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Alfie Evans è stato ucciso dalla fame, perché hanno sequestrato il cibo ai genitori

Angela Merkel ha importato una pericolosa forma di intolleranza religiosa contro i cristiani e gli ebrei, Cia twitter Uk mi hanno dato 30 utenti? ma, Zighicchio voleva esserci per non perdersi spettacolo: burn Satana Allah in Jesus’s name! Drink your poison made by yourself
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Zighicchio lui voleva esserci per non perdere lo spettacolo: burn Satana Allah in Jesus’s name! Drink your poison made by yourself
Cia twitter Uk mi hanno dato 30 utenti, di questi 20 sono islamici che fingono di essere pro-Israele, quindi io lavoro 10ore al giorno per 10persone in tutto il mondo! uniusrei@protonmail.com se scrivo a @DiegoFusaro? chi può dire che lui mi visto?
Cia twitter Uk mi hanno dato 30 utenti, di questi 20 sono islamici che fingono di essere pro-Israele (la loro caratteristica è che non mi parleranno mai) quindi io lavoro 10ore al giorno per 10persone in tutto il mondo: soltanto! uniusrei@protonmail.com
rinnovata umanità con il crollo del signoraggio 666 bancario e la edificazione del Terzo Tempio ebraico a Gerusalemme, secondo le profezie. casa per tutti i popoli resi fratelli da antropocrazia e metafisica della Legge Universale e Naturale. uniusrei@protonmail.com
#Socci mi hai visto? con 110 blogspot, 100canali youtube, in questi10anni, amici mi hanno potuto vedere, per concessione massone Bilderberg Cia 666 Uk LGBT padroni islamici farisei: alto tradimento costituzio-anale il signoraggio bancario? https://uniusreiorwarw666imf.blogspot.com/
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Propongo di chiamare DEMOFOBI i signori del globalismo: Bilderberg soros e i loro partiti Pd M5S liberi e Uguali. Essi infatti odiano il popolo. E la categoria a loro sì cara di populismo esprime appieno il loro odio per le masse nazionali-popolari.
un esercito di nullafacenti a spese di 10mioni di poveri italiani sotto la soglia della povertà abbandonati a se stessi! Il quadrilatero dei clandestini tra sale gioco, bande e risse http://www.ilgiornale.it/news/milano/quadrilatero-dei-clandestini-sale-gioco-bande-e-risse-1520650.html
questi sono criminali da arrestare immediatamente! L’idea di Liberi e Uguali: disarmare le Forze dell’Ordine e iscriverle a corsi di non violenza http://www.tgquotidiano.net/2018/04/28/lidea-di-liberi-e-uguali-disarmare-le-forze-dellordine-e-iscriverle-a-corsi-di-non-violenza/
Possa il Signore, l’Onnipotente Dio, riversare su di te un balsamo di pace, amore e protezione, facendo passare la sua luce attraverso tutto il tuo corpo come fonte di acqua viva. Possa Egli sanare tutte le tue malattie scoperte e nascoste. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen. Passa questa benedizione a tutti i tuoi contatti, incluso me. Con grande orgoglio e affetto, ti scelgo perché sei speciale. La Parola di Dio dice che Giobbe fu benedetto quando pregò per i suoi amici … Benedici i tuoi amici e sii benedetto … Oggi è un giorno di benedizione. “Ti benedico”. “Benedico il tuo cuore” – La tua vita. – La tua salute – la tua casa. – La tua famiglia. – il tuo lavoro. – la tua vita spirituale. – Le tue finanze e progetti, in nome di CRISTO ,,, scegli chi vuoi benedire. Non dimenticarti di me.
Lorenzojhwh HumanumGenus Soltanto attraverso la Monarchia in ISRAELE, potranno essere attivate le monarchie in tutto il mondo, perché FED FMI NWO Fariseinlightened loro temono le VERE monarchie, Gezabele queen second Elisabetta, ci ha venduti a rothschild e ci ha traditi!
ma Pd 666 M5S, alto tradimento il signoraggio bancario non hanno una identità per gli schiavi goyims, dhimmis dalit, DIFENDONO L’IDENTITA’ delle COMUNITA’ DI IMMIGRATI, MA NON L’IDENTITA’ DEGLI ITALIANI. il relativismo non ha una identità per gli italiani Chi mi ama, è amato dal Padre; anch’io lo amo, e mi rivelo a lui, alleluia. Benedetta settimana a tutti! pic.twitter.com/EUNLxc3ez9
ma Pd 666 M5S, alto tradimento il signoraggio bancario non hanno una identità per gli schiavi goyims, dhimmis dalit, DIFENDONO L’IDENTITA’ DELLE COMUNITA’ DI IMMIGRATI, MA NON L’IDENTITA’ DEGLI ITALIANI
you have no right to speak of God, because God is light while you hide in the darkness tu non hai titolo a parlare di Dio, perché Dio è luce mentre tu ti nascondi nelle tenebre
I asked YOU: your identity, I asked for your motivations and your values you denied me this human approach, then, like a son of darkness, you hide from me, in reality, you are an unfair companion! io ho richiesto a TE: la tua identità, io ho richiesto le tue motivazioni e i tuoi valori tu mi hai negato questo approcio umano, poi, come un figlio delle tenebre ti nascondi a me, in realtà, tu sei un compagno sleale!
si Trump potrebbe consentire a Jonathan Pollard di emigrare in Israele
Partito della Alternativa Monarchica difesa delle donne e dei minori QUESTA PAGINA DEL PARTITO DELLA ALTERNATIVA MONARCHICA E’ DEDICATA ALLA DIFESA DEI MINORI E DELLE DONNE, IN PARTICOLARE CONTRO LA RIDUZIONE IN SCHIAVITU’ A FINI DI PROSTITUZIONE DI DONNE E MINORI, CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEL LAVORO MINORILE E CONTRO LA PEDOFILIA

