Una grande lavanderia di denaro sporco

youtube 666 google CIA NWO Talmud ] tu mi hai ridotto lo spazio scheda commenti a sei righe di testo! Una grande lavanderia di denaro sporco, che praticamente non lascia impronte e di cui non si conoscono i vertici. E perché Ovidie non ha contattato Thylmann o qualcun altro di Mindgeek? Ci ha provato, dice, e molte volte: nessuna risposta.

FINCHÉ LA SHARIAH NON VERRÀ CONDANNATA dalla LEGA ARABA, È LA LEGA ARABA CHE RIMARRÀ RESPONSABILE DI OGNI ATTO TERRORISTICO! Esplosione in una chiesa copta nella città egiziana di Tanta, a nord del Cairo nel giorno della Domenica delle Palme. Le vittime sarebbero 25. Una fonte della sicurezza egiziana ha detto che l’esplosione è stata provocata da un ordigno scoppiato all’interno della chiesa di Mar Girgis. In una dichiarazione alla Mena la fonte ha aggiunto che sono sul posto le squadre esperte di esplosivi per assicurarsi che non vi siano altri ordigni. Secondo la Tv di stato è possibile che l’ordigno sia stato fatto esplodere a distanza.
La chiesa si trova nella zona Ali Moubarak, riporta il giornale Al Masry Al Youm, sottolineando che cinque ambulanze si sono recate immediatamente sul posto. Nella chiesa si stava celebrando la Domenica delle Palme.
La polizia ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato: lo rivelano l’emittente Al Arabya e la tv di Stato egiziana. Al momento dell’esplosione nella chiesa c’erano circa 2.000 persone.

Senatore americano: accusiamo la Siria basandoci su informazioni dei terroristi, E DEL TERRORISTA ERDOGAN ] 09.04.2017 Le accuse degli Stati Uniti contro la Siria sull’uso di armi chimiche sono basate sulle dichiarazioni di terroristi e non su fonti d’informazione indipendenti, ha dichiarato il senatore repubblicano della Virginia Richard Black.
“Gli Stati Uniti si basano su prove che provengono esclusivamente dai terroristi. Non ci sono osservatori indipendenti. Una delle fonti principali sono i “caschi bianchi”, noti per i loro legami con i membri di Al Qaeda”,
— ha dichiarato Black, che l’anno scorso ha avuto un incontro con il presidente siriano Bashar Assad.
Ha anche aggiunto che le prospettive per gli Stati Uniti cambieranno per il meglio quando il presidente Donald Trump riconoscerà che la disinformazione è parte del gioco occulto che ha lo scopo di scatenare operazioni militari contro gli altri Paesi.
Venerdì sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato il bombardamento di una base aerea siriana, da cui secondo la Casa Bianca sarebbe partito l’attacco chimico avvenuto nella provincia di Idlib. Il Pentagono ha riferito che l’obiettivo del raid era la base di Shayrat della provincia di Homs.

USA e SAUDITI RISPONDERANNO alla storia del genere umano, per la creazione del terrorismo islamico! ] L’esplosione è avvenuta oggi nei pressi di una chiesa nella città egiziana di Tanta, riportano i portali di notizie egiziani.
Almeno 25 persone sono rimaste uccise e oltre 70 sono stati i feriti in un’esplosione nei pressi di una chiesa in Egitto, riporta il canale televisivo satellitare araba Al Arabiya.
Secondo la tv, l’esplosione è avvenuta presso la chiesa “Mar Girgis” nella città di Tanta della provincia di Gharbia.
#عاجل: صور أولية من أمام كنيسة #مارجرجس في #طنطا بعد الانفجار الذي أسفر عن مقتل 15 على الأقل وإصابة 50 آخرين pic.twitter.com/tJcRDNwklC
https://it.sputniknews.com/mondo/201704094324618-attentato-terrorismo/

certo: shariah pagherà il prezzo di tutte le tragedie islamiche dal maledetto Profeta Maometto ad oggi!! IL CAIRO, shariah, 7 APR – L’Isis shariah rivendica gli attacchi sanguinari alle due chiese alle chiese copte a Tanta e ad Alessandria in Egitto shariah. Lo riferisce Amaq, ‘l’agenzia’ dello Stato islamico. 9 APR – Il bilancio dell’esplosione nella chiesa chiesa copta Mar Girgis a Tanta e’ salito a 25 morti e 71 feriti, mentre la polizia ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato: lo rivelano funzionari egiziani e la tv di Stato del Paese. Al momento dell’esplosione nella chiesa c’erano circa 2.000 persone.
Il portavoce del governo ha reso noto che il premier Charif Ismail si sta dirigendo sul luogo dell’attentato. Il primo ministro ha già condannato l’attentato aggiungendo che l’Egitto proseguirà i suoi sforzi per eliminare il terrorismo. La chiesa era affollata perché si stava celebrando la domenica delle Palme. La minoranza copta in Egitto è stata vittima di numerosi attacchi.
IL CAIRO, 9 APR – Una forte esplosione si è verificata nella chiesa di San Marco ad Alessandria. Lo riferisce la tv di Stato secondo la quale ci sono feriti.
9 APR – L’attacco alla chiesa copta di Alessandria ha provocato la morte di 11 persone e il ferimento di altre 35. Lo rende noto il ministero della Sanità egiziano secondo quanto riferisce la tv.

c’é un solo problema: il gas armi chimiche: di Erdogan: era quello che i terroristi avevano stipato nel loro deposito! ALLORA UCCIDETE ERDOGAN, ANCHE! NEW YORK, 9 APR – Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, accuserà la Russia di essere “complice” nell’attacco chimico in Siria del 4 aprile nel faccia a faccia con il ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, il 12 aprile. Lo riporta Fox citando alcune fonti, secondo le quali Tillerson chiedera’ a Mosca di ritirare l’appoggio al presidente Bashar al-Assad.

FALSO IN BILANCIO! ECCO PERCHÉ È NECESSARIO UCCIDERE I CORRENTISTI NELLA GUERRA MONDIALE! Derivati senza controlli. La Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea ha recentemente pubblicato due studi sui mercati dei derivati otc in cui evidenzia che il loro valore nozionale è salito in sei mesi, dal dicembre 2015 al giugno 2016, da 493 a 544 trilioni di dollari.
==============

Tuttavia la Russia era stata avvertita in anticipo dell’attacco e non ha subito nessuna perdita. ] un islamico jihadista costa troppo poco alla Arabia SAUDITA di Erdogan, ma, ucciderlo ha un costo enorme per la comunità internazionale: se, non si bruciano le maledette radici shariah islamiche? da questo terrorismo wahhabita? NON NE VERRETE MAI PIÙ FUORI! [ “La Russia rilascia dichiarazioni pesanti, ma mi sembra che meritino di essere prese con un certo scetticismo. Mosca doveva solo condannare questo attacco contro il suo stretto alleato Bashar Assad, sferrato contro una delle sue basi aeree che viene utilizzata anche dalle forze russe.
Tuttavia la Russia era stata avvertita in anticipo dell’attacco e non ha subito nessuna perdita.
https://it.sputniknews.com/mondo/201704094325458-Sky-News-USA-terrorismo-Russia-Assad-geopolitica-Iraq/

