come il cavallo Erdogan e il mulo

SALMAN SAUDI ARADIA ] i satanisti [ QUESTA STORIA DEL BALLO DELLE SPADE SHARIAH? GIURO CHE LA FARÒ FINIRE IN TRAGEDIA! https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13524404_651421145005898_9116768411544248819_n.jpg?oh=e1443bdbff225e119efec38f7508aacb&oe=59541218

Siria: Lieberman, raderemo loro difese ] in questa pagina 2 ore fa? io ho già chiesto scusa a: Mounia Rafik · Université Hassan II Casablanca [ per la illegale aggressione di Israele in Siria, ma, il commento mi è stato cancellato: in precedenza! .. e ad onore di onestà intellettuale, io ritengo che per ogni atto di aggressione: Egitto, Giordania Libano Palestinesi (infatti non è mai esistito uno Stato Palestinese e mai esisterà) e Siria: devono perdere parte del loro territorio! perché non è giusto far subire a Israele il loro terrorismo impunemente!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2017/03/19/siria-lieberman-raderemo-loro-difese_d9153d8d-31c4-4f3a-b3e3-a7f31d0cef8f.html

IL NOSTRO Presidente del Senato Pietro Grasso? LUI È SICURAMENTE una BRAVA e DISTINTA PERSONA COME anche il NOSTRO PRESIDENTE MATTARELLA: tutti lo stimano: SI, noi SIAMO TUTTI ONORATI delle loro illustri e nobili persone! ma, lui non può fare un matrimonio da solo dato che la controparte con la shariah ci ha dichiarato la GUERRA di RELIGIONE! “Reagire chiudendosi, alzando muri fisici, ideologici e morali è la negazione della nostra storia e non paga: nessuno può sentirsi al sicuro, nessuno può fare da solo. Multilateralismo, solidarietà, diplomazia, pluralismo: questi sono i fondamenti del metodo che ci ha condotto fin qui, l’unico che ci porterà avanti”. Lo ha affermato il Presidente del Senato Pietro Grasso, aprendo la conferenza dei presidenti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri e del Parlamento europeo svoltasi venerdì scorso a Palazzo Madama per i 60 anni dei Trattati di Roma.

attraverso la shariah la LEGA ARABA ci minaccia con la sua guerra di religione! Erdogan ha detto ai musulmani fate almeno 5 figli! 1. Dobbiamo riprendere la leva obbligatoria, e 2. dobbiamo potenziare la nostra industria bellica nazionale: sull’esempio di ISRAELE! ISLAM non deve essere sottovalutato! la leva deve durare 5 anni per 30 giorni all’anno, da svolgersi nella caserma più vicina!

IN realtà la vita dei cristiani nella LEGA ARABA è un incubo ma questo per ora non interessa a nessuno! “cristiani limitati da: PATTO: “MODUS VIVENDI”, CIO NON PUOI ACCETTARE DONAZIONI, E NON PUOI PARLARE DI VANGELO CON I TUNISINI IN PRATICA SEI UNA SCIMMIA ALLO ZOO! ma situazione serena” CAGLIARI, 16 MAR – I cristiani in Tunisia? Difficile contarli, al minimo segnale di pericolo scappano via (sono scappati in aereo) e le chiese si svuotano. http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/03/16/vescovo-tunisi-chiese-vuote-se-pericolo_5a7798d2-5de6-4689-baba-5e961ce50ae0.html
IN realtà la vita dei cristiani nella LEGA ARABA è un incubo ma questo per ora non interessa a nessuno!

UniusRei3 leviathan proud dhimmis kafir murtids
#exitNATO, #exitUN, #exitUE, #exitBilderberg, #exitBankingSeigniorage! Dopo un bombardamento a Sirte, modello siriano si impone anche in Libia (l’Occidente appoggia Al-Qaeda) Il Governo libico

è una storia da leggere assolutamente! La storia di Stanisława Leszczyńska, che ha aiutato le partorienti nel campo di concentramento polacco. “Quando una persona viene svegliata di fretta, spesso fa in tempo a trovare soltanto una scarpa. Quando chiamavano mia madre, di notte, spesso andava in giro con una pantofola sola”. Con queste parole Bronisław Leszczyński ricorda sua madre Stanisława Leszczyńska. “E nella stessa maniera pregava anche la Vergine: anche se con una sola scarpa, vieni in mio aiuto. Mamma diceva che la Vergine non è mai venuta meno”.
Con il suo attestato dentro un tubo di dentifricio
Stanisława Leszczyńska è nata nel 1896 nella città polacca di Lodz. Quando aveva 12 anni, i suoi genitori decisero di trasferirsi a Rio de Janeiro. Lì la bambina ha imparato il portoghese e il tedesco, che molti anni più tardi le salvarono la vita.
Nel 1916 si sposò con un tipografo di Lodz, Bronisław Leszczyński. Quattro anni più tardi, la coppia si trasferì a Varsavia, dove Stanislawa iniziò i suoi studi presso una scuola per ostetriche.
Ebbero quattro figli: Silvia, Bronisław, Stanisław ed Henryk. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale si batterono per aiutare gli ebrei, venendo quindi arrestati dalla Gestapo. Due loro figli furono trasferiti a Mauthausen-Gusen, mentre Stanisława e sua figlia furono mandati ad Auschwitz-Birkenau. Suo marito morì nella rivolta di Varsavia.
Stanisława ebbe molta fortuna. Riuscì a portare con sé, dentro un tubetto di dentifricio, alcuni documenti scritti in tedesco attestanti il suo lavoro come levatrice. Nonostante l’enorme rischio che stava correndo, andò a parlare con il famigerato dottor Mengele, offrendo la sua assistenza alle donne durante il parto.
Scrisse nel “Rapporto di un’ostetrica ad Auschwitz“: “Fino al maggio 1943, i bambini nati nel campo furono uccisi crudelmente: venivano annegati in un barile pieno d’acqua (…). Dopo ogni nascita (…) veniva spruzzata violentemente dell’acqua, a volte per molto tempo. In seguito, la madre vedeva il corpo di suo figlio gettato a terra di fronte al dormitorio, rosicchiato dai topi”.
Stanisława ricevette l’ordine di trattare i neonati come se fossero morti. Era di bassa statura, ma seppe opporsi al medico. Gli rispose: “No! Nessuno può uccidere i bambini!” E… assistette a circa tremila nascite. Neanche un bambino nacque morto. Né morì alcuna partoriente. Di queste statistiche non si potevano vantare nemmeno le migliori cliniche di tutto il mondo.
I bambini nati nel caminetto
La levatrice faceva nascere i bambini nel caminetto che si trovava nel dormitorio. Invece di bande e garze, aveva a disposizione una coperta sporca che dovette scuotere per quanti pidocchi vi vivevano. Le donne facevano asciugare pannolini adagiandoli sulla pancia o sulle cosce, perché appenderli dentro il dormitorio era punibile con la morte.
Stanisława Leszczyńska ha ricordato: “In generale, nel dormitorio c’erano infezioni, puzze ed ogni tipo di parassiti. C’erano molti topi che mangiavano il naso, le orecchie, le dita dei piedi o i talloni delle donne molto malate, esauste, debilitate e che non potevano muoversi. (…) I ratti, ingrassati con la carne dei cadaveri, sono cresciuti come dei grandi felini. (…) Erano attratti dalla puzza dei corpi delle donne gravemente malate che non si potevano lavare e per le quali non c’erano vestiti puliti. Dovetti procurarmi io stessa l’acqua necessaria per lavare le madri e i neonati, e per portare un secchio di acqua era necessaria una ventina di minuti”.
Nel campo di concentramento, tutti i bambini – contro ogni previsione – sono nati vivi, belli e robusti. La natura, opponendosi all’odio, lottava con ostinatezza per i loro diritti, attraverso una inesauribile fonte di vita.
“Tra tutti i ricordi tremendi, c’è un pensiero che continua ad assalire la mia coscienza: tutti i bambini sono nati vivi. Il loro obiettivo era quello di vivere. Di loro, nel campo, ne sono sopravvissuti solo una trentina. Diverse centinaia di bambini furono portati a Nakło per privare loro della nazionalità, oltre 1.500 furono annegati da Klara e Pfani [due infermiere tedesche, ndr], e più di 1.000 bambini sono morti di fame e di freddo”.