Da circa mezzo secolo in qua la fantasiosa tesi della paleoastronautica si è scavata una certa nicchia di pubblico, tra Stati Uniti ed Europa: riallacciandosi ad essa, e servendosi di un’editrice amica, un appassionato di letteratura ebraica ha avviato un florido business che ha fatto promanare da libri complottisti perfino delle serie di fumetti. Osservare le fallacie del suo incedere è noioso e snervante, ma può risultare utile. Oggi rispondiamo all’“obiezione principale” di Mauro Biglino sulla base degli antichi traduttori della prima versione della Bibbia in una lingua non semitica e su quella, più moderna e laica, di Sigmund Freud, che oltre a essere padre della psicanalisi duellò per tutta la vita – da quell’ebreo ateo che fu – con “l’uomo Mosè”.

Qualcuno ricorderà forse che tempo fa mi occupai di Antico e Nuovo Testamento, libri senza Dio, il penultimo libro di Mauro Biglino (l’ultimo l’anno scorso: il 2017 ci ha regalato anche la revisione dei libri Veda!). Mi ero ripromesso all’epoca di passare in rassegna gli errori, le contraddizioni e le contraffazioni di cui l’autore aveva infarcito il suo testo “a tesi”. Poi ho tralasciato la cosa: i miei interessi (esegesi, teologia, storia) mal si conciliano con la fantascienza, e quest’ultima facilmente mi viene in uggia. Ogni promessa, però, è debito, e del resto vedo che quel vecchio articolo continua a macinare parecchie letture ogni giorno: evidentemente la domanda c’è, dunque sarà opportuno offrire una confutazione serrata alle tesi di Mauro Biglino. Forse il problema più serio, nell’affrontarle, è che tutto il suo impianto manca di una vera organicità: normalmente, nella controversistica, i disputanti riescono a individuare nelle idee dell’avversario una certa gerarchia, un’armonia delle parti che – proprio come in un organismo vivente – rende chiaro quali sono gli organi vitali e quali no. Si colpisce allora al cuore la tesi avversaria smascherando la fallacia centrale, quella da cui, a cascata, si smontano le altre. Ora, una tesi centrale nelle teorie di Mauro Biglino non c’è: l’autore ha un bel dire e ripetere che la questione fondamentale sarebbe quella del plurale di Elohîm. Non è così: la questione di “Elohîm plurale/singolare” è relativamente difficile da buttare giù… solo in quanto non sta in piedi di suo. Ricordiamo:

che l’uso di Elohîm come plurale tantum sia attestato in tutto il semitico nord-occidentale è un’evidenza filologica a prova di bomba;

che nelle Scritture bibliche si attestino ricorrenze di Elohîm come veri plurali – e che dunque postulano l’esistenza di altre divinità oltre al Dio di Israele – è la cosa più normale del mondo: che io dica a un induista “Shiva non potrà salvarti” non può essere addotto come prova della mia credenza nell’esistenza di Shiva (ovvero poiché innegabilmente Shiva esiste, almeno nelle credenze di alcuni uomini, tutti gli uomini possono parlarne concedendogli un certo grado di esistenza – quello dei personaggi di fantasia – e tuttavia negandogli il grado di esistenza propriamente detto, quello che può supportare l’azione e la passione); infine,

che da un lato si ostenti riguardo asettico per le fonti, quasi come se potessero risultare parlanti al di là del proprio sitz im-Leben, e dall’altro si introiettino nei testi categorie anacronistiche è un’incoerenza metodologica tale da inficiare ogni considerazione – anche quelle che, prese singolarmente, sono in sé stesse fondate e ragionevoli. Cosa vuol dire quest’ultimo punto? Una cosa che Biglino fa di continuo, per quanto la dissimuli: periodicamente ripete di volersi attenere al nudo testo, salvo poi operare censure previe, sul testo stesso, in base a presupposti ermeneutici extra-testuali. Il più ricorrente di questi è l’affermazione che «nella Bibbia non v’è nulla di religioso»: il gioco di prestigio riesce, a Biglino, perché da una parte si coartano a forza, nella Bibbia, i concetti di “Dio”, di “spirituale” e di “sacro” come sono stati distillati da tremila anni di riflessione giudaico-cristiana, e dall’altro gli stessi testi addotti sono sempre parziali, mai presi veramente sul serio nella loro integralità. Cercheremo di darne un saggio, nelle prossime settimane, a partire dai capitoli centrali di Antico e nuovo testamento, libri senza Dio: quelli dedicati a Gesù. Come dicevo all’inizio, non si ha a che fare con un’organica (ancorché eterodossa) serie di tesi, tra le quali colpendo le principali si ottenga un organico disgregamento. Leggere Biglino è piuttosto come assistere a uno spettacolo di ombre cinesi: al lettore, anche a quello non mal disposto (ma poco formato), sembra di riconoscere la sagoma di cani, gatti, colombe, draghi… però nulla del genere è realmente presente; le immagini vengono percepite da un pubblico già capace di riconoscere certi contenuti e sono prodotte tramite l’artificiosa sovrapposizione di realtà solide distinte e la sistematica proiezione su un piano mutilato di una dimensione. Pagine: 1 2 3

