinante nella riconquista della strategica città siriana di Mambij.
Non è una fantasia cinematografica, ma una realtà quella dell’uso sempre più frequente di baby kamikaze già utilizzati negli attentati terroristici in Medio Oriente, ma anche in Nigeria dove il gruppo fondamentalista Boko Haram da sempre usa piccoli attentatori suicida, uno su cinque ha meno di 15 anni. Ora i bambini sono diventati anche un piccolo esercito del ‘Califfato’. Degli 89 attacchi suicidi compiuti da minorenni, almeno una decina di questi avevano tra gli otto e i nove anni.
Li chiamano i Leoncini di Abu Bakr Al Baghdadi, il Califfo di Isis : il loro giovane cervello è facilmente plasmabile così li si manipola mentalmente, vengono cresciuti a mitra e a ideologia della jihad dell’ISIS, per combattere chiunque non si sottometta al Califfato, contro gli ‘infedeli occidentali’ e all’occorrenza i bambini diventano bombe umane, messi in mostra in centinaia di video di propaganda del terrore. Il più piccolo ha solo quattro anni. Molti vengono reclutati in Europa insieme all’intera famiglia con la quale partono per la Siria: dove arrivano da ogni parte del mondo.
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Khaled Sharrouf e figli, il boia australiano di Isis
Dall’Australia con moglie e figli è arrivato Khaled Sharrouf, che ha mostrato i suoi bambini, da lui addestrati, che imbracciano il kalashnikov e le teste mozzate, in una serie di selfie pubblicati sui social. Crescono spietati come adulti ma sono pur sempre bambini e fa impressione vedere il 12enne fermato nel Kurdistan iracheno con indosso una cintura esplosivo maldestramente nascosta sotto la maglietta del calciatore Messi che gli viene tolta sotto il suo sguardo terrorizzato. E il bambino turco che ha ucciso 51 persone tra cui anche molti bambini e un neonato di tre mesi, forse non sapeva che quella cintura che gli avevano messo addosso avrebbe mietuto vittime tra cui suoi coetanei. Sembra infatti che il dispositivo fosse telecomandato a distanza e fatto esplodere all’insaputa di chi lo portava. Se non indottrinati, i bambini infatti non scelgono la guerra.
I terroristi “giocano” con l’anima dei bambini, peraltro spesso imbottiti di droghe oltre che di idee malsane di potere e nichilismo.
E il Male prende corpo nelle sue forme più terribili: odio, droga, denaro, sopraffazione, morte, disperazione che passano per mani innocenti. E’ questa la vera guerra che si sta combattendo, ed è la più difficile.
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Posted on 23 agosto 2016Posted in Criminologia e sètte
Lukas: autobiografia di un giovane ex satanista in Germania
Lukas: autobiografia di un giovane ex satanista in Germania
Libro Testimonianza autobiografica di Lukas: Lukas, Quattro anni all’inferno, Ed TEA, 1999.
All’inizio e alla fine del libro è riportata la testimonianza del sacerdote cattolico don Jurgen Hauskeller, che ha conosciuto e seguito Lukas per aiutarlo nel cammino di liberazione dalla setta satanista in cui era finito, e la testimonianza della responsabile di un gruppo antisette internazionale e che ha una sede anche in Germania, che conosce bene Lukas, pseudonimo di un ex satanista che oggi aiuta i fuoriusciti dalle sette, ma che per molto tempo è vissuto in anonimato e sotto scorta, perchè braccato dagli ex “confratelli”.
PREMESSA da Il culto di Satana oggi, di don Jurgen Hauskeller: QUANDO SI SA, NON SI PUO’ PIU’ FAR FINTA DI NON SAPERE
“Il satanismo è un frutto deviato della nostra società occidentale, è il rovesciamento della mentalità biblica e dell’azione liturgica e sacramentale della Chiesa di Cristo una e santa e cattolica.
La lettura riflessiva di questo libro potrà impressionare, ma è la realtà di centinaia di migliaia di persone, in prevalenza ADULTI in ogni nazione, mentre in tutto l’Occidente, cosiddetto civilizzato, siamo già a qualche milione di adepti.
Sottovalutare questo fenomeno sta già portando a terribili conseguenze.
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Abbiamo oggi una sottocultura dell’ideologia del satanismo fatta di video, opere letterarie e musica, indirizzata soprattutto ad un pubblico di giovanissimi, che nel periodo dello sviluppo spirituale e intellettuale, essendo alla ricerca del senso della vita, possono facilmente essere plasmati per divenire strumenti perfetti dell’organizzazione segreta, tanto segreta all’esterno come all’interno della sua struttura gerarchica. Struttura tenuta unita dal ricatto, dall’odio e dalla paura e dal tornaconto personale (sesso, denaro, droga, potere e impunibilità senza limiti). Paura certissima e reale, della infallibile impunibilità dell’organizzazione e della impossibilità di sfuggirle. La quasi capillare presenza dei gruppi satanisti nella maggior parte dei nostri comuni è purtroppo dimostrata da alcuni fatti di cronaca nera legati al satanismo, dove gli/le omicidi/e improvvisati/e vengono catturati/e, ma nulla si riesce mai a sapere dei leader del gruppo, in nessun caso. La cronaca purtroppo, non ci può parlare dei riti collettivi con orge e sacrifici di animali, di cosa avviene durante la profanazione di chiese e cimiteri, e tutto quello che comporta. Purtroppo, i crimini e gli omicidi sono presenti anche quando il satanismo è in una forma iniziale. Anche in questo stadio iniziale e poco professionistico, questi gruppi sono sempre potenzialmente pericolosi.
