è senza documentazione attendibile

quello che dice IN INTERNET circa i GESUITI e la massoneria: e circa Papa Bergoglio? è senza documentazione attendibile: questo è soltanto un atto calunnioso.. Dio sbaraglierà i Vescovi Massoni! io consiglio di rimanere con i piedi per terra! Finché il Papa non distruggerà la presenza reale di Gesù nella Eucaristia? noi rimarremo al suo fianco!

jewish temple III kingdom 16.04.2017 | Il trasferimento dei civili avveniva all’interno degli accordi tra le forze governative e i ribelli: Daesh ISIS shariah e di Al-Nusra: che poi sono gli stessi sauditi turchi che hanno organizzato l’attentato con macchina imbottita di esplosivo guidata da un kamikaze! Siria si rivolge all’ONU SpA FED FMI BM NWO regime Bilderberg dopo il sanguinoso attentato di sabato ad Aleppo https://it.sputniknews.com/politica/201704164361773-Damasco-terrorismo-ISIS-Al-Nusra-diplomazia/

Il referendum spacca la #Turchia #Erdogan verso vittoria risicata http://ow.ly/8Ezf30aTBrR islamici e nazisti? sono l’erba cattiva: una infestazione!.. ma se non esiste più la democrazia in EUROPA con il Regime Bilderberg ed il golpe di Maidan, come potete sperare che ci possa essere qualcosa di democratico in Islam shariah?

Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo. Domando perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano. Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo io vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo sangue anima e divinità di Gesù Cristo presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui egli stesso viene offeso. E per i meriti infiniti del sacratissimo cuore di Gesù Cristo e per intercessione dell’Immacolata Vergine Maria vi domando la conversione dei poveri peccatori.

George W. Bush 322 SpA 666: 43º presidente degli Stati Uniti: da Satana ] tu non dovresti lamentarti dei milioni di dollari, che io sono costato in questi 8 anni al NWO, nel patetico tentativo di pormi arginare, anche perché sono tutti soldi rubati a noi attraverso il SIGNORAGGIO BANCARIO! … e ringrazia che non ti ho ancora buttato giù da qualche aereo!

George W. Bush 322 SpA 666: 43º presidente degli Stati Uniti: da Satana ] e perché i tuoi sacerdoti di satana si lamentano: del lavoro di merda che fanno per satana: GRAZIE A ME? CHI MI HA MAI SENTITO LAMENTARMI DI LAVORARE PER JHWH in questi 8 anni? ALLORA, tu di a tutti loro: “ACQUA IN BOCCA!”

Maria Valtorta ha detto: “SE GESU’ FOSSE STATO ACCOLTO COME MESSIA… l’umanità avrebbe fatto un balzo in avanti in termini di civiltà – di millenni!” io potrei definire la Valtorta come una grande poetessa dell’amore di Dio (un moderno Dante Alighieri), quindi le sue visioni edificanti sono un fenomeno onirico ad occhi aperti, dal mio punto di vista, perché un mistico possa essere accreditato: deve rivelare particolari inediti che poi, sono riscontrati archeologicamente o che poi, si verifichino realmente nel futuro, tutto quei criteri ce Anna Katharina Emmerick ha soddisfatto! per lo stesso motivo al momento per quello che io ho letto sono molto scettico circa i doni mistici di Allison Misti (mistica cattolica) ma, sto leggendo da poco: in questo sito: INTERESSANTE, e potrei anche cambiare idea: in futuro! [ Il tuo commento sarà visibile dopo l’approvazione. ]

http://allisonmisti.blogspot.it/2017/04/valtorta-se-gesu-fosse-stato-accolto.html

per me è soltanto un opera letteraria edificante: ed è vera, soltanto, nella misura in cui è collegata ai Vangeli VALTORTA: L’ULTIMA CENA http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/9/dc-lultima-cena-pasquale-mt-26-20-35-mc-14-17-31-lc-22-14-38-gv-13-17 (9 marzo 1945) 1. Comincia la sofferenza del Giovedì Santo. Gli apostoli, e sono dieci, si dànno un gran da fare a preparare il Cenacolo. Giuda, arrampicato sul tavolo, osserva se l’olio è in tutti i palloncini del grande lampadario, che pare una corolla di fucsia doppia, perché ha uno stelo circondato da cinque lumi in ampolle simili a petali, poi un secondo giro, più in basso, che è tutta una coroncina di fiammelle, poi ha, per ultimo, tre esili lampadine sospese a catenelle che sembrano i pistilli del luminoso fiore. Poi scende con un salto e aiuta Andrea a disporre con arte le stoviglie sulla tavola, su cui viene stesa una finissima tovaglia. Sento Andrea che dice: «Che splendido lino !». E l’Iscariota: «Uno dei migliori di Lazzaro. Marta l’ha voluta portare per forza». «E questi calici? e queste anfore, allora?», osserva Tommaso che ha messo il vino nelle anfore preziose e le rimira, specchiandosi nelle loro pance snelle, e ne carezza i manici a cesello con occhio d’intenditore. «Chissà che valore, eh?», chiede Giuda Iscariota. «È lavorato a martello. Mio padre ne andrebbe pazzo. L’argento e l’oro in foglia si piega, quando è caldo, con facilità. Ma trattato così… È un momento rovinare tutto. Basta un colpo mal dato. Ci vuole forza e leggerezza insieme. Vedi i manici? Tratti dal blocco. Non saldati. Cose da ricchi… Pensa che tutta la limatura e lo sbozzato si perdono. Non so se mi capisci». «Eh! se capisco! Insomma è come uno che fa scoltura». «Proprio così». Tutti ammirano. Poi tornano al loro lavoro. Chi dispone i sedili e chi fa pronte le credenze.

2 Entrano insieme Pietro e Simone. «Oh! siete venuti finalmente! Dove siete andati di nuovo? Dopo essere giunti col Maestro e noi, siete da capo fuggiti», dice l’Iscariota. «Ancora un’incombenza prima dell’ora», risponde breve Simone. «Hai delle malinconie?». «Credo che, con quello che si è udito in questi giorni, e da quelle labbra che mai trovammo menzognere, ce ne sia ben ragione». «E con quel puzzo di… Bene, sta’ zitto, Pietro», borbotta Pietro fra i denti. «Anche tu! … Mi sembri folle da qualche giorno. Hai la faccia di un coniglio selvatico che si sente dietro lo sciacallo», risponde Giuda Iscariota. «E tu hai il muso della faina. Anche tu non sei molto bello da qualche giorno. Guardi in un modo… Hai persino l’occhio storto… Chi aspetti, o che speri vedere? Sembri sicuro, vuoi farlo parere, ma assomigli a chi ha paura», rimbecca Pietro. «Oh! Quanto a paura!… Non sei certo un eroe neppure tu!». «Nessuno lo siamo, Giuda. Tu porti il nome del Maccabeo, ma non lo sei. Io dico, col mio, “Dio fa grazie”, ma ti giuro che ho in me il tremito di chi sa di portare disgrazia e di essere soprattutto in disgrazia di Dio. Simone di Giona, ribattezzato “la pietra”, è ora molle come cera al fuoco. Non si agguanta più col suo volere. E sì che mai lo vidi pauroso nelle più fiere tempeste! Matteo, Bartolmai e Filippo sembrano sonnambuli. Mio fratello e Andrea non fanno che sospirare. I due cugini, in cui è il dolore del sangue con quello dell’amore al Maestro, guardali. Sembrano uomini già vecchi. Tommaso ha perduto la sua giocondità. E Simone sembra tornato il lebbroso sfinito di or sono tre anni, tanto è scavato da un dolore, direi corroso, livido, avvilito», gli risponde Giovanni.

3 «Sì. Ci ha suggestionati tutti con la sua melanconia», osserva l’Iscariota. «Mio cugino Gesù, il mio e vostro Maestro e Signore, è e non è melanconico. Se vuoi dire, con questo nome, che è triste per il troppo dolore che tutto Israele gli sta dando, e che noi vediamo, e per l’altro occulto dolore che Egli solo vede, ti dico: “Hai ragione”. Ma se usi quel termine per dirlo folle, te lo proibisco», dice Giacomo di Alfeo. «E non è follia un’idea fissa di malinconia? Io ho studiato anche il profano. E so. Egli troppo ha dato di Sé.

Ora è uno stanco di mente». «Il che significa demente. Non è vero?», chiede l’altro cugino Giuda, in apparenza calmo. «Proprio così! Aveva visto bene tuo padre (in una sua invettiva contro Gesù al Vol 2 Cap 100 che l’Iscariota aveva accolto con perfidia alcune righe più avanti), giusto di santa memoria, al quale tanto tu somigli in giustizia e sapienza! Gesù, triste destino di una illustre casa troppo vecchia e colpita da senilità psichica, ha sempre avuto una tendenza a questa malattia. Dolce dapprima, poi sempre più aggressiva. Tu hai visto come ha attaccato farisei e scribi, sadducei ed erodiani. Si è resa impossibile la vita come un cammino sparso di schegge di quarzo. E da Sé se le è sparse. Noi… lo amammo tanto che l’amore ci fu velo. Ma quelli che l’amarono non idolatramente – tuo padre, tuo fratello Giuseppe, e Simone dapprima – videro giusto… Dovevamo aprire gli occhi alle loro parole. Invece siamo stati tutti sedotti dal suo dolce fascino di malato. Ed ora… Mah! ». Giuda Taddeo, che, alto come l’Iscariota, gli è proprio di fronte e pare udirlo con pace, ha uno scatto violento e, con un manrovescio potente, getta Giuda supino su uno dei sedili, e con una collera contenuta nella voce gli fischia, curvandosi sul volto del vigliacco, che non reagisce forse temendo che il Taddeo sia a conoscenza del suo crimine: «Questo per la demenza, rettile! E solo perché Egli è di là, ed è sera di Pasqua, non ti strozzo. Ma pensa, pensalo bene! Se gli avviene del male, e non c’è più Lui a fermare la mia forza, nessuno ti salva. È come tu già avessi il capestro al collo, e saranno queste mie mani oneste e forti, di artiere galileo e di discendente del frombolatore di Golia, che te lo faranno. Alzati, smidollato libertino! E regolati!». Giuda si alza, livido, senza la minima reazione. E, ciò che mi stupisce, nessuno ha una reazione al gesto nuovo del Taddeo. Anzi! … È chiaro che tutti approvano.

4 È appena ricomposto l’ambiente che entra Gesù. Si affaccia sulla soglia della porticina, dalla quale la sua alta persona appena passa, mette piede sul ballatoio di così poco spazio e col suo mite, mesto sorriso dice, aprendo le braccia: «La pace sia con voi». La sua voce è stanca, come quella di uno che languisce nel fisico o nel morale. Scende. Carezza sul capo biondo Giovanni che gli è corso vicino. Sorride, come ignaro, al cugino Giuda e dice all’altro cugino: «Tua madre ti prega di essere dolce con Giuseppe. Ha chiesto di Me e di te poco fa alle donne. Mi spiace non averlo salutato». «Lo farai domani». «Domani?… Ma avrò sempre tempo di vederlo… Oh! Pietro! Staremo un poco insieme, finalmente! Da ieri mi sembri un fuoco fatuo. Ti vedo, poi non ti vedo più. Oggi quasi posso dire che ti ho perso. Anche tu, Simone». «I nostri capelli più bianchi che neri ti possono fare sicuro che non fummo assenti per fame di carne», dice serio Simone. «Per quanto… a tutte le età si possa avere quella fame… I vecchi! Peggio dei giovani…», dice l’Iscariota offensivo. Simone lo guarda e sta per ribattere. Ma lo guarda anche Gesù e dice: «Ti duole un dente? Hai la guancia destra gonfia e rossa». «Sì. Ho male. Ma non merita occuparsene». Gli altri non dicono nulla e la cosa muore così.

5 «Avete fatto tutto quanto era da fare? Tu, Matteo? Andrea? E tu, Giuda, hai pensato all’offerta al Tempio?». Tanto i due primi come l’Iscariota dicono: «Tutto fatto di quello che avevi detto da farsi per oggi. Sta’ quieto». «Io ho portato le primizie di Lazzaro a Giovanna di Cusa. Per i bambini. Mi hanno detto: “Erano più buone quelle mele!”. Avevano il sapore della fame, quelle! Ed erano le tue mele», dice sorridente e sognante Giovanni. Anche Gesù sorride ad un ricordo… «Io ho visto Nicodemo e Giuseppe», dice Tommaso. «Li hai visti? Hai parlato con loro?», chiede l’Iscariota con interesse esagerato. «Sì. Che c’è di strano? Giuseppe è un buon cliente del padre mio». «Non lo avevi detto prima… Mi sono stupito per questo!…». Giuda cerca rimediare all’impressione, data prima, di affanno per l’incontro di Giuseppe e Nicodemo con Tommaso. «Mi fa strano che non siano venuti qui a venerarti. Non loro, non Cusa, non Mannanen… Nessuno dei…». Ma l’Iscariota ride con una falsa risata, interrompendo Bartolomeo, e dice: «Il coccodrillo si rintana nell’ora buona». «Che vuoi dire? Che insinui?», interroga Simone, aggressivo quanto non fu mai. «Pace, pace! Ma che avete? È sera pasquale! Mai avemmo sì degno apparato alla consumazione dell’agnello. Consumiamo dunque la cena con spirito di pace. Vedo che vi ho molto turbato con le mie istruzioni di queste ultime sere. Ma, vedete? Ho finito! Ora non vi turberò più. Non tutto è detto di quanto a Me si riferisce. Solo l’essenziale. Il resto… lo capirete poi. Vi sarà detto… Sì. Verrà Chi ve lo dirà.

6 Giovanni, vai con Giuda e qualche altro a prendere le coppe per la purificazione. E poi sediamo alla mensa». Gesù è di una dolcezza straziante. Giovanni con Andrea, Giuda Taddeo con Giacomo, portano l’ampia coppa, vi mescono acqua e offrono l’asciugamani a Gesù e ai compagni, i quali poi fanno lo stesso con loro. La coppa (che è un bacile di metallo) viene messa in un angolo. «Ed ora ai propri posti. Io qui, e qui (alla destra) Giovanni, e dall’altro lato il mio fedele Giacomo. I due primi discepoli. Dopo Giovanni la mia Pietra forte, e dopo Giacomo colui che è come l’aria. Non si avverte. Ma è sempre presente e dà conforto: Andrea. Vicino a lui, mio cugino Giacomo. Tu non ti rammarichi, dolce fratello, se do il primo posto ai primi? Sei il nipote del Giusto, il cui spirito palpita e aleggia su Me, in questa sera, più che mai. Abbi pace, padre della mia debolezza di fanciullino, quercia alla cui ombra ebbero ristoro la Madre e il Figlio! Abbi pace!… Dopo Pietro, Simone… Simone, vieni un momento qui. Voglio fissare il tuo volto leale. Dopo non ti vedrò che male, perché altri mi copriranno la tua onesta faccia. Grazie, Simone. Di tutto», e lo bacia. Simone, quando è lasciato, va al suo posto portandosi per un attimo le mani al volto con atto di afflizione. «Di fronte a Simone, il mio Bartolmai. Due onestà e due sapienze che si rispecchiano. Stanno bene insieme. E vicino, tu, Giuda, fratello mio. Così ti vedo,… e mi sembra di essere a Nazaret… quando qualche festa ci riuniva tutti ad una mensa… Anche a Cana… Ricordi? Eravamo insieme. Una festa… una festa di nozze… il primo miracolo… l’acqua mutata in vino… Anche oggi una festa… e anche oggi vi sarà un miracolo… il vino cambierà natura… e sarà… ». Gesù si immerge nel suo pensiero. A capo chino, è come isolato nel suo mondo segreto. Gli altri lo guardano e non parlano. Rialza il capo e fissa Giuda Iscariota, al quale dice: «Tu mi starai di fronte». «Tanto mi ami? Più di Simone, che mi vuoi avere sempre di fronte?». «Tanto. Lo hai detto». «Perché, Maestro?». «Perché tu sei quello che hai fatto più di tutti per quest’ora». Giuda guarda con un mutevolissimo sguardo il Maestro e i compagni. Il primo con un che di ironica compassione, gli altri con aria di trionfo. «E vicino a te, da una parte Matteo, dall’altra Tommaso». «Allora Matteo alla mia sinistra e Toma a destra». «Come vuoi, come vuoi», dice Matteo. «Mi basta aver bene di fronte il mio Salvatore». «Ultimo, Filippo. Ecco, vedete? Chi non è al mio fianco nel lato d’onore, ha l’onore di essermi di fronte».