La Madonna in camicia a righe
I prigionieri chiamavano Stanisława Leszczyńska “la madre” e “l’angelo della bontà”, che – come scrisse successivamente una delle madri di Auschwitz, Elizabeth Solomon, in una poesia – è venuto a dare “la notizia per i secoli a venire che lì – in mezzo alla morte, alla miseria e alla sporcizia – Maria, in una camicia a righe, ha dato alla luce Gesù”.
Racconta Bronisław Leszczyński che una volta, la notte di Natale, l’ostetrica ha ricevuto dai suoi genitori un paccho con del pane. Tagliato a fettine, lo pose su un pezzo di cartone e lo diede come ostia ai prigionieri. Improvvisamente entrò nel dormitorio il Dottor Mengele, “l’angelo della morte”.
“Mia madre cercava il suo sguardo. E lui abbassò lo sguardo e disse che, per un attimo, gli sembrò di sentirsi umano. E chi lo ha detto? A una prigioniera, a una donna polacca. Il dottore andò via, e non vi fu alcuna persecuzione. La gente sapeva che lei aveva un potere su di lui”.
La levatrice battezzava subito ogni bambino con l’acqua. Quando non sapeva cosa fare, cantava. Là, dove si trovava, c’era musica. Come ha ricordato suo figlio, “a casa (…) ci sono state canzoni, canti, scherzi, baci, sguardi negli occhi, fiori… Un piccolo paradiso”. Quando morì, i suoi parenti misero nella sua bara una corda della sua chitarra.
“Apprezzavo il mio lavoro, dato che amavo i bambini. Forse è per questo che ho avuto tanti pazienti! A volte ho dovuto lavorare persino tre giorni, senza dormire”.
Stanisława era anche molto pia. Pregava la mattina, a mezzogiorno, prima dei pasti e prima di lavorare. Di solito, pregava la Madre di Dio. Faceva sempre un segno della croce sulla partoriente e sul neonato.
Un giorno Leszczyńska assitette al parto di una donna di Vilna condannata perché aiutò i partigiani. “Subito dopo il parto chiamarono il suo numero. Andai a spiegare la situazione, ma senza alcun risultato. Anzi, la tensione finì solo per intensificarsi. Mi resi conto che l’avevano chiamata per andare al crematorio. Avvolse il suo bambino in un panno sporco e lo strinse al suo petto. Le sue labbra si muovevano in silenzio, sembrava voler cantare una canzone. Come facevano a volte alcune madri, che cantavano delle nenie per premiare i bambini che sopportavano il freddo, la fame e la miseria. La donna di Vilna non aveva la forza, e non poté cantare. Ma delle lacrime cadevano dai suoi occhi sopra la testa del piccolo carcerato”. Questo evento ha raffreddato, per un po’, la sua speranza. Tuttavia, non ha mai perso la fiducia nel suo lavoro.
“C’era in lei una forza morale enorme. Era fragile e forte allo stesso tempo. Non l’ho mai vista sentirsi impotente. Con delle semplici parole riusciva a stabilire una connessione con le persone. Dopo la sua morte, una donna mi ha detto che mia madre l’aveva aiutata a partorire per due notti e due giorni. La donna ricordava come la mia madre le faceva le trecce, come l’ha aiutata nel dolore”.
Stanisława Leszczyńska è morta l’11 marzo 1974 per un cancro intestinale. Nel 1992 è iniziato il suo processo di beatificazione.
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questo è quello di cui sono CAPACI I MASSONI di: MORGAN ROCHEFELLER E ROTHSHILD! che poi, gli islamici lo fanno ancora oggi! ] Il Governo fotografò il martirio di questo sacerdote per umiliarlo, ma l’effetto è stato il contrario! Anziché scoraggiare, le foto della fucilazione di padre Miguel Pro nella Guerra Cristera messicana hanno dato più forza ai martiri
La “Guerra Cristera” è stata l’eroica reazione dei cattolici messicani all’inizio del XX secolo alla brutale persecuzione anticattolica perpetrata dal Governo “rivoluzionario” e ateo del Paese. Tra i grandi testimoni di fede di quell’epoca di martirio è particolarmente noto il sacerdote gesuita Miguel Agustín Pro, che venne fucilato senza processo solo per la sua fede cattolica.
Oltre ad assassinarlo, il Governo voleva garantire che l’esecuzione lo umiliasse e servisse a scoraggiare e a spaventare i cattolici, non aspettandosi certo che il risultato sarebbe stato esattamente il contrario:
“Dei martiri di quei giorni, nessuno ha richiamato tanto l’attenzione del pubblico in Messico e nel resto del mondo come il gesuita Miguel Agustín Pro. Pro venne fucilato da un plotone di fronte agli obiettivi dei giornalisti che il Governo aveva portato sul posto per registrare quello che sperava fosse lo spettacolo toccante di un sacerdote che implorava misericordia. Fu uno dei primi tentativi moderni di usare i media per manipolare l’opinione pubblica con propositi antireligiosi. Anziché vacillare, però, padre Pro dimostrò grande dignità, chiedendo solo il permesso di pregare prima di morire. Dopo alcuni minuti di preghiera si alzò, allargò le braccia a formare una croce – una tradizionale posizione di preghiera messicana – e con voce ferma, con un tono né di sfida né disperato, pronunciò in modo toccante delle parole che da allora sono diventate famose: ‘Viva Cristo Re!’. Lungi dall’essere un trionfo della propaganda per il Governo, le fotografie dell’esecuzione di Pro divennero oggetto di devozione cattolica in Messico e di imbarazzo per il Governo in tutto il mondo. Alcuni funzionari cercarono di bloccarne la circolazione, dichiarando il semplice possesso di quelle fotografie un atto di tradimento, ma non ebbero successo” (The Catholic Martyrs of The Twentieth Century, Robert Royal, pp. 17-18).

