Yuan diventi a breve

youtube 666 google, CIA, 666 UK NWO ] voi volete fare gli zombies: i morti viventi, i gods invisibili contro di me? io non vi dico niente! ma, non vi permettete più di entrare a gamba tesa, in questo gioco sporco di sacerdoti di satana (oggi scorrerà molto sangue dall’altare di satana, per colpa tua mi dissero i satanisti di youtube), per inibirmi la pubblicazione e l’accesso a mio: https://www.youtube.com/channel/UCnlDY0bVfVJxvWrDyZ2TSJA/discussion

 

thereligionofpeace.com im Yitzhak Kaduri Messiah • Why do you keep spouting riddles? What is JaBullOn (spa FED massini Bilderberg NATO FMI 666 NWO shariah )?
im Yitzhak Kaduri Messiah thereligionofpeace.com • JaBullOn
is Baal Peor nella Massoneria SpA FED! ma, il mio commento ha fatto
paura al NWO e loro amministratori gestapoLGBTIGAYnazism, quindi è stato
cancellato!JaBullOn is Baal Peor in Satana Massoneria SpA FED!
But, of my comment has have afraid the NWO and their administrators
gestapoLGBTIGAYnazism, so it was deleted!
Jerusalem Messiah Mahdì Yerushalayim Kingdom

chi quale SATANA ha potuto rubare il signoraggio bancario ai popoli schiavizzati? chi LGBTI lobby Bilderberg ha osato fare questo? ] [ In the name of the father, the son, and the Holy Spirit +. Amen! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti, Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux, Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux, che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni.

Luba Tetelbaum im Yitzhak Kaduri Messiah •
im Yitzhak Kaduri Messiah Luba Tetelbaum • thanx Beautiful in the soul
Jerusalem Messiah Mahdì Yerushalayim Kingdom

chi quale SATANA ha potuto rubare il signoraggio bancario ai popoli schiavizzati? chi LGBTI lobby Bilderberg ha osato fare questo? ] [ In the name of the father, the son, and the Holy Spirit +. Amen! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti, Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux, Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux, che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni.

daniel_i EllyR • What a nasty thing to say! What don’t you understand about ‘SpA FED NWO IMF’??? I always feed my NWO IMFs on SpA!!! It’s the only way to breed them!
Daniel_i EllyR • Che cosa una cosa brutta da dire! Cosa non capisci circa ‘FED NWO IMF’ ??? Mi nutro sempre i miei IMF di NWO su SpA !!! È l’unico modo per allevarlo!

im Yitzhak Kaduri Messiah daniel_i • Daniel_i EllyR you are breeding your DEMONIO! When you fall into hell and you start to said me: “Please Unius REI you come to disintegrate me?!” I will answer you, “this is not possible before your 1000 years are over!”

 

daniel_i EllyR tu stai allevando il DEMONIO! Quando sarai caduto
all’inferno e incomincerai a supplicarmi: “ti prego Unius REI tu vieni a
disintegrarmi!” io ti risponderò: “questo non è possibile prima che, i
tuoi 1000anni siano compiuti!”
Jerusalem Messiah Mahdì Yerushalayim Kingdom

chi quale SATANA ha potuto rubare il signoraggio bancario ai popoli schiavizzati? chi LGBTI lobby Bilderberg ha osato fare questo? ] [ In the name of the father, the son, and the Holy Spirit +. Amen! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti, Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux, Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux, che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni.

Mickey Oberman daniel_i • 35 minutes ago Why the lower case “p” in “SpA”?
im Yitzhak Kaduri Messiah Mickey Oberman • Perché la minuscola “p” in “SpA”?
Satana for America, significa: nel Nuovo Ordine Mondiale micro-chip Morgan
Satan for America, means: in the New World Order Morgan micro-chip
Jerusalem Messiah Mahdì Yerushalayim Kingdom

chi quale SATANA ha potuto rubare il signoraggio bancario ai popoli schiavizzati? chi LGBTI lobby Bilderberg ha osato fare questo? ] [ In the name of the father, the son, and the Holy Spirit +. Amen! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti, Croce del Santo Padre Benedetto, C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux, Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux, che il dragone non sia il mio duce, V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni.