Da una ricerca condotta nel 1994 – dall’Istituto di psicologia dell’Università di Friedrich Schiller di Jena, risulta, in base ad un questionario che il 35,3% degli studenti ha avuto esperienze pratiche nel campo dell’occultismo (cartomanzia, pendolino, sedute spiritiche) mentre l’1% ha avuto esperienze con le messe nere. La situazione non dovrebbe essere molto diversa da altre parti della Germania e del mondo “civilizzato”. Il fascino della magia, la forza d’attrazione delle cattive azioni, un’ideologia che garantisce forza, esige durezza ed esalta la violenza come strumento che rappresenta una realtà eccitante e misteriosa, sono tutti fattori che esercitano su certi giovani un grande potere d’attrazione. In Germania esiste una forte organizzazione dedita al culto di Satana, che strutturata sotto forma di logge, simile a quelle massoniche, e gode di una fitta rete di collegamenti internazionali. Il livello di segretezza dei gruppi satanisti è assoluto, di solito chi decide di uscirne deve fare i conti con la quasi certezza di essere ucciso o di vedere uccisi i suoi più cari parenti per ritorsione. Lo stato di diritto avanza richieste molto esigenti in fatto d’elementi di prova, vittime e testimoni, ed è per questo che finora i tentativi di perseguirli sono falliti. Disinformazione, indifferenza e impreparazione a confrontarsi con una realtà così terribile, vanno di pari passo. Certo vi sono singoli casi che suscitano scalpore, ma poi tutto cade nell’oblio. Solo in Inghilterra, dietro dibattito parlamentare si è avuta l’istituzione di una commissione speciale di Scotland Jard. E’ necessario un personale specializzato sia di polizia, che di magistratura per arginare e contrastare questo che rappresenta uno dei più inquietanti fenomeni contemporanei.
Siamo di fronte ad una setta con ramificazioni mondiali ed il cui vertice piramidale è negli Stati Uniti di America, dove i satanisti hanno uno status giuridico e pagano le tasse.
L’indottrinamento e la propaganda mediatica, l’isolamento dal contesto sociale, il crimine, lo stupro, le orge, l’omicidio rituale sono realtà intrinseche. La distruzione del cristianesimo e dell’umanesimo è il conseguente obiettivo.
Dall’analisi di questo libro si evince come le comunità sataniste più fiorenti si trovino in Germania, Francia, Inghilterra e in America, dove gli adepti più zelanti, si recano per fare il tirocinio, Lukas fu predestinato o a diventare sacerdote o a morire.
E’ impressionante conoscere le statistiche delle persone che scompaiono nel nulla, non è assurdo ritenere – dalla testimonianza sconcertante di questo documento – che un numero impressionante di persone può essere stata vittima di questa potentissima, internazionale e ricchissima organizzazione segreta. Molti sono uccisi, solo perché venendo a conoscenza di un amico satanista hanno cercato di distoglierlo e hanno tentato di aiutarlo ad uscire dall’organizzazione.
La risoluzione di queste problematiche non può essere mai affrontata se non da potenti organizzazioni governative. Certi omicidi, inoltre, devono essere commessi per dimostrare d’essere degni di un avanzamento nell’organizzazione, che dispone di mezzi economici e di coperture a tutti i livelli della società civile, politica, militare così come tra l’altro è per la massoneria.”20101219_maghi
LA STORIA AUTOBIOGRAFICA DI LUKAS
Lukas è il finto nome, di copertura, con cui si fa chiamare nel libro un ragazzo di 19 anni che ha fatto parte in Germania di una setta satanista potente e violenta. Quando scrive il libro ha 21 anni. È un ragazzo che aveva scelto di vivere in un riformatorio quando ancora era minorenne per allontanarsi dal suo patrigno che lo picchiava. Aveva una sorella, che durante i giorni liberi andava a trovare. Aveva anche una fidanzata e una vecchia amica.