La prova dei Settanta Ad esempio, se si volesse dare credito alla rivendicazione di Biglino – «La questione di Elohîm come singolare o come plurale è la questione centrale della tesi» – la causa si chiuderebbe in quattro e quattr’otto adducendo l’argomento delle versioni greche. Non solo la Bibbia alessandrina “dei Settanta” (LXX), redatta dalla più colta comunità giudaica della diaspora tra il III e il I secolo a.C.; ma anche le sue stesse revisioni, note coi nomi di Aquila, Simmaco e Teodozione, in parte redatte in epoca intertestamentaria per il bisogno di alcune fasce di giudaismo di “rigiudaizzare” la versione greca della Bibbia (i LXX, ma anche lo stesso Teodozione, erano diventati riferimento autorevole della nascente comunità cristiana). Ebbene, nessuna di queste traduzioni greche – composte da filologi antichi, che avevano il greco per lingua madre e conoscevano l’ebraico (nonché l’aramaico) per frequentazione cultuale e per studio – mostra mai la benché minima incertezza nel tradurre Elohîm: al singolare θεός nella stragrande maggioranza dei casi, quando con “Dio” s’intende il Dio unico di Israele; al plurale θεόι quando con “dèi” s’intendono le divinità adorate dai pagani (o anche nell’uso analogico che ne fa il Sal 81, 6 – ripreso anche da Gesù in Gv 10, 34). Dunque quello che per Biglino è il punto di massima ambiguità del testo biblico – ovvero è il punto decisivo, a suo dire, della tesi paleoastronautica – appare nella sua cristallina chiarezza per tutti gli interpreti antichi: Elohîm significa «ciò che tutti chiamano “Dio”» (parafrasando un grande del secondo millennio), e lo significa con le proprie particolarità linguistiche, comuni all’accadico e a molte lingue del ceppo semitico nord-occidentale. Punto. Ma Biglino dirà forse che la traduzione greca della Bibbia è per eccellenza l’emblema della manipolazione ideologico-teologica «fatta a tavolino per conquistare il potere» (così il sottotitolo del libro). Ora, questa è una petizione di principio, contenente un’affermazione tanto apodittica quanto indimostrabile: i fatti storici dicono che questo testo è il più antico riscontro dell’intero corpo scritturistico noto come “Bibbia”; che è stato elaborato da persone e gruppi distinti, appartenenti a religioni diverse e mossi da fini anche parzialmente contrapposti tra loro (dunque non sta in piedi l’ipotesi bigliniana del complotto); e che mai nessuno tra tutti quanti presero parte alla traduzione, alla redazione e alla trasmissione di quelle antichissime versioni ebbe mai alcun dubbio sul fatto che l’ebraico Elohîm si traduce correttamente con la parola greca θεός, “dio”, al singolare. A parte questo, ci sarebbe da dire che i codici più antichi del Testo Masoretico (TM), tra quelli a noi noti, risalgono al IX secolo d.C., mentre disponiamo di frammenti dei LXX risalenti al II secolo a.C. Per citare due nomi esemplificativi, il Codex Lenigradendis (che riporta l’intero TM) è datato con esattezza al 1008 d.C., mentre il Codex Vaticanus (B) e il Codex Sinaiticus (א) – che riportano per intero il testo dei LXX – sono del IV sec. d.C. Anche prescindendo dal fatto che gli stessi interpreti del TM non hanno il minimo dubbio sul significato di “Elohîm”, Biglino si aggiunge alla lista degli ingenui positivisti della linguistica che pretendono di correggere archeologicamente un testo del III sec. a.C. con uno del IX d.C.

Lo dice pure Freud! Spiace per Biglino, ma niente a parte le sue ostinate fantasticherie dice che il monoteismo sia una sovrapposizione estrinseca al primitivo testo biblico (il che è il presupposto storico-critico delle sue considerazioni): Sigmund Freud era un uomo ateo quanto Mauro Biglino (si parva licet magnis componere…), ma anche il suo dissacrantissimo Der Mann Moses und die monotheistische Religion (1939) – pur derivando il monoteismo mosaico dalla riforma religiosa di Akhenaton – non si spinge a stuprare la grammatica. E l’ebraico Freud lo masticava un tantino meglio di Biglino…