7 Gesù, ritto al suo posto, mesce nell’ampio calice collocato a Lui davanti (tutti hanno alti calici, ma Lui ne ha uno molto più ampio, oltre quello che hanno tutti. Deve essere il calice di rito). Mesce in esso il vino. Lo alza, lo offre. Lo posa. Poi tutti insieme chiedono con tono di salmo: «Perché questa cerimonia?». Domanda formale, si capisce. Di rito. Alla quale Gesù, come capo famiglia, risponde: «Questo giorno ricorda la nostra liberazione dall’Egitto. Sia benedetto Geové che ha creato il frutto della vigna». Beve un sorso di questo vino offerto e passa il calice agli altri. Poi offre il pane, lo spezza, lo distribuisce, indi le erbe intinte nella salsa rossastra che è in quattro salsiere. Finita questa parte di pasto, cantano dei salmi, tutti in coro. Viene portato dalla credenza sulla mensa, e posto di fronte a Gesù, il capace vassoio dell’agnello arrostito. Pietro, che ha il ruolo di… prima parte, di coro, se più le piace, chiede: «Perché quest’agnello, così?». «A ricordo di quando Israele fu salvo per l’agnello immolato. Non morì primogenito dove il sangue splendeva sugli stipiti e l’architrave. E dopo, mentre tutto l’Egitto piangeva sui primogeniti maschi morti, dalla reggia ai tuguri, gli ebrei, capitanati da Mosè, si mossero verso la terra della liberazione e della promessa. Coi fianchi già cinti, i calzari al piede, in mano il bordone, fu sollecito il popolo di Abramo a porsi in marcia cantando gli inni della gioia». Tutti si alzano in piedi e intonano: «Quando Israele uscì dall’Egitto e la casa di Giacobbe di mezzo ad un popolo barbaro, la Giudea divenne il suo santuario», ecc. ecc. (se trovo giusto, è il salmo 114. Quello che viene detto subito dopo è il Salmo 113). Ora Gesù taglia l’agnello, mesce un nuovo calice, lo passa dopo averne bevuto. Poi cantano ancora: «Fanciulli, lodate il Signore, sia benedetto il nome dell’Eterno ora e sempre nei secoli. Dall’oriente all’occidente deve essere lodato», ecc. Gesù dà le parti, badando che ognuno sia bon servito, proprio come un padre di famiglia fra figli a lui tutti cari. È solenne, un po’ triste, mentre dice: «Ho ardentemente desiderato di mangiare con voi questa Pasqua. È stato il mio desiderio dei desideri da quando, in eterno, Io fui “il Salvatore”. Sapevo che quest’ora precede quella. E la gioia di darmi metteva in anticipo questo sollievo al mio patire… Ho ardentemente desiderato di mangiare con voi questa Pasqua, perché mai più gusterò del frutto della vite finché sia venuto il Regno di Dio. Allora mi assiderò nuovamente cogli eletti al Banchetto dell’Agnello, per le nozze dei viventi col Vivente. Ma ad esso verranno soltanto coloro che sono stati umili e mondi di cuore come Io sono».

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per me è soltanto un opera letteraria edificante: ed è vera, soltanto, nella misura in cui è collegata ai Vangeli VALTORTA: L’ULTIMA CENA http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/9/dc-lultima-cena-pasquale-mt-26-20-35-mc-14-17-31-lc-22-14-38-gv-13-17 (9 marzo 1945)

8 «Maestro, poco fa Tu hai detto che chi non ha l’onore del posto ha quello d’esserti di fronte. Come allora possiamo sapere chi è il primo fra noi?», chiede Bartolomeo. «Tutti e nessuno. Una volta… tornavamo stanchi… nauseati per l’astio farisaico. (Vol 5 Cap 352). Ma stanchi non eravate per disputare fra di voi chi fosse il più grande… Un bambino mi corse vicino… un mio piccolo amico… E la sua innocenza temperò il mio disgusto di tante cose. Non ultima la vostra umanità pervicace. Dove sei ora, piccolo Beniamino dalla sapiente risposta, a te venuta dal Cielo perché, angelo come eri, lo Spirito ti parlava? Io vi ho detto allora: “Se uno vuole essere il primo sia l’ultimo e servo di tutti”. E vi ho dato ad esempio il fanciullo saggio. Ora vi dico: “I re delle nazioni le signoreggiano. E i popoli oppressi, pur odiandoli, li acclamano e i re vengono detti ‘Benefattori’, ‘Padri della Patria’. Ma l’odio cova sotto il bugiardo ossequio”. Ma fra voi così non sia. Il maggiore sia come il minore, il capo come colui che serve. Chi infatti è più grande? Chi sta a mensa, o chi serve? È colui che sta a mensa. Eppure Io vi servo. E fra poco più vi servirò. Voi siete quelli che siete stati con Me nelle prove. Ed Io dispongo per voi un posto nel mio Regno, così come Io sarò in esso Re secondo il volere del Padre, acciocché mangiate e beviate alla mia mensa eterna e siate assisi sui troni giudicando le dodici tribù di Israele. Siete rimasti con Me nelle mie prove… Solo questo è quello che vi dà grandezza agli occhi del Padre». «E quelli che verranno? Non avranno posto nel Regno? Noi soli?». «Oh! quanti principi nella mia Casa! Tutti coloro che saranno stati fedeli al Cristo nelle prove della vita saranno principi nel Regno mio. Perché coloro che avranno perseverato sino alla fine nel martirio dell’esistenza saranno pari a voi, che con Me siete rimasti nelle mie prove. Io mi identifico nei miei credenti. Il Dolore che Io abbraccio per voi e per tutti gli uomini Io lo do come insegna ai più eletti. Chi nel Dolore mi sarà fedele sarà un mio beato pari a voi, o miei diletti».

9 «Noi abbiamo perseverato fino alla fine». «Lo credi, Pietro? Ed Io ti dico che l’ora della prova ha ancora da venire. Simone, Simone di Giona, ecco che Satana ha chiesto di vagliarvi come il grano. Io ho pregato per te, perché la tua fede non vacilli. Tu, quando sarai ravveduto, conferma i tuoi fratelli». «Lo so di essere un peccatore. Ma fedele a Te lo sarò fino alla morte. Non ho questo peccato. Mai l’avrò». «Non essere superbo, Pietro mio. Quest’ora muterà infinite cose, che prima erano così ed ora saranno diverse. Quante! … Esse portano e importano necessità nuove. Voi lo sapete. Io vi ho sempre detto, anche quando andavamo per luoghi remoti percorsi dai banditi: “Non temete. Nulla ci accadrà di male perché gli angeli del Signore sono con noi. Non preoccupatevi di nulla”. Vi ricordate quando vi dicevo: “Non abbiate sollecitudini per ciò che dovete mangiare e per le vesti. Il Padre sa di che abbiamo bisogno”? Vi dicevo anche: “L’uomo è molto più di un passero e del fiore che oggi è erba e domani è fieno. Eppure il Padre ha cura anche del fiore e dell’uccellino. Potete allora dubitare che non abbia cura di voi?”. Vi dicevo ancora: “Date a chiunque vi chiede, a chi vi offende presentate l’altra guancia”. Vi dicevo: “Non abbiate borsa né bastone”. Perché Io ho insegnato amore e fiducia. Ma ora… Ora non è più quel tempo. Ora Io vi dico: “Vi è mai mancato nulla fino ad ora? Foste mai offesi?”». «Nulla, Maestro. E solo Tu fosti offeso». «Vedete dunque che la mia parola era verità. Ma ora gli angeli sono tutti richiamati dal loro Signore. È ora di demoni… Con le ali d’oro essi, gli angeli del Signore, si coprono gli occhi, si fasciano e si dolgono che non siano ali di colore cruccioso, perché è ora di lutto, e lutto crudele, sacrilego… Non ci sono angeli sulla Terra questa sera. Sono presso il trono di Dio per coprire col loro canto le bestemmie del mondo deicida e il pianto dell’Innocente. E noi siamo soli… Io e voi: soli. E i demoni sono i padroni dell’ora. Perciò ora prenderemo le apparenze e le misure dei poveri uomini che diffidano e non amano. Ora, chi ha una borsa prenda anche una bisaccia, chi non ha spada venda il suo mantello e ne comperi una. Perché anche questo è detto di Me nella Scrittura e si deve compiere: (Isaia 53, 12) “Egli è stato annoverato fra i malfattori”. In verità tutto ciò che mi riguarda ha il suo fine».

10 Simone, che si è alzato andando alla cassapanca dove ha deposto il suo ricco mantello – perché questa sera

sono tutti con gli abiti migliori e perciò hanno pugnali, damaschinati ma molto corti, più coltelli che pugnali, alle ricche cinture – prende due spade, due vere spade, lunghe, lievemente ricurve, e le porta a Gesù: «Io e Pietro ci siamo armati questa sera. Queste abbiamo. Ma gli altri non hanno che il corto pugnale». Gesù prende le spade, le osserva, ne snuda una e ne prova il taglio sull’unghia. È una strana vista e fa una ancora più strana impressione vedere quell’arnese feroce nelle mani di Gesù. «Chi ve le ha date?», chiede l’Iscariota mentre Gesù osserva e tace. E pare sulle spine Giuda… «Chi? Ti ricordo che mio padre era nobile e potente». «Ma Pietro…». «Ebbene? Da quando devo rendere conto dei doni che voglio fare ai miei amici?». Gesù alza il capo dopo avere ringuainato l’arma. Le rende allo Zelote. «Va bene. Bastano. Hai fatto bene a prenderle.

11 “Ma ora, avanti la bevuta al terzo calice, attendete un momento. Vi ho detto che il più grande è pari al più piccolo e che Io ho veste di servo a questa tavola, e più vi servirò. Finora vi ho dato cibo. Servizio per il corpo. Ora vi voglio dare un cibo per lo spirito. Non è un piatto del rito antico. È del nuovo rito. Io mi sono voluto battezzare prima di essere il “Maestro”. Per spargere la Parola bastava quel battesimo. Ora verrà sparso il Sangue. Ci vuole un altro lavacro anche su voi, che pure vi siete purificati dal Battista, a suo tempo, e anche oggi nel Tempio. Ma non basta ancora. Venite, che Io vi purifichi. Sospendete il pasto. Vi è qualcosa di più alto e necessario del cibo dato al ventre perché si empia, anche se è cibo santo come questo del rito pasquale. Ed è uno spirito puro, pronto a ricevere il dono del Cielo, che già scende per farsi trono in voi e darvi la Vita. Dare la Vita a chi è mondo». Gesù si alza in piedi, fa alzare Giovanni per uscire meglio dal suo posto, va ad una cassapanca e si leva la veste rossa deponendola piegata sul già piegato mantello, si cinge alla vita un ampio asciugamani, poi va ad un altro bacile, ancora vuoto e mondo. Vi versa dell’acqua, lo porta in mezzo alla stanza, presso la tavola, e lo mette su uno sgabello. Gli apostoli lo guardano stupefatti. «Non mi chiedete che faccio?». «Non sappiamo. Ti dico che siamo già purificati», risponde Pietro. «Ed Io ti ripeto che non importa. La mia purificazione servirà a chi è già puro ad essere più puro». Si inginocchia. Slaccia i sandali all’Iscariota ed uno per volta gli lava i piedi. È facile farlo, perché i letti-sedili sono fatti in modo che i piedi sono verso l’esterno. Giuda è sbalordito e non dice niente. Solo quando Gesù, prima di calzare il piede sinistro e alzarsi, fa l’atto di baciargli il piede destro già calzato, Giuda ritrae violentemente il piede e colpisce con la suola la bocca divina. Lo fa senza volere. Non è un colpo forte. Ma mi dà tanto dolore. Gesù sorride, e all’apostolo che gli chiede: «Ti ho fatto male? Non volevo… Perdona», dice: «No, amico. L’hai fatto senza malizia e non fa male». Giuda lo guarda… Uno sguardo turbato, sfuggente… Gesù passa a Tommaso, poi a Filippo… Gira il lato stretto della tavola e viene al cugino Giacomo. Lo lava e lo bacia, nell’alzarsi, in fronte. Passa ad Andrea, che è rosso di vergogna e fa sforzi per non piangere, lo lava, lo carezza come un bambino. Poi c’è Giacomo di Zebedeo, che non fa che mormorare: «Oh! Maestro! Maestro! Maestro! Annichilito, sublime Maestro mio!». Giovanni si è già slacciato i sandali e, mentre Gesù sta curvo ad asciugargli i piedi, si china e lo bacia sui capelli. Ma Pietro!… Non è facile persuaderlo a quel rito! «Tu lavare i piedi a me? Non te lo pensare! Sinché sono vivo, non te lo permetterò. Io sono il verme, Tu sei Dio. Ognuno a suo posto». «Ciò che Io faccio tu non lo puoi comprendere per ora. Ma poi lo comprenderai. Lasciami fare». «Tutto quello che vuoi, Maestro. Vuoi tagliarmi il collo? Fàllo. Ma lavarmi i piedi non lo farai». «Oh! mio Simone! Tu non sai che, se non ti lavo, non avrai parte nel mio Regno? Simone, Simone! Tu hai bisogno di quest’acqua per la tua anima e per il tanto cammino che devi fare. Non vuoi venire con Me? Se non ti lavo, non vieni nel mio Regno». «Oh! Signor mio benedetto! Ma allora lavami tutto! Piedi, mani e capo!». «Chi ha fatto come voi un bagno non ha bisogno che di lavarsi i piedi, giacché è interamente puro. I piedi… L’uomo coi piedi va nelle lordure. E poco ancora sarebbe perché, ve l’ho detto, non è ciò che entra ed esce col cibo quello che sporca, e non è quello che si posa sui piedi per via ciò che contamina l’uomo. (Vedi Vol 5 Capp 300 e 301, e il capitolo 567). Ma è quanto incuba e matura nel suo cuore e di lì esce a contaminare le sue azioni e le sue membra. E i piedi dell’uomo dall’animo impuro vanno alle crapule, alle lussurie, agli illeciti commerci, ai delitti… Perciò sono, fra le membra del corpo, quelle che hanno molta parte da purificare… con gli occhi, con la bocca… Oh! uomo! uomo! Perfetta creatura un giorno: il primo! E poi così corrotto dal Seduttore! E non c’era in te malizia, o uomo, e non peccato!… Ed ora? Sei tutto malizia e peccato, e non c’è parte di te che non pecchi!». Gesù ha lavato i piedi a Pietro, li bacia, e Pietro piange e prende con le sue grosse mani le due mani di Gesù, se le passa sugli occhi e le bacia poi. Anche Simone si è levato i sandali e senza parola si lascia lavare. Ma poi, quando Gesù sta per passare da Bartolomeo, Simone si inginocchia e gli bacia i piedi dicendo: «Mondami dalla lebbra del peccato come mi mondasti dalla lebbra del corpo, acciocché io non sia confuso nell’ora del giudizio, mio Salvatore! ». «Non temere, Simone. Verrai nella Città celeste bianco come neve alpina». «Ed io, Signore? Al tuo vecchio Bartolmai che dici? Tu mi hai visto sotto l’ombra del fico e mi hai letto nel cuore. Ed ora che vedi, e dove mi vedi? Rassicura un povero vecchio, che teme non avere forza e tempo per giungere a come Tu vuoi che si sia». Bartolomeo è molto commosso. «Anche tu non temere. Ho detto allora: “Ecco un vero israelita in cui non è frode”. Ora dico: “Ecco un vero cristiano degno del Cristo”. Dove ti vedo? Su un trono eterno, vestito di porpora. Io sarò sempre con te». È la volta di Giuda Taddeo. Questo, quando si vede ai piedi Gesù, non sa trattenersi, curva il capo sul braccio appoggiato sulla tavola e piange. «Non piangere, dolce fratello. Ora sei come uno che deve sopportare lo strappo di un nervo e ti pare di non poterlo sopportare. Ma sarà un breve dolore. Poi… oh! tu sarai felice, perché mi ami, tu. Ti chiami Giuda. E sei come il nostro grande Giuda: (cioè Giuda Maccabeo, celebrato in 1 Maccabei 3, 1-9) come un gigante. Sei colui che protegge. Le tue azioni sono da leone e lioncello che rugge. Tu scoverai gli empi che davanti a te indietreggeranno, e saranno atterriti gli iniqui. Io so. Sii forte. Un’eterna unione stringerà e renderà perfetta la nostra parentela in Cielo». Bacia anche lui sulla fronte come l’altro cugino. «Io sono peccatore, Maestro. Non a me…». «Tu eri peccatore, Matteo. Ora sei l’Apostolo. Sei una mia “voce”. Ti benedico. Questi piedi quanta strada hanno fatto per venire sempre avanti, verso Dio… L’anima li spronava ed essi hanno lasciato ogni via che non fosse la mia via. Procedi. Sai dove finisce il sentiero? Sul seno del Padre mio e tuo». Gesù ha finito. Si leva il telo, si lava in acqua pulita le mani, si riveste, torna al suo posto e dice, mentre si siede al suo posto: «Ora siete puri, ma non tutti. Solo coloro che ebbero volontà di esserlo». Fissa Giuda di Keriot che mostra di non udire, intento a spiegare al compagno Matteo come suo padre si decise a mandarlo a Gerusalemme. Un discorso inutile, che ha l’unico scopo di dare un contegno a Giuda che, per quanto audace, si deve sentire a disagio.