Tutto comincia quando, a 15 anni, in una discoteca gli si accosta un suo vecchio amico di infanzia,Peter, che non vedeva da tempo e che lo invita ad una seduta spiritica. Accetta, perché si stava annoiando. Ma non lo porterà a giocare con la tavoletta Ouija, ma in una riunione di una setta satanista. Era un capannone abbandonato nella periferia della sua città. C’era gente incappucciata, candele, un altare con simboli satanisti, una croce rovesciata e delle catene, per immobilizzare una persona. Ebbe paura, voleva fuggire. Ma quando il sacerdote-capo gli si accostò, gli ordinò di bere da un calice che conteneva sangue per liberarlo dal suo “essere cristiano”. Era circondato da 4 guardie del corpo, che lo costrinsero a bere. Restò lì per ore a seguire la “messa nera” in latino, come gli altri, e alla fine il sacerdote minacciò di morte lui e i suoi familiari e amici se il sabato dopo non si fosse ripresentato. Lukas comincia così il suo calvario nella setta. Non trovando una via di uscita, accetta di adattarsi alla setta, non sapendo quello che avrebbe dovuto fare. Sapendo che le donne dei membri della setta dovevano necessariamente farne parte, decise di tagliare con la sua fidanzata, per non farla entrare nella setta. La umiliò, la insultò. E non si fece più sentire da lei.
La setta voleva renderlo totalmente dipendente, e voleva far scomparire in lui ogni sentimento, ogni forma di compassione, ogni traccia di bene, per poter diventare vero discepolo di Satana. Questo avvicinamento a Satana per la setta comportava 6 prove da superare. Man mano che si superavano, si entrava a far parte di una cerchia più interna della setta.
La prima prova consistette nel picchiare a sangue uno sconosciuto. Lo fece. E durante la messa nera, in cui fu esaltato davanti agli altri membri, dovette staccare a morsi la testa ad un criceto vivo ed ingoiarla. Ogni volta doveva vincere la repulsione per ciò che gli veniva ordinato di fare, perché sentiva di non avere altra scelta. Alla fine della “messa” venne legato su dei binari. Restò lì circa un’ ora quando sentì i fischi del treno e vide in lontananza una luce avvicinarsi. Svenne. Al risveglio gli stavano tatuando del simboli satanici sul corpo e gli dicono che tutto era stato un trucco psicologico per provare la resistenza dei nuovi adepti. In quel periodo dovette continuare a bere sangue, che comprava da un macellaio.satanismo_calabria_627_x_430
Durante una messa nera, ricevettero la visita di un capo di una setta americana; alla fine della celebrazione, Lukas riuscì a “leggergli” nel pensiero la frase: “Io credo in Satana, sono un demonio”; in Lukas cominciò a farsi forte il desiderio di scappare, e l’uomo glielo lesse nel pensiero e gli disse: “Se te ne vai morirai, ma fino alla morte conoscerai un’infelicità senza fine”. È una frase che, dice Lukas, gli ritornerà da allora spesso in mente.
Neanche l’idea del suicidio era realizzabile, perché se l’avesse fatto, un suo familiare o un suo amico sarebbe finito sull’altare dei sacrifici.
Il solstizio d’estate (il 24 giugno) era una delle date più importanti. Ci fu una messa nera, durante la quale molti sacerdoti venuti da fuori si unirono ad una donna incatenata all’altare. Alla fine fu uccisa. Ma durante la celebrazione Lukas e un altro non resistettero. Lukas girò lo sguardo e l’altro svenne. Per questo furono puniti in modo orribile. Un giorno fu punito con la morte un membro della setta che più volte aveva avuto rapporti con donne estranee alla setta e frequentato dei cristiani.
La seconda prova consistette nel picchiare a sangue la sua più cara amica, l’unica rimastagli dopo che aveva lasciato la fidanzata. Sotto gli occhi delle guardie del sacerdote satanista, la picchiò ai fianchi e allo stomaco, fino a lasciarla per terra. Preso da fortissimi rimorsi, però, la cercò negli ospedali, ma lei spaventata non volle più vederlo. Era incinta ed aveva perso il bambino e non poteva più averne. È il rimorso più grande che oggi perseguita ancora Lukas.
Per un periodo, Lukas fu inviato insieme a Peter in America per seguire un corso di “istruzione” in un’altra setta. Per due settimane dovevano restare nell’albergo a studiare le regole del satanismo e partecipare la sera alla messa nera. In America, scrive Lukas, ogni messa nera si concludeva con un sacrificio umano, di gente senza tetto o sbandati attirati con qualche scusa o persone conosciute in giro. Aveva solo due ore di libertà. Lì fece esperienza di quale forza possono avere i capi sui membri. Un giorno ebbe la visita del capo americano. Lo fece stendere su un letto e cominciò a parlargli con calma, in inglese anche se lui non capiva. Erano passate alcune ore. Poi il leader satanista americano se ne andò. Quando Peter tornò, gli mostro una foto che lo ritraeva mentre faceva un rituale sessuale con due donne. Il leader satanista gli aveva tolto la capacità di ricordare e gli aveva fatto fare ciò che lui voleva.
Al ritorno in Germania dovette superare la terza prova: uccidere un agnello durante un rito, estraendogli il cuore. Il leader della setta gli insegnò come farlo.