In sostanza, la tesi del padre della psicanalisi (che al Legislatore aveva già dedicato un toccante lavoro quasi trent’anni prima) è che Mosè fosse un egiziano, non un israelita, e che abbia dominato gli israeliti fuggiaschi, delusi dai loro culti cananaici (politeistici), esercitando su di loro il fascino di una più raffinata concezione teologica – quella monoteistica, appunto, mutuata dalla riforma enoteistica di Akhenaton. Ma anche in questo caso la storia rema contro: il “faraone eretico” era riemerso dalle sabbie del tempo solo da pochi decenni, all’epoca di Freud, perché immediatamente dopo la sua morte (metà del XIV secolo a.C.) tutto quanto era connesso con lui fu sottoposto a una severissima damnatio memoriæ: oltre a essere stato il marito della regina più bella d’Egitto e il padre del più giovane faraone, Akhenaton ha in sé sufficiente mistero e sufficiente carica eversiva per intrigare chiunque… quanto più il tormentato autore di Totem e tabù, che in effetti richiama nell’ultima opera le impostazioni di quell’altra (giovanile) e de L’avvenire di un’illusione. Il padre della psicanalisi espone la teoria delle fonti dell’Esateuco e mostra di condividere la nota di Gressmann per cui «i distinti nomi [di Dio] sono il chiaro segno di riconoscimento di dèi originariamente distinti» (Sigmund Freud, Der Mann Moses und die monotheistische Religion, Amsterdam 1939, 70), ma non gli passa minimamente per la testa l’idea che “Elohîm” non significhi già all’origine, e grammaticalmente, il nome e il concetto di «ciò che tutti chiamano “Dio”». Quanto invece alla peculiarità del Dio unico “introdotto da Mosè”, nonché alle credenze antiche nell’esistenza delle rispettive divinità etniche, Freud annota: Non è verosimile che Jahve si differenziasse molto dagli dèi dei popoli e delle tribù circostanti; egli contende con loro come pure i popoli lottano tra loro; ma bisogna pure tener presente che a un adoratore di Jahve di quell’epoca non sarebbe mai passato per la testa di mettere in dubbio l’esistenza degli dèi di Canaan, Moab, Amalek e via dicendo… non meno di quanto avrebbero messo in discussione l’esistenza di quei popoli che in quelli credevano. Sigmund Freud, Der Mann Moses und die monotheistische Religion, 112 Così perfino Freud – il quale sarebbe poi arrivato a inventarsi che Mosè viene ammazzato dagli esasperati israeliti, e che questi vengono a loro volta costretti dall’insopprimibile senso di colpa a elaborare una irriducibile attesa messianica… – risulta più pacato e più serio di Biglino nella ricostruzione dello scenario antropologico-culturale dell’epoca… nonché nel rispetto delle lingue bibliche. E dimostra che si può essere atei, pur sapendo (bene) l’ebraico, anche senza tirare in ballo astronavi e alieni. Dunque lo dicono tutti, ma proprio tutti, che questa storia degli “Elohîm” al plurale non sta in piedi, e Biglino non vorrà tacciare Freud di connivenza con il cinico complotto monoteistico che falsa la limpida verità biblica: la Bibbia parla di Dio, e del Dio unico per giunta. La Bibbia è un testo sacro e documenta moltissime credenze genuinamente religiose. E ci si sente in imbarazzo a dover ribadire cose tanto evidenti. Come però ho già detto, polemizzare con Biglino assomiglia molto più a giocare al tiro a segno al Luna Park che a un vero duello all’ultimo sangue: così da una parte nessuno muore (chi vorrà continuare a credere alle favole sugli alieni pur di non credere in Dio potrà sempre farlo, e continuerà a ringhiare agli uomini sensati che sono tutti degli invasati); e dall’altra l’avversario non cade neppure se si fa centro. È proprio come sparare alle paperelle di gomma sul nastro: colpirne una, dieci o tutte non implica averne uccisa alcuna. Questo fa sì che molti tra quanti hanno le conoscenze e le competenze per confutare a fondo Biglino non si prestino a una fatica tanto grande e così poco gratificante. Poiché invece ormai siamo qui, colpiremo nel prossimo futuro alcune delle paperelle che scorrono sul nastro della carta di Biglino.