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per me è soltanto un opera letteraria edificante: ed è vera, soltanto, nella misura in cui è collegata ai Vangeli VALTORTA: L’ULTIMA CENA http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/9/dc-lultima-cena-pasquale-mt-26-20-35-mc-14-17-31-lc-22-14-38-gv-13-17 (9 marzo 1945)

12 Gesù mesce per la terza volta nel calice comune. Beve, fa bere. Poi intona, e gli altri fanno coro: «Amo perché il Signore ascolta la voce della mia preghiera, perché piega il suo orecchio verso di me. Io lo invocherò per tutta la vita. Mi avevano circondato dolori di morte», ecc. (Vengono recitati, nell’ordine: Salmo 116, Salmo 117, Salmo 118 [lungo inno], Salmo 119 [quello che non finisce mai]). Un attimo di sosta. Poi riprende a cantare: «Ebbi fede, per questo ho parlato. Ma ero fortemente umiliato. E dicevo nel mio smarrimento: “Ogni uomo è menzognero”». Guarda fisso Giuda. La voce, stanca questa sera, del mio Gesù riprende lena quando esclama: «È preziosa al cospetto di Dio la morte dei santi», e «Tu hai spezzato le mie catene. A Te sacrificherò ostia di lode invocando il nome del Signore», ecc. ecc. Un’altra breve sosta nel canto e poi riprende: «Lodate tutte il Signore, o nazioni, tutti i popoli lodatelo. Perché si è affermata su noi la sua misericordia e la verità del Signore dura in eterno». Altra breve sosta e poi un lungo inno: «Celebrate il Signore, perché Egli è buono, perché la sua misericordia dura in eterno…». Giuda di Keriot canta stonato tanto che per due volte Tommaso lo rimette in tono col suo potente vocione baritonale e lo guarda fisso. Anche altri lo guardano, perché generalmente è sempre ben intonato, e della sua voce ho capito che se ne tiene come del resto. Ma questa sera! Certe frasi lo turbano al punto che stecca, e così certi sguardi di Gesù che sottolineano le frasi. Una è: «Meglio confidare nel Signore che confidare nell’uomo». Un’altra è: «Urtato, vacillavo e stavo per cadere. Ma il Signore mi ha sorretto». Un’altra è: «Io non morrò ma vivrò e narrerò le opere del Signore». E infine queste due, che dico ora, fanno strozzare la voce in gola al Traditore: «La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra angolare», e «Benedetto colui che viene nel nome del Signore! ». Finito il salmo, mentre Gesù taglia e porge di nuovo dell’agnello, Matteo chiede a Giuda di Keriot: «Ma ti senti male?». «No. Lasciami stare. Non ti occupare di me». Matteo si stringe nelle spalle. Giovanni, che ha udito, dice: «Anche il Maestro non sta bene. Che hai, Gesù mio? La tua voce è fioca. Come di malato o di chi ha molto pianto», e lo abbraccia stando col capo sul petto di Gesù. «Non ha che molto parlato, come io non ho che molto camminato e preso fresco», dice Giuda nervoso. E Gesù, senza rispondere a lui, dice a Giovanni: «Tu mi conosci ormai… e sai cosa è che mi stanca…».

13 L’agnello è quasi consumato. Gesù, che ha mangiato pochissimo, bevendo solo un sorso di vino ad ogni calice e bevendo in compenso

molt’acqua come fosse febbrile, riprende a parlare: «Voglio che voi comprendiate il mio gesto di dianzi. Vi ho detto che il primo è come l’ultimo e che vi darò un cibo non corporale. Un cibo di umiltà vi ho dato. Per lo spirito vostro. Voi chiamate Me: Maestro e Signore. Dite bene, perché tale Io sono. Se dunque Io ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete farvelo l’un l’altro. Io vi ho dato l’esempio affinché, come Io ho fatto, voi facciate. In verità vi dico: il servo non è da più del padrone, né l’apostolo è più di Colui che tale lo ha fatto. Cercate di comprendere queste cose. Se poi, comprendendole, le metterete in pratica, sarete beati. Ma non sarete tutti beati. Io vi conosco. So chi ho scelto. Non parlo di tutti ad un modo. Ma dico ciò che è vero. D’altra parte, deve compiersi ciò che è scritto a mio riguardo: (Salmo 41, 10)

“Colui che mangia il pane con Me ha levato il suo calcagno su Me”. Tutto Io vi dico prima che avvenga, perché non abbiate dubbi su Me. Quando tutto sarà compiuto, voi crederete ancor più che Io sono Io. Chi accoglie Me accoglie Colui che mi ha mandato: il Padre santo che è nei Cieli; e chi accoglierà coloro che Io manderò, accoglierà Me stesso. Perché Io sono col Padre e voi siete con Me… Ma ora compiamo il rito». Versa di nuovo vino nel calice comune e, prima di berne e di farne bere, si alza, e con Lui si alzano tutti, e canta di nuovo uno dei salmi di prima: «Ebbi fede e per questo parlai…», e poi uno che non finisce mai. Bello… ma eterno! Credo di ritrovarlo per l’inizio e la lunghezza, nel salmo 119. Lo cantano così. Un pezzo tutti insieme. Poi, a turno, uno ne dice un distico e gli altri insieme un pezzo, e così via sino alla fine. Lo credo che alla fine abbiano sete!

14 Gesù si siede. Non si mette sdraiato. Resta seduto, come noi. E parla: «Ora che l’antico rito è compiuto, Io celebro il nuovo rito. Vi ho promesso un miracolo d’amore. È l’ora di farlo. Per questo ho desiderato questa Pasqua. Da ora in poi questo è l’ostia che sarà consumata in perpetuo rito d’amore. Vi ho amato per tutta la vita della Terra, amici diletti. Vi ho amato per tutta l’eternità, figli miei. E amare vi voglio sino alla fine. Non vi è cosa più grande di questa. Ricordatevelo. Io me ne vado. Ma resteremo per sempre uniti mediante il miracolo che ora Io compio». Gesù prende un pane ancora intiero, lo pone sul calice colmo. Benedice e offre questo e quello, poi spezza il pane e ne prende tredici pezzi e ne dà uno per uno agli apostoli dicendo: «Prendete e mangiate. Questo è il mio Corpo. Fate questo in memoria di Me che me ne vado». Dà il calice e dice: «Prendete e bevete. Questo è il mio Sangue. Questo è il calice del nuovo patto nel Sangue e per il Sangue mio, che sarà sparso per voi per la remissione dei vostri peccati e per darvi la Vita. Fate questo in memoria di Me». Gesù è tristissimo. Ogni sorriso, ogni traccia di luce, di colore lo hanno abbandonato. Ha già un volto d’agonia. Gli apostoli lo guardano angosciati.

15 Gesù si alza dicendo: «Non vi muovete. Torno subito». Prende il tredicesimo pezzetto di pane, prende il calice ed esce dal Cenacolo. «Va dalla Madre», sussurra Giovanni. E Giuda Taddeo sospira: «Misera donna! ». Pietro chiede in un soffio: «Credi che sappia?». «Tutto sa. Tutto ha sempre saputo». Parlano tutti a voce bassissima, come davanti ad un morto. «Ma credete che proprio…», chiede Tommaso che non vuole ancora credere. «E ne hai dubbi? È la sua ora», risponde Giacomo di Zebedeo. «Dio ci dia la forza di essere fedeli», dice lo Zelote. «Oh! io…» , sta per parlare Pietro. Ma Giovanni, che è all’erta, dice: «Sss. È qui». Gesù rientra. Ha in mano il calice vuoto. Appena sul fondo vi è un’ombra di vino, e sotto la luce del lampadario pare proprio sangue. Giuda Iscariota, che ha davanti il calice, lo guarda come affascinato e poi ne torce lo sguardo. Gesù l’osserva ed ha un brivido che Giovanni, appoggiato come è al suo petto, sente. «Ma dillo! Tu tremi…», esclama. «No. Non tremo per febbre…

16 Io tutto vi ho detto e tutto vi ho dato. Di più non potevo darvi. Me stesso vi ho dato». Ha il suo dolce gesto delle mani che, prima congiunte, ora si disgiungono e si allargano, mentre la testa si china come per dire: «Scusate se non posso di più. Così è». «Tutto vi ho detto e tutto vi ho dato. E ripeto. Il nuovo rito è compiuto. Fate questo in memoria di Me. Io vi ho lavato i piedi per insegnarvi ad essere umili e puri come il Maestro vostro. Perché in verità vi dico che, come è il Maestro, così devono essere i discepoli. Ricordatelo, ricordatelo. Anche quando sarete in alto, ricordatelo. Non vi è discepolo da più del Maestro. Come Io vi ho lavato, voi fatelo fra voi. Ossia amatevi come fratelli, aiutandovi l’un l’altro, venerandovi a vicenda, essendo l’un coll’altro d’esempio. E siate puri. Per essere degni di mangiare il Pane vivo disceso dal Cielo ed avere in voi e per Esso la forza d’essere i miei discepoli nel mondo nemico, che vi odierà per il mio Nome. Ma uno di voi non è puro. Uno di voi mi tradirà. Di questo sono fortemente conturbato nello spirito… La mano di colui che mi tradisce è meco su questa tavola, e non il mio amore, non il mio Corpo e il mio Sangue, non la mia parola lo ravvedono e lo fanno pentito. Io lo perdonerei, andando alla morte anche per lui». I discepoli si guardano esterrefatti. Si scrutano, in sospetto l’un dell’altro. Pietro fissa l’Iscariota in un risveglio di tutti i suoi dubbi. Giuda Taddeo scatta in piedi per guardare a sua volta l’Iscariota al disopra del corpo di Matteo. Ma l’Iscariota è così sicuro! A sua volta guarda fisso Matteo come sospettasse di lui. Poi fissa Gesù e sorride chiedendo: «Son forse io quello?». Pare il più sicuro della sua onestà e che dica così, tanto per non lasciare cadere la conversazione. Gesù ripete il suo gesto dicendo: «Tu lo dici, Giuda di Simone. Non Io. Tu lo dici. Io non ti ho nominato. Perché ti accusi? Interroga il tuo interno ammonitore, la tua coscienza di uomo, la coscienza che Dio Padre ti ha data per condurti da uomo, e senti se ti accusa. Tu lo saprai prima di tutti. Ma se essa ti rassicura, perché dici una parola e pensi un fatto che è anatema anche a dirlo o a pensarlo per gioco?». Gesù parla con calma. Sembra sostenga la tesi proposta come lo può fare un dotto alla sua scolaresca. Il subbuglio è forte. Ma la calma di Gesù lo placa.

17 Però Pietro, che è il più sospettoso di Giuda – forse lo è anche il Taddeo, ma lo pare meno, disarmato come è dalla disinvoltura dell’Iscariota – tira Giovanni per la manica e quando Giovanni, che si è tutto stretto a Gesù udendo parlare di tradimento, si volge, gli sussurra: «Chiedigli chi è». Giovanni riprende la sua posizione, solo alza lievemente il capo come per baciare Gesù, e intanto gli mormora all’orecchio: «Maestro, chi è?». E Gesù pianissimo, rendendogli il bacio fra i capelli: «Colui a cui darò un pezzo di pane intinto». E preso un pane ancora intero, non il resto di quello usato per l’Eucarestia, ne stacca un grosso boccone, lo intinge nel succo lasciato dall’agnello nel vassoio, allunga al disopra della tavola il braccio e dice: «Prendi, Giuda. Questo a te piace». «Grazie, Maestro. Mi piace, sì», e ignaro di ciò che è quel boccone se lo mangia, mentre Giovanni, inorridito, chiude persino gli occhi per non vedere l’orrido riso dell’Iscariota mentre coi denti forti morde il pane accusatore. «Bene. Ora che ti ho fatto felice, va’», dice Gesù a Giuda. «Tutto è compiuto qui (marca molto la parola). Quello che resta ancora da fare altrove fàllo presto, Giuda di Simone». «Ti ubbidisco subito, Maestro. Poi ti raggiungerò al Getsemani. Vai là, vero? Come sempre?». «Vado là… come sempre… sì». «Che ha da fare?», chiede Pietro. «Va solo?». «Non sono un pargolo», motteggia Giuda che si sta mettendo il mantello. «Lascialo andare. Io e lui sappiamo ciò che si deve fare», dice Gesù. «Sì, Maestro». Pietro tace. Forse pensa di avere peccato di sospetto verso il compagno. Con la mano sulla fronte, pensa. Gesù si stringe al cuore Giovanni e torna a sussurrargli fra i capelli: «Non dire nulla a Pietro, per ora. Sarebbe un inutile scandalo». «Addio, Maestro. Addio, amici». Giuda saluta. «Addio», dice Gesù. E Pietro: «Ti saluto, ragazzo». Giovanni, col capo quasi nel grembo di Gesù, mormora: «Satana! ». Solo Gesù l’ode e sospira. Qui mi cessa tutto, ma Gesù dice: «Sospendo per pietà di te. Ti darò la fine della Cena in altro momento».

18 (continua la Cena) Vi è qualche minuto di assoluto silenzio. Gesù sta a capo chino, carezzando macchinalmente i capelli biondi di Giovanni. Poi si scuote. Alza la testa, gira lo sguardo, ha un sorriso che conforta i discepoli. Dice: «Lasciamo la tavola. E sediamo tutti ben vicini, come tanti figli intorno al padre». Prendono i letti-sedili che erano dietro la tavola (quelli di Gesù, Giovanni, Giacomo, Pietro, Simone, Andrea

ed il cugino Giacomo) e li portano dall’altro lato. Gesù prende posto sul suo, sempre fra Giacomo e Giovanni. Ma, quando vede che Andrea sta per sedersi al posto lasciato dall’Iscariota, grida: «No, là no». Un grido impulsivo, che la sua somma prudenza non riesce a impedire. Poi modifica dicendo così: «Non occorre tanto spazio. Stando seduti, si può stare su questi soli. Bastano. Vi voglio molto vicini». Ora, rispetto alla tavola, sono messi in forma ad U con Gesù al centro e avendo di fronte la tavola, spoglia di vivande ormai, e il posto di Giuda. Giacomo di Zebedeo chiama Pietro: «Siediti qui. Io mi siedo su questo sgabelletto, ai piedi di Gesù». «Che Dio ti benedica, Giacomo! Ne avevo tanta voglia!», dice Pietro e si serra al suo Maestro, che è così fra la stretta di Giovanni e Pietro, avendo ai piedi Giacomo. Gesù sorride: «Vedo che comincia ad operare la parola detta prima. I buoni fratelli si amano. Anche Io ti dico, Giacomo: “Che Dio ti benedica”. Anche questo tuo atto non sarà dimenticato dall’Eterno e lo troverai lassù.

19 “Tutto Io posso di quanto Io chiedo. Voi lo avete visto. È bastato un mio desiderio perché il Padre concedesse al Figlio di darsi in Cibo all’uomo. Con quanto è accaduto adesso è stato glorificato il Figlio dell’uomo, perché è testimonianza di potere il miracolo che non è che possibile agli amici di Dio. Più è grande il miracolo e più è sicura e profonda questa divina amicizia. Questo è un miracolo che, per la sua forma, durata e natura, per gli estremi di esso ed i limiti che tocca, più forte non ce ne può essere. Io ve lo dico: tanto è potente, soprannaturale, inconcepibile all’uomo superbo, che ben pochi lo comprenderanno come va compreso, e molti lo negheranno. Che dirò allora? Condanna per loro? No. Dirò: pietà! Ma più grande è il miracolo, più grande è la gloria che all’autore dello stesso viene. È Dio stesso che dice: “Ecco, questo mio diletto ciò che ha voluto ha avuto, ed Io l’ho concesso perché egli ha grande grazia agli occhi miei”. E qui dice: “Ha una grazia senza limiti così come è infinito il miracolo da Lui compiuto”. Parimenti alla gloria che si riversa sull’autore del miracolo da parte di Dio è la gloria che da esso autore si riversa sul Padre. Perché ogni gloria soprannaturale, essendo veniente da Dio, alla sua sorgente ritorna. E la gloria di Dio, per quanto già infinita, sempre più si aumenta e sfavilla perla gloria dei suoi santi. Onde Io dico: come è stato glorificato il Figlio dell’uomo da Dio, così Dio è stato glorificato dal Figlio dell’uomo. Io ho glorificato Dio in Me stesso. A sua volta, Dio glorificherà il suo Figlio in Lui. Ben presto lo glorificherà.

20 Esulta, Tu che torni alla tua Sede, o Essenza spirituale della Seconda Persona! Esulta, o Carne che torni ad ascendere dopo tanto esilio nel fango! E non già il Paradiso d’Adamo, ma l’eccelso Paradiso del Padre sta per esserti dato a dimora. Ché, se è stato detto che per lo stupore di un comando di Dio (Giosuè 10, 12-14), dato per bocca di un uomo, si arrestò il sole, che non avverrà negli astri quando vedranno il prodigio della Carne dell’Uomo ascendere e sedersi alla destra del Padre nella sua Perfezione di materia glorificata? Figliolini miei, per poco ancora Io resto con voi. E voi, dopo, mi cercherete come gli orfani cercano il morto genitore. E piangendo andrete parlando di Lui e picchierete invano al muto sepolcro, e poi ancora picchierete alle porte azzurre dei Cieli, con l’anima vostra lanciata in supplice ricerca d’amore, dicendo: “Dove il nostro Gesù? Lo vogliamo. Senza Lui non è più luce nel mondo, non letizia, né amore. O ce lo rendete, oppure lasciateci entrare. Noi vogliamo essere dove Egli è”. Ma non potete per ora venire dove Io vado. L’ho detto anche ai giudei: (Vedi Vol 7 Cap 488) “Poi mi cercherete, ma dove Io vado voi non potete venire”. Lo dico anche a voi.

