MESSA SATANICA TRAFORO SAN GOTTARDO

VOI AVETE CONDANNATO A MORTE TUTTI GLI ISLAMICI! Inaugurazione San Gottardo – Cerimonia Esoterica. MESSA SATANICA PER LA INAUGURAZIONE DEL TRAFORO DEL SAN GOTTARDO [[ Ceremonia Luciferina Illuminati en la Inauguración del Túnel de San Gotardo The Fucking Chaos
Sleeping Apples 06 ott 2016 https://youtu.be/YVDH6iKGRJ8
I media mentono sempre. Questo caso non fa eccezione.
Ufficialmente e dalle parole del commentatore lo spettacolo viene descritto come una rappresentazione della leggenda del San Gottardo.
Dopo i primi 10 secondi ci si può rendere conto che questo non corrisponde a verità.
Ho cercato di rappresentare la Leggenda “Il ponte del diavolo” in modo da trasmettere le sensazioni che ho avuto leggendola, sensazioni che
differiscono totalmente da quelle avute visionando lo spettacolo del 1º giugno 2016
Una falsità atta a nascondere agli occhi delle masse quello che in realtà si vuole “evocare”.
La leggenda “Il ponte del diavolo” si adatta perfettamente alla funzione di copertura per questa rappresentazione rituale.
Musiche: Sleeping Apples
Guarda il video originale dell’intera cerimonia a questo link: youtube.com/watch?v=FJY-YLutNsM
Riferimenti:

– thattheworldmayknow.com/fertility-cults-of-canaan
– archeboli.it/si-fa-presto-a-dire-diavolo-parte-i/
– paganwiccan.about.com/od/greekdeities/ss/The-Greek-God-Pan.htm
– greekgodpan.wordpress.com/tag/paganism/
– jesus-is-savior.com/False%20Religions/Wicca%20&%20Witchcraft/pan_and_crowley.htm
– Guenon-Simboli-della-scienza-sacra
– swissinfo.ch/ita/il-ponte-del-diavolo/2878536
http://www.colonnetti.it/getFile.php?id=115.
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Human sacrifice 666 Cremation of Care, amen
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Inaugurazione San Gottardo – Cerimonia Esoterica
Sleeping Apples 06 ott 2016 https://youtu.be/YVDH6iKGRJ8
I media mentono sempre. Questo caso non fa eccezione.
Ufficialmente e dalle parole del commentatore lo spettacolo viene descritto come una rappresentazione della leggenda del San Gottardo.
Dopo i primi 10 secondi ci si può rendere conto che questo non corrisponde a verità.
Ho cercato di rappresentare la Leggenda “Il ponte del diavolo” in modo da trasmettere le sensazioni che ho avuto leggendola, sensazioni che
differiscono totalmente da quelle avute visionando lo spettacolo del 1º giugno 2016
Una falsità atta a nascondere agli occhi delle masse quello che in realtà si vuole “evocare”.
La leggenda “Il ponte del diavolo” si adatta perfettamente alla funzione di copertura per questa rappresentazione rituale.
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MESSA SATANICA PER LA INAUGURAZIONE DEL TRAFORO DEL SAN GOTTARDO [[ Ceremonia Luciferina Illuminati en la Inauguración del Túnel de San Gotardo The Fucking Chaos [[ 07 giu 2016 ]] VOI AVETE CONDANNATO A MORTE TUTTI GLI ISLAMICI! https://www.youtube.com/watch?v=iqltRuQbs1k
UN EVENTO SENZA PRECEDENTI A LIVELLO PUBBLICO
SVOLTA NEL 2016, NEL MESE 06, CON 600 INVITATI = 666 ]]
CERIMÔNIA SATÂNICA DE SAN GOTARDO Maju Oficial 178.836 visualizzazioni

GOTTARDO 2016 CERIMONIA NWO SCONVOLGENTE, MESSA SATANICA. TheINTERMATRIX NWO, GOTTARDO, CERIMONIA, INAUGURAZIONE, 2016, TRAFORO, TUNNEL, PORTALE, FORO, EU, FUTURO, PROFEZIE, SATANA, RITUALE, MASSONICO, LUCIFERINO,
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5 STELLE, MOVIMENTO, BIBBIA, PROFEZIE, ULTIMI GIORNI,
FINE DEL MONDO, MALVAGITA’, FEDE, RELIGIONE, NGO

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S. GOTTARDO 2016: CERIMONIA RITUALE DI INIZIAZIONE AL N.W.O.

Tempi difficili e di confusione generalizzata impregnano ogni settore della società umana, e ogni sinapsi del genere umano che “crede” di capire qualsiasi cosa si trova al contrario coinvolta in una sorta di inganno mentale da cui non sa più uscire razionalmente.
Una sorta di copertura elettromagnetica pervade ogni aspetto della percezione della realtà al punto che quasi nessuno riesce più a rendersi conto davvero se i suoi sensi e pensieri lo stanno ingannando.
La cerimonia per l’apertura del traforo del Gottardo enfaticamente accusata oltreoceano, da moltissimi siti web, di essere pervasa di ritualismo satanico non è qualcosa di così diverso da ogni altra cerimonia religiosa espletata dall’uomo nel corso dei secoli. La differenza più visibile oggi è che viene palesato sempre di più a livello pubblico il rituale cerimoniale di iniziazione che serve alla evocazione degli elohim per offrirgli e chiedergli tutto quanto serve al raggiungimento dello scopo finale.
L’avvento di una Nuova Era in cui l’umanità viene portata sull’altare di una illuminazione talmente seducente e suggestiva che ogni parametro di paragone con il passato diviene solo un’ombra di cose sognate da molti iniziati sull’altare di Lucifero…
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IL MOVIMENTO NEW AGE E IL SUO SERVIZIO AL PIANO SPIRITUALE OCCULTO. Il Nuovo Ordine Mondiale così come concepito dall’Elite occulta è difficilmente un progetto recente. La loro è una filosofia spirituale radicata in tradizioni occulte antiche. Il loro (presunto – ndr) successo è vicino, e l’infiltrazione della società da parte dell’occultismo New Age è la ragione principale di questo loro successo. Il Nuovo Ordine Mondiale non ha mai riguardato esclusivamente un governo politico mondiale ma, piuttosto, fin dall’inizio i suoi sostenitori sono stati a conoscenza di dottrine segrete che servono a dominare l’umanità, e questo è più di ogni altra cosa un progetto spirituale.
Sarebbe da negligenti non tenere in considerazione la natura spirituale del Nuovo Ordine Mondiale. L’ONU e la New Age sono stati partner fin dall’inizio. Il destino segreto dell’America è il prodotto di antenati rosacrociani e massoni. La Nuova Atlantide così come proposta nell’opera di Francis Bacon è quasi imminente. I Misteri Antichi vengono studiati per l’illuminazione e l’ispirazione dall’Elite del Nuovo Ordine Mondiale. Per non parlare dei guru New Age – che reclutano coscienziosamente per conto della Fratellanza Segreta.
Nel 1980, Marylin Ferguson compilò ed espose una sintesi che riguardava le teorie di trasformazione e il piano segreto dell’Era dell’Acquario. Nei suoi studi sui progressi di quest’era su entropia e sintropia, olismo, olografi, cambiamenti di paradigma, principio di indeterminazione ed evoluzione, scoprì che “per la prima volta un rinascimento americano si sta verificando in tutte le discipline, spezzando i legami tra di esse, trasformandole fino alla loro massima portata – dove convergono tutte insieme.” (La Cospirazione dell’Acquario p.12)
Parlando dei network e delle reti di influenza, Ferguson annunciò “Ci sono legioni di cospiratori… in enti, università, ospedali, nelle facoltà di scuole pubbliche, in fabbriche, negli studi di dottori, in agenzie statali e federali, in consigli comunali e nello staff della Casa Bianca, in organizzazioni statali, praticamente in tutti i settori delle assicurazioni del Paese [U.S.A.]… [tra cui] al livello del consiglio del Governo degli Stati Uniti”. (ibid. p.24) Tuttavia, altri sostenitori della New Age dissero che ciò era approssimativo, dal momento che aveva sottostimato l’influenza della New Age a livello mondiale, soprattutto nell’ONU e nella Comunità Europea.
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01/07/2017, MAOMETTO SHARIAH IL FIGLIO DEL DEMONIO! BANGLADESH. A un año de la masacre de Dacca, aún sigue habiendo mucho miedo. El 1ero de Julio de 2016 se produjo el atentado terrorista en el Holey Artisan Bakery Cafe, que causó 20 víctimas. El barrio Gulshan está desierto, abandonado por los turistas y las tiendas. Varios católicos se han trasladado al extranjero; Algunos misioneros protestantes han abandonado el país. El informe completo de la investigación será publicado “muy pronto”. Dacca (AsiaNews) – A exactamente un año de la masacre en el Holey Artisan Bakery Cafè de Dacca, en el que 20 personas murieron, la mayor parte de ellas extranjeros,en Bangladesh sigue habiendo mucho miedo. Tras el atentado en el bar del barrio de Gulshan, que alberga varias embajadas y misiones diplomáticas, muchos católicos – incluyendo varios misioneros protestantes – han abandonado el país. Uno de ellos es un joven que dice a AsiaNews: “No me sentía seguro en Bangladesh, a causa de mi fe cristiana, por lo que me trasladé a los Estados Unidos con mi familia.” Mientras tanto, la unidad antiterrorista está llevando a cabo la investigación de los terroristas y sus cómplices, y pronto debería difundir el informe final.
El primero de julio de 2016 cinco extremistas islámicos irrumpieron en el local gritando “Alá Akbar” (Dios es grande) y, bajo la amenaza de las armas, tomó como rehenes a decenas de clientes que estaban cenando. A continuación, les pidieron recitar versos del Corán: el que conocía el texto sagrado para el islam fue puesto en libertad; los otros siguieron detenidos. Al final de un largo asedio que duró toda la noche, los terroristas dispararon a los “infieles”. El balance fue tremendo: mataron a cerca de 20 prisioneros, nueve italianos, siete japoneses, un indio, un estadounidense de origen bengalí y dos bangladesíes (incluyendo a Faraaz Ayaaz Hossain, un estudiante musulmán a quien los terroristas habían indultado porque sabía el Corán, pero que se negó a salir del local para no dejar solos a sus amigos extranjeros).
Los testigos de la matanza dijeron que experimentaron la terrible violencia con una sensación de consternación. Durante mucho tiempo considerado moderado y dialogante, desde la tarde del 1ero de julio, quedó demostrado que el islam de Bangladesh también ha asumido connotaciones fundamentalistas. Torun Gomes, un cristiano que vive en el área donde se produjo el atentado, dijo que “escuchó el nombre de Isis en la televisión, la radio y en los periódicos. Pero cuando los terroristas atacaron cerca de mi casa, me sorprendió. Estamos entristecidos por la destrucción llevada a cabo por los militantes y aún vivimos con miedo”. Se informa que muchas personas que viven en la zona han dejado el barrio. En un primer momento, lleno de tiendas y gente, ahora el área aparece desierta. El silencio invade a los visitantes ya que muchos restaurantes han cerrado sus actividades. Incluso los extranjeros, que antes eran residentes habituales, se han ido.
Monirul Islam, Jefe de lucha contra el terrorismo y la delincuencia transnacional (CCTC), a cargo de la coordinación de las investigaciones, informa que se han identificado a 24 personas implicadas en el ataque de varias maneras, incluyendo a los planificadores, los entrenadores y los autores. De estos, 15 fueron muertos en operativos de las fuerzas especiales, cuatro están en la cárcel y cinco más son buscados. Entre los partidarios muertos figuran Tamim Chowdhury, Nurul Islam Marjan, el mayor Zahidul Islam, Sarowar Jahan, Tanveer Quaderi, Md Abdullah alias Rony, Abu Rayhan alias Tareq y Faridul Islam Akash. De los cuatro encarcelados, tres han confesado bajo la sección 164 del Código de Procedimiento Penal; que son: Jahangir Alam alias Rajeeb Gandhi, Raqibul Hassan alias Rigan y Mizanur Rahman alias Senior Mizan.
El costo total de las investigaciones y operaciones ascendió a 900 mil takas (10.465 euros). El 28 de junio, Asaduzzaman Khan Kamal, el Ministro del Interior, dijo que el organismo de investigación publicará una lista de los datos “impecable” en el caso del ‘Holey Artisan. Frente a los reporteros reunidos afuera de la oficina de la Secretaría, dijo: “Estamos preparando una lista impecable de los datos y pronto será sometida al análisis de la corte.”
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07/01/2017, MAOMETTO SHARIAH IL FIGLIO DEL DEMONIO! BANGLADESH. One year after the Dhaka massacre, fear remains strong. On 1st July 2016, terrorists attacked the Holey Artisan Bakery Café killing 20. Following this, the Gulshan area has become deserted, abandoned by tourists and shops. Several Catholics and Protestant missionaries have left the country. A full account of the investigations will be published “very soon”.
Dhaka (AsiaNews) – Fear remains strong in Bangladesh a year to the day after the massacre at the Dhaka’s Holey Artisan Bakery Café, where 20 people, mostly foreigners, were killed.
Following the attack in the Gulshan area, a neighbourhood home to various embassies and diplomatic missions, many Catholics and Protestant missionaries have left the country. “I did not feel safe in Bangladesh because of my Christian faith, so I moved to the United States with my family,” said one who spoke to AsiaNews.
For their part, the authorities have continued their investigation into the terrorists and the accomplices who took part in the attack and are expected to release their final report soon.
On July 1, 2016, five Islamic extremists attacked the restaurant shouting “Allahu Akbar” (Allah is great) taking scores of customers hostage. Then they proceeded to ask separate those who could recite verses of the Qur‘an from those who could not. The former were released, the latter were detained.
At the end of the long, overnight siege, the terrorists shot the “infidels”. Some 20 hostages were killed: nine Italians, seven Japanese, one Indian, one Bangladeshi-American and two Bangladeshis (including Faraaz Ayaaz Hossain, a Muslim student who refused to leave his foreign friends).
Witnesses later talked about the terrible violence with a sense of shudder. Once seen as moderate and open, Islam in Bangladesh took on more extremist connotations on that 1st July.
Torun Gomes, a Christian living in the area of ​​the attack, remembers “hearing the name of ISIS on television, radio and newspapers. But when the terrorists attacked near my home, I was surprised. We are saddened by the mayhem caused by the militants and we still live in fear. ”
He added that many residents left the neighbourhood. Once full of shops and people, it is now deserted. Visitors are struck by the silence as many restaurants simply shut down. Many foreigners, who once called the place home, have picked up and left.
Monirul Islam, head of Bangladesh’s Counter-Terrorism and Transnational Crime (CCTC) Unit, which is co-ordinating the investigation, said that 24 people involved in various capacities – planning, training and execution – have been identified.
Fifteen of these were killed by security forces. Four are in jail and five are still wanted. The dead include Tamim Chowdhury, Nurul Islam Marjan, Major Zahidul Islam, Sarowar Jahan, Tanveer Quaderi, Md Abdullah alias Rony, Abu Rayhan alias Tareq, and Faridul Islam Akash.
Of the four prisoners, three – Jahangir Alam aka Rajeeb Gandhi, Raqibul Hassan aka Rigan, and Mizanur Rahman aka Senior Mizan – have confessed under Section 164 of the Criminal Procedure Code.
The total cost for the operation was 900,000 Taka (US$ 11,100).
Home Affairs Minister Asaduzzaman Khan Kamal on Wednesday said that the investigating agency will submit a report in connection with the case. “We’re preparing a flawless charge sheet, and it will be submitted before the court very soon,” he told reporters at his Secretariat office.
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01/07/2017, MAOMETTO È IL FIGLIO DEL DEMONIO! BANGLADESH. A un anno dalla strage di Dhaka, ancora tanta la paura. Il primo luglio 2016 l’attacco terroristico all’Holey Artisan Bakery Cafè ha provocato 20 vittime. Il quartiere Gulshan è deserto, abbandonato da turisti e negozi. Diversi cattolici si sono trasferiti all’estero; alcuni missionari protestanti hanno lasciato il Paese. Il resoconto completo delle indagini sarà pubblicato “molto presto”.
Dhaka (AsiaNews) – A un anno esatto dalla strage all’Holey Artisan Bakery Cafè di Dhaka, nella quale sono morte 20 persone in maggioranza stranieri, la paura in Bangladesh è ancora grande. In seguito all’attacco nel bar del quartiere Gulshan, sede di varie ambasciate e rappresentanze diplomatiche, molti cattolici – compresi diversi missionari protestanti – hanno abbandonato il Paese. Uno di loro è un giovane che dice ad AsiaNews: “Non mi sentivo sicuro in Bangladesh a causa della mia fede cristiana, perciò mi sono trasferito negli Stati Uniti insieme alla mia famiglia”. Nel frattempo l’unità anti-terrorismo sta portando avanti le indagini sui terroristi e sui loro complici e a breve dovrebbe rilasciare il rapporto finale. Il primo luglio 2016 cinque estremisti islamici hanno assaltato il locale al grido di “Allah akbar” (Allah è grande) e, sotto la minaccia delle armi, hanno preso in ostaggio decine di clienti che stavano cenando. Poi hanno chiesto loro di recitare versetti del Corano: chi conosceva il testo sacro per l’islam è stato rilasciato; gli altri ancora detenuti. Al termine di un lungo assedio durato tutta la notte, i terroristi hanno sparato agli “infedeli”. Il bilancio è stato pesante: uccisi in tutto 20 prigionieri, di cui nove italiani, sette giapponesi, un’indiana, un’americana di origine bengalese e due bangladeshi (tra cui Faraaz Ayaaz Hossain, studente musulmano che i terroristi avevano graziato perché conosceva il Corano, ma lui si è rifiutato di abbandonare il locale per non lasciare sole le amiche straniere).
I testimoni della strage hanno raccontato di aver vissuto la terribile violenza con un senso di sgomento. Da sempre considerato come moderato e dialogico, dalla sera del primo luglio è emerso che anche l’islam del Bangladesh ha assunto connotazioni fondamentaliste. Torun Gomes, un cristiano residente nell’area dell’attacco, racconta di aver “sentito il nome dell’Isis in televisione, in radio e sui giornali. Ma quando i terroristi hanno attaccato vicino casa mia, sono rimasto sorpreso. Ci siamo rattristati per la distruzione compiuta dai militanti e viviamo ancora nella paura”. Egli riferisce che molte persone che abitavano nella zona hanno lasciato il quartiere. Dapprima brulicante di negozi e persone, ora l’area si presenta deserta. Il silenzio assale i visitatori dato che molti ristoranti hanno chiuso l’attività. Anche gli stranieri, in precedenza residenti abituali, se ne sono andati.
Monirul Islam, capo dell’Unità di contrasto al terrorismo e al crimine transnazionale (Cctc), che coordina le indagini, riporta che sono state identificate 24 persone coinvolte nell’attacco a vario titolo, tra i pianificatori, i formatori e gli esecutori materiali. Di questi, 15 sono stati uccisi in vari blitz delle forze speciali, quattro sono in carcere e altri cinque ricercati. Tra i fiancheggiatori uccisi ci sono: Tamim Chowdhury, Nurul Islam Marjan, Major Zahidul Islam, Sarowar Jahan, Tanveer Quaderi, Md Abdullah alias Rony, Abu Rayhan alias Tareq e Faridul Islam Akash. Dei quattro incarcerati, tre hanno confessato in base alla sezione 164 del Codice di procedura criminale; essi sono: Jahangir Alam alias Rajeeb Gandhi, Raqibul Hassan alias Rigan e Mizanur Rahman alias Senior Mizan.
Il costo totale delle indagini e delle operazioni ammonta a 900mila taka (10.465 euro). Il 28 giugno Asaduzzaman Khan Kamal, ministro dell’Interno, ha detto che l’agenzia investigativa pubblicherà un “impeccabile” elenco dei dati sul caso dell’Holey Artisan. Di fronte ai giornalisti riuniti davanti all’ufficio del Segretariato, ha affermato: “Stiamo preparando un impeccabile elenco dei dati e lo sottoporremo presto all’attenzione del tribunale”.
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mAOMETTO È IL FIGLIO DEL DEMONIO! 30/06/2017 – PAKISTAN – VATICANO. Chiede aiuto al Papa un cattolico pakistano profugo in Grecia, In una lettera si racconta che Kamran Iqbal Maseh è dovuto fuggire dal suo Paese a causa della sua fede. Ora è in Grecia, ma rischia di essere rimandato in Turchia e da lì in Pakistan, dove rischia la vita.
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30/06/2017 – INDIA. INDUISMO ASSASSINO E RAZZISTA? UNA VACCATA! Il premier condanna gli omicidi in nome delle vacche. Attivista: è solo adesione di facciata (Video) Narendra Modi interviene ad un comizio in Gujarat. Poche ore dopo, un altro musulmano linciato a morte dai protettori delle vacche in Jharkhand. L’86% degli omicidi compiuti dai nazionalisti è a danno dei musulmani; il 97% perpetrato da quando il premier è al potere. Modi contestato con lo slogan “#NotInMyName”.
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01/07/2017 – INDONESIA SHARIA, Jakarta, due poliziotti feriti mentre pregavano in moschea, ucciso l’assalitore
I simpatizzanti indonesiani dello Stato islamico (IsIS 666 SHARIA) prendono di mira gli agenti. L’aggressore si è unito alla preghiera di circa 20 poliziotti e ha lanciato l’attacco. L’attentatore ucciso durante la fuga. I legislatori impegnati a passare entro l’anno le revisioni della legge antiterrorismo. Dall’amministrazione Widodo una campagna antiterrorismo.
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“per il raggiungimento di una soluzione definitiva del conflitto?“. MA TUTTA LA LEGA ARABA UN SOLO GENOCIDIO NAZISTA SHARIAH A CIELO APERTO! QUESTO È ALTO TRADIMENTO! Il Parlamento francese ha approvato una mozione in cui chiede al Governo di riconoscere lo Stato di Palestina. Con 339 voti a favore, 151 contrari e 16 astenuti l’Assemblea di Parigi rimette nelle mani degli uomini di Manuel Valls, in maniera non vincolante, la decisione del riconoscimento. A favore del provvedimento si è espressa la maggior parte dei parlamentari socialisti, i verdi e l’estrema sinistra. Contrari, invece, i centristi dell’Udi e il gruppo di centrodestra. Nel testo approvato dall’Assemblea parigina si legge che il riconoscimento dello Stato di Palestina è volto al “raggiungimento di una soluzione definitiva del conflitto“.
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Massimo D’Alema disse: “come possiamo dichiarare guerra a 1,5miliardi di musulmani?”
quindi la sua prospettiva è quella di diventare musulmano! tanto grande è l’odio di Gay LGBTI e di ogni anticristo contro Gesù di Betlemme! Quindi ci hanno preparato una invasione islamica di migranti!
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se noi chiediamo a questi scellerati delle sinistre: PD M5S, socialisti, cosa significa identità italiana? ecc.. , ecc.. oppure, cosa significa identità europea? in realtà, loro non hanno in mente qualche concetto di tipo soprannaturale spirituale o religioso, ecco perché stanno preparando la strada alla soprannaturale demoniaca shariah invasione islamica: il più pericoloso nazismo della storia del Genere umano!!
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Rescue Persecuted Christians in Pakistan. Walid Shoebat and Rescue Christians launch infomercial to raise awareness as well as funds to save the lives of 300 families in immediate risk in Pakistan. All supporters who wish this infomercial to be shown on their local Christian or public TV channel please contact us on how they can help get this shown on their local TV channel. It will also be shown as a permanent link on http://www.Shoebat.com and http://www.RescueChristians.org.
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Vasco Rossi ammette: “Ho fatto un altro patto con il diavolo” di Haiaty Varotto. Vasco Rossi dopo, il concerto da record per i suoi 40 anni dal primo disco, alla affermazione del giornalista:
“Alla vigilia dei quattro concerti di Roma lei è parso a Lignano in bella forma fisica. La voce tiene, si coglie un bello spirito. Una rinascita… ” Afferma di aver fatto un altro patto con il diavolo: «Ho fatto un altro patto con il diavolo. Sono in forma perché debbo fare per forza una vita sana, dentro la quale sono un po’ spaesato. Già in passato in un intervista su radio DeeJay, dopo che l’intervistatore gli disse che lo vedeva veramente in forma, lui, ridendo aveva affermato di aver fatto un patto con il diavolo. Sentite al minuto 0:25:
Dunque sapendo che ha fatto un patto con il diavolo diventa chiaro il motivo di tanto successo e di tanti soldi. Satana quando tentò Gesù Cristo gli disse che avrebbe potuto dargli tutti i regni del mondo se Lui lo avesse adorato. Quindi ha il potere di far diventare ricco o famoso o potente qualcuno. E’ non è l’unico che ha fatto un patto con il diavolo perchè anche molti altri cantanti famosi lo hanno ammesso pubblicamente: Bob Dylan, Kanye West, Rihanna, Katie Perry, Eminem e molti altri. D’altronde l’intera industria della musica è nelle mani della Massoneria e degli Illuminati che sono anche loro servi di Satana.
Purtroppo però il diavolo è astuto ed è ingannatore. Seduce le persone, dà loro potere e fama ma alla fine porta le loro anime alla perdizione. Non credo che i soldi e la fama possano essere scambiate con un eterna infamia nella atroce sofferenza provocata da fiamme di fuoco non attizzate da mani d’uomo.
Vasco Rossi, sappi che Satana è bugiardo e padre della menzogna. Egli ti ha ingannato e sedotto, ti ha dato fama potere e soldi e tu ora gli sei schiavo e la tua anima sta andando in perdizione. Tu stai andando verso le fiamme dell’inferno e quando sarai giudicato da DIO sarai condannato e scaraventato nel lago ardente di fuoco e di zolfo.
Ma ti voglio dire che anche per te c’è speranza. Cristo Gesù è morto anche per te e soltanto Lui ti può liberare da questo patto con il principe di questo mondo. Scampa all’ira ardente di YHWH che è su di te per tutti i crimini che hai commesso contro le Sue sante leggi. Ravvediti dei tuoi peccati e credi nell’evangelo di Gesù Cristo, cioè che Egli è morto per i nostri peccati e che al terzo giorno risuscitò dai morti per la nostra giustificazione. Soltanto in questa maniera potrai essere riconciliato con il Solo vero DIO. Haiaty Varotto
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN

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di questo io sono sicuro: ISLAM sparirà definitivamente dalla storia di questo pianeta, e tutte le Moschee verranno demolite: questo è inevitabile, tutti i LEADER religiosi e politici della LEGA ARABA: necessariamente sono atei o satanisti! Mentre tutti gli islamici, invece sono indemoniati come: tutti sanno sono i maniaci religiosi, gli assassini seriali, quindi, se da una parte: i LEADER Arabi OCI ONU temono i loro popoli, dall’altra come fanno a tirarsi indietro: se la LEGA ARABA degli islamici shariah nazisti: consegue di fatto annessioni territoriali, in tutto il mondo? Quindi non esistere nessuna speranza di poter salvare la Religione ISLAM dal suo drammatico esito finale: il bando, la condanna e abolizione: della Ummah Mecca Kaaba nazista, dal suo inevitabile destino fatale!
Questi criminali internazionali autorizzati da ONU a realizzare il genocidio shariah del Genere umano (teologia della sostituzione), non riescono più a controllarsi, e sono diventati una bomba ad orologeria, perché dal loro punto di vista, questo è il momento più glorioso della loro storia, stanno facendo la pulizia etnica impunemente (scaricano le responsabilità sui loro terroristi sharia: la galassia shariah promossa e finanziata dalla CIA), quindi, la LEGA ARABA cresce numericamente e per estensione, commette delitti omicidi di nazismo impunemente, e i loro armamenti sono più che efficienti, è loro sono convinti di realizzare il sultanato e il califfato mondiale!! Ed anche se oggi Farisei Enlightened Bilderberg e Salafiti Wahhabiti sono alleati per distruggere: Israele Europa e Russia, cioè annientare la civiltà ebraico Cristiana: perché loro sono l’ANTICRISTO? poi, questo sodalizio di demoni islamici e demoni Farisei massonici sinagoga Bilderberg, può terminare drammaticamente da un momento all’altro, in realtà, perché la NATO ha immediato bisogno di realizzare la guerra mondiale, e perché io sono Unius REI, il Messia degli ebrei, ed io impedirò alla NATO di poter aggredire Cina e Russia!
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN

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giovanni In risposta yitzhak kaduri Messiah (20.06.2017
yitzhak kaduri Messiah, israele è dentro fino al collo con il disegno bestiale criminale satanista ……. di creare un vasto impero mondialista per dominare in scala piramidale il Mondo …… Sta a voi ebrei sani, corretti e ben pensanti scacciare il demonio dal tempio e se volete costruire il terzo tempio di Gerusalemme senza cacciare il maligno, il tempio sarà eretto sulle fondamenta del male, della oscurità …….. non vedrete mai la luce pura del creatore, ma sarete destinati a piangere e soffrire nel buio per tantissimo tempo voi e i vostri discendenti!yitzhak kaduri MessiahIn risposta giovanni( 25.06.2017 | giovanni, non potremo sapere mai cosa pensano i Sacerdoti di Satana le bestie della NWO Sinagoga SpA FED Morgan, ecc.. ma, certo moriremo tutti se non li costringiamo tutti ad avere una loro Patria realistica e credibile… ma, dubito che qualcuno possa vivere con i wahhabiti, Allah shariah Akbar morte a tutti gli infedeli, e dalla parte dei sciiti? è ancora peggio! Non possiamo con la guerra abbattere il NWO 666 SpA FMI, questa è l’unica soluzione per sopravvivere tutti!
https://it.sputniknews.com/mondo/201705304561773-corea-nord-pyongyang-test-successo-missile-balistico/#comments
lorenzojhwh Unius KING the LEVIATHAN

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mi hanno distrutto 60 canali youtube circa, ma poi il NWO(governo massonico mondiale di youtube) ha deciso di restituirmi soltanto questo canale https://www.youtube.com/user/noahNephillim/discussion
che era stato chiuso anche lui!
Desideriamo informarti che a causa di ripetute o gravi violazioni delle nostre Norme della community (https://www.youtube.com/t/community_guidelines), il tuo account Unius LEVIATHAN ReX VS WarW666IMF è stato sospeso.
Dopo un’attenta revisione, abbiamo appurato che l’attività del tuo account vìola le nostre Norme della community, che vietano spam, truffe e contenuti commerciali ingannevoli (https://support.google.com/youtube/answer/2801973?hl=it).
Tieni presente che non ti è permesso accedere ad altri account su YouTube, possederne o crearne altri.
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yitzhak kaduri Messiah 25.06.2017 | giovanni, Iran non può scrivere sui missili ogni giorno: “morte ad Israele” e poi sperare che israeliani gli vogliano bene! Questi criminali shariah: di Siria hezbollah hamas, ecc.. loro negano formalmente la esistenza di Israele, mentre tutti gli altri in LEGA ARABA: sono ipocriti, mentono tutti, iniziando dai sauditi negano realmente la esistenza di Israele, perché la shariah è un nazismo che nega la esistenza del genere umano! ] Le truppe governative siriane hanno registrato un potente attacco dei terroristi di Al Nusra nella città di Al-Baath nella zona delle alture del Golan. Dopo che israeliani hanno distrutto la artiglieria siriana, in conseguenza di colpi ritenuti involontari che sono caduti fortuitamente sul territorio israeliano!