================

COSA CHIEDONO TUTTI GLI ISLAMICI DEL MONDO? LA SHARIAH! QUINDI È SOLTANTO UNA QUESTINE DI METODO TRA DAESH ISIS SHARIAH E LEGA ARABA SHARIAH! DEVONO TUTTI ESSERE SOFFOCATI NEL LORO SANGUE! Seconda esplosione ad Alessandria d’Egitto 09.04.2017 Una seconda esplosione è stata registrata nella città di Alessandria d’Egitto; l’esplosione è avvenuta in una zona centrale, informa il canale televisivo “ON TV”.
In precedenza era stata segnalata un’esplosione presso la chiesa della stessa città.
Prima ancora nella chiesa di Tanta, nella provincia egiziana di Gharbia, era scoppiata una bomba durante la messa della Domenica delle Palme. Secondo le prime ricostruzioni, l’esplosione si è verificata nella sala dove i fedeli pregano. In questa città è stato poi attaccato un centro di addestramento della polizia.

nessuno può più negare la paternità SAUDITA della galassia jihadista mondiale! A LORO È PERMESSO OGNI DELITTO, OGNI DELITTO: OGNI USO DI ARMI CHIMICHE! TUTTA LA LEGA ARABA NE PAGHERÀ IL PREZZO! Siria, viceministro esteri: gli USA sono in tacito accordo con ISIS e al-Nusra. Il viceministro degli Esteri siriano Faisal al-Miqdad ha affermato che gli Stati Uniti sono tacitamente d’accordo con il sedicente Stato islamico. Lo ha riportato oggi la televisione di stato siriana.

Bashar Assad merita di morire: si, ma, tutti nella LEGA ARABA sono 100 volte shariah nazisti peggiori di lui! SE UCCIDETE SOLTANTO LUI? IL SIGNIFICATO PUÒ ESSERE SOLTANTO CONTROPRODUCENTE… DITE PIUTTOSTO CHE AVETE DECISO DI SPINGERE LA LEGA ARABA ALL’INFERNO! .. E SE NON LO DITE? È PERCHÉ NON GLI VOLETE CONCEDERE LE POSSIBILITÀ DI MIGLIORARE!
Articolo del Times invita governo britannico a tenersi fuori da escalation in Siria. L’attacco missilistico degli Stati Uniti contro la Siria potrebbe degenerare in un’operazione militare su vasta scala, il cui scopo sarà il rovesciamento del governo di Bashar Assad, scrive l’editorialista del Times da Matthew Parris.
=================

Trump Bibi Yitzhak Kaduri’s Messiah LEVIATHAN2 anni fa
Account Microsoft Accedi [ Immetti il codice di sicurezza ] Se ******8054 corrisponde alle ultime 4 cifre del numero di telefono del tuo account, ti invieremo un codice. ] no, il mio codice lo ha ricevuto la CIA, ed a me non è giunto!
Trump Bibi Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN
Trump Bibi Yitzhak Kaduri’s Messiah LEVIATHAN2 anni fa
sarò bloccato per le prossime 24 ore! non posso più lavorare come commentatore politico! perché, io devo proteggermi dagli hacker della CIA! sorry ] ma a Re dell’Arabia Saudita Abdullah, io voglio dire: Caino ove è tuo fratello Abele?” 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». 10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». 13 Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono! MA ADESSO COME FARò, A RIPRENDERE LE COMUNICAZIONI DEL MIO CELLULARE? I MESSAGGI DEL MIO CELLULARE TIM, LI RICEVE LA CIA.. E NON SEMPRE, MI VENGONO REINDIRIZZATI!
Trump Bibi Yitzhak Kaduri's Messiah LEVIATHAN
Trump Bibi Yitzhak Kaduri’s Messiah LEVIATHAN2 anni fa
Account Microsoft Accedi [ Immetti il codice di sicurezza ] Se ******8054 corrisponde alle ultime 4 cifre del numero di telefono del tuo account, ti invieremo un codice. ] no, il mio codice lo ha ricevuto la CIA, ed a me non è giunto!

=======================

giu.bra.63 ITALIA Politica Economia Immigrazione Apr 09, 4:13 PM Islam e Sharia da proibire. Napoli, la prende a calci e pugni perché non vuole indossare il burqa: arrestato #Italia #Napoli #Islam #Burqa #veliislamici #islamici #musulmani #misoginia #donne

porno 666 Satana GENDER Darwin Lobby scimmie a Sodoma Inferno LGBT culto! This file photo taken on January 6, 2017 shows French film director, documentarist, writer and former pornographic actress Ovidie posing during a photo session on January 6, 2017 in Paris. A new documentary claims that pornography has got “uglier and nastier”, with actors forced to shoot more hardcore films for less since the explosion of free-to-view internet sites like Youporn and Pornhub. “Pornocracy”, made by Ovidie, a former French porn star turned director, claims that far fewer films are now being made and fees have been slashed up to 10-fold. / AFP PHOTO / JOEL SAGET

Questa foto di file assunto 6 gennaio 2017 mostra regista francese cinematografico, documentarista, scrittore ed ex attrice pornografica Ovidie in posa durante una sessione di foto sul 6 gennaio 2017 a Parigi. Un nuovo documentario sostiene che la pornografia ha “più brutto e più cattivo”, con attori costretti a girare film hard più per meno dopo l’esplosione di siti internet free-to-view come Youporn e Pornhub. “Pornocrazia”, realizzato da Ovidie, un ex porn star francese direttore girato, sostiene che di gran lunga meno film sono ora in corso e le spese sono stati ridotti fino a 10 volte. / AFP PHOTO / JOEL SAGET

=====================

porno a chi fa male? a tutti fa male! A TUTTI FA MALE! “In fondo a chi faccio male quando guardo pornografia?”
porno a chi fa male? a tutti fa male! A TUTTI FA MALE! ] Justin Trudeau, premier canadese, ha indetto una lotta senza quartiere al porno. E non è l’unico: ci sono anche Cina, Filippine, Gran Bretagna e altri. La risposta me l’ha data la ex pornostar francese Ovidie che ha illustrato le trame oscure della “Spectre del porno”

L’argomento è di bruciante attualità ed è stato già trattato, su queste e altre pagine: Pamela Anderson rivela che il porno distrugge il rispetto e la fiducia all’interno della coppia; altre star si affiancano a lei nel sottoscrivere le sue dichiarazioni con le loro esperienze; Thérèse Hargot osserva che l’infedeltà – di cui la pornografia è un potente alimentatore – nuoce gravemente alla felicità e alla stima di sé. Nel prossimo mese di maggio la neonata associazione PURIdiCUORE porterà Peter Kleponis e don Sean Kilcawley, specialisti USA del settore, in tournée nel nostro Paese. E tuttavia, mi dicevano qualche settimana fa due tutor Teen Star (programma di educazione affettiva ispirato alla Teologia del Corpo di Giovanni Paolo II), quand’anche si sappiano e si spieghino tutte queste cose, salta sempre fuori l’adolescente che insiste: «Ma a chi faccio male, guardando un porno?».