Ecco alcune di quelle fotografie:
1 – Padre Miguel Pro, già prigioniero, nel novembre 1927, alla vigilia della sua fucilazione. Gli abiti civili sono dovuti alla legislazione che proibiva ai sacerdoti di usare la tonaca in pubblico.
2 – Condannato a morte senza processo, padre Pro si dirige al luogo della propria fucilazione portando un crocifisso e un rosario.
3 – L’ultima richiesta di padre Pro: inginocchiarsi per pregare. Il plotone d’esecuzione aspettò mentre baciava il crocifisso e pregava.
4 – Con le braccia allargate a formare una croce, padre Pro elevò a Dio questa preghiera per i suoi aguzzini: “Mio Dio, abbi misericordia di loro. Mio Dio, benedicili. Signore, Tu sai che sono innocente. Con tutto il mio cuore perdono i miei nemici”.
5 – Mentre il plotone sparava, le ultime parole di padre Pro furono estremamente toccanti: “VIVA CRISTO RE!”. Questo divenne il motto di tutti i cristeros, al punto che nelle esecuzioni successive l’esercito arrivò a tagliare la lingua dei martiri perché al momento della morte non potessero confessare Cristo a voce alta.
6 – Colpito, il sacerdote cadde a terra ancora vivo. Un soldato gli diede il colpo di grazia.
7 – Molti messicani affrontarono il grande rischio non solo di partecipare al funerale di padre Pro, ma anche di gridare lungo il corteo “Viva Cristo Re!”.
Missione compiuta fino alla morte
Poco tempo prima dell’arresto del sacerdote, l’ingegnere Jorge Núñez Prida, suo amico, gli aveva chiesto cosa avrebbe fatto se fosse stato condannato a morte. Padre Pro rispose che avrebbe fatto tre cose:

in primo luogo, si sarebbe inginocchiato in atto di contrizione;
in secondo luogo, avrebbe steso le braccia a formare una croce al momento di essere colpito;
in terzo luogo, avrebbe gridato “Viva Cristo Re!”.

E fece tutte e tre le cose.
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Preghiera di Liberazione: Preziosissimo Sangue di Gesù. Dobbiamo essere custoditi sotto il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, Dobbiamo essere custoditi sotto il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Per questo vi invito a recitare questa preghiera, che sarà sicuramente fonte di guarigione e liberazione.
Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d’Egitto (Esodo 12, 13)
E la Parola di Dio ci conferma:

Se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte, per servire il Dio vivente? (Ebrei 9,13-14)

Signore Gesù Cristo, nel tuo nome e con il potere del tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo ogni persona, fatto o evento attraverso cui il nemico ci voglia pregiudicare.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo ogni potenza distruttrice nell’aria, sulla terra, nell’acqua, nel fuoco, sotto terra, negli abissi dell’inferno e nel mondo in cui oggi ci muoveremo.

Con il potere del Sangue di Gesù spezziamo ogni interferenza e azione del Maligno. Ti chiediamo, Signore, di mandare nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro la Santissima Vergine Maria, accompagnata da San Michele, San Gabriele, San Raffaele e tutta la loro corte di santi angeli.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo la nostra casa, tutti coloro che la abitano (nominare ciascuno), le persone che il Signore invierà loro e tutti gli alimenti e i beni che ci concede generosamente per il nostro sostentamento.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo terra, porte, finestre, oggetti, pareti e pavimenti, l’aria che respiriamo, e nella fede poniamo un cerchio del suo Sangue intorno a tutta la nostra famiglia.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo i luoghi in cui ci recheremo in questa giornata e le persone, le imprese e le istituzioni con cui tratteremo.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo il nostro lavoro materiale e spirituale, gli affari della nostra famiglia, i veicoli, le strade e qualsiasi mezzo di trasporto che dovremo utilizzare.

Con il tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo le azioni, le menti e i cuori della nostra Patria affinché possano regnarvi la tua pace e il tuo cuore.

Ti ringraziamo, Signore, per il tuo Preziosissimo Sangue, mediante il quale siamo stati salvati e preservati da ogni male. Amen.

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Il miracolo scientificamente inspiegabile: che ha portato la casa della Vergine Maria da Nazareth a Loreto
Gli scienziati che hanno studiato il fenomeno non sono mai riusciti a spiegarlo
Nostra Signora di Loreto è una devozione mariana nata a partire dal racconto del trasferimento miracoloso della casa in cui la Vergine Maria visse a Nazareth.
Piccola casa in pietra, era diventata una reliquia protetta dai cattolici in Terra Santa. Sotto quel tetto, “l’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria, ed ella concepì per opera dello Spirito Santo”. Secondo alcune tradizioni, lì avrebbe vissuto anche la Sacra Famiglia.
Secoli dopo, nel 1291, in un’epoca di forte espansione islamica e prima dell’arrivo dei crociati a Nazareth, la casa della Sacra Famiglia scomparve inspiegabilmente, e sempre senza spiegazione apparve nella città di Tersatz, nell’antica Dalmazia, regione dei Balcani oggi corrispondente ai territori di Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro.
Il sacerdote locale, che era molto malato e guarì per miracolo, ebbe una visione della Madonna in cui ella affermava: “Questa è la casa in cui Gesù venne concepito per opera dello Spirito Santo e la Sacra Famiglia visse a Nazareth”.
La casa della Sacra Famiglia venne trasportata intera da Nazareth a Tersatz, senza essere demolita.
Il popolo iniziò a compiere dei pellegrinaggi e a ottenere grazie e miracoli. Il governatore locale, pur se colpito dal fatto, inviò quattro studiosi in Terra Santa per confermare se era la vera casa della Madonna.
A Nazareth gli inviati trovarono solo le fondamenta della casa e lo stupore degli abitanti della città per la sua scomparsa. Le fondamenta avevano le stesse misure di quelle apparse a Tersatz, conservate ancora oggi nella basilica dell’Annunciazione, a Nazareth.
Quanto alla casa apparsa a Tersatz, era intatta e senza segni di essere stata smontata e ricostruita.
Dopo poco più di tre anni avvenne un nuovo miracolo: il 10 dicembre 1294 la casa della Madonna venne portata passando sul Mar Mediterraneo fino ai boschi di Loreto.
I fedeli si ricordarono allora di una profezia di San Francesco d’Assisi: “Loreto sarà uno dei luoghi più sacri del mondo. Lì verrà costruita una basilica in onore di Nostra Signora di Loreto”. La basilica eretta intorno alla casa è diventata uno dei santuari più grandi d’Europa.
Su richiesta della Chiesa sono stati effettuati vari studi da parte di ingegneri, architetti, fisici, storici ed esperti, che più analizzano il caso, più verificano il carattere inspiegabile della sua apparizione:
LEGGI ANCHE: «Quando il cielo baciò la terra nacque Maria»: il canto mistico di Alda Merini alla Madonna
1. Si erge al suolo senza alcuna base ed è possibile passare una barra di ferro sotto di essa senza alcun impedimento.
2. Le pietre della costruzione non esistono in Italia, essendo presenti solo nella regione di Nazareth, in Terra Santa.
3. La porta è di cedro, e anch’esso non esiste in Italia, trovandosi in Palestina.
4. Le pietre delle pareti sono state unite con una specie di cemento fatto di solfato di calcio e polvere di carbone, miscuglio usato in Palestina ai tempi di Gesù ma sconosciuto in Italia quando apparve la casa a Loreto.
5. Le misure della casa corrispondono perfettamente a quelle della base rimasta a Nazareth.
6. La casa, piccola e semplice, segue lo stile nazareno dell’epoca di Gesù.
Il fenomeno dell’apparizione della casa di Nostra Signora di Loreto non è mai stato spiegato dagli scienziati che lo hanno studiato. Non è un caso che la Madonna di Loreto sia la patrona dell’aviazione, in ricordo del trasferimento miracoloso.
LEGGI ANCHE: 9 domande e risposte bibliche fondamentali sulla Vergine Maria