21 Pensate alla Madre… Neppure Lei potrà venire dove Io vado. Eppure Io ho lasciato il Padre per venire a Lei e farmi Gesù nel suo seno senza macchia. Eppure dall’Inviolata Io sono venuto, nell’estasi luminosa del mio Natale. E del suo amore, divenuto latte, mi sono nutrito. Io sono fatto di purità e di amore perché Maria mi ha nutrito della sua verginità fecondata dall’Amore perfetto che vive in Cielo. Eppure per Lei Io sono cresciuto, costandole fatiche e lacrime… Eppure Io le chiedo un eroismo quale mai fu compito, e rispetto al quale quello di Giuditta e Giaele sono eroismi di povere femmine contrastanti colla rivale presso la fonte del paese. Eppure nessuno pari a Lei è nell’amarmi. E, ciononostate, Io la lascio e vado dove Lei non verrà che fra molto tempo. Per Lei non è il comando che do a voi: “Santificatevi anno per anno, mese per mese, giorno per giorno, ora per ora, per potere venire a Me quando sarà la vostra ora”. In Lei è ogni grazia e santità. È la creatura che ha tutto avuto e che tutto ha dato. Nulla vi è da aggiungere o da levare. È la santissima testimonianza di ciò che può Iddio.

22 Ma per essere certo che in voi sia capacità di potermi raggiungere e di dimenticare il dolore del lutto della separazione daI vostro Gesù, Io vi do un comandamento nuovo. Ed è che vi amiate gli uni con gli altri. Così come Io ho amato voi, ugualmente voi amatevi l’uno con l’altro. Da questo si conoscerà che siete miei discepoli. Quando un padre ha molti figli, da che si conosce che tali sono? Non tanto per l’aspetto fisico – perché vi sono uomini che sono in tutto simili ad un altro uomo, col quale non vi è nessun rapporto di sangue e neppure di nazione – quanto per il comune amore alla famiglia, al padre loro, e fra loro. Ed anche morto il padre non si disgrega la buona famiglia, perché il sangue è uno ed è sempre quello avuto dal seme del padre, e annoda legami che neppure la morte scioglie, perché più forte della morte è l’amore. Ora, se voi vi amerete anche dopo che Io vi avrò lasciati, tutti riconosceranno che voi siete miei figli, e perciò miei discepoli, e fra voi fratelli avendo avuto un unico padre».

23 «Signore Gesù, ma dove vai?», chiede Pietro. «Vado dove tu per ora non mi puoi seguire. Ma più tardi mi seguirai». «E perché non adesso? Ti ho seguito sempre da quando Tu mi hai detto: “Seguimi”. Ho tutto lasciato senza rimpianto… Ora, andartene senza il tuo povero Simone, lasciandomi privo di Te, mio Tutto, dopo che per Te ho lasciato il mio poco bene di prima, non è giusto né bello da parte tua. Vai alla morte? Sta bene. Ma io pu-re vengo. Andremo insieme nell’altro mondo. Ma prima ti avrò difeso. Io sono pronto a dare la vita per Te». «Tu darai la tua vita per Me? Ora? Ora no. In verità – oh! che in verità te lo dico – non avrà ancora cantato il gallo che tu mi avrai rinnegato tre volte. Ora è ancora la prima vigilia. Poi verrà la seconda… e poi la terza. Prima che scocchi il gallicinio, tu avrai per tre volte rinnegato il tuo Signore». «Impossibile, Maestro! Credo a tutto ciò che dici. Ma non a questo. Sono sicuro di me». «Ora, per ora sei sicuro. Ma perché ora hai ancora Me. Hai con te Iddio. Fra poco l’incarnato Iddio sarà preso e non l’avrete più. E Satana, dopo avervi già appesantiti – la tua stessa sicurezza è una astuzia di Satana, zavorra per appesantirti – vi spaurirà. Vi insinuerà: “Dio non è. Io sono”. E siccome, per quanto ottusi dallo spavento, ancora ragionerete, voi capirete che quando è Satana il padrone dell’ora è morto il Bene ed è operante il Male, abbattuto lo spirito e trionfante l’umano. Allora resterete come guerrieri senza duce, inseguiti dal nemico, e nello sbigottimento dei vinti curverete le schiene al vincitore, e per non essere uccisi rinnegherete il caduto eroe.

24 Ma, ve ne prego. Il vostro cuore non si turbi. Credete in Dio. E credete anche in Me. Contro tutte le apparenze, credete in Me. Creda nella mia misericordia e in quella del Padre tanto colui che resta come colui che fugge. Tanto colui che tace come colui che aprirà la bocca per dire: “Io non lo conosco”. Ugualmente credete nel mio perdono. E credete che, quali che siano in futuro le vostre azioni, nel Bene e nella mia Dottrina, nella mia Chiesa perciò, esse vi daranno un uguale posto in Cielo. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se così non fosse, Io ve lo avrei detto. Perché Io vado avanti. A preparare un posto per voi. Non fanno forse così i buoni padri quando devono portare altrove la loro piccola prole? Vanno avanti, preparano la casa, le suppellettili, le provviste. E poi tornano a prendere le loro creature più care. Così fanno per amore. Perché ai piccoli nulla manchi, e non provino disagio nel nuovo paese. Ugualmente così Io faccio. E per lo stesso motivo. Ora vado. E quando avrò preparato ad ognuno il posto nella Gerusalemme celeste, verrò di nuovo, vi prenderò con Me perché siate con Me dove Io sono, dove non ci sarà più né morte, né lutti, né lacrime, né grida, né fame, né dolore, né tenebre, né arsione, ma solo luce, pace, beatitudine e canto. Oh! canto dei Cieli altissimi quando i dodici eletti saranno sui troni coi dodici patriarchi delle tribù d’Israele, e nell’ardenza del fuoco dell’amore spirituale canteranno, eretti sul mare della beatitudine, il cantico eterno che avrà ad arpeggio l’eterno alleluia dell’esercito angelico…

25 Io voglio che dove Io sarò voi siate. E voi sapete dove Io vado e ne conoscete la via». «Ma Signore! Noi non sappiamo nulla. Tu non ci dici dove vai. Come possiamo noi sapere la via da prendere per venire verso Te e abbreviare l’attesa?», chiede Tommaso. «Io sono la Via, la Verità, la Vita. Me lo avete sentito dire e spiegare più volte, ed in verità alcuni, che neppure sapevano esservi un Dio, si sono incamminati avanti, per la mia via, e sono già avanti di voi. Oh! dove sei tu, pecora spersa di Dio che Io ho ricondotta all’ovile? E dove tu, risorta d’anima?». «Chi? Di chi parli? Di Maria di Lazzaro? È di là, con tua Madre. La vuoi? O vuoi Giovanna? Certo è nel suo palazzo. Ma, se vuoi, te l’andiamo a chiamare…». «No. Non loro… Penso a quella che sarà disvelata solo in Cielo… e a Fotinai… (La samaritana, incontrata nei capitoli 143-144 e in 147 del Vol 2, e ricordata in 571 e in 572; l’altra è Aglae, incontrata la prima volta nel capitolo 77 del Vol 1). Esse mi hanno trovato. E non hanno più lasciato la mia via. Ad una ho indicato il Padre come Dio vero e lo spirito come levita in questa individuale adorazione. All’altra, che neppur sapeva di avere uno spirito, ho detto: “Il mio nome è Salvatore, salvo chi ha buona volontà di salvarsi. Io sono Colui che cerca i perduti, che dà la Vita, la Verità e la Purezza. Chi mi cerca mi trova”. E ambedue hanno trovato Iddio… Vi benedico, deboli Eve divenute più forti di Giuditta… Vengo, dove voi siete vengo… Voi mi consolate… Siate benedette!… ».

26 «Mostraci il Padre, Signore, e saremo pari a queste», dice Filippo. «Da tanto tempo Io sono con voi, e tu, Filippo, non mi hai ancora conosciuto? Chi vede Me vede il Padre mio. Come puoi dunque dire: “Mostraci il Padre”? Non riesci a credere che Io sono nel Padre e il Padre è in Me? Le parole che Io vi dico non le dico da Me. Ma il Padre che dimora in Me compie ogni mia opera. E voi non credete che Io sono nel Padre e Lui è in Me? Che devo dire per farvi credere? Ma se non credete alle parole, credete almeno alle opere. Io vi dico, e ve lo dico con verità: chi crede in Me farà le opere che Io faccio, e ancor di maggiori ne farà, perché Io vado al Padre. E tutto quanto domanderete al Padre in mio nome Io lo farò, perché il Padre sia glorificato nel suo Figlio. E farò quanto mi domanderete in nome del mio Nome. Il mio Nome è noto, per quello che realmente è, a Me solo, al Padre che mi ha generato e allo Spirito che dal nostro amore procede. E per quel Nome tutto è possibile. Chi pensa al mio Nome con amore mi ama e ottiene. Ma non basta amare Me, occorre osservare i miei comandamenti per avere il vero amore.

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per me è soltanto un opera letteraria edificante: ed è vera, soltanto, nella misura in cui è collegata ai Vangeli VALTORTA: L’ULTIMA CENA http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/9/dc-lultima-cena-pasquale-mt-26-20-35-mc-14-17-31-lc-22-14-38-gv-13-17 (9 marzo 1945) Sono le opere quelle che testificano dei sentimenti. E per questo amore Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore che resti per sempre con voi, Uno su cui Satana e il mondo non può infierire, lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere e non può colpire, perché non lo vede e non lo conosce. Lo deriderà. Ma Egli è tanto eccelso che lo scherno non lo potrà ferire, mentre, pietosissimo sopra ogni misura, sarà sempre con chi lo ama, anche se povero e debole. Voi lo conoscerete, perché già dimora con voi e presto sarà in voi.

27 Io non vi lascerò orfani. Già ve l’ho detto: “Ritornerò a voi”. Ma, prima che sia l’ora di venirvi a prendere per andare nel mio Regno, Io verrò. A voi verrò. Fra poco il mondo non mi vedrà più. Ma voi mi vedete e mi vedrete. Perché Io vivo e voi vivete. Perché Io vivrò e voi pure vivrete. In quel giorno voi conoscerete che Io sono nel Padre mio, e voi in Me ed Io in voi. Perché chi accoglie i miei precetti e li osserva, quello è colui che mi ama, e colui che mi ama sarà amato dal Padre mio e possederà Iddio, perché Dio è carità e chi ama ha in sé Dio. Ed Io lo amerò, perché in lui vedrò Iddio, e mi manifesterò a lui facendomi conoscere nei segreti del mio amore, della mia sapienza, della mia Divinità incarnata. Saranno i miei ritorni fra i figli dell’uomo, che Io amo nonostante siano deboli e anche nemici. Ma costoro saranno solo deboli. Ed Io li fortificherò; dirò loro: “Sorgi!”, dirò: “Vieni fuori!”, dirò: “Seguimi”, dirò: “Odi”, dirò: “Scrivi”… e voi siete fra questi». «Perché, Signore, Tu ti manifesti a noi e non al mondo?», chiede Giuda Taddeo. «Perché mi amate e osservate le mie parole. Chi così farà, sarà amato dal Padre e Noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui, in lui. Mentre chi non mi ama non osserva le mie parole e fa secondo la carne e il mondo. Ora sappiate che ciò che Io vi ho detto non è parola di Gesù Nazareno ma parola del Padre, perché Io sono il Verbo del Padre che mi ha mandato. Io vi ho detto queste cose parlando così, con voi, perché voglio lo stesso prepararvi al possesso completo della Verità e Sapienza. Ma ancora non potete capire né ricordare. Però, quando verrà a voi il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà in mio Nome, allora voi potrete capire, ed Egli tutto vi insegnerà, e vi ricorderà quanto Io vi ho detto.

28 Io vi lascio la mia pace. Io vi do la mia pace. Ve la do non come la dà il mondo. E neppure come fino ad ora ve l’ho data: saluto benedetto del Benedetto ai benedetti. Più profonda è la pace che ora vi do. In questo addio. Io vi comunico Me stesso, il mio Spirito di pace, così come vi ho comunicato il mio Corpo e il mio Sangue, perché in voi resti una forza nella imminente battaglia. Satana e il mondo sferrano guerra al vostro Gesù. È la loro ora. Abbiate in voi la Pace, il mio Spirito che è spirito di pace, perché Io sono il Re della pace. Abbiatela per non essere troppo derelitti. Chi soffre con la pace di Dio in sé soffre, ma non bestemmia e dispera. Non piangete. Avete pure sentito che ho detto: “Vado al Padre e poi tornerò”. Se mi amaste sopra la carne, vi rallegrereste, perché Io vado dal Padre dopo tanto esilio… Vado da Colui che è maggiore di Me e che mi ama. Io ve l’ho detto ora, prima che ciò si compia, così come vi ho detto tutte le sofferenze del Redentore prima di andare ad esse, affinché, quando tutto si compia, voi crediate sempre più in Me. Non turbatevi così! Non sgomentatevi. Il vostro cuore ha bisogno di equilibrio…

29 Poco più ho da parlarvi… e ancora tanto ho da dire! Giunto al termine di questa mia evangelizzazione, mi pare di non avere ancora nulla detto e che tanto, tanto, tanto ancora resti da fare. Il vostro stato aumenta questa mia sensazione. E che dirò allora? Che Io ho mancato al mio ufficio? O che voi siete così duri di cuore che a nulla esso è valso? Dubiterò? No. Mi affido a Dio, e a Lui affido voi, miei diletti. Egli compirà l’opera del suo Verbo. Non sono come un padre che muore e non ha altra luce che l’umana. Io spero in Dio. E pure sentendo in Me urgere tutti i consigli di cui vi vedo bisognosi e sentendo fuggire il tempo, vado tranquillo alla mia sorte. So che sui semi caduti in voi sta per scendere una rugiada che li farà tutti germogliare, e poi verrà il sole del Paraclito, ed essi diverranno albero potente. Sta per venire il principe di questo mondo, colui col quale Io non ho nulla a che fare. E, se non fosse per fine di redenzione, non avrebbe potuto nulla su Me. Ma ciò avviene affinché il mondo conosca che Io amo il Padre e lo amo fino alla ubbidienza di morte, e perciò faccio ciò che mi ha ordinato.

30 È l’ora di andare. Alzatevi. E udite le ultime parole. Io sono la vera Vite. Il Padre ne è il Coltivatore. Ogni tralcio che non porta frutto Egli lo recide e quello che porta frutto lo pota perché ne porti più ancora. Voi siete già purificati per la mia parola. Rimanete in Me ed Io in voi per continuare ad essere tali. Il tralcio staccato dalla vite non può fare frutto. Così voi se non rimanete in Me. Io sono la Vite e voi i tralci. Colui che resta unito a Me porta abbondanti frutti. Ma se uno si stacca diviene ramo secco e viene buttato nel fuoco e là brucia. Perché, senza l’unione con Me, voi nulla potete fare. Rimanete dunque in Me e le mie parole restino in voi, poi domandate quanto volete e vi sarà fatto. Il Padre mio sarà sempre più glorificato quanto più voi porterete frutto e sarete miei discepoli.

31 Come il Padre mi ha amato, così Io con voi. Rimanete nel mio amore che salva. Amandomi sarete ubbidienti, e l’ubbidienza aumenta il reciproco amore. Non dite che Io mi ripeto. So la vostra debolezza. E voglio che vi salviate. Io vi dico queste cose perché la gioia che vi ho voluto dare sia in voi e sia completa. Amatevi, amatevi! Questo è il mio comandamento nuovo. Amatevi scambievolmente più di quanto ognuno ami se stesso. Non vi è maggior amore di quello di colui che dà la sua vita per i suoi amici. Voi siete i miei amici ed Io do la vita per voi. Fate ciò che Io vi insegno e comando. Non vi chiamo più servi. Perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone, mentre voi sapete ciò che Io faccio. Tutto di Me sapete. Vi ho manifestato non solo Me stesso, ma anche il Padre ed il Paraclito e tutto quanto ho sentito da Dio. Non siete stati voi che vi siete scelti. Ma Io vi ho scelti e vi ho eletti, perché andiate fra i popoli, e facciate frutto in voi e nei cuori degli evangelizzati, e il vostro frutto rimanga e il Padre vi dia tutto ciò che gli chiederete in mio Nome.