E uno crederebbe di aver già risposto: «Ma come? – pensa il volenteroso educatore – Ti ho mostrato che fai male anzitutto a te stesso (/a), poi alla persona che dici di amare, poi a tutte le persone che ti circondano e che cadranno inevitabilmente in modo diverso sotto il tuo sguardo… infine, ma non per ultimo, ti ho portato a riflettere sul fatto che un Dio che abbia desiderato e voluto tutto questo non può non essere ferito da un abuso che introduca tanto disordine in te e nel mondo… e ancora mi chiedi “a chi faccio male?”!». Sì, a quanto pare: i due tutor mi dicevano che gli adolescenti tornano invariabilmente a fare la stessa domanda.

E si capisce, in parte: perché quando un quindicenne ha gli ormoni a mille ed è in un vortice di sensazioni inusitate buona parte di questi argomenti si scioglie come scaglie di burro su una padella rovente. “Me stesso?” – ma se sto tanto bene! “La persona che amo?” – difatti ce la godiamo insieme! “Le persone che mi circondano?” – ma se lo fanno tutti! …e poi ormai quei video li hanno fatti: non è che se non li vedo io quelli scompaiono… e comunque per farli e metterli online si vede che anche a loro non dispiace. “Dio?” – abbi pazienza ma, se c’è un Dio che ha fatto le galassie, sarà occupato a sbirciare nei buchi neri, certo non dalla serratura della mia stanza.
Si capisce, figuriamoci: nel pieno della tempesta ormonale… Fortuna che l’adolescenza passa. Ma qui c’è semmai un problema supplementare, cioè che la nostra società è piena di adultescenti, e che per forza di cose c’è un adultescente sonnecchiante in ciascuno di noi – san Paolo direbbe “il vecchio Adamo” che non è mai, non ancora, definitivamente morto. Insomma, rispondevo a quei due amici del Teen Star: il problema non è solo che in veste di educatori non sembriamo riuscire nell’intento di persuadere i ragazzi della malvagità di questa realtà, che tanto li attrae… il problema è che anche buona parte di tutte le nostre argomentazioni restano a livello puramente noetico, intellettivo… si tratta di nozioni che avrebbero pure un’influenza sulle scelte pratiche, ma non tale da risultare determinanti e definitive.

I maestri spirituali delle varie tradizioni cristiane hanno sempre insegnato, nel corso dei secoli, che una qualunque forma di male morale non si può vincere se non se ne prova vero orrore e pieno ribrezzo. Commentando il Salmo 95, sant’Agostino disse alla sua comunità di Ippona: Chi non ha niente di cui vergognarsi aspetta tranquillo che arrivi il Signore. Che razza di amore è, temere che arrivi l’amato? Ma non ci vergogniamo? Amiamo Cristo e temiamo che venga… siamo sicuri di amarlo? O magari amiamo di più i nostri peccati? E allora volgiamoci a odiare i peccati e ameremo invece chi verrà a punire i peccati.

(Patrologia Latina 37, 1235)
E cito questo passo solo perché per un credente dovrebbe essere più facile, liberarsi da un vizio, che per un non credente: solo l’amore e il dolore cambiano veramente le persone, e per l’amore di uno che soffre per te puoi davvero cambiare vita, perché ogni amore è Grazia creata, e la Grazia increata è “il primo Amore”.
Ma oltre a tutto quello che abbiamo detto e letto, che abbiamo visto e che sappiamo, ho recentemente scoperto una cosa che ho trovato sconvolgente e che mi pare sufficiente, da sola, per scoprire l’orrore nascosto del mondo della pornografia. Perché mai, infatti Justin Trudeau dovrebbe impegnare il parlamento di un Paese grande e complesso come il Canada nella lotta alla pornografia? È una questione di morale?
No, è una questione di politica, perché l’etica individuale costruisce immancabilmente il tessuto della politica, esattamente come i peccati personali – sul piano della morale religiosa – costituiscono mano a mano “strutture di peccato” sempre più ramificate e complesse, che influenzano e condizionano (anche pesantemente) nuovi peccati personali.

Ma quello del premier canadese non è un mero “pallino per la politica bio”: me lo ha fatto capire la ex pornostar francese Ovidie, che in un documentario mandato tre mesi fa su Canal +, in Francia, ha illustrato le ramificazioni finanziarie di quella che è una vera e propria “Spectre del porno”. Mediante l’acquisizione progressiva delle società di produzione-distribuzione pornografica si sono creati pochi grandissimi canali di fruizione “gratuita” dei materiali pornografici (ormai semplicemente rubati agli “attori” e ai “registi”, o pagati letteralmente qualche spiccio). Questi canali – YouPorn, PornHub, Xtube, RedTube e altri… – fanno capo a poche società dalla gestione imprenditoriale estremamente opaca: a chi appartiene la società MindGeek, che prima si chiamava ManWin, e prima ancora ManSef, che si pone al vertice di quei canali, che ha sede a Bruxelles e quartier generale a Montréal? Nessuno lo sa. Si sa però che l’FBI ha individuato e bloccato velocissimi e ingenti fiumi di denaro – anche provenienti da Wall Street – che facevano la spola ripetutamente tra Tel Aviv, in Israele, e Atlanta, negli Usa. Insomma che succede? Succede che l’enorme volume di contatti convogliato da queste “multinazionali del porno” serve a permettere riciclaggio di denaro, quindi a coprire pressioni politiche sovranazionali e oscure. Questo offre una spiegazione molto ragionevole della guerra di Trudeau al porno.

Tornando dal piano politico a quello etico, si può così rispondere all’adolescente di cui sopra (e a quello… di cui “dentro”) mostrando dati alla mano “che male si fa” guardando del porno in camera propria. Al di là dell’amor proprio, di quello altrui e di quello di Dio: si finanziano guerre, si copre il narcotraffico mondiale, si paga (anche senza soldi) l’avvelenamento di tutte le sorgenti del mondo.
“In fondo a chi faccio male quando guardo pornografia?”

IL DEMONIO È DOVE NASCE IL TALMUD! Il più piccolo dei ragazzini può visionare cose… orribili, che nessuno di noi produttori avrebbe mai osato mettere in un dvd… e nessuno batte ciglio. È gratuito, è rubato a dei produttori, viene messo in rete e nessuno dice niente! È meraviglioso!». Le leggi ci sarebbero anche, ma non vengono applicate. Il surrealismo di questi rispettabili signori che lamentano i loro “diritti calpestati” sarebbe anche divertente, se non fosse annichilente: invocano la prigione per chi espone i minori alla pornografia e si mostrano pronti a ogni proibizionismo per mantenere i proprî privilegî – «la Cina riesce a bloccare Google e noi non possiamo fermare qualche sito porno?».