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They asked me to be the women of the wall, and this seems like a wish: honorable and full of virtue! But if they asked me to be the women of the marsh? I would never allow it!

mi hanno chiesto di essere le donne del muro, e questo mi sembra un desiderio: onorevole e pieno di virtù! ma se mi chiedevano di essere le donne del marciappiede? io non avrei mai permesso!
Israeli protesters gather outside Prime Minister Benjamin Netanyahu’s residence in Jerusalem on July 1, 2017, to demonstrate against a government decision to abandon a deal for a permanent pluralistic prayer facility at the Western Wall jointly overseen by all streams of Judaism. (AFP/Thomas Coex)
Dear American Jews, Israelis don’t care that you’re insulted
I manifestanti israeliani si riuniscono al di fuori della residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme il 1 luglio 2017 per dimostrare contro una decisione del governo di abbandonare un accordo per un impianto di preghiera pluralista permanente presso il Muro occidentale controllato congiuntamente da tutti i flussi dell’ebraismo. (AFP / Thomas Coex)
Cari ebrei americani, gli israeliani non importa che sei offensivo. Blog Post: Daniel Gordis calls on US Jewry to step back from Israeli security concerns, but lean way in when it comes to the matter of peoplehood
Post del blog: Daniel Gordis invita l’ebraismo statunitense ad abbandonare le preoccupazioni di sicurezza israeliane, ma si appoggia quando si tratta di persone
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lorenzo_scarola@fastwebnet.it PERCHé IN 10 ANNI NESSUNO MI HA SCRITTO MAI? .. è chiaro nessuno mi può leggere!
quindi io non avrei perseverato se non riuscivo a percepirvi, in qualche modo, le vostre essenze, la vostra emotività, la vostra fede, tutti dei vivi e dei morti, dei maledetti e dei beati, di tutti!
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The entire class was Bar Mitzvahed in a group ceremony that did not involve synagogue worship or the traditional reading of the Torah; nevertheless, as far as the kibbutz was concerned, their sons were now Bar Mitzvahed. When a family has chosen to identify as Jewish Believers in the Lord, it is important that they allow their children to pass through the stages of growth and identity that are common to all Jewish children in some formal, public celebration. This ceremony emphasizes a child’s Jewish identity and helps to sustain a strong connection to his or her Jewish heritage. It can only strengthen a child’s desire to learn more about being Jewish and create a firmer attachment to their people, warding off a sense of alienation. This can also foster a connection to God that will encourage a more profound relationship with their Maker as they progress into adulthood. Being fully grounded in Judaism equips Jewish Believers to take their rightful place as part of the Jewish community, while daily developing a deeper understanding of the Jewish roots of the Good News of Yeshua our Messiah. “For I am not ashamed of the gospel, because it is the power of God that brings salvation to everyone who believes: first to the Jew, then to the Gentile.” (Romans 1:16) After searching intently for 12-year-old Yeshua, His distressed parents found Him in the Temple. He told them, “Didn’t you know I had to be in My Father’s house?” (Luke 2:49) Of course, the heart’s cry of every Believing parent is that their children would follow in Yeshua’s footstep to become faithful sons and daughters of the Living God. And here at Bibles For Israel, that is our prayer for Jewish people in the Holy Land and in the Diaspora. “Your children will be taught by the Lord, and great will be their peace.” (Isaiah 54:13) Please help us proclaim Yeshua to Israel and the nations with your gift of $100, $50, $250, $500 or $1000 Lorenzo, Give a Special Gift Today sponsor Evangelism & Bible Translation sponsor a Chapter of the Bible Give your Tithe “I am bringing My righteousness near, it is not far away; and My salvation will not be delayed. I will grant salvation to Zion, My splendor to Israel.” (Isaiah 46:13) Copyright © 2017 Messianic Bible.comArticles cannot be copied without permission This message sent to lorenzo_scarola@fastwebnet.it from news@biblesforisrael.comMessianic BibleBibles For IsraelP.O. Box 8900Pueblo, CO 81008Update Profile

L’intera classe era Bar Mitzvahed in una cerimonia di gruppo che non coinvolgeva l’adorazione della sinagoga o la lettura tradizionale della Torah; Tuttavia, per quanto riguarda il kibbutz, i loro figli erano ora Bar Mitzvahed. Quando una famiglia ha scelto di identificarsi come credenti ebrei nel Signore, è importante che consentano ai loro figli di passare attraverso le fasi di crescita e di identità comuni a tutti i bambini ebrei in qualche celebrazione formale e pubblica. Questa cerimonia sottolinea l’identità ebraica di un figlio e aiuta a sostenere un forte legame con il suo patrimonio ebraico. Può solo rafforzare il desiderio di un bambino di saperne di più sull’essere ebraico e creare un più forte attaccamento al proprio popolo, evitando un senso di alienazione. Questo può anche favorire una connessione a Dio che incoraggerà un rapporto più profondo con il loro Maker mentre avanzano nell’età adulta. Essere pienamente fondati nel giudaismo equips i credenti ebrei a prendere il loro posto giusto come parte della comunità ebraica, mentre ogni giorno sviluppano una comprensione più profonda delle radici ebraiche della buona novella di Yeshua il nostro Messia. “Perché non mi vergogno del vangelo, perché è il potere di Dio che porta la salvezza a tutti coloro che credono: prima all’ebreo, poi ai Gentili” (Romani 1:16). Dopo aver cercato intensamente per i 12 anni, Vecchio Yeshua, i suoi genitori in difficoltà lo trovarono nel tempio. Egli disse loro: “Non sapevi che dovevo essere nella casa del Padre mio?” (Luca 2:49) Naturalmente, il grido del cuore di ogni genitore credente è che i loro figli seguiranno nel passo di Yeshua per diventare figli fedeli e figlie del Dio vivente. E qui a Bibles Per Israele, questa è la nostra preghiera per i popoli ebrei in Terra Santa e nella Diaspora. “I tuoi figli saranno insegnati dal Signore, e la grande sarà la loro pace”. (Isaia 54:13) Aiutaci a proclamare Yeshua a Israele e alle nazioni con il tuo dono di $ 100, $ 50, $ 250, $ 500 o $ 1000 Lorenzo, date un regalo speciale Oggi sponsorizza l’evangelizzazione e la traduzione della bibbia sponsor un capitolo della Bibbia “Io porto la mia giustizia vicino, non è molto lontano, e la mia salvezza non sarà ritardata: io darò la salvezza a Sion, il mio splendore a Israele”. (Isaia 46:13) Copyright © 2017 Messianic Bible.comArticoli non possono essere copiati senza autorizzazione Questo messaggio è stato inviato a lorenzo_scarola@fastwebnet.it da news@biblesforisrael.comBibliotecnici messicani per IsraelP.O. Box 8900Pueblo, profilo CO 81008Update
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“I had my Bar Mitzvah today at the Wall. Finally, I’m a man,” Arquette posted on Twitter. David Arquette (Photo by Frank Eng) Messianic Bar and Bat Mitzvahs Although Jewish Believers are saved by faith in the saving grace of Yeshua HaMashiach and not by acts, this faith does not nullify their Jewish identity. A great many Jewish Believers train their children in Jewish prayer and practices such as the Jewish Sabbath and Jewish holidays, as well as celebrate their Bar/Bat Mitzvah, a day on which they publicly embrace God’s Word, giving their commentary on the portion and their personal testimony of faith in Yeshua HaMashiach. Of course, this celebration is also a positive sign to nonbelieving family members that Jewish Believers have not abandoned their Judaism for “another religion.” “My son’s Bar Mitzvah brought my aunts from Chicago to Cincinnati (a drive of several hours) along with my mother from Florida. Although my mother had come to accept our beliefs and had prayed to accept the Messiah, her sisters were very much against our believing in Yeshua. Experiencing our son’s Bar Mitzvah and its Jewishness reassured them that we had not given up our identity as Jews,” Barry reminisced. A 13-year-old Jewish boy stands before the Torah scroll during his BarMitzvah at the Western (Wailing) Wall in Jerusalem. Today, many children have parents of varying backgrounds and religions. And within Judaism, there is a wide variety of ways to celebrate the occasion. One of Barry’s sons, for instance, was Bar Mitzvahed with his class at Kibbutz Beit HaShita, a Labor Zionist kibbutz that does not follow religious practices.

“Ho avuto il mio Bar Mitzvah oggi al Muro. Infine, sono un uomo “, ha pubblicato Arquette su Twitter. David Arquette (Foto di Frank Eng) Il Messianic Bar e Bat Mitzvah Anche se i credenti ebrei sono salvati dalla fede nella grazia salvifica di Yeshua HaMashiach e non dagli atti, questa fede non annulla la loro identità ebraica. Un gran numero di credenti ebrei allenano i loro figli nella preghiera e nelle pratiche ebraiche come le feste ebrei ebraiche e celebrano il loro Bar / Bat Mitzvah, giorno in cui abbracciano pubblicamente la Parola di Dio, fornendo il loro commento sulla porzione e sul loro Testimonianza personale della fede in Yeshua HaMashiach. Certamente questa celebrazione è anche un segno positivo per i non credenti membri della famiglia che i credenti ebrei non abbandonano il loro giudaismo per “un’altra religione”. “Bar Mitzvah di mio figlio ha portato le tue zie da Chicago a Cincinnati (un percorso di diverse ore) insieme al mio Madre della Florida. Anche se mia madre era venuta ad accettare le nostre credenze e aveva pregato di accettare il Messia, le sue sorelle erano molto contrarie al nostro credere in Yeshua. Sperimentare Bar Mitzvah del nostro figlio e la sua giudaismo li ha rassicurati che non avevamo rinunciato alla nostra identità come ebrei “, ha ricordato Barry. Un ragazzo ebreo di 13 anni si trova davanti al rotolo della Torah durante il suo BarMitzvah al muro occidentale di Jerusalem (Wailing). Oggi molti bambini hanno genitori di diverso background e religioni. E all’interno dell’ebraismo, c’è una grande varietà di modi per celebrare l’occasione. Uno dei figli di Barry, per esempio, era Bar Mitzvahed con la sua classe a Kibbutz Beit HaShita, un kibbutz laburista laburista che non segue pratiche religiose.
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Barry’s learning involved more than Hebrew language skills. He also learned a little about Jewish life in WWII when his schoolteacher shared with him how he escaped the Warsaw Ghetto by distracting the guards into thinking that someone was trying to scale the wall that surrounded the Ghetto, and then he did so himself. This same teacher survived the war working in a hospital. During a bombing raid, he was praying the morning prayers wearing his tefillin and refused to go to the bomb shelter during the raid. At the same time, a bomb fell through the roof of the hospital, traversing all of the floors but did not explode. After that, everyone thought he was a saint and responsible for the miracle that saved their lives, Barry said. A 13-year-old Jewish boy carries the Torah scroll publicly for the firsttime at the Western (Wailing) Wall in Jerusalem. Bar Mitzvahs for Adults A good many Jewish adults who missed their Bar/Bat Mitzvah feel that they have also missed an essential piece of their God-given heritage, so they decide to celebrate it as an adult. A popular spot for parents and adults to celebrate this occasion is at the Western Wall that once lined the Temple Mount platform in Jerusalem. Some say that as early as Second Temple days, the Bar Mitzvah boy would be brought to the Temple courtyard to have their knowledge “tested” by the priests and elders. In 2012, actor David Arquette, whose mother is Jewish, was Bar Mitzvahed at the Wall at the age of 40. “He was very emotional, saying he was happy to be part of the chain of the Jewish People,” said Western Wall rabbi Shmuel Rabinowitz, who presided over the ceremony. “I’m very pleased to see a man who is returning to his roots.” (Arutz Sheva)

L’apprendimento di Barry ha coinvolto più delle abilità di lingua ebraica. Ha anche imparato un po ‘sulla vita ebraica nella Seconda Guerra Mondiale quando il suo insegnante ha condiviso con lui come è scappato dal Ghetto di Varsavia distraendo le guardie nel pensare che qualcuno stava cercando di scalare il muro che circondava il Ghetto, e poi egli stesso lo fece. Questo stesso insegnante sopravvisse alla guerra lavorando in un ospedale. Durante un bombardamento, pregava le preghiere del mattino che indossavano la sua tefillina e si rifiutarono di andare al rifugio bombe durante il raid. Allo stesso tempo, una bomba cadde attraverso il tetto dell’ospedale, attraversando tutti i piani ma non esplodeva. Dopo tutto, tutti pensavano di essere un santo e responsabili del miracolo che ha salvato la vita, ha detto Barry. Un ragazzo ebreo di 13 anni trasporta pubblicamente il rotolo della Torah per la prima volta al muro occidentale di Jerusalem (Wailing). Bar mitzvah per adulti Molti adulti ebrei che hanno perso il loro Bar / Bat Mitzvah sentono di aver perso anche un pezzo essenziale del loro patrimonio dato da Dio, quindi decidono di celebrarlo come adulto. Un luogo popolare per i genitori e gli adulti per celebrare questa occasione è al Muro Occidentale che una volta ha fiancheggiato la piattaforma del Monte Tempio a Gerusalemme. Alcuni dicono che già nei tempi del secondo tempio, il ragazzo Bar Mitzvah sarebbe stato portato al cortile del tempio per avere la propria conoscenza “testata” dai sacerdoti e dagli anziani. Nel 2012, l’attore David Arquette, la cui madre è ebrea, è stato Bar Mitzvahed al muro all’età di 40 anni. “Era molto emotivo, dicendo che era felice di essere parte della catena del popolo ebraico”, ha detto il rabbino della mura occidentale Shmuel Rabinowitz, che ha presieduto la cerimonia. “Sono molto contento di vedere un uomo che sta tornando alle sue radici”. (Arutz Sheva)
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i cristiani sono geneticamente autolesionisti, si è vero. ma non tutti riescono a farsi così del male, tanto da farsi uccidere dagli islamici, ecco perché Dio ha inventato gli ebrei! e dove è la sapienza? NON SI PUò ENTRARE NEL REGNO DI DIO SE NON MUORE LA NATURA UMANA, MENTRE IL PENE DI MAOMETTO? IL SUO SERPENTE NON è MORTO MAI!
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“At the age of nine, I followed a full day of public school by taking the bus to the Hebrew Institute which was where the Jewish community’s Hebrew afterschool classes were taught for young Jewish boys and the occasional girl,” Barry said. “It was there that I began to learn in detail what it means to be a Jew, to start wearing the undergarment called the tzitzit and to learn to read Hebrew so that I could participate in the daily rituals, starting the morning with the prayer upon rising: “Modah ani lifanecha…” (“Thank you Lord for mercifully returning to me my soul”), as well as the various prayers before eating or drinking, the prayer after meals, and the prayer before going to sleep at night.” Barry was told that since it was necessary to pray throughout the day, he would need to keep his head covered with a kippah (yarmulka or skull cap). “In later years, I exchanged taking the bus for peddling my English Racer bike up steep hills in all kinds of weather to get to Hebrew School. It made for long days and cold nights, but it also made me a Jew,” Barry said of his commitment to learning. “Even so, when I got to Israel I found my Hebrew skills almost nonexistent when trying to actually communicate in the language.” Women observe the Bar Mitzvah of a male relative from behind the fenceduring a Bar Mitzvah in the men’s section at the Western (Wailing) Wall.(Photo by Dan Lundberg)

“A nove anni ho seguito una giornata intera di scuola pubblica prendendo l’autobus all’Istituto Ebraico, dove era stata insegnata la classe ebraica della classe ebraica per giovani ragazzi ebrei e la ragazza occasionale”, ha detto Barry. “Ero lì che cominciai a imparare in dettaglio ciò che significa essere un ebreo, per iniziare a indossare l’indumento intimo chiamato tzitzit e per imparare a leggere l’ebraico in modo da poter partecipare ai rituali quotidiani, iniziando la mattina con la preghiera Cresce: “Modah ani lifanecha …” (“Grazie Signore per aver tormentato misericordia la mia anima”), così come le varie preghiere prima di mangiare o bere, la preghiera dopo i pasti e la preghiera prima di dormire di notte . “È stato detto a Barry che, poiché era necessario pregare per tutta la giornata, avrebbe bisogno di mantenere la testa coperta da una chiatta (cappello di yarmulka o di teschio). “Negli anni successivi ho scambiato l’autobus per fare pedalare la mia bicicletta inglese Racer su colline ripide in tutti i tipi di tempo per arrivare alla scuola ebraica. Ha fatto per lunghi giorni e fredde notti, ma mi ha reso anche un ebreo “, ha detto Barry del suo impegno per l’apprendimento. “Anche così, quando sono arrivato in Israele ho trovato la mia abilità ebraica quasi inesistente quando cerco di comunicare effettivamente nella lingua”. Le donne osservano il Bar Mitzvah di un parente maschile dietro il recinto di un Bar Mitzvah nella sezione degli uomini all’Ovest ( Wailing) Wall (Foto di Dan Lundberg)
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#IRAN #SAUDI #ARABIA ] islamici dicono: “nessuno è migliore di noi!” … ebrei dicono: “nessuno è migliore di noi!” …. tutti dicono: “nessuno è migliore di noi!” [ già e perché nessuno riesce a fare quello che Unius REI può fare? ] … funny, eppure Unius REI, lui non è migliore di nessuno!
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He can now read from the Torah in the synagogue and be granted an aliyah. An adult shows a boy how to wind tefillin (phylacteries) around the hand. He can also lead grace after meals and be counted as a part of a minyan (the required quorum of 10 for corporate prayer). If the boy is a kohen (descendant of Aaron), he can pronounce the priestly blessing. He must also now participate in fasting on fast days, such as Yom Kippur (Day of Atonement) and the Fast of Esther the day before Purim. “The thrill of attention received on my Bar Mitzvah was extended when the rabbi trained me to lead the Friday night services as the chazzan and to chant the Haftarah on Shabbat mornings. Of course these are activities that any male may perform after having been Bar Mitzvahed as long as he is able,” said Barry, a member of the Bibles For Israel team. “I was also able to use the Jewish literacy skills that I attained through learning my Bar Mitzvah Haftarah reading to train others, some of whom are Messianic Jews including my own son.” Messianic Believers most often find that synagogues are unwilling to Bar Mitzvah their children. Moreover, becoming a Jewish Believer can result in Bar Mitzvah rights and privileges being stripped in the local synagogue. “I apparently lost my Bar Mitzvah rights, however, when I revealed my belief in Yeshua to the rabbi in Cincinnati where I lived. As far as he was concerned, I was no longer a Jew and I was excluded from being counted as part of the quorum of 10,” Barry said. A Bar Mitzvah procession at the Western (Wailing) Wall in Jerusalem, apopular spot to be Bar Mitzvahed for men of all ages. Please click Now to support our ministry work here in the Holy Land and to be a blessing to Jewish Believers living boldly for Yeshua throughout Israel You can help our Bible Prophecy Project, click now Bar Mitzvah Preparations A Bar Mitzvah doesn’t just happen; the boy to be Bar Mitzvahed often prepares for several years. Barry started to prepare when he was nine.

Ora può leggere dalla Torah nella sinagoga e essere concesso un aliyah. Un adulto mostra un ragazzo come a vento tefillin (phylacteries) intorno alla mano. Può anche portare la grazia dopo i pasti e essere contato come parte di un miniano (il quorum richiesto di 10 per la preghiera aziendale). Se il ragazzo è un kohen (discendente di Aaronne), può pronunciare la benedizione sacerdotale. Adesso deve anche partecipare al digiuno nei giorni più veloci, come Yom Kippur (giorno dell’espiazione) e il veloce di Estera il giorno prima di Purim. “Il brivido dell’attenzione ricevuta sul mio Bar Mitzvah è stato esteso quando il rabbi mi ha addestrato a condurre i servizi di venerdì sera come chazzan e per cantare la Haftarah nelle mattine dello Shabbat. Naturalmente queste sono attività che ogni maschio può svolgere dopo essere stato Bar Mitzvahed fino a quando è in grado “, ha detto Barry, membro della squadra Bibles for Israel. “Sono stato anche in grado di utilizzare le abilità di alfabetismo ebraico che ho raggiunto attraverso l’apprendimento della mia lettura Bar Mitzvah Haftarah per formare altri, alcuni dei quali sono ebrei messianici incluso mio figlio.” I credenti messianici mostrano spesso che le sinagoghe non sono disposte a Bar Mitzvah bambini. Inoltre, diventare un credente ebreo può portare a Bar Mitzvah diritti e privilegi spogliati nella sinagoga locale. “Ho apparentemente perso i miei diritti di Bar Mitzvah, tuttavia, quando ho rivelato la mia fede in Yeshua al rabbino a Cincinnati dove ho vissuto. Per quanto riguarda lui, non ero più un ebreo e mi sono escluso di essere considerato come parte del quorum di 10 “, ha detto Barry. Una processione di Bar Mitzvah al muro Occidentale a Gerusalemme, punto apopolare per essere Bar Mitzvahed per uomini di tutte le età. Fai clic su Ora per sostenere il nostro lavoro di ministero qui in Terra Santa e per essere una benedizione ai credenti ebrei che vivono coraggiosamente per Yeshua in Israele. Puoi aiutare il nostro Progetto di Profezia della Bibbia, clicca ora Bar Mitzvah Preparativi Un Bar Mitzvah non solo accade; Il ragazzo per essere Bar Mitzvahed si prepara spesso per diversi anni. Barry cominciò a prepararsi quando aveva nove anni.
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But after describing his wonderful Bar Mitzvah, he suddenly laments, “And they won’t let me get Bar Mitzvahed again.” This is a common experience for young Jewish men who find themselves the center of attention of their Jewish congregation for one brief day, complete with a showering of gifts and praises, only to have to go through life afterword just like everyone else, usually never again enjoying such attention and praise. Aware that something was missing in his life, Marty found wholeness when he invited the greatest Jew who ever lived (and still lives) into his life, which prompted writing this song. Marty Goetz performs “A Jew Born Anew” (YouTube Capture) The Development of a Tradition There is really no clear basis for the tradition of a Bar Mitzvah, nor is there a command in the Torah (Five Books of Moses) to observe one. One opinion in the Midrash (compilation of Rabbinic teachings), however, traces the source of the tradition to Genesis 21:8: “And the child [Isaac] grew and was weaned, and Abraham made a great feast on the day that Isaac was weaned.” The Midrash states that this weaning brought Isaac into manhood at the age of 13. This opinion has since found its way into much Jewish literature. (Chabad) As it is practiced today, at the age of 13, a boy is considered to be a man and is now responsible to keep all of the commandments. Bar Mitzvah in a Synagogue, by Oscar Rex Thirteen is also the age at which his vow is now valid. The Talmud (Niddah 5:6) rules that from the age of 12, the vow of a girl is valid which is why girls are Bat Mitzvahed at age 12. This is also the age at which they become accountable for their own actions. It is only in mid-20th century America, however, that the Bat Mitzvah ceremony has become identical to the Bar Mitzvah celebration. Beginning in the 19th century in regions such as Eastern and Western Europe, Egypt, and Baghdad, recognition of the girl’s coming of age was celebrated with a private blessing, a father’s aliyah to the Torah (going up to the bimah to read the Torah), the sermon given by the rabbi, and the girl’s public examination on Judaic subjects. (Jewish Virtual Library) Jewish girls in Alexandria, Egypt have their Bat Mitzvah. This photo wastaken prior to 1967. Marriage and Other Privileges By rabbinic tradition, a Bat Mitzvahed girl is minimally qualified to marry, although 18 is considered the proper age for marriage and 20 is the age for venturing out to earn a livelihood. Also at this age, boys may now serve as the cantor or chazzan in the synagogue and be called to read the Haftarah (Prophetic Reading) from the book of prophets. And among observant Jews, a young Bar Mitzvahed man begins to wear the tefillin (phylacteries) during morning prayers.

Ma dopo aver descritto il suo meraviglioso Bar Mitzvah, lamenta improvvisamente: “E non mi permetteranno di riprendere Bar Mitzvahed”. Questa è un’esperienza comune per i giovani ebrei che si trovano al centro dell’attenzione della loro congregazione ebraica per un breve giorno , Completa di una doccia di doni e di lodi, solo per passare attraverso la parola di vita come tutti gli altri, di solito mai più godendo di tale attenzione e lode. Sapendo che mancava qualcosa nella sua vita, Marty ha trovato l’interezza quando ha invitato il più grande ebreo che ha vissuto (e ancora vive) nella sua vita, che ha spinto a scrivere questa canzone. Marty Goetz esegue “Un ebreo nato” (Capture di YouTube) Lo sviluppo di una tradizione Non esiste una base chiara per la tradizione di un Bar Mitzvah, né c’è un comando nella Torah (cinque libri di Mosè) per osservarlo. Un parere nel Midrash (compilazione degli insegnamenti rabbinici), tuttavia, traccia la fonte della tradizione a Genesi 21: 8: “E il bambino [Isacco] è cresciuto ed è stato svezzato, e Abramo fece una grande festa nel giorno in cui Isacco era Svezzato “. Il Midrash afferma che questo svezzamento ha portato Isacco in virilità all’età di 13. Quest’opinione ha trovato la sua strada in molte letterature ebraiche. (Chabad) Come praticato oggi, all’età di 13 anni, un ragazzo è considerato uomo e ora è responsabile di mantenere tutti i comandamenti. Bar Mitzvah in una sinagoga, da Oscar Rex Tredici è anche l’età in cui il suo voto è ora valido. Il Talmud (Niddah 5: 6) regola che dall’età di 12 anni il voto di una ragazza è valida e per questo motivo le ragazze sono Bat Mitzvahed all’età di 12 anni. È anche l’età in cui diventano responsabili per le proprie azioni. Tuttavia, solo a metà del XX secolo l’America, che la cerimonia Bat Mitzvah è diventata identica alla celebrazione Bar Mitzvah. A partire dal XIX secolo in regioni come l’Europa orientale e occidentale, l’Egitto e Baghdad, il riconoscimento della venuta dell’età della ragazza è stato celebrato con una benedizione privata, l’aliyah del padre alla Torah (salendo al bimah per leggere la Torah) , Il sermone dato dal rabbino e l’esame pubblico della ragazza sui soggetti giudaici. (Biblioteca Virtuale ebraica) Le ragazze ebraiche di Alessandria, Egitto hanno il loro Bat Mitzvah. Questa foto è stata preceduta dal 1967. Matrimonio e altri privilegi La tradizione rabbinica, una ragazza Bat Mitzvahed, è minima qualificata per sposarsi, sebbene 18 sia considerata l’età giusta per il matrimonio e 20 è l’età per avventurarsi a guadagnarsi da vivere. Anche a questa età, i ragazzi possono ora servire come cantore o chazzan nella sinagoga e essere chiamati a leggere l’Haftara (lettura profetica) dal libro dei profeti. E tra gli ebrei osservanti, un giovane Bar Mitzvahed comincia a indossare la tefillina (phylacteries) durante le preghiere del mattino.
Jerusalem Messiah Mahdì Yerushalayim Kingdom
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Human sacrifice 666 Cremation of Care, amen
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This may indicate that even the Messiah was Bar Mitzvahed, passing through the rites of His day. As one of few events recorded about His early life, Scripture certainly highlights this event as important. It is, perhaps, the oldest record of a Bar Mitzvah. Today, the Bar and Bat Mitzvah is a central rite of passage for all Jewish people, including Jewish Believers in Messiah. A Jewish girl has her Bat Mitzvah in Jerusalem near the Western(Wailing) Wall. Lorenzo, please click if our Bibles For Israel articles and teachings are a blessing to you Bless Israel and the Jewish People, click now Marty Goetz: A Jew Born Anew Well I had a Bar Mitzvah when I was thirteen,the greatest Bar Mitzvah that you’ve ever seen.The temple on the corner of Mayfield and Leewas filled with my friends and my family,all of them proud as proud could be,with catering far as the eye could see—complete with a chopped liver statue of me!(Lyrics excerpted from the song, “A Jew Born Anew”© 2011 Marty Goetz Ministries) Marty Goetz is a good Jewish boy who grew up in Cleveland, Ohio in a relatively observant Jewish family. He is also a well-known Messianic performer of psalms and praise music. In the above lyrics, he sings about his introduction into the status of manhood in his local synagogue. The song suggests he had a rather positive experience.