sei già morto https://youtu.be/VsV1V_076z4 NON vedi, NON senti e NON parli … sei già morto?
tutto è iniziato con il regno delle due sicilie   poi  i rotschild hanno finanziato la finta unità d’italia  è così siamo diventati  una colonia dell’america

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La trappola per Topi-investitori https://youtu.be/VSs3adfVo0s In questo video vi è lo spot pubblicitario della Bridgwater Edge Found di mister Ray Dalio, detto il re Mida, loro vi mostrano come questi Edge
Found sono infallibili per guadagnare soldi al sicuro, tante vero che
pubblicizzano che i più ricchi del mondo investono in questi titoli.

Ma come fanno sempre i talmudisti finanziari al momento opportuno ritirano i soldi e fanno crollare i titoli e i topi-investitori rimangono con il cerino acceso tra le mani.
Il gioco è vecchio , oltre che truccato come  lo sono TUTTE le borse finanziarie del mondo e funziona
SEMPRE , ma i topi-investitori NON si arrendono, sono coì tanti che ci cascano sempre…. e se lo meritano, perchè NON hanno ancora capito che i soldi NON possono fare i soldi ma è il lavoro produce la
ricchezza vera, LORO la rastrellano con l’inganno e fanno bene, anzi BENISSIMO!

https://youtu.be/1z1_TDa304s La causa del CROLLO DEMOGRAFICO secondo il prof. Giacinto Auriti (1923 † 2006) ScuolaAuritianaSimec

e i video sul satanismo, e perversioni sessuali, corsi di bestemmie? Se Google non toglie i video dell’odio. Giganti del web come Google e Youtube nel mirino per la pubblicità postata accanto a video dal contenuto estremista e spesso antisemita. Soprattutto perché, scrive il Corriere, parte del ricavato di quelle inserzioni finisce direttamente nelle tasche dei predicatori d’odio. La conseguenza è che investitori importanti, dal governo britannico alla Bbc, da Audi a L’Oreal, “hanno ritirato le loro inserzioni”.

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“In the same way, those of you who do not give up everything you have cannot be My disciples.”
(Luke 14:33) SACRIFICIAL GIVING. Johnny Li, a former colleague and current missionary trainer in China shares about his meeting with two young pastors there:
As I entered the house, I was surprised to observe the humble existence of these two mighty men of God. They were the leaders of house churches in their provinces, which had grown the past nine years to more than 200,000 Christians. They were both in their late twenties and even though they have been in the ministry since they were nineteen their enthusiasm reflected beautifully.
Everybody knew about the work of the Lord through these faithful servants. I also knew that they both spent several years in prison in extremely harsh conditions, but nothing prepared me for this humble home and modest lifestyle. There were no furniture items, no ornaments, and no beds in the small house. Their clothes were hanging on the wall due to a lack of cupboards. The only furniture was a table and a chair to sit on. There was a blanket on the ground that was obviously used as the bed. Together we sat down and I started questioning them about their activities and work that was bearing much fruit.
“How often do you travel to neighbouring villages?” I asked. “As often as possible,” they replied.
“Where do you obtain your finances to do so?”
“We sell what we have,” they replied and supplied me with an explanation to the question about the empty house which I dared not ask.
“We sold the chairs and we sold the cupboard,” they continued. “And that supplied much-needed funds for our outreach.”
“What happens when you have nothing more to sell?”
One pastor looked sadly down to the ground and answered softly, “We find something else to sell.”
“But what?” I kept on pressuring them. “You have already sold everything and have nothing left to sell. How will you raise money now?”
Then came the startling answer. “We sell our blood on the black market. We get about five dollars but the need is so great that we have to do something to tell the people around us about Jesus.”
“How can you do this” I asked. “How can you justify selling your blood to send out missionaries?”
Without hesitation they answered, “We have no choice! The need is so great!”
RESPONSE:
Today I will not complain about what I lack but think of what I can sacrifice for Jesus.
PRAYER:
Lord, I reaffirm today my decision to follow You. I give You everything I am and have.

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Qoelet (Ecclesiaste) I [1] Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme. [2] Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità. [3] Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno per cui fatica sotto il sole? [4] Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa. [5] Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà. [6] Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna. [7] Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro mèta, i fiumi riprendono la loro marcia. [8] Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo. Non si sazia l’occhio di guardare né mai l’orecchio è sazio di udire. [9] Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. [10] C’è forse qualcosa di cui si possa dire: “Guarda, questa è una novità”? Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto. [11] Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito. [12] Io, Qoèlet, sono stato re d’Israele in Gerusalemme. [13] Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo. È questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino. [14] Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento. [15] Ciò che è storto non si può raddrizzare e quel che manca non si può contare. [16] Pensavo e dicevo fra me: “Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza”. [17] Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, [18] perchè molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.