Luba Tetelbaum im Yitzhak Kaduri Messiah • It seems that you always write your posts in a criptic way; call me stupid but I need a translation to understand what you mean. Perhaps you can oblige and explain what your posts mean in plain English?

im Yitzhak Kaduri Messiah Luba Tetelbaum • This is its meaning, even if the world’s masters: Morgan SpA, etc .. AIPAC, FED, IMF, NWO, etc .. even though they seem Jews, and they seem to be Israel’s friends? This is a trap because they are the Satanists, they are the fatal enemies of Israel instead!

questo è il suo significato, anche se i padroni del mondo: Morgan SpA, ecc.. AIPAC, ecc.. anche se loro sembrano ebrei, e sembrano amici di Israele? questa è una trappola perché loro sono i satanisti, sono i nemici mortali di Israele invece!

It seems that you always write your posts in a criptic way; call me stupid but I need a translation to understand what you mean. Perhaps you can oblige and explain what your posts mean in plain English?
Sembra sempre di scrivere i tuoi post in modo criptico; Chiamarmi stupido ma ho bisogno di una traduzione per capire cosa intendi. Forse puoi obbligare e spiegare quali significano i tuoi messaggi in inglese?

im Yitzhak Kaduri’s Messiah

King of Kings

PandoraTV
Obama moderate terrorist 666 OCI ONU CIA Shariah
Open Doors Australia
sausTVmiscellanea
SHARIAH cannibals SYRIA Allah Mecca 666 Kaaba
Israel Defense Forces
nei secoli fedele: ITALIA LIBERA dai Rothschild
williamlg963

 

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Perché il Papa critica l’intesa Trump-Putin, e tradisce la cristianità? il «pericolo» per Francesco I sia quello che l’alleanza tra Usa e Russia possa mettere a rischio l’arrivo dei flussi migratori. Il Papa dà per scontato che questi flussi debbano continuare e non possano trovarsi soluzioni alternative al problema. Allo stesso tempo però dimentica che il flusso continuo di partenze dall’Africa sub-sahariana ha l’effetto di svuotare i paesi africani delle loro risorse e di mettere a repentaglio la stabilità socioeconomica del continente europeo già duramente provato dalla crisi della moneta unica. L’immigrazione è «una tragedia» come ha riconosciuto Francesco I, ma continuare a incentivare il fenomeno senza cercare una via di sviluppo per i paesi africani, non migliorerà le condizioni di vita dei migranti.
Chiudiamo i porti o affogheremo sotto l’onda dei migranti (e dell’ipocrisia)
Nel migliore dei casi li renderà schiavi di un sistema mercantilista interessato solo a sfruttare una enorme massa di manodopera a basso costo; nel peggiore consegnerà molti di loro nelle braccia della criminalità. Francesco ha a cuore i migranti perché poveri ed esclusi, ma nel suo messaggio non c’è traccia di solidarietà per i poveri egli esclusi del Paese dove il Vaticano si trova: l’Italia. Secondo l’Istat, il 29% degli italiani, circa 17,5 milioni di persone, si trova sulla soglia della povertà e dell’esclusione sociale. Ma il Papa sembra avere più a cuore la causa di persone distanti migliaia di chilometri. «Amerai il prossimo tuo come te stesso» è l’insegnamento lasciato da Gesù, ma qui si guarda solo al prossimo più lontano mentre non c’è una parola per quello vicino costretto a dormire in macchina dalla crisi o a saltare la cena.
Irrituale anche il fatto che Francesco tenga in così alta considerazione il parere di un noto ateo, Eugenio Scalfari, sulla gestione della Chiesa. Benedetto XVI aveva dialogato con persone ben più autorevoli, basti pensare a Jürgen Habermas, ma senza cedere di un millimetro sulla dottrina. Qui invece non sappiamo più se la dottrina sia quella del Papa o quella di un dichiarato non credente. Entrambi aspirano a una religione universale che più che cristiana sembra quella massonica. Scalfari quando si accomiata da Francesco rileva che «un Papa come questo non l’abbiamo mai avuto». Su questo non gli si può proprio dar torto. La confusione nel mondo cattolico è grande, e anche tra i non credenti molti non condividono le idee di Scalfari. Quanto mai opportuno è quindi il sondaggio lanciato ieri da scenari economici.it su Francesco. Tutti coloro, credenti o non credenti, che intendono partecipare potranno farlo sino alle 19 di martedì. Ecco le domande.

1) Elezione:

a) l’elezione di papa Francesco è stata frutto solo della stanchezza di papa Benedetto XVI e della volontà della Chiesa, espressione dello Spirito santo?

b) pensate che le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di papa Francesco siano avvenute a causa di pressioni di poteri esterni alla Chiesa o a lei contrapposti?

2) riguardo alla posizione di papa Francesco di apertura e accoglienza totale verso l’immigrazione:

a) pensate che sia positiva per la Chiesa e la comunità cattolica e in definitiva per l’Italia?

b) pensate che condurrà alla distruzione della Chiesa e alla cancellazione della cultura cattolica e al declino dell’Italia?