Questo può indicare che anche il Messia era Bar Mitzvahed, passando attraverso i riti della Sua giornata. Come uno dei pochi eventi registrati sulla sua vita precoce, la Scrittura sicuramente sottolinea questo evento come importante. È forse il disco più antico di un Bar Mitzvah. Oggi, il Bar e Bat Mitzvah è un rito centrale di passaggio per tutti i popoli ebraici, compresi i credenti ebrei in Messia. Una ragazza ebraica ha la sua Bat Mitzvah a Gerusalemme, vicino al muro occidentale (Wailing). Lorenzo, clicca se le nostre Bibbie Per Israele, gli articoli e gli insegnamenti sono una benedizione per voi Benedetto Israele e il popolo ebraico, fai clic su Marty Goetz: un ebreo nato nuovamente Bene ho avuto un Bar Mitzvah quando avevo tredici anni, il più grande Bar Mitzvah che tu Mai visto.Il tempio all’angolo di Mayfield e Leewas è riempito con i miei amici e la mia famiglia, tutti orgogliosi quanto orgogliosi, con la ristorazione lontano come l’occhio potrebbe vedere – completa di una statua di fegato tritato di me! Lyrics scoraggiati dalla canzone “A Jew Born Anew” © 2011 Marty Goetz Ministries) Marty Goetz è un buon ragazzo ebreo che è cresciuto a Cleveland, in Ohio in una famiglia ebraica relativamente attenta. E ‘anche un noto esecutore messianico di salmi E nella lezione di musica, nei canti sopra egli canta la sua introduzione nello stato della virilità nella sua sinagoga locale: la canzone suggerisce di avere un’esperienza piuttosto positiva.
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A Jewish youth prepares to read from the Torah scroll. Shalom Lorenzo, “After three days they found Him [Yeshua] in the temple courts, sitting among the teachers, listening to them and asking them questions.” (Luke 2:46) The Bar/Bat Mitzvah is a milestone in Jewish life. It not only tells the world that the child has reached adulthood and is taking greater responsibility for his or her actions, it strengthens his or her identity as a Jew. In Jewish law, Jewish girls (at age 12) and boys (at age 13) become responsible for observing Jewish ritual law, traditions, and ethics. The rite of passage associated with this observance is the Bar Mitzvah for boys and Bat Mitzvah for girls. Bar Mitzvah literally means son of commandment and Bat Mitzvah means daughter of commandment. However, the term in rabbinical usage has come to mean one who is subject to the law. Once they are subject to the law, boys and girls are free to participate in all areas of Jewish community life, as we’ll read about further on in this feature article. Yeshua Among the Doctors, by James Tissot Although the ceremony today differs from its ancient past and only became a unanimously accepted Jewish custom some 400 years ago, in the Gospels we read that Yeshua (Jesus) was examined by the Temple priests and teachers at the age of 12. (Luke 2:41–52) The Brit Chadashah (New Testament) tells us that His knowledge was extraordinary and that “all who heard Him were amazed at His understanding and His answers.” (Luke 2:47)

Un giovane ebreo si prepara a leggere dal rotolo della Torah. Shalom Lorenzo, “Dopo tre giorni lo hanno trovato [Gesù] nei templi del tempio, seduti tra gli insegnanti, ascoltandoli e chiedendo loro domande” (Luca 2:46) Il Bar / Bat Mitzvah è una pietra miliare nella vita ebraica. Non solo dice al mondo che il bambino ha raggiunto l’età adulta e sta assumendo una maggiore responsabilità per le sue azioni, rafforza la sua identità come un ebreo. Nella legge ebraica, le ragazze ebraiche (all’età di 12 anni) ei ragazzi (all’età di 13 anni) diventano responsabili dell’osservazione della legge rituale ebraica, delle tradizioni e dell’etica. Il rito del passaggio associato a questa osservanza è il Bar Mitzvah per i ragazzi e Bat Mitzvah per le ragazze. Bar Mitzvah letteralmente significa figlio del comandamento e Bat Mitzvah significa figlia del comandamento. Tuttavia, il termine in uso rabbinico ha significato chi è soggetto alla legge. Una volta che essi sono soggetti alla legge, i ragazzi e le ragazze sono liberi di partecipare a tutte le aree della vita della comunità ebraica, come leggiamo di seguito in questo articolo. Yeshua tra i medici di James Tissot Anche se la cerimonia oggi si differenzia dal suo antico passato e solo da 400 anni fa è diventata un’abitudine ebraica unanimemente accettata, nei Vangeli leggiamo che Yeshua (Gesù) è stato esaminato dai sacerdoti e dai professori del tempio al L’età di 12. (Luca 2: 41-52) Il Brit Chadashah (Nuovo Testamento) ci dice che la sua conoscenza era straordinaria e che “tutti quelli che l’hanno udito sono stati stupiti dalla sua comprensione e dalle sue risposte” (Luca 2:47)
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la malvagità dei sauditi? non deve essere dimenticata! BAGHDAD, 3 LUG – Messi in gabbia, cosparsi di benzina e bruciati vivi: è il destino capitato a un’intera famiglia e ad altri civili iracheni, in tutto 12, uccisi dall’Isis nella zona centro orientale di Huwayja, sacca di resistenza jihadista tra Kirkuk e il Tigri. Lo riferisce la polizia di Kirkuk, secondo cui i 12 civili uccisi erano stati catturati dai miliziani dello ‘Stato islamico’ mentre tentavano di fuggire da Huwayja. Le informazioni e la ricostruzione degli eventi non possono essere verificati in maniera indipendente.
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CINA RUSSIA ] urge ottenere una superiorità nello spazio cosmico
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nessuno mi dovrebbe rimproverare, che io non uccido i criminali, io lo sto facendo, da 10 anni, ogni giorno io lo sto facendo..
ma, la misericordia di Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva.. inoltre la vita del criminale appartiene alla vita dei suoi figli innocenti anche… tuttavia, non c’é nessun peccato che rimarrà senza punizione!
sono contento che non sono io a decidere chi deve vivere e chi deve morire!
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se la mia collega di inglesse avesse saputo quanti criminali, io avrei potuto uccidere con questa formula: “DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF “? certo lei non me la avrebbe mai insegnata! eppure, una intuizione nel suo animo, la mise in guardia, ed io percepii il suo turbamento interiore!
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IRAN, Erdogan, SAUDIA ARABIA ] ok, quelli che amano i Rothschild? loro faranno la guerra, ma, quelli che amano i loro figli? loro verranno da me: io sono il Regno di Israele, e voi siete l’inferno!
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A chi serve l’antifascismo del Movimento 5 Stelle?
21/06/17
http://www.azionetradizionale.com/2017/06/21/serve-lantifascismo-del-movimento-5-stelle/
Terroristi pseudo-islamici: ci risiamo!
16/06/17
http://www.azionetradizionale.com/2017/06/16/terroristi-pseudo-islamici-ci-risiamo/
I Rothschild, banchieri dei Re che hanno lanciato Macron
12/06/17 http://www.azionetradizionale.com/2017/06/12/rothschild-banchieri-dei-re-lanciato-macron/
Iran vittima e nemico del terrorismo: anche Repubblica.it ora lo sa!
9/06/17 http://www.azionetradizionale.com/2017/06/09/iran-vittima-nemico-del-terrorismo-anche-repubblica-it-ora-lo-sa/
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Wikileaks rivela: la CIA dietro i malware/hacker per spiare il mondo
23/06/17 http://www.azionetradizionale.com/2017/06/23/wikileaks-rivela-la-cia-dietro-malwarehacker-spiare-mondo/
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im Yitzhak Kaduri Messiah 12:38 03.07.2017 | le offese i delitti le calunnie, contro la Russia sono eccessive, il loro obiettivo è quello di realizzare la guerra mondiale nucleare di cui il FMI SPA Morgan FED ha disperato urgente bisogno, ecco perché, a questo bullismo 666 CIA 322 UK NWO regime Bilderberg, si deve resistere, senza reagire, senza rispondere con una richiesta di rottura come istintivamente sarebbe logico fare! viceministro Esteri: Washington sta violando la convenzione di Vienna. Negando l’accesso alla proprietà diplomatica russa, gli Stati Uniti violano la convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov.
“Gli Stati Uniti dal punto di vista legale stanno grossolanamente violando le disposizioni della convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, e sono anche in contrasto con la propria legge che esclude una tale invasione sulla proprietà privata”, ha detto Ryabkov in un’intervista con i media russi.
Il viceministro ha ricordato che gli edifici diplomatici in questione era di proprietà già dell’Unione Sovietica e poi sono stati trasferiti alla Russia.