Intanto aveva conosciuto in una discoteca due ragazzi, un fratello e una sorella; erano diventati amici e con loro per la prima volta si era confidato. I due volevano aiutarlo, ma lui si rifiutava e non diceva loro delle minacce di morte che gli aveva lanciato il leader della setta. Un giorno i due fratelli gli dissero che dovevano partire per l’America e che l’avrebbero portato con loro. Ma tre giorni prima uno dei due,il ragazzo, viene trovato morto. Lukas verrà a sapere che era stato eliminato dalla setta, perchè Lukas si era confidato con lui….ma alla sorella Lukas non lo dirà mai e non la rivedrà più, perché lei partirà da sola per l’America.
Il suo amico Peter gli confida che aveva tentato una volta di fuggire. Aveva cambiato città. Ma lo avevano trovato e lo avevano punito. Gli impressero dei segni sul corpo, simbolo del tradimento, ma non lo uccisero. Peter si era fermato alla terza prova perché non trovava il coraggio di uccidere una persona, il cognato, come il capo aveva ordinato.
Dopo alcuni mesi Lukas viene rimandato in America per seguire un nuovo corso, su come uccidere un essere umano e torturarlo durante un rito. Lì in spiaggia conosce una ragazza: si innamorano, ma per non rischiare che fosse uccisa, la tiene lontana e riparte senza darle modo di rintracciarlo. Prima di partire Lukas dovette assistere ad una messa nera in cui fu sacrificato un bambino.
Gli capiteranno molte altre volte gli episodi di vuoti di memoria come quello accaduto in America, dopo i quali non ricorderà che cosa aveva fatto per un paio di ore.
Non riusciva a dormire e per farlo doveva bere spesso. Si svegliava di soprassalto, con la paura addosso, dopo aver fatto un incubo ricorrente: vedeva attorno a sé sangue, cadaveri e un uomo con un coltello che si avvicinava ad una donna e glielo infila tra le costole. Poi si guardava intorno, lo notava e gli si avvicinava alzando il coltello. A quel punto si svegliava.
Durante un messa nera si era accorto che un altro lo stava tenendo d’occhio, perché avrebbe dovuto tenere lo sguardo fisso sul sacerdote. Lukas venne punito ed escluso per tre settimane dagli incontri. Dovrà però guardarsi tutte le videocassette delle messe nere a cui non aveva partecipato.
Un giorno vengono a prenderlo per prepararsi alla quarta prova: uccidere una ragazza di sedici anni durante una messa nera. Nei giorni seguenti decide di farla finita con la setta: non poteva uccidere una persona. Rimase nascosto in casa per due settimane, ma alla terza lo presero per strada. Si giustificò dicendo che era ubriaco, e, solo perché era stato fino ad allora un discepolo perfetto, il leader satanista gli credette. Ma doveva vedere le videocassette delle messe saltate. Il videoregistratore era stato però confiscato dal responsabile dell’istituto, in cui Lukas viveva. In quel caso le regole della setta prevedevano che bisognava infliggersi punizioni, qualora si fossero saltati i comandi del leader. E le guardie del capo satanista, che lo tenevano d’occhio intorno all’istituto, avrebbero dovuto vederlo. Per autopunirsi, si stese nudo su un letto di vetri rotti. Quando entrò il responsabile dell’istituto che aveva sentito i rumori e lo scoprì, Lukas lo minacciò con una scheggia. Fu chiamata la polizia e per paura di finire in commissariato (dove la setta aveva un membro) Lukas cercò di mostrarsi di nuovo ragionevole. Lo rilasciarono.
Ma il giorno dopo i responsabili dell’istituto erano infuriati. Allora decise di confidarsi e di dire tutto. Fu difficile credergli, ma alla fine lo fecero e gli trovarono un’altra sistemazione, con la custodia di altri due assistenti. Gli imposero di liberarsi di tutto il materiale satanista che aveva in camera e frequentare un centro di consulenza per le vittime delle sette. All’inizio parlava molto poco con i consulenti, ma quando si tenne una riunione con altri ragazzi vittime di altre sette Lukas cominciò ad aprirsi.
Intanto quelli della setta avevano trovato la sua nuova casa. E per farglielo capire imbrattavano le pareti esterne con simboli satanici, o gli facevano recapitare un cuore o un topo morto.
I consulenti del centro vittime delle sette gli impiantarono in camera una linea telefonica per poter chiamare la polizia. Si misero d’accordo per vegliarlo di notte a turno. Alla fine Lukas riusciva a prendere sonno solo con un coltello in mano. Ma cominciava a sentirsi un problema per tutti. Decise di suicidarsi, ma fu scoperto. Allora in cucina prese due coltelli e si precipitò fuori dove si appostavano le guardie del sacerdote. Ma fu bloccato dai responsabili dell’istituto, che a quel punto gli proposero di farsi ricoverare in una clinica psichiatrica, anche per sfuggire alle ritorsioni della setta. Erano passati 5 mesi, ed altri 5 li trascorse in una clinica lontana. Lì conobbe una ragazza, la sua attuale compagna. Si trasferirono in un’altra città. Peter non l’ha più rivisto, ma ha voluto scoprire che fine avesse fatto. Si arrischiò a chiamare la sorella, che gli disse che se n’era andato senza lasciare traccia. Peter è considerato “uno scomparso”.