IL DEMONIO È DOVE NASCE IL TALMUD! DATO CHE I PARADISI FISCALI SONO FUNZIONALI AGLI AZIONISTI DELLE BANCHE CENTRALI! Lo sai dove hanno sede i Tubes PORNO MONDIALI? Non ce n’è uno fuori da un paradiso fiscale. E non si tratta soltanto di avere base in Paesi che possano sfuggire a ogni legge sul copyright, ma ancora di più: porre le sedi in Paesi con fiscalità a triplo 0. Quando riesci a fare questo, allora fatturi centinaia di milioni».

La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno! Tra le personalità che ho scoperto leggendo (e traducendo) Una gioventù sessualmente liberata (o quasi), di Thérèse Hargot, c’è anche Ovidie, nome d’arte di una documentarista francese, già attrice porno per più di quindici anni. A pagina 19, in esergo al primo capitolo, la Hargot riporta queste di lei parole: «Il porno non ha più niente di trasgressivo. In sei anni, l’umanità ha guardato l’equivalente di 1,2 milioni di anni in video pornografici e ha visitato 93 miliardi di pagine porno su piattaforme gratuite. Ciò che era sulfureo è diventato all’improvviso banale. Questo eccesso di immagini sessuali mi lascia perplessa. Sento spesso che non siamo mai stati così liberi, mentre talvolta mi domando se, al contrario, non stiamo creando una nuova forma di alienazione». Era “À quoi rêvent les jeunes filles ?” [“Che cosa sognano le ragazzine?”, N.d.T.], un documentario prodotto nel 2015 e liberamente fruibile su YouTube. Invece “Pornocratie. Les nouvelles multinationales du sexe” [“Pornocrazia. Le nuove multinazionali del sesso”, N.d.T.] non è pubblicamente reperibile in rete, in quanto Canal + ne ha acquistati i diritti per la Francia e l’ha trasmesso la sera del 18 gennaio scorso. Da quella sera si è infiammato un dibattito serrato, Oltralpe, quasi tutto raccolto sulla questione se esista o meno questa grande multinazionale che controlla il mercato mondiale del porno. E la vulgata mediatica pare decisamente debole, perfino fuori bersaglio, perché quello che Ovidie documenta non è una Nike o una Apple del porno, bensì piuttosto una “Spectre del porno”. Non una società, né una cooperativa: questi sono fenomeni preventivati nel destino del Capitale fin dai tempi di Marx. L’ipercapitalismo che vive del consumismo e delle potenzialità della rete, invece, produce un’entità dei cui vertici si ignora praticamente tutto. Se sia uno, se siano molteplici, in mano a chi siano: è un’idra (e non a caso un capitolo del documentario s’intitola “La piovra”). E poi come fa a registrare fatturati miliardarî un’industria che lascia il grosso della propria produzione alla fruizione gratuita? Certo, c’è il mercato del Viagra (lo spiega oggi Guido Mastrobuono su La Croce, e ne scrivevo l’altro giorno sul mio blog riportando alcune dichiarazioni di Jean-Paul Brighelli), ma i pornocrati non sono dei farmacisti, né gestiscono ditte farmaceutiche. Dunque cosa? Ovidie lo racconta in 77 minuti di documentario suddivisi in quattro capitoli, di cui a seguire riporto (senza – troppi – commenti) i contenuti essenziali. La produzione è stata assunta da Magneto Presse e Fatalitas Production, e dai primi minuti si capisce che il prodotto era nato finalizzato al piccolo schermo: molta meno indulgenza sulle immagini pruriginose, taglio quasi tutto concentrato sull’organizzazione aziendale della multinazionale… la stessa figura di Ovidie, mai sorridente, sempre vestita di scuro e con la sola pelle del volto e delle mani scoperta, imposta un’atmosfera d’inchiesta che sfiora il poliziesco. E non mancano, difatti, personaggi dal profilo comune e innocuo che girano nelle città con la pistola in tasca. L’inchiesta parte a Budapest, in Ungheria, dove Pierre Woodman, un produttore porno che compare spesso nel documentario ma che da principio appare semplicemente un autista, dice a Ovidie come il vero problema sia che i crescenti ritmi del business hanno fatto sì che «nel settore tutti si facciano, in vena o di pillole o d’altro: è tutta una banda di drogati». Questo perché – spiega – quando arriva una ragazza sul “set”, e quel giorno bisogna girare del “sesso anale” (quantunque invalsa nell’uso, l’espressione resta una contradictio in adjecto), e la ragazza è solitamente alla sua prima esperienza in tal senso, non si può pretendere di procedere a penetrazioni, talvolta anche doppie, senza rilassarle chimicamente gli sfinteri con pillole concepite per aiutare i parti. Anche i partner sono anestetizzati e “sotto botta”. Il carosello però non si può fermare: ci sono in gioco 45 milioni di contatti streaming al giorno, un miliardo e mezzo o due al mese, per un totale attuale di più di cento miliardi di video porno (non solo in streaming) all’anno, con la quasi totalità dei contenuti in circolazione sui “tubes”, piattaforme gratuite per l’utente finale. Capitolo I: le prede Ovidie si presenta e dice di aver scoperto qualche anno fa che i suoi vecchi film girano per la rete senza che nessuno le abbia mai chiesto autorizzazioni: «Il pirataggio dei miei film ha avuto un impatto sulla mia vita che nessuno immagina». Dalla metà degli anni ’90 Budapest è senza dubbio la capitale europea del Porno: lì, come in un moderno casino, le “ragazze” vivono in una struttura gestita in autonomia. Neanche Alina e Juliana (le maîtresses della maison) hanno idea, in realtà, di quante ragazze siano attualmente nella struttura: «Non so, non ne ho idea. Per l’hardcore credo che ci aggiriamo tra le 150 e le 200, ma il numero oscilla di continuo: c’è chi resta incinta, chi si sposa, chi semplicemente non vuole più lavorare nel porno. Le ragazze cambiano sempre, ma teniamo tutta la situazione sotto controllo». http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale  17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno!  «All’inizio era un business molto simpatico: un bel giro, tanta gente fica, le ragazze erano più carine (perché venivano pagate di più). E poi a un tratto tutto è crollato: le case di produzione non sono più venute, gli Americani non si vedono da un pezzo…» E poi spiegano che anche “le pratiche” sono cambiate: «Oh, sì: è tutto più brutale. Diciamo che in generale è tutto più perverso, lo spirito della situazione è più perduto». Attribuiscono questa depravazione ai “tubes”, «perché il porno è diventato più accessibile e tutti vogliono andare oltre, passare allo step successivo. La gente è impazzita, è molto più pazza di quanto non sia mai stata». Si passa a un “set” (una squallida stanzetta) dove Woodman, il “regista”, dà istruzioni a un “attore” su cosa fare a “la ragazza” («Vedrai che ti divertirai un sacco, vecchio porco» è la clausula della direzione artistica!). Il “regista” è anche cameramen, ovvero si arrangia con una 8 millimetri. Nel frattempo suggerisce alla “ragazza” di metterci più pathos. Poi spiega che facendo tutto da sé ha economizzato «60mila dollari per ogni produzione», e il risparmio è cresciuto quando si è messo a fare in casa anche il montaggio. A Ovidie spiega che nel 2008 il crollo dei dvd ha distrutto il giro di denaro: non si è mai consumato tanto porno come oggi, ma il mercato ha avuto un collasso – è la valutazione di Woodman – del 70%. Un solo sito ha 10 milioni di video gratuiti, ma «la pirateria ha preso dei contenuti per adulti, che non sono stati concepiti che per adulti, e li mette a disposizione di chiunque, anche di giovanissimi… e questo è un po’ troppo». Ovidie riflette: «La differenza con le precedenti generazioni è che le attrici di oggi sono cresciute anch’esse col porno, ne hanno subito l’influenza, e così oggi accettano pratiche che la maggior parte dei produttori non avrebbe mai osato proporre, prima». Nella “maison” si parla delle ragazze come in altri tempi si sarebbe parlato di collegiali: hanno vitto e alloggio, soprattutto la struttura passa loro materiali di “cultura porno”, vale a dire una montagna di dvd su cui possano tararsi per il “set”. Il discorso è surreale, sembra di sentire degli accademici: «C’è tutta la storia del porno degli ultimi quindici anni: ci sono gli americani, gli europei… e poi tutti i generi…». A sera “le collegiali” si scambiano confidenze sulla giornata di lavoro, e naturalmente quella che finalmente è arrivata a “lavorare” con “Roccó” ridacchia su bruciori e altri acciacchi. E c’è quella che invece racconta che è arrivata sul set completamente inesperta, e quindi le altre ragazze hanno dovuto guidarla a imparare “tutto” in un mesetto. A colazione una mattina si vede un’“attrice” russa che mangia solo caramelle. Interrogata in merito a quella strana dieta, risponde che per le prestazioni che dovrà effettuare in giornata sul “set” sarà meglio avere il basso intestino completamente sgombro. Sul “set” (di “Roccó”!), poi, gli stranieri tirano