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Islamic extremists still unpunished 40 days after the Sangla Hill attackQaiser Felix – Peter JacobProtesters announce a hunger strike “till death” beginning on the first day of the new year if the government continues to ignore the situation. Local religieuse says her school’s mission continues: to teach children that love defeats extremism. Sangla Hill (AsiaNews) – The Christian community in Sangla Hill held two prayer meetings yesterday 40 days—the traditional period of mourning in Pakistan—after the November 12 attack against their places of worship. The attack was sparked by an alleged case of blasphemy that local Muslim clerics in mosques used to incite people “to do something to defend the sacred Qu’ran from the Christians”. On November 12, some 2,000 people descended upon local Catholics and Protestants pillaging and torching their properties. Fr Samson Dilawar, parish priest in Sangla Hill, told AsiaNews that “after 40 days the police has done nothing since we reported [the attack] to apprehend the true culprits, whom we identified. Since the latter are still free we live in fear because those people can do whatever they want. “”The police,” he said, “has not committed to trial any of the 88 people arrested right after the events and did not find any material used to destroy our properties. And the government did not inform us that a judicial inquiry was underway by a Nankana Sahib District judge”. “The tension continues to rise because Muslim clerics keep on making hateful speeches about Christians,” Father Dilawar noted. “According to their version, the 88 men detained are devout Muslims who were arrested because of a blasphemer. For this reason they continue insulting us Christians and our faith. They have even found another way to offend us: they print sacred Christian images on shopping bags (which are later used to collect garbage). “”Contrary to what the representatives of the Pakistani government tell the world, it is not true that we live in peace. Here, we know that things are stacked against us. Extremists continue to hurt our religious feelings and local media pays very little attention to our plight: perhaps 1 per cent of their news coverage. I am grateful to AsiaNews and foreign media for their honest coverage of this tragedy,” he added. Finally, “if the government continues to ignore us and not pay attention to our requests, we shall start a hunger strike beginning on the first day of the new year till death. “Rev Tajmal Parvez is the pastor at the Sangla Hill Presbyterian Church. He “totally agrees with Father Dilawal”. “We lost our 103-year-old church,” he told AsiaNews, “which contained old ceremonial vestments. We lost our homes, and the government has shown us a cold shoulder”. Sister Anthony, 68, from the congregation of Franciscan Tertiary Sisters of Lahore, is the principal of St Anthony High School. “We are still grieving and full of sorrow for what happened, but the worst part of it is that we cannot fully carry on our educational mission,” she said. The school building is in fact “in bad shape. We cannot risk letting children go into the classrooms. They must sit in the stairs, and when it gets cold they don’t pay the necessary attention to what is being taught”. St Anthony was the best school in the area. It had been founded in 1956 and half of its teaching staff was always Muslim. “We cannot celebrate Christmas for the first time in many years,” laments the religieuse. “We cannot even give teachers and pupils gifts and I am very sorry for that. “At least 15 children have been pulled from the school. They are Muslims and their parents are convinced that they will not be treated as well as before; they fear they will be discriminated. “On the contrary,” says Sister Anthony, “we shall be closer to them for they are not in no way responsible for what happened. Our faith and teachings are based on love for all. We have always treated everyone equally and shall continue to do so because our pupils are Pakistani, not Christian or Muslim. This way we hope to wash away extremism from everyone’s mind and replace it with love and tolerance”. In order to highlight this unjust situation, the National Commission for Justice and Peace in collaboration with the Joint Action Committee for People’ Rights (which includes 35 national organisations) yesterday organised a peaceful protest in front of the Lahore Press Club. Ms Asma Jehangir, UN special rapporteur on religious tolerance, was among those who attended the event. Those who spoke at the protest rally called on the government to make public the still secret judicial inquiry report on the Sangla Hill incident and “stop making public statements and rhetorical promises about inter-faith harmony” instead of taking concrete steps towards finding and arresting the culprits. “To truly promote harmony among religions,” they insisted, “discriminatory laws and policies still in place in Pakistan must be abolished”.
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Dopo 40 giorni, “estremisti islamici ancora impuniti per l’attacco a Sangla Hill”Qaiser Felix – Peter JacobAnnunciato sciopero della fame “fino alla morte” per il primo giorno dell’anno “se il governo continua ad ignorare questa situazione”. Religiosa locale: “Continuiamo la nostra missione, insegnare ai bambini che l’amore sconfigge l’estremismo”. Sangla Hill (AsiaNews) – La comunità cristiana ha celebrato ieri 2 messe in occasione del 40° giorno dopo l’attacco contro luoghi di culto, conventi e scuole avvenuto il 12 novembre scorso a Sangla Hill. I 40 giorni sono il tradizionale periodo di lutto pakistano. L’attacco è nato dopo un presunto caso di blasfemia ed è stato fomentato dai religiosi locali che dalle moschee incitavano i propri fedeli “a fare qualcosa per difendere il sacro Corano dai cristiani”. Una folla di circa 2 mila persone ha raccolto l’invito ed ha bruciato e saccheggiato le proprietà di cattolici e protestanti della zona. Padre Samson Dilawar, parroco di Sangla Hill, dice ad AsiaNews: “Sono passati 40 giorni dall’attacco e la pubblica sicurezza non ha preso in considerazione la nostra denuncia né fatto nulla per fermare i veri colpevoli, che pure abbiamo indicato. Dato che sono ancora in libertà, viviamo nella paura perché contro di noi questa gente può fare quello che vuole”. “La polizia – denuncia – non ha rinviato a giudizio le 88 persone arrestate subito dopo il fatto e non ha riconosciuto alcun tipo di arma usata per distruggere i nostri beni. Il governo non ha fatto sapere nulla sull’indagine che hanno aperto, guidata dal giudice distrettuale di Nankana Sahib”. “La tensione – prosegue – continua a crescere, perché i religiosi musulmani non smettono di pronunciare discorsi pieni d’odio nei confronti dei cristiani. Secondo la loro versione, 88 devoti musulmani sono stati arrestati per colpa di un blasfemo e continuano ad insultare, per questo, noi cristiani e la nostra fede. Hanno trovato un altro modo per offenderci: stampano immagini sacre del cristianesimo sulle buste della spesa [usate poi per raccogliere l’immondizia ndr]”. “Non è vero, – continua – come dicono al mondo i rappresentanti del governo pakistano, che qui si vive in pace. Viviamo qui, ma sappiamo che la situazione non è a nostro favore. Gli estremisti continuano a ferire i nostri sentimenti religiosi e i media locali non hanno dato al nostro caso nemmeno l’1 % del loro interesse. Ringrazio AsiaNews ed i media internazionali per la loro copertura onesta di questa tragedia”. “Se il governo continua ad ignorarci e a non prendere in considerazione le nostre richieste – conclude il parroco – dal primo giorno del nuovo anno inizieremo uno sciopero della fame che porteremo avanti fino alla morte”. Il reverendo Tajmal Parvez è il pastore della chiesa presbiteriana di Sangla Hill “in totale accordo con p. Dilawal”. “Abbiamo perso una chiesa vecchia di 103 anni – dice ad AsiaNews – e ciò che conteneva, compresi antichi paramenti da usare nelle cerimonie. Abbiamo perso le nostre case, ma dal governo abbiamo sempre una risposta fredda”. Suor Anthony, 68 anni, fa parte della congregazione delle sorelle terziarie francescane di Lahore ed è preside della scuola di S. Antonio. “Siamo ancora pieni di dolore e dispiacere per quello che è successo – racconta – ma il problema più grave è che in queste condizioni non possiamo portare avanti nel migliore dei modi la nostra missione educatrice”. La scuola è infatti “ancora in pessime condizioni: non possiamo rischiare di far entrare dei bambini nelle aule. Stanno seduti sulle scale, e con questo freddo non prestano l’attenzione necessaria alle lezioni”. La scuola era la migliore della zona: fondata nel 1956 ha sempre avuto almeno il 50 % del corpo docente di fede musulmana. “Non possiamo celebrare in alcun modo il Natale – racconta la religiosa – ed è la prima volta in tanti anni. Non possiamo nemmeno fare regali ad insegnanti e studenti, e questo mi dispiace veramente tanto”. Almeno 15 bambini sono stati ritirati dalla S. Antonio: sono musulmani ed i genitori sono convinti che dopo l’attacco non saranno più trattati come prima, ma in qualche modo discriminati. “Al contrario – dice suor Anthony – saremo ancora più vicini a questi bimbi che non verranno in alcun modo ritenuti responsabili. La nostra fede ed il nostro insegnamento si basa sull’amore, per tutti. Abbiamo sempre trattato tutti allo stesso modo e continueremo a farlo, perché i nostri studenti sono pakistani, non cristiani o musulmani. In questo modo speriamo di lavare via l’estremismo dalla testa di tutti e di mettere al suo posto l’amore e la tolleranza”. Per cercare di dare risalto a questa ingiusta situazione la Commissione giustizia e pace del Pakistan ha organizzato ieri una protesta pacifica davanti al Circolo della stampa di Lahore insieme alla Commissione azione congiunta per i diritti dei cittadini (che riunisce 35 organizzazioni nazionali). Era presente anche Asma Jehangir, relatrice speciale all’Onu per la tolleranza religiosa. I relatori che hanno parlato durante la protesta hanno chiesto al governo di pubblicare i risultati dell’inchiesta giudiziaria, ancora secretati, e di smetterla con “proclami e promesse retoriche sull’armonia interreligiosa” al posto di passi concreti verso l’identificazione e l’arresto dei responsabili. “Per promuovere veramente l’armonia fra le religioni – hanno proseguito – bisogna eliminare le leggi e le politiche discriminatorie tuttora in vigore in Pakistan”.
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba
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PAKISTANFanaticism will destroy country, Christian leaders warn MusharrafThis is the second time since the Sangla Hill attack that Christian leaders have called for the abrogation of the blasphemy law and for an end to religious fundamentalism. Lahore (AsiaNews) – The Sangla Hill case “must be treated like an example, to give a strong message to fanatics and terrorists who with their actions endanger the very existence of Pakistan”. This was thrust of a letter sent by Pakistani Christian leaders to President Musharraf on 20 December. The message was signed by the Archbishop of Lahore and president of the Bishops’ Conference, Mgr Lawrence Saldanha, by Reverend Alexander J. Malik, moderator of Protestant churches and by Victor Azariah, secretary-general of the National Council of Pakistan Churches. The 12 November attack is “deplorable” and the religious leaders “lamented the fact that it was instigated by violent speeches which are still being made, and that the true instigators are free. “We reproduce the full text of the letter below:His Excellency, General Parvez Musharraf, President of Pakistan,Your Excellency,Once again, we the religious leaders of the Christian Community of Pakistan would like to convey to you some urgent concerns arising from the deplorable incident of Sangla Hill on Nov 12,2005 when a mob of extremists attacked and destroyed three churches, two pastors’ houses, one convent of nuns, a girls hostel and two schools. It is regrettable that they were instigated by certain leaders and the law enforcing agencies failed in their duty to stop them. We submitted a joint memorandum, dated 14 Nov 2005, to Your Excellency describing the incident and calling for strong and affirmative action against the culprits who took the law into their own hands on an unproven allegation. Unfortunately, we did not receive an acknowledgement or statement from you. We are grateful that the Chief Minister of Punjab, Ch. Parvez Elahi, together with some federal ministers, responded to our appeal and visited the site and promised to punish the culprits and make complete compensation. We appreciate that the repairs on the Catholic Church and pastor’s house are proceeding quite satisfactorily. But the whole Christian community in Pakistan still feels very disturbed, fearful and insecure and some strong measures still need to be taken to reassure them, which we list below: While over 80 of the perpetrators have been arrested, the real instigators are still at large and need to be apprehended. We are worried that there is still tension in the area because inflammatory speeches, in blatant violation of the Amplifier Act, continue to be made by certain extremist groups demanding the release of those arrested. We welcome the fact that a judicial inquiry, ordered by the Chief Minister, has been completed by a sessions judge on Nov 28,2005. However, we as church leaders and our respective action committee should be taken into confidence regarding the findings of the inquiry and a copy of the inquiry report should immediately be made available to us. We expect as a result of this inquiry that the real culprits would be exposed and duly punished and the unjustly detained would be set free. It is quite evident that the root cause of the violent reaction and destruction was the abuse of the discriminatory laws of PPC, namely, 295 B & C, 298 – A, B, C. The recent amendments have proved once again to be futile and totally ineffectual. Therefore we once again respectfully but emphatically call for the total repeal of the Blasphemy Laws. We would request and urge that a long–term strategy should be worked out that would help to eliminate such lawless incidents in the future and provide adequate protection to our people, especially those living in small and defenseless communities. We are doing all in our power to bring the situation back to normal. We are deeply worried and concerned about the growing spirit of fanaticism and religious extremism. Allowed beyond a certain point, fanaticism will become lethal madness that will threaten the very existence of Pakistan. That is why every effort must be made to curb the surge of religious intolerance. Treating Sangla Hill as a test case would send a strong message to the instigators of terrorist violence in the future. We hope you will redress these genuine concerns of Pakistani society in general and religious minorities in particular and for our part we assure you that we Christians will continue to play our part for the peace, well-being and progress of our homeland, Pakistan. We pray for your safety and welfare. With respectful good wishes(signatures follow)
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burn ALLAH and his SATANA: in Jesus’s name, amen alleluia, drink your poison made by yourself ] World Watch Monitor [ sangue di Gesù di Betlemme per la tua liberazione, amen sii liberato!
Leader cristiani scrivono a Musharraf: ” il fanatismo distruggerà il paese”E’ la seconda volta dopo l’attacco di Sangla Hill, per chiedere l’abrogazione della legge sulla blasfemia e la fine del fondamentalismo religioso. Lahore (AsiaNews) – Il caso di Sangla Hill “deve essere trattato come un esempio, per dare un messaggio forte ai fanatici ed ai terroristi che con le loro azioni mettono in pericolo l’esistenza stessa del Pakistan”. E’ questo il principale messaggio che i leader cristiani pakistani hanno voluto comunicare al presidente Musharraf con una lettera datata 20 dicembre. Il messaggio è firmato dall’arcivescovo di Lahore e presidente della Conferenza episcopale, mons. Lawrence Saldanha, dal reverendo Alexander J. Malik, moderatore delle chiese protestanti e da Victor Azariah, segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese pakistane. L’attacco del 12 novembre è “deplorevole”, ma i leader religiosi “biasimano il fatto che sia stato istigatola discorsi violenti, che vengono ancora pronunciati, e che i veri sitigatori siano liberi”. Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera:A Sua Eccellenza, il generale Parvez Musharraf, Presidente del PakistanEccellenza,Ancora una volta noi, i leader religiosi della comunità cristiana del Pakistan, vorremmo rendervi partecipe di alcune preoccupazioni urgenti nate dal deplorevole incidente del 12 novembre scorso a Sangla Hill, quando una folla di estremisti ha attaccato e distrutto 3 chiese, le abitazioni di 2 pastori protestanti, un convento di suore, un ostello femminile e 2 scuole. E’ biasimabile il fatto che siano stati istigati da alcuni leader e che le istituzioni che operano in difesa della legge non siano stati capaci di fermarli. Avevamo già sottoposto a Sua Eccellenza un memorandum congiunto, datato 14 novembre, in cui descrivevamo l’accaduto e chiedevamo una azione forte contro i colpevoli, che hanno gestito la legge a modo loro, sulla base di accuse non provate. Sfortunatamente, non abbiamo ricevuto alcun segnale di intesa o documento da parte vostra. Siamo grati al primo ministro del Punjab, Parvez Elahi, oltre ad alcuni ministri federali, che hanno risposto al nostro appello, hanno visitato il luogo in questione e promesso di punire i colpevoli e di risarcirci completamente. Apprezziamo il fatto che le riparazioni della chiesa cattolica e delle case dei pastori stiano procedendo in maniera soddisfacente. Ma l’intera comunità cristiana del Pakistan è ancora colpita, impaurita ed insicura: per rassicurarli vanno prese alcune misure decise, di cui facciamo una lista:1) Nonostante oltre 80 assalitori siano stati fermati, i veri istigatori sono ancora liberi e devono essere presi. Siamo preoccupati del fatto che vi è ancora tensione nella zona a causa di discorsi che istigano alla violenza, in evidente violazione dell’Amplifier Act, e che continuano ad essere fatti da alcuni gruppi estremisti che chiedono il rilascio degli arrestati. 2) Siamo felici del fatto che l’inchiesta giudiziaria ordinata dal primo ministro sia stata portata a termine il 28 novembre. Tuttavia noi, leader di chiese e membri di commissioni d’azione sulla questione, dobbiamo essere messi al corrente del risultato dell’inchiesta ed una copia della sentenza deve essere messa immediatamente a nostra disposizione. Ci aspettiamo che il risultato dell’inchiesta porti alla giusta punizione dei veri colpevoli ed al rilascio degli innocenti. 3) E’ evidente che la vera causa della violenta reazione e delle distruzioni è stata l’abuso delle leggi discriminatorie note come 295 (B e C) e 298 (A, B e C) [leggi sulla blasfemia ndr]. I recenti emendamenti alle ordinanze dimostrano ancora una volta che sono leggi futili e totalmente senza effetto. Per questo chiediamo ancora una volta in maniera rispettosa ma enfatica la totale abrogazione delle stesse. 4) Chiediamo una strategia a lungo termine che, messa in atto, aiuti ad eliminare in futuro questi incidenti illegali e dia l’adeguata protezione di cui ha bisogno la nostra gente, in special modo coloro che vivono in piccole ed indifese comunità. Noi stiamo facendo tutto il possibile per riportare la situazione alla normalità. 5) Siamo profondamente colpiti e preoccupati dall’aumento del fanatismo e dell’estremismo religioso. Permesso oltre un certo limite, il fanatismo diventerà una pazzia letale, in grado di minacciare l’esistenza stessa del Pakistan. Questo è il motivo per cui deve essere fatto ogni sforzo per frenare la crescita dell’intolleranza religiosa. Trattare Sangla Hill come un caso esemplare manderà un messaggio chiaro a tutti coloro che intendono in futuro istigare violenze di tipo terrorista. Speriamo lei voglia eliminare queste genuine cause di preoccupazione dalla società pakistana in generale e dalle minoranze religiose in particolare. Da parte nostra le assicuriamo che i cristiani continueranno a fare la propria parte per la pace, il benessere ed il progresso della nostra madre patria, il Pakistan. Preghiamo per la sua salute e benessere
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Death threats against Christian leaders in Sangla HillQaiser FelixAn extremist Islamic group offers a “deal” over the phone. “Making a deal with them might mean peace, but the culprits would then still be free” and “won’t be punished for what they did. “Sangla Hill (AsiaNews) – “If you don’t accept our deal in two days, then get ready to die,” said a man who identified himself as a member of Lashkar-e-Jhangvi, an extremist Islamic group, in an attempt to intimidate Christian community leaders in Sangla Hill. On November 12, Christian properties were attacked by about 2,000 Muslims who had been instigated by Islamic religious leaders after blasphemy allegations were made against a Christian. The mob seriously damaged three churches, the homes of two Protestant clergymen, a nunnery, a girls’ hostel and two schools. Saqib Sohail Batti, general councillor in Sangla Hill, told AsiaNews that he; Fr Samson Dilawar, the local catholic parish priest; and Rev Tajmal Perves received an identical phone call. “All three of us got a phone call on December 27 from the same man using the same phone number,” he said. “We informed the police who traced the call to a Faislabad public call office”. “Making a deal with them might mean peace, but the culprits would then still be free. If we give in, they won’t be punished for what they did,” he added. “We are really scared and are held up in our homes,” he explained. “Although the police was warned [about possible violence] even before November 12, they did nothing to prevent the extremists’ attack,” he said.
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Sangla Hill, leader cristiani minacciati di morteQaiser FelixLa minaccia, telefonica, proviene da un gruppo islamico estremista che propone di “scendere a patti”. “Non possiamo farlo, perché vorrebbe dire lasciare impuniti i veri autori dell’attacco del 12 novembre”. Sangla Hill (AsiaNews) – “Se non scendi a patti con noi entro 2 giorni, preparati a morire”. Questa è la frase con cui un uomo – che si è identificato come un appartenente all’organizzazione islamica estremista Lashkar-e-Jhangvi – ha minacciato le personalità cristiane di Sangla Hill. Qui il 12 novembre scorso una folla composta da circa 2 mila musulmani ha attaccato le proprietà della comunità cristiana. La folla – istigata da alcuni leader religiosi che accusavano un cristiano di blasfemia – ha distrutto 3 chiese, le abitazioni di 2 pastori protestanti, un convento di suore, un ostello femminile e 2 scuole. Saqib Sohail Batti, consigliere generale del paese, conferma ad AsiaNews che oltre a lui anche p. Samson Dilawar, parroco cattolico, ed il pastore Tajmal Perves hanno ricevuto la stessa telefonata. “Siamo stati chiamati tutti e 3 il 27 dicembre – racconta – dallo stesso uomo, che chiamava dallo stesso numero”. “Abbiamo avvertito la polizia – continua – che ha individuato il numero: un ufficio pubblico per le chiamate di Faisalabad”. “Venire a patti con loro – spiega il Consigliere generale – significa fare pace e noi questo non possiamo farlo, perché i veri istigatori della violenza sono ancora in libertà. Se cediamo, non verranno puniti per quello che hanno fatto”. “Siamo molto spaventati – conclude – e passiamo le giornate in casa. La polizia era stata avvertita anche prima del 12 novembre, ma non ha fatto nulla per prevenire l’attacco degli estremisti”.
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Islamic extremism against Pakistani ChristiansPeter JacobThere is no let-up in anti-Catholic violence. A press conference by Christian organizations will look at episodes inspired by religious hatred across the country. Sangla Hill (AsiaNews) – Christians in Pakistan are gearing themselves to counter growing religious intolerance in the country, in the wake of attacks against churches and Christian homes in Sangla Hill. The National Justice and Peace Commission held a consultation meeting with several Christian groups in a bid to confront the threats posed by Islamic extremism. A joint press release said “the district of Nankana is simmering with hate speech against Christian minority but the government has done nothing to defuse the tension despite repeated reminders by community leaders. The present government is failing to repair the situation because it is not admitting to the facts; rather it is protecting the instigators of mob violence. “Church leaders and representatives of civil society have called on the government to take decisive action. Signatories of the press release said the authorities are to blame also because they hide the consequences of the blasphemy law from the Pakistani people. The press release called once again for the abrogation of the law, held to be “a Damocles sword” for all religious minorities in the country. Turning to the government, the organizations urged that “the findings of the Judicial Inquiry be made public immediately and that all innocent persons (accused of blasphemy) including Yousuf Masih, who was clearly victimized due to his religion, be released. ” Masih is held guilty of having desecrated the Koran: this presumed case of blasphemy was the spark which ignited the 12 November attacks against Christian churches and property in the Punjab village. Participants at the meeting, which took place in Lahore, also announced the launch of a “mass movement to inform the people of Pakistan about the alarming conditions of intolerance and violence due to religious discrimination in the country”. Signatories of the agreement other than the National Justice and Peace Commission, are: Commission for Peace and Human Development, Centre of Legal Assistance and Settlement, All Pakistan Minorities Alliance, Christian Study Centre- Rawalpindi, Justice and Peace Commission – Multan. Tomorrow, 8 December, the Christian organizations will hold a joint press conference in Islamabad, to highlight incidents sparked by religious hatred and to study their causes. After Sangla Hill, several cases of anti-Christian violence were recorded. On 1 December, 8 boys and 4 girls attending a school run by Seventh Day Adventist Church in Multan Road, Lahore were subjected to a severe beating by some Muslim youth. According to the school administration, one girl, Chanda Munir, became unconscious at the spot. A few days later, the church received an anonymous phone call which was immediately reported to the Cheung police. Another incident in Lahore involved an attack on a residence of Catholic priests, who were beaten. The priests reported the attack by unknown assailants to the police but no arrest has been made so far. Security guards have been deployed at the priests’ residence.
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Estremismo islamico contro i cristiani del PakistanPeter JacobContinuano le violenze contro i cattolici. Conferenza stampa delle organizzazioni cristiane studieranno gli episodi di odio religioso nel paese. Sangla Hill (AsiaNews) – I cristiani in Pakistan si organizzano per rispondere alla crescente intolleranza religiosa nel paese, dopo l’attacco a chiese e case di cristiani a Sangla Hill. La Commissione nazionale Giustizia e pace ha promosso un incontro di consultazione con molte realtà cristiane per tentare di arginare il pericolo dell’estremismo islamico. Nel comunicato stampa congiunto, “il distretto di Nankana (nel quale rientra Sangla Hill) ribolle di discorsi anti cristiani, ma le autorità non hanno fatto nulla per evitare la tensione, nonostante i ripetuti appelli da parte dei rappresentanti della comunità”. E continua: “L’attuale governo non fa nulla per riparare la situazione: non ammette i fatti accaduti e inoltre protegge gli istigatori delle violenze di massa”. Leader ecclesiastici e rappresentanti di organizzazioni della società civile hanno chiesto al governo azioni decise. Secondo i firmatari del comunicato le autorità hanno anche la colpa di nascondere ai pakistani le conseguenze dell’abuso della legge sulla blasfemia. A questo proposito si chiede di nuovo l’abrogazione della norma, ritenuta “una spada di Damocle” per tutte le minoranze religiose nel paese. Rivolgendosi al governo si chiede “di rendere pubbliche i risultati dell’inchiesta giudiziaria sull’attacco a Sangla Hill; liberare tutte le persone innocenti (accusate di blasfemia), incluso Yousaf Masih, condannato solo per la sua religione”. Masih è ritenuto colpevole di aver dissacrato il Corano; il presunto caso di blasfemia è stato la scintilla che ha innescato gli attacchi del 12 novembre scorso contro chiese e proprietà di cristiani nel villaggio del Panjab. I partecipanti al l’incontro, avvenuto a Lahore, annunciano anche l’avvio di un “movimento di massa che informi la gente sulle allarmanti condizioni di intolleranza e violenza dovute alla discriminazione religiosa nel paese”. Oltre alla Commissione nazionale giustizia e pace, tra i firmatari del comunicato vi sono: Commission for Peace and Human Development, Centre of Legal Assistance and Settlement, All Pakistan Minorities Alliance, Christian Study Centre- Rawalpindi, Justice and Peace Commission – Multan. Domani, 8 dicembre, le organizzazioni cristiane terranno una conferenza stampa congiunta a Islamabad, per evidenziare gli incidenti di odio religioso e studiarne le cause. Dopo Sangla Hill, in dicembre si registrano altri casi di violenze verso i cristiani. Il 1 dicembre 8 studenti e 4 studentesse di una scuola guidata dalla Chiesa degli Avventisti del settimo giorno a Multan Road, Lahore, sono stati colpiti duramente da alcuni giovani musulmani. Secondo una responsabile della scuola, una ragazza – Chanda Munir – è svenuta in seguito all’aggressione. Pochi giorni dopo la chiesa ha ricevuto una telefonata anonima, che è subito stata denunciata alla polizia di Cheung. Sempre a Lahore il 5 dicembre si è verificata una rapina nell’abitazione di alcuni sacerdoti cattolici, che sono stati malmenanti. I preti hanno sporto denuncia contro ignoti, ma finora la polizia non ha compiuto arresti. Al momento la casa è sorvegliata dalle guardie.
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PAKISTAN Muslim cleric arrested for the murder of a young CatholicQaiser FelixThe cleric teaches at a madrassah where two years ago Javed Anjum was tortured to death in order to convert him to Islam. Both the victim’s father and the family’s lawyers are in danger. Muslim extremists pack the court room during the trial. Lahore (AsiaNews) – Almost two years after the murder of a young Catholic man, Javed Anjum, police arrested Umar Hayat, a madrassah teacher and one of his torturers. AsiaNews spoke to Khalil Tahir Sindhu, the lawyer representing the family of the 19-year-old murder victim. He relates the dangerous legal battle that he has had to pursue in an atmosphere marked by Islamic extremism, and launches an appeal for prayers on behalf of all the victims of the country’s discriminatory laws. Umar Hayat, a Muslim cleric, was arrested in mid-January for torturing Javed Anjum together with two other teachers, Mohammed Tayyab and Ghulam Rasool, from the Jamia Hassan Bin Murtaza madrassah in Toba Tek Singh, Punjab province. The three men are accused of trying to forcibly convert the Christian man to Islam over a five-day period in April 2004. After torturing him they handed Javed over to the police on false charges, but his wounds were too extensive and despite medical treatment he died in Faisalabad’s state hospital. On his death bed, Javed named one of his persecutors, Ghulam Rasool, who was immediately arrested. During his interrogation Ghulam revealed that Mohammed Tayyab and Umar Hayat were his accomplices. Tayyab later confessed his part in the crime and testified against Rasool and Hayat, said Sindhu. “For our case,” the lawyer said, “it is a really good thing that the religious teacher who was free for 22 months is finally now behind bars. But we are not yet satisfied with what we think is a flawed investigation. “For Sindhu, the police moved Hayat to a district prison in Jhangh without a proper inquiry and without recovering the instruments of torture. And last January 15, Javed’s father, Pervez Masih, decided to appeal to the High Court in Lahore against the district judge’s refusal to admit his son’s videotaped deathbed testimony as part of the official evidence. “It is our right,” the lawyer explains, “under Pakistani law. “The presence of many armed Islamic extremists at the trial—some inside, others outside the court room—is making matters worse according to Mr Sindhu. “They want to intimidate us, bring us to the point of withdrawing our charges and dropping the case altogether,” he lamented. Mr Sindhu asked for and obtained a police escort for himself and Javed’s father Pervez, but in his petition to the district judge, the lawyer complained that the clerics and madrassah students present at the trial are not searched for weapons when they enter the court room. Mr Sindhu ended his interview making an appeal: “Pray for me and for the lawyers who are involved in similar cases and for all the victims of discriminatory laws in Pakistan”. Hayat and Rasool remain in prison in Jhang Sudr, near Toba Tek Singh. Tayyab was released on bail in December 2004. Anonymous sources in Punjab have suggested that the Jamia Hassan Bin Murtaza madrassah has informal links with the fundamentalist group Sipah-e-Sahaba, which the government outlawed in 2002.