32 Non dite: “E allora, se Tu ci hai scelti, perché hai scelto un traditore? Se tutto Tu sai, perché hai fatto questo?”. Non chiedetevi neppure chi è costui. Non è un uomo. È Satana. L’ho detto all’amico fedele e l’ho lasciato dire dal figlio diletto. È Satana. Se Satana non si fosse incarnato, l’eterno scimmiottatore di Dio, in una carne mortale, questo posseduto non avrebbe potuto sfuggire al mio potere di Gesù. Ho detto: “posseduto”. No. È molto di più: è un annullato in Satana». «Perché, Tu che hai cacciato i demoni, non lo hai liberato?», chiede Giacomo d’Alfeo. «Lo chiedi per amore di te, temendo essere tu quello? Non lo temere». «Io, allora?». «Io?». «Io?». «Tacete. Non dico quel nome. Uso misericordia e voi fate ugualmente». «Ma perché non lo hai vinto? Non potevi?». «Potevo. Ma, per impedire a Satana di incarnarsi per uccidermi, avrei dovuto sterminare la razza dell’uomo avanti la Redenzione. Che avrei allora redento?». «Dimmelo, Signore, dimmelo! ». Pietro è scivolato in ginocchio e scuote freneticamente Gesù come fosse in preda a delirio. «Sono io? Sono io? Mi esamino? Non mi pare. Ma Tu… Tu hai detto che ti rinnegherò… Ed io tremo… Oh! che orrore essere io!…». «No, Simone di Giona. Non tu». «Perché mi hai levato il mio nome di “Pietra”? Sono dunque tornato Simone? Lo vedi? Tu lo dici! … Sono io! Ma come ho potuto? Ditelo… ditelo voi… Quando è che ho potuto divenire traditore?… Simone?… Giovanni?… Ma parlate!…». «Pietro, Pietro, Pietro! Ti chiamo Simone perché penso al primo incontro, quando eri Simone. E penso come sei sempre stato leale dal primo momento. Non sei tu. Lo dico Io: Verità». «Chi, allora?». «Ma è Giuda di Keriot! Non lo hai ancora capito?», urla il Taddeo che non riesce più a contenersi. «Perché non me lo hai detto prima? Perché?», urla anche Pietro. «Silenzio. È Satana. Non ha altro nome. Dove vai, Pietro?». «A cercarlo». «Posa subito quel mantello e quell’arma. O ti devo scacciare e maledire?». «No, no! Oh! Signor mio! Ma io… ma io… Sono forse malato di delirio, io? Oh! Oh!». Pietro piange, gettato per terra ai piedi di Gesù.

33 «Io vi do comando di amarvi. E di perdonare. Avete capito? Se anche nel mondo è l’odio, in voi sia solo l’amore. Per tutti. Quanti traditori troverete sulla vostra via! Ma non li dovete odiare e rendere loro male per male. Altrimenti il Padre odierà voi. Prima di voi fui odiato e tradito Io. Eppure, voi lo vedete, Io non odio. Il mondo non può amare ciò che non è come esso. Perciò non vi amerà. Se foste suoi, vi amerebbe; ma non siete del mondo, avendovi Io presi da mezzo al mondo. E per questo siete odiati. Vi ho detto: il servo non è da più del padrone. Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno voi pure. Se avranno ascoltato Me, ascolteranno pure voi. Ma tutto faranno per causa del mio Nome, perché non conoscono, non vogliono conoscere Colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato, non sarebbero colpevoli. Ma ora il loro peccato è senza scusa. Hanno visto le mie opere, udito le mie parole, eppure mi hanno odiato, e con Me il Padre. Perché Io e il Padre siamo una sola Unità con l’Amore. Ma era scritto: (Salmi 35, 19; 69, 5) “Mi odiasti senza ragione”. Però, quando sarà venuto il Consolatore, lo Spirito di verità che dal Padre procede, sarà da Lui resa testimonianza di Me, e voi pure mi testimonierete, perché dal principio foste con Me. Questo vi dico perché, quando sarà l’ora, non rimaniate accasciati e scandalizzati. Sta per venire il tempo in cui vi cacceranno dalle sinagoghe e in cui chi vi ucciderà penserà di fare culto a Dio con ciò. Non hanno conosciuto né il Padre né Me. In ciò è la loro scusante. Non ve le ho dette così ampie prima di ora, queste cose, perché eravate come bambini pur mo’ nati. Ma ora la madre vi lascia. Io vado. Dovete assuefarvi ad altro cibo. Voglio lo conosciate.

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per me è soltanto un opera letteraria edificante: ed è vera, soltanto, nella misura in cui è collegata ai Vangeli VALTORTA: L’ULTIMA CENA http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/9/dc-lultima-cena-pasquale-mt-26-20-35-mc-14-17-31-lc-22-14-38-gv-13-17 (9 marzo 1945)

34 Nessuno più mi chiede: “Dove vai?”. La tristezza vi fa muti. Eppure è bene anche per voi che Io me ne vada. Altrimenti non verrà il Consolatore. Io ve lo manderò. E quando sarà venuto, attraverso la sapienza e la parola, le opere e l’eroismo che infonderà in voi, convincerà il mondo del suo peccato deicida e di giustizia sulla mia santità. E il mondo sarà nettamente diviso nei reprobi, nemici di Dio, e nei credenti. Questi saranno più o meno santi, a seconda del loro volere. Ma il giudizio del principe del mondo e dei suoi servi sarà fatto. Di più non posso dirvi, perché ancora non potete intendere. Ma Egli, il divino Paraclito, vi darà la Verità intera, perché non parlerà di Se stesso. Ma dirà tutto quello che avrà udito dalla Mente di Dio e vi annunzierà il futuro. Prenderà ciò che da Me viene, ossia ciò che ancora è del Padre, e ve lo dirà. Ancora un poco da vedersi. Poi non mi vedrete più. E poi ancora un poco, e poi mi vedrete.

35 Voi mormorate fra voi ed in cuor vostro. Udite una parabola. L’ultima del vostro Maestro. Quando una donna ha concepito e giunge all’ora del parto, è in grande afflizione perché soffre e geme. Ma quando il piccolo figlio è dato alla luce ed ella lo stringe sul cuore, ogni pena cessa e la tristezza si muta in gioia, perché un uomo è venuto al mondo. Così voi. Voi piangerete e il mondo riderà di voi. Ma poi la vostra tristezza si muterà in gioia. Una gioia che il mondo mai conoscerà. Voi ora siete tristi. Ma, quando mi rivedrete, il vostro cuore diverrà pieno di un gaudio che nessuno avrà più potere di rapirvi. Una gioia così piena che vi offuscherà ogni bisogno di chiedere e per la mente e per il cuore e per la carne. Solo vi pascerete di rivedermi, dimenticando ogni altra cosa. Ma proprio da allora potrete tutto chiedere in mio Nome, e vi sarà dato dal Padre perché abbiate sempre più gioia. Domandate, domandate. E riceverete. Viene l’ora in cui potrò parlarvi apertamente del Padre. Sarà perché sarete stati fedeli nella prova e tutto sarà superato. Perfetto quindi il vostro amore, perché vi avrà dato forza nella prova. E quanto a voi mancherà Io ve lo aggiungerò prendendolo dal mio immenso tesoro e dicendo: “Padre, lo vedi. Essi mi hanno amato credendo che Io venni da Te”. Sceso nel mondo, ora lo lascio e vado al Padre, e pregherò per voi».

36 «Oh! ora Tu ti spieghi. Ora sappiamo ciò che vuoi dire e che Tu sai tutto e rispondi senza che nessuno ti interroghi. Veramente Tu vieni da Dio! ». «Adesso credete? All’ultima ora? È tre anni che vi parlo! Ma già in voi opera il Pane che è Dio e il Vino che è Sangue non venuto da uomo, e vi dà il primo brivido di deificazione. Voi diverrete dèi se sarete perseveranti nel mio amore e nel mio possesso. Non come lo disse Satana ad Adamo ed Eva, ma come Io ve lo dico. È il vero frutto dell’albero del Bene e della Vita. Il Male è vinto in chi se ne pasce, ed è morta la Morte. Chi ne mangia vivrà in eterno e diverrà “dio” nel Regno di Dio. Voi sarete dèi se permarrete in Me. Eppure ecco… pur avendo in voi questo Pane e questo Sangue, poiché sta venendo l’ora in cui sarete dispersi, voi ve ne andrete per vostro conto e mi lascerete solo… Ma non sono solo. Ho il Padre con Me. Padre, Padre! Non mi abbandonare! Tutto vi ho detto… Per darvi pace. La mia pace. Ancora sarete oppressi. Ma abbiate fede. Io ho vinto il mondo».

37 Gesù si alza, apre le braccia in croce e dice con volto luminoso la sublime preghiera al Padre. Giovanni la riporta integralmente. (Nel suo Vangelo: Giovanni 17).

Gli apostoli lacrimano più o meno palesemente e rumorosamente. Per ultimo cantano un inno.

38 Gesù li benedice. Poi ordina: «Mettiamoci i mantelli, ora. E andiamo. Andrea, di’ al capo di casa di lasciare tutto così, per mio volere. Domani… vi farà piacere rivedere questo luogo». Gesù lo guarda. Pare benedire le pareti, i mobili, tutto. Poi si ammantella e si avvia, seguito dai discepoli. Al suo fianco è Giovanni, al quale si appoggia. «Non saluti la Madre?», gli chiede il figlio di Zebedeo. «No. È tutto già fatto. Fate, anzi, piano». Simone, che ha acceso una torcia alla lumiera, illumina l’ampio corridoio che va alla porta. Pietro apre cauto il portone ed escono tutti nella via e poi, facendo giocare un ordigno, chiudono dal di fuori. E si pongono in cammino.

39 Dice Gesù: «Dall’episodio della Cena, oltre la considerazione della carità di un Dio che si fa Cibo agli uomini, risaltano quattro ammaestramenti principali. Primo: la necessità per tutti i figli di Dio di ubbidire alla Legge. La Legge diceva che si doveva per Pasqua consumare l’agnello secondo il rituale dato dall’Altissimo a Mosè, ed Io, Figlio vero del Dio vero, non mi sono riputato, per la mia qualità divina, esente dalla Legge. Ero sulla Terra: Uomo fra gli uomini e Maestro degli uomini. Dovevo perciò fare il mio dovere di uomo verso Dio come e meglio degli altri. I favori divini non esimono dall’ubbidienza e dallo sforzo verso una sempre maggiore santità. Se paragonate la santità più eccelsa alla perfezione divina, la trovate sempre piena di mende, e perciò obbligata a sforzare se stessa per eliminarle e raggiungere un grado di perfezione per quanto più è possibile simile a quello di Dio.

40 Secondo: la potenza della preghiera di Maria. Io ero Dio fatto Carne. Una Carne che, per essere senza macchia, possedeva la forza spirituale per signoreggiare la carne. Eppure non ricuso, anzi invoco l’aiuto della Piena di Grazia, la quale anche in quell’ora di espiazione avrebbe trovato, è vero, sul suo capo il Cielo chiuso, ma non tanto che non riuscisse a strapparne un angelo, Lei, Regina degli angeli, per il conforto del suo Figlio. Oh! non per Lei, povera Mamma! Anche Lei ha assaporato l’amaro dell’abbandono del Padre, ma per questo suo dolore offerto alla Redenzione m’ha ottenuto di potere superare l’angoscia dell’orto degli Ulivi e di portare a termine la Passione in tutta la sua multiforme asprezza, di cui ognuna era volta a lavare una forma e un mezzo di peccato.

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VALTORTA: L’ULTIMA CENA http://www.valtortamaria.com/operamaggiore/volume/9/dc-lultima-cena-pasquale-mt-26-20-35-mc-14-17-31-lc-22-14-38-gv-13-17 (9 marzo 1945) 41 Terzo: il dominio su se stessi e la sopportazione dell’offesa, carità sublime su tutte, la possono avere unicamente quelli che fanno vita della loro vita la legge di carità che Io avevo bandita. E non bandita solo, ma praticata realmente. Cosa sia stato per Me aver meco alla mia tavola il mio Traditore, il dovere darmi ad esso, il dovere umiliarmi ad esso, il dovere dividere con esso il calice di rito e posare le labbra là dove egli le aveva posate, e farle posare a mia Madre, voi non potete pensare. I vostri medici hanno discusso e discutono sulla mia rapida fine e le dànno origine in una lesione cardiaca dovuta alle percosse della flagellazione. Sì, anche per queste il mio cuore divenne malato. Ma lo era già dalla Cena. Spezzato, spezzato nello sforzo di dover subire al mio fianco il mio Traditore. Ho cominciato a morire allora, fisicamente. Il resto non è stato che aumento della già esistente agonia. Quanto ho potuto fare l’ho fatto perché ero uno con la Carità. Anche nell’ora in cui Dio-Carità si ritirava da Me, ho saputo esser carità, perché ero vissuto, nei miei trentatré anni, di carità. Non si può giungere ad una perfezione, quale si richiede per perdonare e sopportare il nostro offensore, se non si ha l’abito della carità. Io l’avevo, e ho potuto perdonare e sopportare questo capolavoro di Offensore che fu Giuda.

42 Quarto: il Sacramento opera quanto più uno è degno di riceverlo. Se ne è fatto degno con una costante volontà, che spezza la carne e fa signore lo spirito, vincendo le concupiscenze, piegando l’essere alle virtù, tendendolo come arco verso la perfezione delle virtù e soprattutto della carità. Perché, quando uno ama, tende a far lieto chi ama. Giovanni, che mi amava come nessuno e che era puro, ebbe dal Sacramento il massimo della trasformazione. Cominciò da quel momento ad essere l’aquila, a cui è familiare e facile l’altezza nel Cielo di Dio e l’affissare il Sole eterno. Ma guai a chi riceve il Sacramento senza esserne affatto degno, ma anzi avendo accresciuto la sua sempre umana indegnità con le colpe mortali. Allora esso diviene non germe di preservazione e di vita ma di corruzione e di morte. Morte dello spirito e putrefazione della carne, per cui essa “crepa”, come dice Pietro di quella di Giuda. (Atti 1, 18). Non sparge il sangue, liquido sempre vitale e bello nella sua porpora, ma le sue interiora, nere di tutte le libidini, marciume che si riversa fuori dalla carne marcita come da carogna di animale immondo, oggetto di ribrezzo per i passanti. La morte del profanatore del Sacramento è sempre la morte di un disperato, e perciò non conosce il placido trapasso proprio di chi è in grazia, né l’eroico trapasso della vittima che soffre acutamente ma con lo sguardo fisso al Cielo e l’anima sicura della pace. La morte del disperato è atroce di contorsioni e di terrori, è una convulsione orrenda dell’anima già ghermita dalla mano di Satana, che la strozza per svellerla dalla carne e che la soffoca col suo nauseabondo fiato. Questa la differenza fra chi trapassa all’altra vita dopo essersi nutrito in essa di carità, fede, speranza e d’ogni altra virtù e dottrina celeste e del Pane angelico che l’accompagna coi suoi frutti – meglio se con la sua reale presenza – nel viaggio estremo, e chi trapassa dopo una vita di bruto con morte da bruto che la Grazia e il Sacramento non confortano. La prima è la serena fine del santo, a cui la morte apre il Regno eterno. La seconda è la spaventosa caduta del dannato, che si sente precipitare nella morte eterna e conosce in un attimo ciò che ha voluto perdere, né più può riparare. Per uno acquisto, per l’altro spogliamento. Per uno gioia, per l’altro terrore. Questo è quanto vi date a seconda del vostro credere ed amare, o non credere e deridere il dono mio. E questo è l’insegnamento di questa contemplazione».

UNA DEMONIACA AGENDA MASSONICA il Regime Bilderberg: alto tradimento costituzionale il signoraggio bancario! ] PROSSIMI OBIETTIVI DELLA MASSONERIA

1) Esproprio delle seconde case, date gratuitamente in uso a clandestini e nomadi, in aggiunta alle case popolari già esistenti.

2) Aumento della tassazione sulle prime case e sulle eredità.

3) Aumento dell’Iva.

4) Prelievi forzosi sui depositi e risparmi dei cittadini italiani.

5) Legalizzazione della prostituzione, anche minorile.

6) Legalizzazione della droga.

7) Ius soli e voto agli immigrati.

8) Chiusura dei Cie e apertura totale delle frontiere.

9) Parificazione in tutto e per tutto delle unioni e coppie di fatto a quelle regolarmente sposate.

10) Diritto al matrimonio delle coppie gay, lesbiche, trans e bisex.

11) Liberalizzazione totale dell’aborto, possibile anche postumo fino al 18 mese di vita del figlio.

12) Rimozione di tutti i simboli religiosi e sacri da ogni luogo pubblico, ivi compreso il crocifisso, che non potrà essere neanche indossato al collo, abolizione dell’insegnamento della religione a scuola.

13) Messa all’indice della bibbia, in quanto offensiva e discriminante per i non cristiani, per gli omosessuali, le prostitute e svariate altre categorie di persone, nonchè divieto di evangelizzazione cristiana, in quanto parificata all’integralismo e al fondamentalismo religioso.

14) Passaggio delle sovranità nazionali alla UE e all’ONU.

15) Comando militare assegnato alla NATO e fine degli eserciti nazionali.

16) Legalizzazione della poligamia.

17) Liberalizzazione totale della pornografia.

18) Insegnamento dell’educazione omosessuale, lesbica, transgenica e bisessuale a scuola.

19) Legalizzazione della pedofilia.

20) Accesso alla procreazione assistita a qualsiasi coppia, anche non eterosessuale, al commercio degli uteri in affitto, allo sperma, agli ovuli fecondati, anche in vitro, agli embrioni umani.