Qoelet 2  [1] Io ho detto in cuor mio: “Vieni, dunque, ti voglio mettere alla prova con la gioia: Gusta il piacere!”. Ma ecco anche questo è vanità.
[2] Del riso ho detto: “Follia!”
e della gioia: “A che giova?”. [3] Ho voluto soddisfare il mio corpo con il vino, con la pretesa di dedicarmi con la mente alla sapienza e di darmi alla follia, finché non scoprissi che cosa convenga agli uomini compiere sotto il cielo, nei giorni contati della loro vita. [4] Ho intrapreso grandi opere, mi sono fabbricato case, mi sono piantato vigneti. [5] Mi sono fatto parchi e giardini e vi ho piantato alberi da frutto d’ogni specie; [6] mi sono fatto vasche, per irrigare con l’acqua le piantagioni. [7] Ho acquistato schiavi e schiave e altri ne ho avuti nati in casa e ho posseduto anche armenti e greggi in gran numero più di tutti i miei predecessori in Gerusalemme. [8] Ho accumulato anche argento e oro, ricchezze di re e di province; mi sono procurato cantori e cantatrici, insieme con le delizie dei figli dell’uomo. [9] Sono divenuto grande, più potente di tutti i miei predecessori in Gerusalemme, pur conservando la mia sapienza. [10] Non ho negato ai miei occhi nulla di ciò che bramavano, né ho rifiutato alcuna soddisfazione al mio cuore, che godeva d’ogni mia fatica; questa è stata la ricompensa di tutte le mie fatiche. [11] Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo durato a farle: ecco, tutto mi è apparso vanità e un inseguire il vento: non c’è alcun vantaggio sotto il sole. [12] Ho considerato poi la sapienza, la follia e la stoltezza. “Che farà il successore del re? Ciò che è già stato fatto”. [13] Mi sono accorto che il vantaggio della sapienza sulla stoltezza è il vantaggio della luce sulle tenebre: [14] Il saggio ha gli occhi in fronte,
ma lo stolto cammina nel buio.
Ma so anche che un’unica sorte
è riservata a tutt’e due. [15] Allora ho pensato: “Anche a me toccherà la sorte dello stolto! Allora perché ho cercato d’esser saggio? Dov’è il vantaggio?”. E ho concluso: “Anche questo è vanità”. [16] Infatti, né del saggio né dello stolto resterà un ricordo duraturo e nei giorni futuri tutto sarà dimenticato. Allo stesso modo muoiono il saggio e lo stolto. [17] Ho preso in odio la vita, perché mi è sgradito quanto si fa sotto il sole. Ogni cosa infatti è vanità e un inseguire il vento. [18] Ho preso in odio ogni lavoro da me fatto sotto il sole, perché dovrò lasciarlo al mio successore. [19] E chi sa se questi sarà saggio o stolto? Eppure potrà disporre di tutto il mio lavoro, in cui ho speso fatiche e intelligenza sotto il sole. Anche questo è vanità! [20] Sono giunto al punto di disperare in cuor mio per tutta la fatica che avevo durato sotto il sole, [21] perché chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e grande sventura. [22] Allora quale profitto c’è per l’uomo in tutta la sua fatica e in tutto l’affanno del suo cuore con cui si affatica sotto il sole? [23] Tutti i suoi giorni non sono che dolori e preoccupazioni penose; il suo cuore non riposa neppure di notte. Anche questo è vanità! [24] Non c’è di meglio per l’uomo che mangiare e bere e godersela nelle sue fatiche; ma mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio. [25] Difatti, chi può mangiare e godere senza di lui? [26] Egli concede a chi gli è gradito sapienza, scienza e gioia, mentre al peccatore dà la pena di raccogliere e d’ammassare per colui che è gradito a Dio. Ma anche questo è vanità e un inseguire il vento!

my ISRAEL ] il mio cristianesimo è SORGENTE! cioè, non dipende da nessuno!

my ISRAEL ] il mio cristianesimo è SORGENTE! [ per questo è irriducibile!

my ISRAEL ] il mio cristianesimo è SORGENTE! [ sono consapevole che è terribile: morire a se stessi,, ma non c’é nessuno che con la natura umana può entrare in Paradiso! [ ecco perché le Religioni tutte sono menzognere!

Qoelet 3 [1] Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
[2] C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. [3] Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire. [4] Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare. [5] Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. [6] Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via. [7] Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare. [8] Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace. [9] Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica? [10] Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa. [11] Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine. [12] Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita; [13] ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio. [14] Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui. [15] Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato. [16] Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’empietà. [17] Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l’empio, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione. [18] Poi riguardo ai figli dell’uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. [19] Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. [20] Tutti sono diretti verso la medesima dimora:
tutto è venuto dalla polvere
e tutto ritorna nella polvere. [21] Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra? [22] Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte. Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

se le religioni naturaliste, potrebbero avere un significato? poi, anche il satanismo si potrebbe legalizzare: ecco perché ISLAM legittima il satanismo: perché il suo Paradiso è di tipo naturalistico e molto pornocratico!

SALMAN SAUDI ARABIA ] non mi permetterei mai di mandare allo sbaraglio un uomo semplice: soltanto perché è il mio nemico! .. infatti, tutti sono i miei nemici, ed il Regno di Dio è fatto di ex-nemici conquistati! .. io non lancio nel pericolo persone che hanno avuto fiducia in me: e non è una questione religiosa identitaria ideologica razziale o sessuale.. infatti, per Dio non ci sono distinzioni di persone!

SALMAN SAUDI ARABIA ] una volta che io rimarrò con le tue ossa in mano? POI: DOVE SAREBBE IL MIO GUADAGNO! l’inferno ti prenderà, e il Paradiso ti perderà! ALLORA NOI: il Regno di Dio: noi SAREMO COMUNQUE SCONFITTI!

SALMAN SAUDI ARABIA ] tu insieme a me: il REGNO di ISRAELE? tu puoi distruggere il NWO impunemente!

SALMAN SAUDI ARABIA ] io sono quì, perché i miei amici sono più numerosi e più potenti dei miei nemici! Quindi io ho amici e nemici in Israele! Quindi io ho amici e nemici nella Chiesa! ecc.. ecc.. Quindi io ho amici e nemici tra i musulmani! ecc.. io ho spaccato in modo trasversale tutto il genere umano!

SALMAN SAUDI ARABIA ] io sono quì, perché, i miei amici sono più numerosi e più potenti dei miei nemici! Quindi io ho amici e nemici anche: tra i Sacerdoti cannibali di Satana (sono i più intelligenti dei loro)! .. anche perché finire distrutti nella disperazione dell’INFERNO? certo non sarebbe una prospettiva intelligente neanche per te!

SALMAN SAUDI ARABIA ] io sono quì, perché io ho già vinto! [ sei soltanto tu che devi fare un passo verso di me!
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SALMAN SAUDI ARABIA ] io non sono un burattinaio! io indico le linee guida generali, voi le dovete interpretare ed attualizzare! SE NON SONO INTERPELLATO? IO NON FACCIO INGERENZE!