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Pakistan: arrestato religioso islamico, assassino di un giovane cattolicoQaiser FelixE’ membro di una madrassah dove 2 anni fa hanno torturato fino alla morte Javed Anjum, nel tentativo di convertirlo all’Islam. Pericolo per il legale e il padre del ragazzo: estremisti islamici armati affollano le udienze del processo. Lahore (AsiaNews) – A quasi due anni dall’omicidio del giovane cattolico Javed Anjum la polizia ha arrestato un altro dei suoi torturatori: l’insegnante di scuola islamica, Umar Hayat. AsiaNews ha parlato con l’avvocato della famiglia del 19enne ucciso. Khalil Tahir Sindhu racconta la pericolosa battaglia legale segnata dalle minacce dell’estremismo islamico e lancia un appello perchè si preghi per tutte le vittime di leggi discriminatorie nel paese. Umar Hayat, religioso islamico, è stato arrestato a metà gennaio con l’accusa di aver torturato Javed Anjum, insieme ad altri 2 insegnanti islamici della madrassah di Jamia Hassan Bin Murtaza, a Toba Tek Singh, provincia del Punjab. Per 5 giorni, nell’aprile del 2004, i tre avevano cercato con la forza di convertire il cristiano all’Islam. Dopo le violenze hanno consegnato Javed alla polizia con false accuse; le sue ferite erano così gravi che le cure mediche non sono servite a nulla. Il ragazzo è morto il 2 maggio in un ospedale statale di Faisalabad. Sul letto di morte Javed aveva fatto il nome di uno degli aguzzini, Ghulam Rasool, subito arrestato. Durante l’interrogatorio il detenuto ha indicato Tayyab e Umar Hayat come suoi complici. Tayyab – riferisce l’avvocato Sindhu – ha poi confessato la sua colpa e testimoniato contro Rasool e Hayat. “Per il nostro caso – commenta l’avvocato Sindhu – è veramente un buon risultato che questo insegnante religioso, in libertà da 22 mesi, sia finalmente dietro le sbarre”. “Ma – aggiunge – non siamo soddisfatti di quella che giudico un’indagine difettosa”. Il legale spiega che la polizia ha trasferito Hayat in un carcere distrettuale a Jhangh senza le adeguate indagini e senza rinvenire gli strumenti di tortura”. Sindhu riferisce poi che il 15 gennaio scorso il padre di Javed, Pervez Masih, ha deciso di appellarsi all’Alta Corte di Lahore contro il rifiuto del giudice distrettuale ad annettere tra le prove ufficiali la registrazione video con la testimonianza del giovane in fin di vita. “È un nostro diritto – spiega – previsto dalla legge pakistana”. Tutto il processo, inoltre, è stato segnato dalla presenza di numerosi estremisti islamici armati. L’avvocato Sindhu racconta che partecipano ad ogni udienza, alcuni entrano in aula altri aspettano all’uscita. “Vogliono intimorirci – dichiara – portarci al punto di ritirare la denuncia e abbandonare il caso”. Sindhu ha chiesto e ottenuto una scorta per lui e Pervez Masih. Nella petizione presentata al giudice distrettuale l’avvocato lamenta che i religiosi e gli studenti di madrassah arrivati al processo, non sono mai stati controllati all’entrata. A conclusione della sua intervista, il legale lancia un appello: “Pregate per me, per tutti gli avvocati che si battono per questo genere di casi e per tutte le vittime di leggi discriminatorie in Pakistan”. A tutt’oggi la polizia detiene Hayat e Rasool nel carcere di Jhang Sudr, vicino a Toba Tek Singhm. Tayyab è stato scarcerato su cauzione nel dicembre 2004. Fonti anonime in Punjub parlano di legami informali della madrassah Jamia Hassan Bin Murtaza con il gruppo fondamentalista Sipah-e-Sahaba, dichiarato illegale dal governo già nel 2002.
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Killers of Catholic youth, Javed Anjum, sentencedQaiser FelixOnly two out of the three murderers were sentenced; they have been condemned to 25 years imprisonment.The 19-year-old boy was tortured in a bid to make him embrace Islam. Faisalabad (AsiaNews) – Twenty-three months after Javed Anjum, a 19-year-old Catholic boy, was murdered, the trial of two of his three killers has reached its verdict: Ghulam Rasool and Muhammad Tayab have been condemned to 25 years in prison. Umar Hayat, an Islamic cleric held to be the third murderer, was arrested in January after 22 months of being on the run; he is awaiting sentencing. In April 2004, the three men tortured the boy for five whole days in a bid to force him to convert to Islam. When their persecution proved to be in vain, they handed Javed over to the police and made false accusations against him. His injuries were so severe that medical treatment was to no avail. The boy died on 2 May in a state hospital in Faisalabad: his medical report states that the Christian died “of 26 serious injuries resulting from torture”. At this death bed, Javed identified one of his persecutors, Rasool, who was arrested immediately: under interrogation, he named Tayyab and Umar as his accomplices. Khalil Tahir Sindhu, the family lawyer, told AsiaNews: “The sentence handed down by Javed Iqbal Warraich, the district judge of Toba Tek Sing, is significant but not satisfactory. Pervez Masih, Javed’ father, has already asked me to file an appeal in Pakistan’s High Court to ask for the death penalty for the two torturers. Masih was “taken away from the courtroom before the sentence was pronounced for security reasons”. The lawyer added: “The courtroom was full of students from Jamia Hassan Bin Ali Almurtaza, the madrassah where Javed was tortured to death. They were shouting and threatening the others who were present: it was a very tense situation. “”I am convinced Javed was targeted by the three extremists because of the solidity of his faith,” said Sindhu. “Mgr Coutts, bishop of Faisalabad, told me that only a cross and a prayer book were found in his pockets when he died. ”
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Pakistan, condanna per gli assassini del giovane cattolico Javed AnjumQaiser FelixLa sentenza pronunciata solo per due dei tre assassini, condannati a 25 anni di carcere. Il giovane 19enne era stato torturato per costringerlo ad abbracciare l’Islam. Faisalabad (AsiaNews) – Dopo 23 mesi dall’omicidio del 19enne cattolico Javed Anjum si è concluso il processo per due dei suoi tre assassini: Ghulam Rasool e Muhammad Tayab sono stati condannati a 25 anni di carcere. Umar Hayat, religioso islamico, è il terzo presunto assassino: arrestato nel gennaio scorso dopo 22 mesi di latitanza, è ancora in attesa di un verdetto. Per 5 giorni, nell’aprile del 2004, i tre avevano cercato con la tortura di convertire il ragazzo all’Islam. Dopo le violenze, inutili, hanno consegnato Javed alla polizia con false accuse; le sue ferite erano così gravi che le cure mediche non sono servite a nulla. Il ragazzo è morto il 2 maggio in un ospedale statale di Faisalabad: nel rapporto medico si legge che il cristiano è morto “a causa di 26 ferite gravi procurate da tortura”. Sul letto di morte Javed aveva fatto il nome di uno degli aguzzini, Rasool, subito arrestato: durante l’interrogatorio proprio il detenuto ha indicato Tayyab e Umar Hayat come suoi complici. “La sentenza pronunciata da Javed Iqbal Warraich, giudice del distretto di Toba Tek Sing – dice ad AsiaNews Khalil Tahir Sindhu, il legale della famiglia – è importante ma non soddisfacente: Pervez Masih, il padre di Javed, mi ha già chiesto di presentare un ricorso all’Alta corte del Pakistan per chiedere la pena di morte per i due torturatori”. Lo stesso Masih “è stato portato via prima della sentenza per motivi di sicurezza”. “L’aula – racconta ancora l’avvocato – era piena di studenti della Jamia Hassan Bin Ali Almurtaza, la madrassah dove Javed è stato torturato a morte, che urlavano e minacciavano i presenti: una situazione molto tesa”. “Sono convinto – conclude Sindhu – che Javed è stato preso di mira dai tre estremisti a causa della fermezza della sua fede. Mons. Coutts, vescovo di Faisalabad, mi ha detto che nelle sue tasche, dopo la morte, sono state trovate solo una croce ed un libro di preghiere”.
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费萨拉巴德教区主教及两位热衷对话的穆斯林信徒遭遇死亡威胁Qaiser Felix去年十二月以来,考茨主教、一名伊斯兰学者和一名知名记者不断受到极端势力分子的威胁,抵制他们在巴基斯坦积极促进社会和谐的努力。考茨主教对此表示,我们的工作将继续下去,不会被威胁吓倒费萨拉巴德(亚洲新闻)—巴基斯坦天主教会费萨拉巴德教区主教及两位热衷于对话活动的穆斯林信徒,因于几个月前在当地的一座穆斯林经院中参加了宗教对话活动会议而遭到了极端势力分子发出的死亡威胁。费萨拉巴德教区主教考茨蒙席、一名伊斯兰学者和一名知名伊斯兰记者,都先后收到了恐吓信和恐吓电话;三人被一个号称‘伊斯兰斗士阵线’的极端势力组织称为“异教徒”。领导费萨拉巴德教区牧灵工作的考茨主教立即表示,“我们不会被这些恐吓吓倒,将把宗教对话的工作继续下去,从而促进国家的社会和谐与和平”。 近年来,巴基斯坦第三大城市费萨拉巴德教区的基督信仰团体和穆斯林团体之间关系取得了积极的发展。这一成果,完全得益于考茨主教积极推动的地方宗教对话活动。穆斯林团体对此作出了热烈的响应,许多伊斯兰教会人士踊跃参与了对话活动。此外,多个长期致力于促进对话与相互尊重活动的非政府组织也发挥了重要作用。 总之,这起事件充分表明,宗教对话的道路仍然十分漫长而艰难,并面临着极端势力和激进势力的严峻挑战。去年圣诞瞻礼期间,当地促进宗教对话活动人士在一座伊斯兰经院举行了相关的会议。随后,出席会议的经院院长,著名伊斯兰学者萨卡;天主教会考茨主教以及著名的新闻记者,世界宽容组织主席,穆斯林信徒沙菲齐开始收到‘伊斯兰斗士阵线’发出的恐吓信和恐吓电话。 二月十七日,一些穆斯林武装分子闯入了沙菲齐工作的月刊编辑部,叫嚣着“伊斯兰的敌人”在哪。一名编辑部人员回答说,沙菲齐外出公干。于是,歹徒竟然开始袭击这名工作人员,并威胁要杀死编辑。离开前,歹徒们砸毁了编辑部办公室,将不幸正在里面的工作人员关了起来。不久,沙菲齐又收到了匿名电话,警告他说,因其从事反伊斯兰活动会很快被杀死。目前,沙菲齐已经向警方报案。而考茨主教,并没有向警方求助。迄今为止,也没有任何人因此被捕。三十四岁的沙菲齐非常勇敢地告诉亚洲新闻通讯社,“我们要让社会发生积极的变化,使每一个人都能得到尊重。圣诞节期间的宗教对话活动,是我们国家里唯一的一次此类活动”。这名新闻记者还介绍说,世界宽容组织是在二OO二年美国记者珀尔被杀后成立的,旨在展开各宗教对话活。迄今,已经组织了许多相关活动。因害怕极端分子的报复,沙菲齐关闭了他的办公室、中断了在月刊编辑部的工作。 著名伊斯兰学者萨卡的私人秘书表示,萨卡将把促进宗教和谐的工作继续下去,不会被危险吓倒。而且,以前他已经多次收到过此类威胁。最后,他表示,“我们严正谴责这些利用宗教为借口来达到个人目的的行为不端的穆斯林信徒”
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PAKISTANFaisalabad bishop and two Muslims involved in dialogue receive death threatsQaiser FelixSince December, Mgr Coutts, a Muslim scholar and a renowned journalist have been threatened by extremists who are against their work for social harmony in Pakistan. Mgr Coutts says they will not be intimidated and their mission will continue. Faisalabad (AsiaNews) – The Catholic bishop of Faisalabad and two Muslims, a scholar and a journalist, received death threats after attending an interfaith programme held in a local madrassah some months ago. A hitherto unknown extremist group calling itself the “Islamic Soldiers Front” claimed responsibility for threatening letters and phone calls which branded the three men as “infidels”. “Mgr Joseph Coutts, who heads the diocese of Faisalabad, said: “We are not going to be terrorized by such intimidations, we will continue our interfaith activities for social harmony and peace in the country. ”Recent years have seen the development of positive relations between Christians and Muslims in Faisalabad, the third largest city of Pakistan, not least thanks to the leading role played by Mgr Coutts in local committees in which there are many Muslims too. What’s more, NGOs are working together to promote dialogue and mutual respect. The latest incidents reveal the tough opposition from extremists and fanatics facing such initiatives. Following an interfaith meeting held for Christmas in a Muslim school, Siddique Lasani Sarkar, head of the madrassah and a known scholar, Mgr Coutts and Khawar Javed Shafiq, a journalist and head of the World Tolerance Organization, received threatening letters and phone calls from the so-called “Islamic Soldiers Front”. On February 17, armed Muslim clerics broke into the office of a monthly magazine “Finance Centre” run by Khawar Javed Shafiq and demanded to know where “the enemy of Islam” was. One of the employees told them Khawar Javed was out of the office to cover an event so the men turned on him, slapping him and threatening to come back to kill his boss. They ransacked the office, destroyed its records, took the employee’s cell phone, locked him in and left. Shortly afterwards, Khawar Javed received an anonymous phone call to let him know that he would soon be dead because of his anti-Islam activities. Lasani Sarkar and Khawar Javed Shafiq filed a report with the police as opposed to Mgr Coutts who decided against this course of action. So far, however, no one has been arrested. Khawar Javed, 34, courageously told AsiaNews: “We want to bring a positive change in our society where every one should be respected as a human being. We organized the Christmas program in the madarassah to promote interfaith harmony and this was a unique thing in the country. ” He said the World Tolerance Organization started in Pakistan in 2002 after the murder of journalist Daniel Pearl. Since then, different interfaith events have been organised. The office of Khawar Javed is currently closed and publication of his magazine has been suspended for fear of further attacks. Meanwhile, the personal secretary of Lasani Sarkar said the scholar would press ahead with his mission of interfaith harmony and would not be intimidated by the threats, which were not the first he had received. He added: “We condemn such dishonest Muslims who for their own political motives use their personal and mistaken interpretations of Islam.
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Minacce di morte al vescovo di Faisalabad e a due musulmani, impegnati nel dialogoQaiser FelixDa dicembre scorso mons. Coutts, uno studioso islamico e un noto giornalista, continuano a ricevere intimidazioni da estremisti, contrari al loro lavoro a favore dell’armonia sociale in Pakistan. Mons. Coutts: la nostra missione continua, non ci faremo spaventare. Faisalabad (AsiaNews) – Il vescovo cattolico di Faisalabad e due musulmani – un giornalista e uno studioso – hanno ricevuto minacce di morte per aver partecipato ad un incontro interreligioso in una madrassah della zona alcuni mesi fa. A rivendicare le telefonate e le lettere minatorie, in cui tutti e tre vengono chiamati “infedeli”, è stato uno sconosciuto gruppo estremista, che si autodefinisce “Fronte dei soldati islamici”. Mons. Jospeh Coutts, a guida della diocesi di Fasialabad, ha subito assicurato: “Non ci faremo spaventare da queste intimidazioni, continueremo con le nostre attività interreligiose a favore dell’armonia sociale e della pace del Paese”. Negli ultimi anni Faisalabad, la terza città del Pakistan, ha vissuto un positivo sviluppo delle relazioni tra cristiani e musulmani. Questo anche grazie all’impegno in prima persona di mons. Coutts all’interno di comitati locali che vedono la partecipazione di diversi esponenti musulmani. Ma vi sono anche numerose Ong, che lavorano insieme per promuovere il dialogo e il rispetto reciproco. Ad ogni modo gli ultimi incidenti mostrano la dura opposizione che tali iniziative incontrano da parte di estremisti e fanatici. In seguito ad un incontro interreligioso svoltosi in occasione del Natale in una scuola islamica, Siddique Lasani Sarkar – responsabile della madrassah e noto studioso – mons. Coutts e Khawar Javed Shafiq – giornalista e presidente della World Tolerance Organization – hanno iniziato a ricevere lettere e telefonate minatorie dal cosiddetto “Fronte dei soldati islamici”. Il 17 febbraio scorso, alcuni religiosi musulmani armati, sono entrati nella redazione del mensile “Finance Centre”, diretto da Khawar Javed Shafiq, chiedendo dove si trovasse “il nemico dell’islam”. Uno dei redattori ha risposto che Khawar Javed era fuori per seguire alcuni eventi, così gli uomini se la sono presa con lui aggredendolo e avvertendo che sarebbero tornati per uccidere il direttore. Prima di andarsene hanno saccheggiato la stanza, preso il cellulare del ragazzo e distrutto i registri dell’ufficio chiudendo dentro il malcapitato redattore. Dopo poco tempo una chiamata anonima sul cellulare, ha Khawar Javed ha ricevuto una, in cui avvertendolo che sarebbe presto morto a causa delle sue attività contrarie all’islam. Lasani Sarkar e Khawar Javed Shafiq hanno sporto denuncia alla polizia, al contrario di mons. Coutts, che non ha voluto prendere iniziative a riguardo. Finora, però, nessuno è stato arrestato. Khawar Javed, 34 anni spiega con coraggio ad AsiaNews: “Vogliamo apportare un cambiamento positivo nella nostra società affinché ognuno venga rispettato come essere umano. Il programma interreligioso del Natale nella madrassah è stato una cosa unica nel nostro Paese”. Il giornalista racconta che la World Tolerance Organization è nata in Pakistan nel 2002 dopo l’assassinio del giornalista Daniel Pearl; da allora si organizzano numerose attività di dialogo tra le religioni. Al momento Khawar Javed ha chiuso il suo ufficio e interrotto la pubblicazione del mensile per paura di attacchi estremistici. Dal canto suo il segretario personale di Lasani Sarkar assicura che lo studioso andrà avanti con la sua missione per l’armonia interreligiosa e non si farà spaventare da tali minacce, peraltro già ricevute in passato. “Condanniamo questi musulmani disonesti – conclude – che operano per vantaggio politico sfruttando una personale ed erronea interpretazione della religione”.
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Radio Pakistán: el mundo necesita el mensaje de esperanza del PapaKamran ChaudhryEl director musulmán de la estación de radio Syed Khalid Waqar aplaude al Papa Francisco, reafirmando la necesidad de “difundir una positividad”. El terrorismo aporta beneficios a los medios, pero destruye los valores sociales. En el marco de la Jornada mundial por las comunicaciones sociales, los católicos han participado de diversos eventos. Radio Veritas Asia: son muchos los musulmanes de Pakistán que siguen los mensajes del Papa. Lahore (AsiaNews) – Todos debieran seguir el mensaje de esperanza y confianza del Papa Francisco. Es lo que afirma Syed Khalid Waqar, director musulmán de la estación Radio Pakistan a AsiaNews: “Todos debemos actuar de acuerdo a este mensaje. El icono espiritual nos ha mostrado la luz. Esta sabiduría global puede llenar los vacíos de la comunicación de hoy, y difundir una positividad en el público. Tanto el Islam como el Papa dicen las mismas cosas; ambos condenan los asesinatos”. “Pero en nuestra sociedad, las noticias sobre terrorismo tienen la prioridad”, continúa Waqar. “No es mucha la cobertura que se da al progreso y a las cosas positivas. El sector privado, desde el punto de vista de los negocios, obtiene muchos beneficios con la cobertura de los recientes bombardeos ocurridos en el país. Este periodismo sensacionalista ha destruido nuestros valores sociales, la negatividad ha golpeado la psicología de nuestra gente”. Waqar intervino el 25 de mayo, en vista del programa de Lahore de la Jornada Mundial de las Comunicaciones Sociales. Más de 100 religiosas y seminaristas participaron en el evento organizado por la Comisión Nacional Católica para las Comunicaciones sociales. Novicias de las Hijas de San Pablo actuaron en obras teatrales dedicadas al tema de la fe, la esperanza y el amor. Se desarrolló una clínica grupal centrada sobre la utilización de medios, y las oportunidades que éstos representan para la misión de la Iglesia en un país de mayoría islámica. El Pbro. Qaiser Feroz, fraile capuchino y director del Centro de comunicaciones y de programas urdúes de Radio Veritas Asia, presentó la traducción al urdú del mensaje del Papa para la 51ra Jornada Mundial de las Comunicaciones Sociales. Para el padre Qaiser, “el Papa Francisco es el campeón de la esperanza. Mientras los líderes mundiales se muestran incapaces de combatir el terrorismo, él continúa alentando e inspirando a las personas de todos los credos. Más de la mitad de nuestros oyentes son musulmanes, que abrazan y admiran los mensajes papales en nuestros programas”. Desde 1987, Radio Veritas Asia transmite, por la mañana y por la noche, programas en lengua urdú que son seguidos en Pakistán, en los Emiratos Árabes Unidos, en el Reino Unido, en la India y en Bangladesh. El tema elegido por la radio para este año es “Unidad: Recursos/instrumentos de Paz”.
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Radio Pakistan: The world needs the pope’s message of hopeKamran ChaudhrySyed Khalid Waqar praised Pope Francis, reiterating the need to “spread positivity”. Terrorism reporting in the media brings profit but destroys social values. On World Communications Day, Catholics took part in various events. For Radio Veritas Asia, many Muslims in Pakistan follow the pope’s message of hope. Lahore (AsiaNews) – Everyone should follow Pope Francis’ message of hope and trust, said Syed Khalid Waqar, a Muslim who is station director at Radio Pakistan. “We should all act upon this message,” he told AsiaNews. “The spiritual icon has shown us the light. His worldly wisdom can fill the gaps in today’s communication and spread positivity among the public. Both Islam and the pope say the same things; both condemn killings. ”Unfortunately, “in our society, news on terrorism has priority. Not much coverage is given to progress and good things,” Waqar added. “The private sector sees everything from a business point of view and has made a lot of profit covering recent bombings in the country. This yellow journalism has destroyed our social values; negativity has affected the psychology of our people. “Waqar spoke on 25 May on the sidelines of the World Communications Day gathering in Lahore. More than 100 nuns and seminarians attended the event organised by the National Catholic Commission for Social Communications. Novices of the Daughters of St Paul staged a performance based on faith, hope and love. A group workshop was also held on media usage and the opportunities it represents for the Church mission in a Muslim majority country. Capuchin friar Fr Qaiser Feroz, director of the communication centre as well as Radio Veritas Asia Urdu service, presented the Urdu translation of the pope’s message for the 51st World Communications Day. “Pope Francis is the champion of hope,” Fr Feroz said. “While world leaders look helpless in the battle against terrorism, he keeps encouraging and inspiring people of all faiths. More than half of our listeners are Muslims who welcome and admire the papal messages in our programmes. “Since 1987, Radio Veritas Asia has been broadcasting morning and evening in Urdu, with feedback from Pakistan, United Arab Emirates, United Kingdom, India and Bangladesh. The theme chosen by the radio this year is “Unity: Resources/means of Peace”.
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Radio Pakistan: il mondo ha bisogno del messaggio di speranza del papaKamran ChaudhryIl direttore musulmano della stazione Syed Khalid Waqar applaude papa Francesco, ribadendo la necessità di “diffondere positività”. Il terrorismo nei media porta profitto, ma distrugge i valori sociali. Nel contesto della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali i cattolici hanno partecipato a diversi eventi. Radio Veritas Asia: molti musulmani del Pakistan seguono i messaggi di pace del papa. Lahore (AsiaNews) – Tutti quanti dovrebbero seguire il messaggio di speranza e fiducia di papa Francesco. È quanto afferma Syed Khalid Waqar, direttore musulmano della stazione Radio Pakistan ad AsiaNews: “Tutti dovremmo agire secondo questo messaggio. L’icona spirituale ci ha mostrato la luce. Questa saggezza globale può riempire i vuoti della comunicazione di oggi e diffondere positività nel pubblico. Sia l’Islam che il papa dicono le stesse cose; entrambi condannano le uccisioni”. “Ma nella nostra società, le notizie sul terrorismo hanno la priorità”, continua Waqar. “Non molta copertura viene data al progresso e alle cose positive. Il settore privato vede tutto dal punto di vista affaristico e ha fatto molti profitti con la copertura dei recenti bombardamenti nel Paese. Questo giornalismo sensazionalistico ha distrutto i nostri valori sociali, la negatività ha colpito la psicologia della nostra gente”. Waqar è intervenuto il 25 maggio, in vista del programma di Lahore della Giornata mondiale per le comunicazioni sociali. Più di 100 suore e seminaristi hanno partecipato all’evento organizzato dalla Commissione nazionale cattolica per le Comunicazioni sociali. Novizie delle Figlie di San Paolo si sono esibite in pieces teatrali su fede, speranza e amore. Un laboratorio di gruppo è stato svolto sull’utilizzo dei media e le opportunità che essi rappresentano per la missione della Chiesa in un Paese a maggioranza islamica. P. Qaiser Feroz, frate cappuccino direttore del Centro comunicazioni e dei programmi urdu di Radio Veritas Asia, ha presentato la traduzione in lingua urdu del messaggio del papa per la 51ma Giornata mondiale per le comunicazioni sociali. Per p. Qaiser, “papa Francesco è il campione della speranza. Mentre i leader mondiali appaiono incapaci nel combattere il terrorismo, lui continua a incoraggiare e inspirare le persone di tutte le fedi. Più di metà dei nostri ascoltatori sono musulmani che accolgono e ammirano i messaggi papali nei nostri programmi”. Dal 1987, Radio Veritas Asia trasmette la mattina e la sera programmi in lingua urdu che vengono seguiti in Pakistan, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, India e Bangladesh. Il tema scelto dalla radio quest’anno è “Unità: Risorse/strumenti di Pace”.
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Jóvenes ‘predicadores’ chinos fueron muertos por el ISIS en Pakistán. Global Times sugiere a los estudiantes que no se conviertan al cristianismo por ser éste peligrosoDos jóvenes de 24 y 26 años de edad, fueron raptados y asesinados en Quetta (Baluchistán). Formaban parte de una comunidad misionera que tenía nexos con Corea del Sur. Temor de que el incidente afecte la amistad entre Beijing e Islamabad. El periódico cercano al Partido comunista chino pone en guardia respecto a los riesgos que supone dejarse usar como “misioneros” y como “espías”. Beijing
burn ALLAH and his SATANA: in Jesus’s name, amen alleluia, drink your poison made by yourself ] World Watch Monitor [ sangue di Gesù di Betlemme per la tua liberazione, amen sii liberato! – Dos jóvenes chinos fueron raptados por el ISIS durante su estadía en Pakistán. Según el gobierno de Islamabad, los dos ingresaron al país con una visa de trabajo, pero luego comenzaron a “predicar” el cristianismo de manera ilegal. La noticia propagó dolor entre los cristianos protestantes chinos: según parece, los dos formaban parte de una comunidad con raíces en Corea del Sur. Los medios de Estado –y en particular, Global Times- ponen en guardia a los jóvenes, advirtiendo acerca de los peligros que corren “convirtiéndose” al cristianismo. Según el ministerio del Interior pakistaní, los dos jóvenes, Lee Zingyang, de 24 años, y Meng Lisi, de 26, habían ingresado al país con una visa de trabajo. Luego se mudaron a Quetta (Baluchistán) donde decían que querían aprender la lengua urdu en contacto con un hombre de negocios de Corea del Sur, pero en realidad “ellos estaban abocados a la predicación”. Los dos fueron raptados por milicianos del Estado islámico (EI) el 24 de mayo pasado. La noticia de su desaparición se difundió inmediatamente en las redes sociales de las comunidades cristianas protestantes chinas. Pocos días después, en las mismas redes se difundieron otras noticias, que no han sido verificadas: que los jóvenes habían sido liberados, que eran retenidos en la embajada china, que estaban regresando a casa, y, sobre todo, ¡se pedía a los lectores que no rezaran más por ellos!El 8 de junio, la agencia del EI, Amaq, publicaba la noticia de su asesinato y difundía un video en el cual confirmaba la ejecución, el cual fue enviado a los periódicos locales. El ministro del Interior Chaudhry Nisar Ali Khan, reprochó a las autoridades de Beijing y solicitó una revisión de los criterios para la concesión de visas a los ciudadanos chinos. Justamente en Baluchistán, China está comprometida en un proyecto vinculado al “One Belt, One road”, para la construcción de un puerto y de una serie de rutas. Frecuentemente, los operarios y ejecutivos chinos sufren hechos de violencia por mano de los “terroristas”. La ejecución de los dos jóvenes incrementa los riesgos del proyecto, a tal punto que algunos periódicos sospechan que ésta es fruto del boicot promovido contra los “óptimos vínculos” que China ha entablado con Pakistán. El vocero del Ministerio de Relaciones Exteriores chino, Lu Kang, ha declarado que China y Pakistán continuarán trabajando juntos. Y mientras se aguardan nuevas confirmaciones sobre el incidente, Lu ha ratificado que “China se opone firmemente a todo tipo de terrorismo y de extrema violencia contra los civiles, y apoya los esfuerzos del Pakistán para combatir el terrorismo”. La muerte violenta de dos jóvenes ha servido, en cambio, para que Global Times ponga en guardia a los estudiantes chinos en lo que concierne a interesarse por el cristianismo, con el riesgo de ser “usados” como misioneros en el exterior, yendo al encuentro de la muerte. En un artículo publicado dos días atrás, el periódico –ligado al Diario del Pueblo, órgano del Partido comunista chino- entrevista a un “estudiante universitario anónimo, que ha participado en varios eventos misioneros clandestinos, organizados por los surcoreanos”. Él declara: “Habitualmente, estos misioneros tratan de atraer a los jóvenes estudiantes chinos que asisten a la iglesia, porque estos estudiantes quieren saber algo acerca del cristianismo. A algunos les ofrecen boletos aéreos gratuitos, hospitalidad, almuerzos y cenas, si los jóvenes chinos van a Corea del Sur. Y como ellos [los misioneros] normalmente cuentan con una figura legal que los ampara, como puede ser participar en un intercambio de estudiantes, o en una especialización, muchos chinos deciden ir con ellos”. “Algunos chinos –continúa el anónimo entrevistado- se unen de manera voluntaria a las actividades misioneras en países como Pakistán, Afganistán e Irak, luego de ser convertidos por surcoreanos”. Global Times también revela que “los misioneros surcoreanos conducen actividades misioneras clandestinas en China hace por lo menos 10 años”, y que algunas organizaciones misioneras “incluso están patrocinadas por los servicios secretos de Corea del Sur”. Una investigación realizada años atrás por las universidades de Shanghái y Beijing muestra que cerca del 60% de los jóvenes universitarios chinos está interesado en conocer el cristianismo.
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中国青年“宣道人”在巴基斯坦被伊斯兰国杀死。《环球时报》正告学生不要改信基督教,很危险两名分别为二十四岁和二十六岁的青年在巴基斯坦俾路支省奎塔被绑架、杀害。他们是一个与韩国有关的基督信仰团体成员。担心这一事件危害中巴友谊。亲中共媒体提醒人们不要被利用做什么“传教士”和“间谍”北京(亚洲新闻/通讯社)—两名中国青年在巴基斯坦被伊斯兰国杀害。伊斯兰堡政府指出两人持工作签证入境,但开始非法进行基督信仰宣讲。消息传出后,中国新教团体十分悲痛。据悉, 两人好像是总部在韩国的一个团体成员。官媒,特别是《环球时报》提醒青年们小心“皈依”基督信仰的危险性。 巴基斯坦内政部长表示,二十四岁的李欣恒和二十六岁的孟斯丽持工作签证入境。不久,两人转到俾路支省奎塔市一个韩国商人那里学习乌尔都语。 两人于五月二十四日被绑架,中国新教社交网络上传出了这一消息。几天后,同一社交网络上再传未经证实的消息:两人获释,正在中国大使馆、准备回家。特别要求读者不要再为他们祈祷! 六月八日,伊斯兰国通讯社Amaq发布了两人被杀的消息,并给地方媒体传送了视频证实两人被杀。 伊斯兰堡政府内政部长谴责北京政府、要求重新审议给中国人签发签证的条例。恰恰是俾路支省正在大力开展“一带一路”项目,大兴土木建造港口和道路交通基础设施。许多中国工人和商人常常沦为“恐怖分子”暴力袭击的对象。两名年轻人被处决令“一带一路”计划的危险加剧。以至于部分媒体质疑是要破坏中巴友谊。 中国政府外交部发言人陆慷在记者会上答问时表示“中方对两名在巴基斯坦被绑架的中国公民可能已遇害的消息一直高度关切,目前巴方尚未向中方最终确认上述消息。中方将继续协调巴方尽最大努力尽快核实有关情况。中方坚决反对并强烈谴责一切形式的恐怖主义和针对平民的极端暴力行径,支持巴方打击恐怖势力、维护国内安全稳定的努力。中方将同国际社会进一步加强反恐合作,维护世界与地区的和平与安宁”。 但是,两名年轻人被杀的消息却给了《环球时报》机会,提醒关注基督信仰的年轻学生们,可能“被利用”为外籍传教士、去送死。 两天前在《环球时报》发表的文章中,采访了“多次参加过韩国人组织的地下传教活动的匿名大学生”。他表示“韩国人在奎达真纳镇创办的这所学校简称是ARK,对外声称是一所语言学校,培训一些年轻人学习巴基斯坦当地的乌尔都语。但是,他们的学习和生活轨迹都有浓郁的宗教色彩。这些中国年轻人以参加语言学校的名义租住在当地旅馆里。他们基本上每天主要做三件事:首先是语言学习,以如何与当地民众沟通和打交道为主;其次是开会,似乎是交流各种心得;第三是搞带有宗教仪式性的活动”。“这名韩国人是如何在中国招募这些年轻人到巴基斯坦传教的,尚不清楚。但此前,不断有报道称,韩国一些宗教团体和个人冒险到阿富汗、巴基斯坦等地传教,屡次出现被绑架和被杀害的情况。因此有人转向鼓动中国年轻人到高危地区进行宗教活动”。 《环球时报》指出,“韩国传教士在中国秘密传教至少十年了”。一些传教组织“甚至是韩国情报部门支持的”。 几年前在上海和北京的大学中进行的一项调查显示,大约60%的中国大学生对基督信仰越来越感兴趣
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As young Chinese ‘preachers’ are killed by the Islamic State in Pakistan, Global Times warns students of the dangers of converting to ChristianityTwo young people, aged 24 and 26, were abducted and killed in Quetta (Baluchistan). They belonged to a South Korea-based missionary community. Their death has generated fears that Sino-Pakistani friendship might be in jeopardy. A newspaper close the Chinese Communist Party warns of the danger of being used as “missionaries” and “spies”. Beijing (AsiaNews/Agencies) – The Islamic State (IS) group has killed two young Chinese in Pakistan. Pakistani authorities say the two had entered the country on business visas but later began ‘preaching’ Christianity illegally. The incident has caused sorrow among Chinese Protestants. The two apparently belonged to a South Korea-based community. Chinese state media, in particular the Global Times, have warned young people about the danger they face if they convert to Christianity. Pakistan Interior Minister Chaudhry Nisar Ali said that Lee Zingyang, 24, and Meng Lisi, 26, had entered Pakistan on business visas. Instead of doing business, they had gone to Quetta, where they pretended to learn Urdu from a Korean business owner but “were actually engaged in preaching forbidden proselytizing”. The two were abducted by IS militants on 24 May. Reports about their disappearance soon spread on Chinese Protestant social media. After a few days, unconfirmed reports suggested that the two had been released, that they were held at the Chinese embassy, ​​and that they were returning home. One asked readers not to pray for them anymore!On 8 June, the IS-controlled Amaq news agency reported that the young man and the young women had been executed. IS released a video confirming their death. Interior Minister Chaudhry Nisar on Monday said that Pakistan would step up its review of visas for Chinese nationals. China is involved in a project in Baluchistan as part of its ‘One belt one road’ strategy, building a harbour and roads. On several occasions in the past, Chinese workers and managers have been the victims of “terrorist” violence. The execution of the two Chinese increases the risks of the project. Some newspapers are now suggesting that the killings are part of an attempt to boycott the “good ties” between China and Pakistan. Chinese foreign ministry spokesperson Lu Kang said on Monday that China is still coordinating with Pakistan. Whilst Beijing has not received official confirmation from Pakistan of the deaths of its two citizens, it “firmly opposes all kinds of terrorism and extreme violence against civilians, and supports Pakistan’s efforts to combat terrorism and safeguard domestic security,” Lu noted,The Global Times ha used these two violent deaths to warn Chinese students interested in Christianity about the risk of being “used” as missionaries abroad and of dying as a result of this. In an article published two days ago, the newspaper, which is linked to the Chinese Communist Party’s People’s Daily, spoke to “an anonymous university student who has participated in several South Korean underground missionary events”. “Normally these missionaries will try to attract young Chinese students who come to churches because” they “want to know about Christianity. Some of them will offer free airfare tickets, accommodation and meals if Chinese teenagers go to South Korea, and as they [missionaries] normally have a legal cover, like being an exchange scholar or postgraduate student, many Chinese students decide to go with them,” the anonymous student said. “Some Chinese voluntarily join in the dangerous missionary activities in countries like Pakistan, Afghanistan and Iraq after being converted by South Koreans,” he added. “South Korean missionaries have been conducting underground missionary activities in China since at least a decade ago. Many missionary organisations are even sponsored by the (South Korean) intelligence agency, the National Intelligence Service,” the Global Times quoted an expert as saying. A survey conducted some years ago at Shanghai and Beijing universities found that about 60 per cent of young Chinese university students would like to learn about Christianity.