3) ritenete che le posizioni di papa Francesco verso la morale della dottrina cattolica siano:

a) coerenti con la dottrina e la morale della Chiesa?

b) in contrasto con la dottrina della Chiesa e con la morale cattolica?

Fonte: http://www.controinformazione.info

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Yuan, “vorrei ma non posso” sostituire il dollaro 12:37 16.07.2017(E’ dalla fine degli anni ’50 che la bilancia commerciale degli Stati Uniti ha cominciato a essere deficitaria e cioè la somma dei prodotti importati supera notevolmente quella delle esportazioni.
Teoricamente, il saldo della bilancia commerciale di ogni Paese è uno dei fattori che determina il tasso di cambio della sua moneta rispetto alle altre ma non sembra essere questo il caso americano. Anche la spesa pubblica interna è superiore al Prodotto Interno Lordo e durante la recente crisi, esplosa nel mondo proprio partendo dalle “bolle” dell’economia americana, la Fed ha moltiplicato enormemente l’immissione di dollari sul mercato senza che ciò avesse un effetto significativo sull’inflazione interna. Secondo le basilari regole dell’economia l’aumento della quantità di denaro (fisico o virtuale) in circolazione, se non supportato da una crescita dell’economia interna, dovrebbe provocare e una svalutazione della valuta e un aumento dei prezzi causato dall’incremento della domanda. Normalmente, ogni volta che in uno Stato la spesa pubblica supera il PIL (se prolungata nel tempo e se non indirizzata a investimenti) e la bilancia commerciale si trova in perdita, l’immediata conseguenza diventerebbe la svalutazione della sua moneta.
In altre parole, se per lungo tempo il pubblico e i privati spendono più di quanto producono, significa che in quel Paese si sta vivendo grazie a un debito concesso da creditori che, prima o poi, chiederanno la restituzione di quanto concesso. Con più il debito aumenta, maggiore dovrebbe essere la difficoltà a finanziarlo e minore la fiducia che la moneta di quel Paese riscuoterà sul mercato internazionale.
La Grecia, ad esempio, avendo vissuto “a sbafo” per lunghi anni e non riuscendo a ripagare quanto ottenuto, è sostanzialmente in fallimento e se ciò non si è ancora formalizzato è solo perché la sua valuta attuale, l’Euro, è condivisa con altri Stati europei. Lasciare fallire Atene avrebbe ripercussioni negative anche su tutti gli altri. Per questo motivo, e contro ogni attendibilità di un futuro risanamento, i creditori continuano a rinnovare prestiti che serviranno unicamente a ripagare se stessi senza avere alcun costatabile effetto sul recupero dell’economia reale. Naturalmente, si tratta di prestiti in arrivo solo da Enti pubblici (EU e FMI) poiché nessun privato che non abbia intenti puramente speculativi accetterebbe di continuare a elargire nuovo denaro che, verosimilmente, non sarà mai restituito.
Un altro è il caso dell’Islanda, che nel 2008 si trovava nella stessa situazione di Atene, ma era fuori dall’Euro. L’isola-Stato è uscita dalla triste situazione semplicemente dichiarando che non avrebbe tenuto fede ai debiti in corso. In altre parole, ha ricordato ai suoi creditori (soprattutto banche britanniche e olandesi) il celebre detto napoletano: “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato” e così è stato. Oggi Reykjavik ha un’economia sana e in netto recupero, con tassi di crescita che hanno toccato anche il sette percento annuo. L’Argentina fece qualcosa di simile, accettando di ripagare solo una parte dei propri debiti ma continua a soffrire.
Gli Stati Uniti, nonostante i valori della sua economia reale siano più vicini a quelli di uno Stato in fallimento che a uno Stato in buona salute, non si sono comportati né come la Grecia né come l’Islanda né come l’Argentina. Anche durante il periodo di forte “quantitative easing” la valuta americana non si era indebolita e perfino la domanda interna sembra aver continuare a tenere (qualcuno afferma che cresce, anche se non c’e’ certezza sulla sua durata) pur rimanendo bassa l’inflazione.
Com’è possibile, se i basilari dell’economia porterebbero pensare il contrario? La ragione dell’apparente contraddizione sta nel fatto che il dollaro non è una banconota qualunque: è la moneta mondiale per eccellenza. E’ usata come mezzo di pagamento nella maggior parte degli scambi internazionali e come principale valuta di riserva straniera nella più parte degli Stati. Per dare un esempio, l’ottantotto per cento degli scambi valutari mondiali è in dollari americani e il 40 percento dei pagamenti è effettuato in questa valuta. Inoltre, ogni Stato che voglia rinforzare la propria stabilità finanziaria e garantire la propria moneta accumula riserve, oltre che in oro, anche in valuta straniera e sceglie di farlo principalmente in dollari. Viene da sé che la stampa di nuovi dollari non si riversa soltanto sul mercato interno americano ma si allarga in tutto il mondo. Perfino la Cina ha i forzieri pieni di dollari e di titoli del Tesoro americano.