Qoelet 4 [1] Ho poi considerato tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole. Ecco il pianto degli oppressi che non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori sta la violenza, mentre per essi non c’è chi li consoli. [2] Allora ho proclamato più felici i morti, ormai trapassati, dei viventi che sono ancora in vita; [3] ma ancor più felice degli uni e degli altri chi ancora non è e non ha visto le azioni malvagie che si commettono sotto il sole. [4] Ho osservato anche che ogni fatica e tutta l’abilità messe in un lavoro non sono che invidia dell’uno con l’altro. Anche questo è vanità e un inseguire il vento. [5] Lo stolto incrocia le braccia
e divora la sua carne. [6] Meglio una manciata con riposo
che due manciate con fatica. [7] Inoltre ho considerato un’altra vanità sotto il sole: [8] uno è solo, senza eredi, non ha un figlio, non un fratello. Eppure non smette mai di faticare, né il suo occhio è sazio di ricchezza: “Per chi mi affatico e mi privo dei beni?”. Anche questo è vanità e un cattivo affannarsi. [9] Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. [10] Infatti, se vengono a cadere, l’uno rialza l’altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. [11] Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? [12] Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto. [13] Meglio un ragazzo povero ma accorto,
che un re vecchio e stolto
che non sa ascoltare i consigli. [14] Il ragazzo infatti può uscir di prigione ed esser proclamato re, anche se, mentre quegli regnava, è nato povero. [15] Ho visto tutti i viventi che si muovono sotto il sole, stare con quel ragazzo, il secondo, cioè l’usurpatore. [16] Era una folla immensa quella di cui egli era alla testa. Ma coloro che verranno dopo non avranno da rallegrarsi di lui. Anche questo è vanità e un inseguire il vento. [17] Bada ai tuoi passi, quando ti rechi alla casa di Dio. Avvicinarsi per ascoltare vale più del sacrificio offerto dagli stolti che non comprendono neppure di far male.

Qoelet 5[1] Non essere precipitoso con la bocca e il tuo cuore non si affretti a proferir parola davanti a Dio, perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra; perciò le tue parole siano parche, poiché [2] Dalle molte preoccupazioni vengono i sogni e dalle molte chiacchiere il discorso dello stolto. [3] Quando hai fatto un voto a Dio, non indugiare a soddisfarlo, perché egli non ama gli stolti: adempi quello che hai promesso. [4] È meglio non far voti, che farli e poi non mantenerli. [5] Non permettere alla tua bocca di renderti colpevole e non dire davanti al messaggero che è stata una inavvertenza, perché Dio non abbia ad adirarsi per le tue parole e distrugga il lavoro delle tue mani. [6] Poiché dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole. Abbi dunque il timor di Dio. [7] Se vedi nella provincia il povero oppresso e il diritto e la giustizia calpestati, non ti meravigliare di questo, poiché sopra un’autorità veglia un’altra superiore e sopra di loro un’altra ancora più alta: [8] l’interesse del paese in ogni cosa è un re che si occupa dei campi. [9] Chi ama il denaro, mai si sazia di denaro e chi ama la ricchezza, non ne trae profitto. Anche questo è vanità. [10] Con il crescere dei beni i parassiti aumentano e qual vantaggio ne riceve il padrone, se non di vederli con gli occhi? [11] Dolce è il sonno del lavoratore, poco o molto che mangi;
ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire. [12] Un altro brutto malanno ho visto sotto il sole: ricchezze custodite dal padrone a proprio danno. [13] Se ne vanno in fumo queste ricchezze per un cattivo affare e il figlio che gli è nato non ha nulla nelle mani. [14] Come è uscito nudo dal grembo di sua madre, così se ne andrà di nuovo come era venuto, e dalle sue fatiche non ricaverà nulla da portar con sé. [15] Anche questo è un brutto malanno: che se ne vada proprio come è venuto. Qual vantaggio ricava dall’aver gettato le sue fatiche al vento? [16] Inoltre avrà passato tutti i suoi giorni nell’oscurità e nel pianto fra molti guai, malanni e crucci. [17] Ecco quello che ho concluso: è meglio mangiare e bere e godere dei beni in ogni fatica durata sotto il sole, nei pochi giorni di vita che Dio gli dà: è questa la sua sorte. [18] Ogni uomo, a cui Dio concede ricchezze e beni, ha anche facoltà di goderli e prendersene la sua parte e di godere delle sue fatiche: anche questo è dono di Dio. [19] Egli non penserà infatti molto ai giorni della sua vita, poiché Dio lo tiene occupato con la gioia del suo cuore.

Qoelet 6 [1] Un altro male ho visto sotto il sole, che pesa molto sopra gli uomini. [2] A uno Dio ha concesso beni, ricchezze, onori e non gli manca niente di quanto desidera; ma Dio non gli concede di poterne godere, perché è un estraneo che ne gode. Ciò è vanità e malanno grave! [3] Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l’aborto, [4] perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra. [5] Non vide neppure il sole: non conobbe niente; eppure il suo riposo è maggiore di quello dell’altro. [6] Se quello vivesse anche due volte mille anni, senza godere dei suoi beni, forse non dovranno andare tutt’e due nel medesimo luogo? [7] Tutta la fatica dell’uomo è per la bocca e la sua brama non è mai sazia. [8] Quale vantaggio ha il saggio sullo stolto? Quale il vantaggio del povero che sa comportarsi bene di fronte ai viventi? [9] Meglio vedere con gli occhi, che vagare con il desiderio. Anche questo è vanità e un inseguire il vento. [10] Ciò che è, già da tempo ha avuto un nome; e si sa che cos’è un uomo: egli non può competere con chi è più forte di lui. [11] Le molte parole aumentano la delusione e quale vantaggio v’è per l’uomo? [12] Chi sa quel che all’uomo convenga durante la vita, nei brevi giorni della sua vana esistenza che egli trascorre come un’ombra? Chi può indicare all’uomo cosa avverrà dopo di lui sotto il sole?