Per molto tempo, continuano a tormentarlo incubi e la paura di essere trovato. Non frequenta luoghi affollati, si è fatto cancellare i tatuaggi che la setta gli aveva fatto, ma moltissime cicatrici gli sono rimaste, perciò non frequenta piscine. In auto tiene una pistola e non esce mai senza un coltello, non per uccidere ma per uccidersi nel caso dovesse essere trovato. Nel sonno spesso cade in trance, parla in latino, si colpisce da solo, tenta di gettarsi dalla finestra, e nessuno riesce a svegliarlo. Il giorno dopo non ricorda niente. La ragazza dorme spesso per terra per non essere colpita. Ma soprattutto è perseguitato da senso di colpa per il male e le sofferenze che ha procurato.
Il libro si conclude con una nota di Lukas di alcune righe, intitolata “Avvertimento ai miei ex confratelli” e dice: “Per motivi di sicurezza ho depositato presso vari notai tutti i nomi che conosco, tanto di vivi quanto di morti, oltre alle indicazioni di località. Qualora a me, ai miei parenti o ai miei amici dovesse accadere qualcosa che possa sembrare una vendetta da parte dei seguaci di Satana, i notai hanno istruzioni di aprire le buste e di dare inizio alle indagini”. Nella postfazione parla la responsabile del centro di consulenza antisette, la quale spiega il graduale ma risolutivo percorso spirituale di Lukas che, grazie al sacerdote cattolico ed ai consulenti che lo hanno seguito per anni, è riuscito a liberarsi ed a guarire interiormente. Oggi Lukas fa da consulente lui stesso, testimoniando ad altre persone che è possibile venire fuori da una setta.
In Germania alcune grosse sette conosciute sono la Fraternitas Saturni e la Church of the Final Judgement che hanno sedi a Francoforte, Berlino, Amburgo, Monaco, Friburgo e Lubecca. La Church of the Final Judgement ha raccolto un grande numero di adepti soprattutto in California ed ha influenzato la setta del serial killer Charles Manson.st_michael_7902g
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Posted on 22 agosto 2016Posted in TESTIMONIANZE1 commento
La devozione a Maria S. Madre di Cristo è sempre esistita dalle prime comunità cristiane
La devozione a Maria S. Madre di Cristo è sempre esistita dalle prime comunità cristiane
Testimonianze delle prime comunità cristiane sul culto mariano.
L’apologetica ha molte cose da dire riguardo la Vergine Maria. Sapete che la dottrina cattolica sulla Madonna, il culto che la Chiesa e i cattolici rendono alla Madre di Dio, le verità dogmatiche che La riguardano e che i cattolici sono tenuti a credere vengono contestate, tutte o in parte, dal mondo protestante e dai Testimoni di Geova.
Secondo costoro, la Chiesa altera la verità del Vangelo quando afferma e insegna che ogni cristiano è chiamato a venerare la Madre di Dio, a pregarla, a crederLa mediatrice tra Dio e gli uomini di tutte le grazie.
Per loro, la venerazione della Madre di Dio nasconde o diminuisce il vero culto che si deve prestare soltanto a Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo (per i protestanti), o che è solo Padre (per i Testimoni di Geova).
Naturalmente, ogni cattolico, e ogni apologeta, trae spunto da queste contestazioni per approfondire le ragioni della sua fede e per rispondere punto per punto alle accuse.
Ci serviremo, per questa esegesi, di un opuscolo di Padre Tornese dedicato alla “Madonna contestata” e integrerò quanto scrive Padre Tornese con informazioni e dati che traggo dalla preziosissima Enciclopedia Cattolica, che ho esaminato alla voce “Maria”. Chiederemo alla storia di indicarci che cosa pensavano i primi cristiani della Madre di Dio. Vogliamo sapere se anch’essi veneravano Maria, come noi cattolici oggi. O se, al contrario, hanno “ragione” protestanti e Testimoni di Geova.
Sgomberiamo subito il campo da ogni confusione di carattere dottrinale e spieghiamo bene che cosa intende la dottrina cattolica per culto mariano, per culto prestato alla Vergine Maria.
Il culto di Maria viene definito “iperdulia”. È un termine che significa prestare un onore speciale, superiore all’onore che si deve ai santi.
Perché un cattolico presta alla Vergine Maria un onore speciale? La risposta è semplice: a causa della sua singolare eccellenza, della sua eccezionale e singolare dignità, perché è la Madre di Dio ed è la Regina di tutti i santi.