21) Legalizzazione dell’eutanasia, e creazione di un’età massima consentita di vita, e di un limite alla spese mediche di mantenimento per anziani, malati terminali non autosufficienti, oltre il quale si potrà disporre l’eutanasia di stato.

22) Fine del concetto di cittadinanza nazionale e passaggio al concetto di apolidismo.

23) Abrogazione della pensione sociale e della cassa integrazione, della garanzia bancaria dei depositi e della non fallibiltà di banche ed enti pubblici, stati e nazioni.

24) Imposizione a qualsiasi chiesa e religione, del dovere di celebrare le nozze omosessuali, lesbiche, incestuose, trans, bisex anche poligame.

25) Abolizione del battesimo ai minorenni o a persone comunque non consenzienti.

26) Scuole superiori ed università a numero chiuso.

27) Imposizione, -come già avviene in Cina, del numero massimo di 1 figlio a coppia.

28) Imposizione dell’inserimento di un microchip sottocutaneo.

29) Fine della circolazione della moneta cartacea.

30) Divieto di produzione alimentare per autoconsumo.

31) Imposizione delle culture biologicamente modificate.

32) Abrogazione del controllo della filiera alimentare.

33) Divieto di detenzione di armi a civili non poliziotti.

34) Scioglimento dell’arma dei Carabinieri e assoggettamento delle forze di polizia all’Eurogendfor Europea, e dell’Esercito Italiano a quello della UE.

35) Processabilità dei cittadini italiani anche al di fuori della giustizia italiana, quindi possibilità di estradizione per processi in altri paesi esteri, non più diritto al giudice naturale.

36) Perdita di tutti i diritti legati alla cittadinanza.

37) In caso di nascita di un secondo figlio nelle coppie eterosessuali (vietato per legge) si potrà procedere all’aborto imposto per legge, o in alternativa, la sottrazione per l’adozione a coppie gay, tans, bisex o lesbiche.

38) La maggiore età scatterà a 16 anni, e la possibilità di riconoscimento di una sessualità autonoma, a 12 anni.

39) Introduzione di una legge sull’omofobia, che punisca chiunque è contrario a qualsiasi orientamento sessuale difforme da quello eterosessuale.

40) La patria potestà, può essere tolta ai genitori naturali, su richiesta di un giudice, per motivi di interesse pubblico.

41) Le usl dovranno farsi carico del servizio sessuale a domicilio per gli aventi bisogno, attraverso operatrici sessuali assunte all’uopo dal governo comunitario centrale.

42) Le riserve auree nazionali verranno assegnate alla UE e gestite dal Consiglio d’Europa e dalla BCE.

43) Il parlamento Europeo, sarà eletto ad opera di grandi elettori, non più a suffragio universale.

44) Abrogazione della Costituzione della Repubblica Italiana, del codice penale e civile italiano e adozione della Costituzione Europea e delle leggi europee.

NIENTE PAURA! Grazie a Dio, durante i segreti di Medjugorje (ormai prossimi) la massoneria sarà ANNIENTATA dai relativi flagelli. Per cui, le leggi massoniche cadranno. Nella nuova epoca (post secrets) vigeranno nuovamente gli ETERNI Comandamenti di Dio. In TUTTO il mondo (Russia e Cina comprese).

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Non tutti sanno che…. Maria SS. di Narareth: fu esentata dalle doglie del parto: a Betlemme (cosa erroneamente riportata in alcuni films) e fu anche esente da malattie e invecchiamento. Lode a Dio, che La volle eternamente giovane e bella.

god: Kim Jong-un il Dio Leader supremo, lui è soltanto un comunista coerente, che, ha avuto da Allah: l’ordine di fare il genocidio di tutti i cristiani e di tutti gli ebrei!

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Kim Jong‑il, Padre, Ri Sol‑ju, Moglie, Kim Il‑sung, Nonno, Kim Jong-un ] tutti coloro che negano Dio? hanno fatto di se stessi un Dio, questo è il concetto demoniaco di Comunismo e Islam, infatti, se, ISLAM servisse Dio? non farebbe del male ai sui servitori!

“Perché ho rifiutato di affittare casa ai ragazzi gay? Non davano sufficienti garanzie finanziarie” ] [ quello di affittare la casa? è diventata una tragedia in Italia, possono rimanere in casa per 2anni senza pagare, lo sfratto ti costa 2000euro, e se ti devastano la casa per centinaia di migliaia di euro? te li piangi tu i danni, allora, quale è il senso delle tasse sulla casa e delle tasse sul canone di locazione? lo Stato prende tutto e non ti da niente, in realtà!

OVVIAMENTE, NON TUTTI I PRETI SONO COSÌ RICCHI PER LASCITI EREDITARI! Tutto quello che aveva don Giovanni Battista Grande lo ha lasciato al Comune di Cercenasco, alla sua ex parrocchia e alle Povere figlie di San Gaetano. Una somma importante, oltre 700 mila euro. Teresa Rubiano, sindaco del paese, dopo aver ascoltato la lettura del testamento dice: «Un grande dono per la sua gente che non lo dimenticherà. Al Comune ha lasciato tre assicurazioni sulla vita che ammontano in totale a 512 mila euro. Altri 100 mila della sua eredità personale li ha destinati alla parrocchia ed altrettanti alle suore della casa di riposo di Pancalieri, dove ha trascorso i suoi ultimi anni».

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per me Papa FRANCESCO non è un antipapa (ed io sono al suo fianco), ma, se è un massone andrà all’inferno (come ogni massone), perché 640 scomuniche della vera chiesa cattolica? non gli daranno scampo! ] [ L’epilogo del “pontificato” dell’antipapa Bergoglio. la prova che Bergoglio HA RICEVUTO MANDATO dai poteri bancari che puntano al governo mondiale, le masse Cattoliche l’avranno quando – conquistati i cuori dei fedeli, amato e venerato al di sopra di ogni sospetto – Bergoglio dovrà convincerli ad ubbidire alla dittatura mondiale. Purtroppo MOLTI lo seguiranno, levando inni di gioia al Signore. In realtà, l’idolo amato dalla gente, il buon pastore della Chiesa povera, dirigerà le sue greggi verso la tana del lupo. Questo, con Benedetto XVI, non sarebbe stato possibile. Questo è essere gesuiti. Questo è un Papa Nero.

Sappiate – comunque – che egli morirà durante il periodo dei 10 segreti (di Medjugorie). Per volontà di Dio. E non andrà in Purgatorio, bensì all’inferno, poichè MILIONI di anime si danneranno a causa sua.

Tuttavia – come ben sapete – è nostro dovere pregare per la sua anima sviata.

http://allisonmisti.blogspot.it/2013/

Attenzione a Voyager [ok, nessun cristiano, e nessuno storico può mettere in dubbio la autenticità storica dei Vangeli!] La nota trasmissione di Rai 2 – che, alcuni mesi or sono PARLO’ PIU’ CHE BENE DELLA SETTA MASSONICA – nella trasmissione sul Natale del 23 Dicembre, ha – miratamente – messo in dubbio la veridicita’ del racconto evangelico sulla Natività.

Davanti a Dio – che tutto vede – io, benchè miserabile peccatrice, vi rendo testimonianza che la narrazione Evangelica sulla nascita di Gesù E’ ESATTA. IN TUTTO E PER TUTTO. Come ci conferma anche la Mistica Maria Valtorta. Non lasciate che i massoni di Voyager instillino – in voi e nei vostri cari – dubbi e perplessità. Lo Spirito Santo vi conceda luce e fortezza.

MY BROTHER Salman SAUDI ARABIA ] una esoterista (finta mistica) http://allisonmisti.blogspot.it/2013/ lei dice che spariranno tutte le religioni e che rimarrà soltanto la religione cattolica! lol. figurati: completamente ridicolo! MA QUESTA È LA VERITÀ: tutti gli uomini cercheranno Dio in Spirito e Verità: entreranno in relazione con LUI personalmente, quindi è normale che, tutte le religioni del pianeta senza eccezione, verranno tutte relativizzate dagli uomini! ma, le tradizioni e l’uso positivo delle religioni? nessuno le danneggerà, assisteremo soltanto alla perdita del clericalismo nelle religioni, in tutte le religioni!

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se hai la fede puoi fare una novena in onore di San Michele Arcangelo, e tu puoi eccitare la tua fantasia (o il tuo isterismo) una parziale guarigione da sclerosi multipla dovuta certamente, all’intervento di San Michele Arcangelo: Piero Angela giustamente può dire che si tratta di ISTERIA, io giustamente posso dire che si tratta di esoterismo! MA IL CIELO DI DIO PUÒ VENIRE UGUALMENTE IN SOCCORSO DI PERSONE CREDENTI! anche Maometto è una esperienza esoterica, e noi non possiamo affermare che ISLAM abbia fatto un cattivo lavoro per civilizzare i musulmani: infatti, tanti musulmani sono santi! Subito dopo, mi sentii fortemente ispirata ad iniziare una novena a San Michele Arcangelo (che allora non sapevo assolutamente fosse un Arcangelo guaritore dalle malattie. Lo seppi molto tempo dopo, via web. Mi pare di averlo sentito da Vicka, veggente di Medjugorje). Appena iniziata la novena all’Arcangelo, ebbi un primo segno. Dopo aver recitato la novena, andai nella mia stanza da letto. […] atmosfera angelica pervadeva tutta la stanza (il soggiorno dell’appartamento in cui, tutt’ora, abito) e pervase, in tutte le mie fibre, la mia anima. La speranza, lentamente, si accrebbe. Nei giorni successivi, sentii sempre più forte la presenza e la protezione angelica. […] Ad un certo punto, sento un rumore improvviso che proviene dall’alto. Alzo lo sguardo e vedo (alla mia destra, a circa due metri dalla parete della cucina) il soffitto aperto. Vedo la sezione del muro del soffitto, e intravedo il cielo, nell’apertura venutasi a creare. Contemporaneamente vedo entrare, dall’apertura, una Creatura trasparente (come il “Silver surfer” dei fantastici 4, però più chiaro). Ha i capelli ondulati che gli lambiscono le spalle, un viso bellissimo, un fisico alto, snello ma nel contempo forte e vigoroso. Ha due ali (almeno, io me ne ricordo due, anche se c’è chi dice che gli Arcangeli ne abbiano quattro) maestose e bellissime.

Ha una tunica lunga (anche le ali, i vestiti e i calzari sono fatti di quella materia trasparente) che lascia vedere le caviglie e i bellissimi piedi, ai quali calza dei sandali. La lunga tunica è trattenuta, in vita, da un cordone a torciglione (simile a quelli che reggono le tende) annodato sul davanti. In testa, non ricordo che portasse alcun copricapo. Sul suo fianco sinistro pende una lunga spada, infilata in una sorta di anello, attaccato al cordone-cintura e sempre fatto a torciglione, come il cordone-cintura. Anche la spada è fatta di quella medesima sostanza trasparente. Non vedo foderi. Vedo la linea centrale che sembra dividere la spada in due metà. Il tutto, lo vedo e lo sento in pochi attimi. Non sento suoni. Sento solo un forte fruscio ed un potente batter d’ali. Il tutto – ripeto – in pochi attimi. Appena a destra del divano, v’è la colonna della porta d’ingresso. Lo spazio tra la colonna ed il divano, non era abbastanza per contenere il passaggio della celestiale Creatura. Perciò, ho riflettuto poi, a mente fredda, l’Arcangelo mi è passato davanti, è passato dietro al divano e si è posto dietro di me. Sempre stando, in alto (con le mani all’altezza della mia testa) ha posto le sue mani sulla mia testa, dalla parte della nuca. E ogni tanto sentivo che le muoveva. Quell’Arcangelo era Michele: l’Arcangelo che avevo invocato fervidamente e disperatamente tra i singhiozzi. Aveva la spada. Era regale ed umilissimo nel contempo. Bellissimo. Splendido. Impavido. Vigoroso. Sapiente. (A pensarci bene, potrei stare per ore ad elencane le qualità. Egli emanava soprattutto luce, potenza, umiltà, sapienza e amore). Mentre l’Arcangelo muoveva le mani, toccando il mio capo nei vari punti, sentii un fortissimo calore che usciva dalle mie orecchie. Era un calore molto forte ma, nel contempo, per nulla fastidioso. Ricordo, poi, di aver chiuso gli occhi, ma non saprei dire quanto tempo sono rimasta con gli occhi chiusi. Realizzai, a quel punto, che stavo guarendo. Mi resi conto, poi, che mentre l’Arcangelo mi guariva con le sue angeliche mani, io non vedevo più la stanza. Non ricordo niente dell’uscita dell’Arcangelo. Quando ho ripreso consapevolezza della stanza, l’Arcangelo non c’era più. L’apertura del soffitto si era richiusa. http://allisonmisti.blogspot.it/2013/

ogni fase della vita di Gesù VERO Dio e VERO uomo, è stata una fase salvifica! la croce e il coronamento della Risurrezione, è stata la conclusione della sua missione salvifica! Gesù di Betlemme anche da bambino ha sempre conosciuto la sua identità, e lo scopo della sua missione! Invocazione per PROTEGGERE tutti i bambini del mondo .. PREGHIAMO il Divino bambino: Gesù i Betlemme, tu che tutto puoi, benedici tutti i bambini della terra. Fa che nel nuovo anno: abbiano tutto quanto è loro necessario per l’anima e per il corpo. Così sia.

PRESEPI GAY!? GIOCATTOLI GAY!? TEOSOFIA SATANICA DARWIN GENDER!? omosessualità? sono demoni: DEVONO ABBANDONARE OGNI SPERANZA DI ENTRARE NEL REGNO DI DIO! [ Non sanno quello che fanno. si, Rispettiamo i gay, trattiamoli con amore e preghiamo per loro. Ma sia ben chiaro che, come ci confermano Santi, Mistici e Pontefici, tra cui Benedetto XVI, le deviazioni sessuali ed i comportamenti aberranti derivano dalla corruzione GENETICA conseguente al peccato originale. Chi pensa di fare il loro bene assecondandoli, in realtà fa esattamente il contrario del loro bene; in quanto essi dovranno purificarsene lungamente e dolorosamente in Purgatorio, perchè tale tipo di pulsioni – come precisano anche San Francesco d’Assisi, San Pio da Pietrelcina ed il Beato Giovanni Paolo II – non vanno alimentate: al contrario, vanno TENUTE A FRENO, con l’aiuto della grazia connessa alla preghiera e ai SS. Sacramenti. Ricordiamo sempre che in Paradiso non si entra, se non PURI. INVOCAZIONE allo holy Spirit holy .. Spirito Santo che tutto puoi, essendo Dio, aiuta quanti vivono alimentando pulsioni che, invece andrebbero tenute a freno. Dona loro la luce e la fortezza necessarie per mettersi in regola con il sesto, eterno Comandamento. Lo chiediamo per la somma purezza della Sacra Famiglia. Così sia.

SALMAN SAUDI ARABIA ] GESÙ di Betlemme non ha costretto nessuno ad appartenere ad una religione.. l’importante è non fare di se stesso il suo nemico!

SALMAN SAUDI ARABIA ] GESÙ di Betlemme anche per gli atei? è il più alto, e sublimato: concetto di amore che sia apparso nella storia del genere umano. Gesù di Betlemme è autonomo, ed è fine a se stesso.. nessuno è obbligato ad associarlo ad una religione cristiana istituzionalizzata! Preghiera a Gesù Bambino per i familiari e gli amici: Regale, Divino Bambino, che tutto puoi, concedi ai miei familiari, ai miei amici, ai miei benefattori e a tutte le persone a me care, luce, fortezza, pace e gioia. Ma sempre sia fatta la Divina volontà. Così sia.

SALMAN SAUDI ARABIA ] GESÙ di Betlemme anche per gli atei? è il più alto, e sublimato: concetto di amore che sia apparso nella storia del genere umano. Gesù di Betlemme è autonomo, ed è fine a se stesso.. [ ecco perché io non chiederò mai a nessuno: ” perché tu non ti fai cristiano?” perché questa opzione: di tipo religioso? non ha senso per me!

Grazie, Gesù! GRAZIE, GESU’ ] questa preghiera è una menzogna!!! perché è stato Gesù, nel giorno della Risurrezione, che ha creato il Paradiso! Prima il Paradiso non esisteva! [ preghiera: Gesù mio,Tu sei venuto a riaprirci le porte del Paradiso, sacrificando la Tua stessa vita, per tutti noi. Non oso pensare altrimenti. Eternamente grazie, Gesù!!!!

SALMAN SAUDI ARABIA ] tu mi dirai il PARADISO TERRESTRE è sempre esistito! [ si è vero: ma, come fanno le anime ad abitare un Paradiso terrestre biologico, cioè, se le anime dei defunti hanno perso il corpo biologico?

Natale forever ed ever: Malgrado tutte le manovre (insensate e penose di GAY e MASSONI) dei maomettani nemici di Dio, coadiuvato dai suoi “burattini comunisti” (per i quali, naturalmente, preghiamo) al fine adombrare e mistificare il Santo Natale, MAI nessuno riuscirà a togliere ai credenti in Cristo la gioia del Natale. E tantomeno la Grazia che, in tale faustissimo giorno, scende copiosamente dal Cielo su tutti noi.