fuori i documenti (con la russa c’è anche una polacca), si truccano e si spogliano. Arriva il “regista”. Tra una “scena” e l’altra un giovane “attore” cerca di attaccare bottone con le ragazze: «Quanti ne preferisci? Due o tre?» – «Cinque!», risponde lei a metà tra l’ironia e l’imbarazzo. «Il prossimo obiettivo quale sarà? – chiede Ovidie – L’emorragia? La morte?». La scena si sposta in Germania, a Berlino, per il “salone del porno” (il più grande del mondo): «Non è come me lo ricordavo – dice –: a ogni istante la miseria è palpabile». Lì siede a un tavolo con tale Mario Salieri, “produttore” italiano, che con un francese imbarazzante si lascia andare a confidenze nostalgiche: «Bah, il Salone è finito: ci si viene per incontrare vecchi amici, ma il business non c’è più…». Con lui c’è Vincent Gresser, che ammette di aver dovuto abbandonare i dvd nel 2008, quando il prezzo materiale era così basso da deprezzare il prodotto finale: «Ci siamo dovuti immettere nel mercato digitale, ma la nostra concorrenza è data da reti enormi che non pagano licenze, non pagano diritto d’autore e mettono tutto online gratis per tutti. Il più piccolo dei ragazzini può visionare cose… orribili, che nessuno di noi produttori avrebbe mai osato mettere in un dvd… e nessuno batte ciglio. È gratuito, è rubato a dei produttori, viene messo in rete e nessuno dice niente! È meraviglioso!». Le leggi ci sarebbero anche, ma non vengono applicate. Il surrealismo di questi rispettabili signori che lamentano i loro “diritti calpestati” sarebbe anche divertente, se non fosse annichilente: invocano la prigione per chi espone i minori alla pornografia e si mostrano pronti a ogni proibizionismo per mantenere i proprî privilegî – «la Cina riesce a bloccare Google e noi non possiamo fermare qualche sito porno?». Mentre la scena si sposta a Cannes, Ovidie domanda fuori campo: «Qui tutto è gratuito… chi guadagna in questa storia?». Al porto turistico dirimpetto alle Isole di Lérins la documentarista incontra Gregory Dorcel, il magnate per eccellenza del porno europeo (lo stesso che un anno fa incontrò Thérèse Hargot in una puntata di Polonium). http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale  17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno! Questo personaggio offre dati interessanti per la valutazione della “pornocrazia” dei Tubes: «L’80% della produzione vive di pirateria, alla legalità resta poca cosa. Sono tre o quattro marchî a essersi imposti, raggiungendo fatturati inauditi fino ad ora, che crescono esponenzialmente negli ultimi anni. Decine di case produttrici minori, che rispettavano le leggi francesi ed europee, sono state schiacciate da case senza scrupoli, liminari ad associazioni paramafiose». Alla domanda su come si generino guadagni da prodotti non in vendita, Dorcel risponde che «l’obiettivo primario, al giorno d’oggi, è guadagnare visibilità e audience: nel porno si prende un contenuto e lo si butta là gratuitamente. Così si genera all’istante una visibilità molto forte, una audience mondiale: milioni di contatti unici al giorno. Poi si cerca di portare quei consumatori sui contenuti a pagamento. Il gioco funziona se si riesce a eliminare ogni tipo di tassazione. Lo sai dove hanno sede i Tubes? Non ce n’è uno fuori da un paradiso fiscale. E non si tratta soltanto di avere base in Paesi che possano sfuggire a ogni legge sul copyright, ma ancora di più: porre le sedi in Paesi con fiscalità a triplo 0. Quando riesci a fare questo, allora fatturi centinaia di milioni». Capitolo II: i predatori Si legge a schermo che «tutto comincia nel 2006, con la fondazione di YouPorn». La scena si sposta in Repubblica Ceca, a Praga. Parla “J-T”, il fondatore di YouPorn: in maglietta e con un buddha alle spalle racconta di quel giorno 0 – il 26 agosto 2006. Capirono subito che l’affare aveva potenzialità enormi: «C’erano circa 370 milioni di visitatori al mese, su YouPorn. In quello stesso momento abbiamo afferrato anche la vastità dei danni che avremmo fatto agli altri sul mercato. Allora abbiamo cercato di aiutarli [sic!]: eravamo il diavolo in persona! Chiamavamo i produttori e dicevamo: “Ehi, siamo YouPorn, dateci le licenze dei vostri contenuti e vi aiuteremo, manderemo i nostri utenti sui vostri siti”. Ma tutti hanno pensato lo stesso: “Volete fregarci! Perché gente che può vedere gratis tutto quello che vuole dovrebbe pagare per accedere a dei contenuti?”. E allora… i Tubes esistono da otto anni [l’intervista non è recentissima, N.d.R.], se volete sopravvivere dovete adattarvi al nuovo corso. Quelli che hanno rifiutato, semplicemente sono fuori dal mercato». J-T, però, è solo il demiurgo di YouPorn: tre anni dopo, cioè nel 2009, ha ceduto le proprie quote a un giovane informatico tedesco – Fabian Thylmann – il quale ha impiegato altri tre anni per comprare i più grandi studios di produzione pornografica al mondo e diventare così “il re del porno”. È lui il fondatore della prima multinazionale pornografica. Ma chi è Fabian Thylmann? Ecco un’ottima domanda: se vi immaginate il re del porno come un Tinto Brass, scordatevelo. Thyllmann non riuscireste a raffigurarvelo con un cubano in bocca neanche a prezzo di grandi sforzi: è anzitutto e perlopiù un nerd, un informatico… un hacker (?) e un uomo assetato di denaro a qualunque costo. La redazione di Die Welt ha condotto un’indagine su Thylmann, il giornalista Lars Marten Nagel lo considera un “geek”: «Il tipo di persona che non è mai stato su un set porno, probabilmente quello che ci voleva per la distribuzione mondiale del porno nel XXI secolo. La cosa comincia così, sulle nostre pagine: nove mesi di indagine e nel settembre 2012 pubblichiamo un articolo che ricostruisce la parabola di Thylmann». http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale  17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno! Nel 1999 il giovane geek si occupava di programmazione informatica in linguaggi complessi, con molto traffico. «Per questo – racconta – mi sono interessato al porno. Dapprima ho comprato qualche società in Europa, e mi son trovato bene. Poi ne ho comprata una grande che controllava quasi tutto il Canada. Posso dire che una delle maggiori era PornHub, su cui passavano 16 milioni di utenti al giorno». Thylmann si presenta come un “Mark Zuckerberg dei poveri” (Nagel) eppure ha ridotto al silenzio una platea a Las Vegas per una conferenza sul porno [!]. Aveva 65 milioni di utenti singoli al giorno sul suo sito, per un totale di 450 milioni di utenti differenti al mese: è un argomento che ridurrebbe al silenzio qualsiasi platea. Si parlava di un utile di 40 milioni di dollari al mese». Indagando su Thylmann, quelli di Die Welt hanno trovato una rete di almeno 35 società di Manwin (la lussemburghese Manwin Holding Sarl in testa) gestite dal giovane geek. In Lussemburgo, la sede sociale della più grande società di porno al mondo sembrava (nel 2012) un vasto studio mai finito di arredare, mai veramente usato (per ironia della sorte, le porte erano tutte in vetro). Faceva pensare a un trucco per evadere le tasse. Frattanto si scoprì che le grandi industrie tedesche del porno, facenti capo a Manwin, erano “gestite da Cipro”. La scena si sposta a Münster, dove un marito riprende una moglie (“Frank” e “Dirty Tina”, entrambi piacenti benché sensibilmente sopra i cinquant’anni): la signora viene ripresa mentre si esibisce per uno spettatore connesso in chat. I due raccontano di aver girato 500 video, di averli dati a un sito che lo prende in proprio ma lasciando ai due “il marketing”. A loro arriva un pagamento pari al 22% lordo del ricavo di ogni video. «Nella prossima vita – ride Frank – voglio essere proprietario di un sito porno». La scena si sposta negli States, a New York, dove Thylmann ha successivamente esteso il proprio monopolio. Ovidie incontra una “attrice” (tale “Stoya”) sotto contratto con Digital Playground dalla fine del 2007 al 2013. Poi la società era stata acquistata da Manwin, che guadagnava così il monopolio degli studios di produzione. Stoya dice di aver notato da subito delle stranezze nella nuova gestione: anche 20 ore di “lavoro” al giorno. «È una macchina capitalista che funziona a discapito di tutto e tutti». Poi racconta di aver incrociato anche Thylmann: «L’ho incontrato ma non so se sia veramente il capo o cosa. La società è veramente strana: i miei bonifici arrivano dal Sudafrica, hanno ufficî in Irlanda, ci sono tizî con cognomi greci, falsi accenti greci, raccontano di venire dal Québec. Lavorando con loro ho smesso di credere a tutto quello che dicono, è tutto senza senso». http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale  17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