Chiarito che cosa si intende per venerazione di Maria, non possiamo più cadere nel tranello che ci tendono i Testimoni di Geova, quando accusano noi cattolici di “adorare” Maria. I cattolici non adorano Maria, adorano solo Dio. I cattolici venerano Maria, che è cosa ben diversa dall’adorare.
Protestanti e Testimoni di Geova contestano il culto a Maria, insegnato dalla Chiesa cattolica. Per la verità, va detto che molti di loro portano un certo rispetto per la Madre di Gesù, ma non comprendono come sia possibile prestarLe culto.
Torniamo alla nostra domanda: per quale ragione noi cattolici prestiamo un culto a Maria, veneriamo la Vergine Madre di Dio. In primo luogo: la ragione per la quale i cattolici venerano Maria si trova nel Vangelo. Ivi è raccontato, in modo illuminante, che l’angelo Gabriele e santa Elisabetta hanno rivolto a Maria parole piene di venerazione profonda.
L’angelo Gabriele e santa Elisabetta hanno trattato Maria con autentica venerazione. Dunque noi cattolici – lo ricordino Protestanti o Testimoni di Geova – quando veneriamo Maria non facciamo altro che imitare l’angelo Gabriele e santa Elisabetta.maxresdefault2
Conosciamo le parole che l’angelo rivolge a Maria, ricordate da san Luca: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” . Dunque, quando noi cattolici veneriamo la Madonna pregando l’Ave Maria, non facciamo altro che ripetere il saluto dell’angelo.
Proseguiamo. Conosciamo le parole che santa Elisabetta rivolge a Maria quando la Madre di Gesù va a trovarla, parole anch’ esse riportate dal Vangelo di san Luca: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1 ,42). Vedete bene che quando veneriamo la Madonna pregando l’Ave Maria, noi cattolici altro non facciamo che aggiungere, al saluto angelico, le parole di santa Elisabetta.
E se ci pensiamo bene! qui delle due; l’una: o queste parole, piene di venerazione, queste affermazioni dell’angelo e di santa Elisabetta erano sbagliate – e allora bisogna concludere che l’angelo inviato da Dio e santa Elisabetta hanno sbagliato, e ha sbagliato anche san Luca, perché non ha contestato quelle parole – oppure quelle parole erano appropriate, erano doverose e allora facciamo bene noi cattolici a ripeterle, a venerare la Madre di Dio pregando l’Ave Maria, imitando l’angelo Gabriele e santa Elisabetta.
In secondo luogo: i cattolici invocano Maria, la credono capace di intercedere presso Dio, le rivolgono preghiere chiedendole di intervenire presso suo Figlio per ottenete i favori di Dio.
Protestanti e Testimoni di Geova contestano questo potere di intercessione della Vergine Maria, contestano che Maria sia Mediatrice tra i cristiani e Dio. Per loro, questa sarebbe una invenzione della Chiesa cattolica e un allontanamento dal Vangelo.
Quali ragioni, quali motivi abbiamo noi cattolici per sostenere, giustificare e difendere dalle contestazioni la verità del potere di intercessione di Maria?
Rispondiamo semplicemente. La prima ragione, come sempre, sta nel Vangelo. Per chi lo sa leggere, l’episodio del primo miracolo di Gesù, compiuto a Cana di Galilea, riportato dal Vangelo di san Giovanni, è illuminante, esemplare e chiarissimo.
Durante il banchetto nuziale, al quale era stato invitato anche Gesù, viene a mancare il vino e Maria interviene, intercede, fa da mediatrice tra gli invitati a nozze e Gesù stesso.
E che cosa succede? Succede che Gesù dice a sua Madre che non è ancora giunta la sua ora, quindi che non aveva in conto di manifestare il suo potere, ma, per l’intercessione di Maria, che si era rivolta a suo Figlio, Gesù rimedia: l’acqua viene trasformata in vino.
Dunque, quando noi cattolici chiediamo l’intercessione di Maria non facciamo altro che chiedere alla Madre di Dio di fare ciò che ha fatto a Cana, è cioè di rivolgersi a suo Figlio per i nostri bisogni.
Qui si potrebbe chiedere a Protestanti e a Testimoni di Geova di spiegarci dove sbagliamo noi cattolici, quando chiediamo a Maria di comportarsi come si è comportata a Cana, ottenendo da suo Figlio Gesù un vero miracolo.
Ma l’apologetica può ricordare anche altre ragioni per giustificare la verità cattolica. Infatti, se passiamo dalla Sacra Scrittura alla storia, vediamo che anche i cristiani dei primi secoli invocavano Maria, La pregavano, consapevoli del suo potere di intercedere presso Dio.