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Giovani cinesi ‘predicatori’ uccisi dall’Isis in Pakistan. Global Times: Studenti, non convertitevi al cristianesimo. È pericolosoDue giovani, di 24 e 26 anni, sono stati rapiti e uccisi a Quetta (Balucistan). Facevano parte di una comunità missionaria con legami in Corea del Sud. Timori che l’incidente incrini l’amicizia Pechino-islamabad. Il giornale vicino al Partito comunista cinese mette in guardia dal farsi usare come “missionari” e come “spie”. Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Due giovani cinesi sono stati uccisi dall’Isis mentre erano in Pakistan. Secondo il governo di Islamabad i due erano entrati nel Paese con un visto di lavoro, ma poi hanno cominciato a “predicare” il cristianesimo in modo illegale. La notizia ha diffuso dolore fra i cristiani protestanti cinesi: i due, a quanto pare, facevano parte di una comunità con radici in Corea del Sud. I media di Stato – in particolare il Global Times – mettono in guardia i giovani sul pericolo che corrono “convertendosi” al cristianesimo. Secondo il ministero pakistano degli interni, i due giovani, Lee Zingyang, 24 anni, e Meng Lisi, 26, erano entrati con un visto di lavoro. In seguito essi si erano trasferiti a Quetta (Balucistan), dove dicevano di voler apprendere l’urdu da un businessman della Corea del Sud, ma in realtà “essi erano impegnati nella predicazione”. I due sono stati rapiti da miliziani dello Stato islamico (SI) lo scorso 24 maggio. La notizia della loro sparizione si è subito diffusa nei social network delle comunità cristiane protestanti cinesi. Dopo qualche giorno, negli stessi network sono state diffuse altre notizie non verificate: che i giovani erano stati liberati, che erano trattenuti nell’ambasciata cinese, che stavano tornando a casa, e soprattutto si chiedeva ai lettori di non pregare più per loro!L’8 giugno, l’agenzia dello SI, Amaq, pubblicava la notizia della loro uccisione e aveva diffuso un video ai giornali locali a conferma dell’esecuzione. Il ministro degli interni Chaudhry Nisar Ali Khan, ha rimbrottato le autorità di Pechino e ha chiesto una revisione dei criteri di concessione dei visti ai cittadini cinesi. Proprio nel Balucistan la Cina è impegnata in un progetto legato al “One belt one road” per la costruzione di un porto e una serie di strade. Molto spesso operai cinesi e manager sono stati oggetto di violenza da parte di “terroristi”. L’esecuzione dei due giovani accresce i rischi del progetto, tanto che alcuni giornali sospettano che esso sia frutto di un boicottaggio degli “ottimi legami” fra Cina e Pakistan. Il portavoce del ministero cinese degli esteri, Lu Kang, ha dichiarato che Cina e Pakistan continueranno a lavorare insieme. E mentre si attendono nuove conferme sull’incidente, Lu ha ribadito che “la Cina si oppone in modo fermo a ogni tipo di terrorismo e di estrema violenza contro i civili, e sostiene gli sforzi del Pakistan a combattere il terrorismo”. La morte violenta dei due giovani è servita invece al Global Times per mettere in guardia gli studenti cinesi dall’interessarsi al cristianesimo, col rischio di essere “usati” come missionari all’estero e di andare incontro alla morte. In un articolo pubblicato due
burn ALLAH and his SATANA: in Jesus’s name, amen alleluia, drink your poison made by yourself ] World Watch Monitor [ sangue di Gesù di Betlemme per la tua liberazione, amen sii liberato!, il giornale – legato al Quotidiano del Popolo, organo del Partito comunista cinese – intervista un “anonimo studente universitario che ha partecipato a vari eventi missionari sotterranei gestiti da sudcoreani”. Il quale dichiara: “Di solito, questi missionari cercano di attrarre giovani studenti cinesi che vanno in chiesa perché tali studenti vogliono conoscere qualcosa sul cristianesimo. Ad alcuni di loro si offre biglietti aerei gratuiti, ospitalità, pranzi e cene se i giovani cinesi vanno in Corea del Sud. E siccome essi [i missionari] normalmente hanno una copertura legale, come quella di essere parte di uno scambio di studenti, o specializzandi, molti cinesi decidono di andare con loro”. “Alcuni cinesi – continua l’anonimo intervistato – si uniscono in modo volontario nelle attività missionarie in Paesi come Pakistan, Afghanistan e Iraq, dopo essere stati convertiti dai sudcoreani”. Il Global Times rivela anche che “i missionari sudcoreani conducono attività missionarie sotterranee in Cina da almeno 10 anni” e che alcune organizzazioni missionarie “sono perfino sponsorizzate dai servizi segreti della Corea del Sud”. Un’inchiesta di alcuni anni fa condotta nelle università di Shanghai e di Pechino mostra che circa il 60% dei giovani universitari cinesi è interessato a conoscere il cristianesimo.
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Mons. Arshad: La Eucaristía ‘fuente y culmen’ de la vida y de la misión de la IglesiaShafique KhokharEl obispo de Faisalabad celebra la fiesta del “Corpus Domini”. En Pakistán el año 2018 será el Año de la Eucaristía. “Nos convertimos todos en uno con Jesús cuando recibimos la Comunión”. La Eucaristía es “la expresión de nuestra llamada a compartir la vida divina como individuos y como comunidad en la plena finalidad de nuestro ser- vivir para siempre dentro del esplendor divino”. Faisalabad (AsiaNews) – “debemos estudiar, rezar y reflexionar sobre la Eucaristía desde la prospectiva que ella es fuente y culmen de la vida y de la misión de la Iglesia, así como aumentar nuestro compromiso y devoción hacia el sacramento de la Eucaristía”. Lo dijo ayer, Mons. Joseph Arshad, obispo de Faisalabad, durante la homilía de la fiesta del “Corpus Domini” (Solemnidad del Cuerpo y la Sangre de Cristo). A tal propósito él recuerda que la Conferencia episcopal Paquistana, decidió que 2018 será el Año dedicado a la Eucaristía. “Como Iglesia en Pakistán-afirmó- queremos reconcentrarnos sobre el gran tesoro que Jesús dejó a su Iglesia, o sea su eterna presencia en el Sacramento de la Eucaristía”. Tras las huellas del Papa Francisco, que ayer ha celebrado la fiesta en el Vaticano, el obispo paquistaní recordó que el misterio de la Eucaristía fue uno de los temas “más relevantes” del Concilio Vaticano II. “El Espíritu Santo-refirió- guía contantemente nuestros esfuerzos para celebrar el misterio de la presencia de Nuestro Señor ‘en cuánto él atrae cada cosa hacia sí (Jn 12:34)”. Luego cita al teólogo Orígenes, que escribió que: “Nosotros vemos una cosa y comprendemos otra. Nosotros vemos a un hombre (Jesús), pero hacemos un acto de fe en Dios”. Según Mons. Arshad, “la mejor expresión del Sacramento de la Eucaristía” es el modo en el cual este es descrito en la Constitución sobre la Sagrada Liturgia del Concilio Vaticano II, que habla de “fuente y culmen”. “Desde el punto de vista personal-sostuvo- es una progresiva profundización de nuestra llamada al bautismo y consagración a estar aún más unidos en Cristo. Desde una prospectiva de comunidad, es fuente de unión en Cristo en cuanto nosotros reconocemos nuestra unidad en la persona de Jesucristo. Es la expresión de nuestra llamada para compartir la vida divina como individuos y como comunidad en la plena finalidad de nuestro ser-vivir para siempre dentro del esplendor divino-una finalidad que proviene del amor divino”. El obispo puso en guardia también sobre un peligro: el hecho que “la dimensión comunitaria de la celebración de la Eucaristía sea enfatizada a detrimento de una mayor profundización de la conciencia de la dimensión personal de la Eucaristía. Ambas son vitales para una apreciación holística de la profundidad del misterio”. San Juan Crisóstomo de hecho “subraya que en la Eucaristía, Jesús no sólo se presenta entre nosotros, sino que Él nos abraza. Nosotros somos tomados en una unión real con Jesús, que es tan profundamente personal y total que es la perfecta unión. Él además nos recuerda que las personas unidas juntas mantienen la propia individualidad pero se convierten en uno con y en Jesús”. “De este modo especial-concluyó- mientras nuestros deberes nos exigen mantenernos separados los unos de los otros, de la familia y de los amigos, nosotros todavía experimentar aquella solidaridad y unión el uno con el otro a través de la presencia de Jesús en la Comunión”.
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Archbishop Arshad: The Eucharist ‘source and summit’ of the life and mission of the ChurchShafique KhokharThe bishop of Faisalabad celebrates Corpus Christi. 2018 will be the Year of the Eucharist in Pakistan. “Let’s become one with Jesus when we receive Communion. ” The Eucharist is “the expression of our call to share the divine life as individuals and as community into the full purpose of our being – living forever within the divine majesty. “Faisalabad (AsiaNews) – “We must study, pray, and reflect on the Eucharist from the perspective that it is the source and summit of the life and mission of the Church, as well as to increase our commitment and devotion to the sacrament of the Eucharist”, said Msgr. Joseph Arshad, bishop of Faisalabad, during the homily for the Corpus Christi feast (Solemnity of the Most Holy Body and Blood of Jesus Christ). In this regard, he remembers that the Bishops’ Conference of Pakistan has decided that 2018 will be the Year dedicated to the Eucharist. “As a Church in Pakistan – he said – we want to focus on the great treasure that Jesus left to his Church, that is, his eternal presence in the Sacrament of the Eucharist. “In the wake of Pope Francis, who celebrated the Feast Day at the Vatican yesterday, the Pakistani bishop recalled that the mystery of the Eucharist was one of the “most important” themes of Vatican II. “The Holy Spirit – he said – constantly drives our efforts to celebrate the mystery of our Lord’s presence as he draws everything to himself (Jn 12:34). ” Then quoting Origen, who wrote that “We see something and we understand another. We see a man (Jesus), but we make an act of faith in God. “According to Msgr. Arshad, “the best expression of the Sacrament of the Eucharist” is the way it is described in the Constitution on the Sacred Liturgy of Vatican Council II, which speaks of “source and summit. ” “From a personal perspective it is a progressive deepening of our Baptismal call and consecration to be even more closely united in Christ. From a community perspective it is a source of union in Christ as we recognise our oneness in the person of Jesus Christ. It is the expression of our call to share the divine life as individuals and as community into the full purpose of our being – living forever within the divine majesty – a purpose that emanates from the Divine Love. “The bishop also warned of a danger: the fact that ” community dimension of the celebration of the Eucharist was so emphasised that often it was at the expense of an increased deepening of our awareness of the personal dimension of the celebration. Both are vital to a holistic appreciation of the depth of the mystery. ” St. John Chrysostom in fact “we become totally one with Jesus when we receive Holy Communion. He points out that, in the Eucharist, Jesus is not simply present among us, but that He embraces us. We are caught up in a real union with Jesus that is so profoundly personal and total that it is a perfect union. He also reminds us that persons united together maintain their individuality but become one with and in Jesus “. “In this special way – he concludes our duties require us to keep ourselves separate from each other, from our family and friends, we can still experience that solidarity and union with one another through the presence of Jesus in Communion”.
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Mons. Arshad: l’Eucaristia ‘fonte e culmine’ della vita e della missione della ChiesaShafique KhokharIl vescovo di Faisalabad celebra la festa del Corpus Domini. In Pakistan il 2018 sarà l’Anno dell’Eucaristia. “Diventiamo tutt’uno con Gesù quando riceviamo la Comunione”. L’Eucaristia è “l’espressione della nostra chiamata a condividere la vita divina come individui e come comunità nel pieno scopo del nostro essere – vivere per sempre all’interno dello splendore divino”. Faisalabad (AsiaNews) – “Dobbiamo studiare, pregare e riflettere sull’Eucaristia dalla prospettiva che essa è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, così come accrescere il nostro impegno e devozione verso il sacramento dell’Eucaristia”. Lo ha detto ieri mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, durante l’omelia per la festa del Corpus Domini (Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù Cristo). A tal proposito egli ricorda che la Conferenza episcopale Pakistana ha deciso che il 2018 sarà l’Anno dedicato all’Eucaristia. “Come Chiesa in Pakistan – ha affermato – vogliamo riconcentrarci sul grande tesoro che Gesù ha lasciato alla sua Chiesa, cioè la sua eterna presenza nel Sacramento dell’Eucaristia”. Sulla scia di papa Francesco, che ieri ha celebrato la festa in Vaticano, il vescovo pakistano ha ricordato che il mistero dell’Eucaristia è stato uno dei temi “più rilevanti” del Concilio Vaticano II. “Lo Spirito Santo – ha riferito – guida costantemente i nostri sforzi a celebrare il mistero della presenza del nostro Signore ‘in quanto egli attira ogni cosa a sé’ (Gv 12:34)”. Poi cita il teologo Origene, che ha scritto che “Noi vediamo una cosa e ne comprendiamo un’altra. Noi vediamo un uomo (Gesù), ma facciamo un atto di fede in Dio”. Secondo mons Arshad, “la migliore espressione del Sacramento dell’Eucaristia” è il modo in cui esso viene descritto nella Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II, che parla di “fonte e culmine”. “Dal punto di vista personale – ha sostenuto – è un progressivo approfondimento della nostra chiamata al Battesimo e consacrazione ad essere ancora più uniti in Cristo. Da una prospettiva di comunità, è fonte di unione in Cristo in quanto noi riconosciamo la nostra unità nella persona di Gesù Cristo. È l’espressione della nostra chiamata a condividere la vita divina come individui e come comunità nel pieno scopo del nostro essere – vivere per sempre all’interno dello splendore divino – uno scopo che proviene dall’amore divino”. Il vescovo ha messo in guardia anche da un pericolo: il fatto che “la dimensione comunitaria della celebrazione dell’Eucaristia venga enfatizzata a spese di un maggior approfondimento della consapevolezza della dimensione personale dell’Eucaristia. Entrambe sono vitali per un apprezzamento olistico della profondità del mistero”. San Giovanni Crisostomo infatti “sottolineava che nell’Eucaristia Gesù non solo si presenta tra di noi, ma Egli ci abbraccia. Noi siamo presi in un’unione reale con Gesù, che è così profondamente personale e totale che è la perfetta unione. Egli ci ricorda inoltre che le persone unite insieme mantengono la loro individualità ma diventano uno con e in Gesù”. “In questo modo speciale – ha concluso – mente i nostri doveri ci richiedono di mantenerci separati gli uni dagli altri, dalla famiglia e dagli amici, noi possiamo ancora sperimentare quella solidarietà e unione l’un con l’altro attraverso la presenza di Gesù nella Comunione”.
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Obispo de Faisalabad: A través del Sagrado Corazón de Jesús, el amor de Dios llenará el mundomons. Joseph ArshadMons. Joseph Arshad comparte un mensaje en ocasión de la solemnidad celebrada el 3 de junio. “Nuestra tarea es hacer lo mejor a nuestro alcance para dar a conocer el Sagrado Corazón de Jesús”. La llamada bíblica de Jesús a la humanidad pecadora debe inspirar al hombre, que afronta una crisis sobre el significado de la vida, los desafíos de las necesidades actuales y la necesidad de defender la dignidad de todo ser humano. Faisalabad (AsiaNews) – La solemnidad del Sagrado Corazón de Jesús “subraya el amor apasionado de Dios por su pueblo, y que este amor está dirigido a cada persona, a través del Sagrado Corazón de su Hijo”. Es lo que dice a AsiaNews Mons. Joseph Arshad, obispo de Faisalabad, al compartir un mensaje por la festividad celebrada el 3 de junio pasado, coincidiendo con el Jubileo de los sacerdotes. Él afirma que “a través del Sagrado Corazón de Jesús, el amor de Dios llenará el mundo, por eso es nuestro deber hacer lo mejor a nuestro alcance para darlo a conocer”. A continuación, el texto del mensaje (traducción a cargo de AsiaNews). Queridos hermanos y hermanas en Cristo:La Iglesia universal celebra la fiesta del Sagrado Corazón de Jesús con gran devoción litúrgica y entusiasmo. En muchas partes del mundo, los fieles rezan sin descanso y rinden honor y devoción al Sagrado Corazón de Jesús. Una de las cosas más importantes subrayadas por el Sagrado Corazón de Jesús es el amor apasionado de Dios por su pueblo, y que este amor es dirigido a cada persona a través del Sagrado Corazón de Jesús. Después de todo, el amor, por su misma naturaleza, fluye hacia el exterior hasta llenar cada cosa: el pensamiento del Sagrado Corazón debe convencernos de que el amor de Dios está destinado a llenar el mundo, y, por lo tanto, es nuestro deber hacer lo mejor a nuestro alcance para darlo a conocer. Desde el punto de vista histórico, en el calendario religioso de la Iglesia católica, el mes de junio está dedicado al Sagrado Corazón de Jesús, y el primer viernes del mes se observa el día de la fiesta del Sagrado Corazón. Este año, la fiesta fue celebrada el 3 de junio. Desde el punto de vista formal, la adoración al Sagrado Corazón fue reconocida en el siglo XVII, con las apariciones de Jesucristo a Santa Margarita María Alacoque, una simple hermana de la Orden de la Visitación de Paray-le-Monial, en Francia. En tanto la Iglesia ingresa en el mes de junio durante este año jubilar de la Misericordia, la devoción de la Divina Misericordia de Santa Faustina es, por cierto, un gran paso en esta dirección. Y también lo ha sido la iniciativa de las 24 horas para el Señor, durante la cual cada parroquia ha organizado una vigilia de oración frente al Santísimo Sacramento expuesto, dando la posibilidad de un encuentro silencioso entre el corazón de Cristo y el corazón del hombre. El mensaje del Sagrado Corazón subraya la inmensidad del amor y de la compasión de Dios por todas las personas. Esta compasión reverbera la llamada bíblica de Jesús a la humanidad pecadora y herida, para que se vuelva a él para obtener misericordia, sanación y alivio. Es este amor el que debe inspirar hoy a la humanidad, si se quiere hacer frente a las crisis sobre el significado de la vida, a los desafíos de las más disímiles necesidades, y, sobre todo, para afrontar el deber de defender la dignidad de cada ser humano. La humanidad es un bien, y es inmensamente amada por Dios, y Dios, generosamente, ofrece su misericordia a todos. Y no sólo eso: Dios está tratando de mostrar a la humanidad un camino mejor. Junto a la realidad de una humanidad decadente y pecadora, está la realidad de la compasión y de la misericordia fraterna. La humanidad fue creada para cosas mejores que el pesimismo, la exclusión y la rigidez. En función del grado en que la humanidad esté dispuesta a escuchar y vivir este mensaje liberador de misericordia, habrá paz en el corazón del individuo, y paz en el mundo. El corazón es el centro de una persona, el lugar desde el cual él o ella llevan a cabo elecciones que condicionan el mundo alrededor suyo y dentro de sí mismos. La devoción al Corazón de Jesús nos recuerda que es en su Sagrada Humanidad que encontramos el modelo para volvernos seres humanos en su sentido más pleno. En su encarnación, vía de salvación, muerte y resurrección, nosotros recibimos tanto el modelo como los medios para volvernos como Él. La fiesta del Sagrado Corazón nos recuerda que tenemos la tarea de difundir el amor de Dios. Transcurramos este mes de ayuno rezando al Sagrado Corazón de Jesús, elevando nuestra nación y el mundo entero, a Aquél en quien hemos puesto toda nuestra confianza. Él no nos desilusionará, Su Corazón aún late de Misericordia y Amor por nosotros y por el mundo entero. ¡Pueda Dios bendecirnos a todos abundantemente!
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For Faisalabad bishop, God’s love fills the world through the Sacred Heart of Jesusmons. Joseph ArshadMgr Joseph Arshad shares a message released for festivity celebrated on 3 June. “[W]e have a duty to do our best to make” the Sacred Heart of Jesus known, he writes. Jesus’ biblical call to sinful humanity must inspire humans, who are facing the crisis of the meaning of life, the challenges of current needs and the need to defend the dignity of every human being. Faisalabad (AsiaNews) – The solemnity of the Sacred Heart of Jesus underlines “God’s passionate love for his people, and that this love is directed to each individual through the Heart of Jesus,” writes Mgr Arshad Joseph, bishop of Faisalabad, in a message for the festivity on 3 June, which coincided with the Jubilee of the Clergy. For him, “God’s love is destined to fill the world, and therefore we have a duty to do our best to make it known. ” The full message follows. Dear brothers and sisters in Christ,The universal Church celebrates the feast of the Sacred Heart of Jesus with great liturgical devotion and enthusiasm. In many parts of the world, the faithful continually pray and have great honor and devotion to the sacred heart of Jesus. The Most Sacred Heart of Jesus emphasizes, among many other things, God’s passionate love for His people, and that this love is directed to each individual through the Heart of Jesus. After all, love of its very nature flows outwards until it fills all things: the thought of the Sacred Heart should convince us that God’s love is destined to fill the world, and therefore we have a duty to do our best to make it known. Historically in Catholic devotional life, the month of June is dedicated to the Sacred Heart of Jesus with the First Friday of June observed as the proper feast day of the Sacred Heart. This year, the feast fell on June 3. The Sacred Heart devotion was formalized in the seventeenth century, through apparitions of Jesus Christ to St. Margaret Mary Alocoque, a simple Visitation nun in Paray-le-Monial, France. As the Church enters the month of June during this Jubilee Year of Mercy, The Divine Mercy devotion of Saint Faustina is certainly a step, a major one, in this direction. So too was the recent 24 Hours for the Lord initiative, when each parish held a prayer vigil in front of the Blessed Sacrament exposed, giving an opportunity for a silent encounter between the Heart of Christ and human hearts. The message of the Sacred Heart emphasizes the immensity of God’s love and compassion for all people. It echoes the biblical call of Jesus for sinful and hurt humanity to turn to him for mercy, healing, and restoration. It is this love which must inspire humanity today, if it is to face the crisis of the meaning of life, the challenges of the most diverse needs and, especially, the duty to defend the dignity of every human person. Humanity is good and is greatly loved by God, and God generously offers mercy to all. Furthermore, God is seeking to show humanity a better way. Alongside the reality of humanity’s fallenness and sinfulness, is the reality of fraternal compassion and mercy. Humanity was made for greater things than pessimism, exclusionism, and rigorism. The degree to which humanity is willing to listen and to live this liberating message of mercy is the degree to which there will be peace in one’s heart, and peace in the world. The heart is the center of a person, the place from which he/she makes the choices which will affect the world within them and around them. Devotion to the Heart of Jesus reminds us that it is in His Sacred Humanity that we find the pattern for becoming fully human ourselves. In His Incarnation, saving life, death and Resurrection, we receive both the pattern – and the means – to become more like Him. The Feast of the Sacred Heart reminds us of our duty to spread God’s love. Let us spend the month of June in Prayer to the Sacred Heart of Jesus, lifting up our Nation, indeed the whole world, to the One in whom we place all of our trust. He will not disappoint; His Heart still beats with Mercy and Love for us and for the whole world. May God bless all of us abundantly!
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Vescovo di Faisalabad: Attraverso il Sacro Cuore di Gesù l’amore di Dio riempirà il mondomons. Joseph ArshadMons. Joseph Arshad condivide un messaggio per la solennità celebrata il 3 giugno. “Il nostro compito è fare del nostro meglio per far conoscere il Sacro Cuore di Gesù”. La chiamata biblica di Gesù all’umanità peccatrice deve ispirare l’uomo, che affronta crisi sul significato della vita, le sfide dei bisogni attuali e la necessità di difendere la dignità di ogni essere umano. Faisalabad (AsiaNews) – La solennità del Sacro Cuore di Gesù “sottolinea l’amore appassionato di Dio per il suo popolo, e che questo amore è diretto ad ogni persona attraverso il Sacro Cuore di suo Figlio”. Lo dice ad AsiaNews mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, condividendo un messaggio per la festività che si è celebrata lo scorso 3 giugno, in concomitanza con il Giubileo dei sacerdoti. Egli afferma che “attraverso il Sacro Cuore di Gesù, l’amore di Dio riempirà il mondo, perciò è nostro dovere fare del nostro meglio per farlo conoscere”. Di seguito il testo del messaggio (traduzione a cura di AsiaNews). Cari fratelli e sorelle in Cristo,la Chiesa universale celebra la festa del Sacro Cuore di Gesù con grande devozione liturgica ed entusiasmo. In molte parti del mondo i fedeli pregano senza sosta e rendono onore e devozione al Sacro Cuore di Gesù. La cosa più importante che sottolinea il Sacro Cuore di Gesù, tra le altre, è l’amore appassionato di Dio per il suo popolo, e che questo amore è diretto ad ogni persona attraverso il Sacro Cuore di Gesù. Dopo tutto, l’amore per sua stessa natura scorre verso l’esterno fino a riempire ogni cosa: il pensiero del Sacro Cuore deve convincerci che l’amore di Dio è destinato a riempire il mondo, e quindi abbiamo il dovere di fare del nostro meglio per farlo conoscere. Dal punto di vista storico, nella funzione religiosa della Chiesa cattolica il mese di giugno è dedicato al Sacro Cuore di Gesù e nel primo venerdì del mese si osserva il giorno della festa del Sacro Cuore. Quest’anno la festa è stata celebrata il 3 giugno. Dal punto di vista formale, l’adorazione del Sacro Cuore è stata riconosciuta nel 17mo secolo, con le apparizioni di Gesù Cristo a santa Margherita Maria Alacoque, una semplice suora dell’Ordine della Visitazione di Paray-le-Monial, in Francia. Mentre la Chiesa entra nel mese di giugno durante questo anno giubilare della Misericordia, la devozione della Divina Misericordia di santa Faustina è di certo un grande passo in questa direzione. E lo stesso è stato durante l’iniziativa della 24 ore per il Signore, durante la quale ogni parrocchia ha organizzato una veglia di preghiera di fronte al Sacramento benedetto esposto, dando la possibilità di un incontro silenzioso tra il cuore di Cristo e il cuore dell’uomo. Il messaggio del Sacro Cuore sottolinea l’immensità dell’amore e della compassione di Dio per tutte le persone. Questa compassione risuona la chiamata biblica di Gesù all’umanità peccatrice e ferita affinchè si rivolga a lui per avere misericordia, guarigione e ristoro. È questo amore che oggi deve ispirare l’umanità, se si vogliono affrontare le crisi sul significato della vita, le sfide dei più svariati bisogni e soprattutto il dovere di difendere la dignità di ogni essere umano. L’umanità è un bene ed è amata grandemente da Dio, e Dio in modo generoso offre misericordia a tutti. Non solo: Dio sta cercando di mostrare all’umanità una via migliore. Accanto alla realtà di una umanità in decadenza e peccatrice, vi è la realtà della compassione e misericordia fraterna. L’umanità è stata creata per cose migliori rispetto al pessimismo, l’esclusione e la rigidità. Il grado con cui l’umanità è disposta ad ascoltare e vivere questo messaggio liberatorio di misericordia è il grado con cui ci sarà pace nel cuore dell’individuo, e pace nel mondo. Il cuore è il centro di una persona, il luogo da cui lui o lei compie quelle scelte che condizionano il mondo attorno e dentro di essi. La devozione al Cuore di Gesù ci ricorda che è nella sua Sacra Umanità che troviamo il modello per diventare pienamente esseri umani. Nella sua incarnazione, vita di salvezza, morte e risurrezione noi riceviamo sia il modello che i mezzi per diventare come Lui. La festa del Sacro Cuore ci ricorda il compito di diffondere l’amore di Dio. Trascorriamo questo mese di giugno pregando il Sacro Cuore di Gesù, sollevando la nostra nazione, e il mondo intero, verso Colui nel quale abbiamo riposto tutta la nostra fiducia. Egli non ci deluderà, il Suo Cuore batte ancora di Misericordia e Amore per noi e per il mondo intero. Possa Dio benedire tutti noi in modo abbondante!
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Obispo de Faisalabad: la misericordia es esencial para Pakistán, herido por el terrorismo (video)Kamran ChaudhryMons. Arshad abrió la Puerta Santa en la catedral de la ciudad ayer, 20 de diciembre. Pakistán, dijo, “tiene una tremenda necesidad de paz y esperanza. En el último año ha habido muchos ataques a la minoría cristiana, y por esto es crucial promover el perdón y la tolerancia, comenzando por las escuelas”. El obispo declaró el año 2016 como año de la Educación, para llevar a todos el mensaje del Jubileo de la misericordia. Faisalabad (AsiaNews) – Pakistán “tiene una tremenda necesidad de un mensaje de paz y de esperanza, nuestra tierra está herida por el terrorismo, y la atmósfera está contaminada por la intolerancia”; el Jubileo extraordinario de la misericordia “es un signo grande de amor y de esperanza para todo el mundo”. Es lo que dijo a AsiaNews Mons. Joseph Arshad, obispo de Faisalabad, quien ayer, 20 de diciembre, abrió la Puerta Santa de la catedral de San Pedro y San Pablo de la ciudad (video). Luego de encender el cirio jubilar, el obispo condujo a cientos de fieles a través de la puerta principal de la iglesia, mientras las hermanas dominicanas recitaban las letanías de los santos. “Agradezco al Papa Francisco – agregó el prelado – por haber decretado el Año de la Misericordia en nuestro mundo atormentado por las guerras. Jesucristo es el rostro de la misericordia amorosa del Padre, y mirándolo a Él podremos dar un nuevo rostro a nuestro mundo mundo”. He aquí el video de la apertura de la Puerta Santa y la entrevista de Mons. Arsghad con AsiaNews. Pakistán “tiene una tremenda necesidad de un mensaje de paz y de esperanza, nuestra tierra está herida por el terrorismo, y la atmósfera está contaminada por la intolerancia. En este contexto, es crucial promover la armonía, la tolerancia fraterna y el perdón, educando en el sentimiento de la misericordia. Todas las parroquias de nuestra diócesis organizarán actvidades sobre el tema de la misericorda durante todo el año próximo. Asimismo, tenemos intención de llevar este mensaje de las parroquias a las escuelas y a todos nuestros institutos”. Es lo que dice Mons. Joseph Arshad, obispo de Faisalabad, en una entrevista con AsiaNews. Según el prelado, la indicción del Papa Francisco de un Jubileo extraordinario de la Misericordia “es un signo grande de amor y de esperanza para todo el mundo. Todos tienen necesidad de estas iniciativas para repensar su vida y reparar en las conductas que prevalecen en la sociedad. Estos valores morales deben ser enseñados a través de la educación”. El quinto obispo de Faisalabad ya declaró el año 2016 como año de la educacióen en su diócesis, que se encuentra en Punjab, como manera de completar este evento que se extenderá a lo largo de todo el año. Mons. Arshad eligió como eslógan “Paz y Esperanza” para su diócesis, donde viven 175. 000 católicos. “Mi diócesis explica el obispo está compuesta por áreas rurales y centros remotos donde la religión es el factor dominante. Este año ha habido incidentes, en los cuales los cristianos a menudo han sufrido injusticias de índole social, pero no obstante todos los desafíos, la minoría cristiana continúa alzando su voz en defensa de lo que es justo”. La referencia es a los ataques suicidas a dos iglesias de Lahore, que en marzo pasado provocaron 14 muertos y 70 heridos. Las minorías religiosas de Pakistán, (tercer país musulmán en el mundo) hace tiempo que expresan su preocupación por la discriminación y la inseguridad a las cuales están sujetos. En los últimos años, las acusaciones de blasfemia llevadas a cabo por los musulmanes han terminado con frecuencia en episodios de violencia y asesinatos. Mons. Arshad, quien también es presidente de la Comisión episcopal para las comunicaciones sociales en Pakistán, agrega: “La rabia y la desocupación han contribuido a fomentar el fundamentalismo, que se ha vuelto un problema tanto para el gobierno como para la gente común. Caritas de Faisalabad, nuestro ala social, juega un rol vital en la tarea de dar alivio a las comunidades , y nuestros equipos trabajan con pasión y teniendo un contacto muy estrecho con los más débiles de la sociedad civil. La campaña de Caritas en Pakistán titulada “Una única familia: comida para todos”, que está dirigida a erradicar el hambre del mundo entero para el año 2025, ha dado una nueva imagen al trabajo social de la diócesis, aumentando la atención hacia la seguridad de la alimentación, y esto es una verdadera demostración del amor de Jesús”. “La Navidad – concluye el prelado – es un período de alegría, amor y paz. Esta alegría debe ser compartida con todos los seres humanos. Nosotros no hacemos obras sólo a nivel exterior, y esto tiene un significado especial, para nosotros, en Pakistán. A la vez que celebramos el nacimiento de Cristo, debemos ser fuertes a nivel espiritual en nuestra vida de cristianos”.