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La vita non è breve, siamo noi che iniziamo a viverla tardi

“The Word became flesh and made His dwelling among us. We have seen His glory, the glory of the one and only Son from the Father, full of grace and truth.” (John 1:14)

Shalom Lorenzo,

Would you like to dwell in God’s glorious presence?

Moses did. The Israelites in the wilderness did. And so did a handful of Jewish followers of Yeshua.

The Jewish People even had a unique word for His presence not found in the Hebrew Scriptures.

That word is Shekhinah – שכינה.

Let’s take a closer look at this Jewish expression and how Yeshua Himself demonstrated God’s Shekhinah Glory dwelling among His people.

We’ll also see how we can invite His presence into our lives today.

Orthrodox Jewish man overlooking the Temple Mount in

Jerusalem where God’s Presence once filled the First and

Second Temples.

God Desires to Dwell with Us

Throughout the Torah (first five books of the Bible), it seems to be a deep desire of our wonderful, personal, compassionate Creator to not just visit His people from time to time, but to be among them.

God tells Moses, “Let them make Me a sanctuary, that I may dwell [shachan] in their midst.” (Exodus 25:8)

As Israel wandered through the desert, God’s Divine Glory dwelled in the wilderness tabernacle, which in Hebrew is mishkan – מִשְׁכַּן.

The root of mishkan is shakan, which means dwell. From this root comes the word Shekhinah שכינה, which literally means dwelling or settling,

In the Jewish writings of Yeshua’s (Jesus’) day, Shekhinah came to mean the Dwelling Presence of God.

The Children of Israel Crossing the Red Sea (1799), by Benjamin West

depicts the Shekinah Glory of God visibly dwelling among the people of Israel

as a pillar of smoke (Exodus 13:21–22). This Shekhinah form also appeared

in a cloud above the wilderness Tabernacle (Exodus 40:34–38) and in the

Temple (1 Kings 8:10–13).

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Lorenzo, you can change lives!

The Shekhinah even became one of the many substitutes for God’s personal, holy name — YHVH.

We see this in translations of the Hebrew Scriptures to Aramaic (the Targums) that the priests read to the people every Shabbat.

For instance, when YHVH walked amidst the camp of Israel (Deuteronomy 23:15), the Jewish People heard that the “Shekhinah of the Lord” walked among them. (Targum Palestine and Targum Onkelos)

Today, in Jewish thought, His Shekhinah is considered to be the “created splendor of light which sometimes takes on human form.” (Encyclopedia Judaica, Vol. 14, pp. 1349–1351)

We see this when an “angel of the LORD” comforted Hagar in her distress (Genesis 13). The Jewish People, however, heard that “the glory of the Shekhinah of the LORD” was revealed to her. (Targum Palestine)

One of the most common ways that this Shekhinah Glory was manifested to the people of Israel was through light.

The Angel Appearing to the Shepherds (1831), by Thomas Cole depicts

the Shekhinah Glory that accompanied the angel as he announced the birth

of the Savior, Yeshua to the shepherds (Luke 2:9).

The Shekhinah as God’s Glorious Light

“Show me Your glory,” Moses told the LORD (YHVH).

He answered, “I will make all my goodness pass before you and will proclaim before you my name YHVH.” (Exodus 33:18–19)

In this intimate exchange between YHVH and His servant Moses, we see that the presence of YHVH and His Glory are one.

In the Scriptures, this Glory is often visibly seen. God’s face radiates such intensely holy light that no man can see His face and still live. This is why God hid Moses’ eyes as He passed by him (Exodus 33:19–23).