La storia, dunque, conferma la verità cattolica sul culto a Maria.483×309
Pensate che la più antica e famosa preghiera rivolta a Maria, SUB TUUM PRAESIDIUM, è stata trovata in un papiro egiziano, copto, che secondo molti studiosi risale al 111 dopo Cristo, quindi in epoca antichissima. Ed è una preghiera, una richiesta di intercessione rivolta dai primi cristiani alla Vergine Maria.
Ascoltiamo questa preghiera antichissima:
“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.
Dunque, se noi cattolici invochiamo Maria e le chiediamo di intercedere presso Dio, di proteggerci e di liberarci dai pericoli, facciamo quello che hanno sempre fatto i veri cristiani, dalle origini e fino ai nostri giorni.
In terzo luogo, noi cattolici prestiamo culto a Maria cercando di imitarne le virtù. Questo culto è fondato sulla specialissima e singolare santità di Maria, che l’angelo ha chiamato “Piena di Grazia”.
La storia offre conferme. Se visitate le catacombe di Priscilla, a Roma, le catacombe dove si radunavano i primi cristiani, troverete una rappresentazione che risale al III secolo dove si vede bene la figura di un vescovo che, nell’atto di imporre il sacro velo ad una vergine cristiana, le addita come modello Maria, che è lì dipinta col bambino Gesù in braccio.
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CATACOMBE DI PRISCILLA, ROMA: LA PIU’ ANTICA IMMAGINE DI MADONNA CON GESU’ BAMBINO
Come vedete, i primi cristiani erano convinti che la Vergine Maria fosse un esempio da imitare, specialmente da coloro che sceglievano la verginità consacrata come stile di vita al servizio di Dio.
La storia conferma che i cattolici, venerando Maria e cercando di imitarla non inventano niente di nuovo, ma ripetono ciò che i veri cristiani hanno sempre fatto.
Proseguiamo nella nostra riflessione. Nella storia della Chiesa, il Concilio di Efeso dell’anno 431, ricopre una tappa importante. È il Concilio nel quale la Chiesa proclama solennemente Maria come “Madre di Dio”.
Il Concilio era stato convocato per contrastare la tesi del Patriarca di Costantinopoli Nestorio, che non riconosceva questo titolo a Maria. Se tuttavia teniamo presente che il Concilio di Efeso venne celebrato in un edificio dedicato a Maria, risulta dimostrato che anche prima di quel Concilio il culto a Maria era praticato nella Chiesa.
Noi cattolici dobbiamo respingere come storicamente infondata la tesi che il culto di Maria sarebbe cominciato proprio con il Concilio di Efeso.
Se torniamo nelle catacombe di Priscilla, sulla via Salaria a Roma, possiamo osservare un epitaffio, cioè un’iscrizione che generalmente si poneva sulla tomba di un defunto, posto davanti al loculo di un morto di nome Vericundus. Il nome di questo defunto è tracciato su due tegole tra loro unite, che chiudono il loculo.
Bene, fra queste due tegole, proprio sulla calce che le unisce, spicca, dipinta probabilmente dalla stessa mano che tracciò il nome del defunto, una “M” e secondo la nota studiosa Margherita Guarducci questa “M” rappresenta Maria.
Il nome di Maria veniva così inserito nel nome di Vericundus per augurare al defunto la protezione della Vergine Maria nel mondo ultraterreno, nell’al di là.
Ora, tenete presente che questo epitaffio risale al II secolo e ci dimostra come fin dai tempi della Chiesa antica i veri cristiani – come facciamo oggi noi cattolici – affidavano anche a Maria l’anima del defunto. Ma vedete bene, con questo esempio, che 300 anni prima del Concilio di Efeso si invocava Maria a protezione delle anime dei defunti. coemeterium-maius-orante-xp(FOTO: lunetta del Cimitero maggiore a Roma del sec. IV, dove Maria nell’atteggiamento dell’orante, tiene il piccolo Signore Gesù davanti a sé ed è fiancheggiata dai monogrammi cristologici che, solitamente affiancati all’alfa e omega, diventano simbolo della divinità di Gesù. E’ colei che secondo la profezia di Isaia presenta al mondo l’incarnazione del Verbo).
Ma andiamo avanti. Nel famoso “muro G”, che conteneva le ossa dell’ apostolo Pietro identificate da Margherita Guarducci, sono state trovate molte scritte, databili all’inizio del IV secolo, quindi antichissime.
Ora, tra questi graffiti, che venivano incisi per impetrare ai cristiani defunti la felicità del Paradiso, si trova molte volte una acclamazione di vittoria di Cristo, di sua Madre Maria e dell’apostolo Pietro. Vi è persino un graffito in cui il nome di Maria appare per intero e non abbreviato, come si usava fare in antichità. Questo vuol dire che i Cristiani dei primi secoli associavano alla vittoria di Cristo la vittoria di Maria e del principe degli apostoli.
Capite bene che attribuendo a Maria la vittoria sul demonio noi cattolici crediamo ciò che i primi cristiani hanno sempre creduto e che ci è testimoniato da preziosissimi documenti storici.