L’unica paura della santa a cui è apparsa la Madonna a Lourdes Aleteia Brasil    | Apr 03, 2017  C’erano guerra e terrore attorno a lei, ma ciò che temeva era di natura diversa: “Ho paura solo dei cattivi cattolici”  Santa Bernadette Soubirous è la ragazza a cui è apparsa la Madonna a Lourdes. Tempo dopo le apparizioni, divenne monaca ed entrò nel convento di Nevers, prendendo il nome di suor Marie-Bernard.  Nel 1870 finiva la guerra franco-prussiana, conclusasi con la sconfitta di Napoleone III. Ma i soldati prussiani, in marcia attraverso la Francia settentrionale, continuavano a rappresentare una minaccia reale causando grande paura nella popolazione.  Verso il 9 novembre, con i prussiani ormai vicini al dipartimento di Nièvre (la cui capitale è Nevers), il cavaliere Gougenot des Mousseaux andò a visitare la religiosa nel convento per farle delle domande.  Il conte Lafond annotò per i posteri le domande poste e le risposte di Santa Bernadette. Il nobile non mostrò tuttavia grande apprezzamento personale nei confronti della religiosa, a giudicare dal commento che scrisse a suo riguardo:  “Suor Marie-Bernard… questa suora non è buona a nulla, eppure viene considerata come il tesoro di Saint-Gildard; la guardano come il palladio della città vescovile e si attribuisce a lei la salvezza durante l’invasione del 1870; i prussiani erano in tutti i dipartimenti vicini e quasi alle porte di Nevers”.  Il conte continuò il suo resoconto con il colloquio tra Gougenot des Mousseaux e Santa Bernadette:   – Alla grotta di Lourdes, o in seguito, avete avuto qualche rivelazione relativa all’avvenire e ai destini della Francia? La Vergine non vi ha per caso incaricata di trasmettere avvertimenti o minacce per la Francia?.  – No.  – I prussiani sono alle porte: non vi mettono paura?  – No  –[[ Leggi anche: La notte in cui la Madonna fermò un esercito: “Non possiamo andare avanti. C’è una Signora che ci sbarra la strada” ]]  Dunque non c’è nulla da temere?  – Io non temo che i cattivi cattolici  – Non temete nient’altro?  – No, nulla L’immagine che accompagna questo testo è una foto del corpo intatto di Santa Bernadette, esposto dal 3 agosto 1925 in una teca di vetro nella cappella del convento di San Gildard a Nevers, in Francia. La città si trova nella Borgogna, a 260 chilometri da Parigi.

questa pubblicità (? da magia nera ?) è presente sul sito di: http://it.aleteia.org/
Beginning of the 20th century – In very good condition
Protection belt for happiness and prosperity
Origin Benin/Africa
Beginning 20th century
Was worn around the waist
Diameter: 38 cm.
Different JU JU pouches of leather that are filled
1 Monkey skull in the middle and left and right bones that are attached to it.
The whole is in perfect condition
Will be sent insured with post.nl and a track and trace code
All’inizio del XX secolo – In ottime condizioni
Cintura di protezione per la felicità e prosperità
Origine Benin/Africa
Inizio XX secolo
Era indossato intorno alla vita
Diametro: 38 cm.
Diversi sacchetti di JU JU di pelle che sono pieni
1 cranio della scimmia nelle ossa centrale e di sinistra e di destra che sono collegati ad esso.
Il tutto è in perfette condizioni
Verrà inviato assicurato con post.nl e un codice di track & trace
https://aste.catawiki.it/kavels/10940495-protection-belt-benin-nigeria

non si sa chi Rothschild spA Morgan rochefeller ci sia dietro alla industria Talmud del Porno troia doppia fica GENDER a Sodoma ] a dicembre 2012 Thylmann viene arrestato e indagato per evasione fiscale. Il re del porno vende le sue quote e la multinazionale cambia nome: Manwin diventa Mindgeek. Capitolo III: La Piovra A chi appartiene Mindgeek? Glass spiega che non si sa: «All’inizio la società si chiamava “Mansef”, perché apparteneva a Stephan Manos e Ouissam Yosef. Poi hanno cambiato nome, sono diventati Manwin, ma è impossibile sapere se i fondatori erano ancora implicati nell’affare o no. Parlavano di una nuova direzione, ma non venivano mai fuori nomi: Thylmann era il frontman, ma neanche questo è chiaro. Qualche anno dopo sono diventati Mindgeek, ma non si sa chi ci sia dietro».