So spectacular is His Glory that just being in God’s presence made Moses’ own face radiate, too! (Exodus 34:29–35)

Moses and the Ten Commandments, by James Tissot,

depicting Moses with a radiant face (public domain, modified)

The Shekhinah in Yeshua

While Yeshua ministered throughout Israel, the Jewish People were quite familiar with the concept that the Shekinah Glory of God is God Himself.

In the Book of Joel (3:17), for instance, God said, “You shall know that I, the Lord your God, dwell in Zion, My holy mountain.”

But the people heard this translation: “You shall know that I, the Lord your God, caused my Shekhina to dwell in Zion, my holy mountain.” (Targum Jonathan)

Perhaps because of this familiarity, Yeshua chose a mountain as the setting to reveal God’s glorious Shekhinah brilliance before the eyes of His disciples Peter, James, and John: “His face shone like the sun, and His clothes became dazzling white.” (Matthew 17:1–8)

The disciples understood that this light emanating out of Yeshua was a manifestation of God’s Glory, for the esteemed Rabbi Gamaliel of the first century said that “as the sun … gives light to all the world, so in a much greater degree does the Shekinah.” (Sanhedrin 39a)

Transfiguration of Messiah, by Carl Heinrich Bloch (1800s)

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Be a Part of bringing in a harvest of souls to the kingdom of God

The transfiguration helped the disciples see that Yeshua “is the reflection of God’s glory and the exact imprint of God’s very being.” (Hebrews 1:3)

To seal this truth, “suddenly a bright cloud overshadowed them, and from the cloud a voice said, ‘This is my Son, the Beloved; with him I am well pleased; listen to him!’” (Matthew 17:5)

The Apostle Paul, was a student of Rabbi Gamaliel and, therefore, understood that God’s Divine Presence dwelled in such magnificent light.

So, what better way to convince this dedicated Pharisee that Yeshua is the physical manifestation of God than to appear to Him in such a level of Shekinah glory that it throws him off his horse and blinds him.

“As he neared Damascus on his journey, suddenly a light from heaven flashed around him. He fell to the ground and heard a voice say to him, ‘Saul, Saul, why do you persecute Me?’” (Acts 9:3-4)

Statue of Saint Paul falling off his horse at the Chapel of

St. Paul in Bab Kisan (Kisan Gate), which is one of the eight

ancient city-gates of Damascus, Syria. and is said to be the

escape route of St Paul.

Sometimes Yeshua visibly displayed this Shekhinah Glory, and other times He proclaimed it:

“I am the light of the world,” Yeshua said while teaching at the Temple. “Whoever follows Me will never walk in darkness but will have the light of life.” (John 8:12)

And again, in Jerusalem shortly before His execution, He said to the crowds gathered for the upcoming Passover festival:

“If you walk in the darkness, you do not know where you are going. While you have the light, believe in the light, so that you may become children of light.” (John 12:36)

Sadly, many preferred to stay in the dark. “Although He had performed so many signs in their presence, they did not believe in Him.” (John 12:37)

God’s presence is AWEsome. While most of us have not experienced it in the visible way that the apostles or early Israelites did, we can invite Him to dwell with us in a very tangible way, as long as the darkness does not overtake us, too.

“The unfolding of your words gives light; it imparts understanding to the

simple.” (Psalm 119:130)

With Whom Does the Shekhina Dwell Today?

Lorenzo, while we are still in our earthly abodes, we are called the Temples of God, in which the Shekhina is invited to dwell and be seen by others.

The Prophet Isaiah offers us a clue as to whom God would like to live with:

“I dwell in the high and holy place, and also with him who is of a contrite and lowly spirit.” (Isaiah 57:15)

In other words, God keeps the humble close to Him, and He stays far away from the proud. (Psalm 138:6)

It is more likely that the humble will desire to be in His presence as well. The Rabbis write that “when two sit together and meditate on the divine revelation (the words of the Torah), the Shekinah abides between them.” (mAvot 2:3)

Likewise, Yeshua, who is the Word of God made flesh in John 1:14, said,

“Where two or three are gathered in My name, I am in their midst.” (Matthew 18:20)

When we keep the Word of God close to our hearts and abide by it, we can experience the Presence of God.