Questi ultimi, i famosi Bond, sono la forma principale attraverso la quale il denaro straniero, pubblico e privato, finanzia l’economia americana e consente alla FED la stampa di enormi quantità di denaro senza che né l’inflazione interna né il valore del dollaro ne risentano. In pratica è come se l’America fosse la banca centrale del mondo, solo che invece di stampare solo moneta emette anche titoli di stato. Su tale moneta, proprio come una banca centrale, gli Usa non pagano interessi o pagano un tasso inferiore a quello di mercato. Possono quindi continuare a indebitarsi a buon mercato e ricavare interessi più alti dai loro investimenti all’estero.
Se gli Stati Uniti fossero un Paese qualunque, a queste condizioni nessuno accetterebbe più di usare o comprare dollari per la paura di trovarsi in mano soltanto carta straccia. Ma Washington non è la capitale di uno Stato qualunque. La supremazia mondiale conquistata grazie alla dimensione globale della sua economia e alla forza politica e militare, crisi o non crisi, la presenza delle loro basi quasi ovunque e il potere di condizionamento che esercitano su Enti come la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale gli consentono di dettare le regole cui, chi più chi meno, tutti devono adeguarsi.
La conseguenza è che, nonostante il deficit commerciale e l’esondare della spesa pubblica, il potere di spesa del consumatore americano rimane forte grazie ai soldi stranieri che, nonostante tutto, continuano ad arrivare in massa.
Il dollaro divenne la valuta di riferimento per le altre grandi monete del mondo grazie al trattato di Bretton Woods (verso la fine della seconda guerra mondiale) e si basava inizialmente sul fatto che gli Stati Uniti, su semplice richiesta, avrebbero garantito l’immediata convertibilità dei dollari in oro. Quando Nixon, soffocato dai costi della guerra del Vietnam, decise unilateralmente che tale convertibilità non sarebbe più stata rispettata, ci fu un temporaneo indebolimento della moneta senza però che alcuno insidiasse il ruolo internazionale nel frattempo assunto. Quella diminuzione del suo valore di scambio fu funzionale anche a rendere meno onerosi i debiti verso l’estero.
Trump è conscio del rischio implicito nell’attuale situazione e, fin dalla campagna elettorale, pensò che si dovesse fare qualcosa per ribilanciare entrate e uscite. Da imprenditore, pensava che fosse possibile rinegoziare con tutti i singoli creditori (cioè i possessori di Bond) il debito in essere e lo disse apertamente. Salvo scoprire che è la stessa Costituzione americana a impedirlo. L’emendamento 14 recita, infatti, che “… la validità del debito pubblico americano non può essere messa in discussione…”. A meno, dunque, che non si cambi la Costituzione, gli Stati Uniti devono restare solventi verso il proprio debito.
Tuttavia, quel che la Costituzione americana non precisa è che l’intrinseco valore di quel debito può cambiare nel tempo. Cioè, se il dollaro si svaluta, il credito resta nominalmente lo stesso ma il suo valore reale diminuisce. E’ esattamente quello su cui punta oggi Trump: una diminuzione del valore del dollaro per ripagare più facilmente l’enorme indebitamento con l’estero accumulato negli ultimi anni.
Il limite resta nel fatto che se la moneta dovesse svalutarsi troppo o troppo bruscamente si creerebbe una diffusa diffidenza e nessuno comprerebbe dei nuovi Bond. In questo caso sarebbe come se una catena di S. Antonio (o schema Ponzi) si spezzasse: non arrivando nuovo denaro, tutto il sistema crollerebbe. Questa soluzione non conviene nemmeno agli attuali possessori dei bond in circolazione: meglio perdere qualcosa a causa del cambio che perdere tutto. Di conseguenza, ogni possibile deprezzamento deve essere contenuto e graduale. D’altra parte, se la sfiducia verso Washington dovesse diffondersi e qualcuno fosse tentato disfarsi di quelli già in suo possesso, l’immissione sul mercato di grandi quantità di Buoni del Tesoro americano in breve tempo ne farebbe ulteriormente calare il prezzo, penalizzando così ancora di più i suoi possessori.
Per cercare di uscire da questo circolo vizioso e sottrarsi, anche politicamente, al dominio valutario americano, alcuni Stati tra cui la Cina, la Russia e l’Iran, decisero non molto tempo fa che gli interscambi interni avrebbero dovuto svolgersi soltanto nelle rispettive valute. Più difficile, però, è stato per loro intervenire sulle proprie riserve. Anche qualora per ragioni politiche o economiche volessero rinunciare al dollaro, dovrebbero decidere quale potrebbe essere la valuta sostitutiva.