Qoelet 7  [1] Un buon nome è preferibile all’unguento profumato e il giorno della morte al giorno della nascita. [2] È meglio andare in una casa in pianto che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d’ogni uomo e chi vive ci rifletterà. [3] È preferibile la mestizia al riso,
perché sotto un triste aspetto il cuore è felice. [4] Il cuore dei saggi è in una casa in lutto
e il cuore degli stolti in una casa in festa. [5] Meglio ascoltare il rimprovero del saggio
che ascoltare il canto degli stolti: [6] perché com’è il crepitio dei pruni sotto la pentola,
tale è il riso degli stolti. Ma anche questo è vanità. [7] Il mal tolto rende sciocco il saggio
e i regali corrompono il cuore. [8] Meglio la fine di una cosa che il suo principio;
è meglio la pazienza della superbia. [9] Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l’ira alberga in seno agli stolti. [10] Non domandare: “Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?”, poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza. [11] È buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole; [12] perché si sta all’ombra della saggezza come si sta all’ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede. [13] Osserva l’opera di Dio: chi può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo? [14] Nel giorno lieto stà allegro e nel giorno triste rifletti: “Dio ha fatto tanto l’uno quanto l’altro, perché l’uomo non trovi nulla da incolparlo”. [15] Tutto ho visto nei giorni della mia vanità: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l’empio nonostante la sua iniquità. [16] Non esser troppo scrupoloso
né saggio oltre misura.
Perché vuoi rovinarti? [17] Non esser troppo malvagio
e non essere stolto.
Perché vuoi morire innanzi tempo? [18] È bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose. [19] La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che governano la città. [20] Non c’è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi. [21] Ancora: non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te, [22] perché il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri. [23] Tutto questo io ho esaminato con sapienza e ho detto: “Voglio essere saggio!”, ma la sapienza è lontana da me! [24] Ciò che è stato è lontano e profondo, profondo: chi lo può raggiungere? [25] Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perché delle cose e a conoscere che la malvagità è follia e la stoltezza pazzia. [26] Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso. [27] Vedi, io ho scoperto questo, dice Qoèlet, confrontando una ad una le cose, per trovarne la ragione. [28] Quello che io cerco ancora e non ho trovato è questo:
Un uomo su mille l’ho trovato:
ma una donna fra tutte non l’ho trovata. [29] Vedi, solo questo ho trovato:
Dio ha fatto l’uomo retto,
ma essi cercano tanti fallaci ragionamenti.

salman saudi arabia ] comandare alle persone? io sono totalmente allergico! [ per questo io amo gli ebrei perché sono autonomi e sanno sempre quello che devono fare!

Qoelet 8 [1] Chi è come il saggio? Chi conosce la spiegazione delle cose? La sapienza dell’uomo ne rischiara il volto, ne cambia la durezza del viso. [2] Osserva gli ordini del re e, a causa del giuramento fatto a Dio, [3] non allontanarti in fretta da lui e non persistere nel male; perché egli può fare ciò che vuole. [4] Infatti, la parola del re è sovrana; chi può dirgli: “Che fai?”. [5] Chi osserva il comando non prova alcun male; la mente del saggio conosce il tempo e il giudizio. [6] Infatti, per ogni cosa vi è tempo e giudizio e il male dell’uomo ricade gravemente su chi lo fa. [7] Questi ignora che cosa accadrà; chi mai può indicargli come avverrà? [8] Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della sua morte, né c’è scampo dalla lotta; l’iniquità non salva colui che la compie. [9] Tutto questo ho visto riflettendo su ogni azione che si compie sotto il sole, quando l’uomo domina sull’altro uomo, a proprio danno. [10] Frattanto ho visto empi venir condotti alla sepoltura; invece, partirsene dal luogo santo ed essere dimenticati nella città coloro che avevano operato rettamente. Anche questo è vanità. [11] Poiché non si dà una sentenza immediata contro una cattiva azione, per questo il cuore dei figli dell’uomo è pieno di voglia di fare il male; [12] poiché il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Tuttavia so che saranno felici coloro che temono Dio, appunto perché provano timore davanti a lui, [13] e non sarà felice l’empio e non allungherà come un’ombra i suoi giorni, perché egli non teme Dio. [14] Sulla terra si ha questa delusione: vi sono giusti ai quali tocca la sorte meritata dagli empi con le loro opere, e vi sono empi ai quali tocca la sorte meritata dai giusti con le loro opere. Io dico che anche questo è vanità. [15] Perciò approvo l’allegria, perché l’uomo non ha altra felicità, sotto il sole, che mangiare e bere e stare allegro. Sia questa la sua compagnia nelle sue fatiche, durante i giorni di vita che Dio gli concede sotto il sole. [16] Quando mi sono applicato a conoscere la sapienza e a considerare l’affannarsi che si fa sulla terra – poiché l’uomo non conosce riposo né giorno né notte – [17] allora ho osservato tutta l’opera di Dio, e che l’uomo non può scoprire la ragione di quanto si compie sotto il sole; per quanto si affatichi a cercare, non può scoprirla. Anche se un saggio dicesse di conoscerla, nessuno potrebbe trovarla.

Qoelet 9 [1] Infatti ho riflettuto su tutto questo e ho compreso che i giusti e i saggi e le loro azioni sono nelle mani di Dio. L’uomo non conosce né l’amore né l’odio; davanti a lui tutto è vanità. [2] Vi è una sorte unica per tutti, per il giusto e l’empio, per il puro e l’impuro,
per chi offre sacrifici e per chi non li offre,
per il buono e per il malvagio, per chi giura e per chi teme di giurare. [3] Questo è il male in tutto ciò che avviene sotto il sole: una medesima sorte tocca a tutti e anche il cuore degli uomini è pieno di male e la stoltezza alberga nel loro cuore mentre sono in vita, poi se ne vanno fra i morti. [4] Certo, finché si resta uniti alla società dei viventi c’è speranza: meglio un cane vivo che un leone morto. [5] I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c’è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. [6] Il loro amore, il loro odio e la loro invidia, tutto è ormai finito, non avranno più alcuna parte in tutto ciò che accade sotto il sole. [7] Và, mangia con gioia il tuo pane,
bevi il tuo vino con cuore lieto, perché Dio ha già gradito le tue opere. [8] In ogni tempo le tue vesti siano bianche e il profumo non manchi sul tuo capo. [9] Godi la vita con la sposa che ami per tutti i giorni della tua vita fugace, che Dio ti concede sotto il sole, perché questa è la tua sorte nella vita e nelle pene che soffri sotto il sole. [10] Tutto ciò che trovi da fare, fallo finché ne sei in grado, perché non ci sarà né attività, né ragione, né scienza, né sapienza giù negli inferi, dove stai per andare. [11] Ho visto anche sotto il sole che non è degli agili la corsa, né dei forti la guerra e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza e nemmeno degli intelligenti il favore, perché il tempo e il caso raggiungono tutti. [12] Infatti l’uomo non conosce neppure la sua ora: simile ai pesci che sono presi dalla rete fatale e agli uccelli presi al laccio, l’uomo è sorpreso dalla sventura che improvvisa si abbatte su di lui. [13] Anche questo fatto ho visto sotto il sole e mi parve assai grave: [14] c’era una piccola città con pochi abitanti. Un gran re si mosse contro di essa, l’assediò e vi costruì contro grandi bastioni. [15] Si trovava però in essa un uomo povero ma saggio, il quale con la sua sapienza salvò la città; eppure nessuno si ricordò di quest’uomo povero. [16] E io dico:
È meglio la sapienza della forza,
ma la sapienza del povero è disprezzata
e le sue parole non sono ascoltate. [17] Le parole calme dei saggi si ascoltano
più delle grida di chi domina fra i pazzi. [18] Meglio la sapienza che le armi da guerra,
ma uno sbaglio solo annienta un gran bene.