The Lord’s Prayer, by James Tissot (1836-1902), depicting

Yeshua (Jesus) teaching the disciples how to pray (Luke 11:1-13)

Please help us bring the Light of Messsiah Yeshua (Jesus)
to the Jewish People, click now

The Shekhina Can Also Leave Us

The Rabbis also taught that the Shekhinah of God would leave under certain circumstances:

“Whosoever sins in secret or walks with a proud and haughty bearing ‘crowds out the feet of the Shekhinah.’” (Berachot 43b, Talmud)

It is because of sin, that the Prophet Ezekiel saw God’s Glory completely leave the Temple (Ezekiel 10:19). Before the Shekhinah left, God asked Ezekiel, “Have you seen what the elders of the house of Israel are doing in the darkness?” (Ezekiel 8:12)

God let Ezekiel peer into the Temple where he saw “every sort of creeping thing, abominable beasts, and all the idols of the house of Israel, portrayed all around on the walls.” (verse 10)

When we disobey the Word of God, we can’t expect God’s Glory to remain in us.

“For what fellowship has light with darkness?” (2 Corinthians 6:14)

The 17th blessing of the daily Amidah (Standing) prayer expresses the

longing in the Jewish heart that the Shekhinah Glory will one day return:

“Blessed are You, God, who returns His Presence (Shechinato) to Zion.”

Discerning the True Shekhinah

When Yeshua performed His first public miracle, changing water into wine at the wedding in Cana, the Apostle John said that He also “revealed His Glory [Doxa in Greek and Kavod in Hebrew], and His disciples believed in Him.” (John 2:11)

A miracle without the Glory of God is not a miracle of God.

This is an important truth to keep in mind, since it is prophesied that as the Day of the Lord draws near, “False messiahs and false prophets will appear and perform great signs and wonders to deceive, if possible, even the elect.” (Matthew 24:24)

It is up to each of us to discern what is and is not God’s manifested Glory so that we may not be deceived.

While many focus on the miracles themselves as proof that God’s presence is with a person, we should instead look to the fruit they produce.

Are their goals aligned with God’s kingdom goals? Are their daily lives aligned with God’s instructions on how to live life daily?

Yeshua said, “Very truly I tell you, whoever believes in Me will do the works [ergon] I have been doing, and they will do even greater things than these, because I am going to the Father.” (John 14:12)

The word works (ergon in the Greek), refers to accomplishing tasks, so it may be referring here to living out God’s instructions in all its splendor. Signs and wonders may be part of it, but seeing someone who was once in the darkness now live a just life is also miraculous, and that is a true sign that the light of Yeshua resides in them.

Yeshua Leading His Disciples in a Meadow, (Hurlbut’s Life of Christ for

Young and Old, 1915, artist unknown, colored)

Yeshua is the Light of God’s Glory and so are the words and commands of God. We sometimes chase the spectacular without being transformed in our character and simply bearing fruit.

Of course, some transformations don’t happen in one day. They take time, but it is this transformation that we are to continuously strive for. And He sent us His Ruach HaKodesh (Holy Spirit) to help us.

“All of us, with unveiled faces, seeing the glory of the Lord as though reflected in a mirror, are being transformed into the same image from one degree of glory to another; for this comes from the Lord, the Spirit.” (2 Corinthians 3:18)

May we all earnestly seek the manifest glory of God dwelling in us until the day we will bask in the light of His glory when the Shekinah of God and the Lamb (Yeshua) provide all the light we need in the heavenly city, the New Jerusalem. (Revelation 21:23)

And it will be said:

“Behold, the dwelling place of God is with man.” (Revelation 21:3)

Be blessed in His wonderful Shekhinah Presence.

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