#SATANA MORGAN TALMUD: SPA FMI NWO non ti agitare troppo! ] [ La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno! Nel 1999 il giovane geek si occupava di programmazione informatica in linguaggi complessi, con molto traffico. «Per questo – racconta – mi sono interessato al porno. Dapprima ho comprato qualche società in Europa, e mi son trovato bene. Poi ne ho comprata una grande che controllava quasi tutto il Canada. Posso dire che una delle maggiori era PornHub, su cui passavano 16 milioni di utenti al giorno». Thylmann si presenta come un “Mark Zuckerberg dei poveri” (Nagel) eppure ha ridotto al silenzio una platea a Las Vegas per una conferenza sul porno [!]. Aveva 65 milioni di utenti singoli al giorno sul suo sito, per un totale di 450 milioni di utenti differenti al mese: è un argomento che ridurrebbe al silenzio qualsiasi platea. Si parlava di un utile di 40 milioni di dollari al mese». Indagando su Thylmann, quelli di Die Welt hanno trovato una rete di almeno 35 società di Manwin http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale 17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

TUTTA LA RETE DELLE SPA PARADISI FISCALI PORNO FMI BCE FED ] (la lussemburghese Manwin Holding Sarl in testa) gestite dal giovane geek. In Lussemburgo, la sede sociale della più grande società di porno al mondo sembrava (nel 2012) un vasto studio mai finito di arredare, mai veramente usato (per ironia della sorte, le porte erano tutte in vetro). Faceva pensare a un trucco per evadere le tasse. Frattanto si scoprì che le grandi industrie tedesche del porno, facenti capo a Manwin, erano “gestite da Cipro”. La scena si sposta a Münster, dove un marito riprende una moglie (“Frank” e “Dirty Tina”, entrambi piacenti benché sensibilmente sopra i cinquant’anni): la signora viene ripresa mentre si esibisce per uno spettatore connesso in chat. I due raccontano di aver girato 500 video, di averli dati a un sito che lo prende in proprio ma lasciando ai due “il marketing”. A loro arriva un pagamento pari al 22% lordo del ricavo di ogni video. «Nella prossima vita – ride Frank – voglio essere proprietario di un sito porno». La scena si sposta negli States, a New York, dove Thylmann ha successivamente esteso il proprio monopolio. Ovidie incontra una “attrice” (tale “Stoya”) sotto contratto con Digital Playground dalla fine del 2007 al 2013. Poi la società era stata acquistata da Manwin, che guadagnava così il monopolio degli studios di produzione. Stoya dice di aver notato da subito delle stranezze nella nuova gestione: anche 20 ore di “lavoro” al giorno. «È una macchina capitalista che funziona a discapito di tutto e tutti». Poi racconta di aver incrociato anche Thylmann: «L’ho incontrato ma non so se sia veramente il capo o cosa. La società è veramente strana: i miei bonifici arrivano dal Sudafrica, hanno ufficî in Irlanda, ci sono tizî con cognomi greci, falsi accenti greci, raccontano di venire dal Québec. Lavorando con loro ho smesso di credere a tutto quello che dicono, è tutto senza senso».

La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno! dal TALMUD SPA FED ALL’INFERNO [ «Ci siamo dovuti immettere nel mercato digitale, ma la nostra concorrenza è data da reti enormi che non pagano licenze, non pagano diritto d’autore e mettono tutto online gratis per tutti. Il più piccolo dei ragazzini può visionare cose… orribili, che nessuno di noi produttori avrebbe mai osato mettere in un dvd… e nessuno batte ciglio. È gratuito, è rubato a dei produttori, viene messo in rete e nessuno dice niente! È meraviglioso!». Le leggi ci sarebbero anche, ma non vengono applicate. Il surrealismo di questi rispettabili signori che lamentano i loro “diritti calpestati” sarebbe anche divertente, se non fosse annichilente: invocano la prigione per chi espone i minori alla pornografia e si mostrano pronti a ogni proibizionismo per mantenere i proprî privilegî – «la Cina riesce a bloccare Google e noi non possiamo fermare qualche sito porno?». Mentre la scena si sposta a Cannes, Ovidie domanda fuori campo: «Qui tutto è gratuito… chi guadagna in questa storia?». Al porto turistico dirimpetto alle Isole di Lérins la documentarista incontra Gregory Dorcel, il magnate per eccellenza del porno europeo (lo stesso che un anno fa incontrò Thérèse Hargot in una puntata di Polonium). http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale 17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

DALLA ASSUEFAZIONE ALLA OMOSESSUALITÀ! DALLA ASSUEFAZIONE AL NICHILISMO E SATANISMO: LA AUTODISTRUZIONE DELL’OCCIDENTE MASSONICO PORNOCRATICO USUROCRATICO: LA TECNOCRAZIA del Bilderberg TALMUD SPA un solo DESTINO DI MORTE per i GOYM: senza genalogia paterne: i DEMO PLUTO GIUDAICO MASSONE è il delirio di onnipotenza MORGAN ROTHSCHILD ROCHEFELLER ] La spectre del porno mondiale [] le generazioni assassinate: dove il delitto verrà raggiunto dal castigo! [] propongo la pena di morte per i mercanti del porno! Tra le personalità che ho scoperto leggendo (e traducendo) Una gioventù sessualmente liberata (o quasi), di Thérèse Hargot, c’è anche Ovidie, nome d’arte di una documentarista francese, già attrice porno per più di quindici anni. A pagina 19, in esergo al primo capitolo, la Hargot riporta queste di lei parole: «Il porno non ha più niente di trasgressivo. In sei anni, l’umanità ha guardato l’equivalente di 1,2 milioni di anni in video pornografici e ha visitato 93 miliardi di pagine porno su piattaforme gratuite. Ciò che era sulfureo è diventato all’improvviso banale. Questo eccesso di immagini sessuali mi lascia perplessa. Sento spesso che non siamo mai stati così liberi, mentre talvolta mi domando se, al contrario, non stiamo creando una nuova forma di alienazione». Era “À quoi rêvent les jeunes filles ?” [“Che cosa sognano le ragazzine?”, N.d.T.], un documentario prodotto nel 2015 e liberamente fruibile su YouTube. Invece “Pornocratie. Les nouvelles multinationales du sexe” [“Pornocrazia. Le nuove multinazionali del sesso”, N.d.T.]