Non solo. A dimostrazione che il culto di Maria è antichissimo nella Chiesa, si può dire che risulta ormai certo che prima del Concilio di Efeso, dell’anno 431, furono istituite varie feste in onore di Maria, a Betlemme, Gerusalemme e a Nazareth.
Una solennità mariana esisteva a Costantinopoli, prima del Concilio di Efeso: sembra autentico un discorso di san Proclo, patriarca di Costantinopoli nell’anno 429, nel quale si fa cenno chiarissimo ad una solennità della Vergine Maria. Dunque, prima del Concilio di Efeso, Maria veniva festeggiata anche liturgicamente.
Troviamo preghiere bellissime rivolte a Maria, di Atanasio, san Giovanni Crisostomo, sant’Ambrogio, san Gerolamo e di sant’Agostino.
Come si vede, la Vergine Maria era venerata, e a Lei si rivolgevano preghiere, fin dall’antichità.
La devozione a Maria non nasce con il Concilio di Efeso dell’anno 431, ma è sempre stata presente nella Chiesa, fin dalle origini, fin dai primi secoli.
Come possiamo dubitare che i cristiani non abbiano messo in pratica quelle parole così profonde, pronunciate da Maria e tramandate dal vangelo di san Luca: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”?
Ecco, noi cattolici pregando e venerando Maria non facciamo altro che obbedire al Vangelo che ci dice di chiamare, di considerare, di credere “beata” Maria, la Madre di Gesù.
Vorrei concludere questa conversazione dedicata alle ragioni e alle prove del culto mariano, praticato fin dai tempi della Chiesa primitiva, rivolgendo l’attenzione proprio a Nazareth, cioè alla località dove l’angelo Gabriele rivolse a Maria il famoso saluto: “Ave piena di Grazia”.
Perché rivolgiamo l’attenzione a Nazareth? Perché proprio in questo luogo santo, dove oggi sorge la famosa Basilica dell’Annunciazione, si sono trovate prove antichissime del fatto che i cristiani pregavano la Vergine Maria, proprio come facciamo oggi noi cattolici.
In una colonna antichissima, forse del II, massimo del III secolo, è stata trovata un’iscrizione in lingua greca, che è stata scritta da una pellegrina la quale, in ginocchio (così scrive), “sotto il luogo sacro di Maria” ha inciso il proprio nome e quello dei suoi cari, per affidarli alla Madonna.
Abbiamo così la prova che a Nazareth, già nel II, massimo nel III secolo, i cristiani affidavano alla protezione di Maria se stessi e i propri cari. In quella iscrizione, oltretutto, la pellegrina dice di avere eseguito i riti e le preghiere prescritte; o di avere ornato religiosamente l’immagine di Maria (qui il testo greco autorizza l’uno e l’altra interpretazione).
Traggo questa informazione preziosissima, grazie alla quale sappiamo che in età antichissima, a Nazareth, i cristiani pregavano Maria con riti e preghiere, da un opuscolo, intitolato:
“La chiesa primitiva nei ricordi di Nazareth”, che ho comprato proprio a Nazareth in occasione del mio viaggio di nozze.
E non solo. Contemporaneamente alla scoperta di questa importantissima e antichissima iscrizione, ne veniva trovata un’altra, sempre del II, massimo del III secolo, che porta la testimonianza sicura del culto mariano che i cristiani prestavano a Maria.
In questa iscrizione si può leggere chiaramente il saluto angelico:
“Ave Maria” (in greco antico Chaire Maria,”Rallegrati o Maria”). L’espressione ripete il saluto alla Vergine dell’angelo Gabriele; e afferma in sostanza la fede dei primi cristiani nella maternità divina di Maria. È senza dubbio la più antica invocazione alla Madonna, rinvenuta nella casa stessa dove secondo la tradizione visse la Vergine Maria. Questo antichissimo graffito, antecedente di qualche secolo al concilio di Efeso che renderà ufficiale il culto a Maria, smentisce le fantasiose costruzioni di alcuni studiosi i quali affermavano che esso sarebbe stato derivato da un culto a una divinità femminile pagana (vedi in merito Padre Bellarmino Bagatti, Nazaret nell’archeologia. Storia di Gesù, Rizzoli, vol. I, pag. 79ss.)
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Nel cerchio bianco, il celebre graffito greco XH MARIA: “Chaire Maria”, il saluto dell’Angelo Gabriele a Maria
La storia, i documenti, le prove, le testimonianze danno ragione ai cattolici che, venerando Maria, pregandola, chiedendole aiuto e intercessione presso Dio, fanno ciò che hanno sempre fatto tutti i veri cristiani, dalle origini ai nostri giorni.
Gianpaolo Barra, direttore de “il Timone”
IL TIMONE – Gennaio/Febbraio 2003 (pag.64-65-66)
http://www.stpauls.it/madre/0805md/santuari.htm
http://www.arteefede.com/articoli/articolo.php?file=maria.htm

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