Non gli è consentito. Per preciso decreto del Padre celeste. Egli, infatti, desidera espressamente che questo giorno costituisca un’occasione speciale, per tutti gli uomini, in cui aprire il cuore a Cristo, venuto a riaprire le porte del Paradiso all’umano genere. ETERNA LODE A DIO E ALLA SACRA FAMIGLIA.

INVOCAZIONE PER LA LIBERAZIONE DELLE ANIME DEL PURGATORIO. O Dio altissimo, attraverso i Tuoi Santi e Mistici ci è dato conoscere che, per Tua somma bontà, nella notte e nel giorno di Natale, molte anime vengono liberate dalle pene del Purgatorio e condotte in Paradiso. Concedi, te ne preghiamo, che le anime della nostra stirpe ancora sostanti in Purgatorio e le anime di quanti a noi sono stati e sono cari, possano, in questo giorno santo, accedere al beatifico Regno.

Ti preghiamo, altresì, per tutte le anime purganti, specialmente per quelle per cui nessuno prega.

Sia sempre fatta, però, la Tua divina volontà. Per Cristo, nostro Signore, venuto nel mondo per la nostra salvezza. Amen.

jewish temple III kingdom 17.04.2017 | Stati Uniti pronti ad inviare contemporaneamente 3 portaerei verso le coste della Corea ] le ore di god Kim Jong-un il DIO comunista assassino di martiri cristiani? sono ore contate! [ tutto il genere umano ad iniziare da CINA e RUSSIA saranno tutti sollevati da questo incubo! ed il comunismo è satanismo laicista omicida e menzognero come suo padre il massone Fariseo Satana: il nemico giurato del Regno di Israele! nessuno può dire di essere un essere umano, se rimangono in essere gli orrori dei cristiani trucidati nel lager di Pyongyang

https://it.sputniknews.com/mondo/201704174362921-USA-NordCorea-Pyongyang-marina-deterrenza-difesa-Seul-Yonhap/

my ISRAEL ] gli USA si stanno riconciliando con me! infatti, io voglio il maiale di god Kim Jong-un il DIO comunista assassino di martiri cristiani? le sue ore sono ore contate!

Atto di affidamento alla Sacra Famiglia: Oh Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, la nostra famiglia si affida a Te, per tutta la vita e l’eternità. Fa che la nostra casa e il nostro cuore siano un cenacolo di preghiera, di pace, di grazia e di comunione. Amen.

Atto di affidamento alla Sacra Famiglia: Oh Santa Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe, io VI AFFIDO la PROTEZIONE della COREA del SUD!

#COREA del SUD! una volta bisogna tirarsi il dente! ma, NON FARÀ TROPPO MALE!

#COREA del SUD! per precauzione, io inizierei a spegnere le centrali nucleari!

#COREA del SUD! ma, se gli USA affrontano la minaccia in modo adeguato, cioè con tutte le loro risorse? il maiale di god Kim Jong-un il DIO comunista assassino di martiri cristiani, lui non riuscirà a mettere in volo una mosca!

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#COREA del SUD! continuiamo a pregare: insieme a tutti i martiri cristiani che: comunisti e maomettani hanno ucciso: sono quasi 100 milioni di martiri cristiani in Paradiso: che: io metto subito a pregare: in favore di tutti voi!

#COREA del SUD! tutta la Chiesa Celeste (la celeste Gerusalemme ) e tutta la Chiesa Terrestre: il Regno di Israele: sono tutti in preghiera per la protezione dei soldati americani: in questa operazione! Ave alla Santa Famiglia: Ave, o Famiglia di Nazareth, Gesù, Maria e Giuseppe. Tu sei benedetta da Dio e benedetto è il Figlio di Dio, che in Te è nato, Gesù. Santa Famiglia di Nazareth, a Te ci consacriamo: guida, sostieni e proteggi nell’amore le nostre famiglie. Così sia.

jewish temple III kingdom 17.04.2017 | tutte sciocchezze! Un terzo dei russi ritiene possibile la guerra tra Russia e USA-NATO. tutte sciocchezze! RUSSIA PUTIN, CINA Xi Jinping: tutti devono pregare per la protezione dei soldati americani nella guerra contro il maiale di god Kim Jong-un il DIO comunista assassino di martiri cristiani, NON CI SARÀ NESSUNA GUERRA MONDIALE CONTRO CINA E RUSSIA se non si opporranno a questa operazione!

jewish temple III kingdom In risposta jewish temple III kingdom( #jewish #temple III #kingdom, Un terzo dei russi ritiene possibile la guerra tra Russia e USA-NATO? impossibile! io voglio vedere cadaveri tutti i maomettani shariah soltanto: Allah demonio Akbar genocidio a tutti gli infedeli Erdogan!

Sinceri, affettuosissimi auguri di Buon Natale a tutti voi e alle persone a voi care. Gesù nascente vi conferisca luce e fortezza. La Santa Famiglia di Nazareth vi guidi e vi protegga sempre, concedendovi le grazie a voi necessarie. Così sia.

Santo Stefano, RIPRENDIAMO ad INVOCARE tutti i SANTI per noi e per gli altri, SANTO STEFANO/ 26 DICEMBRE

Santo Stefano è patrono dei diaconi, dei muratori, dei tagliapietre e dei fornaciai (coloro che lavorano alle fornaci). Viene invocato, in particolare, contro il mal di testa e contro i calcoli. INVOCAZIONE – Glorioso Santo Stefano, affidiamo alla tua potente intercessione queste categorie di persone e di lavoratori. Voglia il Signore concedere loro aiuto e protezione, ma soprattutto, apra i loro cuori alla Verità. Per Cristo, nostro Signore. Amen.

LEGA ARABA ] Il mondo muore per mancanza d’amore. Ma sarà l’amore a salvare il mondo. [ ALLORA RIMUOVI LA SHARIAH CHE TI IMPEDISCE DI AMARE: DATO CHE NON C’È AL MONDO TANTO DISLIVELLO DI RICCHEZZA, TRA RICCHI E POVERI: COME NELL’ISLAM!

ISTINTI BESTIALI, contro pornografia e perversioni di ogni tipo! Le pulsioni bestiali, entrate nel patrimonio genetico dell’umanità con il peccato originale, vanno tenute a freno con la costante e ferma buona volontà. Ed avvalendosi, naturalmente, della grazia connessa alla preghiera e ai Sacramenti.

INVOCAZIONE: Padre celeste, nostro Creatore, con la Tua santa grazia aiutaci a non lasciarci sopraffare da istinti bassi e indegni di Te. E irradia con potenza quanti, nel mondo, pensano che assecondare i bassi istinti sia addirittura un bene. Lo chiediamo per i meriti infiniti della Sacra Famiglia. Così sia.

LEGA ARABA ] io sono sempre rivolto a JHWH, si, infatti, io non ricorro mai alla intercessione dei Santi! semplicemente, perché: questo è scontato: loro pregano per me come io prego prego per loro: essendo noi tutti un solo organismo nel Regno di Israele!

io sono un politico ed è normale per me sostenere Papa FRANCESCO! ma, lui sa bene che i cattolici non permetteranno mai la distruzione del dogma della fede cristiana!

Due troni, un solo VERO successore di Pietro MESSAGGIO DELLA MADONNA DI ANGUERA – 23 Dicembre 2008. “La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante. Arriverà il giorno in cui CI SARANNO DUE TRONI, ma SOLO su di UNO siederà il VERO successore di Pietro. Sarà questo il tempo della GRANDE CONFUSIONE SPIRITUALE per la Chiesa. Restate con la verità. Ascoltate quello che vi dico e restate saldi nella fede”. Madonna di Anguera: Bergoglio è un falso papa impostore. https://youtu.be/JP0Nk3tQX5A

Gli articoli di Socci che dimostrano l’invalidità dell’elezione di Bergoglio:

http://www.antoniosocci.com/lanticipazione-della-premessa-di-non-e-francesco-e-delle-prime-pagine-del-capitolo-sul-conclave-del-2013/

Atto di fiducia in Dio ] [ Mio Signore e Dio io sono così convinto che Tu hai cura di tutti quelli che sperano in Te che niente può mancare a coloro che aspettano tutto da Te, che ho deciso, per l’avvenire, di vivere senza alcuna preoccupazione e di riversare su di Te ogni mia inquietudine. Gli uomini possono spogliarmi di tutti i beni e del mio stesso onore; le malattie possono privarmi delle forze e dei mezzi per servirti; col peccato posso perdere perfino la tua grazia, ma non perderò mai e poi mai la mia fiducia in Te. La conserverò fino all’estremo della mia vita e il demonio, con tutti i suoi sforzi, non riuscirà mai a strapparmela. Gli altri aspettino pure la loro felicità dalle ricchezze e dal loro ingegno; facciano anche affidamento sulla innocenza della loro vita, sui rigori delle loro penitenze, sulla quantità delle loro opere buone o sul fervore delle loro preghiere; per me tutta la mia confidenza è la mia stessa confidenza; confidenza che non ha mai ingannato nessuno. Ecco perché ho l’assoluta certezza di essere eternamente felice, perché ho l’incrollabile fiducia di esserlo e perché lo spero unicamente da Te. Per mia triste esperienza devo purtroppo riconoscere di essere debole e incostante; so quanto le tentazioni possono contro le virtù più affermate; eppure nulla, finché conserverò questa ferma fiducia in Te, potrà spaventarmi; starò al riparo da ogni disgrazia e sarò certo di continuare a sperare, perché spero questa stessa immutabile speranza. Infine, mio Dio, sono intimamente persuaso che non sarà mai troppa la fiducia che ho in te e che ciò che otterrò da Te, sarà sempre al di sopra di ciò che avrò sperato. Spero anche, Signore, che tu mi sorreggerai nelle facili debolezze; mi sosterrai negli assalti più violenti; che farai trionfare la mia fiacchezza sopra i miei più temuti nemici. Così sia.

SS. Martiri Innocenti INVOCAZIONE AI SS. MARTIRI INNOCENTI Gloriosi Martiri Innocenti, voi che subiste il martirio allorquando si cercò di uccidere il Divino Bambino, vogliate intercedere presso l’Altissimo per i bambini e per i giovani di tutto il mondo; in specie, per i più

bisognosi e per quelli in difficoltà.

Lo chiediamo per i meriti infiniti della Sacra Famiglia. Così sia.

Invocazione al Sacro Capo di Gesù

O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza, che guidi tutti i moti del Sacro Cuore, ispira e dirigi tutti i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni e quelle dei miei cari. Così sia.

Nella nuova epoca massonica pornocratica Darwin GENDER, vi sarà MOLTA più giustizia sociale: 100.000 EURO AL GIORNO. Il giudice ha assegnato 100.000 Euro AL GIORNO di mantenimento all’ex moglie di Berlusconi.

Notizie come questa – grazie a Dio – dopo i flagelli, non ne sentiremo più. Lode a Dio.

Video su: dolorosa esperienza di bambina cresciuta con padre gay

http://www.tempi.it/fuori-dal-buio-la-dolorosa-storia-di-una-bambina-cresciuta-con-un-padre-gay#axzz1z64rC64E

PREGHIERA A SANT’ANTONIO DA PADOVA A PROTEZIONE E LIBERAZIONE DAI TERREMOTI. Glorioso Sant’Antonio da Padova, che tra le tante cose, sei venerato qual protettore dai terremoti, intercedi, te ne preghiamo, acciocchè l’Italia sia liberata da tale, aspra calamità. Nel contempo, aiutaci a liberare i nostri cuori dal laccio del peccato, che sì contrista il Cuore di Dio, della Madre SS. e di tutta la Santa Corte celeste; e nuoce a noi, gravemente, in questa vita e soprattutto nell’altra, onde rischiamo di perdere l’accesso al beatifico Regno. Divenga l’Italia, coi celesti aiuti, un faro di luce per il mondo, degna di ospitare il Vicario di Cristo. Fiduciosi nella tua potente intercessione, ti assicuriamo la nostra sempiterna devozione. Così sia.

Supplica per implorare la benedizione della SACRA FAMIGLIA. O ammirabile Santa Famiglia di Nazareth, Famiglia divina e tutta santa, noi poveri peccatori, veniamo alla vostra amabile presenza per implorare la celeste benedizione. Benediteci, vi supplichiamo! Benediteci con il vostro santo amore,

benediteci con le vostre sante virtù, benediteci con la grazia dei vostri cuori,

benediteci con i privilegi della vostra altissima dignità.

Benedite la nostra volontà di amarvi e di imitarvi.

Benedite i nostri corpi deboli, le nostre anime, i nostri affetti, i nostri desideri, tutto il bene che faremo e ogni opera che tomi a gloria di Dio e a Vostra gloria.

Sacra Famiglia, benedite la terra con tutti gli alberi e le foreste,

benedite i mari e i fiumi e ogni essere che vive sulla terra.

Benedite, vi supplichiamo, i nostri cari e coloro che ci fanno del male.

Benedite e riempite di ogni grazia tutti i nostri fratelli che ci procurano ogni sorta di sofferenza, e soprattutto coloro che ci perseguitano.

Benediteci, affinché possiamo rinunciare a noi stessi, liberandoci dall’amor proprio.

Benediteci, affinché seguiamo l’unica via della volontà divina per essere beati.

Benedite le famiglie nelle quali regna l’odio e la violenza, l’impurità e tutte quelle forme di peccato che non alimentano la pace e la serenità della famiglia.

Benedite la Chiesa e il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi, lo Stato e coloro che ci governano.

Ci fermiamo, o amabile Trinità della terra, perché Voi ora concediate al mondo la sospirata benedizione (si rimane per qualche istante in silenzio).

Gesù, Pargolo divino, Maria, Madre Immacolata, Giuseppe, Padre purissimo, Sacra Famiglia, Trinità della terra,

nel Vostro nome e nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,

la benedizione di Dio Onnipotente scenda su di noi, su tutta la terra e su tutte le famiglie del mondo. Amen.

I Cardinali massoni e coloro che ne seguono le orme, SARANNO PUNITI dalla mano potente di Dio.

Facciamo in modo da non meritare la loro medesima punizione. Lo scopo della presente nota NON E’ IL GIUDIZIO – spettante solo a Dio – ma la richiesta di preghiere per gli esponenti del Clero segretamente affiliati alla massoneria, e per tutti i Consacrati, in generale. Dio compensi chi pregherà per tale intenzione.

bestialismo, cavie umane ed ibridazione ] il satanismo [ PER SOLDI – avevano accettato (IN SEGRETO) di fare da cavie per una serie di esperimenti di ibridazione della specie umana con alcuni tipi di scimmie. Da tale, satanica, sperimentazione, erano nate delle creature con gravi malformazioni, che gli sperimentatori, d’accordo con le cavie umane, avevano soppresso, al fine di mantenere segreto tutto ciò.

nessuna religione ha validità salvifica! ma, chi si salva anche se lo ignora? lui si può salvare soltanto per il sacrificio del Calvario e per susseguente Risurrezione del Cristo!

my Israel ] io sarei già diventato formalmente il messia degli ebrei, se, io avessi accettato di non criminalizzare la massoneria, ma, è questa la verità: il anticristo per eccellenza? lui è un Massone!

halloween? ma siamo matti!!! per il Cielo anche il Carnevale è una festa del satanismo! ecco perché molte parrocchie di impegnano a gestirlo per impedirne gli eccessi! ma, non si può evitare che bulli si vestano come mostri e demoni, con bastoni, ecc.. e questi generano traumi nei bambini piccoli!

https://youtu.be/D3PTFdR-voI ] Le apparizioni di Anguera: in sintonia perfetta con le apparizioni e profezie di Garabandal: da 48:56 a 50:00 la preannunciata dimissione di Benedetto XVI, come una disgrazia, come un atto di tradimento dei Cardinali massoni! 24 giugno 2005 “la pietra della pietra verrà spezzata”, nel 2007 “molti dei suoi lo abbandoneranno” 24 marzo 2008 “accadrà un fatto doloroso ed il trono di Pietro sarà scosso” “giorni di tenebre verrà per la Chiesa”

da 57:00 a 57:20. quì si parla di un uomo (non di un ecclesiastico) che salverà la Chiesa!