porno come distruzione di legalità e dignità! IL DELITTO CHIMICO! Questo perché – spiega – quando arriva una ragazza sul “set”, e quel giorno bisogna girare del “sesso anale” (quantunque invalsa nell’uso, l’espressione resta una contradictio in adjecto), e la ragazza è solitamente alla sua prima esperienza in tal senso, non si può pretendere di procedere a penetrazioni, talvolta anche doppie, senza rilassarle chimicamente gli sfinteri con pillole concepite per aiutare i parti. Anche i partner sono anestetizzati e “sotto botta”. Il carosello però non si può fermare: ci sono in gioco 45 milioni di contatti streaming al giorno, un miliardo e mezzo o due al mese, per un totale attuale di più di cento miliardi di video porno (non solo in streaming) all’anno, con la quasi totalità dei contenuti in circolazione sui “tubes”, piattaforme gratuite per l’utente finale. Capitolo I: le prede Ovidie si presenta e dice di aver scoperto qualche anno fa che i suoi vecchi film girano per la rete senza che nessuno le abbia mai chiesto autorizzazioni: «Il pirataggio dei miei film ha avuto un impatto sulla mia vita che nessuno immagina». Dalla metà degli anni ’90 Budapest è senza dubbio la capitale europea del Porno: lì, come in un moderno casino, le “ragazze” vivono in una struttura gestita in autonomia. Neanche Alina e Juliana (le maîtresses della maison) hanno idea, in realtà, di quante ragazze siano attualmente nella struttura: «Non so, non ne ho idea. Per l’hardcore credo che ci aggiriamo tra le 150 e le 200, ma il numero oscilla di continuo: c’è chi resta incinta, chi si sposa, chi semplicemente non vuole più lavorare nel porno. Le ragazze cambiano sempre, ma teniamo tutta la situazione sotto controllo». http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/02/17/societa/la-spectre-del-porno-mondiale 17/02/2017 #ovidie #pornhub #pornocratie #pornografia #sesso #tubes #turbocapitalismo

LA PIOVRA SPA NWO ] non esiste per i Governi una possibilità di controllo del SISTEMA BANCARIO MONDIALE. COSA È LA INVISIBILE SPA FED BCE FMI BM NWO dello “Spectre del porno”. Non una società, né una cooperativa: questi sono fenomeni preventivati nel destino del Capitale fin dai tempi di Marx. L’ipercapitalismo che vive del consumismo e delle potenzialità della rete, invece, produce un’entità dei cui vertici si ignora praticamente tutto. Se sia uno, se siano molteplici, in mano a chi siano: è un’idra (e non a caso un capitolo del documentario s’intitola “La piovra”). E poi come fa a registrare fatturati miliardarî un’industria che lascia il grosso della propria produzione alla fruizione gratuita? Certo, c’è il mercato del Viagra (lo spiega oggi Guido Mastrobuono su La Croce, e ne scrivevo l’altro giorno sul mio blog riportando alcune dichiarazioni di Jean-Paul Brighelli), ma i pornocrati non sono dei farmacisti, né gestiscono ditte farmaceutiche. Dunque cosa? Ovidie lo racconta in 77 minuti di documentario suddivisi in quattro capitoli, di cui a seguire riporto (senza – troppi – commenti) i contenuti essenziali. La produzione è stata assunta da Magneto Presse e Fatalitas Production, e dai primi minuti si capisce che il prodotto era nato finalizzato al piccolo schermo: molta meno indulgenza sulle immagini pruriginose, taglio quasi tutto concentrato sull’organizzazione aziendale della multinazionale… la stessa figura di Ovidie, mai sorridente, sempre vestita di scuro e con la sola pelle del volto e delle mani scoperta, imposta un’atmosfera d’inchiesta che sfiora il poliziesco. E non mancano, difatti, personaggi dal profilo comune e innocuo che girano nelle città con la pistola in tasca. L’inchiesta parte a Budapest, in Ungheria, dove Pierre Woodman, un produttore porno che compare spesso nel documentario ma che da principio appare semplicemente un autista, dice a Ovidie come il vero problema sia che i crescenti ritmi del business hanno fatto sì che «nel settore tutti si facciano, in vena o di pillole o d’altro: è tutta una banda di drogati».

Pornodipendenza: uscirne si può. Ecco come

Pornotossina è un libro estremamente asettico e oggettivo, ma nasce da un coinvolgimento personalissimo. Nella prefazione si trova la confessione di Morra: «Il mio passato mi ha portato a combattere, da credente e non credente, contro la pornografia ai limiti della dipendenza

Leggi tutto

Società

Bloccare per legge i siti porno

Thérèse Hargot nel suo “Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)” spiega i danni che l’industria della pornografia produce sui nostri figli. Già nella pre-adolescenza grazie al consumo gratuito via web l’immaginario sessuale dei nostri figli si forma su stereotipi dettati da quell’industria

Leggi tutto

Politica

Vogliono il mondo di Frankenstein e usano i bambini

Il “gioco del rispetto” in 45 scuole dell’infanzia a Trieste altro non è che il tentativo di contrapporre l’indifferenziato all’identità, anche sessuale, persino dei più piccoli

Leggi tutto

Società

«L’epoca dell’aborto sta passando». Intervista esclusiva con Thérèse Hargot

Esce dopodomani nelle librerie il pamphlet della sessuologa belga che sta infiammando la Francia. L’autrice si è intrattenuta in un’intervista col traduttore italiano

Leggi tutto

Società

Pornografia e dodicenni

Una recentissima indagine inglese svela la diffusione della pornografia persino tra i pre-adolescenti

Leggi tutto

Media

Saltare giù dal treno incorsa con il libro di THÉRÈSE HARGOT

Potrei dire tante cose sul contenuto del libro, ogni capitolo meriterebbe una riflessione specifica, ma credo sia più importante ed urgente puntare l’attenzione sul modo: la Hargot è una sessuologa francese atea e per questo, per il suo ateismo, sorprende incredibilmente la facile sovrapposizione tra le sue conclusioni e la visione antropologica cristiana. In questo mondo fortemente ideologizzato, è una novità assoluta imbattersi in tanta limpidezza di pensiero, tanta disarmante onestà intellettuale, mentre si passano in rassegna le conseguenze funeste di decenni di educazione sessuale nelle scuole sul modello sessantottino.
Mi domando se sia possibile, oggi, anche in Italia, portare avanti una riflessione su questo tema – l’educazione sessuale ed affettiva dei giovani – che sia scevra da condizionamenti ideologici e proclami superficiali, dall’una e dall’altra parte della barricata culturale. I cattolici spesso si sottraggono al dibattito per mancanza di argomenti, intimamente convinti di non avere una proposta accettabile, ma solo un mucchietto di moralismi anacronistici. Dall’altra parte, invece, assistiamo a proclami liberisti branditi con più nettezza e meno motivazioni di un dogma di fede. La capacità di dialogo latita

Leggi tutto

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...