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费萨拉巴德教区主教:慈悲对巴基斯坦很重要,她受恐怖主义伤害(视频)Kamran Chaudhry主教12月20日打开市内主教座堂圣门。“在过去一年, 已经出现多宗针对基督徒少数社群的攻击,所以它是非常重要促进宽恕和容忍,从学校开始。” 2016年教育年,把慈悲禧年讯息带给所有学校。费萨拉巴德(亚洲新闻) – “巴基斯坦渴望和平与希望的讯息,我们的土地受恐怖主义伤害, 而气氛是受不宽容的污染” ; 慈悲禧年“是为整个世界的爱和希望之一大标记。”费萨拉巴德教区艾尔沙德. 若瑟主教(Arshad Joseph) 说,他在12月20日打开该市的圣伯多禄圣保禄主教座堂的圣门(视频)。在燃点禧年蜡烛后,主教带领数百名教友跨过圣堂的大门,同时道明会修女诵念诸圣祷文。主教说: “我感谢教宗方济各召开全球的慈悲禧年, 我们的世界受战争折磨。耶稣基督是天父爱和慈悲的面容,我们凝视祂,可以给世界一个新的面貌。” 这里圣门被打开(视频),阅读下面《亚洲新闻》对艾尔沙德主教 (Arshad) 的访问。。“巴基斯坦渴望和平与希望的讯息,我们的土地被恐怖主义伤害, 而气氛受到不宽容所污染。通过教育、怜悯的情绪, 教会促进和谐、宽容博爱与宽恕。在教区的所有堂区, 将会在未来一年安排以慈悲为主题,而且我们计划把继续此讯息传达给教会学校和机构,” 费萨拉巴德教区艾尔沙德. 若瑟主教(Arshad Joseph) 若瑟·艾尔沙德在最近一次采访中《亚洲新闻》谈到。
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Bishop of Faisalabad: mercy is essential for Pakistan, wounded by terrorism (video)Kamran ChaudhryMsgr. Arshad opened the Holy Door in the Cathedral of the city yesterday, December 20. “In the last year there have been many attacks on the Christian minority, so it is crucial to promote forgiveness and tolerance, starting within the schools. ” 2016, Year of Education, to bring the message of the Jubilee of Mercy to all. Faisalabad (AsiaNews) – Pakistan ” Pakistan is desperate for the message of peace and hope, our land is wounded with terrorism and the atmosphere is polluted with intolerance”; the special Jubilee of mercy “is a great sign of love and hope for the whole world”, says Mgr. Arshad Joseph, bishop of Faisalabad, who last December 20 opened the Holy Door in the Cathedral of Saints Peter and Paul in the city (video). After lighting the Jubilee candle, the bishop led hundreds of faithful through the main door of the church while Dominican nuns recited the litany of the saints. “I thank Pope Francis – said the prelate – for having convoked the year of Mercy in our world plagued by war. Jesus Christ is the face of the loving mercy of the Father, and looking to Him we can give a new look to our world”. Click here for the video of the opening of the Holy Door and read below the AsiaNews interview with Msgr. Arshad. “Pakistan is desperate for the message of peace and hope, our land is wounded with terrorism and the atmosphere is polluted with intolerance. It is crucial to promote harmony, tolerance brotherhood and forgiveness in this milieu by educating the sentiment of mercy. All parishes in our diocese will arrange programs on the theme of mercy throughout next year. And we plan to carry on this message from parishes to schools and all our institutes”, said Bishop Joseph Arshad of Faisalabad in a recent interview to Asia News. In his views, the declaration by His Holiness Pope Francis to have an extraordinary Jubilee Year of Mercy “is a great sign of love and hope for the whole world. Everybody needs such initiatives to rethink their life and prevalent attitudes in the society. Such moral values can only be inculcated through education”. The fifth bishop of Faisalabad has already declared 2016 as the year of education in his Punjabi diocese to complement the yearlong event. Bishops Arshad has chosen “Peace and Hope” as slogan for his diocese home to 175000 Catholics. “My diocese consists of rural areas and remote hubs where religion is very dominant. There have been incidents this year where Christians continually suffered due to social injustices but despite all challenges the minority Christians continue to raise their voice for what is right”, he said referring to blasphemy cases and suicide bombings at two Churches in Lahore. Religious minorities of Pakistan, home to the third largest Muslim population in the world, have long expressed concerns at the discrimination and insecurity. Blasphemy allegations have often led to mob violence and extra judicial killings in recent years. Msgr. Arshad, who is also president of the Episcopal Commission for Social Communications in Pakistan, adds:”Hunger and unemployment has contributed in nurturing fundamentalism which has become a challenge for the government as well as common people. Caritas Pakistan Faisalabad, our social wing, in playing a vital role in uplifting the communities, our dedicated teams are closely working with the weakest in grassroots. The Caritas campaign of Human Family, Food for All, which aims to end world hunger by 2025, gave a new image to the social work of the diocese in bringing awareness about food security and concretely showing the love of Jesus”. The bishop concludes “Christmas is a period of joy, love and peace and this joy must be shared with all humans. We do not only externally prepare and this carries special significance for us in Pakistan. While celebrating the birth of Christ, we have to be spiritually strong in our life as Christians”.
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Vescovo di Faisalabad: la misericordia è essenziale per il Pakistan, ferito dal terrorismo (video)Kamran ChaudhryMons. Arshad ha aperto la Porta Santa nella cattedrale della città ieri 20 dicembre. “Nell’ultimo anno ci sono stati molti attacchi alla minoranza cristiana, per questo è cruciale promuovere il perdono e la tolleranza, a cominciare dalle scuole”. Il 2016, anno dell’educazione, per portare a tutti il messaggio del Giubileo della misericordia. Faisalabad (AsiaNews) – Il Pakistan “ha un tremendo bisogno di un messaggio di pace e di speranza, la nostra terra è ferita dal terrorismo e l’atmosfera è inquinata dall’intolleranza”; il Giubileo straordinario della misericordia “è un segno grande d’amore e di speranza per tutto il mondo”. Lo ha detto ad AsiaNews mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, che ieri 20 dicembre ha aperto la Porta Santa nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo della città (video). Dopo aver acceso il cero giubilare, il vescovo ha condotto centinaia di fedeli attraverso la porta principale della chiesa mentre le suore domenicane recitavano le litanie dei santi. “Ringrazio papa Francesco – ha aggiunto il presule – per aver indetto l’anno della Misericordia nel nostro mondo tormentato dalle guerre. Gesù Cristo è il volto della misericordia amorevole del Padre, e guardando a Lui potremo dare un nuovo volto al nostro mondo”. Qui il video dell’apertura della Porta Santa e di seguito l’intervista di mons. Arshad ad AsiaNews. Il Pakistan “ha un tremendo bisogno di un messaggio di pace e di speranza, la nostra terra è ferita dal terrorismo e l’atmosfera è inquinata dall’intolleranza. In questo contesto, è cruciale promuovere armonia, tolleranza fraterna e perdono, educando al sentimento della misericordia. Tutte le parrocchie della nostra diocesi organizzeranno attività sul tema della misericordia per l’intero prossimo anno. Inoltre, abbiamo intenzione di portare questo messaggio dalle parrocchie alle scuole e a tutti i nostri istituti”. Lo ha detto mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, in un’intervista ad AsiaNews. Secondo il presule, l’indizione di papa Francesco di un Giubileo straordinario della Misericordia “è un segno grande d’amore e di speranza per tutto il mondo. Tutti hanno bisogno di queste iniziative per ripensare alla loro vita e agli atteggiamenti che sono prevalenti nella società. Questi valori morali devono essere insegnati attraverso l’educazione”. Il quinto vescovo di Faisalabad ha già dichiarato il 2016 anno dell’educazione nella sua diocesi (nel Punjab) come completamento di questo evento che durerà tutto l’anno. Mons. Arshad ha scelto lo slogan “Pace e Speranza” per la sua diocesi, dove vivono 175mila cattolici. “La mia diocesi – spiega il vescovo – è composta di aree rurali e centri remoti dove la religione è il fattore dominante. Quest’anno ci sono stati incidenti nei quali i cristiani hanno sofferto spesso di ingiustizie sociali, ma nonostante tutte le sfide la minoranza cristiana continua ad alzare la voce per quello che è giusto”. Il riferimento è agli attacchi suicidi a due chiese di Lahore che lo scorso marzo hanno fatto 14 morti e 70 feriti. Le minoranze religiose del Pakistan, (terzo Paese musulmano al mondo) da tempo esprimono preoccupazione per la discriminazione e l’insicurezza cui sono soggette. In anni recenti le accuse di blasfemia mosse dai musulmani sono state spesso seguite da violenze e uccisioni. Mons. Arshad, che è anche presidente della Commissione episcopale per le comunicazioni sociali in Pakistan, aggiunge: “La rabbia e la disoccupazione hanno contribuito a fomentare il fondamentalismo, che è diventato un problema sia per il governo che per la gente comune. La Caritas di Faisalabad, la nostra ala sociale, gioca un ruolo vitale nel conforto alle comunità. I nostri team lavorano a stretto contatto e con passione con i più deboli della società civile. La campagna di Caritas Pakistan “Un’unica famiglia umana: cibo per tutti”, che punta a sconfiggere la fame nel mondo entro il 2025, ha dato una nuova immagine al lavoro sociale della diocesi aumentando l’attenzione alla sicurezza del cibo ed è un vera dimostrazione dell’amore di Gesù”. “Il Natale – conclude il presule – è un periodo di gioia, amore e pace. Questa gioia deve essere condivisa con tutti gli esseri umani. Noi non facciamo solo opere a livello esteriore e questo ha un significato speciale per noi in Pakistan. Mentre celebriamo la nascita di Cristo, dobbiamo essere forti a livello spirituale nella nostra vita da cristiani”.
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Mons. Arshad: La Eucaristía ‘fuente y culmen’ de la vida y de la misión de la IglesiaShafique KhokharEl obispo de Faisalabad celebra la fiesta del “Corpus Domini”. En Pakistán el año 2018 será el Año de la Eucaristía. “Nos convertimos todos en uno con Jesús cuando recibimos la Comunión”. La Eucaristía es “la expresión de nuestra llamada a compartir la vida divina como individuos y como comunidad en la plena finalidad de nuestro ser- vivir para siempre dentro del esplendor divino”. Faisalabad (AsiaNews) – “debemos estudiar, rezar y reflexionar sobre la Eucaristía desde la prospectiva que ella es fuente y culmen de la vida y de la misión de la Iglesia, así como aumentar nuestro compromiso y devoción hacia el sacramento de la Eucaristía”. Lo dijo ayer, Mons. Joseph Arshad, obispo de Faisalabad, durante la homilía de la fiesta del “Corpus Domini” (Solemnidad del Cuerpo y la Sangre de Cristo). A tal propósito él recuerda que la Conferencia episcopal Paquistana, decidió que 2018 será el Año dedicado a la Eucaristía. “Como Iglesia en Pakistán-afirmó- queremos reconcentrarnos sobre el gran tesoro que Jesús dejó a su Iglesia, o sea su eterna presencia en el Sacramento de la Eucaristía”. Tras las huellas del Papa Francisco, que ayer ha celebrado la fiesta en el Vaticano, el obispo paquistaní recordó que el misterio de la Eucaristía fue uno de los temas “más relevantes” del Concilio Vaticano II. “El Espíritu Santo-refirió- guía contantemente nuestros esfuerzos para celebrar el misterio de la presencia de Nuestro Señor ‘en cuánto él atrae cada cosa hacia sí (Jn 12:34)”. Luego cita al teólogo Orígenes, que escribió que: “Nosotros vemos una cosa y comprendemos otra. Nosotros vemos a un hombre (Jesús), pero hacemos un acto de fe en Dios”. Según Mons. Arshad, “la mejor expresión del Sacramento de la Eucaristía” es el modo en el cual este es descrito en la Constitución sobre la Sagrada Liturgia del Concilio Vaticano II, que habla de “fuente y culmen”. “Desde el punto de vista personal-sostuvo- es una progresiva profundización de nuestra llamada al bautismo y consagración a estar aún más unidos en Cristo. Desde una prospectiva de comunidad, es fuente de unión en Cristo en cuanto nosotros reconocemos nuestra unidad en la persona de Jesucristo. Es la expresión de nuestra llamada para compartir la vida divina como individuos y como comunidad en la plena finalidad de nuestro ser-vivir para siempre dentro del esplendor divino-una finalidad que proviene del amor divino”. El obispo puso en guardia también sobre un peligro: el hecho que “la dimensión comunitaria de la celebración de la Eucaristía sea enfatizada a detrimento de una mayor profundización de la conciencia de la dimensión personal de la Eucaristía. Ambas son vitales para una apreciación holística de la profundidad del misterio”. San Juan Crisóstomo de hecho “subraya que en la Eucaristía, Jesús no sólo se presenta entre nosotros, sino que Él nos abraza. Nosotros somos tomados en una unión real con Jesús, que es tan profundamente personal y total que es la perfecta unión. Él además nos recuerda que las personas unidas juntas mantienen la propia individualidad pero se convierten en uno con y en Jesús”. “De este modo especial-concluyó- mientras nuestros deberes nos exigen mantenernos separados los unos de los otros, de la familia y de los amigos, nosotros todavía experimentar aquella solidaridad y unión el uno con el otro a través de la presencia de Jesús en la Comunión”.
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Archbishop Arshad: The Eucharist ‘source and summit’ of the life and mission of the ChurchShafique KhokharThe bishop of Faisalabad celebrates Corpus Christi. 2018 will be the Year of the Eucharist in Pakistan. “Let’s become one with Jesus when we receive Communion. ” The Eucharist is “the expression of our call to share the divine life as individuals and as community into the full purpose of our being – living forever within the divine majesty. “Faisalabad (AsiaNews) – “We must study, pray, and reflect on the Eucharist from the perspective that it is the source and summit of the life and mission of the Church, as well as to increase our commitment and devotion to the sacrament of the Eucharist”, said Msgr. Joseph Arshad, bishop of Faisalabad, during the homily for the Corpus Christi feast (Solemnity of the Most Holy Body and Blood of Jesus Christ). In this regard, he remembers that the Bishops’ Conference of Pakistan has decided that 2018 will be the Year dedicated to the Eucharist. “As a Church in Pakistan – he said – we want to focus on the great treasure that Jesus left to his Church, that is, his eternal presence in the Sacrament of the Eucharist. “In the wake of Pope Francis, who celebrated the Feast Day at the Vatican yesterday, the Pakistani bishop recalled that the mystery of the Eucharist was one of the “most important” themes of Vatican II. “The Holy Spirit – he said – constantly drives our efforts to celebrate the mystery of our Lord’s presence as he draws everything to himself (Jn 12:34). ” Then quoting Origen, who wrote that “We see something and we understand another. We see a man (Jesus), but we make an act of faith in God. “According to Msgr. Arshad, “the best expression of the Sacrament of the Eucharist” is the way it is described in the Constitution on the Sacred Liturgy of Vatican Council II, which speaks of “source and summit. ” “From a personal perspective it is a progressive deepening of our Baptismal call and consecration to be even more closely united in Christ. From a community perspective it is a source of union in Christ as we recognise our oneness in the person of Jesus Christ. It is the expression of our call to share the divine life as individuals and as community into the full purpose of our being – living forever within the divine majesty – a purpose that emanates from the Divine Love. “The bishop also warned of a danger: the fact that ” community dimension of the celebration of the Eucharist was so emphasised that often it was at the expense of an increased deepening of our awareness of the personal dimension of the celebration. Both are vital to a holistic appreciation of the depth of the mystery. ” St. John Chrysostom in fact “we become totally one with Jesus when we receive Holy Communion. He points out that, in the Eucharist, Jesus is not simply present among us, but that He embraces us. We are caught up in a real union with Jesus that is so profoundly personal and total that it is a perfect union. He also reminds us that persons united together maintain their individuality but become one with and in Jesus “. “In this special way – he concludes our duties require us to keep ourselves separate from each other, from our family and friends, we can still experience that solidarity and union with one another through the presence of Jesus in Communion”.
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Mons. Arshad: l’Eucaristia ‘fonte e culmine’ della vita e della missione della ChiesaShafique KhokharIl vescovo di Faisalabad celebra la festa del Corpus Domini. In Pakistan il 2018 sarà l’Anno dell’Eucaristia. “Diventiamo tutt’uno con Gesù quando riceviamo la Comunione”. L’Eucaristia è “l’espressione della nostra chiamata a condividere la vita divina come individui e come comunità nel pieno scopo del nostro essere – vivere per sempre all’interno dello splendore divino”. Faisalabad (AsiaNews) – “Dobbiamo studiare, pregare e riflettere sull’Eucaristia dalla prospettiva che essa è fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, così come accrescere il nostro impegno e devozione verso il sacramento dell’Eucaristia”. Lo ha detto ieri mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad, durante l’omelia per la festa del Corpus Domini (Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Gesù Cristo). A tal proposito egli ricorda che la Conferenza episcopale Pakistana ha deciso che il 2018 sarà l’Anno dedicato all’Eucaristia. “Come Chiesa in Pakistan – ha affermato – vogliamo riconcentrarci sul grande tesoro che Gesù ha lasciato alla sua Chiesa, cioè la sua eterna presenza nel Sacramento dell’Eucaristia”. Sulla scia di papa Francesco, che ieri ha celebrato la festa in Vaticano, il vescovo pakistano ha ricordato che il mistero dell’Eucaristia è stato uno dei temi “più rilevanti” del Concilio Vaticano II. “Lo Spirito Santo – ha riferito – guida costantemente i nostri sforzi a celebrare il mistero della presenza del nostro Signore ‘in quanto egli attira ogni cosa a sé’ (Gv 12:34)”. Poi cita il teologo Origene, che ha scritto che “Noi vediamo una cosa e ne comprendiamo un’altra. Noi vediamo un uomo (Gesù), ma facciamo un atto di fede in Dio”. Secondo mons Arshad, “la migliore espressione del Sacramento dell’Eucaristia” è il modo in cui esso viene descritto nella Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II, che parla di “fonte e culmine”. “Dal punto di vista personale – ha sostenuto – è un progressivo approfondimento della nostra chiamata al Battesimo e consacrazione ad essere ancora più uniti in Cristo. Da una prospettiva di comunità, è fonte di unione in Cristo in quanto noi riconosciamo la nostra unità nella persona di Gesù Cristo. È l’espressione della nostra chiamata a condividere la vita divina come individui e come comunità nel pieno scopo del nostro essere – vivere per sempre all’interno dello splendore divino – uno scopo che proviene dall’amore divino”. Il vescovo ha messo in guardia anche da un pericolo: il fatto che “la dimensione comunitaria della celebrazione dell’Eucaristia venga enfatizzata a spese di un maggior approfondimento della consapevolezza della dimensione personale dell’Eucaristia. Entrambe sono vitali per un apprezzamento olistico della profondità del mistero”. San Giovanni Crisostomo infatti “sottolineava che nell’Eucaristia Gesù non solo si presenta tra di noi, ma Egli ci abbraccia. Noi siamo presi in un’unione reale con Gesù, che è così profondamente personale e totale che è la perfetta unione. Egli ci ricorda inoltre che le persone unite insieme mantengono la loro individualità ma diventano uno con e in Gesù”. “In questo modo speciale – ha concluso – mente i nostri doveri ci richiedono di mantenerci separati gli uni dagli altri, dalla famiglia e dagli amici, noi possiamo ancora sperimentare quella solidarietà e unione l’un con l’altro attraverso la presenza di Gesù nella Comunione”.
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Pide ayuda al Papa un católico paquistaní refugiado en GreciaEn una carta se dice que Kamran Iqbal Maseh ha tenido que huir de su país a causa de su fe. Ahora está en Grecia, pero es probable que sea enviado de vuelta a Turquía y de allí a Pakistán, donde corre riesgo su vida. Lesbos (AsiaNews) – Una pedido de socorro fue enviado al Papa Francisco para que intervenga en favor de un católico paquistaní refugiado en Grecia, que se reunió con el Papa durante su visita a la isla de Lesbos, en abril de 2016. El hombre es probable que sea rechazado en Turquía y desde allí deportado a su país de origen, lugar de donde huyó por miedo a perder la vida a causa de su fe. Kamran Iqbal Maseh, se lee en la carta enviada a Francisco, “es un católico del Pakistán que ha sido discriminado, perseguido, torturado y obligado a huir de su país a causa de sus convicciones religiosas. 17/09/2015 VATICANOPapa: En Siria e Irak “el mal no sólo destruye edificios e infraestructuras, sino también la conciencia del hombre””Tenemos que encontrar una solución, que no sea más la violencia “, pero “la comunidad internacional parece que no es capaz de encontrar las respuestas correctas mientras los traficantes de armas continúan haciendo sus intereses”. Los Cristianos “son acosados ​​debido a su fe, expulsados ​​de sus tierras, mantenidos en cautiverio o incluso asesinados”. 16/04/2016 12:44:00 GRECIA – VATICANOPapa a los refugiados de Lesbos: no estáis solos, imploro al mundo por una soluciónJunto al patriarca ortodoxo Bartolomé y al arzobispo de Atenas, Jerónimo, Francisco visita el gran campo de Moria, en la isla griega. Conmoción, dolor, pero también alegría, sobre todo, de parte de los más jóvenes. Muchísimos se arrojan a los pies del pontífice para narrar historias de dolor y sufrimiento. El Papa “No perdáis la esperanza”. Un agradecimiento al pueblo griego que “a pesar de sus sufrimientos”, “ha abierto sus corazones y hogares a quien huye del dolor”. 24/10/2016 11:02:00 FRANCIAComenzó la evacuación de migrantes en la ‘Jungla’ de CalaisMás de mil policías fueron llamados a servicio para evacuar a los 6-8 mil refugiados. La mayor parte de ellos proviene de Afganistán, Sudán y Eritrea. La población de Calais se queja de la falta de seguridad y de la caída en las actividades de la zona. Es la cuarta vez que se evacúa un campo cerca del puerto. 06/04/2016 19:19:00 ORTODOXOS – VATICANOFrancisco, Bartolomé, Hieronymus: la unidad de los cristianos en favor de los refugiados y la vergüenza de Europa. El Card. Parolin recibió la carta oficial de invitación para el Papa Francisco. El 15 de abril el pontífice, junto al patriarca ecuménico de Constantinopla y el arzobispo ortodoxo de Atenas estarán en Lesbos para encontrarse con los refugiados que llegaron a la isla. “Europa se volvió insignificante dentro de los fenómenos mundiales porque ha mercantilizado al cristianismo”. El valor del camino ecuménico para la misión común de los cristianos en el mundo contemporáneo. 22/04/2017 19:13:00 VATICANOPapa: la persecución de los cristianos nace del odio del diabloFrancisco fue a la basílica de S. Bartolomé en la isla Tiberina, convertida, después del Jubileo del 2000 en “Memorial de los testigos de la fe del S. XX y del S. XXI”. “El recuerdo de estos heroicos testigos antiguos y recientes nos confirma en la conciencia que la Iglesia es Iglesia si es Iglesia de mártires”. “Los jefes de los refugiados son campo de concentración de la gente. Los dejan allí, porque los acuerdos internacionales parecen más importantes de los derechos humanos”. “”Kamran Iqbal Maseh no tuvo acceso a una educación adecuada y fue tratado como un esclavo en Pakistán a causa de su religión. Sus valientes esfuerzos para crear una iglesia católica en su comunidad le llevaron cerca de la muerte cuando fue atacado y gravemente herido. Entonces decidió huir de su país. Donde su vida estaba en peligro y corría el riesgo de morir, para llegar a un lugar seguro. Llegó a Lesbos después del Acuerdo UE-Turquía y, aunque su persecución y su trauma eran evidentes, quedó detenido por un largo tiempo en muy malas condiciones”. Su solicitud de asilo, continúa la carta, ha sido rechazada dos veces. “Ahora es probable que sea enviado de vuelta a Turquía, donde puede ser enviado directamente a Pakistán en cualquier momento. En Pakistán es muy alto el riesgo de que sea muerto”. Si sus apelaciones no tienen un efecto suspensivo sobre los tribunales griegos, se enfrenta, por lo tanto, al riesgo inminente de ser deportado a Turquía.
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滞留希腊的巴基斯坦天主教徒难民求助教宗信中讲述了卡姆兰∙亚克巴尔∙玛塞赫因信仰被迫逃离本国,现在希腊。但是,面临被遣返回土耳其、再回到巴基斯坦的危险。一旦回到巴基斯坦,则可能有生命危险莱斯沃斯(亚洲新闻)—滞留希腊的巴基斯坦天主教徒难民向教宗方济各求救。二O一六年,教宗方济各访问希腊莱斯沃斯岛时,因信仰被迫逃离巴基斯坦的卡姆兰∙亚克巴尔∙玛塞赫有幸见到了教宗。但现在,他面临被遣返回土耳其、再回到巴基斯坦的危险。 玛塞赫给教宗的信中写道,他是“一名在巴基斯坦遭到歧视、迫害、虐待,因宗教信仰而被迫逃离的天主教徒”。 卡姆兰∙亚克巴尔∙玛塞赫未能得到受教育的机会,因信仰原因在巴基斯坦被视为奴隶。他在所在地内建教堂的勇敢之举,导致其遭到攻击、身受重伤。于是,他决定逃离祖国。因为他面临着生命危险、为了逃到安全地点差点丧命。他在欧盟-土耳其签署难民协议后抵达莱斯沃斯,尽管他受到迫害、处境艰难是显而易见的,仍然长期处于极其恶劣的状态。 信中继续表示,他的政治避难申请两次被驳回。“现在面临被遣返到土耳其,然后随时可能被直接送回巴基斯坦。在巴基斯坦被杀的可能性是极高的”。他的上诉并没有使希腊法院暂缓执行遣返。为此,目前,他随时可能被遣返到土耳其
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Pakistani Catholic refugee in Greece asks for pope’s helpIn a letter to the pontiff, Kamran Iqbal Maseh explains how he was forced to flee his country because of his faith. Now he is in Greece, but he could be sent back to Turkey and from there to Pakistan where his life is in danger. Lesvos (AsiaNews) – A request for help has been sent to Pope Francis to intervene on behlaf of a Pakistani Catholic refugee in Greece, who met with the Pope on the latter’s visit to Lesvos Island in April 2016. The man could be sent sent back to Turkey and deported to his country, from which he fled, and where he fears being killed because of his faith. Kamran Iqbal Maseh, the letter sent to Francis says, is “a Catholic from Pakistan who was discriminated against, persecuted, tortured, and forced to flee his country because of his religious convictions. “He “did not have access to a proper education and was treated as a slave in Pakistan because of his religion. His brave efforts to set up a Catholic church in his community brought him close to death when he was attacked and seriously injured. He then decided to flee his country because his life was in danger. ”“He risked dying to get to a safe place. He arrived in Lesvos after the EU-Turkey agreement. Although his persecution and trauma were obvious, he was detained for a long time in poor conditions. “His application for asylum was rejected twice. “He could be sent back to Turkey, where he could be shipped directly to Pakistan at any time. In Pakistan, there is a high risk that he will be killed. “His appeals have not moved Greek courts and he theref
burn ALLAH and his SATANA: in Jesus’s name, amen alleluia, drink your poison made by yourself ] World Watch Monitor [ sangue di Gesù di Betlemme per la tua liberazione, amen sii liberato!ces the risk of imminent deportation to Turkey.
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Chiede aiuto al Papa un cattolico pakistano profugo in GreciaIn una lettera si racconta che Kamran Iqbal Maseh è dovuto fuggire dal suo Paese a causa della sua fede. Ora è in Grecia, ma rischia di essere rimandato in Turchia e da lì in Pakistan, do rischia la vita. Lesvos (AsiaNews) – Una richiesta d’aiuto è stata inviata a papa Francesco perché intervenga a favore di un cattolico pakistano profugo in Grecia, che incontverò il Papa in occasione della sua visita all’isola di Lesvos nell’aprile 2016. L’uomo rischia di essere respinto in Turchia e di lì deportato nel suo Paese da dove è fuggito temendo di essere ucciso a causa della sua fede. Kamran Iqbal Maseh, si legge nella lettera inviata a Francesco, “è un cattolico del Pakistan che è stato discriminato, perseguitato, torturato e costretto a fuggire dal suo Paese a causa delle sue convinzioni religiose”. “Kamran Iqbal Maseh non ha avuto accesso ad una educazione adeguata e è stato trattato come uno schiavo in Pakistan a causa della sua religione. I suoi coraggiosi sforzi per creare una chiesa cattolica nella sua comunità lo hanno portato vicino alla morte quando è stato attaccato e gravemente ferito. Ha deciso allora di fuggire dal suo Paese. Dove la sua vita era in pericolo e ha rischiato di morire per arrivare a un luogo sicuro. E’ arrivato a Lesvos dopo l’accordo UE-Turchia e, anche se la sua persecuzione e il suo trauma erano evidenti, è stato trattenuto per molto tempo in condizioni pessime”. La sua domanda di asilo, prosegue la lettera, è stata respinta due volte. “Ora rischia di essere rimandato in Turchia, da dove può essere inviato direttamente in Pakistan, in qualsiasi momento. In Pakistan è molto alto il rischio che sia ucciso”. I suoi appelli non hanno un effetto sospensivo nei tribunali greci e quindi si trova ad affrontare un imminente rischio di deportazione in Turchia.
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#IRAN #SAUDI #ARABIA ] ecco perché io e Rothschild non ci ammazziamo, tra di noi, io non posso uccidere chi vuole diventare mio suddito!
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#IRAN #SAUDI #ARABIA ] voi costringete Rothschild ad essere un satanista, lui è soltanto un ebreo che vuole, vive come un uomo qualsiasi, viole la sua Patria e vuole avere l’onore di essere il mio suddito! io sono il Regno di Dio che è il Regno di ISRAELE la mia civiltà umanistica: fratellanza universale UNIUS REI, MA I MAOMETTANI SHARIAH HANNO CONDANNATO A MORTE IL GENERE UMANO!
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#IRAN #SAUDI ARABIA ] il REGNO di Satana è il tritacarne di Rothschild, io sono il Regno di Dio che è il Regno di ISRAELE la mia civiltà umanistica: fratellanza universale UNIUS REI?
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#IRAN #SAUDI ARABIA ] volete appartenere al tritacarne di Rothschild o volete contribuire a costruire la mia civiltà umanistica: UNIUS REI?
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SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba1 giorno fa
se la mia collega di inglese avesse saputo quanti criminali, io avrei potuto uccidere con questa formula: “DRINK YOUR POISON MADE BY YOURSELF “? certo lei non me la avrebbe mai insegnata! eppure, una intuizione nel suo animo, la mise in guardia, ed io percepii il suo turbamento interiore!nessuno mi dovrebbe rimproverare, che io non uccido i criminali, io lo sto facendo, da 10 anni, ogni giorno io lo sto facendo..
ma, la misericordia di Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva.. inoltre la vita del criminale appartiene alla vita dei suoi figli innocenti anche… tuttavia, non c’é nessun peccato che rimarrà senza punizione!
sono contento che non sono io a decidere chi deve vivere e chi deve morire!
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SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba1 giorno fa
siamo minacciati di morte dalle menzogne del NWO! Erdogan sta facendo una strage su calunnie che sono “presunte da lui!” infatti la NATO e i suoi massoni Bilderberg Merkel culto, “presume” troppe realtà politiche, in Donbass e Crimea che non esistono! ISTANBUL, 3 LUG – Sono 548 le persone arrestate in Turchia nell’ultima settimana con accuse di terrorismo. Lo rende noto il ministero degli Interni. Circa la metà (269) è finita in manette per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altri 252 sono stati arrestati con l’accusa di essere militanti del Pkk, mentre almeno 55 sono i ribelli curdi che risultano uccisi dalle forze di sicurezza in territorio turco nello stesso periodo. Nella lista degli arrestati figurano anche 15 sospetti affiliati all’Isis e 12 a gruppi illegali di estrema sinistra.
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im Yitzhak Kaduri Messiah 03.07.2017 | IRAN, Erdogan, SAUDIA ARABIA ] ok, quelli che amano i Rothschild? loro faranno la guerra, ma, quelli che amano i loro figli? loro verranno da me: io sono il Regno di Israele, e voi siete l’inferno!
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Human sacrifice 666 Cremation of Care, amen
burn Satana: in Jesus’s name! amen alleluia