Qoelet 10 [1] Una mosca morta guasta l’unguento del profumiere: un pò di follia può contare più della sapienza e dell’onore. [2] La mente del sapiente si dirige a destra e quella dello stolto a sinistra. [3] Per qualunque via lo stolto cammini è privo di senno e di ognuno dice: “È un pazzo”. [4] Se l’ira d’un potente si accende contro di te, non lasciare il tuo posto, perché la calma placa le offese anche gravi. [5] C’è un male che io ho osservato sotto il sole: l’errore commesso da parte di un sovrano: [6] la follia vien collocata in posti elevati e gli abili siedono in basso. [7] Ho visto schiavi a cavallo e prìncipi camminare a piedi come schiavi. [8] Chi scava una fossa ci casca dentro
e chi disfà un muro è morso da una serpe. [9] Chi spacca le pietre si fa male
e chi taglia legna corre pericolo. [10] Se il ferro è ottuso e non se ne affila il taglio, bisogna raddoppiare gli sforzi; la riuscita sta nell’uso della saggezza. [11] Se il serpente morde prima d’essere incantato, non c’è niente da fare per l’incantatore. [12] Le parole della bocca del saggio procurano benevolenza,
ma le labbra dello stolto lo mandano in rovina: [13] il principio del suo parlare è sciocchezza,
la fine del suo discorso pazzia funesta. [14] L’insensato moltiplica le parole: “Non sa l’uomo quel che avverrà: chi gli manifesterà ciò che sarà dopo di lui?”. [15] La fatica dello stolto lo stanca;
poiché non sa neppure andare in città. [16] Guai a te, o paese, che per re hai un ragazzo
e i cui prìncipi banchettano fin dal mattino! [17] Felice te, o paese, che per re hai un uomo libero
e i cui prìncipi mangiano al tempo dovuto
per rinfrancarsi e non per gozzovigliare. [18] Per negligenza il soffitto crolla
e per l’inerzia delle mani piove in casa. [19] Per stare lieti si fanno banchetti
e il vino allieta la vita;
il denaro risponde a ogni esigenza. [20] Non dir male del re neppure con il pensiero
e nella tua stanza da letto non dir male del potente,
perché un uccello del cielo trasporta la voce
e un alato riferisce la parola.

Qoelet 11 [1] Getta il tuo pane sulle acque, perché con il tempo lo ritroverai. [2] Fanne sette od otto parti, perché non sai quale sciagura potrà succedere sulla terra. [3] Se le nubi sono piene di acqua, la rovesciano sopra la terra; se un albero cade a sud o a nord, là dove cade rimane. [4] Chi bada al vento non semina mai
e chi osserva le nuvole non miete. [5] Come ignori per qual via lo spirito entra nelle ossa dentro il seno d’una donna incinta, così ignori l’opera di Dio che fa tutto. [6] La mattina semina il tuo seme
e la sera non dar riposo alle tue mani, perché non sai qual lavoro riuscirà,
se questo o quello o se saranno buoni tutt’e due. [7] Dolce è la luce
e agli occhi piace vedere il sole. [8] Anche se vive l’uomo per molti anni
se li goda tutti, e pensi ai giorni tenebrosi, che saranno molti:
tutto ciò che accade è vanità. [9] Stà lieto, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi però che su tutto questo
Dio ti convocherà in giudizio. [10] Caccia la malinconia dal tuo cuore,
allontana dal tuo corpo il dolore,
perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.

Qoelet 12  [1] Ricòrdati del tuo creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: “Non ci provo alcun gusto”, [2] prima che si oscuri il sole, la luce, la luna e le stelle e ritornino le nubi dopo la pioggia; [3] quando tremeranno i custodi della casa e si curveranno i gagliardi e cesseranno di lavorare le donne che macinano, perché rimaste in poche, e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre [4] e si chiuderanno le porte sulla strada; quando si abbasserà il rumore della mola e si attenuerà il cinguettio degli uccelli e si affievoliranno tutti i toni del canto; [5] quando si avrà paura delle alture e degli spauracchi della strada; quando fiorirà il mandorlo e la locusta si trascinerà a stento e il cappero non avrà più effetto, poiché l’uomo se ne va nella dimora eterna e i piagnoni si aggirano per la strada; [6] prima che si rompa il cordone d’argento e la lucerna d’oro s’infranga e si rompa l’anfora alla fonte e la carrucola cada nel pozzo [7] e ritorni la polvere alla terra, com’era prima, e lo spirito torni a Dio che lo ha dato. [8] Vanità delle vanità, dice Qoèlet, e tutto è vanità. [9] Oltre a essere saggio, Qoèlet insegnò anche la scienza al popolo; ascoltò, indagò e compose un gran numero di massime. [10] Qoèlet cercò di trovare pregevoli detti e scrisse con esattezza parole di verità. [11] Le parole dei saggi sono come pungoli; come chiodi piantati, le raccolte di autori: esse sono date da un solo pastore. [12] Quanto a ciò che è in più di questo, figlio mio, bada bene: i libri si moltiplicano senza fine ma il molto studio affatica il corpo. [13] Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo per l’uomo è tutto. [14] Infatti, Dio citerà in giudizio ogni azione, tutto ciò che è occulto, bene o male.

Qoelet: “vanità delle vanità, tutto è vanità!” [ dear Salman Saudi aRabia ] tu non essere come il cavallo Erdogan e il mulo: “che si piega la loro fierezza con morso e briglie, se no a te non si avvicinano!” lol. tu non lo crederai, ma è proprio scritto: così, lol. è scritto nella Bibbia! E questo è un miracolo di Allah, lol. nella Bibbia è scritto che Erdogan è un somaro perché lui non è riuscito neanche a laurearsi!

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Livres de todo mal

Preghiera di guarigione e liberazione nel matrimonio

Va recitata in un ambiente propizio e preferibilmente senza interruzioni

NON vedi, NON senti e NON parli … sei già morto ?

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❤️ Paeceful Valley

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A. A. A. “UTERO IN AFFITTO” … le spese detraibili dal tuo 740

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UOMO : Animale adattabile … anzi adattabilissimo.

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❤️ Quello che stai cercando NON è altro che ❤️ TE STESSO ❤️

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Il mio Quì e Ora

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❤️ Spirito e Corpo

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Bibbia, Talmud e il controllo monetario

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Carastroika – il Sinedrio dei banchieri ha sentenziato : prima deve morire la Grecia

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❤️ Arab Phoenician Woman ❤️

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Arbeit Macht Frei … Banchieri & Politici

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Never give up blues

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❤️ Red Sea

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❤️ Mirage

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❤️ Time of the Procession of the ultimate Life

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❤️ Wicked Game

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❤️️♖♖ ☆☆☆☆☆☆☆❤️️

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❤️ La Terra non ha foreste … “Avatar Docet”

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Chi stai servendo … il Buio ❤️ la Luce ?

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La trappola per Topi-investitori

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La morte ha un Nome e un Cognome : Brigdwater Hedge Found

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❤️ Sophia è … ❤️

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