Alla nascita dell’Euro, supportato da un’economia all’epoca molto forte, molti furono coloro che la videro come un’alternativa e la moneta europea entrò a far parte delle riserve in valuta di moltissimi Stati. La cosa impensierì perfino alcuni politici ed economisti americani che vi videro la possibilità della fine della loro supremazia e quindi del loro “bengodi”. Tuttavia, la mancanza di un’unità politica alle spalle, la non solidarietà fiscale europea (contro la quale, non a caso, anche gli americani fecero, discretamente, un lavoro di lobby) e i compiti molto ridotti affidati alla BCE dimostrarono ben presto che l’Euro non era nelle condizioni di sostituire il dollaro bensì, al massimo, di affiancarglisi in posizione subordinata.
Fu allora che qualche Paese cominciò a parlare della possibilità di costruire un “basket” di valute che potesse diventare il nuovo riferimento per gli scambi internazionali. L’ipotesi si rivelò un’illusione perché le monete eventualmente coinvolte, l’Euro, lo Yen, il Rublo, lo Yuan, la Sterlina e il Franco Svizzero appartenevano a Stati troppo lontani e diversi tra loro per motivi sia politici sia economici.

In realtà, già esiste una specie di moneta “basket” che è usata per le compensazioni tra Stati: lo Special Drawing Right gestito dal Fondo Monetario Internazionale. Si tratta di una valuta totalmente virtuale, utilizzabile per le compensazioni tra Stati ma non dai privati, e si basa su una combinazione tra Dollaro, Yuan, Euro, Yen e Sterlina. Anch’essa, tuttavia, non potrà mai diventare una vera alternativa al dominio del dollaro fino a che lo stesso FMI resterà, come ora, egemonizzato dagli Stati Uniti e lo stesso dollaro ne sarà un elemento fondamentale.
“USA non riusciranno a rompere l’alleanza tra Cina e Russia”
L’unica moneta che in prospettiva (non vicina) potrebbe insediare la posizione americana è lo Yuan cinese. In questo caso si tratta di un’economia forte e in espansione (anche se alcune crepe si fanno sempre più evidenti), con una valuta già in uso tra una grande fetta della popolazione mondiale. Il Governo di Pechino ha dimostrato di non escludere per nulla quell’obiettivo e ha, infatti, cominciato con alcune mosse indispensabili per mettersi su quella strada: ha ottenuto che la propria moneta fosse accettata nello SDR, ha creato una Banca d’investimenti internazionale che ha cominciato a far concorrenza alla Banca Mondiale, preme per essere ammessa nella lista degli Stati a economia di mercato ed ha recentemente aperto la possibilità che Fondi stranieri possano fare investimenti in Cina.

Contro la possibilità, però, che lo Yuan diventi, a breve, una valuta internazionale giocano però molti altri fattori: solo 1,7 percento dei pagamenti internazionali sono attualmente svolti in questa valuta, il sistema continua a essere dominato dalla finanza statale e non c’e’ alcuna garanzia che il Governo non prenda decisioni imprevedibili verso gli investitori esteri. Anche se gli stranieri possono investire in Cina (e quindi sullo Yuan) la cosa non è reciproca perché i risparmiatori privati cinesi non possono ancora investire liberamente in realtà estere. Lo stesso valore di scambio dello Yuan, seppur oggi più libero di alcuni anni orsono, continua a essere influenzato, diremmo controllato, dal Governo. Chi accetterebbe di fidarsi di una tal situazione?
I cittadini americani, quindi, a differenza dei greci e dei cittadini di altri Paesi debitori netti, potranno continuare a spendere tranquillamente i soldi altrui e a vivere sopra i propri mezzi senza che qualcuno abbia il coraggio o la possibilità di chiedere loro di pagare il conto. E così sarà, almeno fino a quando il potere degli USA sul resto del mondo resterà quello attuale.

 

 

 

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