burn ALLAH and his SATANA: in Jesus’s name, amen alleluia, drink your poison made by yourself ] World Watch Monitor [ sangue di Gesù di Betlemme per la tua liberazione, amen sii liberato!
poiché non potrebbe mai esistere una soluzione 2Stati, poi, l’unica soluzione è una sola monarchia con due popoli, cioè, se la shariah viene abolita dalla LEGA ARABA!
Remarkably kept, ancient village faces future as another kind of ghost town
For decades, the empty homes of Lifta have avoided the fate of other Palestinian towns. As luxury developers eye the site, activists, archaeologists and former residents warn no amount of historical preservation will make up for building on the hillsideBinyamin Koretz · UC Berkeley
“Dov Lieber is The Times of Israel’s Arab affairs correspondent.”
Perhaps that one sentence explains how the Times of Israel can publish this weepy tragedy of a short-lived Arab village while never mentioning a word about how Lifta was built upon the ruins of an important Jewish town that thrived in this valley for over two thousand years: Mei Naftoah.
Mei Naftoah, a Hebrew adapation of an earlier name recounting Egyptian conquest, was already a small community based around a natural spring when the Israelites under Joshua displaced the Canaanite residents and established a Jewish village that would become an important source of agricultural products for Jerusalem residents for the next thousand or more years. After the destruction of the 2nd Temple and the end of the Great Revolt against Roman rule, Mei Naftoah increased in importance as a provincial center, remaining an important Jewish town through Byzantine rule and at least until the Crusader era.
“They are the Liftawis, the original occupants of the now empty village.”
This is how the “Palestinian narrative” is handed down from one leftist Jewish idiot to the next.
Sorprendentemente tenuto, il villaggio antico affronta il futuro come un altro tipo di città fantasma
Da decenni, le case vuote di Lifta hanno evitato il destino di altre città palestinesi. Mentre gli sviluppatori di lusso osservano il sito, gli attivisti, gli archeologi e gli ex residenti non avvertono che una quantità di conservazione storica comporterà la costruzione della collinaBinyamin Koretz · UC Berkeley
“Dov Lieber è il corrispondente arabo dei tempi di Israele”.
Forse che una frase spiega come i tempi di Israele possono pubblicare questa tragedia piangente di un villaggio arabo di breve durata, mentre non menziona mai una parola su come Lifta fosse costruita sulle rovine di un’importante città ebraica che prosperasse in questa valle per oltre duemila anni : Mei Naftoah.
Mei Naftoah, un’adattazione ebraica di un nome anteriore che racconta la conquista egiziana, era già una piccola comunità basata su una sorgente naturale quando gli israeliti sotto Giosuè spostarono i residenti cananei e fondarono un villaggio ebraico che sarebbe diventato un’importante fonte di prodotti agricoli per i residenti di Gerusalemme Per i prossimi mille o più anni. Dopo la distruzione del secondo Tempio e la fine della Grande Rivolta contro la regola romana, Mei Naftoah aumentò l’importanza come un centro provinciale, rimanendo un’importante città ebraica attraverso il dominio bizantino e almeno fino all’era crusadera.
“Sono le Liftawis, gli occupanti originali del villaggio ormai vuoto”.
Questo è il modo in cui la “narrazione palestinese” viene tramandata da un idiota ebraico di sinistra verso il prossimo. http://www.timesofisrael.com/remarkably-kept-ancient-village-faces-future-as-another-kind-of-ghost-town/
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yitzhak kaduri Messiah In risposta cgc( 02.07.2017 | cgc, cgc, ESISTE un criminale problema SHARIAH il NAZISMO E GENOCIDIO (teologia della sostituzione) E NON POTETE PENSARE CHE SIA Israele a tirare le castagne bollenti, a nome di tutto il genere umano, totalmente ipocrita.. ecco perché risponderete tutti davanti al tribunale di Dio per la morte dei martiri cristiani in tutta la LEGA ARABA! i siriani danno i missili a hezbollah, ecc.. e poi, pensate che Israeliani devono avere tolleranza? Israele attacca posizioni siriane in risposta a bombardamento accidentale
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naturalmente Stato lenone e biscazziere, cioè, il sistema massonico tecnocratico Bilderberg SpA FED BCE FMI Rothschild 666 Morgan, LGBTI Darwin GENDER, relativismo e usurocrazia burogra-fica.. lui non è responsabile.. i genitori sono responsabili per avere messo al mondo, queste ragazze, in un mondo che ha bestemmiato contro la Presenza e santità di Dio JHWH .. perché non c’é altro Dio, e creatore al di fuori di lui! CREDETELO O PREPARATEVI A MORIRE! 1 luglio 2017. Sofia Magerko, 16 anni, e Daria Medvedeva, 24, ucraine ed entrambe bellissime, tanto da conquistare lo scettro di reginetta, sono morte in diretta su Instagram: si stavano filmando mentre bevevano alcol a tutta velocità e l’auto si è schiantata contro un lampione. La più giovane, Sofia, stava riprendendo e, dopo le grida di gioia e divertimento, sono arrivati gli attimi della tragedia. Il video su Instagram diventa all’improvviso tutto nero e si sentono solo le urla e i rumori di un impatto violento. Il profilo Instagram di Sofia è stato chiuso, quello di Daria fino a stasera era ancora visibile. Tante i selfie fatti dalla ragazza di fronte alla sua Bmw, o al posto di guida, a farsi un selfie-stick. “Hey ragazzi, ci stiamo godendo la vita”, dicono le ragazze nel video, ma un attimo dopo ecco le grida di terrore. Sofia aveva appena vinto un concorso di bellezza nella sua città, Izyum, in Ucraina. Un sogno finito troppo presto.=============================
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LGBTI 666 FED ] come faccio IO, a raccordare il mondo Islamico? VOI LI AVERTE CONDANNATI A MORTE!
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解救基督信徒奥肯内”运动是互联网充分发挥团结互助作用的典型范例美国呼吁布什总统“向沙特政府施加压力,制止其针对基督信徒的宗教迫害行径”罗马(亚洲新闻)—印度裔基督信徒布瑞恩·奥肯内被捕的消息,是二OO四年五月底,开始在意大利和世界各地的互联网上传播开来的。印度天主教活跃人士约翰·达亚尔,专门为此致函沙特阿拉伯国王,要求释放三月二十五日遭到逮捕,并遭到沙特宗教警察虐待和毒打的奥肯内。达亚尔的呼吁在媒体传播开来,亚洲新闻通讯社和其他一些国际媒体对此作出了广泛的报道。六月六日,意大利天主教互联网www. stranocristiano. com发起了“解救奥肯内”活动,与达亚尔等各种力量结合在一起,要求利雅得政府释放奥肯内。这次行动中,通过互联网和媒体,发表支持声援奥肯内的声明,以电子邮件的方式致函沙特阿拉伯驻罗马大使、意大利驻利雅得的代表,以及沙特驻联合国的办事处。电子邮件运动的效果似乎不大,因为,沙特阿拉伯政府、外交等各方面没有对此作出任何回应、没有就此发表任何声明。但是,亚洲新闻和其他国际媒体不断向沙特当局施加压力,强烈要求释放奥肯内。此外,美国和加拿大政府、印度驻利雅得大使馆;以及各种媒体、外交人士、政府和普普通通的市民对这一事件的关注和呼吁,产生了作用。今年七月,美国宗教自由联盟“自由之家”,要求美国国务卿鲍威尔在利雅得之行期间,同沙特政府交涉奥肯内事件。短短的时间里,天主教会和新教团体的互联网在全世界范围内掀起了一系列大规模的运动,英语、西班牙语网站;英国、西班牙和美国的各种机构团体;意大利的一些著名媒体纷纷加入了“解救奥肯内”的行列。人们还通过明信片、信件等,给身在狱中的奥肯内带去鼓励和支持。奥肯内本人,则通过前往狱中探望他的人们,向外界转达了他本人向所有关心他的人的感谢。同时,也引起了沙特法官的注意。得知人们纷纷寄来信件和明信片后,法官指责奥肯内是“企图在沙特阿拉伯宣传基督信仰的外籍势力组织的领导人”。十一月初,奥肯内在被法庭以贩卖酒类判处十个月的监禁和三百鞭刑后,突然被驱逐出沙特阿拉伯。不久前,总部设在美国华盛顿的“国际基督信仰观察”,还专门发表了致布什总统的公开信,要求“会晤沙特阿拉伯驻美国大使,向其表达我们对发生在沙特阿拉伯的针对基督信仰团体的迫害事件的谴责”。这一组织要求布什总统“告知沙特政府,应停止上述针对基督信仰团体的迫害行径”。
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The ‘Save O’Connor’ campaign, an example of Internet solidarityRome (AsiaNews) – The news that an Indian Christian, Brian Savio O’Connor, had been jailed in Saudi Arabia started to spread in Italy and Europe in late May 2004. Indian Catholic activist John Dayal wrote King Fahd, Saudi Arabia’s ruler about O’Connor’s story, his arrest and abduction on March 25, his torture by Saudi religious police, the Muttawah. Soon, Mr Dayal’s appeal was quickly moving along the virtual grapevine of the Internet. AsiaNews and a few other international agencies were among the first to report the news. On June 6, an Italian Catholic Website—www. stranocristiano. com—followed Mr Dayal’s appeal and launched a ‘Save O’Connor’ campaign to gain the release of the Indian national and show that his captivity was based on religious motives hiding behind false charges. Assuntina Morresi, the mind behind the campaign initiative, wrote: “We join John Dayal in asking that Brian Savio O’Connor be set free. Religious freedom is a universal right and no nation can call itself civilised if it denies this right. “This ‘e-campaign’ provided a brief written appeal in favour of Mr O’Connor that people could send via e-mail to Saudi Arabia’s Ambassador in Rome, Mohammed Bin Nawaf Bin Abdulaziz Al Saud, the Saudi Mission at the United Nations and Italy’s representative in Riyadh, Armando Sanguigni. Initially, the e-campaign apparently went nowhere: no reaction, no statements from the Saudis. Never the less, AsiaNews and advocacy groups like Middle East Concern interested in the O’Connor case started noticing increased diplomatic pressure by some countries on Saudi authorities for O’Connor’s release. The governments of the US and Canada raised the issue with their counterpart in Riyadh. India’s Embassy in Saudi Arabia, albeit reluctantly, became aware that international media, foreign embassies, governments and ordinary citizens were increasingly worried about the fate of its citizen. In July, Freedom House, a US group advocating religious freedom, asked US secretary of State Colin Powell to confront the Saudis with the O’Connor case during his visit to the Saudi capital. In a short time, Christian Websites of different confessions started to campaign in earnest. English- and Spanish-language Websites, US, British and Spanish advocacy groups, some major Italian newspapers become aware of the ‘Save O’Connor’ campaign and informed their readers and members. A write-in campaign was launched. Postcards and letters started reaching Mr O’Connor in his prison jail, all expressing support and solidarity. From his jail in Olaya Prison, Brian O’Connor let it be known that he was grateful to all those who provided him with moral support in their messages and prayers. Information about the e-campaigns also reached the Saudi court authorities in Deerah (Riyadh) where O’Connor’s trial was taking place. Saudi judges saw in the postcards, letters and messages proof that Mr O’Connor was the “leader of a group backed by foreign forces bent on promoting Christianity in the country”. The rest, as they say, is history: Mr O’Connor was released in early November and immediately expelled after the court was forced to reduce the charges against him to “selling alcoholic beverages”.
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La campagna “Salvate il cristiano O’Connor”, esempio di solidarietà via internetNegli Usa un appello al presidente Bush: faccia pressioni sul governo saudita per fermare le persecuzioni contro i cristiani. Roma (AsiaNews) – La notizia della detenzione del cristiano indiano Savio Brian O’Connor si diffonde in Italia e in Europa a fine maggio 2004. L’attivista cattolico indiano John Dayal scrive al re saudita Fahad per chiedere la scarcerazione di O’Connor, imprigionato dal 25 marzo nelle carcere di Riyadh dopo essere stato rapito e torturato dalla Muttawa, polizia religiosa saudita. L’appello di Dayal entra nel circuito mediatico e viene rilanciato da AsiaNews e da alcune agenzie internazionali. Il 6 giugno il sito cattolico italiano www. stranocristiano. com lancia la campagna “Salvate il cristiano O’Connor” per unirsi a Dayal nel domandare la liberazione del cittadino indiano, detenuto per motivi religiosi camuffati sotto false accuse di attività illegali. “Ci uniamo anche noi alla richiesta di John Dayal, chiediamo anche noi libertà per Brian Savio O’Connor” scrive nel lancio dell’iniziativa Assuntina Morresi, ideatrice della campagna. “Il diritto alla libertà religiosa è universale! Non può chiamarsi civile una nazione che neghi tale diritto”. L’iniziativa – denominata e-camapgna dalla modalità telematica con cui viene compiuta – fornisce un breve appello in favore di O’Connor da inviare via e-mail all’ambasciatore dell’Arabia Saudita a Roma, Mohammed Bin Nawaf Bin Abdulaziz Al Saud, al rappresentante italiano a Riyadh, Armando Sanguigni, e all’ufficio saudita all’Onu. L’ e-campagna – solo apparentemente – sembra non sortire effetto: non si registrano risposte ufficiali dei responsabili sauditi o diplomatici nè loro dichiarazioni al riguardo. Ma AsiaNews e altri enti che seguono il caso dell’inidnoa detenuto in Arabia – tra cui Middle East Concern – registrano una crescente pressione di alcuni stati sulle autorità saudite per la liberazione di O’Connor: sono specialmente i governi americani e canadese a sollevare il caso presso il governo di Riyadh. Anche l’ambasciata indiana in Arabia Saudita, seppur in modo infastidito, denota l’interesse di vari organi di stampa, ambasciate, governi, semplici cittadini verso le sorti del cristiano indiano. A luglio l’associazione statunitense per la libertà religiosa Freedom House chiede al Segretario di Stato americano Colin Powell di affrontare con il governo saudita il caso O’Connor durante la sua visita a Riyadh. In breve tempo vari siti internet, cattolici, evangelici e protestanti rilanciano la campagna in tutto il mondo: portali web in lingua inglese e spagnola, enti americani, inglesi e spagnoli, alcuni importanti organi di stampa italiani danno notizia dell’e-campagna “Salvate il cristiano O’Connor”. Accanto a questa iniziativa di denuncia se ne affianca una di solidarietà rivolta in modo specifico a Brian attraverso l’invio di cartoline e lettere che vogliono manifestare la vicinanza di altri cristiani al protestante indiano. Lo stesso O’Connor dichiara a chi lo viene a visitare nel carcere di Olaya di voler ringraziare quanti lo sostenuto attraverso messaggi e preghiere. La notizia delle 2 e-campagne di denuncia e solidarietà arriva anche all’attenzione del tribunale di Deerah (nei pressi di Riyadh) dove O’Connor si trova sotto processo: i giudici sauditi, saputo delle cartoline, messaggi e lettere da lui ricevute da diversi paesiricevute, lo accusano di essere “leader di un gruppo sponsorizzato da forze straniere per promuovere il cristianesimo nel paese”. Il resto è noto: ai primi di novembre O’Connor viene improvvisamente scarcerato ed espulso dall’Arabia dopo che le accuse a sue carico sono state riformulate dal tribunale in una generica accusa “vendita di liquori”. Sull’onda del caso O’Connor l’International Christian Concern di Washington ha di recente inoltrato una lettera aperta al presidente Bush per chiedere di “incontrare l’ambasciatore saudita ed esprimergli il nostro biasimo per le persecuzioni contro i cristiani e altre minoranze in Arabia Saudita” dove i cristiani sono “continuamente arrestati, picchiati, torturati e imprigionati dalla polizia religiosa saudita”. L’ente americano chiede a Bush di “informare il governo saudita che questi attacchi contro i cristiani e le minoranze devono essere fermati”.
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布瑞恩·奥肯内介绍“我,一名基督信徒在沙特阿拉伯监狱的遭遇”Nirmala Carvalho在亚洲新闻通讯社大力推动的国际社会声援运动的支持下,因进行福传而被捕入狱的印度新教徒终于获释。他在重新获得自由后接受亚洲新闻通讯社的独家专访时指出:“在沙特的监狱里,还有许许多多需要你们帮助的布瑞恩。”胡布里(亚洲新闻)—现年三十六岁,在沙特阿拉伯工作的印度卡纳塔克邦新教徒布瑞恩·奥肯内,因被指控进行基督信仰的宣传而被捕。在七个月零七天的铁窗生活中,奥肯内被铁链捆绑,并遭到了毒打和虐待。在亚洲新闻通讯社和世界许多公教及非公教网站共同掀起的声援奥肯内国际运动后,十一月初,这名印度新教徒终于重新获得了自由。日前,奥肯内在他的家乡,卡纳塔克邦南部的小城市胡布里,接受了亚洲新闻通讯社的独家专访。为我们介绍了他在沙特阿拉伯的经历,包括了他在监狱的生活。布瑞恩·奥肯内是一名英印混血儿。一九九八年四月十五日,抵达沙特阿拉伯,在沙特阿拉伯航空公司行李部工作。闲暇空余时间,他就在自己的住所内,组织巴基斯坦人和阿拉伯人进行圣经分享和祈祷活动。他随身携带了百余张圣经内容的DVD,其中包括了圣经人物电影、纪录片、书籍等等。此外,还有六十多份新教布道录像带。他的电脑中,还保存了整部的圣经。伊斯兰圣地麦加和麦丁纳所在地沙特阿拉伯,是一个极端主义意识形态主宰的国家;禁止各种除伊斯兰以外的宗教信仰。宗教警察负责监督,他们的任务是消灭一切圣经、玫瑰经念珠、十字架;禁止进行基督信仰聚会活动。尽管沙特王室允许在私人家中进行除伊斯兰信仰以外的宗教信仰活动。但是,这些宗教警察却不放过其他宗教信徒的任何行动。 奥肯内先生,您是怎么被捕的? 三月二十五日傍晚五点四十五分,我接到一个叫约瑟夫的陌生人的电话。他声称是一个叫奥兰多的人的朋友,引起了我的怀疑。但是,我仍然邀请他来我住的公司宿舍房间里。叫约瑟夫的人却坚持要在外面同我见面,在宿舍对面的酒吧里。我问他是谁,他说是埃及人。事实上,他讲话时带有浓重的沙特口音。我刚刚走出家门,就发现三辆满载着警察的汽车在等着我。他们甚至还带着远红外线望远镜。这就意味着,我早已经被监视了。警察蜂拥而来上来抓我,将我塞进了一辆汽车,驶进了一座清真寺。伊斯兰宗教警察给我带上了脚镣。有一名几乎两米高(我才一米七)膀大腰圆的警察,提起了我的脚镣,将我倒挂起来。很时间以后,到了夜里我才醒过来。他们在一个多小时的时间里,就这样倒挂着我,并对我连踢带打,还用鞭子抽。我根本无法躲过雨点般打在我脸上的拳头,我的手被绑在了背后。 半夜时分,我已经被打得奄奄一息了。警察给我出示了一张纸,他们一边殴打我,一边强迫我的所谓供词上签字。即我持有圣经内容的CD、DVD、在沙特阿拉伯进行福传。对于这些指控,我告诉他们,我是在自己的住所中进行宗教聚会活动的,这是不违法的。但是,他们坚持强调除伊斯兰外,其他任何宗教都是违法的。过了一会儿,他们又要求我在另一张纸上签字。那上面写的是我贩卖酒类。尽管我已经被打得奄奄一息了,可是我仍然拒绝在这些伪证上签字。我告诉一名警察:“我是耶稣的信徒,一名宣讲员。……我怎么会贩卖酒类呢?”(福音派新教禁止酗酒)。 请介绍一下您的监狱生活…… 我感到十分软弱、很害怕。我不知道他们会捏造什么样的指控。我的一切都被没收了,我住的地方被搜了个底儿朝天。……我为给在印度的家人带来了巨大的痛苦而深感遗憾。在监狱时,我同十七名谋杀犯、毒品犯和其他重刑犯人关在一起。狱警严密监视我们的所有行动、交谈。好象这样还不够,到处都设置了录像装置。我在吃上没有遇到什么问题,阿拉伯和印度食品几乎差不多。我的一些朋友贿赂了看守,给我弄了一部手机。感谢这部移动电话——在监狱中是违法的,我才能与外面的亲人们联络。 他们允许您祈祷吗? 开始时,每当我要祈祷时,同室的囚犯就打断我,批评我。一个月后,一些人成了我的朋友,他们甚至去请求狱警允许我祈祷。我只能在伊斯兰祈祷时间以外的时刻祈祷。每天,监狱里五次进行穆斯林祈祷。这时,我也被迫保持安静、不能动。 您如何看待这段监狱生活? 就象是“充满矛盾的降福”。我感到自己为耶稣而受难,是上帝的偏爱。更何况,我在监狱的时候,至少使二十一个人认识了基督。得益于这次信仰的考验,我的信德成长了。上帝对我的传教和宣讲福音活动给予了肯定。 您是否为前往沙特阿拉伯感到遗憾? 不,我将此行视为“充满矛盾的降福”。二OO三年十二月,有人曾经给我介绍了一份英国的工作,我拒绝了。或许这是圣神的启示吧。如果我接受了去英国工作的机会,也就不可能有机会在沙特阿拉伯的监狱里见证福音了。 二OO四年九月十五日,奥肯内被带到法院出庭。对他的指控是贩卖酒类和毒品、持有色情物品、传播基督信仰。根据沙特阿拉伯的法律,上述指控完全可以判处奥肯内终身监禁。法官将福传指控与其他指控分开审理。对于沙特最高法院来说,尚属首次。 与此同时,全世界掀起了一场大规模的声援奥肯内,要求立即释放奥肯内的活动。沙特阿拉伯王室的第二号人物纳依夫王子,亲手写下了一纸命令,要求撤消对奥肯内的一切指控。十月二十日,尽管王室成员下了令,但是,法院仍然就所谓贩卖酒类罪名,对奥肯内进行了判决。 他们怎么会指控您贩卖酒类饮品呢? 十月二十日,检察院说一名宗教警察派遣的人证实从奥肯内那里买了酒;并支付了一张做了记号的钞票。伊斯兰警察问我,身上是否有这张钞票。控方说我有十瓶一升装的酒。我提出了上诉,并要求检查在酒瓶和钞票上是否有我的指纹。他们回答说,沙特没有这种检查系统。就这样,把我关进了监狱。 您被判处十个月监禁和三百次鞭刑,后来又怎么样了呢? 我已经服了七个月的刑,还查三个月。至于鞭刑,感谢上帝他们没真的打我。可是很奇怪,尽管纳依夫王子已经下令了,可我仍然被关在监狱里。似乎警方与政府之间没有任何协调和沟通。总之,一天夜里,他们把我带到了机场,把我送上了飞往孟买的飞机。我的主内兄弟姐妹们在那里迎候我。有趣的是,他们对我说,在我被驱逐后,法院十一月六日还找我出庭。所以我还得呆在沙特阿拉伯,等着结案。……这真是太荒唐了! 正如您已经知道的,亚洲新闻通讯社和世界各地的团体掀起了声援您早日获得自由的国际运动…… 为此,我真的非常感谢亚洲新闻通讯社;感谢“全印基督信仰理事会”以及“全球基督信仰团结互助联盟”对我的支持。此外,我更愿意借此机会,向亚洲新闻通讯社的读者们表示感谢,谢谢你们从世界各地给我邮寄来的明信片、信件。但是,我还想给大家一个任务,在沙特阿拉伯的监狱里,还有许许多多需要你们帮助的布瑞恩
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Brian O’Connor: “My story, a Christian in a Saudi jail”Nirmala CarvalhoExclusive interview with Brian O’Connor, an Indian Protestant accused of evangelising activities and freed after an international campaign supported by AsiaNews. He says that in “Saudi jails there are many more Brians who need help. “Hubli (AsiaNews) – Charged with “Christian evangelisation”, Brian Savio O’Connor spent seven months and seven days in a Saudi jail, at times in chains and tortured. The 36-year-old Protestant man from the Indian state of Karnataka is now a free a man once again after he was released in early November thanks to an international campaign launched by AsiaNews and other Websites, Catholic and non Catholic, around the world. From his town of Hubli in Karnataka where he lives with his brother and family, O’Connor spoke to AsiaNews about his ordeal. Mr O’Connor is an Anglo-Indian. On April 15, 1998, he arrived in Saudi Arabia to work as a baggage handler for Saudi Arabian Airlines. In his spare time, he organised Bible study sessions in the privacy of his home, especially with Pakistanis and Arabs. He had a hundred or so DVD with biblical themes: quotes, documentaries, films on biblical characters. He also had over 60 Trinity Broadcasting Corporation videotapes showing Rev Benny Hinn’s sermons. He had also installed a digital Bible in his computer. The Saudi Kingdom is home to Islam’s two holiest sites: Mecca and Medina. The country is ruled by a fundamentalist ideology that prohibits all forms of religion except for Islam. Its religious police—the infamous Muttawah—is ever vigilant against Bibles, rosaries, crosses or Christian gatherings. Although Saudi princes have said that non Muslim religious practices are possible in private, the Muttawah makes no difference between private and public. Mr O’Connor, how were you arrested?On the evening of March 25, at around 5:45 pm, I received a phone call from a stranger who called himself Joseph. He said that a friend, Orlando, wanted to talk to me about Christianity. I did not know any Orlando and grew suspicious. But even so, I invited him to come, along with this Orlando, to my room (the quarters my Muslim employers provided me). This man, Joseph, insisted that we meet in a coffee shop just outside my room. I asked him who he was and from where. He claimed to be an Egyptian national, but I was sure that he had a marked Saudi accent. As soon as I stepped outside my room, there was a convoy of three cars waiting for me with religious police who had night binoculars. I realised then that I had been under surveillance for some time. I was bundled into one of the waiting cars and driven to a mosque. Inside, the Islamic police chained my legs together. I am about 5’6” and this huge 6’2″ tall, hefty policeman hangs me upside down, swinging me from left to right by the chains on my feet. Often in my cell at night I could hear the sound of the chains ringing in my ears. I was battered in this upside-down position for more than an hour. I was kicked and punched and whipped. I was unable even to ward off the punches to my face, as my hands were tied behind my back. It was nearly midnight and I was weak from the torture when a policeman brought some papers. In between the torture sessions, he forced me to sign statements in which I confessed that I had in my possession Biblical DVDs and CDs and was engaged in evangelising activities. I told them that private religious meetings were not illegal, but they kept on saying that any religious activity other than Islam was prohibited. I was then asked to sign a confession in which I acknowledged that I was selling alcohol. I may have been in severe physical pain and I may have been exhausted, but I refused to sign this false statement. I told the Muttawah officer, how could I, a preacher and believer in Jesus, be selling alcohol? [Evangelical Christians refuse and prohibit alcohol use. ]Tell us about your life in prison . . . I was miserable and, at times, frightened, not knowing what new false charges would be levied against me, all my personal belongings confiscated, my room ransacked. I was also worried about the distress my arrest and imprisonment would cause to my family back home in India. I was imprisoned in a cell with 17 other inmates, people convicted on charges ranging from murder to drug peddling and other such heinous crimes. The section of the prison where I was confined had 14 cells. There were few guards but our movements and conversations were closely monitored by cameras which monitored our every move. There was no problem with regards to food as Indians and Saudis more or less eat the same things. I did manage to maintain some contact with people outside with the help of “illegal mobile phones” which were smuggled in for me by the guards for a price. Did they let you pray?Initially, whenever I tried to pray, I faced stiff resistance and antagonism from my fellow cell mates. Within a month of my arrest however, I had befriended some of the 17 convicts who petitioned the jailer to allow me to pray. I did, but only between Muslim prayers. I had to keep a strict discipline and remain silent during their five daily prayers. How would you describe your time in prison?As a blessing in disguise. I feel privileged for suffering in the name of Jesus. Besides, my time in prison has meant that 21 people have come to know Jesus. Thanks to this ordeal I have emerged stronger in faith and endurance. The Lord has confirmed my mission as an evangelical preacher. Are you sorry you ever went to Saudi Arabia?No! As I said, it was a blessing in disguise. In 2003 I was offered a job in Great Britain but I turned it down. Perhaps, it was the Holy Spirit’s doing. If I had accepted I would not have been able to bear witness to the Gospel in a Saudi prison. On September 15, 2004, Mr O’Connor was brought to court on charges of selling alcohol, drug use, possession of pornographic material and spreading Christianity. Under Saudi law, these charges are punished by life in prison. The judge however decided to separate the evangelisation charges from the rest. For this charge, he was supposed to be tried by the High Court. For the others, he was tried there and then with Muttawah agents called to testify. In the meantime, a campaign for Mr O’Connor’s liberation was launched. Eventually, Prince Naif, the second ranking prince in the Saudi royal family, wrote to the court ordering it to drop all charges. But on October 20, despite the Prince’s intervention, the court met to try him for his alleged alcohol sale. How could they charge you with selling alcohol?According to the prosecutor, a man sent by the Muttawah told the religious police that he bought alcohol from me paying with marked banknotes. They alleged that I was found with the marked banknotes and charged me with selling alcoholic beverages. They said that I had sold ten 1-litre bottles of alcohol. I then threatened to appeal to the High Court and asked them for proof: whether they had my fingerprints on any of the bank notes or on the ten bottles. They said that they had no such system in Saudi Arabia. I was then sent back to my cell. You were sentenced to 10 months in jail and 300 lashes, what happened to you afterwards?The seven months I had already served were a part of the 10 month sentence for selling of alcohol. Praise the Lord! I was not whipped. This only proves that [. . . ] there is no coordination between the Saudi police and the Government. Then, one night I was driven to a Saudi airport and put on a flight to Mumbai, where my brothers in Christ picked me up. An interesting point is that my colleagues in Saudi Arabia said that I was still scheduled to appear before the court on November 6 on the alcohol charges. How ridiculous . . . Such efficiency!As you may be aware, Asia News launched an international campaign to secure your release . . . I am very grateful to AsiaNews for the international campaign that was launched on my behalf. I am also thankful to ‘Christian Solidarity Worldwide’ and ‘All India Christian Council’ for their assistance. I especially want to thank the readers of AsiaNews for the postcards and letters that kept pouring in from around the globe. But please tell the world that there are many more Brians in Saudi Jails waiting for some help.
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Brian O’Connor: “Io, cristiano, nelle prigioni saudite”Nirmala CarvalhoIntervista esclusiva con il cristiano protestante indiano, accusato di evangelizzazione e liberato dopo una campagna internazionale sostenuta da AsiaNews. Brian O’Connor chiede: “Nelle prigioni saudite vi sono molti altri Brian che hanno bisogno del vostro aiuto”. Hubli (AsiaNews) – Per 7 mesi e 7 giorni è stato prigioniero, incatenato e torturato nelle prigioni dell’Arabia Saudita, accusato di “evangelizzazione cristiana”. Brian Savio O’Connor, 36 anni, protestante del Karnataka, è ormai libero dai primi di novembre, grazie anche a una campagna internazionale che AsiaNews ha lanciato a suo favore insieme a vari siti cattolici e non sparsi nel mondo. Da Hubli, una piccola città del sud del Karnataka, dove vive col fratello e la famiglia, O’Connor ha accettato di parlare con AsiaNews della sua esperienza. Brian O’Connor è un Anglo-indian. Il 15 aprile ’98 è arrivato in Arabia Saudita, accettando di lavorare come addetto ai bagagli per la compagnia aerea saudita (Saudi Arabian Airlines). Nel suo tempo libero O’Connor organizza incontri biblici in privato, con persone pakistane e arabe. Ha con sé un centinaio di DVD a tema biblico: citazioni, documentari, film su personaggi della Bibbia, oltre a circa 60 videocassette con le prediche del pastore Benny Hinn della Trinità Broadcasting Corporation. Nel suo computer ha anche installato una versione digitale della Bibbia. Il regno saudita, dove vi sono le città sante di Mecca e Medina, dominato da un’ideologia fondamentalista, proibisce ogni espressione religiosa diversa dall’Islam. La polizia religiosa – la famigerata Muttawah – vigila per eliminare ogni bibbia, rosario, croce, o assemblea cristiana. E anche se i reali sauditi permettono pratiche religiose diverse dall’Islam almeno in privato, la polizia religiosa non fa distinzione. Sig. O’Connor, come è avvenuto il suo arresto?La sera del 25 marzo, verso le 5. 45, ricevo una telefonata da uno sconosciuto di nome Joseph. Diceva che era amico a un certo Orlando e voleva incontrarmi per parlare di cristianesimo. Non conoscevo nessun Orlando e perciò mi sono insospettito. Ad ogni modo li ho invitati a venire nella mia stanza, nella casa che la mia ditta, musulmana, mette a disposizione per i suoi impiegati. L’uomo di nome Joseph insiste che dovremmo incontrarci fuori, in un bar di fronte. Gli chiedo chi fosse e lui mi dice che è egiziano. In realtà la sua parlata aveva un forte accento saudita. Appena uscito di casa, scopro che vi sono 3 macchine in attesa, piene di poliziotti religiosi. Avevano perfino i binocoli a raggi infrarossi. Questi significa che ero controllato da tempo. I poliziotti mi agguantano, mi mettono in una delle auto e mi portano dentro a una moschea. La polizia islamica mi ha incatenato i piedi. Uno dei poliziotti, un gigante di almeno 2 metri (io sono alto solo 1,70 m), mi prende dalla catena dei piedi e mi mette a testa in giù facendomi oscillare. Per molto tempo dopo, di notte mi svegliavo al ricordo dello stridore di quelle catene. Per più di un’ora hanno continuato a colpirmi facendomi oscillare a testa in giù: mi davano pugni, calci, frustate. Non potevo nemmeno proteggermi dai colpi sulla faccia perché avevo le mani legate dietro la schiena. Verso mezzanotte, mentre ero debolissimo per le torture, un poliziotto mi mostra delle carte. Fra una tortura e l’altra mi ordinano di firmare la mia confessione e cioè che possedevo dei CD e dei DVD biblici e che evangelizzavo in Arabia saudita. A questa accusa ho risposto loro che gli incontri religiosi in privato non sono illegali. Ma loro continuano ad insistere che la pratica di ogni fede diversa dall’Islam è proibita. Dopo un po’ mi chiedono di firmare anche un altro foglio con cui confessavo di aver venduto alcol. Ma anche se ero debole ed esausto, mi sono rifiutato di firmare questa falsa confessione. E ho detto a un poliziotto: “Sono un credente in Gesù, un predicatore… come è possibile che io venda dell’alcol?” [ndr: i protestanti evangelici non fanno uso di alcol e lo proibiscono]. Ci descriva la sua vita in prigione…Mi sentivo molto debole e spaventato: non sapevo quali altre false accuse potevano montare contro di me: tutte le mie cose erano state confiscate; la mia abitazione perquisita da cima a fondo… Mi dispiaceva anche tutto il dolore che provocavo alla mia famiglia in India. In prigione ho vissuto in una cella con altre 17 condannati per omicidio, commercio di droga, e altri crimini pesanti. La sezione dove ero confinato ha 14 celle; le poche guardie vigilavano sui nostri movimenti e le nostre conversazioni. E come se non bastasse, vi erano anche delle telecamere dovunque. Non ho avuto problemi per il cibo: arabi e indiani mangiano più o meno le stesse cose. Alcuni miei amici, corrompendo una delle guardie, sono riusciti anche a procurarmi un telefonino. Grazie a questo strumento – illegale in prigione – potevo stare in contatto con la gente fuori. Le permettevano di pregare?All’inizio, ogni volta che cercavo di pregare, i miei compagni di prigione mi interrompevano e mi criticavano. Dopo un mese sono divenuto amico di alcuni di loro e loro stessi hanno chiesto ai carcerieri di darmi il permesso di pregare. Potevo farlo solo fuori dell’orario della preghiera islamica. Quando tutta la prigione si fermava per la preghiera musulmana 5 volte al giorno ero obbligato a stare in silenzio e immobile. Come definirebbe la sua vita in prigione?Come una benedizione “paradossale” (lett. : blessing in disguise, benedizione travestita): mi sento un privilegiato per aver sofferto a causa di Gesù. Oltretutto, la mia presenza in prigione ha portato almeno 21 persone a conoscere il Cristo. Grazie a questa avventura la mia fede e la mia resistenza si sono accresciute. Il Signore mi ha confermato nella missione e nella predicazione. Non le dispiace essere andato in Arabia Saudita?No, considero una “benedizione paradossale” anche l’esservi andato. Nel dicembre 2003 mi hanno offerto un lavoro in Gran Bretagna, che io ho rifiutato. Forse è stato un suggerimento dello Spirito Santo: se avessi accettato non avrei avuto questa possibilità di testimoniare il vangelo nelle prigioni dell’Arabia Saudita. Il 15 settembre 2004 O’Connor è portato in tribunale, accusato di vendita di alcolici, uso di droga, possesso di materiale pornografico e diffusione del cristianesimo. Secondo la legge saudita, per tutte queste accuse, O’Connor rischia almeno l’ergastolo. Il giudice separa le accuse di evangelizzazione dalle altre: per la prima sarà giudicato da una Corte Superiore; per le altre si giudica al momento e si chiamano come testimoni i poliziotti islamici. Intanto nel mondo si è diffusa una campagna per la sua liberazione. Il Principe Naif, il secondo in ordine d’importanza nella casa reale saudita, manda un ordine scritto alla corte per chiudere il caso e far cadere tutte le accuse contro O’Connor. Ma il 20 ottobre, nonostante l’ordine della casa reale, la corte si incontra per giudicare O’Connor solo per le accuse di vendita di alcol. Come hanno fatto ad accusarla di vendita di alcol?Il 20 ottobre il Pubblico Ministero afferma che un uomo inviato dalla Muttawah dice di aver comprato dell’alcol da O’Connor e lo ha pagato con una banconota segnata. La polizia islamica dice di aver trovato addosso a me questa banconota segnata. Secondo l’accusa io ho venduto 10 bottiglie da un litro di alcolici. Ho chiesto di presentare il mio caso alla Corte d’Appello. E ho anche chiesto di verificare se sulle bottiglie e sulle banconote vi erano le mie impronte digitali. Loro mi hanno risposto che in Arabia saudita non hanno questi sistemi di controllo. E mi hanno chiuso ancora in cella. Lei è stato condannato a 10 mesi di prigione e a 300 frustate. Cosa è successo poi?Avevo già passato 7 mesi in prigione; me ne restavano ancora 3. Quanto alle frustate, grazie a Dio non lo hanno fatto. Ma è curioso che, nonostante l’ordine del principe Naif, restavo ancora in prigione: sembra proprio che non vi sia coordinamento fra la polizia islamica e il governo. Ad ogni modo, una notte vengono a prendermi e mi conducono in auto all’aeroporto, caricandomi su un volo per Mumbai, dove sono stato accolto dai miei fratelli di fede. Un fatto interessante che mi hanno detto: dopo che mi hanno espulso, la corte mi ha ancora cercato per presentarmi di nuovo in tribunale il 6 novembre scorso! E così sono ancora atteso in Arabia per la conclusione del processo… È davvero ridicola tutta questa… efficienza!Come forse sa, AsiaNews e altri gruppi in Italia e nel mondo hanno lanciato una campagna internazionale per la sua liberazione…. Sono veramente grato ad AsiaNews per questo. E ringrazio anche Christian Solidariety Worldwide e la All India Christian Council per il loro sostegno. Voglio ringraziare in particolare tutti i lettori di AsiaNews per le cartoline e le lettere a valanga che sono arrivate da tutto il mondo. Ma voglio anche lasciarvi un compito: nelle prigioni saudite vi sono ancora molti altri Brian che hanno bisogno del vostro aiuto.
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奥肯内被判处十个月监禁和三百鞭刑印度基督信徒因“福传”被关押了整整七个月。印度人权活跃人士致函沙特阿拉伯国王要求释放奥肯内利雅得(亚洲新闻)—十月二十日,在沙特阿拉伯遭到宗教警察逮捕后被关押的印度裔基督信徒奥肯内被判处十个月的监禁和三百鞭刑。日前,维护中东地区基督信仰团体权益的“中东关注”组织介绍了这一情况。连续数月来这个机构始终关注奥肯内事件的进展 三月二十五日,奥肯内在沙特阿拉伯遭到宗教警察的逮捕。对他的指控是宣讲基督信仰、持有和贩卖酒精类饮品、持有毒品和色情录像。 九月十五日,在初次出庭接受审判时,奥肯内本人亲自一一驳斥了宗教警察的诬陷。奥肯内没有律师,在法庭上只能靠自己的力量辩护。最初,法官要求其讲阿拉伯文。但是,奥肯内表示,他的阿拉伯语水平有限,要求法庭提供翻译。庭审开始后,主审法官并没有出席,而是由他的助理主持了开庭。并且,从一开始,就对奥肯内充满了敌意的态度。 奥肯内向法庭抗议控方诬陷他持有色情录像,因为,在他的电脑中保存的是基督信仰的资料。他承认持有圣经和录像带,但是否认色情内容。 接着,他在回答持有圣经问题时指出,那是他六年前从印度带来的,是为了学习天主圣言的。而且,在他入境时,“机场海关并没有没收”。法庭表示,被告“不清楚”沙特关于禁止持有圣经的条例。 十月二十日,沙特阿拉伯法庭针对所谓持有酒精类饮品罪进行了判决。奥肯内当庭表示不服判决,并将提出上诉。 据“中东关注”报道,奥肯内被转交给了奥拉亚监狱的驱逐部。这名印度公民,很可能会在穆斯林斋月后遭到驱逐。 印度“全印基督信仰联盟”主席达雅尔,为此专门致函沙特阿拉伯国王,要求他对奥肯内实施特赦。
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Ten months in jail and 300 lashes for Christian prisoner O’ConnorIndian Christian in prison for seven months charged with evangelisation sentenced only for “selling alcohol”. Indian Christian activist writes to Saudi monarch asking for his compatriot’s release. Riyadh (AsiaNews) – On October 20, a Saudi court in Deerah near Riyadh sentenced Brian Savio O’Connor, a Indian Christian resident in Saudi Arabia, to ten months in prison and 300 lashes for selling “alcoholic beverages”, this according to Middle East Concern (MEC), an organisation dedicated to the fate of Christians in the Middle East that has been monitoring the case of the Protestant man from the south-eastern Indian state of Karnataka. Mr O’Connor has been incarcerated in Olaya prison since March 25 after the Muttawa, the Saudi religious police, abducted him from home and tortured for 24 hours in a mosque. He was later charged with preaching Christianity, selling alcohol, drug use and possession of pornographic videos. He has always denied the charges, but has acknowledged leading Bible studies in his home for expatriate Christians after the authorities published information in the local press whereby non-Muslims could practice their religion at home. In practice, religious freedom does not exist in the country except for Muslims and any religious activity outside Islam is considered a felony. In his October 20 court hearing, the judges found him guilty of selling alcohol but did not mention any of the other charges: drug use, evangelisation and, after September 15, possession of pornographic videos. After reading the sentence, the court asked Mr O’Connor if he accepted this decision. He declined thus appealing the decision. He was warned that under Saudi law the higher court would most likely increase the sentence if it, too, found him guilty. During the hearing Brian asked why the religious police who arrested him were not present as had been announced at the previous hearing. He was told that they had given their statement at a private hearing. According to the MEC and Mr O’Connor’s family, the Muttawa did a good job at trumpeting up the alcohol charges. He was found in possession of banknotes—whose serial number the Muttawa had taken down—that had been used by an agent paid by the police to purchase the alcohol. MEC sources claim that the O’Connor file has now moved to the “Departure” section of Olaya prison indicating that he might be expelled from the country after Ramadan. Following the Court’s decision, Indian activist John Dayal wrote an appeal to Saudi King Fahd bin Abdulaziz al-Saud asking him to “give clemency to O’Connor” and urge the Saudi government to “release this Indian citizen who has already suffered much”. “We are sure,” Mr Dayal said in the letter, that “we will not be disappointed in this appeal for mercy and justice in the name of universal brotherhood, human dignity and the friendly relations between the two countries, India and Saudi Arabia. “John Dayal is the President of the All India Catholic Union (which represent India’s 16 million Catholics) and the Secretary General of the All India Christian Council, one of India’s major ecumenical Christian organisations. AsiaNews and other Catholic websites (see www. stranocristiano. it) have followed the O’Connor case and promoted an awareness campaign on his behalf. In the letter to the Saudi king, Dayal states that O’Connor’s “employers have declared that the allegations against their employee are not valid” even though it is accepted that he is a practicing Christian. According to Dayal, Mr O’Connor’s arrest, his experience in jail and now his sentence have caused “deep concern” amongst Indian Christians. “Brian,” Dayal wrote, “has no criminal record at home or abroad, and has been arrested, we feel, just for his religious convictions.
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Dieci mesi di prigione e 300 frustrate per il cristiano O’ConnorIl cristiano indiano, in carcere da 7 mesi per “evangelizzazione”, è stato condannato solo per “vendita di alcol”. Attivista cristiano indiano scrive al re saudita chiedendone la scarcerazione. Riyadh (AsiaNews) – Dieci mesi di prigione e 300 frustrate: questa la pena che il tribunale di Deerah, nei pressi di Riyadh, ha inflitto il 20 ottobre al cristiano indiano Brian Savio O’Connor. L’accusa con la quale O’Connor è stato accusato è “vendita di liquori”. Lo riferisce Middle East Concern (MEC), un’organizzazione a favore dei cristiani in Medio oriente, che da mesi sta seguendo il caso del cristiano protestante, originario del Karnataka (sudest dell’India). O’Connor è detenuto dal 25 marzo nel carcere di Olaya, dopo essere stato rapito all’esterno della proprio abitazione a Riyadh dalla Muttawa (la polizia religiosa saudita) e torturato per 24 ore in una moschea. In seguito è stato accusato di predicazione del cristianesimo, vendita di liquori, uso di droga e possesso di materiale video pornografico: O’Connor ha sempre negato le accuse a suo carico. Egli ha ammesso di aver organizzato incontri di studio e preghiera sulla Bibbia dopo aver letto su un giornale saudita le dichiarazioni di funzionari statali secondo i quali la pratica della religione cristiana in abitazioni private è consentita dallo stato. In Arabia Saudita non esiste effettiva libertà religiosa al di fuori dell’islam e ogni pratica religiosa pubblica è considerata reato. Nell’udienza del 20 ottobre i giudici hanno condannato O’Connor per vendita di liquori, ma sorprendentemente le altre accuse – droga ed evangelizzazione, alle quali il 15 settembre si era aggiunto il possesso di video porno – non sono state riformulate dalla corte e O’Connor non è stato accusato come nelle udienze precedenti. Dopo la lettura del verdetto i giudici hanno domandato all’imputato se accettava il verdetto; O’Connor ha risposto di no, affermando che farà appello, sebbene le autorità giudiziarie lo abbiano avvertito che l’ordinamento giuridico saudita prevede un inasprimento di pena se il condannato viene riconosciuto colpevole in ultima istanza. Durante l’udienza O’Connor ha chiesto perché la polizia religiosa, responsabile del suo arresto, non era presente al dibattimento, come gli era stato preannunciato in precedenza. Il tribunale gli ha risposto che la Muttawa aveva già dato un’audizione privata. L’accusa di vendita di liquori – secondo MEC e le testimonianze della famiglia di O’Connor – è stata costruita ad arte dalla Muttawa: O’Connor è stato trovato in possesso di banconote precedentemente registrate dalla polizia religiosa e usate da un acquirente assoldato dalla Muttawa. Fonti di MEC affermano che il fascicolo su O’Connor è stato consegnato alla sezione “espulsione” della prigione di Olaya: è possibile che dopo la fine del Ramadan il cittadino indiano venga espulso dal paese. In risposta alla condanna del tribunale di Deerah, l’attivista indiano John Dayal ha rivolto un appello al re saudita re Fahd bin Abdulaziz Al Saud chiedendogli di “concedere clemenza a O’Connor” e di spingere il governo di Riyadh a “rilasciare questo cittadino indiano che ha già molto sofferto”. “Siamo certi che non resteremo delusi in questo appello per la misericordia e la giustizia in nome della fratellanza universale, della dignità umana e delle relazioni amichevoli tra India e Arabia Saudita” scrive Dayal, presidente della All India Catholic Union (sigla che rappresenta 16 milioni di cattolici indiani) e segretario generale dell’All India Christian Council, ente che rappresenta milioni di cristiani in India. AsiaNews e altri siti cattolici italiani e stranieri (tra cui www. stranocristiano. it ) hanno da tempo lanciato una campagna di solidarietà e sensibilizzazione per il caso di Brian O’Connor. Nella sua lettera al re saudita Dayal fa presente che “i datori di lavoro di O’Connor hanno dichiarato che le accuse contro di lui non sono valide”, riconoscendo che egli è un cristiano praticante. L’arresto di O’Connor, la sua incarcerazione e la sentenza di pochi
burn ALLAH and his SATANA: in Jesus’s name, amen alleluia, drink your poison made by yourself ] World Watch Monitor [ sangue di Gesù di Betlemme per la tua liberazione, amen sii liberato! hanno causato “profonda preoccupazione” nella comunità cristiana indiana, sottolinea Dayal. “O’Connor non ha mai avuto problemi con la giustizia nel suo paese” afferma l’attivista cristiano. “Pensiamo sia stato arrestato solo a causa delle sue convinzioni religiose”.
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基督信徒不断遭到逮捕和迫害利雅得监狱中仍然关押着许多基督信徒,他们与什叶派和苏菲派伊斯兰异端分子囚禁在一起利雅得(亚洲新闻)—印度新教徒布瑞恩·奥肯内事件,只是沙特阿拉伯长期迫害外籍和本地基督信徒的一系列暴力歧视行径之一。利雅得政府对除伊斯兰以外的任何宗教信仰,都予以严厉压制。为此,生活工作在沙特的八百多万名外籍人士,越来越感到不安。 在沙特阿拉伯遭到沉重打击的宗教信仰团体,首推基督信仰团体。据亚洲新闻通讯社驻当地通讯员报道,今天,沙特阿拉伯的监狱里关押着许多因宗教信仰而被捕的基督信徒。 二OO三年十月,两名埃及基督信徒遭到沙特宗教警察的逮捕。一个月后,二人获释。 二OO三年二月,一名外籍基督信徒因将一部阿拉伯文圣经送给了一名沙特阿拉伯公民而遭到驱逐。利雅得政府只允许外籍人士持有本国语言的圣经。阿拉伯语圣经的拥有者,被视为企图强制他人改教,为此也是违法的,应被关进监狱。同样是在二OO三年,一名埃塞俄比亚基督信徒遭到驱逐。二OO三年初,一名巴基斯坦基督信徒被捕。上述人士中,两人是在获释后被驱逐出境的。但是,其他两人从此下落不明。 二OO二年五月,警方逮捕了十名厄立特里亚和埃塞俄比亚基督信徒。当时,他们正在进行每周五的例行聚会活动。施行逮捕的时候,警方试图栽赃诬陷他们持有酒类饮品,以违法的借口将十名基督信徒治罪。 二OO二年二月,于二OO一年七月被捕的十四名基督信徒中的最后一名,菲律宾籍的丹尼斯·莫莱诺-拉卡雷获释。这些人分别来自印度、埃塞俄比亚、厄立特里亚、尼日利亚、菲律宾等国。他们定期在私人住所中进行宗教祈祷聚会活动。 二OO二年一月二十八日,“国际基督信仰观察”收到三名埃塞俄比亚基督信徒的信,揭露了他们在捷达监狱中遭到的残酷虐待。他们被关押了整整六个月,从没有任何正式的指控,只因为是基督信徒而被囚禁。 在沙特阿拉伯,根本不存在宗教自由。除伊斯兰以外,其他所有宗教都被视为违法。法律只允许在私人住所中进行伊斯兰信仰以外的宗教活动。但是,最近一段时间以来发生的一系列事件,完全否定了这一说法。目前,在沙特阿拉伯监狱里,还关押着致力于民主与人权事业的许多什叶派和苏菲派伊斯兰异端分子。

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