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA [ consigliato a tutti ] Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti.Come figli ti vogliamo amare e consolare sempre, ma specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati. In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua Santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini. Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricando la loro collera satanica profanando le tue Sacre Immagini e non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te. Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati. Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze. Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni per gli attivisti atei e i nemici della Chiesa. Riconducili tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima. Per quanti sono tuoi figli, per tutte le famiglie e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore Immacolato sii rifugio nelle angustie e tentazioni della Vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen. Recitare il Salve Regina «Il Signore ‘Vuole’ stabilire nel mondo la Devozione al mio Cuore Immacolato» «Solo il mio Cuore può venire in vostro soccorso» È giunto il tempo in cui le «Promesse» fatte dalla Madonna a Fatima, sono prossime al loro compimento. L’ora del «trionfo» del Cuore Immacolato di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, si avvicina; di conseguenza, sarà anche l’ora del grande miracolo della Divina Misericordia per l’Umanità: «Il mondo avrà un tempo di pace». La Madonna vuole però operare questo mirabile Evento con la nostra collaborazione. Lei che ha offerto a Dio la sua piena disponi­bilità: «Ecco l’Ancella del Signore», ripete a ciascuno di noi le parole dette un giorno a Lucia: «Il Signore vuole servirsi di te … ». Sacerdoti e famiglie sono chiamati in «prima linea» a collaborare al compimento di questo trionfo. Come consacrare la famiglia al Cuore Immacolato di Maria? È importante mettersi sotto la guida di Maria perché solo Lei ci può portare ad essere una cosa sacra e tutta di Dio. Da parte nostra: 1) occorre preparare la consacrazione con un certo periodo di preghiera comune in famiglia, possibilmente il Rosario con la lettura dei suoi messaggi. 2) Eliminare dalla casa tutto ciò che spiace al Signore (giornali, libri, limitare la televisione, modificare un certo linguaggio, non profanare la festa, opere di carità necessarie). 3) Fare la confessione e prendere gli impegni che Maria raccomanda a Medjugorje. Poi in un giorno stabilito dopo la Comunione nella Messa fare un atto comune di consacrazione, che può essere quello di Jelena, oppure quello dei Gifs di Roma o scritto da voi. La consacrazione dev’essere ripetuta spesso, magari con un formula breve, es.: “Siamo tutti tuoi, o Maria, ed ogni cosa nostra è tua.

quello che dice IN INTERNET circa i GESUITI e la massoneria: e circa Papa Bergoglio? è senza documentazione attendibile: questo è soltanto un atto calunnioso.. Dio sbaraglierà i Vescovi Massoni! io consiglio di rimanere con i piedi per terra! Finché il Papa non distruggerà la presenza reale di Gesù nella Eucaristia? noi rimarremo al suo fianco!

[ 17/4/2017] I rapporti prematrimoniali https://youtu.be/zvumHhxfNug

I dieci comandamenti, trentatreesima puntata. Il sesto comandamento: Fidanzamento e rapporti prematrimoniali. Il progetto di Dio e il discernimento della sua .

Walter Trobisch e Ingrid Trobisch, grazie!

Primo incontro del CafeTeologico a Brescia, anno 2015-2016. Il prof. Giuseppe Spimpolo ci aiuta a capire se i rapporti prematrimoniali sono utili al matrimonio.

I dieci comandamenti, trentatreesima puntata. Il sesto comandamento: Fidanzamento e rapporti prematrimoniali. Il progetto di Dio e il discernimento della sua .

OK, OK, [ Diego Fusaro: “Ripartire dall’interesse nazionale” https://youtu.be/x5pv2nTMHuU “Ripartire dall’interesse nazionale”

Shalom Lorenzo, TONIGHT IN ISRAEL and tomorrow outside of Israel, ON THE 8th night, Ultra-Orthodox Jews (Chassidim) will eat the Meal of the Messiah! Our ministry staff will be sitting down for this Meal tonight, and you are invited to come over and enjoy it with us! It has been a full week of eating matzah (unleavened bread) and abstaining from all forms of leaven. “For seven days eat bread made without yeast and on the seventh day hold a festival to the LORD.” (Exodus 13:6) On the seventh night of Passover, some Jewish people observe the custom of staying awake all night, since this is when the Israelites were believed to be crossing the Red Sea—an event that took all night and demonstrated the miraculous and awesome power of God. “Then Moses and the Israelites sang this song to the LORD: ‘I will sing to the LORD, for he is highly exalted. Both horse and driver he has hurled into the sea.’” (Exodus 15:1) A historic synagogue in the Jewish Quarter of the Old City of Jerusalem Tomorrow night, outside the Land of Israel, in the Diaspora (the Jewish People outside of Israel), an eighth day of Passover will be celebrated. This extra day, called Acharon Shel Pesach (Last Day of Passover), is devoted to the Messiah (HaMashiach). The Torah readings for this day are beautiful Messianic prophecies that promise the Messianic era. The Readings for Acharon Shel Pesach: the Eighth Day of Passover are Deuteronomy 15:19–16:17; Numbers 28:19–25; Isaiah 10:32–12:6 In Jewish tradition, it is believed that the first two days of Passover speak of past redemption from Egypt, but the last two days of Passover speak of the complete and ultimate redemption through the coming of Messiah. This day was instituted by Rabbi Israel ben Eliezer (1698–1760), also called Baal Shem Tov. He is considered the founder of Chassidic Judaism, a branch of Orthodox Judaism. The Chassidim bring a lot of JOY to the worship of God within Judaism. In fact, the Chassidim and Bible believing Christians express their faith in some similar ways: they take the Bible literally, have a strong faith in God, and desire to connect with Him in a deep spiritual way. Chassidic men dance together in an expression of their joyful relationship Will you help bring Yeshua to the Jewish People Lorenzo, on this Special Day of the Messiah? Bless Israel and the Chassidic Jewish People, click now Some Christians are unaware of the fact that the Messiah, or Moshiach, is a fundamental ancient concept in Judaism. Indeed, it has been said, half in jest, that when Yeshua (Jesus) returns, the one question that will be asked of Him by the Jewish people is whether or not it is His first or second visit to earth. Belief in an eventual coming of a Messiah is one of the thirteen foundational principles of the Jewish faith, according to Rambam (an acronym of the name Rabbi Mosheh Ben Maimon), one of the most prolific and well respected Torah scholars of the Middle Ages. Also, in a central prayer of Judaism called the Shemoneh Esrei (also called Amidah), the Jewish people pray three times a day for the coming of the Mashiach. The Hebrew term Mashiach means anointed one, from the practice of anointing the kings of Israel with oil; therefore, the Mashiach will be the one anointed as King of Kings in the end of days. This word is closely related in Hebrew to the word, Moshiach, which means to save; therefore, the Messiah can be both the Anointed One and Savior. A family gathers for the Passover Seder, a special ceremonial meal where the story of God’s deliverance of the Jewish People from Egypt is recounted and passed down to the children. What Will the Mashiach Do? According to Jewish belief, the Messiah will come after a time of war and suffering (Ezekiel 38:16–17), and there are several things that the Messiah, if He is genuine, must accomplish: The Messiah will bring about spiritual and political redemption of the Jewish People. He will bring the Jews home to Israel and restore Jerusalem (Isaiah 11:10–12; Jeremiah 23:8, 30:3; Hosea 3:4–5).

MY Israel ] ti prometto che tornerò su questa traduzione [ in realtà come politico, io non mi lascio condizionale dalle profezie messianiche, e figuriamoci dalla profezia della Vergine Maria.. non voglio offendere nessuno, ma, io sono un politico universale: un agnostico razionale! se poi, le profezie BIBLICHE si realizzeranno? io non sarò dispiaciuto ovviamente!

Credo che gli ebrei devono essere un popolo come tutti gli altri popoli del pianeta: e questo è giusto opportuno e conveniente se ci vogliamo liberare del satanismo del NATO SPA FED NWO! .. ed ovviamente chi non lavora con me? lui costruisce la guerra mondiale dei Rothschild Rochefeller Morgan

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“For the Israelites will live many days without king or prince, without sacrifice or sacred stones, without ephod or household gods. Afterward the Israelites will return and seek the LORD their God and David their king. They will come trembling to the LORD and to His blessings in the last days.” (Hosea 3:4–5) The Messiah will establish and rule over Jerusalem as the center of all world government for Jews as well as Gentiles (Isaiah 2:2–4, 11:10, 42:1). “In the last days the mountain of the LORD’s temple will be established as the highest of the mountains; it will be exalted above the hills, and all nations will stream to it…. The law will go out from Zion, the word of the LORD from Jerusalem.” (Isaiah 2:2–3) Model of the Second Temple, which was demolished by the Romans in about AD 70. Bible prophecy states that the Third Temple will be built and the Temple sacrifices will be re-established. Please help our Vital Bible Prophecy Project on this Last Day of Passover, click now The Messiah will rebuild the Holy Temple and re-establish Temple worship and sacrifices (Jeremiah 33:17–18). The Messiah will restore Jewish law as the rule of the Land and establish a religious court system (Jeremiah 33:15; Isaiah 11:1–5). The Messiah will bring peace to Israel and the world. (Isaiah 2:2) “He will judge between the nations and will settle disputes for many peoples. They will beat their swords into plowshares and their spears into pruning hooks. Nation will not take up sword against nation, nor will they train for war anymore.” (Isaiah 2:2) Most Jewish people do not believe that Yeshua (Jesus) is the Messiah because He did not fulfill this mission of bringing world peace. In addition, the issue that a Savior who is both man and God who dies for our sins is a foreign concept in Judaism. And the fact that Yeshua has not accomplished most of the ideals or goals listed above makes Him unacceptable as Mashiach to the majority of the Jewish People. A sculpture of Rambam (Maimonides) in Cordoba, Spain: Maimonides was one of the most influential Torah scholars of the Middle Ages. His 13 Principles of Faith summarize the required beliefs of Judaism and include the coming of the Jewish Messiah and the resurrection of the dead. Rabbi Schneerson Proclaimed as Messiah Throughout Jewish history, many have either claimed to be the Mashiach, or had followers who claimed him as the mashiach: Shimeon Bar Kokhba, Shabbatai Tzvi, and many others. Most of those false messiahs were imprisoned, killed, or converted to various religions to escape punishment or death. Even today, all over Israel, are posters and signs proclaiming a certain man as Melech Mashiach (King Messiah): Rabbi Menachem Mendel Schneerson, also known as the Lubavitcher Rebbe or just “the Rebbe” among his followers. Rabbi Schneerson was born in the Soviet Union on April 5, 1902 and became a prominent Chassidic Rabbi—the seventh and last Chassidic leader (rebbe) of the Chabad-Lubavitch sect of Judaism. After the death of his father-in-law in 1951, Schneerson became the leader of the Lubavitch movement until he died in 1994. Although he worked to promote traditional Judaism and moral values and contributed greatly to the worldwide Jewish community, he never announced himself as the Jewish Messiah, as some of his followers claimed. Chasidic Jewish men praying at the Western (Wailing) Wall in Jerusalem In fact, Rabbi Schneerson discouraged all such talk as foolish and unfounded. In contrast, Yeshua clearly and openly proclaimed Himself to be the Messiah that the Jewish People were eagerly anticipating, patiently awaiting and passionately longing for. When Yeshua met the Samaritan woman at the well, He told her that He was the Messiah. “The woman said, ‘I know that Messiah’ (called Christ) ‘is coming. When he comes, he will explain everything to us.’ Then Yeshua declared, “I, the one speaking to you—I am He.” (John 4:25–26) Yeshua also publicly proclaimed his Messianic mission in the synagogue. When He received an aliyah (a call to come up and read from the Torah scroll) in the synagogue on one particular Sabbath day, He was handed the scroll of Isaiah, which He unrolled to the well-known Messianic prophecy of Isaiah 61:1–2: “The Spirit of the Lord is on me, because he has anointed me to proclaim good news to the poor. He has sent me to proclaim freedom for the prisoners and recovery of sight for the blind, to set the oppressed free, to proclaim the year of the Lord’s favor.” (Luke 4:18–19) To everyone’s amazement, this simple carpenter, son of Joseph, then rolled up the scroll and sat down, saying, “Today this scripture is fulfilled in your hearing.” (Luke 4:21) A young ultra-Orthodox Jewish man prays at the Western (Wailing) Wall in Jerusalem. Help our ministry Share God’s True Messiah, click now Recognizing the True Messiah “The Spirit of the LORD will rest on Him.” (Isaiah 11:2) Jewish people have looked for centuries for a Messianic deliverer who would bring world peace. With so many false messiahs out there, how can we recognize the true Messiah? How can we be sure that Yeshua (Jesus) is truly the Moshiach or know that someone like Rabbi Schneerson is not? Yeshua warned us to beware of the numerous false messiahs and false prophets that would arise in the last days, performing signs and wonders to deceive people, even the very elect. Yeshua said, “Watch out that no one deceives you. For many will come in my name, claiming, ‘I am the Messiah,’ and will deceive many.” (Matthew 24:4–5) “At that time if anyone says to you, ‘Look, here is the Messiah!’ or, ‘There he is!’ do not believe it. For false messiahs and false prophets will appear and perform great signs and wonders to deceive, if possible, even the elect. See, I have told you ahead of time.” (Matthew 24:23–25)

The fact that so many people in Israel and around the world believe that the late Rabbi Schneerson is the Messiah is one more sign that we are truly in the end times. Rabbi Schneerson To distinguish the real Messiah from false messiahs, we must rely on the Word of God for answers. There are at least 333 Messianic prophecies in the Jewish Scriptures that describe the real Messiah. Yeshua’s entire ancestry, birth, character, teaching, ministry, life, death, burial, and resurrection were prophesied by 25 Jewish writers hundreds of years before His birth. The following is a list of just a few of these, which point to Yeshua as “Mashiach” and disqualify Rabbi Schneerson or other false messiahs: He will be born in Bethlehem (Beit-Lechem) (Micah 5:2, Matthew 2:1) He will be born to a virgin and will be called God With Us (Isaiah 7:14, Matthew 1:23) He will be despised and rejected by his own people (Isaiah 53:3, John 1:11, John 5:43) He will suffer terribly (Isaiah 53:3, Matthew 26:38) He will be pierced and wounded for our sins (Isaiah 53:5, Psalm 22:16, Luke 23:33) He will take upon himself the punishment that we all deserve (Isaiah 53:5, 1 Peter 2:24) He will not open his mouth in his own defense (Isaiah 53:7, Matthew 27:12–14) He will die a violent, premature death (Isaiah 53:8,12, Luke 23:46) He will die with the wicked but be buried with the rich (Isaiah 53:9, Matthew 27:57–60) He will be raised from the dead to life (Psalm 16:10, Acts 2:29–32, Matthew 28:5–6) He will sit on the throne of His father, David, and rule forever (Isaiah 9:6–7, Luke 1:30–33) The Messianic Prophecy Bible will go to great lengths to explain all of these Messianic Prophecies and more so that the Jewish People will be able to read in a Jewish Bible the truth about Yeshua HaMashiach! Many of these prophecies have already been fulfilled in the true Messiah, Yeshua. Others remain to be completed at His second coming. This also will be explained. An Orthodox Jewish man blows the shofar in Elijah’s Cave in Haifa on Passover. The Bible states that Elijah’s coming will precede the coming of the Messiah. The Word of God testifies about Messiah in other ways, as well; for instance, even Biblical holy days like Passover, which is so rich in symbolism, testify of Messiah! And even though the eighth day of Passover, Acharon Shel Pesach, is a manmade addition to Passover, it is an incredibly powerful testimony of Yeshua, the Lamb of God, whose blood saves us from all sin and judgment. For instance, a special feast called Moshiach’s Seuda (festive meal, banquet) is held in honor of the Messiah on this eighth day of Passover. This final day is only celebrated in the Diaspora (Jews living exile outside Israel) because it testifies of their future redemption when the Jewish People will live in their own Land and Messiah will reign in Jerusalem. Moshiach’s Seuda is the third meal of the day, and the essential elements of this final meal are the four cups of wine and the unleavened bread (matzah) of the Passover. Amazingly, this wine and bread are received as symbols of the “very flesh and blood” of the Messiah! (lchiamweekly) This is reminiscent of Yeshua’s testimony to His disciples as they ate the Passover together, when He proclaimed to them salvation through His imminent death: “While they were eating, Yeshua took bread [matzah], and when He had given thanks, He broke it and gave it to His disciples, saying, ‘Take and eat; this is My body.’ Then He took a cup, and when He had given thanks, He gave it to them, saying, ‘Drink from it, all of you. This is my blood of the covenant, which is poured out for many for the forgiveness of sins.’” (Luke 22:19) Lorenzo, belief in the Messiah is a Jewish belief. Nevertheless, statements that Yeshua HaMashiach (Jesus the Messiah) made such as “Take and eat; this is My body” have been perceived as alien to Judaism despite the matzah and wine elements of the Moshiach’s Seuda, which is celebrated in Chasidic Judaism. The Day of Messiah is Approaching! Help us proclaim the REAL MESSIAH to the Chassidim with your gift of $100, $50, $250, $500 or $1000 Please give a Special Last Day Passover Gift sponsor Bible Translation in 184 languages sponsor a Chapter of the Bible Give your Passover Tithe Wishing you a joyous Passover… May His blessings be with you today and throughout the year Copyright © 2017 MessianicBible.com Articles cannot be copied without permission This message was sent to lorenzo_scarola@fastwebnet.it from: Messianic Bible | news@biblesforisrael.com | Bibles For Israel | P.O. Box 8900 | Pueblo, CO 81008 Update Profile

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quello che dice “Allison Misti” nel suo sito circa i GESUITI e la massoneria: e circa Papa Bergoglio? è senza documentazione attendibile: questo è soltanto un atto calunnioso.. Dio sbaraglierà i Vescovi Massoni! io consiglio di rimanere con i piedi per terra! Finché il Papa non distruggerà la presenza reale di Gesù nella Eucaristia? noi rimarremo al suo fianco!

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